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sabato 02 ottobre 2021
Il raggiungimento del tunnel dell'Accordo di Oslo non è stato solo il risultato del processo di risoluzione iniziato con la Conferenza di Madrid, ma è il prodotto di uno scavo storico che va ben oltre i cambiamenti internazionali, arabi e palestinesi avvenuti alla fine e all'inizio degli anni ottanta e novanta del secolo scorso, come qualunque lettore, accademico o modesto specialista in scienze politiche ricorderà. Questo tunnel è iniziato con l'adozione del cosiddetto Programma Ten Points (10 punti) nel 1974, che per assumere peso e dimensioni accettabili le forze contraenti chiamarono "Programma Progressivo". E se qualcuno volesse riportarne le origini alla sconfitta del 1967 o addirittura alla sconfitta del 1948, o al desiderio dei paesi arabi di concludere accordi con il nemico sionista, oppure oltre ancora: nulla da obiettare.
Quando diamo le caratteristiche di un tunnel all'Accordo di Oslo intendiamo parlare dell'operazione di esclusione della causa palestinese.
Chi ha sviluppato una conoscenza politica basata sui concetti di liberazione nazionale, unità del popolo combattente, lotta armata e strutture rivoluzionarie, sa che il proprio nemico ha una conoscenza politica esattamente opposta, divenuta dominante non solo culturalmente, ma anche ideologicamente tra le élite legate al potere. Dopo 28 anni dall'annuncio dell'Accordo di Oslo con tutte le sue implicazioni, lo scavo continua attraverso strumenti internazionali, arabi e palestinesi, guidati dal sionismo, con l'obiettivo di liquidare la causa palestinese in essere; il che non può avvenire senza la liquidazione in primis della conoscenza: tenendoci intrappolati in questo tunnel; senza la possibilità di vederne la luce in fondo.
Diametralmente opposto a questo tunnel è il Tunnel della libertà che ha affascinato noi e il mondo intero, compreso il nemico stesso sconfitto dalla realizzazione dell'idea e dalla sua volontà di libertà. Niente hanno potuto le forme di repressione, di controllo, le misure di massima sicurezza, o incarcerazione di una delle strutture più fortificate al mondo.
È il Tunnel che meglio esprime l'antagonismo alla perforazione ideologica del processo della sconfitta globale rappresentato dal tunnel di Oslo. I nostri eroici prigionieri: Mahmoud, Muhammad Al-Ardah, Yaqoub Qadri, Zakaria Al-Zubaidi e Ayham Kamji, hanno dimostrato che con modesti strumenti di irrilevante valore si può uscire dal Tunnel alla Libertà. Il cucchiaio, la mano e la padella, non hanno avuto alcuna importanza nel progetto dello scavo lungo venti metri, ma il Tunnel è stato scavato.
Se la volontà delle forze respinte, nelle parole e nei fatti, si raccogliesse intorno al tunnel che ci ha liquidati, e si adoperasse per scavare un sentiero opposto, fondato sull'ideologia e la voglia di libertà, e la conseguente conoscenza politica che riporti la causa palestinese alla sua dimensione di liberazione... A livello nazionale, e umano...
E qui ciò che serve non è altro che la fiducia nella capacità di agire o scavare - se si vuole - e pazienza..., animo e una visione che apprezzi il tempo, gli dia il suo giusto valore e custodisca le chiavi del potere palestinese. Potere rappresentato dalla volontà del popolo palestinese, malgrado tutti gli spostamenti e le epurazioni cui è stato sottoposto, malgrado privazioni e distorsioni della conoscenza, nazionale e politica.
Un popolo che ancora vive per la sua causa, e che non è stato avaro nel sacrificare il sangue dei propri figli nel corso di un conflitto lungo più di un secolo. Il nostro popolo è la nostra scommessa vincente, e non la cosiddetta volontà internazionale governata dall'egemonia americana, non la Lega Araba, governata da regimi propensi al tradimento e alla normalizzazione, non l'Autorità Palestinese che è stata creata per essere agente politico e di sicurezza utile al nemico, e che di fatto è il muro che contiene le nostre ambizioni di liberazione nazionale.
Ecco cosa vuol dire scavare un Tunnel per la Libertà, ecco qual è il suo principale strumento, messo alla prova in ogni fase del conflitto in corso. Uno strumento che ha avuto successo, che ha trasceso partiti e organizzazioni imbrigliati in politiche di attesa o congelamento, invece che di iniziativa e azione. Questi esseri umani hanno dimostrato che, nonostante tutto ciò che l'ideologia di Oslo ha scavato nella realtà contro l'ideologia della libertà, questo strumento è la Volontà di persone imbattibili.
Traduzione di Mouna Fares