RACCONTO
LA MIA TERRA
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LA MIA TERRA
UN OMAGGIO ALLA CITTA' DI TERMOLI
GLI ALUNNI DELLA BERNACCHIA PRESENTANO LA MAPPA DI COMUNITA' “IL SENTIERO VERSO IL MARE”
Sabato, 21 gennaio 2023, alle ore 11.00, presso l'Aula Magna dell'I.C. “Oddo Bernacchia” di Termoli, le classi IIIA - IIIB - IIIC, della Scuola secondaria di I grado, hanno presentato all'Assessore alla Cultura del Comune di Termoli, Michele Barile, tre mappe di comunità, prodotti finali del progetto “Il sentiero verso il mare”. Hanno presenziato all'evento: la Dirigente scolastica Rosanna Scrascia, la promotrice del progetto Lucia Checchia, dottoressa magistrale in Archeologia, Beni culturali e Turismo, la progettista del percorso didattico Raffaella Pagliarulo, docente di Arte, nonchè la docente di Arte Maria Cornacchione. Le mappe di comunità sono strumenti cartacei che gli alunni hanno utilizzato per illustrare, attraverso il patrimonio culturale materiale e immateriale, il legame secolare che unisce Termoli al mare.
Il percorso esecutivo è stato caratterizzato dall'entusiastica partecipazione degli alunni sia alle attività di esplorazione, di ricerca e di creazione artistica delle mappe, sia dalle coinvolgenti lezioni di archeologia e uscite sul territorio, condotte magistralmente dalla prof.ssa Lucia Checchia. Il fine dell'attività è stato quello di contribuire alla costruzione dell'identità culturale degli alunni e, soprattutto, di formare cittadini rispettosi del bene comune, come pure quello di creare futuri paladini a tutela del nostro meraviglioso patrimonio culturale. In nome del valore delle cose belle, e insieme dell'importanza di coltivare il senso civico, che rivivano le parole del giornalista siciliano Peppino Impastato, giovane vittima di Cosa Nostra: «Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore». Infine, gli studenti hanno rivolto sincera ricoscenza all'Assessore Michele Barile per essere intervenuto alla presentazione delle mappe di comunità e hanno manifestato profonda gratitudine alla prof.ssa Lucia Checchia per la sua impagabile disponibilità.
Un disegno per la pace da Termoli
di Canosa Desiré, Sale Martina, Guastaferri Luigi, Tozzi Gabriel, Villano Lorenza (classe II C)
In seguito all'iniziativa "Un disegno per la pace da Termoli", promossa dalla Prof.ssa Luisa D'Ippolito e dagli amici del gruppo "Trabucc A Termoli", il 21 Aprile è stata inaugurata una mostra che ha voluto esporre i lavori raccolti presso la Torretta Belvedere di Termoli.
Sono state coinvolte anche le scuole che hanno partecipato con la realizzazione di disegni eseguiti con diverse tecniche artistiche. La Prof.ssa Raffaella Pagliarulo ha invitato le classi I A, I B, I C e le classi II B e II C della Secondaria del nostro Istituto "Bernacchia" a contribuire con i propri lavori a questa bella iniziativa. Siamo stati contenti di aver potuto esprimere il nostro "si" alla pace ed è stato bello poterlo mostrare proprio nei luoghi simbolo della nostra cittadina.
Siamo orgogliosi che anche i nostri messaggi contribuiscano a far riflettere "i grandi" sull'importanza della pace in tutto il mondo. Siamo grati alla nostra Prof.ssa Pagliarulo e alla Prof.ssa Luisa D'Ippolito che ci hanno permesso di esprimerci su un argomento così attuale e importante in modo divertente e creativo.
