La Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù è un Istituto religioso clericale apostolico di diritto pontificio. È stata fondata nel 1878 a San Quintino (Francia) da p. Leone Giovanni Dehon. Egli ha ricevuto la grazia e la missione di arricchire la Chiesa con un Istituto che viva della sua ispirazione evangelica: l’amore riparatore al Cristo nell’icona del suo costato aperto e del suo Cuore trafitto e l’impegno di diffondere il suo Regno nelle anime e nelle società (devozione al Sacro Cuore). La congregazione è costituita di sacerdoti e di laici consacrati. La sua esistenza, la spiritualità e la dimensione apostolica si comprendono alla luce della vita del suo fondatore.
http://www.dehoniani.it/wp-content/uploads/2020/10/Dehon_Biographie-it.pdf
Il desiderio di Padre Dehon di stabilire il Regno del Sacro Cuore nelle anime e nelle società continua nei nostri giorni attraverso la nostra opera di evangelizzazione. Vogliamo che le persone sentano il grande amore che Dio ha per loro, manifestato nel modi in cui serviamo.
Cristo ha raggiunto le persone dimenticate ed escluse. Egli ha visto talenti e doni che altri non hanno saputo vedere, e ha chiamato i discepoli da quella periferia. La sua modalità di agire era raggiungere, guarire, confortare, per donare ed evangelizzare.
La sua via deve essere la nostra via.
«Colmati di doni» – Giornate della Gioventù Dehoniana 2026
Le Giornate della Gioventù Dehoniana 2026, vissute a Pliszczyn (Polonia), hanno riunito giovani in un clima di preghiera, fraternità, gioia e condivisione. Il tema «Colmati di doni» richiama la consapevolezza che ogni dono ricevuto da Dio è destinato a essere condiviso. L'esperienza ha intrecciato spiritualità, amicizia e servizio, aiutando i partecipanti a scoprire come il Signore opera nella vita quotidiana e chiama ciascuno a essere testimone del suo amore.
Per noi oggi:
Ci sentiamo davvero "colmati di doni" o viviamo lamentandoci di ciò che ci manca?
Le nostre comunità sono luoghi dove i giovani trovano spazio, ascolto e fiducia, oppure solo incarichi e regole?
La nostra fede genera gioia contagiosa e missione, oppure resta confinata alle celebrazioni senza incidere sulla vita quotidiana?
https://www.dehoniani.org/it/colmati-di-doni-giornate-della-gioventu-dehoniana-2026/
Camminare in eterno con il Suo Cuore: Preparazione ai voti perpetui in India
Per un mese tredici giovani dehoniani dell'Asia si sono preparati ai voti perpetui riscoprendo il grande tesoro del Cuore di Gesù.
Attraverso formazione, preghiera, fraternità e missione hanno approfondito il carisma di Padre Dehon. La professione perpetua è stata presentata non come un traguardo, ma come l'inizio di una vita totalmente offerta a Dio.
L'esperienza ha unito contemplazione e impegno apostolico, spiritualità e maturità umana. La fraternità vissuta nel quotidiano ha reso concreto il sogno del Sint Unum.
Una testimonianza che interpella anche noi: quanto siamo disposti a consegnare la nostra vita al Cuore di Cristo?
Per noi oggi:
1. Il tesoro o il campo? Passiamo più tempo a difendere le nostre abitudini religiose o a coltivare un vero incontro con il Cuore di Gesù? Senza il tesoro, anche il campo più bello diventa vuoto.
2. Ecce Venio o eccomi quando mi conviene? Diciamo di appartenere al Signore, ma quanto siamo realmente disponibili a lasciarci scomodare dalla sua volontà? L'oblazione inizia quando finisce la ricerca delle nostre comodità.
3. Sint Unum o individualismo spirituale? Parliamo di fraternità, ma sappiamo davvero gioire, soffrire e camminare insieme agli altri? Non si può amare il Cuore di Cristo senza amare concretamente i fratelli.
SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DELLE GRAZIE DI BOCCADIRIO
16 Luglio - 546° Anniversario della Apparizione
Boccadirio non nasce da una leggenda, ma da una chiamata: due giovani pastori, una Vergine che appare e una promessa che attraversa i secoli. Da quell'incontro è nato un santuario che continua ancora oggi a parlare al cuore dei pellegrini.
