La Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù è un Istituto religioso clericale apostolico di diritto pontificio. È stata fondata nel 1878 a San Quintino (Francia) da p. Leone Giovanni Dehon. Egli ha ricevuto la grazia e la missione di arricchire la Chiesa con un Istituto che viva della sua ispirazione evangelica: l’amore riparatore al Cristo nell’icona del suo costato aperto e del suo Cuore trafitto e l’impegno di diffondere il suo Regno nelle anime e nelle società (devozione al Sacro Cuore). La congregazione è costituita di sacerdoti e di laici consacrati. La sua esistenza, la spiritualità e la dimensione apostolica si comprendono alla luce della vita del suo fondatore.
http://www.dehoniani.it/wp-content/uploads/2020/10/Dehon_Biographie-it.pdf
Il desiderio di Padre Dehon di stabilire il Regno del Sacro Cuore nelle anime e nelle società continua nei nostri giorni attraverso la nostra opera di evangelizzazione. Vogliamo che le persone sentano il grande amore che Dio ha per loro, manifestato nel modi in cui serviamo.
Cristo ha raggiunto le persone dimenticate ed escluse. Egli ha visto talenti e doni che altri non hanno saputo vedere, e ha chiamato i discepoli da quella periferia. La sua modalità di agire era raggiungere, guarire, confortare, per donare ed evangelizzare.
La sua via deve essere la nostra via.
In questo tempo di giubileo dehoniano, il distretto dell'Angola ha celebrato con gioia, il 14 e 15 marzo scorsi, le professioni perpetue di fratel Agostinho Longuia Butica e l'ordinazione diaconale dello stesso fratel Agostinho e di fratel Adão Manuel Mateus.
Le celebrazioni del 14 marzo, anniversario della nascita di Padre Dehon, hanno avuto quest’anno un colore particolare: Dio ci ha benedetti con la Professione Perpetua di Agostinho Longuia Butica il 14 e, il 15, l’Ordinazione Diaconale dello stesso Agostinho e di Adão Manuel Mateus.
Erano presenti tutti i dehoniani che lavorano in Angola, sia i membri della comunità di Santa Teresina di Luau che quelli della comunità del Sacro Cuore di Gesù di Lwena (entrambe nella provincia di Moxico), oltre ai membri della comunità della Casa Padre Dehon, situata a Viana, Luanda.
Le celebrazioni si sono svolte presso la sede della Parrocchia di Nostra Signora del Rosario, affidata ai Dehoniani e situata nella diocesi di Viana, Luanda. Oltre ai confratelli dehoniani, hanno partecipato all’evento le famiglie dei due religiosi, Agostinho Butica e Adão Mateus, oltre a un gran numero di fedeli che hanno voluto celebrare con noi questo momento significativo nella fede e nella gioia.
La celebrazione della Professione Perpetua è stata presieduta, sabato, dal Superiore del Distretto, Padre David Mieiro; le Ordinazioni Diaconali della domenica sono state presiedute dal Vescovo di Viana, Mons. Emílio Sumbelelo, a conclusione della sua visita pastorale alla parrocchia di Nostra Signora del Rosario.
https://www.dehoniani.org/it/voti-perpetui-e-ordinazioni-in-angola/
TeleDehon è un’emittente cattolica nata nel 1978 ad Andria, promossa dai Padri Dehoniani per l’evangelizzazione. Ha origine dall’esperienza di Radio Christus, evolutasi nel tempo in una realtà televisiva strutturata.
Trasmette nel Sud Italia e, grazie al digitale e ai social, raggiunge anche un pubblico globale.
La sua missione è diffondere il carisma di Padre Dehon con un linguaggio adatto al mondo contemporaneo.
Propone contenuti religiosi, ma anche riflessioni su attualità sociale ed ecclesiale.
Mantiene un equilibrio tra spiritualità e attenzione ai problemi del mondo moderno.
Affronta sfide importanti come la sostenibilità economica e il ricambio generazionale.
Limita la pubblicità per preservare autonomia e credibilità del messaggio.
Punta sulla formazione e sul coinvolgimento di laici competenti.
Mira a restare una voce profetica e significativa nella società di oggi e di domani.
https://www.dehoniani.org/it/teledehon-una-televisione-dehoniana-per-levangelizzazione-in-italia/
Il 14 marzo di quest'anno segnerà il 183° anniversario della nascita di Padre Dehon, nostro fondatore. Celebriama con gratitudine questo tempo di Giubileo Dehoniano e riviviamo, con fede e spirito di riparazione, l’ardore missionario germogliato dal Cuore di Cristo e che ha segnato tutta la vita di Padre Dehon....
Nel tempo giubilare le comunità Dehoniane si riuniscono davanti al Signore accogliendo il grido del Vangelo e del carisma dehoniano: **“Adveniat Regnum Tuum – Venga il tuo Regno”**. Ricordando la nascita di Padre Dehon, si rinnova il desiderio di vivere e annunciare il Regno di Dio. Secondo le Costituzioni della Congregazione, la missione di Cristo è rivelare l’amore del Padre e annunciare il Regno attraverso la vita donata e l’oblazione per gli uomini. I religiosi sono chiamati non solo a seguire Gesù, ma a lasciare che Cristo viva in loro. Il Regno di Dio è già presente nella persona di Gesù, l’Uomo nuovo, e questa verità deve illuminare il cammino della comunità.
I Religiosi sono anche invitati a guardare alla storia della Congregazione.
Nel 1888 Padre Dehon, animato da uno spirito missionario, chiese a Roma una missione lontana. Questo desiderio portò all’invio dei primi missionari in Ecuador, paese consacrato al Sacro Cuore. Lì nacque il progetto della Basilica del Sacro Cuore a Quito, segno dell’amore di Cristo per i popoli.
Il 10 novembre 1888, nel porto di San Nazario, Padre Dehon salutò i missionari inviandoli nella “Repubblica del Sacro Cuore”. In quel momento iniziò una grande avventura missionaria segnata da fede, fiducia e abbandono a Dio.
