Kung fu è il termine con cui generalmente in occidente vengono indicate le arti marziali cinesi. Il termine in cinese significa "esercizio eseguito con abilità" e rappresenta il percorso per l'apprendimento di una disciplina, non necessariamente marziale, e il raggiungimento di un livello elevato. Wushu è il termine più usato nella repubblica popolare cinese e letteralmente significa "arte marziale" e comprende le tecniche di combattimento diffuse sul territorio cinese. Le origini delle arti marziali cinesi sono descritte in numerose leggende, ma verosimilmente esse nacquero dalla fusione di antiche tecniche di combattimento con le grandi correnti filosofiche e religiose orientali, come il buddismo, il taoismo e il confucianesimo. Le arti marziali cinesi tradizionali derivano dallo stile Shaolin fondato da Bodhidharma, monaco indiano, predicatore del buddismo in Cina, intorno al 500 d.c. nel monastero Shaolin presso Henan in Cina. Esse sono state tramandate nel corso dei secoli fino ad oggi, dai discendenti delle diverse scuole, con le modifiche apportate dai rispettivi maestri, spesso perseguitati per motivi religiosi o politici. Attualmente esistono anche arti marziali moderne o sportive (wushu moderno), in cui gli stili tradizionali sono stati rielaborati durante la rivoluzione culturale cinese a fini sportivi e agonistici.
Le arti marziali cinesi tradizionali possono essere suddivise in due grandi categorie definite stili interni e stili esterni. Gli stili esterni (wai jia), detti anche stili duri, legati alla filosofia buddista, si concentrano sulla forza fisica e sul potenziamento muscolare, sull'energia e velocità del movimento, che, partendo dai piedi, fa perno sulla colonna vertebrale e si trasmette al braccio con una serie di impulsi. I movimenti sono ampi, la forza è esplosiva e importante è l'abilità del praticante di cogliere il momento migliore per produrre il massimo effetto. Un esempio di stile esterno è la boxe shaolin. Negli stili interni (nei jia), detti anche stili morbidi, legati ai principi della filosofia taoista, predomina il controllo dell'energia interna (chi), secondo la teoria dello yin e dello yang, controllo che si raggiunge attraverso il rilassamento muscolare, la concentrazione mentale, la respirazione. Sono caratterizzati dalla cedevolezza, cioè dal non opporre la propria forza muscolare a quella dell'avversario, ma sfruttare la sua, cedendo, in modo da condurlo in una posizione sfavorevole. Il lavoro si concentra sul controllo delle ossa, dei tendini, delle articolazioni e dei muscoli profondi, e si usa la forza di tutto il corpo: le braccia sono solo il veicolo attraverso le quali la forza del corpo viene trasmessa per compiere l'azione. Gli stili interni comprendono il taijiquan, lo xingyiquan, il baguaquan. Occorre però considerare che sia lo stile esterno che lo stile interno provengono dalla stessa radice, che contiene i valori della tradizione cinese e le tradizionali tecniche di combattimento. Negli stili esterni velocità e potenza vengono sviluppate con un assiduo allenamento, e questo favorisce la concentrazione mentale e il fluire del chi, l'energia interna. Entrambi utilizzano il qi gong, antica tecnica che attraverso la respirazione e movimenti di espansione facilita lo scorrere del chi (qi). Anche se l'approccio è diverso, la meta finale è la stessa. Un detto cinese dice che "gli stili esterni vanno dal duro al morbido, gli stili interni vanno dal morbido al duro" e che "gli stili interni vanno dall'interno all'esterno" mentre "gli stili esterni vanno dall'esterno all'interno". Gli stili esterni danno importanza inizialmente ai movimenti del corpo, poi all'energia e infine alla mente, gli stili interni partono dalla mente per arrivare all'energia e al rafforzamento del corpo.
Secondo la leggenda, il taijiquan fu fondato da Zhang San Feng, monaco taoista vissuto intorno al 1300 d.C., nel monastero dei monti del Wudang. Egli osservando la lotta tra una gru e un serpente, in cui si opponevano i movimenti i morbidi e flessuosi del rettile a quelli agili dell'uccello, ideò, ispirandosi alla filosofia taoista, un'arte difensiva che migliorava la circolazione energetica e sviluppava una grande energia, senza l'eccessivo dispendio di forza fisica della boxe shaolin.