Per noi oggi:
1. Maria ha chiamato due ragazzi semplici, non i potenti del tempo. Forse Dio continua a cercare cuori disponibili, mentre noi aspettiamo persone "straordinarie".
2. Il Santuario è nato dall'obbedienza a una richiesta della Vergine, non da un progetto umano. Quanto delle nostre opere nasce davvero dall'ascolto di Dio e quanto dal desiderio di apparire?
3. Migliaia di pellegrini salgono a Boccadirio ogni anno, ma il vero pellegrinaggio è quello del cuore. Possiamo visitare un Santuario senza lasciarci convertire: siamo disposti a cambiare vita?
Terremoto in Venezuela, dalla Cei 500mila euro. Paura tra le comunità dehoniane
La forte scossa di terremoto che ha colpito il Venezuela ha dato vita anche a una catena solidale con la Cei che ha deciso di mostrare la vicinanza alla popolazione, stanziando 500mila euro. la forte scossa ha spaventato anche i padri dehoniani che operano nel Paese da più di 50 anni. "Stiamo abbastanza bene ma il blackout rende complicate le comunicazioni", racconta padre José Gregorio González.
Dopo il terribile terremoto che ha scosso il Venezuela nel giorno della festa di San Giovanni Battista, confermiamo che i nostri religiosi stanno bene, avendo subito solo danni materiali.
Nel giorno di San Giovanni Battista — una festività profondamente radicata nella cultura venezuelana e di grande rilevanza nazionale —, il paese è stato scosso da un forte terremoto che ha colpito gravemente gran parte del suo territorio.
Fortunatamente, siamo riusciti a metterci in contatto con i nostri religiosi e confermiamo che stanno tutti bene, avendo subito solo danni materiali nelle loro rispettive comunità. Tuttavia, a mano a mano che le comunicazioni vengono ripristinate, ci giungono notizie di un numero crescente di vittime, feriti e dispersi tra la popolazione.
Di fronte a questa emergenza, ci stiamo coordinando con l’équipe di governo della Regione VEN per offrire un sostegno efficace. Al di là della nostra preghiera e della vicinanza spirituale, desideriamo canalizzare gesti di solidarietà che rispondano ai bisogni concreti che i nostri religiosi sul campo ci trasmettono.
Eleviamo le nostre preghiere per le vittime e per una rapida stabilizzazione della situazione in un paese che, già da tempo, attraversa realtà di grande sofferenza. Che Nostra Signora di Coromoto, patrona del Venezuela, interceda per questo amato popolo.
Lettera in occasione della solennità del Sacro Cuore di Gesù, 12 giugno.
Il testo (vedi Link in basso) prende spunto dalla scultura "Angeli senza saperlo” situata in Vaticano, che rappresenta migranti e rifugiati accolti come gli “angeli” citati nella Lettera agli Ebrei (Eb 13,2). L’opera diventa un simbolo e una provocazione: la vera accoglienza non consiste solo nell’aprire le porte, ma nel vivere una costante disponibilità personale e comunitaria verso gli altri.
Secondo la spiritualità dehoniana, la "riparazione" è anzitutto accoglienza dello Spirito Santo, risposta all’amore di Cristo, comunione con il suo amore per il Padre e collaborazione alla sua opera di redenzione nel mondo. Questo cammino spirituale conduce dall’accoglienza alla cooperazione e richiede di vivere sotto la guida dello Spirito.
Il testo ci ricorda come lo Spirito Santo abbia accompagnato tutta la vita di Gesù: dalla sua concezione fino all’offerta totale sulla croce. Gesù, a sua volta, promette lo Spirito ai discepoli affinché continuino la sua missione. Dopo la Pasqua, il dono dello Spirito trasforma la comunità dei credenti, chiamata a testimoniare fraternità, perdono e comunione, evitando una fede chiusa nell’intimismo e aperta invece alle conseguenze sociali del Vangelo.
Viene sottolineato che un autentico impegno sociale dehoniano nasce dalla docilità allo Spirito, dalla vita comunitaria e dall’ascolto delle persone che si desidera servire. I risultati dell’indagine della Commissione Giustizia, Pace e Integrità del Creato mostrano numerose esperienze di vicinanza ai poveri e agli emarginati, come la presenza dehoniana di Lacanche in Francia, che vive la missione come semplice condivisione della vita quotidiana con la popolazione locale.
