Djovkhar (Caucaso)
Akashki (Caucaso)
Lev Petrov (Colonnello Truppe Speciali)
Evgenj, Osip, Stepan, Fjodor (Militari)
Megan Ryan (Dottoressa Medical Team)
Michel Dast (Dottore Medical Team)
Josephine (Volontaria Medical Team)
Arno Lotsari (Volontario Medical Team)
Layla (Volontaria di Djovhkar)
Lyoma Zabanov ("Leone")
Mamed (Giornalista)
Nurdi Hutsanov (Leader dei partigiani ribelli) 69
Sherip, Malika (Fratelli di Layla)
Arslan, Salima, Hamid (Ragazzino)
Mamma Zara (cuoca delle Truppe Speciali)
Collegamenti esterni
04/05/2001
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Stefano Casini
Copertina: Enea Riboldi
L’ONG nota come Medical Team decide di stabilire una propria base nel Caucaso, nella città di Djovkhar, quasi completamente devastata dai bombardamenti. Le condizioni umane e igieniche sono disperate e, oltre agli orrori della guerra, sembra aleggiarvi l’ombra di presunti non morti.
All’organizzazione, fondata da Michel Dast, collaborano la dottoressa Megan Ryan, l’infermiere finlandese Arno Lotsari e l’ultima arrivata, la volontaria australiana Josephine.
Il Medical Team è costretto a cooperare con la forza militare che controlla la zona, le Truppe Speciali guidate dal colonnello Lev Petrov. Petrov garantisce una collaborazione limitata ma indispensabile, avvalendosi in cambio dei consulti medici di Dast. L’ultima richiesta del colonnello riguarda un massacro avvenuto all’interno di un vagone ferroviario abbandonato, utilizzato come dormitorio da alcuni suoi uomini. I responsabili potrebbero essere i partigiani… oppure qualcosa di più oscuro: gli Upyr, i vampiri di Djovkhar secondo la superstizione russa.
Avvertiti da Arno Lotsari, corrispondente giramondo di Caleb Lost, Harlan, Kurjak e Tesla giungono a Djovkhar, ma solo dopo aver incontrato Lyoma Zabanov, detto il “Leone del Caucaso”, leader dei ribelli partigiani che si oppongono alle truppe speciali di Petrov. Una volta in città, i tre si mettono immediatamente sulle tracce del responsabile dei massacri.
Nei sotterranei di Djovkhar emergono indizi fondamentali. Scoprono di non trovarsi di fronte a veri non morti, bensì ai partigiani ribelli guidati dal giovane Nurdi Hutsanov. Appena diciottenne, Nurdi ha riunito un gruppo di giovanissimi ribelli Nakhce, segnati dalla morte dei propri cari, dalle mutilazioni e dalle stragi della guerra, e animati da un feroce desiderio di vendetta contro l’esercito regolare di Petrov. Privi di armi adeguate, hanno scelto di usare il terrore come strumento di lotta, inscenando massacri per alimentare nei soldati la paura del mito degli Upyr.
Nel frattempo, le truppe di Petrov rapiscono Arno e altri membri sospetti del Medical Team, tra cui Layla, una Nakhce. Harlan, Kurjak e Tesla riescono a liberare gli ostaggi e a respingere l’assalto delle truppe governative, anche grazie all’aiuto dei ribelli di Nurdi Hutsanov.
Per il momento l’attacco viene fermato, e i partigiani riescono a unirsi ai ribelli delle montagne guidati da Lyoma Zabanov. Per loro, la guerra è tutt’altro che finita.
NOTE
La zona di guerra viene descritta relativamente vicina a Daghestan, Galgay e Kazakistan, lasciando intendere possa trattarsi della Cecenia. La stessa Djovkhar è chiaramente ispirata alla città di Grozny, pesantemente colpita e bombardata da entrambe le guerre cecene, mentre il popolo dei Nakhce rappresenta probabilmente i ceceni.
A pagina 37 si fa riferimento alla multinazionale Temsek costruttrice di armi. Probabilmente le mine anti-uomo presenti in questa storia sono custruite nella filiale Temsek di Sheffield, come viene affermato su Dampyr 47.
Prima apparizione per il Medical Team di Michel Dast, Megan Ryan e Arno Lotsari.
Primo incontro con Harlan con Arno Lotsari. Harlancollaborerà con lui in numerose altre occasioni nel corso della serie.
NOTE SUGLI AUTORI
9° storia per Mauro Boselli.
Esordio ai disegni per Stefano Casini.