Due mercanti bresciani diretti a Bergamo arrivarono nei paraggi di Albano e, ormai assonati e stanchi, si persero nei boschi che al tempo coprivano gran parte dell'attuale paese e la zona ai piedi del monte Tomenone (dove oggi sorge il santuario).
Non trovando più la strada, disperati, si misero a pregare la Madonna affinché li potesse portare in salvo. Ecco che, dopo questa preghiera, una luce come rugiada illuminò il sentiero fino a Bergamo e giunti vicino alla Basilica di Santa Maria Maggiore ebbero la visione di Maria, attorniata da rose.
Era la notte tra il 3 e il 4 gennaio 1417.
I mercanti decisero quindi di ringraziare la Madonna delle Rose finanziando una chiesa in Città Alta e un'edicola nel luogo in cui si erano persi.
La chiesa cosiddetta di Rosate divenne un grande monastero che poi venne chiuso in epoca napoleonica e trasformato in una scuola, il liceo classico Paolo Sarpi, ancora oggi aperto.
L'edicola ai piedi nel monte Tomenone invece rimase piccola ma sempre ricca di devozione, fino a quando nel 1855, dopo la grazia di non essere stata colpita dal morbo del colera, la comunità di Albano decise di costruire un vero e proprio santuario.
Liceo Paolo Sarpi, piazza Rosate
La Madonna delle Rose è da sempre venerata per le numerose grazie e miracoli attribuiti alla sua intercessione, molti dei quali sono visibili all'interno del santuario. Uno dei miracoli più significativi è legato al Crocifisso esposto nella Cappella del Crocifisso, all'interno della Cattedrale di Bergamo.
La tradizione racconta che, nel monastero di Rosate, una suora in profonda disperazione si rivolse in preghiera davanti a questo Crocifisso. In un gesto straordinario di conforto divino, il Cristo mosse il braccio e lo posò sulla spalla della suora per consolarla. Ancora oggi, il Crocifisso porta un segno tangibile di questo evento prodigioso: il braccio è legato, a memoria di quel toccante momento di grazia.