L'aquila calva
e l'usignolo
Parabola di geopolitica contemporanea
Parabola di geopolitica contemporanea
Un'aquila di mare molto contrariata per essere rimasta calva decise che doveva incanalare energie positive, per trasformare lo stress in una sana spinta costruttiva e ritrovare l'ottimismo. Fu così che decise di attaccare.
Prima di tutti avvicinò la Rana Dorata.
- Buongiorno Rana, come te la passi in questo stagno? Sai che io volo molto in alto e da lassù vedo tutto – le disse, mentre una dolce melodia risuonava in lontananza.
- Un po' lontano da qui esiste un laghetto pieno di ninfee, dove mosche, falene e moscerini affollano ogni angolo. - continuò l'aquila - Se vuoi ti ci porto perché mi sei simpatica e ti voglio aiutare.- Dopo qualche momento la rana accettò la proposta e partirono.
Ma lungo il viaggio l'aquila ne fece un sol boccone.
Qualche giorno dopo, specchiandosi alla sorgente dove andava a dissetarsi, all'aquila montò di nuovo la rabbia per la sua testa calva e questa volta decise di attaccare la Capra.
L'aquila le si avvicinò con delicatezza e cortesia.
- Buongiorno Capra, come te la passi in questo campo? Sai che io volo molto in alto e da lassù vedo tutto? - Le disse mentre una dolce melodia risuonava in lontananza.
- Un po' lontano da qui esiste una montagna con pendii scoscesi, gole e pareti rocciose. Con sorgenti e ruscelli. - Continuò - Lì ho visto cespugli, arbusti, alberi bassi, e in primavera anche erbetta tenera e nutriente. Se vuoi ti ci porto perché mi sei simpatica e ti voglio aiutare. - Dopo qualche momento la capra accettò la proposta e partirono.
Ma lungo il viaggio l'aquila l'uccise e la mangiò.
Qualche giorno dopo specchiandosi alla sorgente dove andava a dissetarsi all'aquila montò di nuovo la rabbia per la sua testa calva e questa volta decise di attaccare il Cammello.
Gli si avvicinò.
- Buongiorno Cammello, come te la passi su questa sabbia? Sai che io volo molto in alto e da lassù vedo tutto. - Gli disse mentre una dolce melodia risuonava in lontananza.
- Un po' distante da qui ho visto, in un clima estremo, una steppa arida e immensa. Lì puoi spostarti, pascolare fra cespugli spinosi, fra piante alofite e aromatiche. Se vuoi ti ci porto perché mi sei simpatico e ti voglio aiutare. - Concluse.
Il cammello ci rifletté un attimo, accettò la proposta e partirono.
Ma lungo il viaggio l'aquila l'uccise e se lo mangiò.
Qualche tempo dopo specchiandosi alla sorgente dove andava a dissetarsi all'aquila montò di nuovo la rabbia per la sua testa calva e questa volta decise di attaccare il Lupo.
Gli si avvicinò con delicatezza e cortesia.
- Buongiorno Lupo, come te la passi in questi paraggi? Sai che io volo molto in alto e da lassù vedo tutto? - Gli disse mentre una dolce melodia risuonava in lontananza.
- Un po' lontano da qui esiste un bosco, circondato da steppe e cespuglieti. È una zona tranquilla, lontana da strade e centri abitati. Ci sono molti cervi, caprioli e cinghiali ed anche more, lamponi.
Se vuoi ti ci porto perché mi sei simpatico e ti voglio aiutare. - Concluse.
Dopo qualche tentennamento il lupo accettò la proposta e partirono.
Ma lungo il viaggio l'aquila l'uccise e se lo mangiò.
Qualche giorno dopo specchiandosi alla sorgente dove andava a dissetarsi all'aquila montò di nuovo la rabbia per la sua testa calva e questa volta decise di attaccare Mutande Rosse.
Gli si avvicinò con delicatezza e cortesia.
- Buongiorno Mutande Rosse, come te la passi fra questi rami? Sai che io volo molto più in alto di te e da lassù vedo tutto, - gli disse mentre una dolce melodia risuonava in lontananza.
