In ogni numero di questa newsletter vi consiglio sempre almeno un podcast da ascoltare e talvolta suggerisco di chiedere agli studenti di registare un podcast. Ma cos’è un podcast e come si fa?
Prendo la definizione di podcast dalla tesi di master di Lisa Lazzarato:
«Il podcast è una serie di file audio o video digitali, che è distribuita in internet attraverso feed, fino a riproduttori portatili e personal computer. Il feed è propriamente il file che racchiude le informazioni necessarie a scaricare l’audio e può essere decifrato da appositi programmi gratuiti, definiti aggregatori».
Ma il podcast è anche
«una produzione originale fatta per essere ascoltata quando più ce la sentiamo, e che tanto più è efficace quanto più coinvolge gli ascoltatori sperimentando forme e affrontando contenuti che la radiofonia tradizionale ha dimenticato dietro di sé»,
come spiega Johnathan Zenti su Il Tascabile.
Insomma, il podcast è un prodotto audio pensato per essere ascoltato quando ne abbiamo voglia. Non è improvvisato e prevede un lavoro di scrittura e montaggio molto approfonditi. Per questo motivo è un ottimo prodotto da far realizzare agli studenti perché richiede competenze tecniche, fantasia, ma anche conoscenza degli argomenti di cui si fa a parlare.
Inoltre il podcast è un mezzo in crescita costante. Secondo il rapporto Ipsos:
In Italia tra il 26% al 30% della popolazione tra 16 e 60 anni ascolta dei podcast con regolarità, con punte del52% tra gli under 35
Le platee più interessate sono gli studenti delle superiori (il 19% ne ascolta), seguiti dagli iscritti all’università (22% degli ascoltatori sono laureati) o lavoratori (10%, soprattutto viaggiatori).
Il mezzo più usato per l’ascolto è lo smartphone (78%), seguito da altri dispositivi (computer, tablet, console); in crescita smart speaker tipo Google Home o Amazon Echo (15%).
La fruizione di podcast avviene soprattutto in casa (80%) e mentre si fanno altre cose (modalità multitasking, 77%).
La percentuale di chi ascolta podcast per l’intera durata aumenta rispetto al 2019 e arriva al 61%.
La dimostrazione di questa crescita è dimostrata dal mercato: il numero di piattaforme che offrono podcast a pagamento o gratis è cresciuto moltissimo. Ci sono piattaforme di audiolibri che hanno aumentato l’offerta e ora ospitano anche dei podcast: Audible è il più noto e famoso, ma anche Storie libere.fm, Storytel e la nuovissima Chora. Poi ci sono Google Podcast e Spotify.
Quindi il podcast è anche un’opportunità di lavoro per i ragazzi. Non in futuro, anche nell’immediato. Quindi se aiutiamo gli studenti a maneggiare questo strumento, si appassioneranno a un mezzo ricchissimo di potenzialità e potranno trovare una strada inaspettata.
Cosa serve per registrare? Un microfono di qualunque qualità: quello presente nello smartphone è più che sufficiente. È più importante l’ambiente di registrazione: deve essere silenzioso, ma è meglio evitare le stanze vuote perché può esserci l’eco della voce dello speaker. Poi la qualità delle registrazioni aumenterà via via che si fa pratica.
Una volta registrato si può migliorare l’audio togliendo le imperfezioni o aggiungendo una musica qua e là. Per farlo si può usare Audacity, un programma gratuito di editing dell’audio di buona qualità. Infine per le musiche aggiunte, meglio preferire quelle in Creative Commons, come quelle di Youtube Audio Library.
Cosa bisogna ricordare? Registrare dei podcast può servire agli studenti che hanno difficoltà a scrivere un saggio di qualunque lunghezza e in generale è un mezzo che è utile che sappiano padroneggiare.