Il mio CineBlog
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Gran Turismo - La storia di un sogno impossibile (Gran Turismo) è un film del 2023 diretto da Neill Blomkamp.
Trama:
Il film è basato sulla vera storia di Jann Mardenborough, un giovane britannico con una straordinaria abilità nel videogioco di simulazione di guida Gran Turismo. La sua vita prende una svolta inaspettata quando partecipa alla GT Academy, una competizione organizzata da Nissan che offre ai migliori giocatori di Gran Turismo la possibilità di diventare veri piloti da corsa professionisti.
Il film segue il percorso di Jann, da cameretta sua al volante di auto da corsa reali, mostrando le sfide, i sacrifici e le intense pressioni che deve affrontare per dimostrare di avere le capacità per competere ai massimi livelli del motorsport. Nonostante lo scetticismo del mondo delle corse automobilistiche tradizionale, che vede i giocatori di videogiochi come non adatti alle competizioni reali, Jann, con l'aiuto del suo allenatore Jack Salter, un ex pilota disilluso, lotta per realizzare il suo sogno impossibile.
La trama esplora il passaggio dal mondo virtuale a quello reale, le differenze tra le due esperienze di guida e la determinazione necessaria per superare i pregiudizi e le difficoltà. Il film mette in luce anche l'innovativa iniziativa di Nissan e il potenziale dei videogiochi come trampolino di lancio per nuovi talenti nel mondo delle corse.
Regia:
Il film è diretto da Neill Blomkamp, un regista sudafricano noto per i suoi film di fantascienza socialmente consapevoli come District 9, Elysium e Humandroid. Con Gran Turismo, Blomkamp si cimenta in un genere diverso, il dramma sportivo basato su una storia vera, portando il suo stile visivo dinamico e la sua capacità di raccontare storie coinvolgenti.
Attori:
Il cast principale include:
Archie Madekwe nel ruolo di Jann Mardenborough, il protagonista, un giovane e talentuoso giocatore di Gran Turismo.
David Harbour nel ruolo di Jack Salter, un ex pilota di corse che diventa l'allenatore riluttante ma determinato di Jann.
Orlando Bloom nel ruolo di Danny Moore, un dirigente del marketing di Nissan che ha l'idea della GT Academy.
Darren Barnet nel ruolo di Matty Davis, un altro concorrente della GT Academy.
Djimon Hounsou nel ruolo di Steve Mardenborough, il padre di Jann.
Geri Halliwell nel ruolo di Lesley Mardenborough, la madre di Jann.
Takehiro Hira nel ruolo di Kazunori Yamauchi, il creatore del videogioco Gran Turismo.
Il film è un adattamento cinematografico della popolare serie di videogiochi di simulazione di guida Gran Turismo, sviluppata da Polyphony Digital.
La storia è ispirata a eventi reali, in particolare al percorso di Jann Mardenborough, che è passato dal vincere la GT Academy a diventare un pilota professionista che ha gareggiato in varie competizioni, tra cui la 24 Ore di Le Mans.
Le riprese del film si sono svolte in diverse località, tra cui Ungheria, Austria e Dubai, per ricreare le atmosfere delle competizioni automobilistiche.
Il film esplora temi come la realizzazione dei sogni, la perseveranza, il superamento delle aspettative e il rapporto tra il mondo virtuale e quello reale.
Ha ricevuto recensioni miste dalla critica, con alcuni che hanno elogiato le sequenze di gara e le interpretazioni, in particolare quella di Madekwe e Harbour, mentre altri hanno trovato la trama prevedibile.
Nonostante le recensioni contrastanti, il film ha avuto un discreto successo al botteghino.
La presenza di Kazunori Yamauchi come personaggio nel film sottolinea il coinvolgimento e l'approvazione del creatore del videogioco nel progetto cinematografico.
Il film offre uno sguardo interessante sul mondo delle corse automobilistiche e su come i videogiochi possono influenzare e persino aprire nuove strade in questo sport.
La colonna sonora contribuisce a creare un'atmosfera adrenalinica durante le scene di gara e momenti più emotivi.
Gran Turismo - La storia di un sogno impossibile è un film che può interessare sia gli appassionati di corse automobilistiche che i fan della serie di videogiochi, offrendo una storia motivante e spettacolare.
SKY/NOW
Frontiers racconta la storia di Diane Messier, un'agricoltrice che vive nel Cantoni dell'Est, vicino al confine americano, con le sue figlie Sarah e le sue sorelle Carmen e Julie. Dopo un tragico incidente, Diane si sente costantemente minacciata e arriva a credere che la sua casa sia infestata. La sua ossessione per la sicurezza e la sua crescente paranoia allarmano la figlia Angèle, che torna dalla Florida per starle vicino e cercare di aiutarla. Il film esplora le dinamiche familiari complesse e il modo in cui ogni membro della famiglia affronta il lutto e il trauma a modo suo.
Il film è scritto e diretto da Guy Édoin, un regista e sceneggiatore canadese noto per il suo lavoro su film drammatici con una forte attenzione ai personaggi e alle dinamiche familiari.
Cast:
Il cast include:
Pascale Bussières nel ruolo di Diane Messier
Micheline Lanctôt nel ruolo di Angèle Messier
Marilyn Castonguay nel ruolo di Julie Messier
Christine Beaulieu nel ruolo di Carmen Messier
Mégane Proulx nel ruolo di Sarah Messier
Béatrice Picard nel ruolo di Helena Messier
Il film è stato girato in francese e ha una durata di 95 minuti.
È stato presentato in anteprima il 3 marzo 2023 al Rendez-vous Québec Cinéma.
Il film affronta temi come il lutto, il trauma, la paranoia e le dinamiche familiari.
La storia è ambientata in una fattoria vicino al confine americano, creando un'atmosfera isolata e potenzialmente minacciosa.
Il titolo originale francese, Frontières, si riferisce non solo al confine geografico, ma anche ai confini psicologici e emotivi dei personaggi.
Il film è stato prodotto da Max Films Media.
La fotografia è di Nicolas Canniccioni e il montaggio di Richard Comeau.
La musica è composta da Olivier Alary e Johannes Malfatti.
Il film ha ricevuto recensioni contrastanti, con alcuni che ne hanno lodato le interpretazioni e l'atmosfera, mentre altri lo hanno trovato lento o poco coinvolgente.
Frontiers è un dramma psicologico che esplora i confini della mente e le difficoltà di superare il dolore.
mymoviesone
Tootsie è un film del 1982 diretto da Sydney Pollack.
Diretto dal regista premio Oscar Sydney Pollack, "Tootsie" è una commedia del 1982 che ha conquistato il cuore del pubblico e della critica. Il film, interpretato da un cast stellare guidato da Dustin Hoffman, Jessica Lange e Teri Garr, racconta la storia di Michael Dorsey, un attore di talento ma con un carattere difficile che, per ottenere un ruolo in una soap opera, si traveste da donna e assume l'identità di Dorothy Michaels.
Trama: Michael Dorsey è un attore newyorkese di grande talento ma con una reputazione di essere estremamente esigente e difficile con cui lavorare. A causa del suo comportamento, Michael fatica a trovare lavoro e si ritrova disoccupato e senza soldi. Disperato, Michael decide di tentare un'audizione per un ruolo femminile in una soap opera. Con l'aiuto del suo amico Jeff, Michael si trasforma in Dorothy Michaels, una donna matura e sofisticata, e riesce a ottenere la parte.
Nei panni di Dorothy, Michael diventa rapidamente una star della soap opera e si guadagna l'ammirazione e l'affetto dei suoi colleghi, in particolare di Julie Nichols, un'attrice della soap opera con cui Michael inizia a sviluppare una relazione romantica. Tuttavia, Michael si trova presto a dover gestire una doppia vita sempre più complicata, cercando di mantenere la sua identità segreta e di evitare che la sua relazione con Julie venga scoperta.
Regia: Sydney Pollack, già noto per film come "Come eravamo" e "Tre giorni del Condor", dirige "Tootsie" con maestria, combinando elementi di commedia e dramma in un mix equilibrato e coinvolgente. La regia di Pollack è caratterizzata da un ritmo vivace, da una grande attenzione ai dettagli e da una direzione degli attori impeccabile.
Attori: Il cast di "Tootsie" è eccezionale, con Dustin Hoffman che offre una delle sue interpretazioni più memorabili nei panni di Michael Dorsey/Dorothy Michaels. Hoffman riesce a creare un personaggio complesso e sfaccettato, capace di essere sia divertente che commovente. Jessica Lange, nel ruolo di Julie Nichols, offre una performance delicata e intensa, mentre Teri Garr, nei panni di Sandy Lester, l'amica di Michael, è esilarante.
"Tootsie" è stato un grande successo di critica e pubblico, incassando oltre 177 milioni di dollari al botteghino e ricevendo dieci nomination agli Oscar, tra cui miglior film, miglior regista e miglior attore protagonista per Dustin Hoffman. Il film ha vinto un solo Oscar, quello per la migliore attrice non protagonista a Jessica Lange.
"Tootsie" affronta temi importanti come l'identità di genere, il sessismo e la discriminazione nel mondo dello spettacolo. Il film, pur essendo una commedia, offre anche spunti di riflessione sulla condizione femminile e sulle difficoltà che le donne devono affrontare nel mondo del lavoro.
"Tootsie" è un film divertente, intelligente e commovente che, a distanza di anni dalla sua uscita, continua ad essere apprezzato per la sua originalità, per le interpretazioni degli attori e per la sua capacità di affrontare temi importanti con leggerezza e ironia.
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L'amore secondo Dalva (Dalva) è un film del 2022 scritto e diretto da Emmanuelle Nicot
L'amore secondo Dalva, noto anche con il titolo originale Dalva, è un film drammatico del 2022 diretto dalla regista belga Emmanuelle Nicot, al suo esordio nel lungometraggio. La pellicola, una coproduzione tra Belgio e Francia, ha riscosso un notevole successo di critica, ottenendo diversi riconoscimenti tra cui due premi alla Settimana Internazionale della Critica al Festival di Cannes 2022 (miglior interpretazione per la giovane protagonista Zelda Samson e il premio FIPRESCI) e il Premio del Pubblico all'International Film Festival Rotterdam 2023.
Trama:
La storia ruota attorno a Dalva, una dodicenne che vive in un mondo distorto creato dalle morbose attenzioni del padre. Dalva si comporta e si veste come una donna adulta, convinta di vivere una relazione amorosa con il genitore. La sua realtà viene bruscamente interrotta quando i servizi sociali intervengono e la allontanano dal padre, inserendola in una casa famiglia.
Inizialmente disorientata e incapace di comprendere la situazione, Dalva vive questo allontanamento come un'ingiustizia, sentendo la mancanza di "Jacques" (così chiama il padre). Nella nuova struttura, la ragazza fatica ad adattarsi e a relazionarsi con gli altri. Tuttavia, grazie all'aiuto dell'assistente sociale Jayden e all'amicizia con Samia, una coetanea dal carattere forte, Dalva inizia lentamente a prendere coscienza della realtà e a confrontarsi con il trauma subito.
Il film segue il difficile percorso di Dalva verso la consapevolezza e la ricostruzione della propria identità, un processo doloroso ma necessario per riappropriarsi della sua infanzia negata e imparare a distinguere l'amore autentico dalla manipolazione.
Klondike (Клондайк ),2022, di Maryna Er Gorbach .
Ambientato nel luglio 2014, il film segue la storia di Irka e Tolik, una coppia che vive in un villaggio ucraino al confine con la Russia, nel pieno della guerra del Donbass. Irka è incinta e si rifiuta di lasciare la sua casa nonostante il conflitto si intensifichi e il villaggio venga occupato dalle forze armate. La situazione precipita ulteriormente quando il volo Malaysia Airlines MH17 viene abbattuto nelle vicinanze, portando il conflitto internazionale alle porte della loro abitazione.
Il film è scritto, diretto e montato da Maryna Er Gorbach, regista ucraina al suo quinto lungometraggio. La sua regia è caratterizzata da uno stile crudo e realistico, che immerge lo spettatore nella drammaticità degli eventi senza filtri.
Il cast è composto principalmente da attori ucraini, tra cui spiccano Oksana Cherkashyna nel ruolo di Irka, Evgeniy Efremov nel ruolo di Tolik e Sergey Shadrin nel ruolo di Yaryk. Le loro interpretazioni sono intense e commoventi, riuscendo a trasmettere la complessità emotiva dei personaggi intrappolati in una situazione di guerra.
Premi:
Klondike ha ottenuto numerosi riconoscimenti a livello internazionale, tra cui:
Premio per la Migliore Regia al Sundance Film Festival 2022 (World Cinema Dramatic Competition)
Premio del Pubblico al Festival Internazionale del Cinema di Berlino 2022 (Panorama)
Candidatura come Miglior Film Straniero agli Oscar 2023
Il titolo del film, "Klondike", si riferisce alla regione canadese famosa per la corsa all'oro, ma nel contesto del film assume un significato simbolico legato alla ricerca di qualcosa di prezioso in un contesto di distruzione e perdita.
Il film è stato girato in Ucraina, vicino al confine con la Russia, nelle zone colpite dal conflitto.
La regista Maryna Er Gorbach ha dichiarato di aver voluto raccontare una storia di resilienza e umanità in un contesto di guerra, mostrando come le persone comuni cercano di sopravvivere e mantenere la propria dignità anche nelle situazioni più difficili.
In sintesi, Klondike è un film potente e toccante che offre uno sguardo intimo e personale sulla guerra del Donbass, attraverso gli occhi di una famiglia ucraina che lotta per sopravvivere e preservare la propria umanità in un contesto di violenza e distruzione.
mymoviesone
Silent Land, (2021) un film Agnieszka Woszczyńska
"Silent Land" (Cicha ziemia) è un film del 2021 diretto da Agnieszka Woszczyńska, un'opera che esplora le dinamiche di una coppia in vacanza in una isola italiana, dove un evento tragico mette in luce le fragilità e le contraddizioni del loro rapporto.
Trama:
La trama segue Anna e Adam, una coppia polacca benestante, durante una vacanza in una villa di lusso in una calda isola italiana. La loro apparente perfezione viene incrinata quando scoprono che la piscina della villa è senz'acqua. La loro richiesta di riparazione innesca una serie di eventi che rivelano la loro incapacità di comunicare e di affrontare le emozioni. La scomparsa di un giovane operaio locale aggiunge un ulteriore strato di tensione, costringendo Anna e Adam a confrontarsi con i loro pregiudizi e la loro indifferenza.
Regia:
Agnieszka Woszczyńska, al suo debutto alla regia di un lungometraggio, dimostra una notevole capacità di creare un'atmosfera tesa e inquietante. La sua regia è caratterizzata da:Uno stile minimalista: La regista utilizza inquadrature lunghe e statiche, silenzi prolungati e una colonna sonora rarefatta per creare un senso di isolamento e disagio.Un'attenzione ai dettagli: Ogni dettaglio, dai colori degli interni della villa ai gesti dei personaggi, contribuisce a costruire un ritratto preciso e disturbante della coppia.Un'esplorazione psicologica: La regista si concentra sull'interiorità dei personaggi, mettendo in luce le loro paure, i loro desideri repressi e la loro incapacità di connettersi emotivamente.
Attori:
Agnieszka Żulewska (Anna): Offre una performance intensa e sfaccettata, catturando la complessità emotiva del suo personaggio.
Dobromir Dymecki (Adam): Interpreta con efficacia il ruolo di un uomo apparentemente sicuro di sé, ma interiormente fragile e incapace di affrontare le proprie emozioni.
Il film si distingue per la sua capacità di creare tensione attraverso l'uso del silenzio e dell'ambiguità.
"Silent Land" solleva interrogativi scomodi sulla responsabilità individuale, l'indifferenza e la difficoltà di comunicare in un mondo sempre più individualista.
Il film è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival nel 2021, dove ha ricevuto recensioni positive dalla critica.
Il titolo del film, "Silent Land", si riferisce all'incapacità dei personaggi di comunicare e di esprimere le proprie emozioni.
La scelta di ambientare il film in un'isola italiana contribuisce a creare un senso di isolamento e di estraneità.
Il film è stato girato in diverse località italiane, tra cui la Sicilia.
"Silent Land" è un'opera prima potente e provocatoria, che conferma il talento di Agnieszka Woszczyńska come regista. Il film invita lo spettatore a riflettere sulla natura delle relazioni umane e sulla difficoltà di affrontare le proprie paure e i propri pregiudizi.
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Gli Stati Uniti contro Billie Holiday (The United States vs. Billie Holiday) è un film del 2021 di Lee Daniels.
"Gli Stati Uniti contro Billie Holiday" è un film biografico del 2021 diretto da Lee Daniels, che narra la storia della leggendaria cantante jazz Billie Holiday e della sua battaglia contro il governo degli Stati Uniti. Il film esplora il modo in cui il governo federale, guidato dal capo del Federal Bureau of Narcotics Harry Anslinger, prese di mira Holiday a causa della sua canzone di protesta "Strange Fruit", che denunciava il linciaggio degli afroamericani nel Sud degli Stati Uniti.
Il film si concentra sugli anni '40 e '50, quando Billie Holiday era all'apice della sua carriera.
Anslinger, razzista convinto, vedeva Holiday come una minaccia per l'ordine sociale e usò la sua dipendenza dalla droga come pretesto per perseguitarla.
Il governo cercò di impedirle di cantare "Strange Fruit", ritenendola una canzone sovversiva e incitante alla rivolta.
Il film segue la relazione tumultuosa di Holiday con l'agente federale Jimmy Fletcher, che fu incaricato di infiltrarsi nella sua vita.
Il film affronta temi come il razzismo sistemico, la censura, la dipendenza e la lotta per la libertà di espressione.
Mette in luce il coraggio di Billie Holiday nel continuare a cantare la sua canzone di protesta nonostante le pressioni del governo.
Esplora la complessità della sua vita personale, segnata da abusi, dipendenza e relazioni difficili.
Cast:
Andra Day offre una performance straordinaria nel ruolo di Billie Holiday, per la quale ha vinto il Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico.
Trevante Rhodes interpreta Jimmy Fletcher, l'agente federale che si innamora di Holiday.
Garrett Hedlund interpreta Harry Anslinger, il capo del Federal Bureau of Narcotics.
"Gli Stati Uniti contro Billie Holiday" è un film potente e commovente che rende omaggio a una delle più grandi voci del jazz.
Ricorda l'importanza della libertà di espressione e la lotta contro il razzismo.
Il film riporta all'attenzione del pubblico la figura di Billie Holiday, non solo come icona musicale, ma anche come simbolo di resistenza.
"Strange Fruit":
La canzone "Strange Fruit" è al centro della narrazione.
La sua potente denuncia del linciaggio degli afroamericani la rese una canzone di protesta fondamentale per il movimento per i diritti civili.
la canzone è un punto cardine del film, dove viene rappresentata come una delle cause della persecuzione subita da Billie Holiday.
Il film ha ricevuto recensioni contrastanti dalla critica, con molti che hanno elogiato la performance di Andra Day, ma alcuni hanno criticato la regia e la sceneggiatura.
Oltre al Golden Globe di Andra Day, il film ha ricevuto altre nomination, tra cui una nomination all'Oscar per la migliore attrice protagonista.
il film permette di contestualizzare la situazione storica degli Stati Uniti d'America, dove il razzismo era molto forte, e le persone di colore non avevano gli stessi diritti dei bianchi.
il film mostra come anche una canzone, potesse essere pericolosa per il governo Statunitense.
In sintesi, "Gli Stati Uniti contro Billie Holiday" è un film che offre uno sguardo potente e commovente sulla vita di una leggenda della musica e sulla sua lotta per la libertà.
Indian Horse è un film del 2017 diretto da Stephen S. Campanelli
"Indian Horse" è un film canadese del 2017 diretto da Stephen S. Campanelli, basato sull'omonimo romanzo di Richard Wagamese. Ecco una panoramica dettagliata:
Trama:
Il film racconta la storia di Saul Indian Horse, un ragazzo Ojibwe che sopravvive alle violenze e al razzismo del sistema delle scuole residenziali canadesi negli anni '60.
Saul trova conforto e speranza nell'hockey su ghiaccio, dimostrando un talento straordinario.
La sua abilità lo porta a giocare in squadre di hockey composte da bianchi, dove affronta ulteriori discriminazioni e abusi.
Il film esplora il trauma intergenerazionale causato dalle scuole residenziali, l'impatto devastante sulla cultura indigena e la lotta di Saul per trovare la propria identità e guarigione.
Il pasto nudo (Naked Lunch) è un film del 1991 diretto da David Cronenberg
"Il pasto nudo" è un film del 1991 diretto da David Cronenberg, ispirato all'omonimo romanzo di William S. Burroughs. La trama è un'intricata miscela di realtà e allucinazione, che segue le vicende di William Lee, un disinfestatore di insetti che diventa dipendente da una polvere insetticida. Dopo aver accidentalmente ucciso sua moglie Joan durante un gioco pericoloso, Lee fugge e si ritrova in un mondo surreale chiamato Interzone. Qui, incontra una serie di personaggi bizzarri e si immerge in un vortice di droghe, sesso e cospirazioni.
"Nido di vipere" (Beasts Clawing at Straws) è un thriller sudcoreano del 2020, diretto da Kim Yong-hoon, basato sull'omonimo romanzo giapponese di Keisuke Sone. Il film è un intricato labirinto di inganni, tradimenti e disperazione, dove un sacco pieno di denaro innesca una catena di eventi che coinvolge una serie di personaggi disperati.
La storia si svolge in una città portuale della Corea del Sud e segue le vicende di diverse persone le cui vite si intrecciano a causa di una borsa contenente una grossa somma di denaro, trovata casualmente in un armadietto di una sauna. I personaggi principali sono:
Joong-man: un impiegato della sauna, oberato dai debiti e con una famiglia difficile, che trova la borsa e vede in essa la possibilità di una svolta.
Tae-young: un ufficiale doganale indebitato con uno strozzino, alla disperata ricerca di soldi per saldare il debito.
Mi-ran: una donna con un passato oscuro, coinvolta in una relazione violenta e alla ricerca di una via di fuga.
Yeon-hee: una donna misteriosa con un piano complesso e un passato da nascondere.