Termoli… nel Cuore! ♥️
di Giammaria Fiore Nuonno e Lorenzo Atterrato – Classe III B
Giovedì, 17 febbraio 2022, alle ore 9:00, gli alunni delle classi terze, A/B/C/D, del nostro Comprensivo, “Bernacchia”, hanno assistito, nella propria palestra, ad un particolare spettacolo teatrale: I Promessi Sposi in dialetto termolese. A portare il teatro a scuola è stata la professoressa Carla Di Pardo, curatrice di un più ampio progetto sull’Amore universale, e a rappresentare una delle più intense storie d'amore della nostra letteratura, quella di Renzo e Lucia, è stato il duo di artisti termolesi, Sebastiano Di Pardo e Nicola Palladino. Questi hanno proposto agli studenti una rivisitazione dell'opera di Manzoni, tutta in chiave termolese: sia nella lingua sia nei luoghi citati. L’appassionata narrazione, condotta da Sebastiano Di Pardo, è stata magistralmente accompagnata da canzoni sul tema, ideate dal professor Palladino. I ragazzi hanno partecipato vestiti di rosso e con un cuore, per festeggiare l’Amore, purtroppo molto sacrificato in questo periodo di pandemia da covid… A fine spettacolo, in segno di ringraziamento, c'è stato un suggestivo lancio in aria di tutti i cuori, sui quali gli alunni di terza B avevano scritto il proprio significato di Amore. È seguito, poi, un interessante dibattito, coordinato dalle docenti di lettere, le professoresse De Gregorio, Gallo, Montazzoli, Tedeschi, durante il quale gli alunni hanno posto tante domande sulla rivisitazione dell’opera, sull'uso del dialetto, sull'amore. Forte e chiaro il messaggio degli artisti arrivato alle generazioni future: preservare il dialetto, perché in esso vivono la nostra storia e le nostre radici.
Unico neo di questa bellissima esperienza è stato tecnico: i microfoni non funzionavano perfettamente, pertanto, i ragazzi seduti in fondo hanno faticato a sentire e, dunque, a comprendere. Si consiglia, perciò, alla Scuola di dotarsi di un tecnico preposto all'organizzazione di eventi simili, magari facendo delle prove il giorno prima, così da evitare spiacevoli imprevisti.
Miti e leggende termolesi
Esploriamo la città di Termoli
di Maria Grazia Grillo
Sono molte le leggende e i miti termolesi, ma i più famosi sono due: quella dei mazzamarille e della campana di santa Caterina.
I mazzamarille si dice che sono dei bambini morti prima del battesimo che indossano un classico cappello rosso, se riesci a prenderglielo ti danno la possibilità di esprimere un desiderio, ma al contrario possono essere anche molto dispettosi. Si dice che nel vicolo dei mazzamarille nel borgo antico termolese, o più comunemente detto paese vecchio, ci sono state delle stalle con dei cavalli e che nella notte si sentivano dei rumori strani e dei cavalli lamentarsi. Secondo delle testimonianze erano i mazzamarille che si divertivano a dare fastidio agli animali.
La leggenda di santa Caterina si collega all’attacco degli ottomani a Termoli nel 1566, gli ottomani riuscirono facilmente ad entrare a causa delle mura rovinate dai terremoti, molti abitanti spaventati scapparono a Guglionesi e quelli rimasti furono venduti come schiavi. Gli ottomani furiosi sfogarono la loro rabbia con la cattedrale di Termoli. Con l’assalto a Termoli da parte di Pialì Pascià la campana venne rubata e portata sul vascello, però la campana era troppo pesante e il vascello affondò, ora la campana si trova su uno scoglio e serve ai marinai per vedere quando è pericoloso uscire dal mare in base alle onde che si infrangono sulla campana.
Museo d’arte contemporanea di Termoli
Il MACTE riapre le porte
di Aurora Ambrosino
Il MACTE è nato a Termoli nell’ aprile 2019 con 500 metri quadri da utilizzare per le esposizioni, fonte di attrazione per il popolo e per i turisti. Esso nasce con l’intento di promuovere l’arte e la cultura e di valorizzare il patrimonio culturale ed artistico della cittadina adriatica. Il museo è unico in tutt’Italia e si trova in Molise nell’unica città sul mare.
Il MACTE apre nuovamente il 19 maggio.
Dopo una lunga chiusura ci sarà la prima mostra per la 62ma edizione del Premio Termoli dove ci saranno due premiazioni in denaro: uno per il vincitore della sezione Arti Visive e uno per la Sezione Architettura e Design.
La vittoria sarà decretata da una giuria qualificata. Il Premio Termoli nasce nel 1955 come premio d’arte contemporanea. Il museo ha attualmente 470 opere in gran parte dipinti su tela, ma ospita anche sculture.
