Francesco Petrarca nacque il 20 luglio del 1304 ad Arezzo.
Il padre era un notaio Fiorentino di parte bianca che venne esiliato nel 1302.
Francesco visse la prima fase della sua vita ad Incisa in Valdarno, a Pisa e in seguito ad Avignone durante la fase avignonese del papato.
Francesco si dedicò, sotto la volontà del padre, agli studi giuridici prima a Montpellier e in seguito a Bologna.
La successiva morte del padre riportò Francesco ad Avignone dove visse per alcuni anni con il fratello.
In seguito, nella chiesa di S. Chiara, il 6 aprile del 1327 avviene l’incontro con Laura quanto dice il poeta (anche se è messa in discussione addirittura la sua esistenza).
Nel 1330 il poeta decise di intraprendere la carriera ecclesiastica entrando negli Ordini minori e diventando cappellano del cardinale Giovanni Colonna.
Da qui inizia un periodo di viaggi: si spostò a Parigi, in Germania e anche a Roma.
Durante essi si interessò agli studi del mondo classico.
Quando tornò in Provenza decise di ritirarsi in una campagna di Valchiusa dove si dedicò allo studio.
Intanto nasce il primo figlio Giovanni (da una donna sconosciuta a noi).
In seguito, dopo la lettura del “Confessioni” di S. Agostino, scrisse due opere: il “De viris illustribus” e l “Africa”.
Nel 1340 riceve l’invito a ricevere una corona poetica sia a Parigi che a Roma, sceglie Roma e si reca a Napoli per essere esaminato dal re Roberto D’Angiò il quale gli diede la corona di grande poeta e storico.
In seguito si apre un periodo molto travagliato per il poeta per la perdita di amici e protettori ( tra cui Roberto D’Angiò).
Nel ’43 nasce la sua seconda figlia, Francesca, nello stesso periodo il poeta componeva il “secretum”alternando soggiorni ad Avignone e Valchiusa e in Italia alle corti si alcuni signori.
Nello stesso anno ad Avignone conosce Cola di Rienzo con il quale diventa amico che aiuterà nell’insurrezione del maggio del ’47.
Nel ’48 a causa della peste nera perde alcuni amici e la stessa Laura (nel 6 aprile):
Da lì fa una serie di spostamenti in Italia tra cui si ferma a Firenze e conosce un suo ammiratore: Boccaccio.
In seguito torna in Valchiusa per qualche anno, poi nel ’53 decide di tornare in Italia e scegli Milano dove l’arcivescovo Giovanni Visconti, suo ammiratore, gli assicura la sua protezione.
Infatti a Milano ricevette molti onori, ma nel ’61, a causa della pesta, fu costretto a spostarsi e andò prima a Padova e poi a Venezia.
Morì ad Arquà nel 1374.