Il film è strutturato in capitoli, ognuno dei quali si concentra su un personaggio diverso, rivelando gradualmente i loro segreti e le loro motivazioni. La trama è un susseguirsi di colpi di scena, tradimenti e violenza, dove nessuno è ciò che sembra e ogni personaggio è disposto a tutto per ottenere ciò che desidera.
Il ragazzo dai pantaloni rosa è un film del 2024 diretto da Margherita Ferri
"Il ragazzo dai pantaloni rosa" è un film drammatico italiano del 2024 diretto da Margherita Ferri, che affronta il tema del bullismo e dell'omofobia, ispirandosi alla tragica storia vera di Andrea Spezzacatena, un adolescente che si tolse la vita nel 2012 a causa delle continue vessazioni subite.
Trama:
Il film narra la storia di Andrea, un ragazzo sensibile e introverso che si trova a dover affrontare le difficoltà tipiche dell'adolescenza, aggravate dal bullismo omofobo dei suoi compagni di scuola. La sua vita viene sconvolta quando una foto di lui con indosso dei pantaloni rosa viene diffusa online, scatenando una spirale di violenza verbale e psicologica. Andrea si sente sempre più isolato e incompreso, e la situazione precipita fino al tragico epilogo.
Margherita Ferri, già nota per il suo film d'esordio "Matilda", dirige con sensibilità e delicatezza questa storia difficile, riuscendo a trasmettere al pubblico l'angoscia e la fragilità del protagonista. La regista si concentra sulla psicologia dei personaggi, mostrando le dinamiche del bullismo e le conseguenze devastanti che può avere sulla vita di un adolescente.
Cast:
Il film vede la partecipazione di un cast di attori di talento, tra cui:
Claudia Pandolfi, che interpreta la madre di Andrea, una donna forte e determinata a cercare la verità sulla morte del figlio.
Samuele Carrino, che interpreta Andrea Spezzacatena.
Andrea Arru.
Sara Ciocca.
Tematiche:
"Il ragazzo dai pantaloni rosa" affronta tematiche di grande attualità, come il bullismo, il cyberbullismo, l'omofobia e la difficoltà di essere accettati per ciò che si è. Il film vuole essere un monito contro la violenza e l'indifferenza, e un invito a riflettere sull'importanza del rispetto e dell'empatia.
Il film è stato presentato in anteprima al Festival di Roma 2024.
L'uscita nelle sale cinematografiche italiane è prevista per il 7 novembre 2024.
Il film è prodotto da Eagle Pictures.
La pellicola vuole portare all'attenzione del pubblico la storia di Andrea Spezzacatena.
"Il ragazzo dai pantaloni rosa" è un film di forte impatto emotivo, capace di suscitare riflessioni profonde sul tema del bullismo e della diversità. La storia di Andrea Spezzacatena è un esempio tragico delle conseguenze che possono derivare dall'odio e dalla discriminazione, e il film vuole essere un omaggio alla sua memoria e un appello alla tolleranza.
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Mom (2023), corto, Teemu Nikki
Mom (2023)
"Mom" è un cortometraggio del 2023 diretto dal regista finlandese Teemu Nikki, noto per il suo stile crudo e realista. Il film esplora il tema della maternità in un contesto difficile e complesso, offrendo uno sguardo intimo e potente sulla vita di una madre alle prese con sfide estreme.
Il cortometraggio si concentra sulla figura di una madre che si trova ad affrontare una situazione disperata. La trama è volutamente ambigua e lascia allo spettatore il compito di interpretare i dettagli della storia. Tuttavia, è chiaro che la protagonista si trova in un contesto di povertà e difficoltà, costretta a prendere decisioni difficili per il bene di suo figlio.Le tematiche principali del film includono:Maternità: il film esplora il lato oscuro e difficile della maternità, mostrando come l'amore materno possa essere messo alla prova da circostanze estreme.Povertà e disperazione: il film affronta il tema della povertà e delle sue conseguenze, mostrando come la mancanza di risorse possa portare a situazioni disperate.Sacrificio: il film esplora il tema del sacrificio, mostrando come una madre sia disposta a fare qualsiasi cosa per proteggere suo figlio.
Teemu Nikki utilizza uno stile di regia minimalista e realista, concentrandosi sulle emozioni e sulle espressioni dei personaggi. La fotografia è cupa e granulosa, contribuendo a creare un'atmosfera di tensione e disagio. Il regista evita il melodramma, preferendo un approccio sobrio e diretto."Mom" ha ricevuto elogi dalla critica per la sua intensità emotiva e la sua capacità di affrontare un tema difficile con sensibilità e rispetto. Il film è stato presentato in diversi festival cinematografici, dove ha ricevuto riconoscimenti per la sua regia e la sua interpretazione.La performance dell'attrice protagonista, che riesce a trasmettere la disperazione e la determinazione del suo personaggio.La regia di Teemu Nikki, che crea un'atmosfera di tensione e realismo.La tematica del film, che affronta un tema difficile con sensibilità e rispetto.
"Mom" è un cortometraggio che lascia un'impressione duratura, invitando lo spettatore a riflettere sulla complessità della maternità e sulle sfide che molte madri devono affrontare nel mondo di oggi.
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Transformers One è un film d'animazione del 2024 diretto da Josh Cooley.
"Transformers One": Un'origine epica
"Transformers One" è un film d'animazione del 2024 diretto da Josh Cooley, noto per il suo lavoro in "Toy Story 4". Questo film segna un nuovo capitolo nell'universo dei Transformers, esplorando le origini dei leggendari Optimus Prime e Megatron.
Trama e contesto
A differenza dei precedenti film live-action, "Transformers One" si immerge nel passato di Cybertron, il pianeta natale dei Transformers. La trama si concentra sull'evoluzione del rapporto tra Orion Pax e D-16, che in seguito diventeranno Optimus Prime e Megatron. Il film esplora come questi due personaggi, un tempo amici fraterni, si sono trasformati in acerrimi nemici, cambiando per sempre il destino di Cybertron.
Aspetti chiave della trama:
L'amicizia originaria: il film esplora la profonda amicizia che legava Orion Pax e D-16 prima della loro trasformazione.
La trasformazione: racconta come questi due personaggi sono cambiati, sia fisicamente che ideologicamente, portando alla loro rivalità.
Il destino di Cybertron: il film mostra come le loro azioni hanno influenzato e plasmato il futuro del loro pianeta.
"Transformers One" si distingue per il suo stile di animazione innovativo, che combina elementi di animazione 3D con un tocco artistico unico. Il regista Josh Cooley ha voluto creare un'esperienza visiva che si discostasse dai precedenti film dei Transformers, offrendo un'estetica fresca e originale.
Cast vocale stellare
Il film vanta un cast vocale di alto livello, con:
Chris Hemsworth che dà voce a Orion Pax/Optimus Prime.
Brian Tyree Henry che presta la sua voce a D-16/Megatron.
Scarlett Johansson.
Jon Hamm.
Laurence Fishburne.
Keegan Michael Key.
"Transformers One" è un film significativo per il franchise dei Transformers per diversi motivi:
Origini dei personaggi: fornisce una nuova prospettiva sulle origini di Optimus Prime e Megatron, due dei personaggi più iconici della saga.
Espansione dell'universo: approfondisce la storia e la mitologia di Cybertron, arricchendo l'universo narrativo dei Transformers.
Nuova direzione: il film rappresenta un cambio di direzione per il franchise, allontanandosi dai film live-action e abbracciando l'animazione.
Le aspettative per "Transformers One" sono alte, dato il talento coinvolto e la promessa di una storia di origine avvincente. Il film ha il potenziale per attrarre sia i fan di lunga data dei Transformers che un nuovo pubblico, grazie al suo stile visivo unico e alla sua narrazione coinvolgente.
Il regista Josh Cooley ha anche espresso il desiderio di creare una trilogia, lasciando intendere che ci sono molte altre storie da raccontare su Cybertron e i suoi abitanti.
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Mufasa - Il re leone (Mufasa: The Lion King) è un film del 2024 diretto da Barry Jenkins.
"Mufasa: Il Re Leone" è un film del 2024 diretto da Barry Jenkins, che funge da prequel del celebre "Il Re Leone" del 1994. Il film esplora le origini di Mufasa, il padre di Simba, e la sua ascesa al trono delle Terre del Branco.
La trama si concentra sull'infanzia di Mufasa, un cucciolo di leone orfano che cresce in un ambiente ostile. Il film segue il suo viaggio mentre affronta sfide e pericoli, scoprendo il suo destino di futuro re. Durante il suo percorso, Mufasa stringe amicizie e alleanze, ma deve anche affrontare nemici che minacciano la sua vita e il suo regno.
Un elemento chiave della trama è la relazione di Mufasa con suo fratello Taka, che in seguito diventerà noto come Scar. Il film esplora la loro rivalità e le dinamiche familiari che porteranno alla tragica storia raccontata nel film originale.
La storia è raccontata attraverso gli occhi di Rafiki, il saggio babbuino, che narra le gesta di Mufasa alla giovane Kiara, figlia di Simba e Nala.
In the Mood for Love (花樣年華, 花样年华) (2000) di Wong Kar-wai
"In the Mood for Love" (花樣年華, Huāyàng niánhuá) è un film del 2000 diretto da Wong Kar-wai, un'opera che ha lasciato un'impronta indelebile nel panorama cinematografico mondiale. Con le interpretazioni magistrali di Tony Leung Chiu-wai e Maggie Cheung, il film è un'esplorazione delicata e struggente dell'amore, del desiderio e della repressione emotiva.
Trama:
Ambientato nella Hong Kong degli anni '60, "In the Mood for Love" racconta la storia di Chow Mo-wan e Su Li-zhen, due vicini di casa i cui coniugi sono coinvolti in una relazione extraconiugale. La scoperta di questo tradimento li porta a trascorrere sempre più tempo insieme, cercando di comprendere le dinamiche delle relazioni dei loro partner. Tra i due nasce un'intensa complicità, un sentimento che oscilla tra l'amicizia e l'amore, ma che rimane sempre sospeso, trattenuto dalle convenzioni sociali e dalla paura di ripetere gli errori dei loro coniugi.
Muse (corto), 2024, regia di Paweł Pawlikowski
"Muse" è un cortometraggio del 2024 diretto da Paweł Pawlikowski, regista acclamato per opere come "Ida" e "Cold War". Questo breve film si distingue per la sua atmosfera intima e la sua esplorazione delle dinamiche tra musa e artista.
Il film si addentra nelle complessità delle relazioni umane, concentrandosi in particolare sul rapporto tra una musa ispiratrice e un artista.Pawlikowski, noto per il suo stile sottile e poetico, esplora temi come l'ispirazione, la creatività e l'intimità.La protagonista è Malgosia Bela, che ha contribuito anche alla sceneggiatura, ai costumi e alla produzione del film.:Pawlikowski, famoso per il suo stile visivo minimalista, applica probabilmente un approccio simile in "Muse".Ci si può aspettare che il film sia caratterizzato da una fotografia suggestiva e da un'atmosfera emotiva.La musica del film è stata composta da Marcin Masecki.
Cast e troupe:
Regia e sceneggiatura: Paweł Pawlikowski.
Interpreti: Małgosia Bela, Marcin Masecki.
Fotografia: Stanisław Cuske.
Montaggio: Yannis Sakaridis.
Suono: Maciej Amilkiewicz, Dominika Orszulak.
Il film è disponibile per la visione sulla piattaforma MUBI."Muse" è l'ennesimo progetto di Paweł Pawlikowski, un regista che ha ottenuto il plauso della critica per il suo approccio unico al cinema.Il film offre l'opportunità di assistere alla collaborazione di Pawlikowski con Małgosia Bela, una figura nota e apprezzata nel mondo dell'arte.In sintesi, "Muse" è un cortometraggio intimo e suggestivo che sicuramente affascinerà i fan del lavoro di Paweł Pawlikowski e gli amanti del cinema d'autore.
"Broken Noses" è un cortometraggio documentario del 1987 diretto dal celebre fotografo di moda Bruce Weber. Questo film rappresenta un'opera unica nella filmografia di Weber, discostandosi dai suoi lavori più noti nel campo della fotografia di moda per esplorare un tema più intimo e personale.
Il documentario si concentra sulla vita di Andy Minsker, un giovane pugile che Weber incontrò durante un servizio fotografico. Weber fu colpito dalla personalità e dalla storia di Minsker, e decise di realizzare un film che esplorasse la sua vita, le sue aspirazioni e le sue sfide. Il titolo "Broken Noses" (Nasi rotti) fa riferimento alla brutalità del pugilato, ma anche alla resilienza e alla determinazione di Minsker.
Weber applica al documentario il suo stile distintivo, caratterizzato da:
Estetica romantica: Il film è girato con una fotografia in bianco e nero che conferisce alle immagini un'atmosfera nostalgica e poetica.
Intimità e spontaneità: Weber cattura momenti di vita quotidiana di Minsker, alternando interviste a scene di allenamento e di relax.
Colonna sonora evocativa: La musica svolge un ruolo fondamentale nel creare un'atmosfera emotiva e coinvolgente
"Broken Noses" non è un semplice documentario sul pugilato. Weber utilizza la storia di Minsker per esplorare temi più ampi, come:
La giovinezza e l'ambizione: Il film ritrae la determinazione di un giovane uomo che cerca di realizzare i propri sogni in un ambiente difficile.
La mascolinità e la vulnerabilità: Weber esplora la complessità della mascolinità, mostrando sia la forza fisica che la fragilità emotiva di Minsker.
La relazione tra arte e vita: Il film riflette l'interesse di Weber per la bellezza e l'autenticità, e il suo desiderio di catturare momenti di vita vera.
"Broken Noses" è stato accolto positivamente dalla critica, che ha elogiato la capacità di Weber di creare un ritratto intimo e toccante di un giovane uomo. Il film è considerato un'opera importante nella filmografia di Weber, in quanto dimostra la sua versatilità come artista e la sua capacità di esplorare temi profondi e significativi."Broken Noses" è un documentario che va oltre i cliché del genere, offrendo uno sguardo sensibile e poetico sulla vita di un giovane pugile. Il film è un'opera d'arte che celebra la bellezza, la resilienza e la complessità dell'esperienza umana.
El paraíso è un film del 2023 diretto da Enrico Maria Artale.
"El paraíso" è un film del 2023 diretto da Enrico Maria Artale che ha suscitato notevole interesse per la sua intensa narrazione e le straordinarie interpretazioni. Il film narra la storia di Julio Cesar, un uomo di quasi quarant'anni che vive in una simbiosi soffocante con sua madre, una donna colombiana dalla personalità forte e dominante. La loro esistenza precaria si svolge in una casa vicino alla foce del Tevere, dove lavorano per uno spacciatore locale. La loro routine è scandita da serate di salsa e merengue e da un legame morboso che li tiene strettamente uniti.L'equilibrio precario di questa relazione viene sconvolto dall'arrivo di Ines, una giovane donna colombiana. Ines irrompe nelle loro vite, portando con sé un passato oscuro e un presente fatto di fragilità e disperazione. La sua presenza innesca una spirale di gelosia e desiderio, mettendo a dura prova il rapporto tra Julio Cesar e sua madre.La situazione precipita rapidamente, portando Julio Cesar a compiere un gesto estremo. Questo atto lo spinge a intraprendere un viaggio doloroso verso la sua terra d'origine, alla ricerca di una possibile redenzione e di una comprensione del suo passato.
Enrico Maria Artale dirige "El paraíso" con una sensibilità che permette allo spettatore di immergersi completamente nelle dinamiche complesse tra i personaggi. La sua regia si distingue per:
Realismo crudo: Artale ritrae la vita ai margini con una crudezza che non cede mai al voyeurismo, ma che cerca di restituire la dignità ai suoi personaggi.
Intimità: La macchina da presa si avvicina ai volti e ai corpi, catturando le emozioni e i conflitti interiori dei protagonisti.
Atmosfera: La fotografia di Francesco Di Giacomo contribuisce a creare un'atmosfera sospesa e malinconica, che riflette lo stato d'animo dei personaggi.
Attori
Il cast di "El paraíso" offre interpretazioni di grande intensità:
Edoardo Pesce: Nei panni di Julio Cesar, Pesce offre una performance straordinaria, capace di esprimere la fragilità e la violenza repressa del suo personaggio.
Margarita Rosa de Francisco: L'attrice colombiana interpreta la madre di Julio Cesar con una forza e una complessità che lasciano il segno.
Maria del Rosario Barreto Escobar: Nel ruolo di Ines, Barreto Escobar porta sullo schermo una vulnerabilità e una determinazione che colpiscono profondamente.
Gabriel Montesi: nel ruolo di Lucio.
Il film è stato presentato in anteprima alla 80ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nella sezione Orizzonti.
La storia esplora temi universali come la dipendenza affettiva, la gelosia e la ricerca di identità.
Il film offre uno sguardo sulla realtà dei migranti e sulle difficoltà che affrontano.
La pellicola è stata molto apprezzata dalla critica per la sua capacità di mescolare dramma e tensione psicologica.
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Sto pensando di finirla qui (I'm Thinking of Ending Things) è un film del 2020 di Charlie Kaufman.
"Sto pensando di finirla qui" (I'm Thinking of Ending Things) è un film del 2020 scritto e diretto da Charlie Kaufman, noto per la sua capacità di creare opere cinematografiche complesse e stimolanti.
Il film è un adattamento dell'omonimo romanzo di Iain Reid e segue la storia di una giovane donna (interpretata da Jessie Buckley) che intraprende un viaggio in macchina con il suo fidanzato, Jake (interpretato da Jesse Plemons), per conoscere i suoi genitori in una fattoria isolata.
Durante il viaggio e la permanenza nella fattoria, la protagonista sperimenta una serie di eventi strani e inquietanti. La realtà inizia a distorcersi, e i confini tra ciò che è reale e ciò che è immaginato diventano sempre più sfumati.
Il film esplora temi come la solitudine, l'identità, la memoria, il rimpianto e la natura della realtà stessa. Kaufman utilizza la narrazione per sondare la mente umana e le sue complessità, creando un'atmosfera di tensione psicologica e ambiguità.
La relazione tra i due personaggi principali è al centro della narrazione, ma il film va oltre la semplice storia d'amore. Esplora le dinamiche del rapporto, i dubbi e le insicurezze che possono emergere in una relazione.
Kaufman utilizza uno stile di regia che mescola elementi di realismo e surrealismo, creando un'esperienza visiva e narrativa unica. Il film è ricco di dialoghi profondi e riflessioni filosofiche.
Le performance degli attori sono fondamentali per il successo del film. Jessie Buckley offre una interpretazione intensa e sfaccettata, catturando la complessità emotiva del suo personaggio. Jesse Plemons, a sua volta, contribuisce a creare un'atmosfera di tensione e mistero.
Il film è aperto a molteplici interpretazioni, e il suo significato può variare a seconda della prospettiva dello spettatore. Kaufman lascia volutamente molti elementi irrisolti, invitando il pubblico a riflettere sulle tematiche proposte.
Il film si avvale di molteplici elementi di altre opere, come musical e poesie, che si fondono nel racconto, rendendolo un opera complessa e di difficile interpretazione.
Charlie Kaufman è uno sceneggiatore, regista e produttore cinematografico statunitense, noto per il suo stile unico e la sua capacità di creare opere complesse e stimolanti.
Carriera e Stile:
Kaufman è considerato uno degli sceneggiatori più originali e innovativi del cinema contemporaneo.
I suoi film esplorano spesso temi come l'identità, la memoria, la realtà e la natura della coscienza.
Il suo stile è caratterizzato da una miscela di surrealismo, umorismo nero e riflessioni filosofiche.
Le sue opere spesso sfidano le convenzioni narrative tradizionali, creando esperienze cinematografiche uniche e stimolanti.
Filmografia :
Essendo uno sceneggiatore molto famoso ha lavorato a film come:
"Essere John Malkovich" (1999): per cui ha ricevuto una nomination all'Oscar.
"Il ladro di orchidee" (2002): per cui ha vinto l'Oscar per la migliore sceneggiatura non originale.
"Se mi lasci ti cancello" (2004): per cui ha vinto l'Oscar per la migliore sceneggiatura originale.
"Synecdoche, New York" (2008): il suo debutto alla regia.
"Anomalisa" (2015): un film d'animazione in stop-motion.
"Sto pensando di finirla qui" (2020): un film drammatico psicologico.
Riconoscimenti:
Kaufman ha ricevuto numerosi premi e nomination per il suo lavoro, tra cui un Oscar, un BAFTA e un Writers Guild of America Award.
La sua influenza sul cinema contemporaneo è significativa, e il suo lavoro continua a ispirare e sfidare il pubblico di tutto il mondo.
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La collina dei papaveri (コクリコ坂から?, Kokuriko-zaka kara),è un film del 2011, diretto da Gorō Miyazaki
"La collina dei papaveri" (コクリコ坂から, Kokuriko-zaka kara) è un film d'animazione giapponese del 2011 diretto da Gorō Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. Ecco una panoramica dettagliata:
Il film è ambientato a Yokohama nel 1963, in un periodo di grandi cambiamenti sociali ed economici in Giappone.
La protagonista è Umi Matsuzaki, una studentessa che vive in una pensione sulla collina e ogni mattina issa delle bandiere in onore del padre marinaio, scomparso in guerra.
Umi incontra Shun Kazama, un membro del club di letteratura della scuola, e insieme si impegnano per salvare il Quartiere Latino, un vecchio edificio scolastico che rischia di essere demolito.
Mentre lottano per preservare il loro luogo di ritrovo, Umi e Shun scoprono di avere un legame speciale e un possibile legame di parentela che complicherà il loro rapporto.
Gorō Miyazaki, figlio del celebre Hayao Miyazaki, dirige il film con uno stile delicato e nostalgico, catturando l'atmosfera di un'epoca passata.
La sua regia si concentra sui dettagli della vita quotidiana e sulle emozioni dei personaggi, creando un'esperienza coinvolgente e commovente.
Il film è stato scritto da Hayao Miyazaki.
Lo Studio Ghibli è noto per la sua animazione di alta qualità, e "La collina dei papaveri" non fa eccezione.