La vocazione dehoniana è descritta come un continuo “essere lì”, accanto alle persone, collaborando al Regno di Dio con spirito di servizio. Il modello è quello di Maria e del discepolo amato ai piedi della croce, che danno origine a una nuova comunità fondata sull’accoglienza reciproca e sul servizio.
La solennità del Sacro Cuore rinnova l’invito a uscire da sé stessi per andare incontro agli altri, soprattutto ai più vulnerabili. In questo contesto viene ricordato il futuro beato Martino Capelli, che durante la Seconda guerra mondiale testimoniò amore e perdono fino al martirio insieme a Elia Comini.
Il messaggio conclusivo è che tutti gli uomini possono ritrovarsi nel Cuore di Cristo, luogo di riconciliazione, fraternità e unità sotto l’unica paternità di Dio. La festa del Sacro Cuore diventa quindi un invito a vivere l’accoglienza, la comunione e il servizio come espressioni concrete dell’amore cristiano.
DA UN SECOLO, UN CUORE CHE PREGA PER LA PACE.
La Basilica del Sacro Cuore di Cristo Re, nel quartiere Delle Vittorie di Roma, nacque come tempio votivo per la pace dopo la Prima guerra mondiale. Voluta da Padre Léon Dehon e sostenuta da Papa Benedetto XV, fu concepita per commemorare i caduti e invocare una pace duratura tra i popoli. La prima pietra fu posta il 18 maggio 1920, giorno della nascita di Karol Wojtyła. Eretta parrocchia nel 1926 da Papa Pio XI, oggi è anche basilica e sede di un titolo cardinalizio istituito da Papa Paolo VI.
La sua missione resta quella di pregare e operare per la pace, secondo il carisma riparatore dei padri dehoniani. L’imponente affresco absidale raffigura Cristo Re senza corona, simbolo di una regalità fondata sul Vangelo e non sul potere. Tra i tesori artistici spiccano la Via Crucis in bronzo di Alfredo Biagini, le vetrate dedicate a Cristo e gli altari del Cuore Immacolato di Maria e di San Giuseppe.
La basilica custodisce inoltre un prestigioso organo Tamburini degli anni Sessanta, con oltre 3.700 canne, protagonista di concerti e registrazioni. Anche le cinque campane del 1936, ornate da rami d’ulivo, richiamano il tema della pace. Nel 2026 la comunità celebra il centenario della parrocchia, ricordando anche la figura del futuro beato Padre Martino Capelli, testimone di pace durante la tragedia di Marzabotto. Da un secolo questa basilica rappresenta per Roma un luogo di preghiera, cultura e impegno concreto per la riconciliazione tra gli uomini.
Il 14 marzo di quest'anno segnerà il 183° anniversario della nascita di Padre Dehon, nostro fondatore. Celebriama con gratitudine questo tempo di Giubileo Dehoniano e riviviamo, con fede e spirito di riparazione, l’ardore missionario germogliato dal Cuore di Cristo e che ha segnato tutta la vita di Padre Dehon....
Nel tempo giubilare le comunità Dehoniane si riuniscono davanti al Signore accogliendo il grido del Vangelo e del carisma dehoniano: **“Adveniat Regnum Tuum – Venga il tuo Regno”**. Ricordando la nascita di Padre Dehon, si rinnova il desiderio di vivere e annunciare il Regno di Dio. Secondo le Costituzioni della Congregazione, la missione di Cristo è rivelare l’amore del Padre e annunciare il Regno attraverso la vita donata e l’oblazione per gli uomini. I religiosi sono chiamati non solo a seguire Gesù, ma a lasciare che Cristo viva in loro. Il Regno di Dio è già presente nella persona di Gesù, l’Uomo nuovo, e questa verità deve illuminare il cammino della comunità.
I Religiosi sono anche invitati a guardare alla storia della Congregazione.
Nel 1888 Padre Dehon, animato da uno spirito missionario, chiese a Roma una missione lontana. Questo desiderio portò all’invio dei primi missionari in Ecuador, paese consacrato al Sacro Cuore. Lì nacque il progetto della Basilica del Sacro Cuore a Quito, segno dell’amore di Cristo per i popoli.
