Averla piccola 2.0

Progetto Averla piccola 2.0. Cura e rigenerazione degli agroecosistemi della Valle Olona milanese

Attraverso questo progetto con il coordinamento del Parco Mulini, di DAVO e l'aiuto dei facilitatori fluviali di Regione Lombardia nel 2018 sono stati inoltrate a Regione richieste di finanziamento per la realizzazione di 5,25 Km di siepi nei comuni di Canegrate, San Vittore Olona, Parabiago, Pogliano Milanese e Rho nell'ambito del bando PRS misura 4.4. "Sostegno ad investimenti non produttivi connessi all’adempimento degli obiettivi agro-climatico-ambientali"

0. Sintesi del progetto

Nell'ambito del progetto "Carta dell'Olona", facente parte del Piano di azione del Contratto di fiume Olona Lambro Seveso e Lambro meridionale è stato attivato un tavolo territoriale su due azioni previste nella carta: 1. manutezione e riqualificazione del reticolo idrico 2. Connessioni ecologiche attraverso la cura e la valorizzazione degli agroecosistemi e la fornitura dei prodotti locali.

Al tavolo, promosso dal Parco dei Mulini sono stati inviati i parchi Roccolo, Basso Olona e Mughetti, Consorzio fiume Olona e Distretto agricolo fiume Olona. Sono state concertate alcune iniziative su terreni di proprietà pubblica e privata descritte nel presente progetto.

1. Il contesto progettuale

Nell'ambito del progetto "Carta dell'Olona", facente parte del Piano di azione del Contratto di fiume Olona Lambro Seveso e Lambro meridionale è stato attivato un tavolo territoriale su due azioni previste nella carta: 1. manutezione e riqualificazione del reticolo idrico 2. Connessioni ecologiche attraverso la cura e la valorizzazione degli agroecosistemi e la fornitura dei prodotti locali. Al tavolo, promosso dal Parco dei Mulini sono stati inviati i parchi Roccolo, Basso Olona e Mughetti, Consorzio fiume Olona e Distretto agricolo fiume Olona. Sono state concertate alcune iniziative su terreni di proprietà pubblica e privata descritte nel presente progetto.

Alcuni di questi soggetti nel 2016 hanno sottoscritto il Patto per il fiume Olona e il PATTO PER LA CURA E LA VALORIZZAZIONE DEGLI AGROECOSISTEMI LUNGO IL FIUME OLONA E IL CANALE VILLORESI E LA FORNITURA DEI PRODOTTI LOCALI .

Il patto ha l'obiettivo di far sì che il fiume Olona, il torrente Bozzente, il canale Villoresi e i territori nell’Alto milanese siano sempre più al centro delle azioni delle imprese agricole riunite nel Distretto Agricolo Valle Olona (DAVO), delle Istituzioni e delle associazioni, affinché il reticolo idrico torni a svolgere le proprie funzioni ecologiche, economiche e culturali. Per far ciò gli agricoltori firmatari del Patto indendono produrre cibo e servizi ecosistemici rispettando l’ambiente e migliorando il paesaggio agrario, mentre Istituzioni e associazioni intendono attuare politiche di valorizzazione dei prodotti agricoli e dei servizi resi in modo che i cittadini possano coltivare il paesaggio, mangiando. Per “coltivare” il paesaggio è sufficiente fare in modo che il sostenibile cibo quotidiano provenga anche da questo territorio. Non importa se i cittadini non possiedono terreni: il paesaggio può essere “coltivarlo” mangiando i prodotti locali (ad esempio a Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.), il marchio che attesta che il prodotto è fatto localmente).

Alcuni progetti pilota previsti nel patto sono già stati realizzati o avviati: i prodotti locali a filiera corta e sostenibile con marchio (De.C.O.) quali il pane di Parabiago attualmente in commercio presso i panettieri e inserito nel menu delle mense scolastiche di Parabiago, il progetto di cura e rigenerazione degli spazi aperti di proprietà del Comune di Parabiago, la gestione naturalistica delle rogge del fiume Olona (Rienta-Boschetta, Bellona e Selvatica), la realizzazione da parte del DAVO di servizi ambientali.

Dalla mappa dei terreni agricoli coinvolti risulta evidente che tramite il coordinamento di interventi finanziati col Piano di Sviluppo Rurale sarebbe possibile rafforzare la rete ecologica esistente e massimizzare i benefici ambientali dei fondi PSR.

Studi di fattibilità del progetto

Documenti relativi al quadro conoscitivo

Osservazioni sulla zona umida

1 prevedere una o due piccole aree subacquee di profondità almeno 4-5 metri, impermeabilizzata, dove far cmq confluire eventuale presenza di fauna in caso di interventi che prevedano un prosciugamento

2 non vedo il Phragmites australis tra le specie ripariali elencate, alle quali comunque farei assolutamente aggiungere lo Schoenoplectus lacustris, uno dei massimi assorbitori di metalli pesanti, lo Sparganio, la Caltha

3 il canneto deve essere profondo almeno 6 metri per poter accogliere Cannaiola Cannareccione e Tarabusino, e dovrà avere preferita posizione in ansa rivolta a Sud

4 tra le essenze arboree da mettere a dimora chiedere deroga x Alnus glutinosa, attualmente vietata x tarlo asiatico e inserire Noci per alimentazione prediletta da moscardini, Scoiattoli e Picchi e poi Salix caprea come rifugio per molte specie animali, Olmo campestre e inoltre perfetto sarebbe prevedere anche un tratto a siepe molto fitta

5 prevedere almeno qualche isoletta da costruirsi con la terra derivante dall'escavazione, le rive andranno protette adeguatamente da pietrame di varia dimensione per evitare erosione da uccelli acquatici, e per favorire riproduzione di alcune specie ittiche fondamentali quali il triotto e l'alborella

6 tra le specie di Potamogeton prevedere il P. pectinatus che dà la massima garanzia di ecosistema prediletto da molte specie di Anatidi.

7 variegare molto le specie arbustive con particolare riguardo a quelle che presentano bacche durante la stagione autunno-invernale; aggiungere Cornus mas, e Sambucus spp e il Cardo

8 prevedere una piccola zona umida separata senza presenza di pesci per consentire riproduzioni di Anfibi quali rane rospi, ma anche Lissotriton e Triturus

9 fare un tratto di sponda verticale con sopra essenze di alto fusto, che siano predisponenti la nidificazione del Martin pescatore

TAV. 1 Terreni coinvolti nel Patto di cura degli agroecosistemi

TAV 2 Giochi d'acqua nel parco mulini


TAV 3 Aree già interessate da progetti di riqualificazione