I disegni sono dettagliati e realistici, con una particolare attenzione ai paesaggi e agli ambienti urbani di Yokohama.
I colori sono caldi e luminosi, creando un'atmosfera nostalgica e romantica.
Il film è basato su un manga shōjo omonimo di Tetsurō Sayama e Chizuru Takahashi, pubblicato nel 1980.
La colonna sonora, composta da Satoshi Takebe, contribuisce a creare l'atmosfera nostalgica del film.
Il film ha ricevuto recensioni positive dalla critica, che ha elogiato la sua regia, la sua animazione e la sua storia commovente.
Il film ha avuto un ottimo successo commerciale in Giappone, incassando oltre 4 miliardi di yen.
In Italia, il film è stato distribuito da Lucky Red nel 2012.
Gorō Miyazaki è un regista di animazione giapponese, nato a Tokyo il 21 gennaio 1967. Figlio del celebre regista Hayao Miyazaki, Gorō ha seguito le orme del padre nel mondo dell'animazione, lavorando per lo Studio Ghibli.
Primi anni e carriera:
Gorō Miyazaki inizialmente non aveva intenzione di seguire la carriera del padre. Si è laureato in silvicoltura all'Università di Shinshu e ha lavorato come consulente per la progettazione di parchi e giardini.
Tuttavia, il suo coinvolgimento nel progetto del Museo Ghibli lo ha avvicinato al mondo dell'animazione.
Nel 2006, ha fatto il suo debutto alla regia con il film "I racconti di Terramare" (Gedo Senki), basato sulla serie di romanzi di Ursula K. Le Guin.
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Le Sel des larmes (Il sale delle lacrime), 4/5 è un film del 2020 diretto da Philippe Garrel.
"Le Sel des larmes" (Il sale delle lacrime) è un film del 2020 diretto dal regista francese Philippe Garrel. Quest'opera cinematografica si immerge nelle complesse dinamiche delle relazioni umane, esplorando temi come l'amore, il desiderio, l'inganno e la ricerca di sé.
Il film segue le vicende di Luc, un giovane uomo di provincia che si trasferisce a Parigi per studiare architettura. Luc si trova così catapultato in un mondo nuovo, fatto di incontri, tentazioni e dilemmi sentimentali. Il suo percorso è segnato da tre figure femminili:
Djemila: una ragazza incontrata per caso a Parigi, con la quale Luc intraprende una relazione appassionata.
Geneviève: una vecchia conoscenza, che riappare nella vita di Luc, portando con sé un bagaglio di ricordi e sentimenti irrisolti.
Betsy: conosciuta nel paese natio, che lo aspetta.
Luc si trova così a dover fare i conti con i propri desideri contrastanti, oscillando tra l'attrazione per Djemila e il legame con Geneviève, mentre il suo paese natio e Betsy lo richiamano. La sua ricerca di sé lo porterà a compiere scelte difficili, che avranno conseguenze profonde sulla sua vita.
Philippe Garrel, maestro del cinema d'autore francese, dirige "Le Sel des larmes" con uno stile essenziale e intimista. Il film è girato in bianco e nero, scelta che accentua l'atmosfera malinconica e riflessiva della narrazione. La regia di Garrel si concentra sui volti e sui gesti dei personaggi, cogliendo le sfumature delle loro emozioni e dei loro conflitti interiori.
Logann Antuofermo: interpreta Luc, il protagonista del film. Antuofermo offre una performance intensa e credibile, rendendo palpabile l'inquietudine e l'incertezza del suo personaggio.
Oulaya Amamra: interpreta Djemila, la ragazza parigina che fa breccia nel cuore di Luc. Amamra conferisce al suo personaggio una sensualità magnetica e un'aura di mistero.
Louise Chevillotte: interpreta Geneviève, la vecchia conoscenza di Luc. Chevillotte offre una performance delicata e struggente, esprimendo la fragilità e la vulnerabilità del suo personaggio.
André Wilms: interpreta il padre di Luc.
L'amore e il desiderio: il film esplora la complessità delle relazioni amorose, mettendo in scena i desideri contrastanti, le passioni travolgenti e le delusioni amare che possono derivarne.
La ricerca di sé: Luc è un personaggio in cerca di identità, che si trova a dover fare i conti con le proprie aspirazioni e i propri limiti.
Il rapporto con il padre: Il film si interroga sul rapporto tra padre e figlio, mostrando come le figure genitoriali possano influenzare le scelte e i percorsi di vita.
La vita di provincia e la vita di città: il film mette in contrasto la vita di provincia, con le sue tradizioni e i suoi ritmi lenti, con la vita di città, con le sue opportunità e le sue tentazioni.
Il film è stato presentato in anteprima al Festival di Berlino 2020.
La sceneggiatura è stata scritta con la collaborazione di Jean-Claude Carrière, uno dei più grandi sceneggiatori francesi.
Il film è caratterizzato da una colonna sonora minimalista, che contribuisce a creare un'atmosfera rarefatta e contemplativa.
"Le Sel des larmes" è un film che invita alla riflessione, offrendo uno sguardo lucido e disincantato sulle dinamiche delle relazioni umane.
Hit Man - Killer per caso (Hit Man) è un film del 2023 diretto da Richard Linklater.
"Hit Man - Killer per caso" (Hit Man) è un film del 2023 diretto da Richard Linklater, che mescola abilmente commedia, thriller e romanticismo. Ecco una panoramica dettagliata:
Trama:
Il protagonista, Gary Johnson (interpretato da Glen Powell), è un professore di psicologia che, nel tempo libero, collabora con la polizia di New Orleans. La sua specialità è infiltrarsi sotto copertura, fingendosi un sicario per smascherare potenziali mandanti di omicidi.
Gary si dimostra incredibilmente abile in questo ruolo, grazie alla sua capacità di assumere diverse identità e di adattarsi alle aspettative dei suoi "clienti". La sua vita prende una svolta inaspettata quando incontra Madison (interpretata da Adria Arjona), una donna che lo ingaggia per uccidere il marito violento.
Tra Gary e Madison nasce un'attrazione reciproca, e Gary si trova a dover gestire una situazione sempre più complicata, in cui i confini tra finzione e realtà si sfumano.
Richard Linklater, noto per la sua versatilità e per la sua capacità di esplorare le dinamiche umane in modo autentico, dirige "Hit Man" con uno stile vivace e coinvolgente.
Il film è caratterizzato da un ritmo serrato, da dialoghi brillanti e da una regia che valorizza le performance degli attori. Linklater riesce a creare un equilibrio perfetto tra commedia, thriller e romanticismo, mantenendo alta la tensione e il coinvolgimento dello spettatore.
Il film è basato in parte su una storia vera.
Attori:
Glen Powell: Powell offre una performance eccezionale, dimostrando una grande versatilità nel passare da un'identità all'altra. Riesce a rendere credibile e affascinante un personaggio complesso e ambiguo.
Adria Arjona: Arjona interpreta Madison con grande intensità, conferendo al personaggio una profondità emotiva che la rende molto più di una semplice femme fatale.
Il film ha ricevuto recensioni molto positive dalla critica, che ha elogiato la regia di Linklater, le performance degli attori e la sceneggiatura intelligente.
"Hit Man" è stato presentato in anteprima all'80ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica.
Il film esplora temi come l'identità, la moralità e la complessità delle relazioni umane, offrendo allo spettatore una riflessione su quanto sia labile il confine tra finzione e realtà.
Il film presenta una miscela di generi, questo lo rende molto interessante e pieno di colpi di scena.
"Hit Man - Killer per caso" è un film che sorprende e diverte, offrendo allo spettatore un'esperienza cinematografica coinvolgente e appagante.
Richard Linklater è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense, nato a Houston, Texas, il 30 luglio 1960. È noto per il suo stile cinematografico unico, che spesso esplora temi come il passare del tempo, le relazioni umane e la cultura giovanile.
Carriera e stile:
Linklater è considerato uno dei registi più influenti del cinema indipendente americano degli anni '90.
Il suo stile è caratterizzato da un approccio naturalistico e da una predilezione per i dialoghi realistici.
Spesso utilizza tecniche innovative, come la rotoscopia nei film d'animazione "Waking Life" (2001) e "A Scanner Darkly - Un oscuro scrutare" (2006).
È noto per la sua capacità di lavorare con gli attori, ottenendo performance autentiche e coinvolgenti.
Filmografia:
Tra i suoi film più celebri figurano:
"Slacker" (1991), un film cult che ha definito la generazione X.
La trilogia "Before" composta da "Prima dell'alba" (1995), "Before Sunset - Prima del tramonto" (2004) e "Before Midnight" (2013), che segue la storia d'amore di due personaggi nell'arco di quasi vent'anni.
"Dazed and Confused - La vita è un sogno" (1993), una commedia cult ambientata negli anni '70.
"Boyhood" (2014), un film innovativo girato nell'arco di 12 anni, che segue la crescita di un ragazzo dall'infanzia all'adolescenza.
"Hit Man - Killer per caso" (2023) che mescola abilmente commedia, thriller e romanticismo.
Linklater ha ricevuto numerosi premi e nomination nel corso della sua carriera, tra cui una nomination all'Oscar per la migliore regia per "Boyhood".
Ha vinto un Golden Globe come miglior regista sempre per il film "Boyhood".
Uno degli aspetti più distintivi del lavoro di Linklater è la sua esplorazione del tempo. Molti dei suoi film si concentrano sul modo in cui il tempo influenza le nostre vite e le nostre relazioni.
È anche noto per la sua capacità di catturare l'essenza della cultura giovanile, con film che esplorano le sfide e le esperienze dell'adolescenza e della giovinezza.
La sua capacità di spaziare tra generi differenti, rende la sua filmografia ricca e variegata.
Richard Linklater è un regista che continua a sfidare le convenzioni del cinema, creando opere originali e stimolanti.
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Il vampiro dell'isola (Isle of the Dead) è un film del 1945 diretto da Mark Robson e prodotto da Val Lewton per la RKO. ***
"Il vampiro dell'isola" (Isle of the Dead) è un film horror del 1945 diretto da Mark Robson, prodotto da Val Lewton per la RKO Pictures e interpretato da Boris Karloff. Questo film è noto per la sua atmosfera cupa e misteriosa, tipica dei film prodotti da Val Lewton.
La storia è ambientata nel 1912, durante la Prima Guerra Balcanica. Il generale greco Nikolas Pherides (interpretato da Boris Karloff), un uomo cinico e razionale, si reca con il giornalista americano Oliver Davis su una piccola isola greca per visitare la tomba della moglie defunta. A causa di una quarantena dovuta a una misteriosa epidemia, i due si ritrovano bloccati sull'isola insieme ad altri residenti, tra cui l'archeologo tedesco Albrecht, il suo servitore greco Andrew, la giovane Thea e la governante Kyra.
La situazione si complica quando iniziano a verificarsi morti sospette. Kyra, una donna superstiziosa, crede che la colpevole sia una "vorvolaka", una creatura simile a un vampiro presente nel folklore greco, e sospetta che Thea sia la vorvolaka. Il generale Pherides, inizialmente scettico, inizia a dubitare delle sue convinzioni razionali quando gli eventi diventano sempre più inquietanti.
La tensione cresce man mano che la paura e la paranoia si diffondono tra i residenti dell'isola. Pherides, tormentato dai dubbi e dalla malattia che lo affligge, si trova a dover affrontare non solo la minaccia soprannaturale, ma anche i suoi stessi demoni interiori.
"Il vampiro dell'isola" è uno dei tre film horror realizzati da Mark Robson sotto la supervisione di Val Lewton, gli altri due sono "Il settimo uomo" (The Seventh Victim, 1943) e "La iena - L'uomo di mezzanotte" (Bedlam, 1946). Lewton era noto per il suo approccio psicologico all'horror, preferendo creare tensione e paura attraverso l'atmosfera e la suggestione piuttosto che con effetti speciali espliciti.
Il film si distingue per la sua fotografia in bianco e nero, che contribuisce a creare un'atmosfera cupa e claustrofobica. La colonna sonora, curata da Leigh Harline, accentua ulteriormente il senso di mistero e terrore.
"Il vampiro dell'isola" esplora temi come la paura dell'ignoto, il conflitto tra razionalità e superstizione, e la fragilità della natura umana di fronte alla morte e alla malattia. Il personaggio del generale Pherides rappresenta l'uomo razionale che si trova a confrontarsi con forze che sfuggono alla sua comprensione.
Il film affronta anche il tema della "vorvolaka", una figura del folklore greco simile al vampiro, ma con caratteristiche uniche. La vorvolaka è spesso associata alla malattia e alla morte, e la sua presenza nel film contribuisce a creare un senso di terrore primordiale.
"Il vampiro dell'isola" non fu un grande successo al momento della sua uscita, ma nel corso degli anni è stato rivalutato dalla critica e dal pubblico. Il film è considerato un classico dell'horror psicologico e un esempio del talento di Val Lewton come produttore.
L'interpretazione di Boris Karloff è stata particolarmente apprezzata, così come la regia di Mark Robson e l'atmosfera inquietante del film. "Il vampiro dell'isola" ha influenzato numerosi film horror successivi e rimane un'opera di riferimento per gli appassionati del genere.
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Borderlands è un film del 2024 co-scritto e diretto da Eli Roth. **
"Borderlands" è un adattamento cinematografico dell'omonima serie di videogiochi sparatutto in prima persona, sviluppata da Gearbox Software. Il film segue le vicende di Lilith, una famigerata fuorilegge con un passato misterioso, che fa ritorno sul suo pianeta natale, Pandora, alla ricerca della figlia scomparsa di Atlas, l'uomo più potente dell'universo. Lilith forma un'alleanza improbabile con un gruppo di emarginati: Roland, un ex mercenario; Tiny Tina, una giovane esperta di esplosivi; Krieg, un bruto muscoloso ma instabile; e Claptrap, un robot sarcastico. Insieme, dovranno affrontare pericolosi banditi e creature letali per portare a termine la loro missione.
Eli Roth, noto per il suo stile crudo e spesso splatter, porta la sua visione unica nel mondo di "Borderlands". La sua regia è caratterizzata da scene d'azione adrenaliniche, umorismo nero e un'estetica visiva che richiama l'atmosfera selvaggia e caotica del videogioco.
Fino alla fine è un thriller italiano del 2024 diretto da Gabriele Muccino **
"Fino alla fine" è un thriller italiano del 2024 diretto da Gabriele Muccino, segna un'incursione del regista nel genere thriller, mantenendo però la sua caratteristica esplorazione delle dinamiche umane.Il film segue le vicende di Sophie, una giovane americana in vacanza in Sicilia, che incontra Giulio e la sua comitiva di amici. Quella che doveva essere l'ultima notte di vacanza prima del rientro in California si trasforma in un'avventura adrenalinica e pericolosa. Sophie viene trascinata in un vortice di eventi inaspettati, tra amori improvvisi, decisioni impulsive e conseguenze imprevedibili. La notte si trasforma in una corsa contro il tempo, in cui i protagonisti si trovano a confrontarsi con i propri limiti e a mettere in gioco tutto ciò che hanno.
Gabriele Muccino, noto per i suoi drammi sentimentali, si cimenta per la prima volta con il genere thriller. La sua regia è caratterizzata da un ritmo serrato e da una tensione costante, che tengono lo spettatore con il fiato sospeso. Muccino riesce a creare un'atmosfera cupa e claustrofobica, accentuata dalle ambientazioni notturne e dalle musiche incalzanti.
Cast:
Lorenzo Richelmy: interpreta Giulio, un ragazzo siciliano dal fascino ambiguo.
Saul Nanni: interpreta un ruolo chiave nel gruppo di amici.
Il cast include anche attori come Enrico Inserra e Yuri Tual.
Il film è stato girato in Sicilia, e le location contribuiscono a creare un'atmosfera suggestiva e misteriosa.
Temi:
"Fino alla fine" esplora temi come il desiderio di vivere intensamente, il confine sottile tra bene e male, e le conseguenze delle proprie azioni. Il film mette in scena una generazione di giovani alla ricerca di emozioni forti, disposti a rischiare tutto pur di sentirsi vivi.
Il film rappresenta un'evoluzione nella carriera di Gabriele Muccino, che si confronta con un genere nuovo.
La trama è ricca di colpi di scena e di momenti di tensione, che rendono il film avvincente.
Le interpretazioni degli attori sono intense e credibili.
In sintesi, "Fino alla fine" è un thriller adrenalinico che tiene lo spettatore incollato allo schermo, offrendo al contempo una riflessione sui desideri e le paure della gioventù contemporanea.
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The Beast (La Bête) è un film del 2023 scritto e diretto da Bertrand Bonello ***
"The Beast" (La Bête) è un film del 2023 scritto e diretto da Bertrand Bonello, un'opera che sfida le convenzioni del genere e si addentra in territori inesplorati del cinema contemporaneo.
Il film è un'immersione in un futuro distopico in cui l'intelligenza artificiale ha preso il sopravvento. Le emozioni umane sono percepite come una minaccia, e per liberarsene, Gabrielle (Léa Seydoux) è costretta a purificare il suo DNA ripercorrendo le sue vite passate. In questo viaggio attraverso il tempo, Gabrielle ritrova Louis (George MacKay), il suo grande amore, e i due si trovano a confrontarsi con i loro desideri più profondi e le loro paure più oscure.
Bertrand Bonello, noto per il suo stile visionario e la sua capacità di esplorare le zone d'ombra dell'animo umano, firma un film che mescola elementi di fantascienza, dramma psicologico e romanticismo. La sua regia è caratterizzata da una messa in scena elegante e raffinata, con una particolare attenzione alla fotografia e alla colonna sonora, che contribuiscono a creare un'atmosfera onirica e inquietante
American Gigolò (American Gigolo) è un film del 1980 scritto e diretto da Paul Schrader *****
"American Gigolò" (American Gigolo) è un film del 1980 scritto e diretto da Paul Schrader, un'opera che ha segnato un'epoca e lanciato Richard Gere nell'olimpo delle star.
Julian Kaye (Richard Gere) è un gigolò di lusso che vive a Los Angeles. La sua vita è fatta di incontri con donne facoltose, vestiti firmati e auto di lusso. Julian è un uomo affascinante e sicuro di sé, ma anche solitario e alla ricerca di un significato più profondo.
La sua vita prende una piega inaspettata quando viene coinvolto in un omicidio che non ha commesso. Mentre la polizia lo indaga, Julian cerca di dimostrare la sua innocenza e di scoprire chi lo ha incastrato. Nel frattempo, si innamora di Michelle (Lauren Hutton), la moglie di un politico, che diventa la sua unica alleata.
Paul Schrader, già noto come sceneggiatore di "Taxi Driver", dirige "American Gigolò" con uno stile elegante e patinato, che riflette il mondo di lusso in cui vive il protagonista. La regia di Schrader è caratterizzata da una fotografia curata e da una colonna sonora iconica, firmata da Giorgio Moroder, che ha contribuito a definire l'atmosfera del film.
Schrader esplora temi come la solitudine, l'alienazione e la ricerca di identità in una società consumistica. Il film è anche una critica al mondo dell'alta borghesia, con i suoi intrighi e le sue ipocrisie.
Richard Gere: La sua interpretazione di Julian Kaye è stata fondamentale per il successo del film. Gere ha saputo dare al personaggio un mix di fascino e vulnerabilità, rendendolo memorabile.
Lauren Hutton: Interpreta Michelle, la donna che si innamora di Julian. Hutton dà al personaggio una profondità emotiva che contrasta con l'immagine patinata del film.
Hector Elizondo: interpreta il detective Sunday.
Bill Duke: interpreta Leon James.
Il film ha lanciato la carriera di Richard Gere, che è diventato un sex symbol grazie alla sua interpretazione di Julian Kaye.
La colonna sonora di Giorgio Moroder, in particolare il brano "Call Me" cantato da Blondie, è diventata un successo internazionale.
Il film ha suscitato polemiche per le sue scene di sesso esplicite, considerate audaci per l'epoca.
Il film è stato un importante esempio di Neo-noir.
Il film ha avuto un remake in chiave seriale nel 2022.
L'identità: Julian Kaye è un uomo che cerca di definire la propria identità in un mondo che lo vede solo come un oggetto di desiderio.
La solitudine: Nonostante la sua vita di lusso, Julian è un uomo solo, alla ricerca di un legame autentico.
La redenzione: Il film esplora la possibilità di redenzione per un uomo che ha commesso degli errori.
Critica sociale: Il film offre una critica al mondo dell'alta borghesia, con i suoi intrighi e le sue ipocrisie.
"American Gigolò" è un film che ha suscitato molteplici interpretazioni e ha lasciato un'impronta duratura nel cinema. Ecco alcuni aspetti aggiuntivi che possono arricchire la comprensione di quest'opera:
"American Gigolò" è spesso citato come un esempio di Neo-noir, un genere che riprende i temi e lo stile del cinema noir degli anni '40 e '50, ma li adatta al contesto contemporaneo.
Il film condivide con il noir classico l'atmosfera cupa, il protagonista ambiguo e la trama intricata, ma li aggiorna con una rappresentazione più esplicita della sessualità e una critica più accentuata alla società consumistica.
La moda e il design giocano un ruolo fondamentale nel film, riflettendo lo stile di vita lussuoso del protagonista. Gli abiti firmati, le auto di lusso e gli interni eleganti contribuiscono a creare un'immagine patinata e sofisticata.
L'attenzione ai dettagli estetici è un elemento distintivo della regia di Schrader, che utilizza l'immagine per comunicare il senso di alienazione e superficialità che pervade la vita di Julian Kaye.
Julian Kaye non è un semplice stereotipo del gigolò. È un personaggio complesso e sfaccettato, che nasconde una profonda solitudine e un desiderio di autenticità.
La sua ricerca di identità e il suo tentativo di sfuggire al ruolo che la società gli ha assegnato sono temi centrali del film.
"American Gigolò" ha avuto un impatto significativo sulla cultura popolare, influenzando la moda, la musica e il cinema.
L'immagine di Richard Gere nel film è diventata un'icona di stile e ha contribuito a definire l'immagine del sex symbol maschile degli anni '80.
La colonna sonora ha segnato un'epoca.
