https://drive.google.com/file/d/1iwxJK92-OYYve0CnSKBk6G7K7P8hB7n-/view?usp=sharing
a cura di Gabriella Grasso
1a falsità
Non deve "discolparsi in quanto ebrea di quello che fa lo stato di israele."
Chi le ha chiesto di discolparsi?
Essendo ebrea ma anche umana, le chiedo se non sente doveroso condannare il genocidio che stanno facendo ora i sionisti?
2a falsità
Trova sbagliato "mescolare cose totalmente diverse"? Il genocidio della 2a guerra non è diverso dal genocidio di Gaza: genocidio, uccisione sistematica di una popolazione intera, preannunciata ed eseguita.
3a falsità
Dichiara il falso quando dice che "metto in discussione il 27 gennaio per quanto succede a Gaza". Non metto in discussione tale data. Non nego l'olocausto. Non nego il 27 per il genocidio a Gaza. Non ha visto i cartelli nei cortei che urlano MAI PIÙ DEVE ESSERE MAI PIÙ PER TUTTI?
4a falsità
"Il bisogno spasmodico di fare pari e patta con la shoa" è la frase che implica un salto di qualità. Non solo riporta concetti che non ho ipotizzato o detto, ma spostandosi sul piano reale e concreto mi attribuisce una scelta politica antagonista al 27, ponendomi sul fronte opposto di chi l'olocausto ha combattuto, quindi ponendomi fra la schiera dei nazisti, fascisti e assassini, di chi intende reiterare quegli atti criminali.
5a falsità
Voglio "togliere agli ebrei il ruolo di vittime per antonomasia"? Qui dice una cosa esatta. Un umano perseguitato non è migliore o peggiore di un altro perseguitato. Se fosse questione di numeri i 100 milioni di indiani americani batterebbero qualsiasi confronto. Ma sappiamo perché gli indiani d'America non vengono mai citati.
6a falsità
Non voglio "liberarmi da un inconscio complesso di colpa." Non sono nazista, fascista, antisemita. Qui viene ampliato e confermato ulteriormente il concetto dei punti 3 e 4. Io sarei ORA a piede libero ma sostanzialmente equivalente al criminale fascista, nazista, antisemita.
7a falsità
"Il giorno della memoria sembra un regalo fatto agli ebrei." Continua partendo dal presupposto che io voglia cancellare la giornata del 27. Alla fabbrica del falso aggiunge la centralità della comunità religiosa ebraica. Privatizza il genocidio considerando il suo valore importante non tanto per la collettività umana quanto per la comunità ebraica.
8a falsità
"Catastrofe culturale" afferma. Inconsapevole di essere lei portatrice di catastrofe postulando delle falsità attraverso cui demolisce il concetto dell'umanità universale rimpiazzandola col concetto di una umanità a pezzetti.
9a falsità
"Il 27 non è per gli ebrei ma per gli europei e gli italiani smemorati", dice. Confermando che il 27 non è una data che vale per ogni essere umano.
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Di seguito alcuni brani da:
La volontà è piegare la data del 27 all'intenzione di giustificare il massacro che stanno conducendo i sionisti in Palestina.
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Il richiamo strumentale all’antisemitismo e alla Shoah è utilizzato dai sionisti israeliani per giustificare l’attacco contro i palestinesi e i piani di dominazione ed espulsione della popolazione araba da quei territori.
Paragoni che, per giustificare l’invasione della striscia di Gaza, mettevano in relazione l’attacco del 7 ottobre con l’Olocausto sono stati fatti dal primo ministro israeliano anche all’indomani dell’inizio dell’assedio alla città palestinese:
"Questa è una ferocia che noi ricordiamo solo dai crimini nazisti nell’Olocausto. I membri di Hamas sono i nuovi nazisti, Hamas è l’ISIS è in un certo modo peggiore dell’ISIS. E proprio come il mondo si unì per sconfiggere i nazisti, proprio come il mondo si unì per sconfiggere i nazisti, il mondo deve essere unito dalla parte di Israele per sconfiggere Hamas. […] Ovviamente dobbiamo intraprendere azioni per sconfiggere Hamas e assicurarci che questo non accada più, ma questa non è solo la nostra battaglia, è la nostra battaglia comune e la battaglia della civilizzazione contro la barbarie."
È chiaro come queste dichiarazioni, del tutto vili e antistoriche nel paragonare uno dei più grandi crimini contro l’umanità alla causa di un popolo che sta subendo da ormai 75 anni un genocidio, sono finalizzate a creare un pretesto per innalzare il livello delle violenze contro i cittadini palestinesi, creare consenso internamente tra la popolazione israeliana. Il terribile genocidio subito dagli ebrei nel XX secolo viene distorto quindi per giustificare il “diritto” a commettere oggi il genocidio contro i palestinesi.
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Anche sui giornali sono proliferati nelle scorse settimane articoli ed editoriali (tra i più gravi quello a firma di Paolo Mieli sul Corriere della Sera) che sostenevano l’associazione tra le stragi naziste e le azioni dei combattenti palestinesi.
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Le modalità con cui il governo utilizza il Giorno della Memoria sono sfociate persino in provvedimenti per la limitazione, o addirittura il divieto, delle manifestazioni contro il genocidio palestinese e per il cessate il fuoco a Gaza... In questo modo l’ipocrisia del governo diventa direttamente pretesto per giustificare l’appoggio a Israele e il divieto di manifestare pacificamente contro un genocidio che sembra non avere fine.
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ll 27 gennaio rientra pertanto senza alcun dubbio e a pieno titolo tra le date fondamentali nel patrimonio delle forze progressiste in ogni paese, tutt’altro che una mera commemorazione formale. L’utilizzo che, al contrario, ne fanno le peggiori forze reazionarie e i governi borghesi è del tutto da rifiutare e contrastare, in quanto falsificatorio , diffamatorio e contrario a ogni principio della grande maggioranza di quanti lottarono attivamente contro il genocidio ebraico nel nostro paese e in Europa.