Galileo Galilei
Galileo Galilei
DATA E LUOGO DI NASCITA: 1564, Pisa
DATA E LUOGO DI MORTE: 1642, Arcetri
NAZIONALITA': Italiana
Biografia
Galileo Galilei (Pisa, 1564 – Arcetri, 1642). A 10 anni si trasferì con la famiglia a Firenze, e qui, nel 1578 andò alla scuola del monastero di Santa Maria di Vallombrosa; dove si dedicò alla letteratura e alla logica. Si trasferì nuovamente a Pisa per studiare all’Università e, spinto dal padre, studiò medicina. Nel 1589 divenne professore di matematica all’Università di Pisa. Ci sono vari aneddoti su Galileo. Si narra, ad esempio come nel 1583, osservando una lucerna che stava oscillando in una chiesa, riuscì a dedurre la legge dell’isocronismo dei pendoli. Nel 1590 sperimentò la caduta dei gravi dalla Torre di Pisa. Le osservazioni fatte furono raccolte nel “De motu”, nel quale per primo formulò le leggi naturali che regolano il rapporto tra la distanza e il tempo e tra il tempo e l’accelerazione nei moti. Nel 1592 gli venne assegnata la cattedra di matematica all’Università di Padova. Durante la sua permanenza, che durò 18 anni, fece diversi esperimenti sulla meccanica e sul magnetismo e inventò il termoscopio (antenato del termometro). Nel 1594 richiese un brevetto per una macchina che, grazie al moto di cavalli, sollevava dei secchi con dell’acqua per irrigare i campi. In questo periodo si iniziano ad avere prove della posizione di Galileo rispetto al sistema copernicano: sono state trovate lettere risalenti al 1597 indirizzate a Iacopo Mazzoni e a Keplero. Nel 1608 Galilei migliorò l’invenzione olandese del cannocchiale grazie al quale riuscì a osservare il nostro Sistema Solare. Riuscì a descrivere ad Antonio de Medici la superficie della Luna e fece la scoperta di quattro corpi celesti orbitanti attorno a Giove, che chiamò “Medicea sidera”, in onore dei de Medici. Descrisse la loro posizione durante il moto con una macchina chiamata Giovilabio. Nel 1612/13 pubblicò il “Sidereus Nuncius”, dedicato al Granduca Cosimo II, che comprendeva molte delle sue scoperte. Osservò Saturno, notò le macchie solari sulla superficie del Sole e definì le fasi di Venere che considerò essere una conferma del sistema copernicano. Da questo scaturì il contrasto con la Chiesa cattolica, più precisamente con Papa Paolo V. Mentre Galileo scriveva tra il 1613 e il 1615 delle lettere a Benedetto Castelli e a Cristina di Lorena dove rivendicava l’autonomia della scienza dalla fede, nel 1614 a Firenze venne annunciato il carattere eretico del sistema copernicano, e per farlo fecero diverse allusioni alle ricerche astronomiche di Galileo. A causa di queste accuse, nel 1615 Galileo si recò a Roma per difendersi. In seguito a questa udienza, il 26 febbraio 1616, fu ammonito dal cardinale Roberto Bellarmino. Questa ammonizione consisteva nel divieto di difendere o insegnare o supportare la dottrina copernicana. Galileo, nel frattempo, era protetto e sostenuto dall’Accademia dei Lincei, di cui era diventato membro nel 1611. Sotto la loro protezione pubblicò la “Istoria e dimostrazioni intorno alle macchie solari” e “Il saggiatore” (1622). Due anni dopo inventò il microscopio, per applicarlo agli studi naturalistici. Nel 1623 fu eletto Papa Urbano VIII e nel 1632 Galileo ritenne sicuro il pubblicare il “Dialogo dei due massimi sistemi del mondo”, anche se l’accademia, che lo proteggeva, smise di esistere nel 1630, in seguito alla morte del suo fondatore. Il “Dialogo dei due massimi sistemi del mondo” era un’opera che supportava esplicitamente la teoria copernicana e che quindi lo fece convocare dal tribunale dell’Inquisizione e nel giugno 1633 venne condannato al carcere a vita e lo fecero abiurare. Nello stesso anno, però, gli concessero di ritirarsi nella sua residenza di Arcetri, ma negandogli il diritto di ricevere persone, soprattutto coloro con cui avrebbe potuto discutere di pareri scientifici. Nel 1639, a causa delle pessime condizioni di salute gli permisero si ospitare V. Viviani ed E. Torricelli. Fece pubblicare la sua ultima opera nel 1639, oramai cieco. Quest’opera, “Discorsi e dimostrazioni matematici intorno a due nuove scienze”, parlava della resistenza dei corpi materiali, ovvero come prevedere in via teorica la rottura dei corpi sottoposti a trazione, l’equilibrio, le leve e le leggi dei moti naturali, tra cui anche la legge del moto pendolare e la traiettoria parabolica dei proiettili. Galileo morì l’8 gennaio 1642 all’età di 77 anni. Solo nel 1981 Papa Giovanni Paolo II riabilitò Galilei.