Il vento invernale ululava tra le cime degli alti pini facendo danzare i fiocchi di neve. La luna gettava una luce spaventosa sulla terra innevata, attraversando di tanto in tanto gli alberi e le nere ombre notturne sottostanti.
Lì tra i tronchi grossi come colonne, un uomo vestito con abiti bizzarri pronunciava antiche e segrete formule di magia... sapeva che in quei luoghi le sue parole arcane non erano tollerate, ma forte dei suoi immensi poteri continuava imperturbabile le sue azioni...
Dietro di lui, in quel labirinto di alberi, c’era qualcos’altro che seguiva senza pausa la scia del suo odore: qualcosa più bianca della neve, più crudele del gelo artico e più minacciosa dello spettro della fame in pieno inverno.
L’uomo capì di non esser solo in quella immensa foresta: smise di pronunciare le sue antiche formule e rimase in silenzio ad ascoltare...
Strani rumori udiva non lontani da lui... grosse bestie si avvicinavano, spezzando le fronde della vegetazione, bramiti e latrati accompagnavano l’avanzata delle belve... Iniziò a respirare affannosamente, paura e terrore scorrevano nel suo corpo... nei suoi muscoli... nelle sue vene... nelle sue ossa...
Pronunciò un incantesimo che gli permise di allontanarsi da quel luogo e cominciò a correre... le Zanne si erano manifestate in tutta la loro forza.
L’uomo continuava a scappare, il suo unico pensiero era rivolto alle Zanne che latravano alle sue spalle, colto da panico più totale non riusciva a pronunciare i suoi incantesimi.
Il fuggiasco non osava neppure voltarsi per dare un’occhiata ai suoi inseguitori per paura di ciò che avrebbe visto, non sapeva cosa fossero o da dove venissero, ma non gli importava nulla; sapeva solo che non doveva farsi raggiungere.
Ma all’improvviso inciampò in una radice che affiorava dalla neve.
Respirò affannosamente e sentì l’aria gelida scorticargli i polmoni. Non era più in grado di fare forza sulla caviglia ferita. Era spacciato.
La notte fu attraversata da un ruggito che portava con sé la promessa di una morte atroce. L’uomo si sentì attanagliare da un terrore più gelido dell’inverno, ma proprio questo lo aiutò a ignorare il dolore, consentendogli di rialzarsi e proseguire zoppicando.
Non aveva ancora capito a che distanza fossero, quando si sentì strattonare violentemente all’indietro. Qualcosa gli affondò gli artigli nel polpaccio. Con un urlo, l’uomo cadde scompostamente tra la neve, con il respiro mozzo. Il resto del branco gli fu addosso prima ancora che riuscisse a sputare la neve che gli era finita in bocca e a trarre un altro respiro.
Tutto finì dopo pochi istanti di inaudita violenza. Con la stessa rapidità con cui gli erano piombati addosso, le Bestie imbrattate di sangue abbandonarono ciò che rimaneva dell’uomo, tornando ad immergersi tra le ombre della notte.
Le Zanne avevano compiuto la loro missione...
Furono introdotte dallo Jarl Angor Mordakan come gruppo speciale del Clan Valdar. Kirk Hammer fu il primo CapoZanna che diede l’impronta comportamentale e lo scopo del gruppo, ovvero la distruzione di qualsiasi forma di magia.
Al CapoZanna viene lasciata la completa gestione del branco. Il corpo era ed è tutt’ora a numero chiuso, soltanto 5 tra i guerrieri più forti e valorosi possono farne parte. La scelta di una nuova Zanna viene fatta dopo una lunga discussione tra Jarl e CapoZanna. Il CapoZanna, assieme ai Guardiani dei Ghiacci, è un vero e proprio braccio destro per lo Jarl: a lui spetta anche l'organizzazione dei tornei dello Ioavollr.
La leggenda vuole che i suoi componenti siano talmente agguerriti e irruenti da assumere, in combattimento, forme bestiali con tanto di zanne fameliche. La Caverna del Destino, su cui maestoso si erge il sacro Yggdrasil è il loro luogo di nascita. Da lì le Zanne traggono il loro potere, amplificato dai copricapi benedetti dalla Kunnigr Barbara Foundling e dalla forza mistica delle rune.
Hanno sede nel villaggio di Kaek Valdar, benchè essi considerino l'intera isola come loro unica, grande casa. Numerosi sono i misteri ed i segreti che circondano i membri del branco, nascosti persino al resto della popolazione di Helcaraxe. Si pensa che i loro riti e le loro usanze segrete comprendano antichissime vicissitudini risalenti ai Padri ed ai loro avi, in quanto una Zanna incarna l'aspetto più puro ed ancestrale del Clan.
Eterna è la loro lotta per la difesa dell'equilibrio naturale delle nevi, così come la loro devozione nei confronti degli Dèi e dello Jarl, di cui rappresentano il gruppo di scorta per eccellenza.
Le cinque essenze del Nord, sterminatrici di maghi e protettori di Helcaraxe e delle sue nevi. Lo spirito dell’Orso le accompagna, il divino Aengus le protegge, lo Jarl le rispetta, i guerrieri le ammirano, i popoli le temono.
Fino alla fine dei tempi, nessun nemico del Nord sarà al sicuro quando calpesterà le lande innevate... poichè le Zanne saranno sempre in agguato...