Si parla di tendinite quando uno o più tendini manifestano un processo infiammatorio. Le parti del corpo che vengono colpite di più sono: caviglie, piedi, ginocchia, mani, polsi, gomiti e spalle.
Il dolore è correlato ad uno scarso flusso sanguigno, che favorisce i processi di degenerazione del tendine.
Grazie al trattamento osteopatico è possibile migliorare la vascolarizzazione della muscolatura e quindi quella dei tendini coinvolti nell’infiammazione.
La cicatrice è un tessuto fibroso che si forma riparando una lesione sulla pelle. La lesione può derivare da una trauma o da un intervento chirurgico.
Il tessuto fibroso di una cicatrice è rigido quindi crea blocchi sui piani fasciali e muscolari, danneggiando la loro naturale elasticità e flessibilità, creando aderenze.
È importante trattare le cicatrici per ridare elasticità e mobilità ai tessuti, migliorando così anche la circolazione sanguigna e il linfodrenaggio.
La fascia cervicale, situata nell’area della gola, è il punto d’incontro del sistema gastrico, respiratorio, rachide cervicale e ormonale. Quando non è in equilibrio lo comunica attraverso diversi segnali: tosse, cervicalgia, disfonie, disfagie, difficoltà di masticazione, senso di nodo alla gola, disturbo visivi, vertigini.
Il trattamento osteopatico agisce sulle tensioni della zona interessata, portando un miglioramento della sintomatologia.
Che cos’è il diaframma?
Il diaframma è il muscolo respiratorio per eccellenza, costituito da una lamina muscolare, separa la cavità toracica da quella addominale. Possiede diverse funzioni: respiratoria, statica (regolatore della lordosi lombare), pressoria (regola le pressioni della cavità toracica e addominale) e favorisce anche la circolazione del sangue grazie alla sua contrazione.
Il trattamento manuale osteopatico consiste nel “liberare” il diaframma dalle tensioni causate dalla postura o derivanti da eventi stressanti.
Questo approccio può agire direttamente sul diaframma, garantendo una maggiore funzionalità oppure, sempre in maniera diretta, sulle disfunzioni a livello delle sue inserzioni muscolo-scheletriche, garantendo una migliore mobilità dell’intero tratto dorso-lombare.
Utilizza tecniche manuali in grado di individuare ed intervenire sulla disfunzione somatica, ripristinando la corretta mobilità tra le strutture del corpo e di conseguenza l’omeostasi del paziente.
Ma che cos'è una disfunzione somatica? È una funzione compromessa o alterata delle componenti del sistema somatico (struttura corporea): strutture scheletriche, miofasciali e gli elementi vascolari, nervosi e linfatici.
Le tecniche craniali agiscono sul movimento di congruenza fra le ossa del cranio, ristabilendo il normale “meccanismo respiratorio primario”. L'osteopatia cranio-sacrale ruota attorno alla fluttuazione ritmica del liquido cefalorachidiano. Questo liquor è un fluido che permea l'intero sistema nervoso centrale mantenendolo in sospensione, proteggendolo, nutrendolo e contribuendo alla regolazione della pressione intracranica.
Mediante leggere manipolazioni, l'operatore è in grado di intervenire sull’intero organismo, tramite i collegamenti con il sistema cranio-sacrale.
La manipolazione craniale è in grado di allentare tensioni e stress fisici, ma soprattutto con queste tecniche si agisce sulla vitalità dell’organismo, qualità fondamentale che permette agli esseri viventi di reagire con efficacia agli eventi di disturbo provenienti dall’ambiente esterno e da quello interno.