Oggi le comunità Dehoniane rendono grazie per questa storia e chiedono che lo stesso spirito missionario si rinnovi nei cuori. L’enciclica **Dilexit nos** ricorda che l’amore contemplato nel Cuore di Cristo deve diventare missione concreta. Contemplazione e azione non possono essere separate.
I religiosi sono quindi chiamati a essere “missionari innamorati”, capaci di trasformare l’amore ricevuto in servizio e vicinanza agli altri. Vivere **Adveniat Regnum Tuum** significa impegnarsi ogni giorno perché il Regno di Dio cresca nelle persone e nella società attraverso la testimonianza della propria vita.
Nel ricordo della nascita di Padre Dehon, rendiamo grazie al Signore per il dono della sua vita e del suo carisma, che continua a guidarci verso il Cuore di Gesù.
Che il suo esempio rinnovi in noi il desiderio di vivere ogni giorno l’“Adveniat Regnum Tuum” con fede, amore e servizio. Amen.
Come terza tappa della sua visita pastorale nelle parrocchie della sua diocesi, il Santo Padre si è recato, in questa seconda domenica di Quaresima, alla parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, affidata ai Sacerdoti del Sacro Cuore dal 1948...
Il Quarticciolo, periferia est di Roma, ha accolto il 1° marzo 2026 la visita del Papa Leone XIV nella parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, affidata ai Dehoniani dal 1948.
Dopo Papa Giovanni XXIII nel 1963 e Papa Giovanni Paolo II nel 1980, è la terza visita di un Papa in questa comunità.
Il quartiere vive un forte disagio sociale: chiusura di negozi, spopolamento, degrado e criminalità diffusa. Padre Daniele Canali, parroco, ha raccontato le difficoltà quotidiane, tra aggressioni e timori per la sicurezza. Nonostante ciò, la parrocchia continua a essere un presidio di fede e solidarietà.
Il Papa ha portato un messaggio di incoraggiamento, definendo il quartiere “difficile ma pieno di speranza”. Ha invitato la comunità a essere lievito di bene e giustizia nel territorio.
La visita rientra nel programma pastorale che prevede tappe in diverse parrocchie romane prima di Pasqua. Al termine, la comunità ha espresso gratitudine per la vicinanza del Vescovo di Roma. Lo scambio di doni — un’icona e un calice — ha suggellato un momento di forte comunione.
Testo integrale:
WÜRZBURG – Questo martedì 24 febbraio 2026, durante la loro assemblea plenaria primaverile, i vescovi della Germania hanno eletto Mons. Heiner Wilmer come nuovo presidente della Conferenza Episcopale Tedesca (DBK)..
Heiner Wilmer, 64 anni e vescovo di Hildesheim dal 2018, è stato eletto presidente della Conferenza Episcopale Tedesca per un mandato di sei anni, succedendo a Georg Bätzing nel corso dell’assemblea plenaria dei vescovi a Würzburg il 24 febbraio 2026. Nella sua prima dichiarazione ha detto che intende “mettere Dio al centro” dell’azione pastorale, ponendo come bussola spirituale l’annuncio del Vangelo, la giustizia e la misericordia, in linea con il suo motto episcopale Adiutores Gaudii Vestri. Prima della nomina episcopale Wilmer è stato Superiore Generale dei Sacerdoti del Sacro Cuore (Dehoniani) e ha avuto una lunga esperienza internazionale in ambiti educativi e sociali.
Testo integrale:
Segnato dal simbolo delle ceneri, Padre Dehon, nella sua meditazione per il Mercoledì delle Ceneri, ci pone di fronte alla nostra fragilità per meglio chiamarci a una penitenza del cuore e a uno slancio d'amore verso il Sacro Cuore. Una guida essenziale per iniziare santamente la quarantena della Quaresima.
Gesù, Maestro di penitenza, Tu mi guardi con amore e mi chiami a ritornare al Tuo Cuore. Io riconosco la mia povertà e la mia cenere, ma confido nella Tua infinita misericordia.
Tu mi dici: “Convertiti e credi al Vangelo”, e io desidero ascoltare la Tua voce. Dammi il dolore sincero dei miei peccati e il coraggio di cambiare vita.
Insegnami la penitenza dell’amore, che ripara e consola il Tuo Cuore ferito.
Resta con me nella mia debolezza e guidami sul cammino della conversione. Fa’ che, morendo al peccato, io viva con Te nella grazia e nella luce della risurrezione.
Testo integrale:
«Viaggiare è così importante, è un modo per immergersi in un'altra cultura. Andiamo in luoghi così diversi da quelli da cui proveniamo. Ma non importa dove siamo, possiamo anche sentirci a casa. Se entro in una chiesa, vedo il Santissimo Sacramento e sono a casa. È lo stesso qui, è lo stesso in Brasile, sarà lo stesso in Asia. Sarò a casa». — Frater Alexandre Caetano, scj
Frater Alexandre Caetano ha emesso e rinnovato i suoi voti nei Sacerdoti del Sacro Cuore, prima in Brasile e poi nel Wisconsin, con P. Rafael Querobin. È arrivato negli Stati Uniti per studiare inglese al Seminario e Scuola di Teologia del Sacro Cuore in preparazione alla teologia.
Proseguirà infatti gli studi a Macao, dove i Dehoniani formano studenti internazionali per la missione in Asia.
Studierà alla Università di San Giuseppe, scelta che sente parte del piano di Dio e legata alla sua devozione a San Giuseppe. È attratto anche dalla cultura locale, influenzata dal Portogallo, e desidera imparare il cantonese oltre alle lingue che già conosce.
Ha conosciuto i Dehoniani da giovane e, dopo aver iniziato ingegneria meccanica, ha lasciato tutto per seguire la vocazione religiosa. Pur lontano dal Brasile, afferma che si sente sempre a casa nella Chiesa e che lo sarà anche nella sua futura missione in Asia, in Cina.
https://www.dehoniani.org/it/ovunque-andiamo-possiamo-sentirci-a-casa/
Padre Ezio Mosca, nato a Borgo Valsugana il 6 marzo 1941, ha dedicato tutta la sua vita al ministero sacerdotale, svolgendo un servizio attento e discreto in Italia e all’estero. È mancato a Bolognano l' 8 febbraio 2026, lasciando un ricordo di dedizione, ascolto e cura pastorale nelle comunità che ha servito.