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Paul Schrader è una figura di spicco nel panorama cinematografico americano, noto per il suo lavoro come sceneggiatore e regista. Ecco alcuni aspetti chiave della sua vita e della sua carriera:
Primi anni e influenze:
Nato nel 1946 in Michigan, Schrader ha avuto un'educazione calvinista rigorosa, che ha influenzato profondamente la sua visione del mondo e i temi ricorrenti nei suoi film.
Prima di dedicarsi al cinema, ha lavorato come critico cinematografico, sviluppando una profonda conoscenza della storia del cinema e delle sue diverse correnti.
Carriera da sceneggiatore:
Schrader ha raggiunto la fama come sceneggiatore, scrivendo il copione di "Taxi Driver" (1976), diretto da Martin Scorsese. Questo film, con la sua rappresentazione cruda e disturbante della solitudine e della violenza urbana, è diventato un classico del cinema americano.
Ha collaborato nuovamente con Scorsese in altre occasioni, scrivendo le sceneggiature di "Toro scatenato" (Raging Bull, 1980), "L'ultima tentazione di Cristo" (The Last Temptation of Christ, 1988) e portando avanti una lunga e fruttuosa collaborazione.
Carriera da regista:
Schrader ha anche diretto numerosi film, esplorando temi come la solitudine, l'alienazione, la colpa e la redenzione.
Tra i suoi film più noti come regista figurano:
"American Gigolò" (1980), che ha lanciato la carriera di Richard Gere.
"Mishima - Una vita in quattro capitoli" (Mishima: A Life in Four Chapters, 1985).
"Affliction" (1997).
"First Reformed" (2017), che ha ricevuto ampi consensi dalla critica.
Il suo stile di regia è spesso caratterizzato da un'atmosfera cupa e introspettiva, e da una forte attenzione alla psicologia dei personaggi.
I film di Schrader esplorano spesso la complessità della natura umana, mettendo in scena personaggi tormentati e moralmente ambigui.
La sua educazione religiosa ha influenzato la sua esplorazione di temi come la colpa, il peccato e la redenzione.
Schrader è anche noto per la sua attenzione alla rappresentazione della violenza, che spesso utilizza per esplorare le dinamiche psicologiche dei suoi personaggi.
Schrader è considerato un esponente del New Hollywood, un movimento cinematografico che ha rivoluzionato il cinema americano negli anni '70.
Il suo stile è influenzato dal cinema noir, dal cinema europeo d'autore e dalla letteratura esistenzialista.
Paul Schrader rimane una voce importante nel cinema americano, con una filmografia che continua a provocare e stimolare la riflessione.
Olivia è un film del 1951 diretto da Jacqueline Audry. ***
"Olivia" è ambientato in un collegio femminile francese alla fine del XIX secolo. La giovane Olivia, un'adolescente inglese, viene mandata a studiare in questo istituto esclusivo. Qui, si trova immersa in un mondo di passioni represse e desideri inespressi. Il collegio è dominato da due figure carismatiche: Mademoiselle Julie, la direttrice, e Mademoiselle Cara, un'insegnante malata e manipolatrice. Olivia rimane affascinata dalla dolcezza e dal fascino di Mademoiselle Julie, sviluppando una forte infatuazione per lei. Attraverso il suo sguardo innocente ma acuto, Olivia osserva le complesse dinamiche di potere e le tensioni erotiche che si sviluppano tra le donne del collegio.
"La treccia" di Laetitia Colombani (2023):
"La treccia" è un film drammatico che intreccia le storie di tre donne, Smita, Giulia e Sarah, provenienti da contesti culturali e geografici molto diversi:
Smita (India): Una donna di una casta inferiore che lotta per dare un'istruzione a sua figlia, sfidando le tradizioni oppressive.
Giulia (Italia): Una giovane donna che eredita l'azienda di famiglia, una fabbrica di parrucche, e si trova ad affrontare una crisi finanziaria.
Sarah (Canada): Un avvocato di successo che lotta contro un cancro al seno, mettendo in discussione le sue priorità e la sua vita.
Nonostante le loro vite separate, le tre donne sono unite da un filo invisibile: la loro determinazione a superare le avversità e a lottare per la propria libertà. Il film esplora temi universali come la resilienza, la solidarietà femminile e la ricerca di significato nella vita.
Bruce Weber
"Let's Get Lost - Perdiamoci" ***** è un documentario del 1988 diretto dal rinomato fotografo di moda Bruce Weber. Il film è un ritratto intimo e malinconico del leggendario trombettista jazz Chet Baker, esplorando la sua vita, la sua musica e la sua dipendenza dalla droga. Weber, con il suo stile distintivo, cattura la bellezza e la vulnerabilità di Baker, creando un'opera d'arte che è sia un omaggio che una riflessione sulla natura della fama e della dipendenza.
Ecco alcuni punti chiave su "Let's Get Lost":
Chet Baker è stato uno dei trombettisti e cantanti jazz più iconici degli anni '50 e '60. La sua bellezza androgina e il suo stile musicale malinconico lo hanno reso un'icona di stile e di ribellione.Tuttavia, la sua vita è stata segnata dalla dipendenza dall'eroina, che ha avuto un impatto devastante sulla sua carriera e sulla sua salute.Weber riesce a catturare la complessità della figura di Baker, mostrandone sia il talento che la fragilità.
Weber è noto per il suo stile fotografico romantico e idealizzato, che ha applicato anche a "Let's Get Lost". Il film è girato in bianco e nero, il che conferisce un'atmosfera senza tempo e accentua i contrasti.Weber utilizza interviste, filmati d'archivio e riprese originali per creare un ritratto intimo di Baker. Il film è caratterizzato da un'atmosfera malinconica e riflessiva, che riflette la natura della musica di Baker.Weber è solito usare la fotografia come mezzo per creare un mito, e in questo documentario, rende Chet Baker un'icona leggendaria.
Il film esplora i temi della fama, della dipendenza e della perdita. Weber mostra come la fama possa essere sia una benedizione che una maledizione, e come la dipendenza possa distruggere anche le vite più talentuose.Il documentario pone l'accento anche sulla bellezza, Weber infatti, nonostante la condizione di Baker, riesce a rendere il soggetto estremamente bello da vedere.La musica di Baker è un elemento centrale del film. Weber utilizza le sue canzoni per creare un'atmosfera emotiva e per raccontare la storia della sua vita.
"Let's Get Lost" è stato acclamato dalla critica e ha vinto numerosi premi, tra cui il premio per il miglior documentario al Festival di Venezia.Il film ha contribuito a far conoscere la musica di Chet Baker a una nuova generazione di ascoltatori.Il documentario è considerato un'opera d'arte a sé stante, un ritratto intimo e malinconico di un'icona del jazz.
In conclusione, "Let's Get Lost" è un documentario potente e commovente che offre uno sguardo intimo sulla vita di Chet Baker. È un'opera d'arte che celebra la sua musica e la sua bellezza, ma che non nasconde la sua fragilità e la sua dipendenza.
"The Teddy Boys of the Edwardian Drape Society" di Bruce Weber è molto più di una semplice raccolta di fotografie; è un'immersione profonda in una sottocultura giovanile che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della moda e della ribellione. Weber, noto per il suo stile distintivo che fonde ritratti intimi con un'estetica patinata, ha catturato l'essenza dei Teddy Boys con una sensibilità che li ha elevati a icone.
Ecco alcuni punti chiave su quest'opera:
I Teddy Boys emersero nella Londra post-bellica degli anni '50, un periodo di cambiamento sociale e culturale. Il loro stile distintivo, ispirato all'abbigliamento edoardiano, era una forma di ribellione contro la norma.I "drape jackets", i pantaloni a sigaretta e le scarpe di camoscio erano elementi essenziali del loro look, che esprimeva sia un senso di nostalgia per un'epoca passata sia un desiderio di individualità.
Weber non si è limitato a documentare lo stile dei Teddy Boys; ha esplorato la loro attitudine, la loro identità e il loro spirito. Le sue fotografie sono piene di vita, catturando la sicurezza di sé e la grinta dei suoi soggetti.Il suo uso del bianco e nero conferisce alle immagini un'aura di classicità e atemporalità, suggerendo che lo spirito dei Teddy Boys trascende il tempo.
Weber ha spesso esplorato i temi della mascolinità nel suo lavoro, e "The Teddy Boys" non fa eccezione. Le fotografie ritraggono una mascolinità complessa, che è allo stesso tempo forte e vulnerabile.I Teddy Boys nelle sue immagini sono individui sicuri di sé, ma anche sensibili, che esprimono la loro identità attraverso il loro stile e il loro comportamento.
"The Teddy Boys of the Edwardian Drape Society" ha avuto un impatto significativo sulla fotografia di moda e sulla cultura popolare. Ha contribuito a rendere i Teddy Boys icone di stile e ribellione, influenzando generazioni di designer e fotografi.This body of work really highlights Webbers abilty to capture a subculture, and bring it to the forefront of popular culture.In sostanza, l'opera di Weber è una testimonianza del potere della fotografia di catturare l'essenza di un'epoca e di una cultura.
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"Liberty City Looks Like Paris to Me" è un cortometraggio documentario del 2009 diretto dal celebre fotografo di moda Bruce Weber. Il film è un'ode alla comunità di Liberty City, un quartiere di Miami noto per le sue sfide socioeconomiche, ma anche per la sua vibrante cultura e la sua resilienza. Weber, con il suo stile distintivo, cattura la bellezza e la complessità della vita quotidiana in questo luogo, offrendo uno sguardo intimo e poetico.
Il titolo stesso, "Liberty City Looks Like Paris to Me", suggerisce una prospettiva alternativa, un modo di vedere la bellezza dove altri potrebbero vedere solo difficoltà. Weber, noto per la sua capacità di idealizzare i suoi soggetti, applica la stessa sensibilità a Liberty City, trovando eleganza e grazia nelle persone e nei luoghi che incontra.
Il film non è un'analisi sociopolitica approfondita, ma piuttosto un'esplorazione sensoriale. Weber si concentra sulle persone, sui loro sogni e sulle loro passioni. Vediamo giovani atleti che si allenano, musicisti che suonano, bambini che giocano e anziani che condividono storie. La colonna sonora, che spazia dal jazz al gospel, contribuisce a creare un'atmosfera emotiva e coinvolgente.
Uno degli aspetti più significativi del film è la sua capacità di umanizzare la comunità di Liberty City. Weber evita gli stereotipi e le rappresentazioni negative che spesso affliggono i quartieri a basso reddito. Invece, ci mostra la forza, la dignità e la creatività delle persone che vivono lì.
Il film è anche un omaggio alla gioventù. Weber è sempre stato affascinato dalla bellezza e dall'energia dei giovani, e in "Liberty City Looks Like Paris to Me" questa passione è evidente. Vediamo ragazzi e ragazze che si esprimono attraverso lo sport, la musica e la danza. Weber cattura la loro vitalità e il loro potenziale, offrendo uno sguardo ottimistico sul futuro.
La fotografia di Weber è, come sempre, straordinaria. Utilizza la luce naturale e la composizione per creare immagini evocative e memorabili. Il film è girato in bianco e nero, il che conferisce un'atmosfera senza tempo e accentua i contrasti. Le immagini sono spesso sfocate o mosse, creando un senso di immediatezza e spontaneità.
"Liberty City Looks Like Paris to Me" è un film che invita lo spettatore a guardare oltre le apparenze e a scoprire la bellezza nascosta nei luoghi e nelle persone che spesso vengono trascurati. È un'opera d'arte che celebra la diversità, la resilienza e la speranza. Weber ci ricorda che la bellezza può essere trovata ovunque, se siamo disposti a cercarla.
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"The Teddy Boys of the Edwardian Drape Society" è un saggio fotografico di Bruce Weber, pubblicato per la prima volta nel 1985, che cattura l'essenza della sottocultura Teddy Boy in Inghilterra. Questo lavoro è considerato uno dei più iconici e influenti di Weber, contribuendo a definire il suo stile distintivo e la sua capacità di documentare e idealizzare le sottoculture giovanili.
I Teddy Boys, emersi nella Londra degli anni '50, erano noti per il loro abbigliamento distintivo, ispirato alla moda edoardiana, e per il loro atteggiamento ribelle. Weber, con il suo occhio acuto per la bellezza e lo stile, ha saputo catturare l'eleganza e la grinta di questa sottocultura, trasformandola in un'icona di ribellione e individualità.
Il saggio fotografico di Weber non è solo una documentazione visiva dei Teddy Boys, ma anche una celebrazione della loro estetica e del loro spirito. Le fotografie sono caratterizzate da un'atmosfera intima e spontanea, come se Weber avesse catturato momenti rubati della vita quotidiana dei suoi soggetti. Le immagini sono spesso in bianco e nero, il che conferisce un'aura di classicità e atemporalità.
Weber si concentra sui dettagli dell'abbigliamento Teddy Boy, dai drappeggi dei loro cappotti ai loro stivali di camoscio. Ogni elemento è fotografato con cura, evidenziando la precisione e l'attenzione ai dettagli che caratterizzavano lo stile Teddy Boy. Ma Weber non si limita a documentare l'abbigliamento; cattura anche l'atteggiamento e la personalità dei suoi soggetti. I Teddy Boys nelle sue fotografie sono sicuri di sé, ribelli e orgogliosi della loro identità.
Il saggio fotografico di Weber è anche un'esplorazione della mascolinità. I Teddy Boys sono ritratti come figure forti e virili, ma anche come individui sensibili e vulnerabili. Weber cattura la complessità della loro identità, mostrando sia la loro forza che la loro fragilità.
"The Teddy Boys of the Edwardian Drape Society" ha avuto un impatto significativo sulla fotografia di moda e sulla cultura popolare. Il lavoro di Weber ha contribuito a rendere i Teddy Boys un'icona di stile e ribellione, influenzando generazioni di fotografi e designer. Il suo stile distintivo, caratterizzato da un'estetica romantica e idealizzata, ha contribuito a definire la fotografia di moda degli anni '80 e '90.
Il saggio fotografico è un esempio del talento di Weber nel trasformare la realtà in mito. Attraverso la sua fotografia, Weber ha elevato i Teddy Boys a un simbolo di ribellione e individualità, creando un'immagine duratura di questa sottocultura. Il suo lavoro è una testimonianza del potere della fotografia di catturare l'essenza di un'epoca e di una cultura.
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Sing Street è un film del 2016 scritto e diretto da John Carney.
"Sing Street" è un film del 2016 scritto e diretto da John Carney, noto per aver diretto anche "Once" e "Begin Again". Il film è un'ode alla musica, all'amore adolescenziale e alla capacità di trovare la propria voce in un mondo difficile.
Ambientato nella Dublino degli anni '80, in un'epoca di recessione economica, il film segue la storia di Conor "Cosmo" Lawlor, un adolescente costretto a trasferirsi in una scuola pubblica cattolica a causa delle difficoltà finanziarie della sua famiglia. Per impressionare Raphina, una ragazza più grande e misteriosa che sogna di fare la modella a Londra, Conor decide di formare una band, i "Sing Street".
Con l'aiuto del fratello maggiore Brendan, un appassionato di musica che vive ancora in casa, Conor inizia a scrivere canzoni e a sperimentare con diversi stili musicali, ispirandosi alle band new wave del periodo come Duran Duran, A-ha e The Cure. La musica diventa un modo per Conor di esprimere le sue emozioni, di affrontare le difficoltà familiari e scolastiche e di conquistare il cuore di Raphina.
La band inizia a farsi notare nella scuola e nel quartiere, e Conor e Raphina iniziano una relazione. Tuttavia, i loro sogni e le loro ambizioni li porteranno a confrontarsi con la realtà e a prendere decisioni importanti per il loro futuro.
John Carney, con la sua regia, riesce a catturare l'atmosfera degli anni '80 e a creare personaggi autentici e coinvolgenti. La sua esperienza nel campo musicale si riflette nella cura con cui vengono presentate le canzoni, che diventano parte integrante della narrazione.
La regia di Carney è caratterizzata da:
Realismo: il film rappresenta la Dublino degli anni '80 in modo autentico, senza idealizzazioni.
Musica: la musica è il cuore del film, e le canzoni originali sono coinvolgenti e memorabili.
Emozione: il film riesce a trasmettere le emozioni dei personaggi in modo intenso e sincero.
Attori
Ferdia Walsh-Peelo: interpreta Conor "Cosmo" Lawlor, il protagonista del film. La sua interpretazione è stata elogiata per la sua naturalezza e la sua capacità di trasmettere le emozioni di un adolescente.
Lucy Boynton: interpreta Raphina, la ragazza di cui Conor si innamora. La sua interpretazione è magnetica e misteriosa.
Jack Reynor: interpreta Brendan Lawlor, il fratello maggiore di Conor. La sua interpretazione è divertente e commovente.
Aidan Gillen e Maria Doyle Kennedy: interpretano i genitori di Conor
Le canzoni originali del film sono state scritte da John Carney e Gary Clark.
Il film è stato girato a Dublino, nei luoghi in cui è ambientata la storia.
Il film è un semi autobiografico, infatti il regista si è ispirato alla sua adolescenza.
Il film ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui una nomination ai Golden Globe per la migliore canzone originale ("Go Now").
La colonna sonora del film ha avuto un grande successo, portando le canzoni originali ad essere conosciute e apprezzate in tutto il mondo.
Amore adolescenziale: il film esplora le emozioni e le incertezze del primo amore.
Musica come espressione: la musica diventa un modo per i personaggi di esprimere le proprie emozioni e di trovare la propria identità.
Sogni e ambizioni: il film racconta la storia di giovani che inseguono i propri sogni, nonostante le difficoltà.
Famiglia e amicizia: il film mette in evidenza l'importanza dei legami familiari e dell'amicizia.
Crescita personale: Conor, attraverso la musica e l'amore, matura e impara a conoscere se stesso.
"Sing Street" è un film che celebra la musica, l'amore e la capacità di sognare, anche nei momenti difficili.
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Il cieco che non voleva vedere Titanic (Sokea mies, joka ei halunnut nähdä Titanicia) è un film del 2021 di Teemu Nikki.
"Il cieco che non voleva vedere Titanic" (Sokea mies, joka ei halunnut nähdä Titanicia) è un film finlandese del 2021 diretto da Teemu Nikki. Ecco una panoramica completa del film:
Il protagonista, Jaakko, è un uomo non vedente e costretto su una sedia a rotelle a causa della sclerosi multipla. Nonostante le sue limitazioni, Jaakko mantiene una vita attiva e una passione per il cinema, in particolare per i film di James Cameron e John Carpenter.
Jaakko ha una relazione speciale con Sirpa, una donna che ha conosciuto online e con cui parla quotidianamente al telefono. Sirpa è una grande fan del film "Titanic" di James Cameron, un film che Jaakko, pur non avendolo mai visto, detesta.
Quando Jaakko apprende che Sirpa ha problemi di salute, decide di intraprendere un viaggio per incontrarla di persona. Questo viaggio si trasforma in un'odissea, mettendo alla prova la sua determinazione e la sua capacità di affrontare le sfide.
Teemu Nikki, il regista del film, ha creato un'opera che esplora temi come l'amore, la disabilità e la determinazione. La sua regia è caratterizzata da un approccio realistico e senza pietismi, che permette al pubblico di entrare in empatia con il protagonista e di comprendere le sue difficoltà.
Nikki ha lavorato a stretto contatto con l'attore protagonista, Petri Poikolainen, che è realmente non vedente, per creare un'esperienza cinematografica autentica. La regia si concentra sull'equivalente visivo dell'immaginario di Jaakko, offrendo una prospettiva unica sulla sua percezione del mondo.
Attori
Petri Poikolainen: interpreta Jaakko, il protagonista del film. La sua interpretazione è stata elogiata per la sua autenticità e la sua capacità di trasmettere le emozioni del personaggio.
Marjaana Maijala: interpreta Sirpa, la donna con cui Jaakko ha una relazione a distanza.
Il film è stato presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2021, dove ha ricevuto una calorosa accoglienza dalla critica.
La scelta del titolo è un riferimento ironico al contrasto tra i gusti cinematografici di Jaakko e Sirpa.
Il film affronta il tema della disabilità in modo realistico e senza stereotipi, offrendo una rappresentazione autentica della vita di una persona con disabilità.
La pellicola ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti internazionali.
Il film è un'esperienza immersiva, dove lo spettatore ha la possibilità di immedesimarsi nelle difficoltà del protagonista.
Amore e relazioni a distanza: il film esplora la forza dei legami affettivi, anche quando si superano le barriere fisiche e le distanze.
Disabilità e autonomia: il film offre una rappresentazione realistica della vita di una persona con disabilità, mettendo in evidenza la sua capacità di affrontare le sfide e di vivere una vita piena.
Determinazione e coraggio: Jaakko dimostra una grande determinazione nel perseguire il suo obiettivo, nonostante le difficoltà che incontra lungo il cammino.
Cinema e percezione: la passione di Jaakko per il cinema offre una prospettiva interessante sulla percezione del mondo attraverso i suoni e le emozioni.
"Il cieco che non voleva vedere Titanic" è un film toccante e coinvolgente che offre uno sguardo originale sulla vita e sulle relazioni umane.
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Museo - Folle rapina a Città del Messico (Museo) è un film del 2018 diretto da Alonso Ruizpalacios
"Museo - Folle rapina a Città del Messico" è un film del 2018 diretto da Alonso Ruizpalacios, ispirato a un evento realmente accaduto nel 1985. Ecco una panoramica dettagliata:
Il film narra la storia di Juan Núñez e Benjamín Wilson, due studenti di veterinaria insoddisfatti delle loro vite, che decidono di compiere un audace furto al Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico durante le festività natalizie.
Il colpo, pianificato nei minimi dettagli, ha come obiettivo il furto di preziose opere d'arte precolombiane.
Dopo il successo del furto, i due protagonisti si trovano a dover affrontare le conseguenze delle loro azioni, mentre le autorità messicane danno la caccia ai responsabili.
La vicenda si trasforma in una riflessione sulla ricerca di identità, il valore dell'arte e le contraddizioni della società messicana.
Vampira umanista cerca suicida consenziente ( Vampire humaniste cherche suicidaire consentant ), (2023) di Ariane Louis-Seize .
