Parliamo di un termine sempre più frequente: media sintetici. Sono tutti quei video, audio, immagini o testi generati da un'intelligenza artificiale (AI) che gestisce tutto il processo creativo o una sua parte. Per esempio sono media sintetici quei video in cui un personaggio famoso dice o fa cose che non ti aspetteresti mai. Esistono poi veri e propri influencer sintetici (come Liq Miquela).
Sono un fenomeno tecnologico e sociale interessante e pericoloso. Per questo va studiato e capito un po’ per volta. In fin dei conti noi stessi e i nostri studenti passano ore sui social network oppure visitiamo siti che riprendono e rilanciano questi oggetti.
Ma come si fa a studiare i media sintetici? Si può riprendere il materiale di Open the box, il progetto di Dataninja di cui abbiamo già parlato in un’altra occasione.
In questa presentazione in PowerPoint ci sono tanti spunti per analizzare e capire due termini complicati come Deepfake e Media Sintetici.
Dopo aver introdotto l’argomento, possiamo fare subito qualche esercizio: riconosci i video fake e descrivili, scova le immagini finte, usa i media sintetici a fin di bene.
Questo genere di attività può essere fatta dall’insegnante di qualunque materia. Ma come insegnanti di scienze possiamo declinarla meglio per fare un passo in più: proviamo a realizzare dei media sintetici di carattere scientifico. Proviamo a diffondere dei messaggi sui temi di prevenzione della salute o tutela dell’ambiente che sfruttino le risorse dei media sintetici. Così facendo otteniamo due risultati: entriamo nel lessico della tecnologia di oggi e applichiamo gli argomenti studiati per veicolare dei messaggi utili.
Per chi si volesse iscrivere alla prossima sessione dei workshop di Open the box, qui trova tutte le informazioni.
Come puoi cominciare la prossima lezione? Chiediamo agli studenti di guardare questo video a casa e svolgere uno dei tre esercizi. Poi in classe riprendiamo l’argomento, correggiamo e commentiamo gli esercizi e proviamo a declinarlo su un tema ambientale o di salute.