Nato a BORGO VALSUGANA (TN) il 06 marzo 1941
Prima professione il 29 settembre 1958
Professione perpetua il 29 settembre 1963
Ordinazione sacerdotale il 23 giugno 1968.
Attualmente risiedeva presso la Comunità di Genova (GE).
Padre Ezio Mosca nacque il 6 marzo 1941 a Borgo Valsugana, in provincia di Trento. Figlio di Quirino Mosca e di Ida Motter, fu battezzato il 16 marzo 1941 nella parrocchia di Tenna e cresimato nel giugno 1949 nel Duomo di Trento
Dopo aver frequentato le scuole medie presso la Scuola Apostolica del Sacro Cuore di Trento, ha iniziato il cammino nella vita religiosa entrando tra i Dehoniani. È stato accolto come postulante a Trento il 27 giugno 1957 e ha compiuto il noviziato ad Albisola, dove ha emesso la prima professione religiosa il 29 settembre 1958. Successivamente ha rinnovato annualmente i voti fino alla professione perpetua emessa a Monza il 29 settembre 1963. Ha frequentato il ginnasio a Trento dal 1951 al 1957, proseguendo poi gli studi liceali e filosofici a Monza dal 1958 al 1962. Ha compiuto gli studi teologici a Bologna dal 1964 al 1968. Nel 1969 ha conseguito la maturità classica. Tra il 1962 e il 1964 ha svolto il servizio di prefetto a Trento.
Nel cammino verso il sacerdozio ha ricevuto le sacre ordinazioni: la prima tonsura il 19 dicembre 1964 a Bologna; gli ordini minori di ostiariato e lettorato il 18 dicembre 1965; l’esorcistato e l’accolitato il 26 giugno 1966; il suddiaconato il 30 novembre 1967 a Bologna; il diaconato il 23 dicembre 1967 nella chiesa di San Domenico a Bologna. È stato ordinato presbitero il 23 giugno 1968 nella cattedrale di Trento
Dopo l’ordinazione sacerdotale, padre Ezio ha dedicato l’intera vita al ministero pastorale, svolto prevalentemente in ambito parrocchiale e catechistico. Dal 1968 al 1974 ha risieduto a Milano, impegnato negli studi universitari e come catechista. Dal 1974 al 1976 è stato cappellano a Trento, mentre dal 1976 al 1980 ha operato presso la Casa del Sacro Cuore di Trento come catechista e parroco domenicale.
Ha svolto il ministero di parroco in numerose comunità: Albaredo e Matassone (1977-1978), Carbonare e Nosellari (1978-1979), Ivano Fracena (1979-1980), Castiglione dei Pepoli (1981-1984), San Giorgio di Arco (1984-1987) e Bettale di Spinetta Marengo (1987-1998). In questi anni è stato anche vicario foraneo della zona di Marengo dal 1990 al 1998 e assistente diocesano dei giovani di Azione Cattolica dal 1992 al 1998. Dal 1999 al 2008 è stato inviato in Germania per la pastorale dei migranti italiani, prestando servizio prima a Darmstadt e successivamente a Heilbronn: fu particolarmente apprezzato dalle comunità italiane all’estero e dai sacerdoti tedeschi per la sua dedizione, la capacità di ascolto e la sensibilità pastorale.
Rientrato in Italia, riprese il ministero a Spinetta Marengo, dove ha svolto il ruolo di superiore e parroco per due trienni, dal 2008 al 2014. Nel 2016 la parrocchia è stata riconsegnata al vescovo e padre Ezio ha continuato a offrire la sua collaborazione pastorale, mantenendo uno stile di servizio discreto e fedele. Nel 2025 era stato trasferito a Genova anche se questo passaggio non lo aveva digerito troppo bene. È stato a causa di un malore che le sue condizioni di salute sono precipitate velocemente fino al momento del decesso, nel primo pomeriggio di domenica 8 febbraio 2026.
L'eterno riposo dona a Lui, o Signore; splenda a Lui la luce perpetua, riposi in pace. Amen.
Le anime dei Fedeli Defunti per la misericordia di Dio riposino in pace.. Amen
Un concerto di Avvento in Germania si trasforma in un grande gesto di solidarietà. Raccolti oltre 15.000 euro per portare acqua potabile nei villaggi del Camerun.
A Börger, in Germania, la comunità parrocchiale ha organizzato un concerto religioso per sostenere un progetto missionario in Camerun. L’iniziativa, nata dal desiderio di aiutare concretamente, aveva come obiettivo la costruzione di un pozzo per l’acqua potabile. Grazie alla generosità dei partecipanti, sono stati raccolti più di 15.000 euro, ben oltre le aspettative iniziali. L’ispirazione è nata da un viaggio in Camerun, dove è emersa con forza la fatica quotidiana legata alla mancanza d’acqua. La parrocchia ha risposto con entusiasmo, coinvolgendo fedeli e gruppi musicali. Questa esperienza ha rafforzato i legami con la Procura delle Missioni dei Sacerdoti del Sacro Cuore. Un segno concreto di speranza e fraternità oltre i confini.
Per noi oggi
L’acqua è un diritto fondamentale, ma per molti resta un miraggio quotidiano: quanto siamo davvero consapevoli di questo privilegio?
Una piccola parrocchia ha cambiato la vita di interi villaggi: cosa potremmo fare anche noi, se imparassimo a unire le forze?
La solidarietà nasce spesso da un’emozione: sappiamo trasformarla in impegno concreto e duraturo?
Testo e video. Vedi....
La vita consacrata è una scelta radicale di amore e servizio, che rende visibile il Vangelo nel mondo di oggi. Nel carisma dehoniano, l’amore del Cuore di Cristo diventa impegno concreto per la giustizia e la solidarietà.
