Le microplastiche sono frammenti di plastica di dimensioni inferiori ai 5 millimetri che si trovano ormai ovunque nell'ambiente, dall'acqua che beviamo all'aria che respiriamo. In questa sezione del sito esploreremo l'impatto delle microplastiche sulla salute umana, concentrandoci sugli effetti sull'ambiente acquatico, sull'apparato digerente, sull'apparato respiratorio e sui danni a livello cellulare.
Ingestione: Gli organismi marini scambiano le microplastiche per cibo, con conseguenze letali per soffocamento, blocco intestinale e lacerazioni interne.
Intasamento: Le microplastiche possono ostruire gli apparati digerenti e respiratori degli animali, riducendo la loro capacità di nutrirsi e respirare.
Tossine: Le microplastiche possono assorbire e rilasciare inquinanti chimici nell'ambiente, avvelenando gli organismi marini.
Catena alimentare: Le microplastiche possono risalire la catena alimentare, rappresentando un rischio per la salute umana (magnificazione)
Conseguenze:
Perdita di biodiversità: La morte e la diminuzione delle popolazioni di organismi marini possono sconvolgere gli ecosistemi acquatici.
Danni economici: L'inquinamento da microplastiche può danneggiare l'industria della pesca, del turismo e altre attività economiche costiere.
Problemi di salute umana: Il consumo di pesce contaminato da microplastiche può causare problemi di salute nei soggetti umani.
Le micro e nanoplastiche possono arrivare all'interno dell'apparato digerente tramite l'ingestione di acqua o cibi potenzialmente contaminati
Danni fisici: Lesioni, infiammazioni e blocchi intestinali.
Rilascio di sostanze chimiche: Contaminazione da metalli pesanti e altro.
Squilibrio della flora intestinale: Le microplastiche possono adsorbire sulla loro superficie batteri benefici presenti nell'intestino, riducendone la popolazione e alterando la composizione del microbiota. Questo squilibrio può compromettere la digestione, l'assorbimento dei nutrienti e la funzione immunitaria.
Conseguenze: Digestione compromessa, malassorbimento, infiammazioni e potenziali problemi di salute a lungo termine.
Le microplastiche disperse nell'aria possono essere inalate e depositarsi nei polmoni.
Provocano irritazione e infiammazione delle vie respiratorie.
Esacerbano patologie preesistenti come asma e bronchite.
L'esposizione cronica può ridurre la funzionalità polmonare e aumentare la suscettibilità alle infezioni.
Assorbimento di sostanze chimiche:
Le microplastiche fungono da spugne per sostanze chimiche tossiche presenti in ambiente, come: pesticidi, metalli pesanti e inquinanti organici persistenti (POP). Queste sostanze, rilasciate nei polmoni durante la degradazione delle microplastiche, possono:
Danneggiare il DNA e aumentare il rischio di cancro
Interferire con il sistema immunitario, favorendo le malattie
Altri effetti:
Le microplastiche possono incoraggiare la diffusione di batteri e virus.
Inducono stress ossidativo, danneggiando le cellule polmonari.
Possono scatenare una risposta infiammatoria sistemica.
Sangue:
Le microplastiche possono aggregarsi ai globuli rossi, ostacolando il trasporto di ossigeno.
Possono attivare la coagulazione del sangue, aumentando il rischio di trombi e infarti.
Possono rilasciare sostanze chimiche tossiche che danneggiano i globuli bianchi, indebolendo il sistema immunitario.
Tessuti:
Le microplastiche possono accumularsi nei tessuti, causando infiammazioni croniche e danni cellulari.
Possono interferire con la comunicazione tra le cellule, alterando il funzionamento degli organi.
Possono aumentare il rischio di malattie autoimmuni e cancro.
Cellule:
Le microplastiche possono entrare nelle cellule e danneggiare il DNA, aumentando il rischio di mutazioni e cancro.
Possono interferire con i processi metabolici cellulari, alterando la produzione di energia e la crescita cellulare.
Possono indurre stress ossidativo, che danneggia le cellule e accelera l'invecchiamento.
Una ricerca, coordinata dall’Università della Campania «Luigi Vanvitelli» con la collaborazione di numerosi enti, tra cui IRCSS Multimedica di Milano e l' Harvard Medical School di Boston ha dimostrato la presenza di un mix di inquinanti nella placche aterosclerotiche e, per la prima volta, ne ha provato la pericolosità per la salute: il rischio di infarto e ictus risulta infatti almeno raddoppiato rispetto a chi ha comunque placche, ma “non inquinate”. L’indagine è stata condotta su 257 pazienti over 65 anni seguiti per 34 mesi dopo essere stati sottoposti a rimozione delle placche aterosclerotiche (depositi di grasso nelle arterie pericolose per il cuore) che poi sono state analizzate con il microscopio elettronico. I dati hanno mostrato quantità misurabili di polietilene nel 58,4% dei casi e di PVC nel 12,5%, due dei composti plastici di maggior consumo nel mondo, utilizzati per realizzare contenitori, sacchetti, bottiglie, tappi e materiali edilizio. Sebbene non sia stabilito un rapporto causa-effetto, la reale novità dello studio è la prima dimostrazione di un rapporto tra inquinamento da micronanoplastiche e malattia nell’uomo.
La Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) ha proposto DIECI AZIONI PRATICHE , che tutti possono adottare per proteggere sé stessi e l'ambiente dalle microplastiche:
Riduci il consumo di plastica monouso.
Scegliere per l'abbigliamento le fibre naturali.
Installa filtri contro le microplastiche nelle lavatrici.
Evita prodotti cosmetici contenenti microplastiche.
Consuma acqua filtrata.
Previeni la contaminazione dei cibi con la plastica.
Mangia alimenti freschi e integrali.
Sostieni pratiche di pesca sostenibili.
Smaltisci correttamente i rifiuti.
Sii 'ambasciatore' del cambiamento.
Sitografia
https://www.sistemieconsulenze.it/microplastiche-negli-alimenti/
https://educazionecivica.zanichelli.it/oceani-di-plastica-i-rifiuti-nella-catena-alimentare
https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/inquinamento/le-microplastiche-anche-nella-nostra-tavola/
Microplastics and Nanoplastics in Atheromas and Cardiovascular Events, New England Journal of Medicine, 7th march 2024
Comunicato stampa n°3/24 Società Italiana di Medicina