Il 10 novembre 1888, nel porto di San Nazario, Padre Dehon salutò i missionari inviandoli nella “Repubblica del Sacro Cuore”. In quel momento iniziò una grande avventura missionaria segnata da fede, fiducia e abbandono a Dio.
Oggi le comunità Dehoniane rendono grazie per questa storia e chiedono che lo stesso spirito missionario si rinnovi nei cuori. L’enciclica **Dilexit nos** ricorda che l’amore contemplato nel Cuore di Cristo deve diventare missione concreta. Contemplazione e azione non possono essere separate.
I religiosi sono quindi chiamati a essere “missionari innamorati”, capaci di trasformare l’amore ricevuto in servizio e vicinanza agli altri. Vivere **Adveniat Regnum Tuum** significa impegnarsi ogni giorno perché il Regno di Dio cresca nelle persone e nella società attraverso la testimonianza della propria vita.
Nel ricordo della nascita di Padre Dehon, rendiamo grazie al Signore per il dono della sua vita e del suo carisma, che continua a guidarci verso il Cuore di Gesù.
Che il suo esempio rinnovi in noi il desiderio di vivere ogni giorno l’“Adveniat Regnum Tuum” con fede, amore e servizio. Amen.
Segnato dal simbolo delle ceneri, Padre Dehon, nella sua meditazione per il Mercoledì delle Ceneri, ci pone di fronte alla nostra fragilità per meglio chiamarci a una penitenza del cuore e a uno slancio d'amore verso il Sacro Cuore. Una guida essenziale per iniziare santamente la quarantena della Quaresima.
Gesù, Maestro di penitenza, Tu mi guardi con amore e mi chiami a ritornare al Tuo Cuore. Io riconosco la mia povertà e la mia cenere, ma confido nella Tua infinita misericordia.
Tu mi dici: “Convertiti e credi al Vangelo”, e io desidero ascoltare la Tua voce. Dammi il dolore sincero dei miei peccati e il coraggio di cambiare vita.
Insegnami la penitenza dell’amore, che ripara e consola il Tuo Cuore ferito.
Resta con me nella mia debolezza e guidami sul cammino della conversione. Fa’ che, morendo al peccato, io viva con Te nella grazia e nella luce della risurrezione.
Testo integrale:
La vita consacrata è una scelta radicale di amore e servizio, che rende visibile il Vangelo nel mondo di oggi. Nel carisma dehoniano, l’amore del Cuore di Cristo diventa impegno concreto per la giustizia e la solidarietà.
La vita consacrata è una forma particolare di sequela di Cristo in cui uomini e donne scelgono di donare interamente la propria vita a Dio, vivendo secondo i valori del Vangelo e mettendosi al servizio della Chiesa e dell’umanità. Attraverso i voti di povertà, castità e obbedienza, i consacrati – come frati, suore e monaci – testimoniano una scelta radicale, orientata alla ricerca della volontà di Dio e all’anticipazione della vita eterna.
Pur nelle diverse forme che essa assume, la vita consacrata è unita da elementi comuni: un’intensa vita di preghiera, un rapporto quotidiano con Dio, uno stile di vita semplice e fraterno e la fedeltà a un carisma specifico, ricevuto dai fondatori degli ordini e degli istituti. Questo carisma orienta la missione e il modo concreto di vivere il Vangelo nel contesto storico e sociale.
Le radici della vita consacrata risalgono ai primi secoli del cristianesimo, con l’esperienza degli eremiti e dei monaci. Nel tempo si sono sviluppate varie forme – ordini monastici, mendicanti e congregazioni moderne – che rispondono alle esigenze delle diverse epoche. Dopo il Concilio Vaticano II, la vita consacrata ha vissuto un rinnovamento, tornando alle origini dei carismi e cercando un dialogo più profondo con il mondo contemporaneo.
All’interno di questa ricchezza di esperienze si colloca la Congregazione del Sacro Cuore di Gesù, detta dei Dehoniani, fondata da Padre Leone Dehon. Il carisma dehoniano è profondamente radicato nella spiritualità del Sacro Cuore di Gesù e nell’amore riparatore, inteso come risposta all’amore di Cristo ferito dai peccati e dalle ingiustizie del mondo. I religiosi dehoniani vivono i voti evangelici dedicandosi alla preghiera, alla vita comunitaria e al servizio pastorale, educativo e sociale, con particolare attenzione ai poveri e agli emarginati.