La vita consacrata è una forma particolare di sequela di Cristo in cui uomini e donne scelgono di donare interamente la propria vita a Dio, vivendo secondo i valori del Vangelo e mettendosi al servizio della Chiesa e dell’umanità. Attraverso i voti di povertà, castità e obbedienza, i consacrati – come frati, suore e monaci – testimoniano una scelta radicale, orientata alla ricerca della volontà di Dio e all’anticipazione della vita eterna.
Pur nelle diverse forme che essa assume, la vita consacrata è unita da elementi comuni: un’intensa vita di preghiera, un rapporto quotidiano con Dio, uno stile di vita semplice e fraterno e la fedeltà a un carisma specifico, ricevuto dai fondatori degli ordini e degli istituti. Questo carisma orienta la missione e il modo concreto di vivere il Vangelo nel contesto storico e sociale.
Le radici della vita consacrata risalgono ai primi secoli del cristianesimo, con l’esperienza degli eremiti e dei monaci. Nel tempo si sono sviluppate varie forme – ordini monastici, mendicanti e congregazioni moderne – che rispondono alle esigenze delle diverse epoche. Dopo il Concilio Vaticano II, la vita consacrata ha vissuto un rinnovamento, tornando alle origini dei carismi e cercando un dialogo più profondo con il mondo contemporaneo.
All’interno di questa ricchezza di esperienze si colloca la Congregazione del Sacro Cuore di Gesù, detta dei Dehoniani, fondata da Padre Leone Dehon. Il carisma dehoniano è profondamente radicato nella spiritualità del Sacro Cuore di Gesù e nell’amore riparatore, inteso come risposta all’amore di Cristo ferito dai peccati e dalle ingiustizie del mondo. I religiosi dehoniani vivono i voti evangelici dedicandosi alla preghiera, alla vita comunitaria e al servizio pastorale, educativo e sociale, con particolare attenzione ai poveri e agli emarginati.
Attraverso una spiritualità centrata sull’amore, sulla solidarietà e sulla giustizia, i Dehoniani cercano di essere segni di speranza e di fraternità, contribuendo alla trasformazione della società. La vita consacrata, oggi come ieri, rimane una risposta viva e profetica alla chiamata di Dio, capace di rendere il mondo più umano e più vicino al Vangelo.
Per noi oggi
In un mondo che esalta il possesso, il potere e l’autonomia assoluta, la vita consacrata ci provoca chiedendoci: di cosa abbiamo davvero bisogno per essere liberi?
Se la vita consacrata è segno profetico, allora ci interpella: il nostro stile di vita – consacrati e laici – parla davvero di Dio o si è adattato troppo alla logica del mondo?
Il carisma dehoniano ci provoca a chiederci: l’amore che diciamo di vivere è capace di farsi riparazione concreta delle ferite sociali, oppure resta solo un ideale spirituale?
Testo e video. Vedi....
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Padre Martino Capelli, SCJ, Martire della Seconda Guerra Mondiale, sarà Beatificato il 27 settembre 2026 a Bologna.
Il recente decreto che riconosce il martirio di Padre Martino Capelli, SCJ, ha riportato la sua figura al centro dell’attualità ecclesiale.
Il 21 novembre 2025 Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto, aprendo la strada alla beatificazione. La Chiesa riconosce che Padre Capelli fu ucciso in odio alla fede (odium fidei).
Nato nel 1912 a Nembro, fu ordinato sacerdote nel 1938 e morì martire nel 1944. Già da giovane aveva espresso il desiderio di donare la vita come martire. Il suo martirio avvenne durante la Seconda Guerra Mondiale, nel contesto delle violenze naziste nell’area di Bologna. Fu ucciso insieme a Don Elia Comini per aver assistito la popolazione come sacerdote. Il processo canonico è stato lungo e complesso, iniziato a livello diocesano e riorientato in seguito sul martirio. Oggi è riconosciuto come Venerabile Servo di Dio Martino Capelli.
La data della beatificazione è il 27 settembre 2026 a Bologna. Invitiamo titti i fedeli a conoscerne la testimonianza e a pregare per sua intercessione.
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Missionario dehoniano in Argentina per molti anni, p. Mario Lovato ha condiviso con la comunità dello Studentato un intenso racconto di fede, missione e impegno tra dittatura, diritti umani e pastorale indigena.
Ospite della comunità dello Studentato a Bologna dal 9 settembre fino a metà febbraio, p. Mario Lovato, missionario dehoniano in Argentina, ha ripercorso alcuni momenti significativi della sua vita durante un Consiglio di famiglia. Giunto a Bologna nel 1969 per gli studi teologici, partì per l’Argentina nel 1974, vivendo da vicino gli anni drammatici della dittatura militare. Ordinato sacerdote nel 1976, condivise il dolore delle famiglie dei desaparecidos e collaborò con il Movimento Ecumenico per i Diritti Umani. Per motivi di sicurezza fu trasferito a Pampa del Indio, dove svolse per molti anni la pastorale aborigena tra le comunità tobas. Qui si impegnò soprattutto nell’educazione, nella promozione umana e nella difesa della dignità degli indigeni. Dal 2004 vive in Paraguay, ad Alberdi, e farà ritorno alla sua comunità il prossimo 12 febbraio.
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La missione dei dehoniani in Angola nasce nei primi anni dopo la fine della guerra civile (2002), in un contesto segnato da povertà, rientro dei rifugiati e mancanza di servizi essenziali. A partire dal lavoro nei campi profughi, i Sacerdoti del Sacro Cuore hanno avviato un cammino che unisce evangelizzazione e impegno sociale, scegliendo di operare nella vasta e fragile diocesi di Lwena, nella provincia del Moxico.
Dal 2004 la presenza si è strutturata in tre comunità: Viana (Luanda), Luau (confine con la RDC) e Lwena. Oggi la missione conta dodici religiosi di diverse nazionalità e un numero crescente di vocazioni locali. Centrale è l’impegno educativo e sociale: scuole frequentate da centinaia di studenti, progetti di acqua potabile, formazione professionale e sostegno al lavoro, soprattutto per rifugiati e rimpatriati.
