In uscita il 01/08/2019 "OCEANO MATRIMONIALE" è l'EP che segna l'esordio discografico di "Ferdinando Primo".
Noi di "Parole & Musica" abbiamo avuto l'onore di ascoltarlo in anteprima:
“Oceano Matrimoniale”, disponibile in streaming e download già a partire dal 01/08/2019, segna l’esordio discografico del Cantautore “Ferdinando Primo” che già aveva fatto parlare di se grazie al singolo “Ultima Morta” pubblicato come estratto a febbraio di quest’anno.
5 (cinque) sono i brani contenuti in questo EP e questo è un vero peccato perché la qualità della produzione è tale da domandarsi come mai autore e produzione non abbiano puntato “un pò più in alto” andando a delineare un progetto “più definito”.
L’impressione che si ha ascoltando il tutto è infatti che manchi qualcosa: la durata, tale da ascoltare tutto d’un fiato, lascia alla fine quasi amareggiati nel percepire la mancanza di “elementi che chiudano maggiormente il cerchio” di quello che potrebbe tranquillamente essere un “Concept Album” incentrato sulle sfumature dell’Io interiore e sulle emozioni derivanti dalle difficoltà di trasporre il dialogo interiore a quello dei rapporti con le altre persone.
5 Brani che parlano di “Dialoghi”, di distanza emotiva nelle relazioni umane, che ad un ascolto più attento, fanno trasparire dietro a questi il percorso intimo dell’artista nel prendere “consapevolezza di se” e del come le esperienze di vita immancabilmente segnino anche il proprio modo di vedere il mondo che lo circonda.
Solo 5 brani dicevamo ma tanto è comunque sufficiente per comprendere ed identificare lo stile inconfondibile dell’artista che non smentisce quanto già di buono aveva fatto percepire con il singolo “Ultima Morta”. Anzi quello che forse manca è proprio una varietà di stile che possa far apprezzare l’autore anche in una veste più “spensierata”, se non nei temi affrontati, almeno nella parte musicale e compositiva che tende a ripetersi in tutti i brani per stile ed arrangiamenti pur senza annoiare comunque l’ascoltatore.
La voce profonda di “Ferdinando Primo” ricorda a tratti quella di un “Moderno Mario Biondi”… colpisce in modo incredibile la corposità del registro sulle “basse” ma qualcosa di veramente interessante emerge quando si sale in tonalità più alte dove le frequenze della sua voce diventano veramente particolari, restano impresse, e mantengono tutta la corposità e la “magia” di una sfumatura di colori “caldi” che niente hanno da invidiare alla timbrica di artisti più blasonati "in stile Tiziano Ferro"; il vero paragone, anche per stile e musicalità, viene però fuori facendo un salto nel tempo di qualche decennio addietro e ricercando alcune delle produzioni più raffinate del grande "Gino Santercole" (provate ad ascoltare "Such a cold night to night" e ditemi cosa ne pensate...)
L’EP apre con la già nota “Ultima Morta” che parla di un rapporto di amicizia ossidato nel silenzio e logorato da incomprensioni e dall’orgoglio.
Si prosegue con “Oslo”: il sound cambia leggermente ed assume connotati più freschi per tornare poi piano piano a quell’atmosfera intima ed introspettiva del dialogo interiore che riprende lo stile del brano precedente in un monologo rivolto idealmente alla persona amata filtrato forse dalle emozioni di una storia ormai finita.
“Oceano Matrimoniale” è forse il brano più interessante dei 5: il suono assume nuovamente connotati più “intimi” in quella che è forse una analisi più introspettiva e riflessiva. La ridondanza della ritmica ben rappresenta l’emozionalità di pensieri e ricordi che sono forse lo specchio di una riflessione personale su ciò che è stato e sui desideri che restano aperti.
Un'accattivante arpeggio di chitarra acustica introduce “Santa Pazienza”: un interessante rappresentazione del dualismo interiore che vede contrapposti il senso di gratitudine nei confronti della madre al senso di frustrazione del non vedersi realizzato e dover sottostare alle difficoltà della vita in famiglia. Il brano lascia l'ascoltatore in bilico nel non comprendere pienamente se si tratta di un "lamento insofferente" od un "grazie soffocato" fatto stà che è sicuremente un brano con molti spunti interessanti anche dal punto di vista di costruzione di "immagini".
A chiudere il tutto "Crono": stavolta il dualismo prende forma in un dialogo di rivalsa, mai rivolto veramente, al padre... vengono miscelati sapientemente il rispetto nei confronti della figura che lo ha cresciuto al senso di "indipendenza" dato dell'essere ormai entrambi uomini adulti ma non riuscire, un pò per convenzione ed un pò per gioco di ruoli, a gestire un rapporto paritario.
La qualità dei brani non fa minimamente percepire il fatto che alle spalle non ci sia una “produzione artistica blasonata” e si resta quindi piacevolmente colpiti nello scoprire che “Ferdinando Primo”, oltre che autore di testi e musiche, ha personalmente curato in prima persona anche gli arrangiamenti. La produzione in collaborazione con "Niccolò Mariani" e l'ottimo lavoro di mixing e mastering di "Andrea de Bernardis" rendono il tutto un lavoro di assoluto spessore, musicalmente attuale, ed in grado di competere serenamente con la qualità di produzioni dal budget molto più elevato.
È evidente che non si tratta di un album da "primo ascolto" e che nessuno dei brani diventerà la "Hit dell'estate".
Siamo di fronte ad un lavoro più ricercato nei quali lo spessore delle composizioni e dei testi creano un pò di nostalgia nei confronti di ciò che è stato il passato quando dischi come questi avevano possibilità di essere apprezzati anche dal grande pubblico.
I testi infatti, per niente immediati e talvolta criptici, richiedono l'attenzione di un pubblico colto ed educato da un punto di vista musicale... in sintesi siamo di fonte ad un lavoro egregio che per spessore artistico risulta "fuori tempo" e dedicato prettamente ad un pubblico di "nicchia capace di apprezzarne le qualità meno evidenti...
Ciò che tutti potranno comunque cogliere dall'ascolto dell'EP è lo stile inconfondibile dell'artista!