La Casa di Crescenzago ha chiamato, e tanta gente ha partecipato o notato il presidio stasera in piazza Costantino. In apertura dell'Assemblea popolare alla quale hanno partecipato circa 50 persone, è stata sottolineata la volontà di continuare come assemblea permanente e di incontrarsi regolarmente in questa forma per costruire una specie di governo dal basso, visto che in alto si seguono solo le direttive della finanza. Al centro della denuncia sono le politiche urbanistiche e abitative del Comune di Milano, che trasforma le aree verdi in aree abitative, preferendo il cemento per amore del profitto. E' stato riferito che dai dati ufficiali risulta che a Milano in questo momento ci sarebbe spazio abitabile per 3,7 milioni di persone, circa il doppio dei reali abitanti. Il sindaco non dialoga con gli abitanti né con le loro associazioni in puro stile israeliano. E' stata dichiarata la solidarietà agli abitanti del palazzo abbandonato di via Esterle sotto minaccia di sgombero. Contro il caro affitti si è proposto lo sciopero dell'affitto organizzato. Durante il presidio è stato esposto uno striscione contro la proposta infame portata in Consiglio comunale da Forza Italia di intitolare il ponte della storica piazza Costantino al sionista Ben Gurion. Non ci stiamo.
Nessuna vergogna per l'occidente a propagandare il colonialismo, oltre che a praticarlo su vasta scala, a tutti i livelli e a tutte le latitudini?
Ecco alcune affermazioni del sionista Ben Gurion:
"Perché gli arabi dovrebbero fare la pace? Se io fossi un dirigente arabo, non farei mai la pace con Israele. E’ normale: abbiamo preso il loro paese. Certo, Dio ce l’ha promesso, ma questo a loro come può interessare? Il nostro Dio non è il loro. Noi siamo originari di Israele, è vero, ma questo risale a duemila anni fa: a loro come può interessare? Ci sono stati l’antisemitismo, i nazisti, Hitler, Auschwitz, ma loro, gli arabi, in questo cosa c’entrano? Essi vedono una sola cosa: siamo venuti ed abbiamo rubato il loro paese. Perché dovrebbero accettarlo? ". Ed infatti i palestinesi non lo accettano e dopo 74 anni resistono ancora all’occupazione.
"Tra di noi non possiamo ignorare la verità… Noi siamo gli aggressori e loro si difendono. Il paese è loro perché loro lo abitavano… Dal loro punto di vista noi li vogliamo cacciare dal loro paese". Non è un punto di vista, è la realtà, eppure l'occupazione gode di incondizionato sostegno internazionale benché Ben Gurion ammetta che loro, gli ebrei, sono gli aggressori. Se oggi il diritto internazionale non conta più nulla e l’Onu ha perso qualsiasi ruolo, al 90% lo si deve alla impunità dell'occupazione israeliana. Il diritto internazionale che è stato di fatto smantellato dalle continue violazioni israeliane rimaste tutte senza alcuna reale reazione politica o giudiziaria.
"Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle terre e l’eliminazione di ogni servizio sociale per liberare la Galilea dalla sua popolazione araba". Qui ben Gurion è molto esplicito, più del solito, e bisogna capirlo: siamo nel maggio 1948 e si sta rivolgendo agli ufficiali di stato maggiore. L’assassinio e il terrore sono stati ampiamente usati prima ancora della Nakba fino ad oggi, come dimostrano il cecchinaggio di donne, vecchi e bambini durante la Grande marcia del ritorno a Gaza e il recente omicidio a freddo della giornalista Shireen Abu Akleh seguito pochi giorni dopo da quello di un’altra giornalista, Ghofran Warasnah.
"Nel nostro paese c’è posto solo per gli ebrei. Diremo agli arabi “ spostatevi"; se non saranno d’accordo, se faranno resistenza, li spingeremo con la forza". Ed ancora sul tema del trasferimento: "Sionismo è trasferimento degli ebrei. Riguardo al trasferimento degli arabi, questo è molto più semplice di qualunque altro trasferimento. Ci sono stati arabi nelle vicinanze". Ed infatti nella sola Nakba i palestinesi espulsi furono circa 800.000 a cui si aggiungeranno i profughi del 1967 ed il mondo è oggi pieno di profughi palestinesi che sono stati "spostati".
"Dobbiamo fare qualunque cosa per fare in modo che i palestinesi non ritornino mai… I vecchi moriranno e i giovani dimenticheranno". Qui ben Gurion sbaglia la previsione. Prevedeva che il sistema israeliano non sarebbe stato razzista? Oppure che gli esseri umani possano dimenticare di avere una propria dignità? I giovani in Palestina hanno sempre opposto resistenza all’occupazione nei vari modi che i rapporti di forza del momento consentivano; una resistenza rinnovata recentemente dal risvegliarsi dei legami unitari del popolo palestinese di tutta la Palestina storica.
"Cercare la pace è debolezza". Sicuramente gli israeliani non l’hanno mai cercata. E' per questo che una parte di loro vive con disagio questa identità.