Accanto ai frutti, non mancano le difficoltà: territori vastissimi, analfabetismo, carenza di strutture, peso delle tradizioni e diffusione delle sette. In questo contesto il ruolo dei laici è fondamentale. La missione dehoniana continua così, intrecciando Vangelo e vita quotidiana, puntando non sui numeri ma sulla crescita concreta delle comunità e sulla speranza di un futuro possibile.
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La festa dell’Epifania celebra la manifestazione di Cristo a tutti i popoli, rappresentati dai Magi guidati dalla stella. Essi intraprendono un lungo viaggio, simbolo della ricerca umana di Dio e del senso della vita.
I doni offerti – oro, incenso e mirra – riconoscono Gesù come re, Dio e uomo destinato al sacrificio. La diversità dei Magi richiama l’universalità del messaggio cristiano, aperto a ogni cultura e popolo.
Il contrasto con Erode mostra come la ricerca della verità incontri anche violenza e paura del potere. Nonostante il male, i Magi perseverano e trovano la luce nella fragilità di un bambino.
L’arte, talvolta, arricchisce il racconto includendo una figura femminile tra i Magi. Questa scelta simbolica amplia il messaggio di inclusione del Vangelo. L’Epifania invita a distinguere l’essenziale della fede dalle tradizioni culturali.
Come i Magi, siamo chiamati a metterci in cammino verso la luce che illumina ogni uomo.
Articolo di Settimananews. Vedi....
Cari amici,
vi trasmetto una riflessione natalizia sulla gratitudine e sullo sconcerto davanti a un Dio che viene incontro all’uomo nella fragilità. Alla luce della testimonianza di Padre Dehon, un invito a lasciarsi rinnovare dalla vocazione come risposta d’amore.
In Corde Iesu...
Cari amici,
vi trasmetto gli auguri di un Santo e felice Natale e di un Nuovo Anno colmo di pace e di grazia, a nome del Superiore generale della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù.
In Corde Iesu...
Il 26 novembre 2025, presso Ereveld Leuwigajah a Cimahi (Bandung), si è celebrata la Giornata della Memoria Dehoniana, con la partecipazione di 27 SCJ della Regione di Palembang e della Comunità di Pematangsiantar, insieme a fedeli laici. La celebrazione è stata un forte momento di comunione, preghiera e memoria condivisa.
La riflessione di P. Stepanus Sigit Pranoto, SCJ, ha approfondito il tema “Sint Unum – Il Sentiero dell’Unione con il Cuore di Cristo”. Il Sint Unum è stato presentato come cuore della spiritualità dehoniana e asse del Giubileo SCJ 2025–2028. Unione con Cristo e fraternità concreta sono state indicate come vie autentiche della missione.
Il Giorno della Memoria è stato vissuto non solo come ricordo dei defunti, ma come rinnovamento del carisma. L’Eucaristia è stata presieduta da P. Laurentius Suwanto, SCJ, Superiore della Regione di Palembang.
Particolare rilievo ha avuto il luogo, che custodisce le tombe di 11 missionari SCJ olandesi. La loro testimonianza di fede e sacrificio continua a ispirare le nuove generazioni. La celebrazione si è conclusa con preghiera silenziosa e rinnovato impegno missionario.
Per noi oggi:
Chiamati a vivere il Sint Unum come unità reale con Cristo e tra di noi.
Chiamati a custodire la memoria come fonte di fedeltà e slancio missionario.
Chiamati a testimoniare il Cuore di Gesù con fraternità concreta e servizio.
https://www.dehoniani.org/it/sint-unum-il-sentiero-dellunione-con-il-cuore-di-cristo/
Dal 1888, con la prima missione in Ecuador, i dehoniani portano il Vangelo in America Latina, fino alla nuova apertura a Cuba nel 2025, nona presenza del Sacro Cuore nel continente. Questa missione rappresenta la continuità del progetto di Padre Dehon, a cento anni dalla sua morte. Cuba si presenta come una realtà complessa, segnata da difficoltà economiche, scarsa libertà e una Chiesa povera ma resiliente. Proprio qui i dehoniani sono chiamati a testimoniare la riparazione del Cuore di Gesù e a essere segno di speranza. Come in Ecuador, la missione non mira a grandi opere, ma alla vicinanza, all’ascolto e alla semina paziente. La memoria dehoniana ricorda che la fedeltà al carisma non è nostalgia, ma creatività pastorale. L’opera dei primi missionari ispira oggi un impegno rinnovato. La missione a Cuba diventa un nuovo “sì” al servizio del Vangelo. Preghiamo per i Padri Adolfo Oropeza e Javier Luengo, e per il fratello Dennys Vélez, chiamati a portare il carisma dehoniano al popolo cubano.
https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/martino-capelli-al-secolo-nicola.html
Ogni 26 novembre i Dehoniani ricordano i 28 missionari uccisi nel 1964 in Congo, vittime di una violenta ribellione segnata anche da un profondo odio verso il cristianesimo. L’iniziativa nasce attorno al 2000, ispirata dal richiamo di Giovanni Paolo II ai testimoni della fede. Padre Virginio Bressanelli risvegliò l’attenzione su questi missionari, avviando un cammino di memoria. Padre Mieszczak, legato al sopravvissuto Padre Fiorino Gheza, raccolse testimonianze che rivelavano non solo una tragedia, ma un sacrificio consapevole offerto a Cristo. Episodi come l’uccisione di Padre Longo davanti alla croce mostrano la motivazione religiosa dei persecutori. Paolo VI definì i sopravvissuti «degni di soffrire per il nome di Gesù». Da allora si sviluppò una tradizione di celebrazioni in vari paesi. La preparazione alla memoria inizia il 3 novembre, anniversario della morte di Padre Longo. La giornata si centra su Messa e adorazione. Il messaggio spirituale è chiaro: i martiri richiamano a vivere la vocazione con fedeltà, sacrificio e dedizione.
