Leggo il documento/appello a firma Panetteria Occupata sul XXV Aprile e per la considerazione nutrita nei confronti di ognuno di loro e data la personale mancata condivisione circa il tenore dello stesso, avverto l’esigenza di rendere pubbliche le mie perplessità che esulano, evidentemente, dal merito a proposito del quale l’adesione risulta totale.
Mi soffermo essenzialmente su due punti, ed osservo:
1) L’incipit è: “Alle Associazioni Partigiane, a tutti i partecipanti al corteo” ed è già sufficiente a sollevare perplessità.
Di fatto ci si rivolge all’ANPI vale a dire a quell’organismo nominalmente rappresentante lo spirito partigiano tuttora vigente che, fior da fiore, non più tardi dell’anno passato, pur a fronte di una netta presa di posizione da parte di chi coerentemente credendo in determinati valori occupava piazza del duomo, ha impedito potesse prendere la parola anche un solo rappresentante della comunità palestinese, ma concedendola al partigiano… Pif.
Del resto, dal nazionale al provinciale, è nota l’impostazione sul punto di tale associazione: la presenza di sionisti, non soltanto celati sotto le false insegne della c.d. “brigata ebraica” ma addirittura palesemente alfieri dell’emblema della vergogna, è più che consentita, auspicata a supporto della terribile narrazione tendente ad equiparare le vittime di quel genocidio agli attuali sostenitori di un’Entità criminale.
A mio avviso occorreva rivendicare, perché no, orgogliosamente, la fondatezza delle contestazioni alla presenza nel corteo per il XXV Aprile di sedicenti protagonisti della lotta di liberazione dal nazifascismo, rappresentando la c.d. “brigata ebraica” una squallida operazione di propaganda tesa a permettere alla teppaglia sionista di infiltrarsi tra le fila di coloro i quali autenticamente sono portatori dei valori della Resistenza; che questa sia la ragione effettiva della forzatura è rappresentata dalla circostanza che le vittime reali e chi si richiama loro sfilano, giustamente, dietro le insegne dei campi di sterminio, i genocidi attuali, spudoratamente, impugnando i simboli del razzismo.
Del resto l’ANPI provinciale, nella persona del signor Minelli, predilige dialogare con la democratica comunità ebraica locale, incline al dialogo ma solamente se a sostegno delle ragioni dell’oppressore, piuttosto che interloquire con quei fanatici dei pro-pal testardi assertori della comunanza delle ragioni di lotta tra i partigiani italiani di allora e i resistenti palestinesi, di allora come attualmente.
Denunciare la contraddizione storica, l’insulto alla decenza, la provocazione insita nella partecipazione dei sostenitori dell’Occupazione alla manifestazione che ricorda il giorno della Liberazione rappresenta un dovere per chiunque perseveri nell’affermazione dello spirito partigiano.
Circa l’invito “a tutti i partecipanti al corteo” deve, quindi, essere annoverata nel numero anche l’ARCI il cui recente scritto mi pare di ricordare invitasse ad escludere dal corteo le bandiere sioniste (e ci mancherebbe) ma accogliesse con partecipazione la presenza della “brigata ebraica” fulgido esempio di lotta per la resistenza, così infangando memoria e verità storica, nel contempo rinnegando lo scopo di quella presenza.
Tra i partecipanti è prevista la presenza di esponenti, militanti, sostenitori del partito italiano più compromesso nel rapporto con l’entità sionista, il Partito Democratico; davvero è lecito supporre che tale congrega di scherani possa recepire il messaggio? Allora mi chiedo: a quale scopo coinvolgerli? E’ un parere personale, ma con questa gente nessun dialogo è ammesso.
Palesemente rimane implicita la convinzione negli stessi estensori del documento, non certo così ingenui, che l’appello non verrà raccolto in quanto le realtà cui si rivolge, ammesso abbiano la compiacenza di esaminarlo, sono e rimangono ostili ritenendo, in assoluta malafede, che la presenza di israele vada introitata come normale, se non financo legittima; ne consegue che viene negato il ruolo omicida di questa entità e, così operando si disconosce il diritto internazionale, l’operato delle Corti insignite del compito di attuarlo, si legittima il genocidio.
Trovo, pertanto, carente una necessaria conclusione che appaia quale logica successione all’enunciato; pur apprendendo che la c.d. “brigata ebraica”, sua sponte si noti bene, tacciandosi quale vittima non sarà presente al corteo, beffardamente asserendo che è shabbat, la presenza sionista, più o meno manifesta, non è scongiurata, ragion per cui o si ha la forza di imporre alla testa del corteo lo striscione della comunità palestinese che in piazza dovrà avere massima agibilità e nel contempo si vigila perché nel corteo sia evitato ogni inquinamento o si va da un’altra parte.
Enzo Barone - Milano 17 aprile 2026
Io c'ero dall'inizio fino all'uscita della brigata ebraica.
Ci sono 4 video qui puntuali.
▪️Credo che di fronte alle distorsioni propagande e manipolazioni che stanno emergendo in queste ore valga la pena di riferire alcuni fatti
▪️La marea umana di persone che ha fermato il corteo Non era organizzata . All'inizio una 30 di esponenti dei carc hanno fatto una fila ma la polizia li ha sospinti senza cariche ai bordi della strada
Una seconda ondata di un 50 di attivisti ha rallentato il corteo con lo spezzone della brigata ebraica .
▪️A questo punto in pochi minuti prima centinaia poi qualche migliaio di persone che arrivavano da San Babila per andare al corteo hanno visto la scena e si sono fermati costruendo spontaneamente un muro di persone .
Il 99% di queste persone si è fermato spontaneamente quando ha capito cosa stava succedendo e ha visto
Bandiere di Israele
Bandiere statunitensi
Bandiere iraniane dello Scià
Bandiere georgiane
Cartelli favorevoli a trump che ringraziavano per il bombardamento dell'iran
▪️I militanti organizzati di movimenti associazioni o partiti o erano avanti come nel caso dell' anpi o erano indietro come nel caso della cgil dei sindacati e movimenti .
▪️La marea umana è cresciuta spontaneamente in pochi minuti una marea popolare e non gestita da nessuno .
▪️Nonostante tre accordi xi strada con le forze dell'ordine per l'uscita della brigata ebraica e aggregati i soggetti in questione non uscivano . Che si fosse raggiunto un accordo lo si desume dai video e dal fatto che la digos ordinava alla mobile di aprire un varco verso via senato
▪️Questo tentennamenti della B.E. ha messo in difficoltà le forze dell'ordine e ha rischiato di far salire ulteriormente la tensione .
▪️Nessun coro ha mai cantato oscenità sulle "saponette mancate " o altre oscenita simili se a Fiano uno glielo ha detto era uno e vale per uno le altre migliaia no .
▪️le forze dell'ordine nonostante le critiche degli strateghi da tastiera sono riusciti a gestire una situazione estremamente complicata non è volato jn manganello e nonostante che ci fossero continui tentennamenti e false partenze da parte della B.E.
▪️La volontà popolare non etrodiretta da partiti o movimenti è riuscita in modo sostanzialmente pacifico ad evitare la solita sceneggiatura che abbiamo visto in questi anni e a segnare una pagina storica nella storia di Milano.
Uno spunto di riflessione per tutti dirigenti militanti e semplici cittadini
Alessandro Lanzani
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Carc: Ora serve rilanciare subito! + Avevamo detto che non avrebbero sfilato e non hanno sfilato
Panetteria Occupata: Finalmente una data da ricordare”
Potere al Popolo: La Resistenza non è finita
Antitesi: Grazie Milano
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