"Vampira umanista cerca suicida consenziente" (titolo originale: "Vampire humaniste cherche suicidaire consentant") è un film canadese del 2023 diretto da Ariane Louis-Seize. Questa pellicola, che mescola sapientemente elementi di commedia nera, horror e dramma adolescenziale, ha conquistato il pubblico e la critica per la sua originalità e il suo approccio delicato a temi complessi.
La protagonista è Sasha, una giovane vampira con un'insolita avversione per il sangue. La sua natura umanista la rende incapace di uccidere, causando non pochi problemi alla sua famiglia di vampiri, che fatica a comprendere la sua riluttanza a seguire le tradizioni. Quando i suoi genitori, esasperati dalla situazione, le tagliano i rifornimenti di sangue, la vita di Sasha è in pericolo.
In un momento di disperazione, Sasha incontra Paul, un adolescente umano con tendenze suicide. Tra i due nasce un'improbabile amicizia, basata su un patto singolare: Paul offrirà il suo sangue a Sasha, permettendole di sopravvivere, mentre lei lo aiuterà a realizzare i suoi ultimi desideri prima di porre fine alla sua vita.
La loro relazione si trasforma in un'avventura notturna attraverso la città, durante la quale esplorano i loro desideri, le loro paure e le loro speranze. Mentre il tempo scorre verso l'alba, Sasha e Paul scoprono che la loro amicizia potrebbe offrire loro una via di fuga dalla solitudine e dalla disperazione.
Grand Theft Hamlet (2024) regia di Sam Crane and Pinny Grylls. ***
"Grand Theft Hamlet" è un film-documentario del 2024 diretto da Sam Crane e Pinny Grylls, che fonde in modo innovativo il teatro shakespeariano con il mondo dei videogiochi.
Trama:
Il film segue un gruppo di attori, guidati da Sam Crane e Mark Oosterveen, che durante il lockdown del 2020 decidono di mettere in scena l'Amleto di Shakespeare all'interno del popolare videogioco "Grand Theft Auto Online". Il risultato è una performance unica e surreale, in cui i personaggi shakespeariani si muovono nel violento e caotico mondo di Los Santos.
Regia:
Sam Crane e Pinny Grylls utilizzano un approccio documentaristico per catturare il processo creativo e le sfide affrontate dagli attori durante la realizzazione dello spettacolo. La regia è dinamica e coinvolgente, alternando riprese del gameplay a interviste e scene di backstage.
Il film è ambientato durante la pandemia di COVID-19, un periodo di isolamento e incertezza che ha spinto molte persone a cercare nuove forme di espressione e connessione. "Grand Theft Hamlet" è un esempio di come la tecnologia e la creatività possano unirsi per superare le barriere fisiche e sociali.
Il film esplora temi come l'identità, la tecnologia, la creatività e la natura del teatro nell'era digitale.
"Grand Theft Hamlet" è stato acclamato dalla critica per la sua originalità e il suo approccio innovativo al teatro e al cinema.
Il film è un'opera che fa riflettere sulla natura del teatro nell'era digitale, e dimostra come un'opera classica come l'Amleto possa essere reinterpretata in modi nuovi e sorprendenti.
Il film ha vinto il Grand Jury Award al SXSW.
In sintesi, "Grand Theft Hamlet" è un documentario affascinante e stimolante che offre una nuova prospettiva sul teatro, i videogiochi e la creatività umana.
mubi
The Electric State è un film del 2025 diretto da Anthony e Joe Russo.
"The Electric State" è uno dei film più attesi del 2025, diretto dai fratelli Anthony e Joe Russo. Ecco un'analisi dettagliata di ciò che sappiamo finora:Ambientato in una versione alternativa degli anni '90, il film segue le vicende di un'adolescente orfana di nome Michelle, interpretata da Millie Bobby Brown.
Michelle intraprende un viaggio attraverso un paesaggio americano devastato, alla ricerca del fratello scomparso.
Ad accompagnarla in questa pericolosa missione ci sono un robot misterioso ma dal cuore gentile e un eccentrico vagabondo.
Il mondo in cui Michelle si muove è caratterizzato da una diffusa dipendenza dalla tecnologia, con robot che svolgono un ruolo fondamentale nella vita quotidiana.
La ricerca del fratello porterà Michelle a scoprire una cospirazione di portata globale, che minaccia di sconvolgere l'equilibrio tra umani e macchine.
In questo mondo distopico, la tecnologia ha portato sia benefici che devastazioni, e Michelle dovrà affrontare pericoli e dilemmi morali lungo il suo cammino.
Late Night With the Devil - In onda con il diavolo (Late Night With the Devil) è un film del 2023 di Cameron e Colin Cairnes.
"Late Night With the Devil - In onda con il diavolo" è un film horror del 2023 diretto dai fratelli australiani Cameron e Colin Cairnes. La pellicola si distingue per il suo stile unico, che mescola found footage, mockumentary e horror psicologico, creando un'esperienza inquietante e coinvolgente.
Il film è ambientato nel 1977 e segue la storia di Jack Delroy (David Dastmalchian), conduttore di un talk show notturno chiamato "Night Owls". Un anno dopo la tragica morte della moglie Madeleine (Georgina Haig), Delroy è disperato per risollevare gli ascolti del suo show, che stanno precipitando. Decide quindi di organizzare una puntata speciale di Halloween con ospiti a tema paranormale.
Tra gli ospiti figurano:
Christou (Fayssal Bazzi), un sensitivo
Carmichael Haig (Ian Bliss), uno scettico
June Ross-Mitchell (Laura Gordon), una parapsicologa accompagnata da Lilly (Ingrid Torelli), una giovane sopravvissuta a un suicidio di massa di una setta satanica.
La puntata prende una piega inaspettata e terrificante quando gli eventi paranormali iniziano a manifestarsi in diretta, mettendo a dura prova la sanità mentale di Delroy e del suo pubblico.
Non per soldi... ma per denaro (The Fortune Cookie) è un film del 1966 diretto da Billy Wilder
"Non per soldi... ma per denaro" (The Fortune Cookie) è una commedia amara del 1966 diretta da Billy Wilder, un film che affronta temi come l'avidità, la corruzione e la redenzione morale con il tipico umorismo tagliente del regista.
Harry Hinkle (Jack Lemmon) è un cameraman televisivo che, durante una partita di football americano, viene accidentalmente investito dal giocatore di colore Luther "Boom Boom" Jackson (Ron Rich). Willie Gingrich (Walter Matthau), cognato di Harry e avvocato senza scrupoli, vede in questo incidente un'opportunità per arricchirsi. Convince Harry a fingere una grave paralisi per intentare una causa milionaria contro la compagnia di assicurazioni.
Harry, inizialmente riluttante, si lascia convincere, attratto dalla prospettiva di una vita agiata e dal desiderio di riconquistare la sua ex moglie Sandy (Judi West). La farsa ha inizio: Harry si finge paralizzato, costretto su una sedia a rotelle, mentre Willie orchestra la truffa, manipolando medici e testimoni.
Tuttavia, la situazione prende una piega inaspettata. Luther "Boom Boom" Jackson, tormentato dal senso di colpa, si sente responsabile dell'accaduto e si prende cura di Harry, instaurando con lui un'improbabile amicizia. Questo legame mette in crisi Harry, che inizia a dubitare della sua scelta e a provare rimorso per aver ingannato un uomo gentile e sincero.
"The Challenge" (2016) è un film documentario diretto da Yuri Ancarani. La pellicola segue un falconiere del Qatar in un viaggio attraverso il deserto verso una competizione di falconeria. Il film è noto per la sua estetica visiva ipnotica e per la sua capacità di catturare la bellezza e la stranezza di questo mondo.
Ancarani utilizza riprese aeree e in slow-motion per mostrare i falchi in volo, creando immagini che ricordano dipinti astratti. Il film esplora anche il rapporto tra l'uomo e la natura, nonché il ruolo della tecnologia nella società contemporanea.
mubi
"Piattaforma Luna" (2011) è un cortometraggio documentario di Yuri Ancarani che immerge lo spettatore in un mondo isolato e affascinante: una piattaforma sottomarina dove un gruppo di sommozzatori specializzati vive e lavora per tre settimane.
Ancarani cattura la routine meticolosa e i ritmi alienanti della vita sott'acqua, alternando momenti di intensa attività a lunghe pause silenziose. La piattaforma, con la sua struttura labirintica e le luci artificiali, diventa un microcosmo a sé stante, un luogo dove la realtà si fonde con la fantascienza.
Il film è un'esperienza sensoriale che esplora i temi dell'isolamento, della tecnologia e del rapporto tra uomo e ambiente. La colonna sonora di Ben Frost contribuisce a creare un'atmosfera sospesa e ipnotica.
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"Il Capo" (2010), diretto da Yuri Ancarani e Pietro Savorelli, è un cortometraggio documentario che esplora il mondo della cava di marmo di Carrara. Il film si concentra sulla figura del "capo", un operaio che dirige le operazioni di taglio e movimentazione dei blocchi di marmo.
Ancarani e Savorelli utilizzano una regia minimalista e un montaggio serrato per creare un'esperienza immersiva e sensoriale. Il film è privo di dialoghi e si affida esclusivamente alle immagini e ai suoni della cava per raccontare la storia del lavoro e del paesaggio.
"Il Capo" è stato acclamato dalla critica per la sua capacità di trasformare un'attività industriale in un'esperienza estetica. Il film ha vinto numerosi premi, tra cui il premio per il miglior cortometraggio al Torino Film Festival.
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"Da Vinci" (2012) è un cortometraggio documentario diretto da Yuri Ancarani. Il film esplora il mondo della chirurgia robotica, concentrandosi sull'uso del sistema chirurgico da Vinci.
Ancarani utilizza una regia precisa e un montaggio meticoloso per mostrare la complessità e la precisione di questa tecnologia. Il film è privo di dialoghi e si affida esclusivamente alle immagini e ai suoni della sala operatoria per raccontare la storia di questa innovativa procedura medica.
"Da Vinci" è stato acclamato dalla critica per la sua capacità di trasformare un'operazione chirurgica in un'esperienza visivamente affascinante e tecnicamente dettagliata. Il film ha vinto numerosi premi, tra cui il premio per il miglior cortometraggio al Festival del Cinema di Locarno.
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"San Siro" (2014) è un documentario diretto da Yuri Ancarani che esplora l'iconico stadio di San Siro di Milano in un modo del tutto nuovo. Ancarani non si concentra sulle partite di calcio, ma piuttosto sulla complessa macchina che rende possibili questi eventi.
Il film segue il lavoro degli addetti allo stadio, dai giardinieri ai tecnici, creando un ritratto intimo e dettagliato di questo luogo simbolo. Attraverso una regia precisa e un montaggio attento, Ancarani trasforma lo stadio in un organismo vivente, rivelando la sua anima nascosta.
"San Siro" è stato acclamato dalla critica per la sua capacità di catturare la bellezza e la complessità di un luogo familiare, offrendo una prospettiva inedita su uno dei templi del calcio mondiale.
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Mickey 17 è un film del 2025 di Bong Joon-ho. *****
"Mickey 17" è un film di fantascienza basato sul romanzo "Mickey7" di Edward Ashton. La storia segue Mickey Barnes, un "elemento sacrificabile" in una spedizione umana per colonizzare il pianeta ghiacciato Niflheim. Ogni volta che Mickey muore, il suo corpo viene rigenerato con i suoi ricordi intatti, creando un nuovo clone. Dopo essere morto 16 volte, Mickey 17 si ritrova in una situazione inaspettata: è ancora vivo quando viene generato il suo clone successivo, Mickey 18. Questo evento innesca una serie di conflitti, mentre Mickey 17 lotta per la sua sopravvivenza e per il controllo della sua identità.
Il film è scritto, diretto e co-prodotto da Bong Joon-ho, il regista sudcoreano acclamato a livello internazionale per film come "Parasite" e "Snowpiercer". La sua visione unica e la capacità di mescolare generi diversi promettono di rendere "Mickey 17" un'esperienza cinematografica memorabile.
The Watchers - Loro ti guardano (The Watchers) è un film del 2024 di Ishana Night Shyamalan ***
"The Watchers - Loro ti guardano" è un film del 2024 che segna il debutto alla regia di Ishana Night Shyamalan, figlia del celebre regista M. Night Shyamalan.
La storia segue Mina, un'artista di 28 anni, che si ritrova bloccata in una vasta e incontaminata foresta dell'Irlanda occidentale. Dopo aver trovato rifugio in una strana costruzione, Mina rimane intrappolata insieme a tre sconosciuti. Ogni notte, il gruppo è perseguitato da misteriose creature che li osservano da lontano. La tensione cresce mentre i quattro protagonisti cercano di sopravvivere e di scoprire la natura delle entità che li spiano.
Ishana Night Shyamalan, già nota per il suo lavoro nella serie televisiva "Servant", dimostra con questo film di aver ereditato il talento del padre nel creare atmosfere cariche di suspense e mistero. La sua regia si concentra sull'angoscia psicologica dei personaggi, accentuata dall'isolamento nella foresta e dalla costante sensazione di essere osservati.
Il cast principale include:
Dakota Fanning: interpreta Mina, la protagonista del film.
Georgina Campbell.
Olwen Fouéré.
Alistair Brammer.
Il film è prodotto da M. Night Shyamalan, che ha anche svolto un ruolo di mentore per la figlia durante la produzione.
"The Watchers" è un thriller psicologico con elementi horror, ambientato in una foresta irlandese.
Il film è basato sull'omonimo romanzo di A.M. Shine.
La produzione del film ha avuto luogo in Irlanda, contribuendo a creare un'atmosfera autentica e suggestiva.
Il film è distribuito da Warner Bros. Pictures e New Line Cinema.
La fotografia è curata da Eli Arenson, che ha lavorato per creare un'atmosfera cupa e inquietante.
Le musiche contribuiscono ad aumentare la tensione e il senso di pericolo imminente.
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Mi fanno male i capelli è un film italiano del 2023 diretto da Roberta Torre. ***
"Mi fanno male i capelli" è un film italiano del 2023 diretto da Roberta Torre, un'opera che esplora i temi della memoria, dell'identità e del potere salvifico del cinema.
La protagonista, Monica, si trova ad affrontare una progressiva perdita di memoria, una condizione che frammenta la sua esistenza.Per dare un nuovo senso alla sua vita, Monica inizia a identificarsi con i personaggi interpretati da Monica Vitti, un'attrice che ha sempre ammirato.Il marito di Monica, Edoardo, consapevole dell'importanza di questo "gioco" per la moglie, permette che questa finzione diventi la loro nuova realtà quotidiana.Il film diventa un viaggio attraverso la memoria emotiva e storica, dove il confine tra realtà e finzione si fa sempre più labile
Roberta Torre, nota per il suo stile originale e la sua capacità di mescolare generi diversi, dirige il film con sensibilità e creatività.La regista esplora il potere del cinema come strumento per elaborare il dolore e ritrovare un senso di identità.La narrazione è caratterizzata da un'atmosfera onirica e surreale, che contribuisce a creare un'esperienza cinematografica coinvolgente.
Attori
Alba Rohrwacher interpreta Monica, offrendo una performance intensa e commovente.
Filippo Timi interpreta Edoardo.
Il cast offre delle ottime interpretazioni, che danno vita a dei personaggi pieni di sfumature.
Il film è un omaggio a Monica Vitti, una delle più grandi attrici del cinema italiano.
"Mi fanno male i capelli" esplora il tema della perdita di memoria, sia a livello personale che collettivo.Il film è un'esplorazione del potere del cinema come strumento per affrontare il dolore e ritrovare un senso di identità.
Il film è stato distribuito da I Wonder Pictures.La regista afferma che il cinema permette di sentire che solo una sottile parete fatta di luce e fotogrammi ci separa dai sogni.Il film è un'opera che invita alla riflessione sulla memoria, sull'identità e sul potere salvifico dell'arte, offrendo uno sguardo originale e toccante su temi universali.
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Il buio oltre la siepe (To Kill a Mockingbird) è un film del 1962 diretto da Robert Mulligan *****
Il buio oltre la siepe (To Kill a Mockingbird) è un film del 1962 diretto da Robert Mulligan, tratto dall'omonimo romanzo di Harper Lee pubblicato nel 1960. Il film, considerato un classico della cinematografia statunitense, affronta tematiche sociali di grande rilevanza, come il razzismo, la giustizia e l'infanzia. La pellicola ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui tre premi Oscar, ed è ancora oggi un punto di riferimento per il cinema di impegno civile.
La storia si svolge negli anni '30 nella piccola cittadina immaginaria di Maycomb, in Alabama. Il racconto è narrato dalla voce adulta di Jean Louise "Scout" Finch (interpretata da Mary Badham), una bambina di sei anni che vive con il fratello maggiore Jeremy "Jem" Finch (Philip Alford) e il padre Atticus Finch (Gregory Peck), un avvocato vedovo rispettato nella comunità.Atticus Finch viene incaricato di difendere Tom Robinson (Brock Peters), un uomo afroamericano accusato ingiustamente di aver violentato una giovane donna bianca, Mayella Ewell (Collin Wilcox). Nonostante l'evidente innocenza dell'imputato e la brillante difesa di Atticus, la giuria – composta esclusivamente da uomini bianchi – condanna Tom, evidenziando il profondo razzismo radicato nella società del tempo.Parallelamente al processo, la storia segue le avventure di Scout, Jem e del loro amico Dill (John Megna), che cercano di scoprire il mistero dietro la figura enigmatica di Arthur "Boo" Radley (Robert Duvall), un vicino di casa recluso e avvolto da leggende inquietanti.Dopo il verdetto, Tom Robinson cerca di fuggire dal carcere ma viene ucciso. Più avanti, il padre di Mayella, Bob Ewell (James Anderson), cerca vendetta contro Atticus e i suoi figli, ma Boo Radley interviene salvando Scout e Jem, uccidendo Ewell. Il film si conclude con Scout che finalmente incontra Boo, scoprendo che è una persona gentile e timida, abbattendo così le sue paure infantili.
La cospirazione del Cairo (Boy from Heaven) è un film del 2022 di Tarik Saleh. ****
La cospirazione del Cairo (Boy from Heaven) è un thriller politico del 2022 scritto e diretto da Tarik Saleh. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2022, il film ha ricevuto il premio per la miglior sceneggiatura, consolidando la reputazione del regista svedese di origine egiziana nel panorama del cinema internazionale. La pellicola esplora temi come il potere, la corruzione e il conflitto tra politica e religione in Egitto, attraverso una storia avvincente ambientata nell'Università di Al-Azhar, uno dei centri più prestigiosi dell'Islam sunnita.
Adam (interpretato da Tawfeek Barhom) è un giovane pescatore che riceve un'importante opportunità: una borsa di studio per studiare all’Università di Al-Azhar al Cairo, considerata uno dei più alti luoghi di sapere dell’Islam sunnita. Il ragazzo lascia il suo villaggio e si trasferisce nella metropoli egiziana, ignaro di trovarsi al centro di una rete di intrighi politici e religiosi.
Quando il Grande Imam dell'università muore improvvisamente, si apre una feroce lotta di potere per la sua successione. Il governo egiziano, temendo un Imam contrario ai suoi interessi, decide di infiltrare un agente segreto, il colonnello Ibrahim (interpretato da Fares Fares), per manovrare la situazione dall'interno.
Adam viene suo malgrado coinvolto nei giochi di potere, costretto a lavorare come informatore per i servizi segreti, ma anche a navigare tra le complesse dinamiche accademiche e religiose dell’università. Tra minacce, ricatti e scelte morali difficili, il giovane si troverà a dover decidere quale ruolo giocare in un sistema in cui la verità è pericolosa e la fedeltà è sempre in discussione.
Tarik Saleh, già noto per il suo thriller politico Omicidio al Cairo (The Nile Hilton Incident, 2017), torna a esplorare il lato oscuro del potere egiziano con un film che mescola realismo e tensione narrativa. La regia di La cospirazione del Cairo è caratterizzata da un uso sapiente dell’ambientazione: l’università di Al-Azhar diventa un labirinto metaforico e fisico, dove il protagonista si muove tra pericoli e intrighi.
L’approccio di Saleh è ispirato al cinema di Costa-Gavras, con una forte componente di denuncia sociale e politica. Il film è costruito come un thriller a combustione lenta, in cui la suspense cresce gradualmente fino a culminare in un finale denso di significati morali e politici.
L'uso della fotografia, curata da Pierre Aïm, contribuisce a creare un’atmosfera opprimente e misteriosa, con tonalità calde che evocano il sole egiziano e spazi chiusi che sottolineano il senso di claustrofobia del protagonista.
Tawfeek Barhom è Adam, il giovane protagonista che incarna l'innocenza iniziale e la graduale disillusione nei confronti del sistema.
Fares Fares interpreta il colonnello Ibrahim, un agente segreto spietato ma ambiguo, che cerca di manipolare Adam per i suoi scopi.
Mohammad Bakri è il potente e carismatico leader religioso Sheikh Negm.
Makram J. Khoury interpreta un influente professore dell’università, figura chiave nell’intrigo della successione.
Gli attori offrono performance intense e misurate, con un particolare plauso a Tawfeek Barhom, che riesce a trasmettere perfettamente il tormento interiore del protagonista.
Il film è stato girato in Turchia anziché in Egitto, poiché Tarik Saleh è persona non grata nel suo paese natale a causa delle tematiche scomode affrontate nei suoi film precedenti.
La sceneggiatura di La cospirazione del Cairo è stata ispirata da Il nome della rosa di Umberto Eco, con un’impostazione da thriller investigativo all’interno di un ambiente religioso.
Il film è stato candidato dalla Svezia (paese del regista) per l’Oscar al miglior film internazionale nel 2023.
La pellicola è stata accolta con entusiasmo dalla critica per la sua capacità di intrecciare una narrazione coinvolgente con un forte messaggio politico e sociale.
La cospirazione del Cairo è un film potente che mescola thriller, dramma e critica politica, mettendo in luce i giochi di potere all’interno di un’istituzione religiosa simbolica come Al-Azhar. Con una regia solida, una sceneggiatura ben costruita e interpretazioni convincenti, il film conferma Tarik Saleh come una delle voci più interessanti del cinema contemporaneo. Se sei appassionato di storie di spionaggio, corruzione e dilemmi morali, questo film è assolutamente da vedere.