https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/martino-capelli-al-secolo-nicola.html
Nicola Capelli, nato a Nembro - BG - nel 1912, cresce in una famiglia povera ma ricca di fede. Entra giovanissimo tra i Dehoniani, dove, nonostante iniziali difficoltà nello studio, matura una vocazione solida e ardente, nutrita anche dal desiderio del martirio. Ordinato sacerdote nel 1938, sogna la missione in Cina, ma obbedisce ai Superiori dedicandosi agli studi biblici e all’insegnamento, finché la guerra lo conduce nell’Appennino tosco-emiliano, nel cuore della Linea Gotica. Qui vive il suo sacerdozio con totale dedizione, assistendo sfollati, contadini, partigiani e feriti, senza distinzione, attirandosi sospetti da tutte le parti. Rifiuta di lasciare la popolazione, pur sapendo di rischiare la vita. Arrestato il 29 settembre 1944 insieme a don Elia Comini mentre portava soccorso, viene ucciso dai nazisti il 1° ottobre con altri 44 prigionieri. Muore impartendo un’ultima benedizione, offrendo la vita per il suo ministero: un martire della carità e della fede, ucciso in odium fidei.
La sua uccisione fu dovuta principalmente al disprezzo delle truppe naziste verso il suo ministero, a testimonianza di come l’odium fidei sia stato un motivo prevalente della sua uccisione.
https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/martino-capelli-al-secolo-nicola.html
Arrivato nel 2015 alla Casa Generalizia, padre Victor ha conseguito licenza, specializzazione e dottorato in teologia spirituale, collaborando poi al Centro Studi come coordinatore.
Il suo mandato ha valorizzato il patrimonio del fondatore attraverso progetti come Dehondocs e numerose pubblicazioni dedicate alla spiritualità dehoniana.
Il contatto diretto con gli scritti originali in francese lo ha aiutato a comprendere più profondamente Padre Dehon, favorendo anche la diffusione dei testi in più lingue. La sua tesi dottorale, basata su un’analisi teologico-decisionale della vita del fondatore, è oggi disponibile nella collana Studia Dehoniana.
Rientrando in Brasile, continuerà il suo servizio come membro dello Scolasticato di Taubaté e docente alla Faculdade Dehoniana, restando a disposizione per nuovi progetti di ricerca e formazione nella congregazione.
Il Segretariato delle Missioni Estere della Provincia Polacca dei Sacerdoti del Sacro Cuore, sostenuto da missionari, volontari, donatori e persone di buona volontà, fornisce un aiuto concreto ed essenziale in molti Paesi nei cinque continenti.
"Insieme per il Mondo – Alcune missioni Dehoniane."
Il Segretariato delle Missioni Estere dei Dehoniani in Polonia, sostenuto da missionari, volontari e donatori, porta aiuto concreto nei cinque continenti. Dall’acqua potabile in Ciad e Tanzania ai pasti per migliaia di bambini in Zambia, dall’Adozione della Luce per i ciechi in Ruanda e India ai programmi sanitari per le mamme nella Repubblica Centrafricana, ogni progetto restituisce vita e speranza. I volontari dehoniani costruiscono pozzi, curano malati, insegnano e portano sorrisi dove regna la povertà. Anche l’Ucraina riceve assistenza materiale e spirituale. Solo nel 2024 sono stati raccolti oltre 1,6 milioni di euro per realizzare opere di bene. Una rete di cuori uniti dallo spirito Ubuntu e dal carisma di padre Dehon: andare lontano, insieme, per amore del Vangelo.
https://www.dehoniani.org/it/insieme-per-il-mondo-alcune-missioni-dehoniane/
A Castiglione dei Pepoli, dove nel 1480 la Madonna apparve a due pastorelli, sorge oggi uno dei santuari più amati dell’Appennino bolognese custodito dai Padri Dehoniani...
"Maria chiama, il popolo risponde."
Con certezza uno dei santuari più amati dai bolognesi. A Castiglione dei Pepoli, a 800 metri di altitudine, dove ora sorge la chiesa, nel 1480 la Madonna apparve a due pastorelli, Donato e Cornelia, sulla riva scoscesa di un fiume, vicino al punto di incrocio tra due ruscelli. Maria chiese che proprio in quel punto fosse eretta una cappella in suo onore. Per onorare la non semplice richiesta il popolo realizzò un edificio che per la parte più vicina all'abside diventa un vero e proprio ponte sul fiume. Da allora il flusso dei pellegrini non si è mai spento. Lo dimostrano le centinaia di ex voto che qui sono conservate e che continuano ad arrivare ancora oggi. Una straordinaria testimonianza anche all'interno della puntata. Guida alla visita il rettore padre Franco Inversini. Una produzione E'tv - Rete 7.
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Il 4 ottobre 2025, festa di San Francesco d'Assisi, Papa Leone XIV ha firmato la pubblicazione della sua prima esortazione apostolica, Dilexi te, sull'amore per i poveri. Padre Michel Simo ci propone nove punti essenziali per la sua lettura.
"Nove Punti Essenziali per Leggere l’Esortazione Dilexi Te di Papa Leone XIV"
Il 4 ottobre 2025, Papa Leone XIV ha pubblicato la sua prima esortazione apostolica, Dilexi te, dedicata all’amore per i poveri. Continuando il cammino avviato da Papa Francesco, il testo richiama San Francesco d’Assisi e la tradizione della “Chiesa povera per i poveri”. Il Papa descrive la povertà in tutte le sue forme — materiale, sociale, morale e spirituale — e invita i cristiani a un impegno concreto di giustizia e solidarietà. Ripercorre la Dottrina Sociale della Chiesa da Rerum Novarum a Caritas in Veritate, valorizzando il contributo dell’episcopato latinoamericano. “Dilexi te” chiama ogni credente a rendere visibile l’amore di Cristo verso gli ultimi, con gesti umili e personali di carità autentica.
