Raffaele Esposito
Attore italiano di teatro, cinema e televisione si è diplomato alla Scuola di Teatro del Piccolo Teatro di Milano diretta da Luca Ronconi e perfezionatosi presso il Centro Teatrale Santa Cristina, costruendo un percorso artistico solido e riconosciuto e lavorando con alcuni dei più importanti registi della scena italiana ed europea.
Il suo debutto e la sua crescita professionale sono strettamente legati alla lunga collaborazione con Luca Ronconi, con cui ha preso parte a produzioni di rilievo come Il Mercante di Venezia, Sogno di una notte di mezza estate (Premio ETI 2009), Professor Bernhardi (Premio Ubu e Premio ETI), Infinities (Premio Ubu) e Lehman Trilogy. Nel corso degli anni ha interpretato ruoli centrali del repertorio classico e moderno: da Shakespeare a Goldoni, da Euripide a Tolstoj, fino alla drammaturgia contemporanea.
Tra i lavori più recenti in teatro si segnalano Guerra e pace diretto da Luca De Fusco, L’albergo dei poveri e Uno sguardo dal ponte per la regia di Massimo Popolizio, La tragedia del vendicatore diretto da Declan Donnellan (anche in tournée internazionale), e M il figlio del secolo tratto dall’opera di Antonio Scurati. È stato protagonista in produzioni di rilievo presso teatri come il Teatro Argentina di Roma e la Fondazione Teatro Due di Parma.
Parallelamente all’attività di attore, ha firmato alcune regie teatrali, tra cui La prigione di Kennet H. Brown, Il silenzio del mare di Vercors e I poeti sulle mine, confermando un interesse costante per la ricerca drammaturgica e la direzione artistica.
In televisione e al cinema ha preso parte a numerose produzioni di successo, tra cui DOC – Nelle tue mani, Blanca 2, Studio Battaglia 2, Imma Tataranni, Il Commissario Montalbano, La mia casa è piena di specchi e il film La nuova donna di Léa Todorov.
Nel 2007 ha ricevuto il Premio Ubu come miglior attore under 30, riconoscimento che ha segnato l’inizio di una carriera intensa e in costante evoluzione.
Parla inglese e francese, pratica diversi sport e affianca alla preparazione tecnica una forte presenza scenica, maturata in oltre vent’anni di esperienza tra palcoscenico e set.
Costruire un’interpretazione è il risultato di una serie di scelte consapevoli e precise.
A differenza di altre forme artistiche, come le arti plastiche o musicali, l’attore dispone di strumenti apparentemente essenziali: il proprio corpo, la propria voce e la propria capacità immaginativa.
Questo laboratorio nasce con l’obiettivo di guidare gli allievi alla scoperta e alla valorizzazione di questi strumenti fondamentali, attraverso un percorso pratico e creativo che metta al centro il corpo come primo veicolo di espressione.
Il lavoro si concentrerà sull’esplorazione delle potenzialità fisiche ed espressive dell’attore: movimento, presenza scenica, ascolto, relazione con lo spazio e con gli altri. Attraverso esercizi individuali e di gruppo, improvvisazioni e momenti di ricerca guidata, i partecipanti saranno invitati a sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio linguaggio corporeo e delle dinamiche emotive che lo attraversano.
L’obiettivo del percorso non è soltanto quello di preparare gli allievi all’incontro con il materiale drammatico, ma soprattutto di offrire un’esperienza di conoscenza di sé e dell’altro. Prima ancora della costruzione di un personaggio, infatti, l’attore è chiamato a sviluppare sensibilità, ascolto e presenza.
In questo senso, il laboratorio diventa uno spazio di sperimentazione e crescita, in cui il corpo si trasforma in strumento di narrazione, relazione e consapevolezza, sia nel lavoro sul palco sia nel contesto del set cinematografico.