Teatro dei Passi Perduti (Praga, Repubblica Ceca)
Grotte di Lombrives (Ussat, Occitania, Francia)
Foix (Francia)
Campo di concentramento di Buchenwald (Germania)
Centro di accoglienza di Tolosa
Vescovo Arnaud
Henri Jourdain 23
Hackmann (Nazista)
Keller (Ufficiale nazista)
Fratello Dominic
05/01/2021
Testi: Nicola Venanzetti
Disegni: Vanessa Belardo
Copertina: Enea Riboldi
In un altro mondo, su un’ Isola sospesa nel vuoto, vive un gruppo di confratelli che conduce un’esistenza simile a quella monastica. A turbare la quiete e le preghiere della comunità è l’arrivo del demone Valadesh, che massacra buona parte dei confratelli — tra cui il vescovo Arnaud — decapitandoli con ferocia. Solo fratello Rahn riesce a sfuggire precipitando nel vuoto.
Poco dopo, Rahn riappare misteriosamente nelle grotte di Lombrives, in Occitania, in stato confusionale. Si presenta con il suo nome completo: Otto Rahn, scrittore tedesco noto per l’opera "Kreuzzug gegen den Graal" (Crociata contro il Graal), incentrata sulla crociata del XIII secolo indetta dalla Chiesa di Roma per reprimere l’eresia catara in Occitania. Un dettaglio inquietante: Otto Rahn risulta ufficialmente morto nel 1939.
Interessato dallo strano ritrovamento, Caleb Lost decide di inviare Harlan e Kurjak sul posto. A Foix, i due incontrano Henri Jourdain, la guida che ha trovato e tratto in salvo Rahn al momento della sua ricomparsa. Secondo Jourdain il Sacro Graal ha assunto molteplici forme nel corso della storia. In origine era associato al Calderone celtico del Dagda, o allo smeraldo perduto da Lucifero durante la caduta. Ma l’interpretazione più nota lo identifica come il calice dell’Ultima Cena, quello che raccolse il sangue di Cristo durante la crocifissione.
Jourdain prosegue raccontando dell’opera di Otto Rahn, una lettura affascinante che gli valse l’ingresso nelle SS. Tuttavia, le voci sulle sue presunte origini ebraiche e sull’omosessualità finirono per screditarlo agli occhi di Himmler, che prima lo degradò e poi lo costrinse alla fuga nel 1939. La versione ufficiale narra che Rahn fu catturato e morì a Söll, tra le Alpi austriache.
Ma dalle sue stesse parole, Harlan e Kurjak apprendono un’altra verità: dopo aver rinnegato i valori del Terzo Reich, Rahn fu perseguitato dalla Gestapo e raggiunto da un giovane ufficiale, che lo ferì gravemente a una gamba. Tuttavia, Otto racconta di essere stato salvato da una creatura dall’aspetto angelico, chiamata Raziel, che lo trasportò in un altro mondo. Dopo aver perso i sensi per le ferite, si risvegliò su un’isola meravigliosa sospesa nel vuoto, al di là di questo mondo. Lì fu accolto da una comunità di Catari che vivevano in beatitudine sotto la guida del suo salvatore, Raziel. Alcuni lo consideravano un profeta, altri un angelo.
Harlan, Kurjak, Rahn e Jourdain decidono di seguire le tracce lasciate dallo scrittore e si inoltrano nelle grotte di Lombrives. Attraverso una serie di cunicoli, giungono infine all’isola sospesa descritta da Rahn, dove scoprono un’inquietante verità.
Nel XI secolo, i Catari non disponevano del potere politico e militare della Chiesa di Roma, ma la loro dottrina era in forte espansione. Il demone Nergal, deciso a sfruttare il loro fervore religioso per i propri fini, li manipolò servendosi di loro come spie, trasformandone alcuni in non-morti. Quando anche questo stratagemma fallì, inviò Raziel — un suo Naphidim — sotto le mentite spoglie di un angelo celeste, per guadagnarsi la loro devozione.
Nel 1244, la rocca di Montségur cadde. Più di trecento Catari furono arsi vivi con l’accusa di eresia, vittime innocenti di un genocidio religioso. Nergal, privo di scrupoli, abbandonò il popolo che aveva sfruttato. Ma Raziel, ribellandosi in parte al suo padrone, decise di salvare i “perfetti” — i Catari giunti al culmine del loro percorso iniziatico — nascondendoli nelle grotte di Lombrives e conducendoli infine sull’isola sospesa, un mondo in cui il tempo scorre in modo diverso. Per lui, era il paradiso che quei martiri avevano meritato, e forse anche Raziel trovava conforto nell’essere venerato come una divinità.
Ma la scelta di Raziel non passò inosservata. Dopo l’uscita di scena di Nergal, il comando dei Naphidim passò ad Abigor, che inviò il crudele Valadesh a punire il traditore. Valadesh sterminò molti Catari e costrinse Rahn alla fuga, riportandolo nel mondo reale.
Raziel riuscì a tornare sull’isola sospesa e a fermare Valadesh, ma una nuova minaccia incombeva: l’arrivo del Naphidim Gadriel e della sua orda di demoni minori. Harlan, Kurjak, Rahn e Jourdain decidono invece di schierarsi al fianco di Raziel per difendere l’isola.
Valadesh, gravemente ferito nello scontro, venne ucciso da Gadriel, che in tal modo disobbedì agli ordini di Abigor, rivelando di aver aiutato Raziel in vista di una possibile futura alleanza contro il loro stesso comandante.
Raziel, accolto con benevolenza dai Catari nonostante la verità sul suo passato, sceglie di rimanere con loro, ma trasferendo quel mondo in un altro luogo, in un altro tempo. Anche Otto Rahn decise di restare sull’isola, trovando finalmente pace tra coloro che aveva sempre cercato di proteggere.
Jourdain, invece, tornò nel mondo reale con Harlan e Kurjak. A questo proposito, i Naphidim ci tengono a precisare che la loro collaborazione con Harlan e Kurjak è un evento solamente occasionale, e difficilmente potrà ripetersi in futuro.