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Songs My Brothers Taught Me (2015), regia di Chloé Zhao ****
"Songs My Brothers Taught Me" è un film del 2015 diretto da Chloé Zhao, un'opera prima che ha segnato l'inizio di una carriera cinematografica straordinaria. Il film offre uno sguardo intimo e realistico sulla vita di due giovani fratelli, Johnny e Jashaun, nella riserva indiana di Pine Ridge, nel South Dakota.
La storia si concentra sulle dinamiche familiari e sulle sfide che i due fratelli devono affrontare nella loro comunità. Johnny, il fratello maggiore, si trova a un bivio: desidera lasciare la riserva per cercare una vita migliore, ma è anche legato alla sua famiglia e alle sue radici. Jashaun, la sorella minore, è una ragazzina vivace e curiosa, che cerca di trovare il suo posto in un mondo complesso. La morte improvvisa del padre dei ragazzi sconvolge l'equilibrio familiare e li costringe a confrontarsi con il dolore, la perdita e le incertezze del futuro.
Chloé Zhao, con uno stile registico sobrio e autentico, cattura la bellezza aspra del paesaggio del South Dakota e la vita quotidiana dei suoi abitanti. La regista adotta un approccio naturalistico, lavorando con attori non professionisti e utilizzando la luce naturale per creare un'atmosfera intima e coinvolgente. La sua regia si distingue per la capacità di osservare e raccontare storie di persone comuni con sensibilità e rispetto.
Chloé Zhao ha fatto la storia agli Academy Awards del 2021, vincendo due premi Oscar per il suo film "Nomadland".
Miglior regia:
Zhao è diventata la seconda donna nella storia a vincere l'Oscar per la miglior regia, dopo Kathryn Bigelow per "The Hurt Locker" (2009).
È anche la prima donna di colore a vincere questo premio.
Miglior film:
"Nomadland" ha vinto l'Oscar per il miglior film, consolidando il successo di Zhao e del suo team.
Questi premi hanno segnato un momento significativo per Zhao e per l'industria cinematografica, riconoscendo il suo talento e la sua visione unica.
Il cast del film è composto principalmente da attori non professionisti, molti dei quali provengono dalla riserva di Pine Ridge. John Reddy e Jashaun St. John, che interpretano i due fratelli protagonisti, offrono performance autentiche e commoventi. La loro chimica sullo schermo è palpabile e contribuisce a rendere la storia ancora più credibile.
Premi e riconoscimenti:
"Songs My Brothers Taught Me" è stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival, dove ha ricevuto il plauso della critica per la sua regia, la fotografia e le interpretazioni degli attori. Il film ha anche ottenuto una nomination agli Independent Spirit Awards come miglior opera prima.
Il film è stato girato interamente nella riserva indiana di Pine Ridge, con la partecipazione attiva della comunità locale.
Chloé Zhao ha trascorso diversi anni nella riserva, stringendo amicizia con gli abitanti e imparando a conoscere la loro cultura e le loro tradizioni.
Il titolo del film si riferisce alle canzoni che i fratelli ascoltano e cantano insieme, che diventano un simbolo del loro legame e della loro identità.
La pellicola offre uno sguardo autentico sulla vita nelle riserve indiane, lontano dagli stereotipi e dai luoghi comuni.
Il film è stato molto apprezzato per la sua capacità di raccontare una storia universale di crescita e di legami familiari, pur essendo radicato in un contesto culturale specifico.
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La memoria dell'assassino (Knox Goes Away) è un film del 2023 di Michael Keaton. ***
Il film ruota attorno a John Knox, un sicario esperto e meticoloso, la cui vita viene sconvolta da una diagnosi devastante: demenza a rapida progressione. Questa rivelazione innesca una corsa contro il tempo, in cui Knox deve fare i conti con il suo passato violento e cercare di redimersi. La trama si complica ulteriormente quando il figlio di Knox, Miles, si trova coinvolto in un crimine efferato. Knox, spinto da un senso di colpa e dal desiderio di proteggere il figlio, decide di intervenire, ma la sua condizione degenerativa rende ogni azione imprevedibile e pericolosa.
Knox, consapevole della sua imminente perdita di controllo, cerca disperatamente di rimediare agli errori del passato.La demenza diventa una metafora della fragilità umana e della consapevolezza della fine.
Il legame tra Knox e suo figlio è al centro della narrazione, evidenziando le difficoltà di comunicazione e il desiderio di perdono.Il film riflette sulle ripercussioni delle scelte passate e sulla difficoltà di sfuggire al proprio destino.
Regia di Michael Keaton
Michael Keaton, noto per la sua versatilità come attore, dimostra anche talento dietro la macchina da presa. La sua regia è caratterizzata da:
Un'atmosfera cupa e tesa, che riflette lo stato mentale del protagonista.
Una narrazione avvincente, che alterna momenti di azione a sequenze più introspettive.
Una cura particolare per i dettagli, che contribuisce a creare un'esperienza cinematografica coinvolgente.
Keaton riesce a dirigere se stesso in modo magistrale, offrendo una performance intensa e commovente.
Il film vanta un cast stellare, che include:
Michael Keaton: nei panni di John "Aristotele" Knox. Keaton offre una performance magistrale, riuscendo a trasmettere la fragilità e la determinazione del suo personaggio.
Al Pacino: nel ruolo di Xavier Crane, un personaggio chiave nella vita di Knox. La presenza di Pacino aggiunge ulteriore spessore al film.
James Marsden: interpreta Miles Knox, il figlio del protagonista. Marsden offre una performance convincente, mostrando il conflitto interiore del suo personaggio.
Marcia Gay Harden: nel ruolo di Ruby Knox, un personaggio che si relaziona con il protagonista.
Il titolo originale del film è "Knox Goes Away".Il film è stato girato a Los Angeles, California.
La sceneggiatura è stata scritta da Gregory Poirier.Il film è prodotto da FilmNation Entertainment, Brookstreet Pictures e Sugar23.
La distribuzione in Italia è affidata a Eagle Pictures, con uscita prevista per il 4 luglio 2024.La colonna sonora è composta da Alex Heffes, che ha creato un'atmosfera musicale intensa e suggestiva.
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Anora è un film del 2024 di Sean Baker. ****
"Anora" racconta la storia di una giovane sex worker di Brooklyn, interpretata da Mikey Madison, che vive una sorta di favola moderna. La sua vita prende una svolta inaspettata quando incontra Ivan, il figlio viziato di un oligarca russo. I due si innamorano e decidono impulsivamente di sposarsi a Las Vegas. Tuttavia, la loro felicità è di breve durata. Quando la notizia del matrimonio raggiunge la Russia, i genitori di Ivan, furiosi, si precipitano a New York per annullare l'unione. La trama si sviluppa in un mix di commedia e dramma, esplorando le dinamiche di classe, le relazioni e le conseguenze delle decisioni impulsive.
Regia:
Sean Baker è noto per il suo stile di regia realistico e per la sua capacità di raccontare storie di persone ai margini della società. In "Anora", Baker continua a esplorare temi a lui cari, come la povertà, la sessualità e la ricerca di una vita migliore. La sua regia è caratterizzata da una grande attenzione ai dettagli e da una capacità di creare personaggi complessi e credibili.
Finalement - Storia di una tromba che si innamora di un pianoforte (Finalement) è un film del 2024 diretto da Claude Lelouch ***
"Finalement - Storia di una tromba che si innamora di un pianoforte" è un film del 2024 diretto dal celebre regista francese Claude Lelouch.
Trama:
Il film segue la storia di Lino, un avvocato di successo che, in preda a una profonda crisi esistenziale, decide di abbandonare la sua vita agiata per intraprendere un viaggio alla ricerca di se stesso. Questo percorso lo porterà a vagare per la Francia, assumendo diverse identità: prima prete, poi regista di film per adulti, e infine trombettista. Attraverso una serie di incontri stravaganti e situazioni inaspettate, Lino scoprirà che ogni evento della vita, anche quelli apparentemente negativi, hanno un loro significato e possono condurre alla felicità.
Regia:
Claude Lelouch, regista iconico del cinema francese, torna dietro la macchina da presa con questo film che sembra essere una sorta di autoritratto. Conosciuto per il suo stile narrativo libero e l'attenzione alle emozioni umane, Lelouch esplora temi come la ricerca della felicità, il caso e il destino, utilizzando la sua caratteristica capacità di mescolare commedia e dramma.
Cast:
Il film vanta un cast stellare:
Kad Merad: interpreta il protagonista, Lino, offrendo una performance intensa e toccante.
Sandrine Bonnaire: affianca Merad, portando sullo schermo la sua consueta eleganza e profondità.
Françoise Fabian, Elsa Zylberstein, Victor Meutelet, Clémentine Célarié, François Morel e Michel Boujenah completano il cast, arricchendo la narrazione con le loro interpretazioni.
Curiosità:
Il titolo del film, "Finalement" (Finalmente), suggerisce un senso di compimento e di ritrovamento di sé.
Il film è descritto come una "malincommedia", un neologismo che ben rappresenta la fusione di elementi malinconici e comici tipica del cinema di Lelouch.
Il film è un modo per il regista di ripercorrere la sua carriera cinematografica, rimettendo in gioco i volti, i corpi, gli umori, i toni, che hanno caratterizzato i suoi film.
Il film è distribuito da Europictures e sarà nelle sale dal 19 settembre 2024.
L'Autore e il Suo Stile:
Claude Lelouch, un Maestro del Caso: Lelouch è noto per la sua capacità di catturare la bellezza dell'imprevisto e del caso nella vita. "Finalement" sembra essere un'ulteriore esplorazione di questo tema, con il protagonista che si abbandona al flusso degli eventi, scoprendo che ogni incontro e ogni esperienza hanno un significato.
Un Film Autoritratto: Molti critici vedono in questo film un'opera profondamente personale, in cui Lelouch riflette sulla sua lunga carriera e sulle sue ossessioni tematiche. Il film è un modo per il regista di ripercorrere la sua carriera cinematografica, rimettendo in gioco i volti, i corpi, gli umori, i toni, che hanno caratterizzato i suoi film.
La "Malincommedia": Questo termine, coniato per descrivere il film, cattura perfettamente la sua atmosfera. Lelouch mescola momenti di leggerezza e umorismo con riflessioni più profonde sulla vita, la morte e la ricerca della felicità.
Temi e Motivi:
La Ricerca di Sé: Il viaggio di Lino è una metafora della ricerca interiore che tutti noi intraprendiamo. Il protagonista deve abbandonare le sue certezze e affrontare l'ignoto per scoprire chi è veramente.
Il Caso e il Destino: Lelouch esplora la sottile linea che separa il caso dal destino, suggerendo che anche gli eventi più casuali possono avere un significato profondo.
La Bellezza dell'Imprevisto: Il film celebra la bellezza dell'imprevisto, incoraggiandoci ad abbracciare l'incertezza e a trovare la gioia nei momenti inaspettati.
Ripercorrere il cinema di Lelouch: il film è un modo per il regista di ripercorrere la sua carriera cinematografica, rimettendo in gioco i volti, i corpi, gli umori, i toni, che hanno caratterizzato i suoi film.
Aspetti Tecnici e Artistici:
La Colonna Sonora: La musica gioca un ruolo fondamentale nel film, creando un'atmosfera emotiva coinvolgente.
La Fotografia: Lelouch utilizza la sua caratteristica fotografia luminosa e vibrante per catturare la bellezza dei paesaggi francesi e delle emozioni umane.
Submarino è un film del 2010 diretto da Thomas Vinterberg ****
"Submarino" è un film danese del 2010 diretto da Thomas Vinterberg, noto per il suo stile crudo e realistico. Ecco una panoramica completa del film:
Trama
Il film racconta la storia di due fratelli, Nick e Peter, le cui vite sono profondamente segnate da un'infanzia difficile e traumatica. Cresciuti in un ambiente di povertà e degrado, con una madre alcolizzata e la tragica morte del loro fratellino, i due fratelli portano con sé pesanti fardelli emotivi.Da adulti, Nick è un ex detenuto che cerca di sopravvivere nei bassifondi di Copenaghen, mentre Peter è un tossicodipendente che lotta per mantenere i contatti con il figlio. Le loro vite sono caratterizzate da violenza, dipendenza e disperazione, e il film esplora il modo in cui i traumi del passato continuano a influenzare il loro presente.Il film è un ritratto intenso e cupo della vita ai margini della società, dove la violenza e la disperazione sono all'ordine del giorno.
Thomas Vinterberg, uno dei fondatori del movimento Dogma 95, utilizza uno stile di regia realistico e senza compromessi. La sua capacità di descrivere le emozioni e i sentimenti dei personaggi è molto profonda.
La fotografia è cupa e granulosa, contribuendo a creare un'atmosfera di squallore e desolazione. La regia di Vinterberg è incentrata sulla performance degli attori, con primi piani intensi e scene di lunga durata che permettono allo spettatore di immergersi completamente nel mondo dei personaggi.
La regia di Vinterberg è caratterizzata da una rappresentazione cruda e realistica della vita, senza abbellimenti o giudizi morali.
Attori
Jakob Cedergren offre una performance intensa e commovente nel ruolo di Nick.
Peter Plaugborg è altrettanto convincente nel ruolo di Peter.
Gli attori secondari contribuiscono a creare un ritratto autentico e credibile dei personaggi che popolano il mondo del film.
Il film è basato sull'omonimo romanzo di Jonas T. Bengtsson."Submarino" è stato presentato in concorso al Festival di Berlino 2010.Il titolo del film si riferisce alla sensazione di essere intrappolati e isolati, come in un sottomarino.Il film è un'opera potente e disturbante che esplora i temi della violenza, della dipendenza e del trauma.Il film affronta temi come la violenza, la dipendenza, il trauma infantile e la difficoltà di superare il passato.Esplora anche la fragilità delle relazioni umane e la lotta per la sopravvivenza in un ambiente ostile.Il film sottolinea la tragicità delle vite di chi è ai margini della società.
"Submarino" ha ricevuto recensioni positive dalla critica, che ha elogiato la regia di Vinterberg e le performance degli attori.Il film è stato apprezzato per la sua rappresentazione cruda e realistica della vita ai margini della società.Tuttavia, alcuni critici hanno trovato il film troppo cupo e deprimente.
In sintesi, "Submarino" è un film potente e disturbante che offre uno sguardo senza compromessi sulla vita di due fratelli segnati dal trauma e dalla disperazione. La regia di Vinterberg e le performance degli attori lo rendono un'opera intensa e memorabile.
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Red Rocket è un film del 2021 diretto da Sean Baker. *****
"Red Rocket" segue la storia di Mikey Saber, un ex attore di film per adulti che, dopo anni di carriera a Los Angeles, fa ritorno nella sua città natale in Texas. Senza un soldo e senza un posto dove andare, Mikey cerca di riallacciare i rapporti con la sua ex moglie Lexi e la suocera Leondria, con cui ha un rapporto conflittuale. Nel tentativo di ricostruire la sua vita, Mikey si imbatte in Strawberry, una giovane ragazza che lavora in un negozio di ciambelle, e vede in lei la possibilità di rilanciare la sua carriera nel mondo del cinema per adulti.
Sean Baker è noto per il suo stile di regia realistico e per la sua capacità di raccontare storie di persone ai margini della società. In "Red Rocket", Baker utilizza una combinazione di riprese a mano e inquadrature fisse per creare un senso di immediatezza e intimità. La sua regia è caratterizzata da una grande attenzione ai dettagli e da una profonda empatia per i suoi personaggi.
se ti domandi da dove arriva Tramp, bè magari questo film può aiutarti.
Gli indesiderabili è un film del 2023 diretto da Ladj Ly ***
"Gli indesiderabili" (Bâtiment 5) è un film drammatico del 2023 diretto da Ladj Ly, noto per il suo precedente lavoro "I miserabili". Ecco una panoramica dettagliata:
Il film esplora le tensioni e le dinamiche sociali nelle banlieue parigine, concentrandosi sulle lotte di una comunità contro la gentrificazione e la marginalizzazione.
La storia segue Haby, una giovane donna impegnata nella sua comunità, che si batte contro un progetto di riqualificazione del quartiere che minaccia di demolire il suo palazzo, il "Bâtiment 5".
Il sindaco, interpretato da Alexis Manenti, è una figura chiave nel conflitto, rappresentando le forze che cercano di trasformare il quartiere.
Il film affronta temi come:
La lotta per la casa e il diritto alla città.
Le disuguaglianze sociali e razziali.
Il potere della comunità e la resistenza.
La corruzione politica
Ladj Ly utilizza uno stile di regia realistico e coinvolgente, immergendo lo spettatore nella vita quotidiana della banlieue.
La fotografia e il montaggio contribuiscono a creare un'atmosfera tesa e dinamica.
Il film è caratterizzato da una forte attenzione ai dettagli e da una rappresentazione autentica dei personaggi e dei luoghi.
"Gli indesiderabili" è stato accolto positivamente dalla critica per la sua capacità di affrontare temi sociali urgenti con sensibilità e potenza.
Il film è considerato un'importante testimonianza delle sfide che le comunità marginalizzate affrontano nelle periferie urbane.
Il film è un'ulteriore conferma del forte impegno sociale che caratterizza il cinema di Ladj Ly.
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I ragazzi della Nickel (Nickel Boys) è un film del 2024 diretto da RaMell Ross. ****
"I ragazzi della Nickel": un adattamento potente e crudo
"I ragazzi della Nickel" è un film drammatico del 2024 diretto da RaMell Ross, basato sull'omonimo romanzo vincitore del Premio Pulitzer di Colson Whitehead. La pellicola porta sullo schermo una storia potente e cruda, ambientata negli anni '60 in Florida, che esplora le devastanti conseguenze del razzismo e della violenza istituzionale.
Trama
Il film segue la storia di Elwood Curtis, un giovane afroamericano idealista e studioso, che sogna di frequentare il college e cambiare il mondo. La sua vita prende una svolta drammatica quando viene ingiustamente mandato alla Nickel Academy, una riformatorio per ragazzi neri. Qui, Elwood e il suo amico Turner sono costretti a subire abusi fisici e psicologici, mentre cercano di mantenere la loro dignità e speranza in un ambiente brutale e corrotto.
Temi principali
Razzismo e ingiustizia: Il film mette in luce le profonde disuguaglianze razziali e l'ingiustizia sistemica che affliggevano la società americana negli anni '60, e che continuano a essere rilevanti oggi.
Violenza istituzionale: "I ragazzi della Nickel" denuncia la brutalità e la corruzione delle istituzioni che avrebbero dovuto proteggere i giovani, ma che invece li hanno traditi.
Sopravvivenza e resilienza: Nonostante le avversità, Elwood e Turner dimostrano una straordinaria forza interiore e capacità di sopravvivenza, rifiutandosi di farsi annientare dalla violenza e dall'oppressione.
Memoria e trauma: Il film esplora il modo in cui il trauma può plasmare le vite delle persone e come il passato possa continuare a perseguitare il presente.
Realizzazione e cast
RaMell Ross, noto per il suo documentario acclamato dalla critica "Hale County This Morning, This Evening", porta la sua sensibilità e il suo stile visivo unico all'adattamento di questo romanzo complesso. Il cast include:
Ethan Herisse nel ruolo di Elwood Curtis
Brandon Wilson nel ruolo di Turner
Aunjanue Ellis nel ruolo di Hattie
Craig Tate nel ruolo di Chickie Pete adulto
Daveed Diggs nel ruolo di Elwood adulto
"I ragazzi della Nickel" è stato accolto con grande favore dalla critica, che ha elogiato la sua potente narrazione, le interpretazioni intense e la regia incisiva. Il film è considerato un'opera importante che affronta temi difficili con sensibilità e profondità.
"I ragazzi della Nickel" è un film toccante e necessario, che offre uno sguardo penetrante sulla storia del razzismo in America e sulle sue conseguenze durature. Un'opera che invita alla riflessione e alla discussione, e che lascia un'impronta indelebile nello spettatore.
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Il robot selvaggio (The Wild Robot) è un film del 2024 di Chris Sanders. *****
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"Il robot selvaggio" (The Wild Robot) è un film d'animazione del 2024 diretto da Chris Sanders, noto per aver diretto film come "Dragon Trainer" e "I Croods". Il film è basato sull'omonimo romanzo illustrato per ragazzi di Peter Brown, pubblicato nel 2016.
La storia segue le vicende di Rozzum unità 7134, abbreviato in "Roz", un robot che si ritrova naufrago su un'isola selvaggia e disabitata. Inizialmente, Roz è un'estranea in questo ambiente naturale, ma ben presto inizia ad adattarsi e a imparare a sopravvivere. Osserva gli animali, imita i loro comportamenti e costruisce relazioni con loro.
Un elemento centrale della trama è il rapporto di Roz con un'ochetta orfana. Roz decide di adottarla e di prendersene cura, sviluppando un forte legame materno. Questo aspetto esplora temi come la genitorialità, l'empatia e la capacità di connessione tra esseri diversi.
La vita di Roz sull'isola è messa alla prova quando una squadra di robot viene inviata per recuperarla e riportarla alla civiltà. Roz dovrà prendere decisioni difficili riguardo al suo futuro e al suo posto nel mondo.
Blue Sky è un film del 1994 diretto da Tony Richardson ****
"Blue Sky" è un dramma ambientato negli anni '60, durante il periodo dei test nucleari americani. Il film segue la storia del maggiore Hank Marshall, un ingegnere nucleare dell'esercito, e di sua moglie Carly. Carly è una donna dal carattere esplosivo e dalla bellezza prorompente, che soffre di instabilità emotiva. La sua personalità eccentrica e i suoi comportamenti provocatori mettono spesso in difficoltà Hank, sia nella vita privata che professionale.
La dinamica familiare: Il film esplora il complesso rapporto tra Hank e Carly, fatto di passione, conflitti e difficoltà nel trovare un equilibrio. Le loro figlie, Alex e Becky, osservano e cercano di comprendere le dinamiche dei loro genitori.
