In un discorso di Churchill alla Camera dei Comuni il 14 marzo 1933 veniva espressa la necessità di disporre di uno strumento per migliorare la difesa aerea, poiché si attendeva la guerra da un mese all’altro, con la possibile minaccia di bombardamenti aerei. Nello stesso anno, il Ministero britannico dell’Aeronautica, costituì un comitato per la modernizzazione della difesa aerea del Regno Unito, lo "Scientific Survey of Air Defense".
In tale quadro, Harry Wimperis, direttore del Reparto Ricerca Scientifica del Air Ministry, interpellò nel gennaio del 1935, Robert Watson Watt in quanto sovraintendente del 1Radio Department del National Physical Laboratory" e gli fu chiesto di investigare sulla possibilità di irradiare, attraverso onde elettromagnetiche di elevatissima potenza, gli esseri viventi ed incenerirli, bloccare a distanza motori a scoppio ed a incendiare aerei in volo. Watson Watt escluse potenzialità del genere da parte delle emissioni elettromagnetiche allora prevedibili, e basandosi sulle sue ricerche fu scartata questa possibilità: sarebbe servita, con le frequenze allora generabili, una potenza così enorme, da essere irrealizzabile. Ma nel corso delle analisi e dei relativi calcoli, ci si rese conto della concreta possibilità di realizzare dei sistemi di rivelazione degli aerei, con mezzi “radio” già disponibili, o prevedibilmente realizzabili; aggiunse che al massimo le onde radio potevano essere riflesse dall’aeromobile e che l’energia riflessa potesse essere in quantità sufficiente ad essere rivelata.