a. Da dove veniamo
Splash* nasce dall'incontro tra figure del lavoro immateriale, creativo e intellettuale, in fuga dalle condizioni di sfruttamento, precarietà, e ingiunzione alla performance a cui sono soggette nel mercato del lavoro. Ad aver generato questo incontro è lo spazio fisico e relazionale de l'Asilo bene comune e della sua comunità. Con le sue radici culturali e politiche nella pratica dei beni comuni urbani ad uso civico e collettivo, Splash* desidera espandere tanto l'esperienza dei beni comuni stessi, quanto una forma di lavoro cooperativo capace di sostenere una fuoriuscita dalle condizioni individuali di sfruttamento.
b. La nostra formazione interconnessa
In Splash* confluiscono una molteplicità di saperi che contribuiscono alla comprensione e al governo della complessità, in risposta a un mondo che oggi ci chiede specializzazioni divise in silos e miopi, secondo il paradigma dell'iperspecialismo aziendale.
Siamo un gruppo di filosofə, architettə, urbanistə ricercatorə e giuristə (vedi bio). Intendiamo mettere in gioco le nostre competenze, conoscenze e capacità e coniugarle con le pratiche dei beni comuni.
c. Competizione vs cooperazione
Le esperienze della nostra vita ci hanno posto dinanzi al dato di fatto che la performatività competitiva del mondo del lavoro, della ricerca e della produzione intellettuale forma soggettività alienate, isolate e depresse. Il desiderio che ci muove è invertire questo canone. Abbiamo quindi deciso di non offrire i nostri corpi per alimentare il sistema produttivo della competizione. Vogliamo ribaltarne i valori verso pratiche di sinergia tra persone, orizzontalità, cura, responsabilità collettiva, ripensando il concetto di "lavoro" come "contributo".
Splash* è un collettivo sostenibile in cui la cura dell'umano e del bene comune sono al centro del suo agire.
d. Depatriarcalizzazione della politica
Splash* è un gruppo misto composto da persone assegnate a posizioni differenziali nell’ambito dei rapporti strutturali di genere, nella cornice di un sistema patriarcale. Ciò significa che sulla base del proprio posizionamento alcunə di noi beneficiano, a svantaggio di altrə, di alcuni poteri e privilegi che il patriarcato accorda, all’intersezione con il privilegio-potere di classe o di razza
Splash* contiene il retaggio di un potere patriarcale a cui ciascunə di noi è statə educatə. Tuttavia, il fatto di detenere un potere di opprimere non sottrae nessunə dalla possibilità di disertare questo potere.
Pur prendendo atto di tutto questo, il lavoro di Splash* vuole orientarsi sulla base dell'interrogativo aperto e costante: come non essere conniventi, complici o omertosə con questo sistema di oppressione? Con queste premesse Splash* si dota di uno strumento di azione - all’interno e/o all'esterno - consistente nella pratica del gruppo non misto.