Chi ha a che fare con gli studenti delle medie o dei primi anni delle superiori avrà visto dei meme di Harry Potter, delle gif di Star Wars, delle vignette tratte dai fumetti della Marvel. Sono la dimostrazione del successo che hanno ancora il fantasy e la fantascienza in questa fascia d'età. Due generi letterari diversi, che prendono ispirazione dalla realtà per creare mondi (all’apparenza) lontanissimi da quello reale. In comune hanno due cose:
sono una delle prime forme di avvicinamento alla lettura per gli adolescenti;
sono spesso snobbati o considerati “per bambini”.
Un'analisi di questi generi si trova nel libro La scienza della fantascienza (Bompiani) di Renato Giovannoli. Nell'introduzione vengono ben definite le differenze tra la scienza e la fantascienza e, senza troppa fatica, potremmo estendere questi aspetti anche al fantasy:
La fantascienza produce teorie autonome rispetto alla scienza;
Queste teorie interagiscono tra loro e formano un sistema coerente;
La fantascienza usa le teorie della scienza (ma anche della pseudoscienza), le sviluppa, le restituisce alla scienza che spesso le modifica di nuovo;
Come nella scienza, anche nella fantascienza esistono rivoluzioni periodiche che spazzano via certe idee e le rimpiazzano con altre.
Se guardiamo nel complesso i mondi della fantascienza vediamo che sono autonomi e coerenti nel sistema in cui sono inseriti. Se li analizziamo vediamo che possono tornare utili per la spiegazione della nostra realtà quotidiana. Possiamo cioè spiegare la fisica, la biologia, l’ecologia o le scienze della Terra smontando un sistema fantascientifico e applicando gli stessi principi nel campo scientifico.
È quello che ha fatto con grande intelligenza Carlo Rigon per Oggiscienza nella serie a puntate Guida pratica alla costruzione di universi. Nove puntate composte da un testo e tanti disegni realizzati da Federica Moro, che spiegano la fisica dell’universo, i cicli vitali degli alieni, la differenza tra gli universi di Disney, Asimov e Tolkien, l’astrobiologia. In questa newsletter ripercorriamo alcune di queste tappe arricchendo i disegni di testi e interattività.
1. Il primo step è quello della costruzione degli esseri viventi:
disegno di Federica Moro
Per capire come sono fatti i cicli vitali degli organismi terrestri o le reti trofiche, possiamo cominciare a descrivere quelli dei personaggi protagonisti delle storie di fantascienza. Un esempio vicino all'esperienza degli studenti di oggi è quello dei Pokemon: potremmo chiedere agli studenti di descrivere la tassonomia o l'evoluzione di questi organismi. Un approfondimento di tutti questi aspetti è in questo articolo.
2. Il secondo step è quello del rapporto tra viventi e specie umana:
disegno di Federica Moro
Per capire il nostro rapporto con gli altri esseri viventi possiamo prima di tutto vedere quale relazione si instaura tra specie dominante e specie dominata nella fantascienza. Un esempio abbastanza recente è quello di Avatar: nel film gli esseri umani vogliono sfruttare le risorse del pianeta Pandora e quindi richiamano l’attenzione delle bestie per catturarle. Un approfondimento di tutti questi aspetti è in questo articolo.
3. Il terzo step è quello di costruire un pianeta abitabile:
disegno di Federica Moro
Per capire che cosa renda unica (per quanto ne sappiamo finora) la Terra, dobbiamo mettere in fila le condizioni di abitabilità di un pianeta. Poi possiamo applicare queste caratteristiche per terraformare un pianeta esistente, cioè per renderlo simile alla Terra, oppure per inventare un pianeta completamente nuovo. Questa situazione si verifica alla fine di Don’t look up! e un approfondimento di tutti questi aspetti è in questo articolo.
4. A questo punto si possono definire le caratteristiche dell’universo in cui è inserito questo pianeta. Le caratteristiche possono variare a seconda del sistema di riferimento:
nel mondo Disney sarebbe simile a un parco divertimenti a tema (e piacerebbe sempre e comunque al pubblico);
nel mondo di Tolkien sarebbe una complessa rete di culture, personaggi, popoli e storie (e sarebbe ignorata per i primi 10 anni dall’ideazione);
nel mondo di Asimov sarebbe un mondo che prende aspetti casuali, che provengono da contesti diversi e che improvvisamente trovano una quadratura grazie a leggi che fino a quel momento sembravano insospettabili;
nel mondo di James Cameron sarebbe un’idea embrionale data in pasto a decine di creativi che possano svilupparla e renderla davvero bella e perfettamente coerente;
nel mondo di Einstein sarebbe il frutto della risoluzione di complesse equazioni (oppure sparare a caso e sperare di avere fortuna);
nel mondo dei pitagorici sarebbe il risultato di una teoria elegante, costellata di simboli esoterici, che sembra lontana dalla realtà, ma che a ben guardare descrive alla perfezione il mondo.
E un gioco analogo potremmo farlo se provassimo a costruire degli universi secondo la logica di registi (come Quentin Tarantino o Kathryn Bigelow), di scrittori (come Philip Dick o J.K. Rowling) o di tanti scienziati e scienziate.
Come puoi cominciare la prossima lezione? Chiedi a ogni studente di pensare a una storia fantasy o di fantascienza che conosce e di analizzarla alla luce della botanica, della tassonomia, dell’ecologia, della geologia, della chimica o di qualunque altro argomento stiate affrontando in questo momento in classe.