Attraverso una spiritualità centrata sull’amore, sulla solidarietà e sulla giustizia, i Dehoniani cercano di essere segni di speranza e di fraternità, contribuendo alla trasformazione della società. La vita consacrata, oggi come ieri, rimane una risposta viva e profetica alla chiamata di Dio, capace di rendere il mondo più umano e più vicino al Vangelo.
Per noi oggi
In un mondo che esalta il possesso, il potere e l’autonomia assoluta, la vita consacrata ci provoca chiedendoci: di cosa abbiamo davvero bisogno per essere liberi?
Se la vita consacrata è segno profetico, allora ci interpella: il nostro stile di vita – consacrati e laici – parla davvero di Dio o si è adattato troppo alla logica del mondo?
Il carisma dehoniano ci provoca a chiederci: l’amore che diciamo di vivere è capace di farsi riparazione concreta delle ferite sociali, oppure resta solo un ideale spirituale?
Testo e video. Vedi....
https://renzozambotti.blogspot.com/2024/11/insieme-per-un-mondo-piu-umano.html
Padre Martino Capelli, SCJ, Martire della Seconda Guerra Mondiale, sarà Beatificato il 27 settembre 2026 a Bologna.
Il recente decreto che riconosce il martirio di Padre Martino Capelli, SCJ, ha riportato la sua figura al centro dell’attualità ecclesiale.
Il 21 novembre 2025 Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto, aprendo la strada alla beatificazione. La Chiesa riconosce che Padre Capelli fu ucciso in odio alla fede (odium fidei).
Nato nel 1912 a Nembro, fu ordinato sacerdote nel 1938 e morì martire nel 1944. Già da giovane aveva espresso il desiderio di donare la vita come martire. Il suo martirio avvenne durante la Seconda Guerra Mondiale, nel contesto delle violenze naziste nell’area di Bologna. Fu ucciso insieme a Don Elia Comini per aver assistito la popolazione come sacerdote. Il processo canonico è stato lungo e complesso, iniziato a livello diocesano e riorientato in seguito sul martirio. Oggi è riconosciuto come Venerabile Servo di Dio Martino Capelli.
La data della beatificazione è il 27 settembre 2026 a Bologna. Invitiamo titti i fedeli a conoscerne la testimonianza e a pregare per sua intercessione.
Articolo. Vedi....
Dal 1888, con la prima missione in Ecuador, i dehoniani portano il Vangelo in America Latina, fino alla nuova apertura a Cuba nel 2025, nona presenza del Sacro Cuore nel continente. Questa missione rappresenta la continuità del progetto di Padre Dehon, a cento anni dalla sua morte. Cuba si presenta come una realtà complessa, segnata da difficoltà economiche, scarsa libertà e una Chiesa povera ma resiliente. Proprio qui i dehoniani sono chiamati a testimoniare la riparazione del Cuore di Gesù e a essere segno di speranza. Come in Ecuador, la missione non mira a grandi opere, ma alla vicinanza, all’ascolto e alla semina paziente. La memoria dehoniana ricorda che la fedeltà al carisma non è nostalgia, ma creatività pastorale. L’opera dei primi missionari ispira oggi un impegno rinnovato. La missione a Cuba diventa un nuovo “sì” al servizio del Vangelo. Preghiamo per i Padri Adolfo Oropeza e Javier Luengo, e per il fratello Dennys Vélez, chiamati a portare il carisma dehoniano al popolo cubano.
