Le prime fonti che fanno riferimento a una parrocchia in Albano si hanno a partire dal 1260, inizialmente questa era dipendente dalla chiesa di Seriate e fu resa completamente indipendente solo dal secolo successivo. Fin dalla prima costruzione si sa che la chiesa era dedicata ai Santi Cornelio e Cipriano, Papa e vescovo, martiri dei primi secoli.
La chiesa si erge nella parte centrale del paese, leggermente più in alto rispetto alle altre parti (va considerato che il paese non era grande come adesso, ma si estendeva solo per poche case vicino alla piazza antistante la chiesa); questo donava un segno di importanza e di visibilità alla chiesa anche al di fuori del centro.
In data 17 settembre 1575 fece visita Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, che notò la cura dei parrocchiani di allora.
Nel '700 la parrocchia veniva descritta con tre altari, uno principale, due laterali dedicati uno al Sacro Cuore e l'altro alla Madonna del Rosario. Tra le confraternite presenti infatti vi era quella del Santissimo Sacramento e proprio quella del Santo Rosario.
Nel 1858 venne eretta e consacrata il 23 ottobre la nuova chiesa, la cui costruzione è quella visibile ancora oggi, in stile neoclassico, con una cupola affrescata che racconta le Beatitudini. Gli altari laterali sono rimasti alla devozione della Madonna del Rosario e del Sacro Cuore.
Infine nel 1990 la chiesa viene ristrutturata e vengono collocati un altare e una porta d'ingresso di particolare bellezza, realizzati dall'artista natio di Albano, Egidio Sartori. Una curiosità sul portone: anche se la la chiesa è chiusa esso pare sempre aperto, a significare l'apertura della Chiesa a tutti.
Per poter cogliere la bellezza della chiesa basta aprire gli occhi e visitarla, essendo consapevoli che anche la nostra chiesa parrocchiale, seppur umile, nasconde bellezze uniche.
Cornelio fu il 21° Papa della Chiesa cattolica che si interessò soprattutto di aiutare le comunità cristiane perseguitate al tempo sotto le persecuzioni dell'Impero Romano e risolvere l'annosa questione dei lapsi, coloro che sotto persecuzione negarono la fede cristiana. Cornelio infatti difese e perdonò i lapsi veramente pentiti. Proprio su questa questione scrisse diverse lettere al vescovo di Cartagine, Cipriano.
Cornelio venne poi lui stesso perseguito e decapitato sotto l'imperatore Gaio Vibio Treboniano Gallo. San Girolamo racconta che Cipriano morì anch'egli martire lo stesso giorno del caro amico Cornelio, seppur a distanza di qualche anno: era il 16 settembre, giorno in cui ancora oggi si ricordano queste due figure e giorno di festa per il nostro paese.
Cosa ci insegnano questi santi che sembrano lontani? Ci insegnano che è possibile spendere la propria e donarla fino alla morte non solo per la fede, ma anche per l'unità, accettando anche chi li perseguitava o chi come i lapsi scappava di fronte alla persecuzione. Ci insegnano quindi a conoscere l'uomo ad accettarne anche i limiti, per perseguire una vita di pace e unità nel mondo e nella Chiesa.