Agrat Bat Mahlat (di Nicola Genzianella, Dampyr 230)
Agrat Bat Mahlat è una demonessa Succuba che in origine apparteneva al principe infernale Samael. Fu lui a inviarla sulla Terra con un compito preciso: sedurre e dominare i popoli del Nord — Galli, Cimbri, Celti, Teutoni e Geti — piegandoli attraverso il desiderio, la corruzione e l’inganno.
Bionda, dagli occhi azzurri e di una bellezza glaciale, Agrat è sorella di Eisheth Zenunim, destinata invece ai popoli del Sud, in un disegno di conquista che rifletteva una strategia infernale ben precisa.
La sua esistenza viene menzionata per la prima volta in Dampyr 168, quando lo stregone Mulawa racconta di come Samael inviò sulla Terra quattro delle sue succubi per estendere la propria influenza nel mondo umano. Agrat fu scelta per le genti nordiche, incarnando il fascino pericoloso delle terre fredde e guerriere.
Secoli dopo, attratta dall’energia decadente di Storyville e dalla vibrante vita notturna di New Orleans, Agrat scelse di assumere un’identità umana e unirsi al celebre bordello Mahogany Hall, guidato dalla leggendaria Lulu White. In quell’ambiente di piacere e perdizione, la demonessa trovò esattamente ciò che voleva, ma il suo percorso prese una piega inattesa. Nel tentativo di sottrarsi alla crudeltà e al sadismo del Baron Samedi, Agrat cadde vittima dell’inganno dell’Uomo Nero, Nyarlathotep (Dampyr 230).
Fu lui a trascinarla, insieme ad altre prostitute dell’ex Mahogany Hall, nel regno intermedio di Dylath-Leen. Lì, in una dimensione sospesa tra incubo e realtà, Agrat si ritrovò a gestire un sordido bordello al servizio degli spietati Marinai delle Due Lune, diventando parte di un equilibrio ancora più oscuro e alieno rispetto alle trame infernali da cui proveniva (Dampyr 231).