Le paure dei profughi siriani in Turchia aumentano giorno dopo giorno, da quando l'incitamento all'odio contro di loro è cresciuto, al punto da aver minacciato le loro vite, esponendoli a violenti incidenti, che hanno portato all'uccisione di alcuni di loro, negli ultimi mesi, in alcune regioni turche.
Gli attivisti siriani in Turchia hanno ritenuto il governo turco pienamente responsabile dell'uccisione, la persecuzione, il razzismo e i maltrattamenti che li costringono a tentare di tornare in Siria mentre altri cercano di immigrare in Turchia, dopo aver perso le loro case e proprietà in patria.
I siriani in Turchia hanno documentato, negli ultimi tre mesi, l'uccisione di 7 siriani, per mano di giovani turchi, negli stati di Istanbul, Gaziantep, Izmir e Ankara, "pugnalati", tra cui il 19enne Youssef Boudaka , accoltellato nella capitale, Ankara.
Un altro giovane siriano di Homs, a Istanbul, è stato ucciso il 13 giugno, a seguito di uno scontro tra due gruppi di turchi. Il giovane Mustafa Gulak, è stato ucciso con un fucile da caccia da 7 giovani turchi sul posto di lavoro a Istanbul, mentre decine di casi di pestaggi di siriani, tra cui anziani, anche una donna anziana, aggredita e presa a calci da un giovane turco nella città di Gaziantep, nel sud del paese. Tutto documentato.
A quel tempo, gli attivisti sui social media hanno fatto circolare una registrazione video che mostrava un giovane turco che schiaffeggiava un'anziana donna siriana, con il pretesto che "rapiva i bambini".
Omar al-Hassan, un attivista siriano che risiede nella provincia meridionale turca di Hatay, afferma: "Recentemente, c'è stato un aumento degli omicidi contro i siriani, con percosse, insulti, mentre lavorano o fanno shopping. Con la retorica politica antisiriana in Turchia i partiti di opposizione incitano queste azioni, il che ha spinto la maggior parte dei siriani di recente, ad Hatay, a provvedere ai propri bisogni, acquistare il necessario quotidiano il prima possibile nei mercati e tornare alle proprie case, al fine di salvare la propria vita nel terrore di essere individuati. Si tratta di attacchi che possono diventare un omicidio".
L'attivista aggiunge: “Nonostante abbiano presentato molte denunce alla polizia turca e alla sicurezza contro i turchi, alcuni di loro hanno aggredito i siriani picchiandoli, insultandoli, costringendoli a rimanere nelle loro case per giorni. I turchi allo scopo di fermare queste pratiche, hanno creato dei Centri di studi strategici che mettono in contatto organizzazioni e istituzioni turche con parallele organizzazioni dei rifugiati in Turchia, ma fin'ora non hanno prodotto alcun risultato.
Abu Mohsen, 55 anni, rifugiato da sette anni dalle campagne di Hama, nello stato turco di Smirne, afferma che lui e la sua famiglia stanno pensando in questi giorni di emigrare in Europa ad ogni costo, per sfuggire al razzismo ed agli attacchi contro i Siriani nell'ultimo periodo: pochi giorni fa, quando vagava in un parco della città di Smirne, lui e i suoi figli sono stati molestati da giovani turchi, e duramente picchiati, prima dell'intervento della polizia turca, e in seguito è scoppiata una rissa.
Abu Mohsen aggiunge: “La sicurezza e la polizia turche spesso si affidano a informazioni false e fuorvianti contro i siriani da parte di cittadini turchi, per poi deportarli forzosamente in Siria; a volte i padroni di casa affermano che il rifugiato siriano non paga l'affitto da diversi mesi.
C'è anche chi denuncia i giovani siriani nei mercati, accusandoli di guardare le ragazze turche e di molestarle. Un argomento divenuto popolare in questo periodo è relativo alla residenza, perché i rifugiati siriani violerebbero le condizioni ottenute dalla carta di soggiorno temporanea spostandosi da una regione all'altra e dando alla polizia turca il diritto di rimpatriarli con la forza”.
Sull'onda dell'odio contro i siriani, i risultati di un sondaggio d'opinione dei centri di ricerca siriani e internazionali, condotto di recente in alcune regioni turche ha mostrato che il 21 per cento della popolazione prova odio verso i rifugiati siriani , e che oltre il 17 per cento della popolazione vorrebbe far loro del male o espellerli dalla Turchia.
È interessante notare che il numero di rifugiati siriani in Turchia quest'anno, secondo il dipartimento per l'immigrazione turco, ha raggiunto i tre milioni 672.646. La maggior parte di loro si è rifugiata in Turchia successivamente dallo scoppio degli scontri militari in Siria nel 2011.
Di Firas Karam
Dal quotidiano libanese Al Dya
https://www.tayyar.org/News/Lebanon/494802/
(Traduzione Fares - Grasso) 29/08