Trapani, nel periodo normanno (circa 1077-1194), era un nodo cruciale del Mediterraneo. Per il nostro progetto di storytelling digitale dell'oggetto parlante, ho selezionato per voi 5 reperti (o tipologie di reperti) che potrete trovare visitando il Museo Regionale Agostino Pepoli o esplorando il tessuto urbano della città.
Sebbene il Museo abbia un impianto barocco, parti del complesso originario e frammenti architettonici conservati nelle sale medievali mostrano lo stile romanico-normanno.
Cosa ci dice: L'osservazione delle decorazioni vegetali o geometriche ci parla di maestranze locali che fondevano il gusto nordico (portato dai Normanni) con l'eleganza ornamentale dei lapicidi siculo-arabi.
Domanda guida: "Quali animali o piante reali o fantastici vedi scolpiti nella pietra? Cosa volevano comunicare?"
Recentemente identificata presso l'Archivio Storico Diocesano di Trapani, questa pergamena (risalente al X-XI secolo) è stata ritrovata come coperta di un registro parrocchiale del '500.
Cosa ci dice: Racconta la transizione tra il periodo islamico e quello normanno. Pur essendo un testo sacro arabo, la sua sopravvivenza "nascosta" testimonia come i Normanni abbiano ereditato e spesso riutilizzato materiali e saperi della cultura precedente.
Domanda guida: "Perché qualcuno ha deciso di nascondere un testo sacro per proteggere un registro amministrativo?"
Anche se oggi vediamo rifacimenti successivi, le fondamenta e alcune strutture murarie risalgono alla riorganizzazione difensiva voluta da Ruggero II.
Cosa ci dice: Parla di una città che doveva difendersi ma anche controllare il mare. È l'oggetto più grande di tutti: una "macchina da guerra" e di avvistamento.
Domanda guida: "Se fossi una sentinella normanna sulle mura, cosa vedresti guardando verso le isole Egadi?"