Secondo la cultura cinese la creazione dell'universo avvenne da uno stato di suprema vacuità, di vuoto senza limiti detto Wuji. Da esso, si è manifestato Il Taiji, che è quella condizione in cui al vuoto si sostituisce un alternarsi di vuoto, lo yin, che è il vuoto del Wuji, e di movimento che è lo yang.
Yin e yang sono principi opposti ma coesistenti e inseparabili: l'uno è vuoto, freddo, immobilità, forza centripeta, l'altro pieno, calore, movimento, forza centrifuga. I due principi, fermi, si combinano, in movimento, si separano. Come l'universo è Taiji, anche il microcosmo e il corpo umano sono Taiji. Il taijiquan (tecnica marziale del tai ji) rappresenta lo sforzo di armonizzare lo yin e lo yang su di sè: lo stato iniziale è wuji, vuoto, rilassamento, il corpo è recettivo e la mente è concentrata. Quando la forma inizia yin e yang si separano, emergendo in ogni azione e il chi, l'energia intrinseca, scorre liberamente.
Nel taijiquan distinguiamo 5 stili principali: lo stile chen, lo stile yang, lo stile w'u (Hao), lo stile wu, lo stile sun.
Lo stile chen è lo stile più antico del tajijiquan e fu creato intorno al 1600 d.C. da Chen Wang Ting, generale del villaggio Chen nella provincia dell'Henan, combinando esercizi di arti marziali con le pratiche di daoyin, che è l'impiego concentrato di forze interne, e di tuna, sequenze di esercizi di respirazione profonda. Lo stile chen era conservato gelosamente all'interno del villaggio. Solo nel 19° secolo il maestro Chen Fake iniziò ad insegnarlo a Pechino.
Lo stile Chen è caratterizzato da posizioni basse e da movimenti lenti alternati a tecniche veloci e dure e a esplosioni di forza.
Le sue caratteristiche peculiari sono:
Lo Zhansi Jin è un modo particolare di utilizzare la forza con movimenti a spirale eseguiti in senso orario e antiorario. Il chi, la forza interiore, parte dal Dantian (o Tan tien) spostandosi alle estremit` o viceversa, partendo dalle dita ritorna al Dantian. La forza (Jin) può svilupparsi solo se il soffio (chi) circola senza impedimenti in tutto il corpo, grazie al rilassamento, alla respirazione, alla correttezza dell'esecuzione del movimento.
Il Fajin è una tecnica per emettere la forza interna in modo esplosivo, coordinando il respiro con il movimento, che deve essere molto rilassato. Il Fajin si emette durante la respirazione, l'emissione della forza è rapido e avviene quasi inconsciamente. Per raggiungere tale velocità è necessaria una grande lentezza al fine di acquisire la massima precisione. Il fajin è emesso come da una molla che si tende e poi si rilascia all'improvviso: il corpo è come un arco, la forza come una freccia. La forza che si ottiene è molto superiore alla sola forza muscolare.
Lo stile Yang fu creato nel 1800 da Yang Luchan, che, dopo aver appreso lo stile chen, sviluppò uno stile proprio caratterizzato da movimenti lenti e continui, stabilità delle posizioni, morbidezza delle tecniche.
Lo stile W'u (Hao) fu creato da Wu Yuxiang nel 1800, dallo stile yang e dallo stile chen. I movimenti sono lenti e larghi, molto importante è la forza interna e la postura corretta.
Lo stile Wu fu creato sempre da Wu Yuxiang ed è derivato dallo stile yang. È caratterizzato da movimenti morbidi, focalizzati sul reindirizzare la forza dell'avversario, ha molte tecniche di mano, tra le quali le push-hands ("respingere le mani" o "mani appiccicose").
Lo stile Sun è il più recente tra i 5 stili maggiori. Fu creato da Sun Lu Tang, maestro degli stili interni xingyiquan e baguaquan, verso la fine dell'ottocento. È caratterizzato da posizioni alte e movimenti vivaci e fluidi e contiene elementi di qi gong, di xingyiquan e baguaquan.