https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/martino-capelli-al-secolo-nicola.html
Ogni 26 novembre i Dehoniani ricordano i 28 missionari uccisi nel 1964 in Congo, vittime di una violenta ribellione segnata anche da un profondo odio verso il cristianesimo. L’iniziativa nasce attorno al 2000, ispirata dal richiamo di Giovanni Paolo II ai testimoni della fede. Padre Virginio Bressanelli risvegliò l’attenzione su questi missionari, avviando un cammino di memoria. Padre Mieszczak, legato al sopravvissuto Padre Fiorino Gheza, raccolse testimonianze che rivelavano non solo una tragedia, ma un sacrificio consapevole offerto a Cristo. Episodi come l’uccisione di Padre Longo davanti alla croce mostrano la motivazione religiosa dei persecutori. Paolo VI definì i sopravvissuti «degni di soffrire per il nome di Gesù». Da allora si sviluppò una tradizione di celebrazioni in vari paesi. La preparazione alla memoria inizia il 3 novembre, anniversario della morte di Padre Longo. La giornata si centra su Messa e adorazione. Il messaggio spirituale è chiaro: i martiri richiamano a vivere la vocazione con fedeltà, sacrificio e dedizione.
https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/martino-capelli-al-secolo-nicola.html
Nicola Capelli, nato a Nembro - BG - nel 1912, cresce in una famiglia povera ma ricca di fede. Entra giovanissimo tra i Dehoniani, dove, nonostante iniziali difficoltà nello studio, matura una vocazione solida e ardente, nutrita anche dal desiderio del martirio. Ordinato sacerdote nel 1938, sogna la missione in Cina, ma obbedisce ai Superiori dedicandosi agli studi biblici e all’insegnamento, finché la guerra lo conduce nell’Appennino tosco-emiliano, nel cuore della Linea Gotica. Qui vive il suo sacerdozio con totale dedizione, assistendo sfollati, contadini, partigiani e feriti, senza distinzione, attirandosi sospetti da tutte le parti. Rifiuta di lasciare la popolazione, pur sapendo di rischiare la vita. Arrestato il 29 settembre 1944 insieme a don Elia Comini mentre portava soccorso, viene ucciso dai nazisti il 1° ottobre con altri 44 prigionieri. Muore impartendo un’ultima benedizione, offrendo la vita per il suo ministero: un martire della carità e della fede, ucciso in odium fidei.
La sua uccisione fu dovuta principalmente al disprezzo delle truppe naziste verso il suo ministero, a testimonianza di come l’odium fidei sia stato un motivo prevalente della sua uccisione.
https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/martino-capelli-al-secolo-nicola.html
Il Segretariato delle Missioni Estere della Provincia Polacca dei Sacerdoti del Sacro Cuore, sostenuto da missionari, volontari, donatori e persone di buona volontà, fornisce un aiuto concreto ed essenziale in molti Paesi nei cinque continenti.
"Insieme per il Mondo – Alcune missioni Dehoniane."
Il Segretariato delle Missioni Estere dei Dehoniani in Polonia, sostenuto da missionari, volontari e donatori, porta aiuto concreto nei cinque continenti. Dall’acqua potabile in Ciad e Tanzania ai pasti per migliaia di bambini in Zambia, dall’Adozione della Luce per i ciechi in Ruanda e India ai programmi sanitari per le mamme nella Repubblica Centrafricana, ogni progetto restituisce vita e speranza. I volontari dehoniani costruiscono pozzi, curano malati, insegnano e portano sorrisi dove regna la povertà. Anche l’Ucraina riceve assistenza materiale e spirituale. Solo nel 2024 sono stati raccolti oltre 1,6 milioni di euro per realizzare opere di bene. Una rete di cuori uniti dallo spirito Ubuntu e dal carisma di padre Dehon: andare lontano, insieme, per amore del Vangelo.
https://www.dehoniani.org/it/insieme-per-il-mondo-alcune-missioni-dehoniane/
«Andate in tutto il mondo, proclamate il Vangelo a ogni creatura» è la consegna ultima che Gesù ha lascato alla Chiesa (Mc 16, 15). Da qui nasce e parte la vocazione missionaria. Oggi la Chiesa ha per confini il mondo.
"Per confini il mondo"
Fin dalle origini, il cuore della vocazione dehoniana batte per la missione: portare l’amore del Sacro Cuore “là dove più urge il bisogno”.
P. Dehon, animato dal desiderio di “conquistare il mondo a Cristo”, ha fatto della missione un segno concreto di fede e di dono totale. Anche tra difficoltà, malattie e sacrifici, i primi missionari hanno testimoniato con la vita che l’amore vale più del rischio.
Per il Fondatore, evangelizzare significava prima di tutto vivere in comunione, nella preghiera e nella fraternità. La missione non è solo andare lontano, ma vivere il Vangelo ovunque, con un cuore che batte all’unisono con quello di Cristo.
