Incontro “riparatorio” con esponenti di “Unione Associazioni Italia-Israele” in cui si nega l'esistenza del popolo palestinese.
II 20 novembre 2024 “Ferrara per la Palestina” ha tenuto un incontro in una classe di una scuola secondaria di primo grado a Ferrara.
L'incontro, concordato per tempo con la docente e inserito in un percorso educativo sui diritti umani e la pace, è stato autorizzato dalla dirigente scolastica, documentato e organizzato nei minimi dettagli. Con i ragazzi e le ragazze si sono approfonditi i diritti fondamentali dell'uomo, la cultura palestinese e la vita quotidiana delle persone nei territori occupati della “Cisgiordania”.
L'attività è stata accolta positivamente dagli studenti, dalla docente e dalle famiglie. Pochi giorni dopo, però, è accaduto un fatto gravissimo.
ll 26 novembre, la dirigente scolastica ha ricevuto una telefonata dal Provveditorato Territoriale di Ferrata, seguita da una seconda chiamata del direttore generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia Romagna in collegamento con il Ministro dell'Istruzione e del merito Valditara.
Ciò che è stato imposto è inaccettabile: ripristinare un cosiddetto “equilibrio formativo” forzando la presenza immediata di un rappresentante israeliano per esporre “le ragioni di Israele”.
Questo intervento è avvenuto senza riferimenti a leggi o regolamenti dell'ordinamento scolastico, senza esaminare i documenti dell'incontro svolto e ha incluso minacce di provvedimenti disciplinari nei confronti della scuola e della docente.
I sindacati hanno condannato fermamente questa ingerenza, definendola illegale e contraria ai principi fondamentali dell'autonomia scolastica.
In contemporanea, il 27 novembre, la presidente di “Unione Associazioni Italia-Israele”, Celeste Vichi, ha pubblicato un comunicato in cui ringrazia il Ministro Valditara per il suo “pronto intervento”.
Il direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale ha continuato ad esercitare pressioni per settimane verso la scuola affinché si svolgesse questo incontro filo-sionista nella classe.
Il 19 Dicembre, data preceduta da un sopralluogo da parte di due agenti della DIGOS presso l'istituto, si è tenuto in classe un incontro con i rappresentanti della stessa "Unione Associazioni Italia-Israele", sotto sollecito dell'Ufficio Scolastico Regionale e del Ministro Valditara, il tutto senza il consenso dell'insegnante e scatenando l'indignazione del corpo docente.
Durante l'incontro del 19 dicembre la docente è stata testimone di gravi affermazioni di sfondo propagandistico da parte delle rappresentanti di "Unione Associazioni Italia-Israele".
È stato detto che il movimento nazionalista arabo, guidato dal gran mufti di Gerusalemme al-Husseini, anziché opporsi alla Gran Bretagna, si schierò contro gli ebrei, alleandosi con Hitler e che Al-Husseini contribuì all'ideazione della soluzione finale, suggerendo ad Hitler di sterminare tutti gli ebrei. Inoltre, è stato raccontato che il gran muftì reclutò combattenti in Medio Oriente in supporto della Germania nazista.
Ma le gravi affermazioni non sono terminate qui. Ai ragazzi è stato detto che non è mai esistito un popolo palestinese, che fu Yasser Arafat ad inventare l'identità palestinese, riferendosi a popolazioni arabe con passaporto egiziano e giordano provenienti da “Giudea e Samaria”.
È stato detto che Arafat guidò per anni l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina e che non hanno mai voluto la soluzione a due stati.
È stato affermato che il canto “dal fiume al mare” significa voler cacciare via tutti gli ebrei dalla Palestina, che Gaza ha tantissime risorse e che ha ricevuto 20 miliardi di dollari negli ultimi 12 anni, soldi che sarebbero stati usati per comprare le armi e costruire i tunnel.
È stato persino detto che “Israele” non bombarda la Palestina e che, anzi, lascia entrare tanti aiuti umanitari nella striscia di Gaza tramite il valico di Rafah, ma che purtroppo Hamas ruba gli aiuti dai camion per rivenderli alla popolazione a prezzi gonfiati, con lo scopo di fare soldi per comprare armi. Inoltre, è stato detto che è stato l'Egitto a chiudere il valico di Rafah, per impedire che la popolazione di Gaza scappasse in Egitto.
Infine è stato dichiarato che, prima del 7 ottobre, i coloni del sud della Palestina occupata andavano con la loro auto a prendere i malati a Gaza anche i “terroristi” che hanno ideato la strage del 7 ottobre e li portavano negli ospedali in “Israele”.
Questa vicenda non ha precedenti: un ministro dell'istruzione che impone alla dirigente di una scuola media un incontro dentro una classe e con una specifica associazione.
Il Ministro dell'Istruzione e del merito Valditara ha preteso un incontro con alcuni rappresentanti di uno stato attualmente indagato per genocidio e il cui leader è ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra.
E' stata compromessa l'educazione di studenti che hanno tra i 13 ed i 14 anni, inviando loro il messaggio che la promozione dei diritti umani necessiti di un confronto con chi li viola sistematicamente. Tutto questo è assurdo e inaccettabile. Tutta la nostra solidarietà va alla docente, che ha subito questo grave abuso di potere e tutta la nostra rabbia va al Ministro Valditara, gli uffici della pubblica istruzione ed i criminali sionisti. Mentre a Gaza viene perpetrato un genocidio, dentro una scuola italiana si impone il peggior revisionismo storico. “Ferrara per la Palestina” ha parlato dei diritti fondamentali dell’uomo, della cultura palestinese e degli abusi perpetrati in “Cisgiordania”, il contradditorio dello stato italiano e dei sionisti è stato negare l’esistenza del nostro popolo, attribuirci responsabilità nella realizzazione dell'olocausto e negare perfino che lo stato sionista bombarda Gaza.
La scuola deve essere il luogo dove si educa alla pace, alla convivenza e al rispetto dei diritti umani.
Denunciamo:
- questo abuso di potere senza precedenti, con pressioni indebite e intimidazioni
- la violazione della dignità della docente, costretta a subire decisioni imposte dall'alto.
- la negazione del diritto degli studenti a un'educazione libera, inclusiva e critica.
- la totale violazione di quella che è la libertà d'insegnamento e l'autonomia scolastica.
- l'uso degli spazi pubblici da parte dello stesso Ministro e dell'organizzazione “pro-Israele” per fare propaganda a ragazz* tra i 13 e 14 anni.
- l'estrema gravità e la follia di questa propaganda, che nega l'esistenza del popolo palestinese, ma che che attribuisce agli stessi la grave responsabilità per l'olocausto
- le false affermazioni sulla storia e sull'attualità della Palestina.
Invitiamo chi vive tutti i giorni la scuola, tutti i docenti, tutti gli studenti, ad unirsi in rete scrivendo a
docentipergaza@gmail.com
per impedire che questi abusi continuino ad avvenire, per costruire una scuola che sia veramente libera e non lo strumento di propaganda di criminali di guerra, coloni e ciarlatani. La libertà di insegnamento e l'autonomia scolastica non si toccano! Difendiamo la scuola come luogo di libertà e giustizia!
Giovani Palestinesi d'Italia
Ferrara per la Palestina
https://www.instagram.com/p/DFF7xbTse6e/?igsh=MWQ4eGRmcnM4d2kwNg==