Ogni anno qui si incontrano diversi critici d’arte contemporanea per osservare le opere.
Tra le opere di artisti che si trovano al MACTE si possono ammirare quelle di: Carla Accardi, Mirella Bentivoglio, Dadamaino, Tano Festa, Achille Perilli, Gastone Novelli, Mario Schifano, Giulio Turcato e Giuseppe Uncini. Le loro opere sono di inestimabile valore.
L’ingresso al museo è gratuito nel fine settimana e l’orario di apertura è dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Resta chiuso il lunedì e il martedì.
La Pastiera napoletana
Di Aurora Ambrosino 3A
La Pastiera è una ricetta tipica napoletana che si prepara nel periodo pasquale.
Le nonne sono consone preparane per tutta la famiglia.
La tradizione la vuole nata dalla sirena Partenope.
Altre fonti più credibili invece attribuiscono l’invenzione della pastiera a delle suore che avrebbero mischiato degli ingredienti tradizionali per dolci con dei fiori d’arancio del loro giardino.
Esistono molte ricette e varianti per questo dolce tipico della tradizione napoletana.
Una è quella che trovate qui di seguito.
Per prepararla abbiamo bisogno di 60 minuti circa e per la cottura di 70.
Gli ingredienti sono:
500 grami di grano
un bicchiere di latte
un cucchiaio di burro
600 grammi di ricotta fresca
6 uova
350 grammi di zucchero
una fialetta di fiori d’arancio
buccia grattugiata di un limone
canditi misti
Per la pasta frolla:
300 grammi di farina 00
150 grammi di zucchero
150 grammi di burro
1 uovo + 1 tuorlo
1 scorza di limone grattugiata
Sale quanto basta
Predisponete sul piano di lavoro tutti gli ingredienti necessari per la preparazione della pasta frolla, unite farina scorza di limone e uova poi aggiungere lo zucchero e burro e mischiare. Impastate con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Con l'impasto ottenuto create una palla. Avvolgetela nella pellicola trasparente per alimenti, ponetela all'interno del frigo e fatela riposare al suo interno per circa 30 minuti.
Fate cuocere il grano con il latte e il burro. Quando diventa come una crema è pronto. Mischiate la ricotta con le uova, lo zucchero e la fialetta di fiori d'arancio Mescolate tutto e fondete la teglia con la pasta frolla. Poi aggiungete i canditi e infornate.
Buon appetito!
Mangiamo in una città d’arte e di mare: 'u scescille
‘U scescille è una ricetta termolese, forse la più conosciuta
‘U scescille è una ricette termolese, solitamente usata come contorno per piatti a base di pesce. Questo piatto, comunemente detto “pallotte cacio e uova”, sono fatte con pane raffermo, parmigiano grattugiato, uova prezzemolo e pecorino e ha una forma ovale.
Ecco la ricetta per questo buonissimo piatto:
4 uova
50g di parmigiano grattugiato
80g di pecorino grattugiato
250g di pane raffermo sbriciolato
prezzemolo tritato
per il sugo, invece abbiamo bisogno delle seguenti cose:
250 g di pomodori freschi o pelati
1 cipolla
1 peperone giallo e 1 verde
olio evo
sale
Per cucinare questo piatto abbiamo bisogno di un po’ di tempo.
Prendiamo una padella e facciamo soffriggere la cipolla tritata nell’olio evo, tagliare a pezzettini i peperoni e aggiungerli alla cipolla e stufare per circa 5 minuti.
Nel frattempo che aspettiamo il tutto prepariamo le nostre polpette, sbricioliamo il pane e leviamo la crosta, uniamo le uova sbattute i formaggi e il prezzemolo, aggiungere un po’ di sale e mescolare. Infine creiamo delle polpette allungate.
Una volta fatto tutto mettiamole delicatamente nel sughetto e facciamo cuocere per 30 minuti, usiamo dell’acqua per far rimanere morbido il nostro sugo.
Quando sono cotte mettetele in piatto fondo e servite a tavola, fidatevi, i vostri ospiti mangeranno tutto con gusto.