Testo completo...
La riparazione non è solo risarcimento, ma risposta d’amore all’Amore ferito e ricostruzione di legami spezzati. In Cristo, unico vero Riparatore, siamo chiamati a trasformare rovine in speranza e futuro.
"Riparazione: ambiguità e potenza"
Na “riparazione” è stata per secoli un tema centrale nella spiritualità cristiana, soprattutto nella devozione al Sacro Cuore, ma ha conosciuto un forte declino dopo il Vaticano II. Oggi si cerca di ripensarla non come semplice risarcimento, ma come risposta d’amore all’Amore ferito e come ricostruzione di relazioni spezzate. Riparare significa costruire dalle rovine, non da innocenti ma da corresponsabili, non da sani ma da guaritori feriti. È un cammino che coinvolge parole, affetti, giustizia e spiritualità. Non si tratta di un gesto intimistico, ma di un impegno serio verso il male del mondo. La riparazione diventa così solidarietà, perdono, riconciliazione, cura delle ferite personali e sociali. La sua forza sta nell’unire amore e responsabilità, memoria e futuro. Non c’è amore senza riparazione, né riparazione senza amore. Cristo è l’unico vero riparatore, ma la sua opera continua attraverso le nostre relazioni rigenerate.
Testo completo...
Esattamente 100 anni fa, in questo 12 agosto 2025, Padre Léon Dehon è entrato nella casa del Padre..
"Testamento spirituale del Fondatore (San Quintino, 1914)
DIRETTORIO SPIRITUALE 276-284 [it] (DSP 1936, 474-482)"
Miei cari figli, vi lascio il più prezioso dei tesori: il Cuore di Gesù, con tenerezze particolari per i sacerdoti fedeli alla loro vocazione. Questa missione richiede amore, distacco, riparazione e spirito di vittima. Coltivate la vita interiore con regolarità, silenzio, meditazione, adorazione e lettura spirituale, ispirandovi ai santi del Sacro Cuore.
Vi affido al Cuore di Gesù e a Maria, nostra Madre. Amate i prediletti di Gesù e mantenete la carità tra voi, senza critiche o amarezza. L’obbedienza, la regolarità e la povertà sono la forza della congregazione.
Siate grati alle Suore Ancelle del Cuore di Gesù e alle Suore Vittime di Namur, che con preghiere e sacrifici hanno sostenuto l’opera. Vi raccomando l’adorazione riparatrice quotidiana per consolare il Signore e affrettare il regno del Sacro Cuore.
Offro e consacro vita e morte al Cuore di Gesù.
Tutto per tuo amore, o Cuore di Gesù!
San Quintino, 1914 – Giovanni del Cuore di Gesù
Ascolta l'audio col testamento completo...
IIl Giubileo Dehoniano 2024-2028 celebra i 150 anni di fondazione della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, voluta da padre Leone Dehon. È un tempo di rinnovamento spirituale, missione e fraternità, per approfondire il carisma dehoniano al servizio della Chiesa e del mondo.
"Giubileo Dehoniano 2024 – 2028"
Il Giubileo Dehoniano celebra il centenario della morte di padre Léon Dehon e i 150 anni della fondazione della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù.
Il tema centrale è “Per Lui vivo: È Cristo che vive in me” (Gal 2,20), richiamando alla comunione con Cristo e al servizio del prossimo. Tra i segni di questa celebrazione vi è l’inno ufficiale “Vive in noi”, composto da p. Simão Pedro Claudino dos Santos, SCJ. Il logo del Giubileo, selezionato attraverso un concorso, simboleggia il cuore aperto e missionario della spiritualità dehoniana.
Il Centro Studi Dehoniani ha condiviso l’eredità del Fondatore con i novizi e scolastici in Indonesia. Un simposio dal titolo “Leon Dehon – Pellegrino dell’Amore” ha commemorato i 100 anni dalla morte del Fondatore. La Casa Generalizia ha celebrato il 182° compleanno di padre Dehon con momenti di preghiera e riflessione. La preghiera ufficiale del Giubileo invita a vivere questi anni come tempo di grazia e rinnovamento spirituale.
Eventi, pellegrinaggi e iniziative culturali accompagneranno i fedeli fino al 2028.