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«Andate in tutto il mondo, proclamate il Vangelo a ogni creatura» è la consegna ultima che Gesù ha lascato alla Chiesa (Mc 16, 15). Da qui nasce e parte la vocazione missionaria. Oggi la Chiesa ha per confini il mondo.
"Per confini il mondo"
Fin dalle origini, il cuore della vocazione dehoniana batte per la missione: portare l’amore del Sacro Cuore “là dove più urge il bisogno”.
P. Dehon, animato dal desiderio di “conquistare il mondo a Cristo”, ha fatto della missione un segno concreto di fede e di dono totale. Anche tra difficoltà, malattie e sacrifici, i primi missionari hanno testimoniato con la vita che l’amore vale più del rischio.
Per il Fondatore, evangelizzare significava prima di tutto vivere in comunione, nella preghiera e nella fraternità. La missione non è solo andare lontano, ma vivere il Vangelo ovunque, con un cuore che batte all’unisono con quello di Cristo.
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Il 09 ottobre è stata celebrata la Giornata Giubilare della Vita Consacrata. Erano più di 16.000 persone, provenienti da oltre 100 Paesi diversi, per celebrare con il Santo Padre la gioia della vita consacrata. Abbiamo seguito quattro Dehoniani (SCJ) durante questa celebrazione.
"Per voi, per noi, il Signore è tutto » Papa Leone XIV"
Il 9 ottobre si è celebrata in Piazza San Pietro la Giornata Giubilare della Vita Consacrata, con oltre 16.000 religiosi provenienti da più di 100 Paesi. Nell’omelia, Papa Leone XIV ha richiamato i tre verbi evangelici chiedere, cercare, bussare (Lc 11,9), legandoli ai voti di povertà, obbedienza e castità.
Quattro padri Dehoniani (SCJ) hanno condiviso la loro esperienza:
P. Joseph Kasmir ha espresso la gioia di appartenere a una comunità fraterna e internazionale.
P. Ângelo José Adão ha definito la vita religiosa come risposta d’amore che supera l’egoismo personale.
P. Ramon Dominguez ha visto nella diversità dei consacrati un segno della grazia di Dio che si manifesta come “un dono che si dona”.
P. Eugenio Tarua ha evidenziato il valore della fraternità, dell’internazionalità e della promessa evangelica di Gesù.
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https://www.dehoniani.org/it/per-voi-per-noi-il-signore-e-tutto-papa-leone-xiv/
Il Superiore Generale, P. Carlos Luis Suárez, SCJ, ha recentemente visitato Hong Kong e Macao per incontrare i nostri religiosi e celebrare con loro la memoria del Beato Giovanni Maria della Croce.
"La missione dehoniana a Hong Kong e Macao"
Il Superiore Generale p.Carlos Luis Suárez ha visitato la Comunità Internazionale d’Asia (ICA) per accompagnare l’inizio di una nuova comunità di formazione e rafforzare la comunione tra i dehoniani di Hong Kong e Macao. La missione, avviata nel 2014, conta oggi tredici religiosi di sette nazionalità, impegnati in parrocchie, scuole e centri pastorali. A Taipa è stata inaugurata una casa di formazione sotto la protezione del Venerabile P. Martino Capelli, con quattro scolastici provenienti da Vietnam e India. La comunità gestisce anche la missione di Nostra Signora dei Dolori, luogo di preghiera e accoglienza per migranti e gruppi di ritiri. Nonostante il tifone Ragasa, la visita è proseguita positivamente, con incontri con autorità ecclesiastiche e civili. P. Suárez ha definito questa esperienza un segno di speranza per la giovane presenza dehoniana nel sud-est della Cina.
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La riparazione non è solo risarcimento, ma risposta d’amore all’Amore ferito e ricostruzione di legami spezzati. In Cristo, unico vero Riparatore, siamo chiamati a trasformare rovine in speranza e futuro.
"Riparazione: ambiguità e potenza"
Na “riparazione” è stata per secoli un tema centrale nella spiritualità cristiana, soprattutto nella devozione al Sacro Cuore, ma ha conosciuto un forte declino dopo il Vaticano II. Oggi si cerca di ripensarla non come semplice risarcimento, ma come risposta d’amore all’Amore ferito e come ricostruzione di relazioni spezzate. Riparare significa costruire dalle rovine, non da innocenti ma da corresponsabili, non da sani ma da guaritori feriti. È un cammino che coinvolge parole, affetti, giustizia e spiritualità. Non si tratta di un gesto intimistico, ma di un impegno serio verso il male del mondo. La riparazione diventa così solidarietà, perdono, riconciliazione, cura delle ferite personali e sociali. La sua forza sta nell’unire amore e responsabilità, memoria e futuro. Non c’è amore senza riparazione, né riparazione senza amore. Cristo è l’unico vero riparatore, ma la sua opera continua attraverso le nostre relazioni rigenerate.
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Esattamente 100 anni fa, in questo 12 agosto 2025, Padre Léon Dehon è entrato nella casa del Padre..
"Testamento spirituale del Fondatore (San Quintino, 1914)
DIRETTORIO SPIRITUALE 276-284 [it] (DSP 1936, 474-482)"
Miei cari figli, vi lascio il più prezioso dei tesori: il Cuore di Gesù, con tenerezze particolari per i sacerdoti fedeli alla loro vocazione. Questa missione richiede amore, distacco, riparazione e spirito di vittima. Coltivate la vita interiore con regolarità, silenzio, meditazione, adorazione e lettura spirituale, ispirandovi ai santi del Sacro Cuore.
Vi affido al Cuore di Gesù e a Maria, nostra Madre. Amate i prediletti di Gesù e mantenete la carità tra voi, senza critiche o amarezza. L’obbedienza, la regolarità e la povertà sono la forza della congregazione.
Siate grati alle Suore Ancelle del Cuore di Gesù e alle Suore Vittime di Namur, che con preghiere e sacrifici hanno sostenuto l’opera. Vi raccomando l’adorazione riparatrice quotidiana per consolare il Signore e affrettare il regno del Sacro Cuore.