- Molto lontano da qui esiste una foresta integra e fresca, con alberi grandi e maturi, cavità naturali e vecchi nidi di picchio, tantissimi insetti e perfino frutti di Brunellia.
Se vuoi ti ci porto perché mi sei simpatico e ti voglio aiutare. - continuò.
Mutande Rosse ci pensò su un po', accettò e subito dopo si alzarono in volo.
Ma lungo il viaggio l'aquila ne fece un sol boccone.
Qualche giorno dopo specchiandosi alla sorgente dove andava a dissetarsi all'aquila montò di nuovo la rabbia per la sua testa calva e questa volta decise di attaccare il Merlo.
Gli si avvicinò con delicatezza e cortesia.
- Buongiorno Merlo, come te la passi in questo giardino? Sai che io volo molto più in alto di te e da lassù vedo tutto? - gli disse mentre una dolce melodia risuonava in lontananza.
- Lontano da qui ho visto un bosco di latifoglie con un sottobosco ricco di vegetazione, dove potresti nasconderti e nidificare. Col terreno morbido dove cercare lombrichi, insetti, larve. E frutta e bacche non mancano...
Se vuoi ti ci porto perché mi sei simpatico e ti voglio aiutare.- Concluse.
Dopo qualche momento di esitazione il Merlo accettò la proposta e partirono.
Ma lungo il viaggio l'aquila ne fece un sol boccone.
Qualche giorno dopo specchiandosi alla sorgente dove andava a dissetarsi all'aquila montò di nuovo la rabbia per la sua testa calva e questa volta decise di attaccare il Leopardo.
Questo stava proprio per finire il suo ultimo pasto sul ramo di un albero quando l'aquila calva gli si avvicinò con delicatezza e cortesia.
- Buongiorno Leopardo, come te la passi in questi paraggi? Sai che io volo molto in alto e da lassù vedo tutto? - Gli disse mentre una dolce melodia risuonava in lontananza.
- Un po' lontano da qui c'è una foresta nei pressi di una zona rocciosa attraversata da un fiume. Antilopi, cinghiali, facoceri e cervi non si contano, e poi ci sono anche babbuini e scimmie.
Se vuoi ti ci porto perché mi sei simpatico e ti voglio aiutare. - Concluse.
Il Leopardo ci pensò qualche momento... alla fine accettò e partirono.
Ma lungo il viaggio l'aquila lo uccise e lo divorò.
Qualche giorno dopo specchiandosi alla sorgente dove andava a dissetarsi all'aquila montò di nuovo la rabbia per la sua testa calva e questa volta decise di attaccare il Markor.
Gli si avvicinò con delicatezza e cortesia mentre il Markor arrampicava su un'alta parete, alla stessa altezza della lenta e maestosa planata a spirale del rapace.
- Buongiorno Markor, come te la passi su queste rocce? Vedi come volo in alto? Da quassù vedo tutto! – gli disse mentre una dolce melodia risuonava in lontananza.
- Un po' distante da qui ho visto monti aspri e scoscesi, con pareti rocciose inaccessibili e una vegetazione aperta con gole profonde. Pendii ripidi e foreste di querce, pini e ginepri... I pascoli non mancano...
Se vuoi ti ci porto perché mi sei simpatico e ti voglio aiutare. - Concluse.
Il Markor ci pensò un po' con lo sguardo perduto oltre l'esteso orizzonte; alla fine accettò la proposta e partirono.
Ma lungo il viaggio l'aquila l'uccise e lo mangiò.
Qualche giorno dopo specchiandosi alla sorgente dove andava a dissetarsi all'aquila montò di nuovo la rabbia per la sua testa calva e questa volta decise di attaccare lo Stambecco.
Gli si avvicinò con delicatezza e cortesia.
- Buongiorno Stambecco, come te la passi su questi sassi? Sai che io volo molto in alto e da lassù vedo tutto – gli disse mentre una dolce melodia risuonava in lontananza.
- Lontano da qui esiste un altopiano nei pressi di un canyon. Sul suo fondo ho visto il letto di un fiume asciutto sfociare lungo una scogliera a picco. Ci sono acacie, capperi, timo, licheni...