Il Giubileo è un’occasione per testimoniare la gioia del Vangelo e la forza dell’amore riparatore di Cristo.
Sito:
Il puro amore soprattutto è veramente il legame, la salvaguardia e il coronamento delle altre virtù: La carità è il vincolo di perfezione (Col 3,14). Il puro amore è la virtù più eminente, è il segno distintivo, il sigillo della perfezione. (DSP, 4)
Léon Dehon
"I luoghi Dehoniani"
Dehoniani nel mondo » Mondo
Il progetto Luoghi Dehoniani offre un pellegrinaggio virtuale e reale nei luoghi legati ai Sacerdoti del Sacro Cuore, fondati da Leone Dehon.
Il sito mappa città europee come Parigi, dove Dehon studiò, e Albino, prima sede formativa in Italia. A Bologna spicca lo “Studentato per le Missioni”, centro della formazione filosofico-teologica. Capiago è presentato come luogo di spiritualità e accoglienza per ritiri ed esercizi. A Pisa emergono segni d’arte bizantina che hanno ispirato il fondatore.
Tra le tappe internazionali spicca Lille, sede dei congressi sul Sacro Cuore e dell’impegno sociale. Il portale propone anche testimonianze, materiali liturgici e archivi fotografici per vivere il carisma dehoniano.
Questo strumento invita a riscoprire la storia, la missione e la spiritualità di padre Dehon. Visitare questi luoghi significa respirare l’amore del Cuore di Cristo e sentirsi parte di una comunità viva, radicata nella fede e nel servizio.
Sito:
Lettera in occasione della solennità del Sacro Cuore di Gesù,
27 giugno 2025
"Comprendere l’amore"
Dehoniani nel mondo » Roma
In un mondo ferito dall’indifferenza e dalla violenza, il Cuore di Gesù resta segno vivo di amore e speranza.
È un cuore trafitto che non si chiude, ma si apre per accogliere, guarire, ricominciare.
Come allora a Gerusalemme, anche oggi piange su città sorde alla pace e alla verità. Ma non si arrende. Si fa strada tra le macerie umane, abbraccia i feriti, consola i dimenticati. Ogni gesto d’amore, piccolo o grande, lo rende presente.
La missione dei discepoli oggi è la stessa: essere testimoni credibili del suo amore. Perché «chi ha visto me ha visto il Padre». Perché solo un cuore che ama può cambiare il mondo.
Testo integrale:
"Nato il 14 marzo 1843"
Il 24 marzo 1843, nella piccola chiesa di La Capelle (dipartimento dell’Aisne, Francia), un anziano prete, don Prospero Hécart, battezzava coi nomi di Leone Gustavo un bambino di 10 giorni, un piccolo Dehon. Scrive padre Dehon nella prima pagina delle sue Memorie:
«Sono nato il 14 marzo 1843 […]. Fui battezzato il 24 marzo […]. Erano i primi vespri della festa dell’Annunciazione. Sono stato felice più tardi di unire il ricordo del mio battesimo a quello dell’Ecce venio di nostro Signore. Ho attinto una grande fiducia da questo accostamento. L’Ecce venio del Cuore di Gesù ha protetto e benedetto il mio ingresso nella vita cristiana. Nostro Signore non sarà di certo dispiaciuto, se vedo in questa circostanza un’attenzione particolare della sua provvidenza, in vista della mia vocazione attuale di sacerdote-ostia del Cuore di Gesù» (NHV 1/1.2).
Sint unum - Inno del XXV Capitolo Generale 2024
Dehoniani nel mondo » Dehonians
Sint unum in amore.
Sint unum in reparatione.
Ut mundus credat
Sint unum.
1. Chiamati ad essere uno,
In un mondo in trasformazione.
Percorrer lo stesso cammino,
Uniti in un solo Cuore.
2. Chiamati ad essere uno,
Dalle missioni all’educazione.
Formare menti, cuori...
E viver la riparazione.
3. Chiamati ad essere uno,
Sulle orme di Padre Dehon.
Amare ciò che egli amò
E fare della vita oblazione.
(Testo e musica: Geovan Luiz Alberton)
Il Santuario è sempre disponibile all’accoglienza di pellegrinaggi o gruppi con possibilità di celebrazioni liturgiche...