Piacere di conoscerti. Mi chiamo Massimo e sono un educatore libero professionista: mi occupo di Interventi assistiti con gli animali e laboratori nella Scuola dell'infanzia e primaria.
In questa foto avevo quasi 5 anni, ero in vacanza e stavo giocando insieme a mio fratello Marco (dietro di me) in un parco a Vienna; era il 1990.
Circa 30 anni dopo, ho visitato una mostra dedicata a Leonardo da Vinci a Cornate d'Adda: qui avevano allestito un piano inclinato su cui scorreva un velo d'acqua e i visitatori potevano spostare alcuni oggetti per vedere come interagivano con la corrente, proprio come faceva Leonardo nel suo laboratorio. Appena mi avvicinai a questa postazione interattiva, mi ritrovai catapultato a Vienna, nel ricordo di quella esperienza di gioco e scoperta.
Da educatore mi dissi: ci vorrebbe qualcosa del genere in ogni scuola! Così è nato questo progetto.
E' stato necessario realizzare diverse versioni e sperimentare altrettante soluzioni, tutte fallimentari o poco convincenti, per permettere il ricircolo dell'acqua. Ho usato pompe elettriche e motopompe, prima di riuscire a mettere a punto, grazie al supporto di un amico ingegnere, la soluzione migliore: sfruttare l'energia generata pedalando con una bicicletta.
Ma c'è un'altra ragione che mi lega a questo progetto, e ancora una volta vi devo raccontare qualcosa della mia infanzia.
Sin da bambino ho coltivato un legame profondo con la natura, trascorrendo molto tempo all'aria aperta, soprattutto in montagna. Nonostante vivessi in un piccolo appartamento nella periferia di Milano, i fine settimana e le vacanze estive le passavo nella vicina Valle Imagna, dove la mia famiglia aveva una seconda casa.
Qui facevo lunghe escursioni a piedi: la mia preferita era quella al fiume. Il fiume Imagna, in realtà è un torrente che nasce sul monte Resegone e dà il nome alla sua piccola valle, prima di immettersi nel Brembo. Ma per quanto fosse un piccolo corso d'acqua, per me è sempre stato Il Fiume, teatro di mille avventure e giochi in compagnia di mio fratello e i miei cugini.
Passavamo ore a costruire dighe o guadi spostando pesanti sassi su cui saltare a piedi nudi; creavamo piccole zattere con i materiali naturali raccolti sulle rive.
Un fiume di esperienze deve tanto a quelle giornate passate con le mani nell'acqua che scorre.
Mi piace pensare che in questo lavoro, in qualche modo, possa condividere la ricchezza e la bellezza di quei giorni che mi porto dentro.