Se vuoi ti ci porto perché mi sei simpatico e ti voglio aiutare - Concluse l'aquila scrutando l'orizzonte.
Dopo qualche momento il Sultano dei Deserti Rocciosi accettò la proposta e partirono.
Ma lungo il viaggio l'aquila lo aggredì e lo mangiò.
Qualche giorno dopo specchiandosi alla sorgente dove andava a dissetarsi all'aquila montò di nuovo la rabbia per la sua testa calva e questa volta decise di attaccare il Falco Sacro.
Gli si avvicinò con delicatezza e cortesia.
- Buongiorno Falco sacro, come si vola da queste parti? Sai che anche io volo molto più in alto e giro parecchio? – gli disse mentre una dolce melodia risuonava in lontananza.
- Lontano da qui esistono spazi aperti e grandi pianure, dove puoi spaziare con lo sguardo e cacciare senza ostacoli. È una terra leggermente ondulata, con una copertura vegetale bassa, dove potresti avvistare le prede con la tua tecnica di caccia orizzontale. Passando ho visto un sacco di gerbilli, talpe, marmotte e criceti, ma anche piccioni e aironi...
Se vuoi ti ci accompagno perché mi sei simpatico e ti voglio aiutare – Concluse.
Dopo qualche momento di riflessione, scrutando l'orizzonte lontano, il falco sacro accettò la proposta e partirono.
Ma lungo il viaggio l'aquila lo uccise e lo mangiò.
Qualche giorno dopo specchiandosi alla sorgente dove andava a dissetarsi all'aquila montò di nuovo la rabbia per la sua testa calva e decise di attaccare un secondo Falco.
Gli si avvicinò in volo con delicatezza e cortesia.
- Buongiorno Falco, come te la passi da queste parti? Sai che io volo più in alto di te e da lassù vedo proprio tutto – gli disse mentre una dolce melodia risuonava in lontananza.
Anche a lui raccontò degli spazi aperti, delle pianure, dei gerbilli, delle talpe, delle marmotte, e poi dei criceti, dei piccioni, degli aironi... insomma lo affabulò ben bene concludendo sempre con la solita proposta: - Se vuoi ti ci porto perché mi sei simpatico e ti voglio aiutare -
Dopo qualche momento anche questo falco si convinse, accettò la proposta e partirono.
E anche questa volta lungo il viaggio l'aquila uccise e mangiò la sua preda.
Qualche giorno dopo specchiandosi alla sorgente dove andava a dissetarsi all'aquila montò di nuovo la rabbia per la sua testa calva e questa volta decise di attaccare l'Usignolo.
Gli si avvicinò con delicatezza e cortesia.
- Buongiorno Usignolo, come te la passi fra questi rami? Sai che io volo molto in alto e da lassù vedo tutto? – gli disse.
- Un po' lontano da qui – proseguì - esiste un cespuglieto con siepi e un sottobosco denso e fitto. L'attraversa un ruscello, che non lontano sfocia in un laghetto. Intorno il terreno è morbido, brulicante di insetti, e non mancano bacche e frutti selvatici ...
Se vuoi ti ci porto perché mi sei simpatico e ti voglio aiutare. -
- Aquila - rispose l'usignolo - Ti ho visto avvicinare la rana, la capra, il cammello e tutti gli altri animali. Ho visto il tuo tradimento e la tua malvagità. Ho cantato per dissuaderti ma non hai voluto ascoltare. Quindi ora canterò di nuovo. Forse questa volta capirai. -
Alle prime note della sua melodia, folle di animali uscirono dalla macchia e li circondarono da tutti i lati e dal cielo. Erano note di rinnovamento, creatività e capacità di comunicare i sentimenti più profondi. L'amore univa tutte quelle creature in una gioia dell'anima che lodava il creato. Il canto dell'usignolo era stato capace di raccontare loro il suo dolore più profondo ed ora stava per guarire l'aquila calva: la sua vanità non aveva altra scelta che piegarsi a così grande potere.
Gabriella Grasso - marzo 2026