Uscendo da Place Dauphine e sbucando sul Pont Neuf ci si trova dinnanzi la statua equestre di Enrico IV, ed ai lati di essa, due ripide scalinate portano in basso per raggiungere un giardino molto particolare: Square Vert-Galant.
La statua di Enrico IV, situata sul Pont Neuf a Parigi, nasconde una storia affascinante e misteriosa. Realizzata dallo scultore Giambologna, fu inaugurata nel 1614 per onorare Enrico IV di Borbone, il primo sovrano della dinastia Borbone. Enrico IV, noto come Enrico il Grande o Vert Galant, fu assassinato nel 1610 da un fanatico religioso. È famoso per la frase "Parigi val bene una messa", pronunciata in occasione della sua conversione al cattolicesimo per poter salire al trono senza opposizioni.
Enrico IV fu un re molto amato dal popolo francese, noto per aver posto fine alle guerre di religione tra cattolici e ugonotti e per aver istituito la prima norma di tolleranza religiosa in Francia. Tuttavia, con la Rivoluzione Francese, le opinioni sulla monarchia cambiarono radicalmente. Nel 1793, la tomba di Enrico IV fu profanata e la sua testa trafugata. La statua del re subì una sorte simile, venendo distrutta dai rivoluzionari.
Due secoli dopo, Luigi XVIII decise di far rinascere il monumento e nel 1818 una nuova scultura fu inaugurata. Questo tentativo di riaffermare il potere monarchico non tenne conto delle idee politiche dello scultore François-Frédéric Lemot e di un operaio di nome Mesnel, che lavorava con lui. Mesnel, un nostalgico bonapartista, si diceva avesse nascosto opuscoli contro la monarchia all'interno della statua.
Nel 2004, durante il restauro della statua, furono trovate sette scatole di piombo con il nome di Mesnel. All'interno delle scatole c'erano testi contro la monarchia, scritti di Voltaire e Sully, e oltre una dozzina di monete raffiguranti la vita della famiglia reale, confermando così le leggende su Mesnel.
Scendendo i gradini che portano a questo angolo di verde, sette metri più in basso rispetto al resto dell'isola, si nota subito come questo luogo nel cuore della Parigi storica sia influenzato dalla sua separazione dalla terraferma e dalle trasformazioni storiche. Un triangolo bordato dal fiume, simile a una punta di freccia, ospita alberi come salici piangenti, meli da fiore, ginkgo, alberi di Giuda, aceri e tassi, oltre ad altra vegetazione.
La semplicità del prato centrale, che assume una forma allungata simile a una goccia, e le bordure alberate che lo circondano, contrastano con la particolarità della posizione e la ricchezza della sua storia. Questo piccolo pezzo di terra che si protende verso l'acqua, da cui ha avuto origine, è un luogo di serenità. Qui, in sintonia con l'atmosfera parigina, un poeta può contemplare il lento scorrere del fiume, lasciando vagare i pensieri e trasformando un breve momento di sosta in infinita quiete.
La piazza, offre una meravigliosa vista d’insieme sul Pont-Neuf, il Louvre e l'Hôtel de la Monnaie e nel 2007 le è stata attribuita l’etichetta di "spazio verde ecologico", un luogo molto suggestivo ideale per una passeggiata romantica.
La storia di questo giardino è piuttosto affascinante. Il 18 marzo 1314, Jacques de Molay, ultimo Gran Maestro dei Templari, e Geoffrey de Charnay, Precettore di Normandia, furono bruciati vivi sull'île aux Juifs a Parigi. Una folla si radunò per assistere alla loro esecuzione, con il re Filippo IV il Bello presente. Il re e Nogaret, il suo guardasigilli, accusarono i Templari per impossessarsi delle loro ricchezze, mentre Papa Clemente V mantenne un atteggiamento ambiguo. Jacques de Molay, secondo la leggenda, lanciò una maledizione contro il re e il papa, che morirono entro l'anno. L'île aux Juifs, luogo dell'esecuzione, era storicamente un luogo di sangue e morte, situato ad ovest dell'île de la Cité.
Tra il 1578 e il 1607, durante la costruzione del pont Neuf sotto il regno di Enrico III e di Enrico IV, l'île aux Juifs venne unita alle due isole vicine (l'île à la Gourdaine e l’îlot du Passeur-aux-Vaches) per creare quella che oggi è conosciuta come place Dauphine.
Square du Vert-Galant, un piccolo giardino nascosto, è denominato in onore di Enrico IV, noto come il Vert-Galant, una espressione che indica un uomo di grande intraprendenza amorosa nonostante l’età avanzata, come nel caso del sovrano di Francia qui nominato, grande amatore anche in tarda età. L’origine del termine potrebbe derivare da “virens”, in riferimento al vigore della giovane vegetazione, unito a “galant”, termine con cui un tempo si indicavano i briganti, passato poi nell’accezione di gentiluomo di grande audacia, in particolare con le donne.