Partiamo da un fatto di cronaca. Nel 2019 la BBC ha pubblicato un articolo dal titolo Why the world is running out of sand. La lettura di questo pezzo apre lo sguardo su un problema gigantesco, ma che spesso è sottovalutato: il consumo di sabbia. Parliamo spesso del consumo di fonti non rinnovabili come carbone e petrolio, affrontiamo il problema della scarsa disponibilità di acqua dolce e pulita, ma non parliamo mai di sabbia.
Questo materiale è alla base delle nostre costruzioni: il calcestruzzo con cui vengono eretti gli edifici è una miscela di acqua, sabbia (o ghiaia) e cemento. Ma con la sabbia si fa anche il vetro, un materiale indispensabile sia per gli imballaggi sia per gli infissi degli edifici. Vista la velocità con cui vengono costruite nuove aree urbane, la sabbia è la risorsa naturale più consumata: ogni anno ne vengono prelevate 50 miliardi di tonnellate, una quantità sufficiente a ricoprire l’intero Regno Unito.
A questo punto ci potremmo chiedere: ma che problema c’è? I deserti sono enormi cumuli di sabbia che si spostano da una parte all’altra trascinati dal vento. Cominciamo a prelevare da lì, se altrove manca la sabbia. Peccato che la sabbia del Sahara e di qualunque altro deserto non abbia le proprietà necessarie per la costruzione di grattacieli e capannoni perché i granelli sono troppo lisci e non hanno le proprietà idrauliche necessarie. Lo dimostra il fatto che una metropoli nel deserto come Dubai è stata costruita con sabbia proveniente dall’estero, come racconta questo altro articolo della BBC. Tutto ciò alimenta un mercato di sabbia del valore di miliardi di dollari ogni anno. Fine del fatto di cronaca, almeno per quello che interessa a noi.
Un’infografica che rende bene l’idea dei mille usi della sabbia (fonte SeekPNG.com)
Torniamo ora a scuola. Come possiamo usare queste informazioni in classe? Per rispondere dobbiamo partire dalla spiegazione che diamo della sabbia. In genere accenniamo a questo argomento quando parliamo di rocce sedimentarie. La sabbia è infatti una miscela variegata di frammenti di varia natura, che si ottengono grazie all’azione degli agenti atmosferici sulle rocce. La sabbia è quindi diversa a seconda del luogo in cui si forma e ha proprietà diverse. L’unico parametro che fa di un frammento un granello di sabbia è il diametro: se è compreso tra 0,0625 mm e 2 mm.
Questo disegno della scala Udden-Wentworth mostra le differenze tra i diversi tipi di sedimenti (fonte Oilfield Glossary).
La sabbia è un sistema complesso, con un valore ecosistemico ed economico molto elevato. Vale la pena presentarla in questi termini in classe, anziché limitarsi a descriverla all’interno del ciclo delle rocce. O meglio, in classe possiamo descriverne gli aspetti generali di geologia, ma poi affidare agli studenti la spiegazione di altri aspetti:
perché la sabbia è importante per l’ambiente (valore delle dune naturali)?
perché è indispensabile per l’economia (costruzione di strade, edifici, vetro)?
quali differenze geologiche ci sono tra sabbie diverse e quali proprietà hanno?
come viene conservata e cosa si può fare meglio?
Ciascuno studente o ciascun gruppo può creare il prodotto che preferisce. Lasciamo spazio alla creatività: video, audio, infografiche, brochure, testi scritti. L’importante è il contenuto che viene trasmesso, non la forma.
Perché seguire questo criterio? Per dare spessore a un argomento che rischia di passare inosservato o, addirittura, di sembrare banale.