Leonardo da Vinci si dedicò con passione allo studio dei fiumi e dei canali, dimostrando un grande interesse per l’acqua come elemento dinamico, fondamentale per la vita e per la società.
Leonardo trascorreva molto tempo osservando i corsi d’acqua, registrando nei suoi taccuini il movimento delle correnti, i vortici e l’effetto dell’acqua sugli oggetti. Realizzò disegni dettagliati che catturano il flusso e le turbolenze, utilizzando linee fluide e sinuose per rappresentare il movimento.
Per simulare corsi d'acqua nel suo laboratorio, Leonardo utilizzava canali e contenitori che gli consentivano di osservare il comportamento dell’acqua in condizioni controllate.
Egli non si limitava a osservare: formulava ipotesi sulle dinamiche idriche e cercava di spiegarle scientificamente. Studiò fenomeni come la formazione dei vortici, la resistenza incontrata dall'acqua quando scorre, la dinamica di erosione e deposito, il flusso laminare e turbolento.
Leonardo applicò le sue conoscenze per ideare progetti di canali, chiuse e meccanismi per utilizzare l’energia dell’acqua, come mulini e sistemi per innalzare l’acqua per l'irrigazione. I suoi disegni mostrano una conoscenza avanzata della scienza idraulica.
Il metodo di studio di Leonardo da Vinci si lega profondamente all'esperienza dei bambini che giocano con "Un fiume di esperienze". Entrambi gli approcci condividono l'esplorazione diretta, l'osservazione curiosa e la sperimentazione pratica come strumenti per comprendere fenomeni naturali.
Le parole di Leonardo hanno una grande valenza pedagogica: "La sapienza è figliola della sperienza" (Codice Forster III, foglio 0014 r).
Mi piace immaginare che ogni volta che proponiamo Un fiume di esperienze è un po' come se giocassimo insieme a Leonardo da Vinci, trovandoci catapultati indietro nel tempo, all'interno del suo laboratorio pieno di progetti, invenzioni, opere creative e ingegnose.
L'immagine qui a fianco, realizzata con l'intelligenza artificiale, è ispirata proprio a questa idea.