Offro e consacro vita e morte al Cuore di Gesù.
Tutto per tuo amore, o Cuore di Gesù!
San Quintino, 1914 – Giovanni del Cuore di Gesù
Ascolta l'audio col testamento completo...
IIl Giubileo Dehoniano 2024-2028 celebra i 150 anni di fondazione della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, voluta da padre Leone Dehon. È un tempo di rinnovamento spirituale, missione e fraternità, per approfondire il carisma dehoniano al servizio della Chiesa e del mondo.
"Giubileo Dehoniano 2024 – 2028"
Il Giubileo Dehoniano celebra il centenario della morte di padre Léon Dehon e i 150 anni della fondazione della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù.
Il tema centrale è “Per Lui vivo: È Cristo che vive in me” (Gal 2,20), richiamando alla comunione con Cristo e al servizio del prossimo. Tra i segni di questa celebrazione vi è l’inno ufficiale “Vive in noi”, composto da p. Simão Pedro Claudino dos Santos, SCJ. Il logo del Giubileo, selezionato attraverso un concorso, simboleggia il cuore aperto e missionario della spiritualità dehoniana.
Il Centro Studi Dehoniani ha condiviso l’eredità del Fondatore con i novizi e scolastici in Indonesia. Un simposio dal titolo “Leon Dehon – Pellegrino dell’Amore” ha commemorato i 100 anni dalla morte del Fondatore. La Casa Generalizia ha celebrato il 182° compleanno di padre Dehon con momenti di preghiera e riflessione. La preghiera ufficiale del Giubileo invita a vivere questi anni come tempo di grazia e rinnovamento spirituale.
Eventi, pellegrinaggi e iniziative culturali accompagneranno i fedeli fino al 2028.
Il Giubileo è un’occasione per testimoniare la gioia del Vangelo e la forza dell’amore riparatore di Cristo.
Sito:
Il puro amore soprattutto è veramente il legame, la salvaguardia e il coronamento delle altre virtù: La carità è il vincolo di perfezione (Col 3,14). Il puro amore è la virtù più eminente, è il segno distintivo, il sigillo della perfezione. (DSP, 4)
Léon Dehon
"I luoghi Dehoniani"
Dehoniani nel mondo » Mondo
Il progetto Luoghi Dehoniani offre un pellegrinaggio virtuale e reale nei luoghi legati ai Sacerdoti del Sacro Cuore, fondati da Leone Dehon.
Il sito mappa città europee come Parigi, dove Dehon studiò, e Albino, prima sede formativa in Italia. A Bologna spicca lo “Studentato per le Missioni”, centro della formazione filosofico-teologica. Capiago è presentato come luogo di spiritualità e accoglienza per ritiri ed esercizi. A Pisa emergono segni d’arte bizantina che hanno ispirato il fondatore.
Tra le tappe internazionali spicca Lille, sede dei congressi sul Sacro Cuore e dell’impegno sociale. Il portale propone anche testimonianze, materiali liturgici e archivi fotografici per vivere il carisma dehoniano.
Questo strumento invita a riscoprire la storia, la missione e la spiritualità di padre Dehon. Visitare questi luoghi significa respirare l’amore del Cuore di Cristo e sentirsi parte di una comunità viva, radicata nella fede e nel servizio.
Sito:
Lettera in occasione della solennità del Sacro Cuore di Gesù,
27 giugno 2025
"Comprendere l’amore"
Dehoniani nel mondo » Roma
In un mondo ferito dall’indifferenza e dalla violenza, il Cuore di Gesù resta segno vivo di amore e speranza.
È un cuore trafitto che non si chiude, ma si apre per accogliere, guarire, ricominciare.
Come allora a Gerusalemme, anche oggi piange su città sorde alla pace e alla verità. Ma non si arrende. Si fa strada tra le macerie umane, abbraccia i feriti, consola i dimenticati. Ogni gesto d’amore, piccolo o grande, lo rende presente.
La missione dei discepoli oggi è la stessa: essere testimoni credibili del suo amore. Perché «chi ha visto me ha visto il Padre». Perché solo un cuore che ama può cambiare il mondo.
Testo integrale:
"Nato il 14 marzo 1843"
Il 24 marzo 1843, nella piccola chiesa di La Capelle (dipartimento dell’Aisne, Francia), un anziano prete, don Prospero Hécart, battezzava coi nomi di Leone Gustavo un bambino di 10 giorni, un piccolo Dehon. Scrive padre Dehon nella prima pagina delle sue Memorie:
«Sono nato il 14 marzo 1843 […]. Fui battezzato il 24 marzo […]. Erano i primi vespri della festa dell’Annunciazione. Sono stato felice più tardi di unire il ricordo del mio battesimo a quello dell’Ecce venio di nostro Signore. Ho attinto una grande fiducia da questo accostamento. L’Ecce venio del Cuore di Gesù ha protetto e benedetto il mio ingresso nella vita cristiana. Nostro Signore non sarà di certo dispiaciuto, se vedo in questa circostanza un’attenzione particolare della sua provvidenza, in vista della mia vocazione attuale di sacerdote-ostia del Cuore di Gesù» (NHV 1/1.2).
Sint unum - Inno del XXV Capitolo Generale 2024
Dehoniani nel mondo » Dehonians
Sint unum in amore.
Sint unum in reparatione.
Ut mundus credat
Sint unum.
1. Chiamati ad essere uno,
In un mondo in trasformazione.
Percorrer lo stesso cammino,
Uniti in un solo Cuore.
2. Chiamati ad essere uno,
Dalle missioni all’educazione.
Formare menti, cuori...
E viver la riparazione.
3. Chiamati ad essere uno,
Sulle orme di Padre Dehon.
Amare ciò che egli amò
E fare della vita oblazione.
(Testo e musica: Geovan Luiz Alberton)
Il Santuario è sempre disponibile all’accoglienza di pellegrinaggi o gruppi con possibilità di celebrazioni liturgiche...