Visita anche: Demonesse Succubae
Eisheth Zenumium, la tentatrice, è una demonessa del genere Succubae, appartenuta al principe dei seduttori Samael e da lui posta nell'emisfero meridionale della terra, apparentemente libera dai desideri e dai disegni del principe infernale.
Per secoli visse al fianco dei sultani mamelucchi al Cairo, sotto il nome di Zafirah, come moglie e concubina. Dotata di un potente fascino e di un’innata capacità di persuasione, esercitava una notevole influenza su di loro. La sua esistenza cambiò radicalmente dopo l’incontro con Mandhur, il Signore del Sogno. Da quel momento fu trascinata e imprigionata nell’Alam al-Mithal, affetta dalla misteriosa e insidiosa Malattia del Sogno. Dopo una temporanea ripresa, tentò di liberarsi dalla malattia attraverso l’intervento del veneziano Abele Contarini, ma senza ottenere risultati concreti. Fece un nuovo tentativo in tempi più recenti, coinvolgendo il giovane Habil. Fu con quest’ultima mossa che Eisheth riuscì ad attirare Mulawa e Harlan nel mondo del non-dove, orchestrando la caduta di Mandhur e spezzando infine la sua prigionia. Una volta libera, Eisheth concesse a Mulawa di recuperare il suo Bastone, per poi scomparire senza lasciare traccia (Dampyr 168).
Harlan riesce a mettersi in contatto con Eisheth a Parigi, ma finisce per cadere vittima del suo potere di persuasione, perdendo la cognizione del tempo per diversi giorni. In quell’occasione, Eisheth gioca un ruolo cruciale nella sconfitta definitiva di Mandhur, che si era finto il Re in Giallo su una falsa emanazione della città di Carcosa (Dampyr 188).
Successivamente, viene menzionata da Naaman come una delle succubi al servizio del principe Samael. Secondo Naaman, a prescindere dalla volontà di Harlan, Eisheth considera ormai il dampyr come sua proprietà (Dampyr 219).
Nel corso degli eventi, Eisheth Zenumium rievoca una nuova versione del leggendario Mohagany Hall, il celebre bordello di New Orleans attivo nei primi anni del Novecento. Il suo vero scopo, tuttavia, è ritrovare la sorella, Agrat Bat Mahlat, rapita dal Signore Nero Nyarlathotep e imprigionata nella dimensione intermedia di Dylath-Leen. Per raggiungere questo obiettivo, Eisheth riesce perfino a plagiare la mente di Harlan, spingendolo inconsapevolmente a servirla (Dampyr 230).
Eisheth viaggia sino a Dylath Leen affrontando Nyarlathotep riuscendo a recuperare Agrat. Al termine di quella vicenda afferma di non voler più utilizzare i suoi poteri su Harlan (Dampyr 231).
Aiuta Harlan a combattere il piano diabolico di Nyarlathotep (Dampyr 235).
Breve comparsa, solo per affermare la sua estraneità alla vicenda legata ad Abraham Stern (Dampyr 252).