A qualcuno sarà capitato di vedere dei documentari della serie Big History. Li hanno trasmessi sul canale di La Effe e di tanto in tanto hanno fatto capolino nella trasmissione Sapiens di Mario Tozzi. La serie originale è del 2013 e ha vinto molti premi. Ogni documentario è caratterizzato da immagini suggestive, un ritmo repentino, un linguaggio enfatico e che ammicca al mistero più che alla chiarezza. Ciò non significa che sia scientificamente sbagliato, ma l’impressione che dà è quella di un racconto appassionante più che di un documentario scientifico. Ogni puntata affronta gli aspetti fisici, biologici e culturali di un argomento: la storia del sale da cucina, dell’oro, la domesticazione del cavallo, lo sviluppo cerebrale, lo sviluppo delle armi e così via.
Che piacciano o meno questi documentari, bisogna sapere che l’etichetta “big history” è legata soprattutto a un progetto internazionale nato in Australia e sostenuto anche da Bill Gates che si chiama, per l’appunto, Big History Project. Uno dei fondatori, David Christian, ne ha raccontato il senso in un TED talk, che può essere riassunto così:
Big History examines our past, explains our present, and imagines our future. It's a story about us. An idea that arose from a desire to go beyond specialized and self-contained fields of study to grasp history as a whole. This growing, multi-disciplinary approach is focused on high school students, yet designed for anyone seeking answers to the big questions about the history of our Universe.The Big History Project is a joint effort between teachers, scholars, scientists, and their supporters to bring a multi-disciplinary approach to knowledge to lifelong learners around the world
Questa definizione viene dal sito del progetto, su cui è possibile trovare 5 percorsi tematici:
L’Universo
Il Sistema solare e la Terra
La comparsa della vita
La comparsa del genere umano
Le rivoluzioni e il futuro
Ogni percorso è composto da una serie di video o oggetti interattivi da leggere e da guardare e comprende alcuni esercizi di autoverifica intermedi. Il materiale è tutto in inglese, ma può tornare utile anche come UDA (unità di apprendimento).
Esiste poi una versione europea del progetto, ovvero la European Big History Network, della quale fa parte anche una compagine italiana che si appoggia a OPPI (Organizzazione per la Preparazione Professionale degli Insegnanti). L’obiettivo del gruppo italiano è sviluppare progetti di big history nelle scuole, mettendo insieme la grande storia del pianeta con le storie dei territori locali. Come viene dichiarato sul sito:
Il gruppo di ricerca OPPI studia ed interpreta le indicazioni che emergono dal movimento Big History e propone sperimentazioni nelle scuole rileggendo i curricoli scolastici in modo interdisciplinare.
Questi progetti si intrecciano spesso con i temi dell’educazione civica e possono rientrare anche nel cosiddetto service learning. Il service learning è un modo di fare didattica che punta a far acquisire competenze agli studenti mediante attività pratiche utili alla comunità in cui vivono. Ma questa è un'altra storia e ci torneremo un’altra volta.
Perché seguire questo criterio? Per svolgere progetti interdisciplinari nuovi e offrire un quadro d’insieme di fatti e avvenimenti che spesso vengono studiati in anni diversi della carriera scolastica.