Spinterometro
Spinterometro
DATA: -
COSTRUTTORE: -
LUOGO DI COSTRUZIONE: -
PROVENIENZA: -
COLLEZIONE: Fisica
SEZIONE: Elettrostatica
CARATTERISTICHE TECNICHE
MATERIALE: metallo, vetro, ottone
MISURE E DIMENSIONI: lunghezza 16 cm, larghezza 16 cm, altezza 32 cm
STATO DI CONSERVAZIONE: completo
Descrizione
Lo spinterometro è un apparecchio capace di innescare scariche elettriche o scintille nell’aria attraverso due elettrodi non comunicanti. L'etimologia della parola spinterometro è “misuratore della scintilla” e il termine deriva dal greco “spinther” scintilla e “metro” misuratore. Infatti, lo strumento si usa anche per misurare differenze di “potenziale esplosivo”. La sua invenzione si attribuisce al fisico scozzese James Clerk Maxwell nel 1864, anche se ci furono altri studiosi che contribuirono alla sperimentazione e allo sviluppo dello strumento come Heinrich Rudolf Hertz, il quale verificò la teoria di Maxwell usando uno spinterometro, e Nikola Tesla che usò vari spinterometri nelle sue apparecchiature radio.
James Clerk Maxwell (Edimburgo, 1831- Cambridge, 1879) fu un fisico e matematico scozzese; studiò all’università di Edimburgo e Cambridge, diede enormi contributi all’elettromagnetismo e nel 1865 elaborò la prima teoria moderna dell’elettromagnetismo, unificando mediante le cosiddette equazioni di Maxwell, le precedenti teorie sui campi elettrici e magnetici. Lo strumento è costituito da due sferette metalliche (gli elettrodi) sospese in aria e sostenute da due aste metalliche, di cui una è talvolta mobile, in modo da variarne la loro distanza. Se la distanza tra le due sferette viene gradualmente ridotta, si vedrà scoccare nell’aria una scintilla. Solo se la differenza di potenziale tra le due sferette raggiunge un determinato valore detto “potenziale esplosivo”, si innescherà una scarica elettrica. Il “potenziale esplosivo” dipende da vari fattori: dalla distanza tra gli elettrodi, dalla loro forma, condizione o natura. Il “potenziale esplosivo” risulta, infatti, minore negli elettrodi appuntiti piuttosto che in quelli piani o sferici. Dopo aver innescato la scintilla, grazie ad apposite tabelle di conversione, dal valore della distanza esplosiva si arriva a quello della tensione applicata. Nello strumento in esposizione, fra le due sferette, è presente un piattello metallico con punta. Questo serve per posizionare una candela. Quando si crea la differenza di potenziale tra gli elettrodi e si accende la candela si osserva che la fiamma viene deviata dalla punta verso la sferetta a causa del passaggio di cariche da un elettrodo all’altro. Al giorno d’oggi gli spinterometri sono utilizzati come voltmetri perché stabiliscono il valore di differenza di potenziale elettrico ad alta tensione, ma servono anche negli impianti di trasmissione dell’energia elettrica, per lo studio della scarica dei gas e in spettroscopia.