Nel 2006 lo psicologo Reinhard Pekrun dell’Università di Monaco di Baviera ha pubblicato un articolo in cui ha spiegato la teoria del controllo-valore. Questa teoria spiega il motivo per cui nei bambini (ma possiamo estenderla anche agli adulti) si manifestano certe emozioni in risposta a certi eventi. Possiamo riassumere la teoria con questa tabella:
Se applichiamo la teoria all’ambito educativo, possiamo dire che il valore è la qualità che riconosciamo a un certo apprendimento o a un compito, ovvero l’importanza che attribuiamo a un apprendimento o esercizio per il futuro. Il controllo è invece la capacità che abbiamo di acquisire quell’apprendimento o di svolgere quel compito.
Se attribuiamo molto valore e siamo in grado di gestirlo con successo (alto|alto), proviamo divertimento e gioia nello svolgere un compito o nello studiare. È il caso dei compiti sfidanti, che mettono in gioco qualcosa in più delle semplici conoscenze di base acquisite con lo studio, ma anche delle spiegazioni accattivanti. Per un insegnante questo è il traguardo da raggiungere con tutte le attività che svolge. Un esempio: proporre un’attività sul coronavirus che unisca le scoperte scientifiche e il percepito degli e delle studenti.
Se invece riconosciamo un alto valore a un determinato concetto, ma una nostra scarsa capacità di controllo (alto|basso), proviamo un sentimento di ansia e frustrazione. È il caso di quegli esercizi troppo difficili per il livello scolastico o per il tipo di studente a cui sono stati assegnati. Ma anche una spiegazione troppo ricca di dettagli da ricordare. Un esempio: proporre una presentazione sulle proprietà chimico-fisiche e le applicazioni di vari tipi di rocce e poi chiedere i dati precisi in un compito in classe.
Se infine riconosciamo uno scarso valore all’attività che stiamo svolgendo e in più non riusciamo a gestirlo (basso|basso), proviamo un senso di noia e disinteresse. È il caso delle attività che non tengono conto degli utenti a cui vengono sottoposte. Un esempio: proporre una presentazione sull’ultima scoperta di fisica delle particelle e non preoccuparsi di contestualizzarla e coinvolgere gli e le studenti.
Nello schema di Pekrun non è contemplata la casella basso valore|alto controllo. In questa situazione rientrano tutte quelle situazioni in cui consideriamo poco importanti certe attività, ma vediamo che sappiamo gestirle con facilità. Il sentimento che può insorgere è sollievo (all’inizio) e noia (a lungo andare). Un esempio: assegnare tanti esercizi dello stesso tipo, ovvero che propongono la stessa situazione con dati diversi e richiedono lo stesso tipo di risposta.
Quindi ogni attività scolastica che proponiamo viene sottoposta dal filtro del controllo-valore. L’obiettivo, in fase di progettazione, è quello di mirare al rapporto alto|alto nel maggior numero di occasioni possibile.
Inoltre, sempre secondo Pekrun, il compito dell’insegnante è quello di far crescere in parallelo la percezione che gli e le studenti hanno del valore e del controllo. In altre parole, per far crescere il valore occorre contestualizzare le attività (spiegando, se necessario, “a che cosa serve studiare l’argomento XY”) e proporre attività leggermente sopra la soglia di capacità degli studenti.
Per far crescere il controllo, invece, bisogna far crescere l’autostima e la capacità degli studenti di essere propositivi.
Cosa bisogna ricordare? Secondo la teoria di Pekrun, la percezione degli studenti alle attività che proponiamo deriva dalla combinazione tra valore dell’apprendimento e grado di controllo dello studente.