Azione A.3 Visioni Fuori-Luogo - piattaforma CIPS (Cinema Immagini Per la Scuola) promosso da MiC e MiM
Il progetto, finanziato dal Ministero della Cultura nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso con il Ministero dell'Istruzione e del Merito, propone un percorso formativo e laboratoriale finalizzato alla realizzazione di un cortometraggio sul tema dell’inclusione e del contrasto al bullismo.
Attraverso laboratori di scrittura, regia, produzione, fotografia, recitazione, montaggio e composizione musicale, gli studenti del Liceo Classico del Convitto Nazionale Giovanni Falcone e delle scuole della Rete AlQasar aderenti all'iniziativa _ Liceo Scientifico Benedetto Croce, IISS Ragusa Kiyohara Parlatore, IISS Nautico Gioeni Trabia_ sperimenteranno tutte le fasi del processo filmico, dall’idea alla distribuzione.
Il progetto intende promuovere la cultura della diversità come risorsa educativa e sociale, favorendo una nuova narrazione dei diritti dei giovani con disabilità e sviluppando competenze critiche nel linguaggio audiovisivo e nella Media Education.
Immaginate il fragore di ottocento studenti che ogni giorno animano la mensa del Convitto Nazionale di Palermo. Un rito collettivo fatto di tintinnio di posate, scambi veloci e la complessa logistica di un servizio refezione monumentale. È proprio qui, tra i tavoli di un’istituzione storica nel cuore del Cassaro, che è nata una scintilla inaspettata: trasformare la gestione materiale del cibo in una gestione umana e creativa della diversità.
Il progetto "I(n)mensamente" non è solo un laboratorio, ma una risposta politica e pedagogica all’esclusione e al bullismo. Laddove la routine rischia di farsi anonima, il cinema interviene per accendere le luci su storie che altrimenti resterebbero ai margini. Il Convitto ha scelto di non limitarsi a "integrare", ma di narrare, trasformando lo spazio della scuola in un set dove il futuro dell'inclusione viene scritto, girato e montato in tempo reale.
Nella narrazione di "I(n)mensamente", la disabilità smette di essere un tema da trattare con condiscendenza per diventare il motore dell'azione. I ragazzi con Sindrome di Down non sono semplici comparsate o "oggetti" di un documentario pietistico; sono protagonisti attivi, autori e attori di un racconto che intreccia i propri diritti con l'emozione della scoperta cinematografica.
“Il progetto è un percorso che trasforma l'esperienza educativa in un'opera audiovisiva dal forte impatto sociale e culturale, dove l'identità del singolo è contaminata dall'incontro con l'Altro.” (Dalla missione pedagogica del progetto)
Questa è la vera cura: passare dal "mostrare la diversità" — imponendone il rispetto per norma — all'offrire strumenti tecnici per comprenderla e abitarla. Attraverso l'obiettivo, la differenza diventa una categoria estetica e umana che arricchisce l'intera comunità educante, composta da ben 135 tra docenti ed educatori, ribaltando il concetto di limite in quello di risorsa creativa.
L'innovazione del Convitto non è solo narrativa, ma strutturale. Grazie ai fondi PNRR, la scuola ha superato la dimensione del semplice laboratorio pomeridiano per istituire una vera e propria "Curvatura in Teorie e Tecniche della produzione audiovisiva e cinematografica" all'interno del Liceo Classico. Non si tratta di gioco, ma di un percorso accademico formale.
Il cuore tecnologico di questa rivoluzione è il ConvicinemaLab, un atelier professionale progettato con una logica di efficienza industriale che ricorda le grandi scuole europee come la Femis di Parigi o il Centro Sperimentale di Cinematografia. Qui, la metodologia "mista" elimina i tempi morti:
Simultaneità operativa: L'atelier permette a 32 studenti di lavorare contemporaneamente sulle postazioni, garantendo un flusso di apprendimento continuo.
Teoria in azione: Ogni lezione alterna l'analisi filmica (proiezione di estratti) alla presa in mano immediata di camere e registratori digitali.
Montaggio istantaneo: La visione del girato avviene in tempo reale per comprendere subito l'associazione delle immagini e il ritmo narrativo.
Il Convitto è un gigante monumentale incastonato nel Cassaro, l’asse UNESCO che unisce Porta Nuova a Porta Felice. Ma la bellezza del marmo nasconde sfide durissime: barriere architettoniche complesse e un centro storico che rischia lo spopolamento, trasformandosi in un guscio per turisti e movida notturna.
In questo scenario, la scuola agisce come una "sentinella". In un contesto dove il benessere culturale convive con una povertà educativa strisciante, il cinema diventa lo strumento per una lettura critica del territorio. I ragazzi non subiscono la gentrificazione, ma la raccontano, riappropriandosi di spazi che la logistica pedonale e la trasformazione urbana rendono spesso ostili. Il progetto diventa così un presidio di resistenza civile contro la dispersione scolastica, offrendo ai giovani una ragione per restare e per "vedere" la propria città con occhi nuovi.
La sfida più ambiziosa di "I(n)mensamente" è trasformare gli studenti da consumatori passivi di contenuti — o peggio, soggetti passivi delle narrazioni altrui — in autori consapevoli.
“Legittimare la centralità della categoria della differenza e difenderne il diritto sul piano sociale, politico e culturale è la sfida pedagogica verso cui la scuola deve tendere.” (Dal framework metodologico del Convitto)
Per tradurre questo principio in pratica, gli studenti vengono immersi in una filiera produttiva completa, dove ogni ruolo è fondamentale:
Scrittura e Regia: Per trasformare i reportage sulla quotidianità in sceneggiatura.
Fotografia e Suono in presa diretta: Per governare l'estetica e la pulizia del messaggio.
Montaggio e Post-produzione: Utilizzando software professionali per la color correction e il mixaggio.
Comunicazione e Social Media: Per gestire la disseminazione e il backstage, promuovendo la media literacy.
"I(n)mensamente" non vuole essere una cattedrale nel deserto, ma un protocollo esportabile. La rete creata coinvolge 30 studenti del territorio e prevede la formazione specifica di 6 docenti della rete scolastica locale, garantendo che le competenze non vadano perdute.
Il progetto ha prodotto una vera "cassetta degli attrezzi" per la scuola del futuro, un Kit Didattico pronto all'uso che comprende:
Manuale operativo: Una guida pratica dalla sceneggiatura alla post-produzione.
Piattaforma online: Un hub di tutorial realizzati da esperti e forum di discussione.
Software accessibili: Strumenti di editing video e audio selezionati per la facilità d'uso.
Griglie di valutazione: Strumenti scientifici per monitorare l'apprendimento e l'impatto dell'inclusione.
L'esperienza del Convitto di Palermo dimostra che quando la scuola sposa il linguaggio audiovisivo, non sta solo aggiungendo una materia, ma sta cambiando il sistema operativo della didattica. Dalla gestione dei pasti per 800 ragazzi alla creazione di un'opera filmica, il passo è stato quello della "sostenibilità umana": dare voce a chi è invisibile, dare strumenti a chi vuole raccontare.
Il cinema, in questo senso, non è un fine, ma un potente medium per far emergere abilità che i canali tradizionali non riescono a intercettare. La domanda, dunque, resta aperta per l'intero sistema scolastico italiano: e se il futuro dell’inclusione non passasse dai libri di testo, ma dall’obiettivo di una cinepresa?