La critica ai test nucleari: Hank è coinvolto in un programma di test nucleari, ma inizia a nutrire dubbi sulla sicurezza e sull'etica di tali esperimenti. Quando scopre che alcuni test sono stati condotti in modo negligente, mettendo a rischio la salute delle persone, decide di denunciare la situazione, scontrandosi con i suoi superiori.
Il film è stato diretto da Tony Richardson, un regista britannico noto per la sua versatilità e per la sua capacità di affrontare temi sociali e politici. "Blue Sky" è stato uno degli ultimi film di Richardson, che è morto nel 1991, prima che il film fosse distribuito. La regia di Richardson mette in risalto le intense interpretazioni degli attori e la tensione emotiva della storia.
La natura dell'amore (Simple comme Sylvain) è un film del 2023 di Monia Chokri. ****
La storia ruota attorno a Sophia, una professoressa di filosofia di Montréal, che vive una relazione di lunga data con Xavier, anch'egli professore. La loro vita è caratterizzata da una forte intesa intellettuale, ma la passione è ormai sopita.
La situazione cambia drasticamente quando Sophia incontra Sylvain, un carpentiere incaricato di ristrutturare la loro casa di campagna nelle Laurentides. Sylvain è l'opposto di Xavier: un uomo semplice, istintivo e profondamente legato alla natura.
Tra Sophia e Sylvain scoppia una passione travolgente, che mette in crisi le certezze di Sophia e la costringe a confrontarsi con i suoi desideri più autentici. Il film esplora le dinamiche complesse dell'amore, del desiderio e delle convenzioni sociali, con un tono leggero e ironico.
A Complete Unknown è un film del 2024 di James Mangold. ****
"A Complete Unknown" è un film biografico che esplora gli anni formativi di Bob Dylan, concentrandosi sul suo arrivo a New York nel 1961 e sulla sua rapida ascesa nella scena folk del Greenwich Village. Il film cattura un'epoca di fervore culturale e cambiamento sociale, in cui Dylan emerge come una voce potente e influente.
La trama segue Dylan, un giovane musicista del Minnesota, mentre si immerge nella vibrante scena musicale di New York. Incontra figure chiave come Woody Guthrie, Pete Seeger, Joan Baez e altri artisti che plasmeranno la sua carriera. Il film esplora le sue prime esibizioni nei club del Greenwich Village, la sua firma con la Columbia Records e la sua trasformazione da cantante folk a icona culturale.
Anni '80 , il mondo delle spie in 3 film.
Dossier confidenziale (1985),Regia di David Drury.***
Dossier confidenziale (titolo originale Defence of the Realm) è un thriller politico del 1985 diretto da David Drury. La trama segue Nick Mullen, un giornalista investigativo interpretato da Gabriel Byrne, che scopre una cospirazione governativa che coinvolge i servizi segreti britannici.
Mullen si ritrova coinvolto in un pericoloso gioco di potere mentre cerca di far luce sulla verità, mettendo a rischio la sua vita e quella delle persone a lui vicine. Il film affronta temi come la corruzione, l'abuso di potere e il ruolo della stampa nel controllo delle istituzioni.
Il cast include anche Greta Scacchi, Denholm Elliott e Ian Bannen. Dossier confidenziale è stato apprezzato per la sua suspense e la sua critica sociale.
prime
La formula (The Formula) è un film del 1980, diretto dal regista John G. Avildsen.***
La formula (The Formula) è un film del 1980 diretto da John G. Avildsen. La pellicola è un thriller drammatico con elementi di mistero, ambientato nel mondo delle compagnie petrolifere.
La trama segue il tenente di polizia Barney Caine, interpretato da George C. Scott, che indaga sulla morte di un suo amico. Le sue indagini lo portano a scoprire l'esistenza di una formula segreta, creata dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, in grado di trasformare il carbone in petrolio. Questa scoperta lo catapulta in un pericoloso gioco di potere, dove si scontrerà con potenti interessi economici e politici.Il cast include anche Marlon Brhttps://www.youtube.com/watch?v=Bes62O0Y5-wando nel ruolo di Adam Steiffel, un magnate del petrolio. Il film esplora temi come la corruzione, il potere delle multinazionali e le conseguenze della scoperta di una tecnologia rivoluzionaria.
prime
Investigazione letale è un thriller del 1988 diretto da Simon Langton, con Michael Caine e James Fox. La trama ruota attorno a Frank Harrington (Caine), un ex agente dei servizi segreti britannici che indaga sulla morte sospetta del suo amico Bob, un esperto di lingua russa.
La morte di Bob sembra collegata a una cospirazione all'interno dei servizi segreti, e Frank si trova coinvolto in un pericoloso gioco di spionaggio per scoprire la verità. Il film è ambientato durante la Guerra Fredda e affronta temi come il tradimento, la paranoia e la lealtà.
prime
un pò di OSCAR !
Vogliamo vivere! (To Be or Not to Be),un film del 1942 diretto da Ernst Lubitsch. *****
tutti su mymoviesone
Bridget Jones - Un amore di ragazzo (Bridget Jones: Mad About the Boy) è un film del 2025 di Michael Morris ****
Il film segna il ritorno di Renée Zellweger nei panni dell'iconica Bridget Jones, ma la sua vita ha subito un cambiamento radicale. Bridget è ora una madre single, alle prese con la crescita dei suoi due figli, Billy e Mabel, dopo la tragica scomparsa di Mark Darcy. La narrazione esplora il suo percorso di ripresa, affrontando il dolore del lutto e le sfide della maternità.
Spinta dalla sua "famiglia urbana" e dalla sua amica Miranda, Bridget decide di rimettersi in gioco, sia nel lavoro che in amore. In un tentativo moderno di ritrovare la felicità, si avventura nel mondo delle app di incontri, dove viene subito affascinata da un giovane e intrigante corteggiatore, interpretato da Leo Woodall.
La vita di Bridget è un equilibrio precario tra il caos degli impegni lavorativi, la gestione dei bambini e i tentativi di una nuova relazione. In questo contesto, si trova ad affrontare il giudizio delle "mamme perfette" a scuola, le preoccupazioni per Billy, che sente profondamente la mancanza del padre, e una serie di incontri imbarazzanti, incluso quello con il razionale insegnante di scienze di suo figlio, interpretato da Chiwetel Ejiofor.
"adorabile"
un pò di OSCAR !
È nata una stella (A Star Is Born) è un film del 1937, diretto da William A. Wellman.*****
Lo straniero (The Stranger) è un film del 1946 diretto, interpretato e co-sceneggiato da Orson Welles. *****
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Febbraio è stato un mese ricco di visioni cinematografiche, spaziando tra classici intramontabili e nuove uscite che hanno lasciato il segno. Ecco una selezione dei film che ho avuto il piacere di vedere e recensire sul mio blog:
"Lenny" (1974): Un tuffo nel passato con la magistrale interpretazione di Dustin Hoffman nei panni del comico Lenny Bruce. Un film che ancora oggi fa riflettere sulla libertà di espressione.
"The Animal Kingdom" (2023): Un'opera che esplora i confini tra uomo e animale, con una regia audace e interpretazioni intense.
"Boy" (2010): Un gioiello del cinema neozelandese, diretto da Taika Waititi, che con il suo umorismo agrodolce ci regala una storia di crescita indimenticabile.
"Captain America: Brave New World" (2025): L'attesa è finita! Il nuovo capitolo della saga di Captain America promette azione e colpi di scena.
"Lettere di una novizia" (1960): Un classico del cinema italiano, con una straordinaria interpretazione di Pascale Audret.
"Broken Rage" (2025): Un thriller adrenalinico che tiene lo spettatore incollato allo schermo fino all'ultimo minuto.
"Ciao Marcello, Mastroianni l'antidivo" (2024): Un documentario che celebra l'icona del cinema italiano, Marcello Mastroianni, svelandone il lato più intimo e meno conosciuto.
"Conclave" (2024): Un film che ci porta dietro le quinte del Vaticano, tra intrighi e segreti.
"La stanza accanto" (2024): L'ultimo capolavoro di un regista acclamato, un film intimo e profondo che esplora le dinamiche familiari.
"I motorizzati" (1962): Un classico della commedia italiana, con un cast stellare che ci regala momenti di puro divertimento.
"Ci sei Dio? Sono io, Margaret" (2023): Un film delicato e commovente, che affronta con sensibilità il tema della crescita e della fede.
"Dream Scenario" (2023): Un film originale e sorprendente, che ci porta in un mondo onirico e surreale.
"Abigail" (2024): Un horror che gioca con le nostre paure più profonde, creando un'atmosfera di tensione costante.
"Sacco e Vanzetti" (1971): Un film storico che rievoca una vicenda che ha segnato la storia italiana e americana, con una regia potente e interpretazioni intense.
"Whitebird" (2014): Un film drammatico che affronta temi difficili con grande sensibilità.
"...e tutti risero" (1982): Una commedia sofisticata e divertente, con un cast di grandi star.
"Freak Show" (2017): Un film che celebra la diversità e l'unicità di ogni individuo, con una regia visionaria e interpretazioni straordinarie.
"Megalopolis" (2024): Un film di fantascienza epico e visionario, che ci trasporta in un futuro distopico.
"Gli onorevoli" (1963): Una commedia satirica che mette alla berlina il mondo della politica italiana.
"Il colpo" (2001): Un thriller avvincente e ricco di colpi di scena, con un cast di grandi attori.
Bridget Jones - Un amore di ragazzo (2025) una (per ora) buona conclusione di un sconclusionata Bridget.Adorabile.
Batman: Caped Crusader è una serie televisiva animata del 2024 ****
"Batman: Caped Crusader" è una serie animata che si propone di riportare il personaggio di Batman alle sue radici noir e pulp.La serie è prodotta da figure di spicco come Bruce Timm, J.J. Abrams e Matt Reeves, noti per il loro lavoro nel mondo di Batman.
L'intento è quello di esplorare in profondità la psicologia dei personaggi, con un'attenzione particolare all'atmosfera cupa e misteriosa di Gotham City.La serie è stata creata per la piattaforma streaming Amazon Prime Video, con una prima stagione prevista per il 2024.I creatori hanno promesso una rivisitazione sofisticata e matura del mito di Batman, con un focus sul suo lato investigativo e sulle sue battaglie interiori.Si prevede che la serie esplorerà le origini di molti dei classici cattivi di Batman, offrendo una nuova prospettiva sui loro motivi e sulla loro follia.
Lo stile di animazione è stato progettato per evocare i classici cartoni animati di Batman, ma con un tocco moderno e un'attenzione ai dettagli.La serie è prodotta da Warner Bros. Animation, Bad Robot Productions e 6th & Idaho.La distribuzione è affidata a Amazon Prime Video, che ha acquisito i diritti della serie.In sintesi, "Batman: Caped Crusader" si presenta come una serie animata ambiziosa e promettente, che mira a conquistare sia i fan di lunga data di Batman che le nuove generazioni.
Il colpo (Heist) è un film del 2001 diretto da David Mamet ****
Joe Moore (Gene Hackman) è un ladro professionista che, insieme alla sua squadra composta dalla moglie Fran (Rebecca Pidgeon), Bobby Blane (Delroy Lindo) e Don "Pinky" Pincus (Ricky Jay), porta a termine una serie di colpi ben pianificati. Tuttavia, durante un furto in una gioielleria, il suo volto viene ripreso da una telecamera di sorveglianza, compromettendo la sua sicurezza e quella della sua squadra.
Il ricettatore Mickey Bergman (Danny DeVito), che finanzia i colpi di Joe, si rifiuta di pagargli la somma pattuita e lo costringe a partecipare a un ultimo, rischioso colpo: rubare un carico di lingotti d'oro svizzeri da un aereo in partenza. Per assicurarsi la sua collaborazione, Bergman aggiunge alla squadra suo nipote Jimmy Silk (Sam Rockwell), un giovane e ambizioso ladro.
Joe, riluttante, accetta l'incarico e inizia a pianificare il colpo, ma ben presto si rende conto che la situazione è più complicata del previsto. Tra tradimenti, doppi giochi e colpi di scena, Joe dovrà mettere in campo tutta la sua astuzia e la sua esperienza per portare a termine il colpo e proteggere la sua squadra.
"I motorizzati" è una commedia a episodi del 1962 diretta da Camillo Mastrocinque, che offre uno spaccato divertente e ironico del rapporto degli italiani con l'automobile all'inizio degli anni '60.
Il film è composto da diversi episodi, ognuno con una storia a sé stante, che ruotano attorno al tema dell'automobile e delle disavventure che essa può causare. Tra gli episodi più noti:L'acquisto dell'auto: una coppia alle prese con l'acquisto di una nuova auto, tra difficoltà economiche e scelte difficili.Il furto dell'auto: un uomo viene scambiato per un ladro mentre cerca di recuperare le chiavi della sua auto, dimenticate all'interno.La gita fuori porta: un gruppo di amici alle prese con una gita in auto, tra imprevisti e litigi.L'incidente: un uomo si trova coinvolto in un incidente stradale e deve affrontare le conseguenze.Attraverso queste storie, il film mette in luce i vizi e le virtù degli italiani, il loro rapporto con l'automobile e le situazioni comiche che possono nascere dalla vita quotidiana.Interpreti:Il film vanta un cast di grandi attori comici italiani:Nino Manfredi,Ugo Tognazzi,Franca Valeri,Walter Chiari,Franco e Ciccio e Aroldo Tieri."I motorizzati" è un film divertente e leggero, che offre uno spaccato interessante della società italiana degli anni '60.
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"Gli onorevoli" è una commedia satirica italiana del 1963 diretta da Sergio Corbucci, che offre uno spaccato pungente e divertente del mondo politico italiano degli anni '60.Il film si articola in cinque episodi, ognuno incentrato su un diverso candidato politico durante la campagna elettorale:Antonio La Trippa (Totò): un esponente del Partito della Restaurazione, un monarchico nostalgico che cerca di farsi eleggere con metodi stravaganti e spesso ridicoli.Bianca Sereni (Franca Valeri): una democristiana femminista ante litteram, che si trova a confrontarsi con le ipocrisie del suo partito e che finisce per innamorarsi di un uomo pagato per comprometterla.Giuseppe Mollica (Peppino De Filippo): un esponente del Movimento Sociale Italiano (MSI), che cerca di ottenere consensi con discorsi infuocati e populisti.Rossani-Breschi (Gino Cervi): un liberale conservatore, che conduce una campagna elettorale salottiera, ma che viene coinvolto nelle disavventure del figlio.Saverio Fallopponi (Aroldo Tieri): un intellettuale comunista, che rinuncia ai suoi ideali per un'opportunità lavorativa negli Stati Uniti.Attraverso le vicende di questi personaggi, il film mette in luce le contraddizioni, le ambizioni e le meschinità del mondo politico, con uno stile comico e grottesco.
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Megalopolis è un film del 2024 di Francis Ford Coppola. **
"Megalopolis" è ambientato in una New York futuristica, ribattezzata "New Rome", una megalopoli distopica che fonde elementi dell'antica Roma con l'America moderna. La trama ruota attorno a:
Cesar Catilina (Adam Driver):Un architetto visionario con il potere di fermare il tempo.Il suo obiettivo è ricostruire New Rome in un'utopia sostenibile, utilizzando un materiale rivoluzionario chiamato "Megalon".È tormentato dal rimorso per la morte della moglie.
Franklyn Cicero (Giancarlo Esposito):Il corrotto sindaco di New Rome.Rappresenta il potere conservatore e lo status quo, opponendosi ai piani di Catilina.
Julia Cicero (Nathalie Emmanuel):La figlia del sindaco.Si trova divisa tra la lealtà verso il padre e l'amore per Catilina.La sua posizione la porterà a una profonda crisi personale.
La narrazione esplora il conflitto tra questi personaggi, mentre la città è dilaniata da disordini civili. Catilina cerca di guidare l'umanità verso un futuro utopico, mentre Cicero è determinato a mantenere il suo controllo. La storia quindi si svolge in un contesto di corruzione politica, decadenza e la lotta per il futuro di New Rome.
raramente commento un brutto film, ma questo per ovvi motivi(il regista) due stelline**se le merita, peccato.
Sacco e Vanzetti è un film del 1971 diretto da Giuliano Montaldo
"Sacco e Vanzetti" è un film del 1971 diretto da Giuliano Montaldo, che narra la controversa vicenda di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, due immigrati italiani anarchici, ingiustamente accusati di omicidio e rapina negli Stati Uniti degli anni '20. Il film, con le interpretazioni magistrali di Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla, è un'opera di forte impatto emotivo e di denuncia sociale, che ha segnato la storia del cinema italiano.
Il film ripercorre le tappe cruciali della vicenda, dall'arresto dei due italiani nel 1920, all'ingiusto processo, fino alla loro esecuzione sulla sedia elettrica nel 1927. Montaldo mette in luce le contraddizioni e i pregiudizi del sistema giudiziario americano dell'epoca, in cui il sentimento anti-italiano e anti-anarchico giocò un ruolo determinante nella condanna dei due innocenti.
Freak Show - (2017) Un film di Trudie Styler
"Freak Show" è un film del 2017 diretto da Trudie Styler, basato sull'omonimo romanzo di James St. James. Ecco alcuni punti chiave:
Il film segue la storia di Billy Bloom, un adolescente eccentrico e genderfluid che si trasferisce in una scuola superiore conservatrice.
Billy affronta il bullismo e la discriminazione, ma risponde con audacia e creatività, candidandosi a reginetta del ballo della scuola.Il film esplora temi di accettazione di sé, individualità e lotta contro i pregiudizi.
Il film affronta temi importanti come l'accettazione di sé, la lotta contro il bullismo e la discriminazione, e l'importanza dell'individualità.Il film vuole mandare un messaggio di coraggio nel mostrare la propria individualità.
"Freak Show" ha ricevuto recensioni contrastanti dalla critica, con alcuni che hanno elogiato la sua estetica visiva e il messaggio positivo, mentre altri hanno criticato la sua narrazione.
Il pubblico ha apprezzato il film per la sua carica di positività e per il messaggio di accettazione.In sintesi, "Freak Show" è un film che celebra l'individualità e incoraggia gli spettatori ad abbracciare la propria unicità.
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White Bird (White Bird in a Blizzard) è un film del 2014 diretto da Gregg Araki.
Il film, ambientato nel 1988, segue la storia di Kat Connors, una diciassettenne la cui vita viene sconvolta dalla misteriosa scomparsa della madre, Eve. Kat, inizialmente, sembra non risentire troppo della scomparsa, concentrandosi sulla sua vita da adolescente, tra amici e la scoperta della sessualità. Tuttavia, attraverso flashback, il film rivela la complessa e tesa dinamica familiare, con una madre insoddisfatta e un padre distaccato.
La scomparsa di Eve porta Kat a confrontarsi con i segreti nascosti della sua famiglia, portandola a scoprire verità scomode sulla vita di sua madre e sul suo matrimonio. Il ritorno a casa dal college riapre vecchie ferite e mette in discussione le certezze di Kat, portandola a scoprire la verità sulla scomparsa di Eve.
Gregg Araki, noto per il suo stile visivo distintivo e per l'esplorazione di temi adolescenziali e di disagio esistenziale, dirige "White Bird in a Blizzard". Il suo tocco autoriale è evidente nella rappresentazione onirica e surreale di alcuni momenti, così come nella colonna sonora che contribuisce a creare un'atmosfera sospesa e inquietante.
Porky's - Questi pazzi pazzi porcelloni! (Porky's) è un film del 1981 diretto da Bob Clark ***
"Porky's - Questi pazzi pazzi porcelloni!" è una commedia goliardica del 1981 diretta da Bob Clark, divenuta un cult degli anni '80. Ecco alcuni punti chiave sul film:
Il film è ambientato negli anni '50 in Florida e segue le vicende di un gruppo di studenti liceali ossessionati dal sesso. I ragazzi cercano di perdere la verginità e di soddisfare le loro pulsioni adolescenziali, spesso ricorrendo a scherzi e bravate.Il loro obiettivo principale è il "Porky's", un locale notturno malfamato gestito da un uomo corrotto e violento, dove sperano di trovare avventure erotiche.Dopo essere stati umiliati dal proprietario del locale, i ragazzi decidono di vendicarsi in modo esilarante e caotico.
Il film è noto per il suo umorismo sboccato, le scene di nudo e le situazioni comiche estreme.
Ha contribuito a definire il genere delle commedie adolescenziali degli anni '80, insieme a film come "Animal House".
Nonostante le critiche per il suo contenuto volgare, il film ha avuto un enorme successo commerciale, diventando uno dei film più redditizi del 1981.Le tematiche trattate nel film sono quelle classiche delle commedie adolescenziali americane, ovvero il sesso, gli scherzi goliardici e la rivalsa verso le figure di autorità.
"Porky's" ha generato due sequel: "Porky's II - Il giorno dopo" (1983) e "Porky's III - La rivincita!" (1985).Il film ha influenzato numerose commedie successive, stabilendo un modello per il genere.
È considerato un simbolo della cultura pop degli anni '80, con le sue battute memorabili e i personaggi iconici.
Bob Clark, il regista, si è ispirato alle sue esperienze adolescenziali in Florida per scrivere la sceneggiatura.
Il film ha suscitato polemiche per il suo contenuto esplicito, ma ciò ha contribuito ad aumentarne la notorietà.
In sintesi, "Porky's" è un film che ha segnato un'epoca, offrendo una visione esagerata e divertente dell'adolescenza.
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Abigail è un film del 2024 diretto da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett. ***
"Abigail" si apre con un gruppo eterogeneo di criminali, ciascuno con abilità specifiche, reclutati per un compito apparentemente semplice: rapire una ragazzina di 12 anni, Abigail, figlia di un potente boss della malavita. Il piano è chiaro: rinchiuderla in una villa isolata e attendere il pagamento di un riscatto di 50 milioni di dollari.
La villa, isolata e labirintica, diventa la prigione sia dei rapitori che della loro vittima. Tuttavia, ben presto, l'atmosfera si fa sinistra. I criminali iniziano a sperimentare eventi inquietanti e a rendersi conto che Abigail non è una bambina normale. La sua natura vampirica si rivela gradualmente, trasformando la villa in un teatro di orrore.
La narrazione si sviluppa in un crescendo di tensione e violenza, con i rapitori che diventano prede. Abigail, con la sua agilità sovrannaturale e sete di sangue, li bracca uno dopo l'altro. La trama esplora la lotta per la sopravvivenza in un ambiente claustrofobico, dove i ruoli di predatore e preda si invertono.
La notte del 12 (La Nuit du 12) è un film del 2022 diretto da Dominik Moll.****
La notte del 12 è un film poliziesco del 2022 diretto da Dominik Moll, con protagonisti Bastien Bouillon e Bouli Lanners nei ruoli di due poliziotti.
La pellicola è stata presentata in anteprima il 20 maggio 2022 nella sezione Cannes Première del 75º Festival di Cannes. Ha ricevuto sei candidature ai Premi César 2023, vincendo poi come miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura non originale, migliore colonna sonora, miglior montaggio e miglior attore non protagonista.
Yohan Vivès è un giovane e ambizioso capitano di polizia che sta per diventare padre. La notte del 12, Clara Royer, una ragazza di 21 anni, viene arsa viva mentre torna a casa. L'omicidio sconvolge la comunità locale e Yohan è determinato a trovare il colpevole.
Le indagini lo portano a interrogare numerosi sospetti, tra cui l'ex fidanzato di Clara, i suoi amici e alcuni abitanti del villaggio. Yohan si imbatte in un muro di omertà e reticenze, ma non si arrende.
Con l'aiuto del suo collega Marceau, Yohan cerca di ricostruire le ultime ore di vita di Clara e di capire chi potesse avere un movente per ucciderla. Le indagini si fanno sempre più complesse e Yohan si trova a dover fare i conti con i suoi limiti e con la brutalità della realtà criminale.
Il film affronta temi quali la violenza di genere, la difficoltà di risolvere i crimini e la fragilità della condizione umana.
Premi César 2023: miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura non originale, migliore colonna sonora, miglior montaggio e miglior attore non protagonista.
In concorso all'Alpe d'Huez Film Festival 2023.
Miglior film al Premio Lumière 2023.
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Dream Scenario - Hai mai sognato quest'uomo? (Dream Scenario) è un film del 2023 di Kristoffer Borgli. ****
Dream Scenario - Hai mai sognato quest'uomo? è un film del 2023 diretto da Kristoffer Borgli, con Nicolas Cage nel ruolo del protagonista. La pellicola è una commedia nera satirica che esplora i temi della fama, della viralità e della cultura della cancellazione.
Paul Matthews è un anonimo professore di biologia che improvvisamente inizia ad apparire nei sogni di milioni di persone in tutto il mondo. Inizialmente, la sua presenza onirica è percepita come positiva e divertente, ma col tempo si trasforma in un incubo per molti. I sogni diventano sempre più inquietanti e violenti, e Paul si ritrova a essere odiato e temuto da tutti. La sua vita viene sconvolta da questa inattesa celebrità, che lo porta a perdere il lavoro, la famiglia e la reputazione.
Kristoffer Borgli è un regista norvegese noto per il suo stile eccentrico e provocatorio. In Dream Scenario, Borgli utilizza un linguaggio cinematografico originale e sorprendente, alternando momenti comici a sequenze più drammatiche e inquietanti. La regia è caratterizzata da un uso sapiente della fotografia, delle musiche e degli effetti sonori, che contribuiscono a creare un'atmosfera surreale e disturbante.
Ci sei Dio? Sono io, Margaret. (Are You There, God? It's Me, Margaret)un film del 2023 di Kelly Fremon Craig*****
Ci sei Dio? Sono io, Margaret è un film del 2023 scritto e diretto da Kelly Fremon Craig, con protagonista Abby Ryder Fortson nei panni di Margaret. La pellicola è l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo per ragazzi del 1970 scritto da Judy Blume.
La undicenne Margaret Simon si trasferisce con la famiglia da New York nel New Jersey. Qui fa nuove amicizie ed è alle prese con i cambiamenti tipici dell'età pre-adolescenziale: lo sviluppo del seno, il primo ciclo, i primi turbamenti sentimentali. Margaret è alla ricerca di una propria identità e, allo stesso tempo, vuole trovare una religione da seguire. Nonostante sia figlia di madre cristiana e padre ebreo, Margaret non ha ancora scelto quale fede professare, ma è comunque legata a Dio e quotidianamente gli rivolge delle preghiere.
Le riprese del film sono iniziate nel maggio 2022 in North Carolina e sono terminate nell'agosto dello stesso anno.
Oltre alla protagonista Abby Ryder Fortson, nel cast sono presenti anche Rachel McAdams e Kathy Bates, rispettivamente nei ruoli della madre e della nonna di Margaret.
La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 28 aprile 2023, mentre in Italia è disponibile dal 14 giugno dello stesso anno.
Il film ha ricevuto un'accoglienza calorosa da parte del pubblico ed è stato promosso dalla critica, che ne ha elogiato la sceneggiatura, la regia e le interpretazioni degli attori.
Il film affronta con delicatezza e profondità temi importanti quali la crescita, l'amicizia, i cambiamenti del corpo, la famiglia e la religione.
Il romanzo originale di Judy Blume è stato pubblicato per la prima volta nel 1970 ed è diventato un classico della letteratura per ragazzi, vendendo oltre 10 milioni di copie.
La pellicola è stata girata in diverse località della Carolina del Nord, tra cui le città di Charlotte, Wilmington e Winston-Salem.
La colonna sonora del film include brani musicali di artisti famosi, come Taylor Swift e Harry Styles.
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Amore e rabbia è un film collettivo italo-francese del 1969, composto da cinque episodi diretti da altrettanti registi. Marco Bellocchio, Bernardo Bertolucci, Pier Paolo Pasolini, Jean-Luc Godard, Carlo Lizzani. ***
Il film è una pellicola collettiva a episodi, ispirata a cinque parabole del Vangelo, diretti da altrettanti registi di fama internazionale.
Gli episodi sono:
"L'indifferenza" di Carlo Lizzani, tratto dalla parabola del buon samaritano. Un uomo (Tom Baker) chiede invano aiuto dopo un incidente stradale. L'unico automobilista che si ferma è un ricercato dalla polizia.
"Agonia" di Bernardo Bertolucci, ispirato alla parabola del ricco Epulone. Un uomo ricco (Julian Beck) sta morendo nella sua lussuosa villa, mentre fuori infuria la rivolta.
"La sequenza del fiore di carta" di Pier Paolo Pasolini, ispirato alla parabola del fico sterile. Un uomo (Ninetto Davoli) viene ucciso per aver strappato un fiore di carta.
"L'amore" di Jean-Luc Godard, ispirato alla parabola del figliol prodigo. Un giovane (Nino Castelnuovo) torna a casa dopo aver sperperato la sua eredità.
"Discutiamo, discutiamo" di Marco Bellocchio, ispirato alla parabola dei talenti. Un gruppo di studenti universitari discute sul significato della contestazione.
Il film è una pellicola collettiva a episodi, ispirata a cinque parabole del Vangelo, diretti da altrettanti registi di fama internazionale.
Gli episodi sono:
"L'indifferenza" di Carlo Lizzani, tratto dalla parabola del buon samaritano. Un uomo (Tom Baker) chiede invano aiuto dopo un incidente stradale. L'unico automobilista che si ferma è un ricercato dalla polizia.
"Agonia" di Bernardo Bertolucci, ispirato alla parabola del ricco Epulone. Un uomo ricco (Julian Beck) sta morendo nella sua lussuosa villa, mentre fuori infuria la rivolta.
"La sequenza del fiore di carta" di Pier Paolo Pasolini, ispirato alla parabola del fico sterile. Un uomo (Ninetto Davoli) viene ucciso per aver strappato un fiore di carta.
"L'amore" di Jean-Luc Godard, ispirato alla parabola del figliol prodigo. Un giovane (Nino Castelnuovo) torna a casa dopo aver sperperato la sua eredità.
"Discutiamo, discutiamo" di Marco Bellocchio, ispirato alla parabola dei talenti. Un gruppo di studenti universitari discute sul significato della contestazione.
I temi principali del film sono la violenza, l'emarginazione, la contestazione e il rapporto tra individuo e società. Ogni episodio affronta uno di questi temi attraverso una rilettura in chiave moderna delle parabole evangeliche.
Lo stile del film è molto vario, in quanto ogni episodio ha un proprio regista e una propria estetica. Tuttavia, è possibile individuare alcuni elementi comuni, come l'uso di immagini forti e simboliche, la sperimentazione linguistica e la riflessione critica sulla realtà contemporanea.
Il film è stato prodotto da una collaborazione italo-francese tra la Castoro Film e la Anouchka Film. Le riprese sono state effettuate in Italia e in Francia.
Il film è stato presentato in concorso al Festival di Cannes nel 1969. È stato poi distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 29 maggio dello stesso anno.
Il film è stato accolto in modo contrastante dalla critica. Alcuni hanno apprezzato la sua originalità e la sua capacità di affrontare temi importanti in modo provocatorio. Altri lo hanno criticato per la sua frammentarietà e per la sua eccessiva intellettualizzazione.
Il film è stato realizzato in un periodo di grande fermento politico e sociale, caratterizzato dalle proteste studentesche del '68 e dalla contestazione giovanile.
Il titolo del film, "Amore e rabbia", fa riferimento ai due sentimenti che animano i protagonisti degli episodi: l'amore per la vita e la rabbia contro le ingiustizie sociali.
Il film è stato restaurato nel 2019 in occasione del 50º anniversario della sua uscita.
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corto
You Hide Me di Nii Kwate Owoo (1970)***
Sepolti nelle profondità dei sotterranei del British Museum, nascosti in buste di plastica e scatole di legno, vi sono moltissimi artefatti africani rari e antichi. Un giorno, queste opere vengono svelate per la prima volta, mostrando l’enorme quantità di arte africana rubata dalle forze coloniali.
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In spirito di Nicolò Folin (2024)***
Nell'aprile del 1499 Il duca di Ferrara invia il giovane cortigiano Zoanin e il capitano dei balestrieri a Viterbo prelevare clandestinamente Lucia, una santa ventenne famosa in tutta Italia per le sue stimmate. Durante il viaggio fra boschi e borghi abbandonati, Zoanin dovrà decidere del destino della giovane.
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Aliou, un promettente studente di belle arti a Parigi, vende un dipinto della madre morta a un famoso collezionista per 3000 euro. Dopo la vendita, deve affrontare le conseguenze finanziarie nascoste di questo scambio.
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La stanza accanto (The Room Next Door) è un film del 2024 diretto da Pedro Almodóvar. *****
"La stanza accanto" esplora le complesse dinamiche dell'amicizia femminile attraverso la storia di due donne, Ingrid e Martha, che si ritrovano dopo anni di lontananza a causa della malattia di una delle due.
Ingrid è una scrittrice di successo che ha sempre avuto difficoltà ad affrontare il tema della morte. Martha, al contrario, è una reporter di guerra che ha vissuto esperienze traumatiche e che ora deve affrontare una malattia grave. Il loro incontro in ospedale, nella stanza accanto, diventa un'occasione per affrontare i nodi del passato, le paure e i segreti che hanno segnato le loro vite.
Il film è un'intensa riflessione sulla vita, sulla morte, sull'amicizia e sull'amore, temi cari al regista spagnolo.
Mula sa Kung Ano ang Noon (From What Is Before) è un film del 2014 diretto da Lav Diaz.
La pellicola è ambientata nelle zone rurali delle Filippine durante il periodo della legge marziale del dittatore Ferdinand Marcos.
La storia è incentrata sulle vite di alcuni abitanti di un villaggio isolato, le cui esistenze vengono sconvolte da eventi misteriosi e soprannaturali.
Il film è noto per la sua lunga durata (228 minuti) e per il suo stile narrativo lento e contemplativo.
Ha vinto il Pardo d'oro al Festival del cinema di Locarno nel 2014.
mubi
Conclave è un film del 2024 diretto da Edward Berger. ****
"Conclave" è un film del 2024 diretto da Edward Berger, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Robert Harris. La pellicola è un thriller psicologico e morale ambientato nel mondo chiuso e ricco di segreti del Vaticano, durante il conclave per l'elezione del nuovo Papa.
Dopo la morte improvvisa di un Papa molto amato, i cardinali di tutto il mondo si riuniscono in conclave per eleggere il suo successore. Tra loro, il cardinale Thomas Lawrence, decano del collegio cardinalizio, è incaricato di organizzare e supervisionare l'evento. Lawrence, uomo di grande integrità e profonda fede, si trova però a dover fare i conti con le complesse dinamiche di potere che emergono durante il conclave.
I cardinali in lizza per il papato sono figure complesse, con ambizioni personali, segreti nascosti e diverse visioni sul futuro della Chiesa. Mentre le votazioni procedono, emergono intrighi, cospirazioni e rivelazioni che mettono a dura prova la fede e i valori di Lawrence. Il cardinale si trova così coinvolto in una lotta silenziosa e spietata per il potere, dove ogni voto può ribaltare il destino della Chiesa cattolica.
Ciao Marcello, Mastroianni l'antidivo, (2024) - Un film di Fabrizio Corallo ***
Ciao Marcello, Mastroianni l'antidivo, diretto da Fabrizio Corallo, è un docufilm del 2024 dedicato a Marcello Mastroianni, uno dei più grandi attori italiani di tutti i tempi. Il film è stato realizzato in occasione del centenario della nascita di Mastroianni e ripercorre la sua vita e la sua carriera attraverso immagini di repertorio, interviste e testimonianze di chi lo ha conosciuto e ha lavorato con lui.Il documentario si concentra sulla figura di Mastroianni come uomo e come attore, raccontando la sua infanzia, la sua passione per il teatro, i suoi primi ruoli al cinema e il successo internazionale. Il film esplora anche il suo rapporto con le donne, la sua vita privata e il suo impegno politico e sociale.
Il film è stato prodotto da Surf Film, Dean Film e Luce Cinecittà, con la partecipazione di Rai Documentari. La sceneggiatura è di Fabrizio Corallo, mentre la fotografia è di Giulio Bottini. Il montaggio è di Graziano Falzone, le musiche di Vittorio Giannelli.
Il documentario è stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma nel 2024 ed è stato trasmesso in televisione su Rai 3 il 29 ottobre 2024.Il film ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Nastro d'Argento come miglior documentario nel 2025. La critica ha apprezzato la capacità del film di raccontare la figura di Mastroianni in modo inedito e originale, attraverso un linguaggio semplice e coinvolgente.
Il titolo del film, "Ciao Marcello, Mastroianni l'antidivo", sottolinea l'aspetto più umano e privato dell'attore, lontano dai riflettori e dai personaggi che ha interpretato. Il documentario si sofferma anche sulla sua "antidiva", ovvero sulla sua capacità di essere sempre se stesso, nonostante il successo e la fama.Il film è arricchito da numerose interviste a personaggi che hanno conosciuto e lavorato con Mastroianni, tra cui Sophia Loren, Catherine Deneuve, Anna Maria Ferrero e Lina Wertmüller. Le loro testimonianze offrono un ritratto ancora più completo e sfaccettato dell'attore."Ciao Marcello, Mastroianni l'antidivo" è un documentario imperdibile per tutti gli amanti del cinema italiano e per chi vuole conoscere più da vicino la figura di Marcello Mastroianni, un artista che ha saputo incarnare l'anima del nostro paese con la sua eleganza, la sua ironia e il suo talento.
Il film è stato realizzato in occasione del centenario della nascita di Marcello Mastroianni, ricorrenza celebrata nel 2024. Questa ricorrenza ha offerto l'occasione per una riflessione più ampia sulla sua figura, non solo come attore, ma anche come uomo.
Il regista Fabrizio Corallo, attraverso il suo lavoro, ha cercato di offrire uno sguardo inedito su Mastroianni, focalizzandosi sulla sua umanità e sulla sua "antidiva". L'obiettivo era quello di mostrare un Mastroianni più autentico e privato, lontano dagli stereotipi e dalle luci della ribalta.
Il documentario si articola attraverso una narrazione per immagini, con l'attore Luca Argentero che, tra un filmato d'archivio e l'altro, racconta a una giovane assistente montatrice (Barbara Venturato) la vita e la carriera di Mastroianni. Questa struttura permette di ripercorrere le tappe fondamentali della sua esistenza, dalla giovinezza ai successi internazionali.
Il film utilizza un ricco materiale di repertorio, tra cui filmati d'archivio, interviste e testimonianze di colleghi e amici di Mastroianni. Questo materiale offre uno spaccato prezioso sulla sua vita, sulla sua carriera e sul suo modo di intendere il cinema.
Il documentario presenta anche interviste esclusive a personaggi che hanno conosciuto e lavorato con Mastroianni, come Sophia Loren, Catherine Deneuve e Lina Wertmüller. Le loro testimonianze contribuiscono a delineare un ritratto ancora più completo e sfaccettato dell'attore.
"Ciao Marcello, Mastroianni l'antidivo" ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Nastro d'Argento come miglior documentario nel 2025. Questo premio sottolinea la qualità del lavoro di Corallo e la sua capacità di raccontare la figura di Mastroianni in modo originale e coinvolgente.
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L'amore secondo Kafka, del 2024 diretto da Judith Kaufmann e Georg Maas.***
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East Palace, West Palace) è un film del 1996 diretto da Zhang Yuan. ***
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Broken Rage è un film del 2024 diretto da Takeshi Kitano.***
Prime
Lettere di una novizia è un film del 1960 diretto da Alberto Lattuada. ***
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Captain America: Brave New World è un film del 2025 diretto da Julius Onah.****
Captain America: Brave New World è un film del 2025 co-scritto e diretto da Julius Onah. Basato sul personaggio di Sam Wilson dei fumetti Marvel, è il 35º film del Marvel Cinematic Universe (MCU) e il sequel di "Captain America: Civil War" (2016), nonché la continuazione della miniserie televisiva "The Falcon and the Winter Soldier" (2021).
Dopo gli eventi di "The Falcon and the Winter Soldier", Sam Wilson, interpretato da Anthony Mackie, assume il ruolo di Captain America. La storia si svolge in un'America contemporanea lacerata da profonde fratture ideologiche e sociali. Sam Wilson incontra il neoeletto presidente degli Stati Uniti, Thaddeus "Thunderbolt" Ross, interpretato da Harrison Ford, e si ritrova nel bel mezzo di un incidente internazionale. La vicenda ruota attorno alla scoperta di un gigantesco cadavere di un essere celestiale emerso dalle profondità dell'Oceano Indiano, trasformato in un giacimento di risorse strategiche ambito da numerose potenze globali.
Julius Onah, noto per il suo lavoro in "The Cloverfield Paradox" (2018), ha co-scritto e diretto il film. La produzione del film ha affrontato numerose peripezie, con cinque differenti sceneggiatori che si sono alternati durante la preparazione. Il lungometraggio è stato praticamente ricostruito da zero, con nuove scene, una riscrittura completa della trama, una riorganizzazione del montaggio e sostanziali modifiche strutturali
Boy è un film del 2010 scritto, diretto ed interpretato da Taika Waititi ****
Boy è un film del 2010 scritto, diretto ed interpretato da Taika Waititi. La pellicola, di produzione neozelandese, è stata presentata in anteprima al Sundance Film Festival nel gennaio del 2010, dove ha vinto il premio della giuria nella sezione World Cinema Dramatic.
Nuova Zelanda, 1984. Boy è un undicenne che vive in un piccolo paese con la nonna, il fratellino Rocky e i loro cuginetti. 1 Boy è un grande fan di Michael Jackson e sogna di incontrare suo padre, Alamein, che è in prigione. Un giorno, suo padre esce di prigione e torna a casa. Boy è entusiasta di avere finalmente un padre, ma ben presto si rende conto che Alamein è un uomo immaturo ed egoista, più interessato a trovare un tesoro nascosto che a fare il padre.
La regia di Taika Waititi è caratterizzata da uno stile semplice e diretto, con una narrazione lineare e un ritmo ben cadenzato. Il regista utilizza spesso l'umorismo per raccontare una storia commovente e poetica.
Il protagonista del film è James Rolleston, che interpreta Boy con grande naturalezza e spontaneità. Il resto del cast è composto da attori non professionisti, scelti da Waititi per la loro autenticità.
Il film è stato girato in Nuova Zelanda, nella regione di Bay of Plenty. Il titolo originale del film era "Tama Tu", che in lingua maori significa "figlio di". Il film è stato dedicato alla memoria del padre di Taika Waititi, morto durante le riprese.
I temi principali del film sono l'infanzia, la famiglia, l'amicizia e la perdita. Il film racconta la storia di un bambino che deve affrontare la realtà della vita, con le sue gioie e i suoi dolori.
Il film è stato accolto molto positivamente dalla critica, che ha lodato la regia, la sceneggiatura e le interpretazioni degli attori. Il film ha vinto numerosi premi, tra cui il premio del pubblico al Toronto International Film Festival.
Taika Waititi è un regista, sceneggiatore e attore neozelandese, diventato famoso soprattutto per aver diretto pellicole di successo come Thor: Ragnarok, Jojo Rabbit e Thor: Love and Thunder.
Film di Hollywood diretti da Taika Waititi:
Lanterna Verde (2011): in questo film Waititi è solo attore nel ruolo di Thomas Kalmaku, migliore amico del protagonista. La pellicola non ebbe molto successo, ma fu comunque importante per la sua carriera.
Thor: Ragnarok (2017): il suo primo film hollywoodiano da regista, un successo mondiale che ha incassato quasi 854 milioni di dollari.
Jojo Rabbit (2019): una commedia satirica ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, in cui Waititi interpreta anche il ruolo di Adolf Hitler. Ha vinto numerosi premi, tra cui l'Oscar alla migliore sceneggiatura non originale.
Thor: Love and Thunder (2022): il sequel di Thor: Ragnarok, un altro grande successo al botteghino.
Altri film di successo scritti e/o diretti da Taika Waititi:
Boy (2010)
Selvaggi in fuga (2016)
Curiosità:
Taika Waititi è anche un attore ed è apparso in diversi film, tra cui Lanterna Verde, Avengers: Endgame e The Suicide Squad - Missione suicida.
Ha anche lavorato come sceneggiatore per alcuni film, tra cui Oceania.
Nel 2020 ha vinto il premio Oscar per la migliore sceneggiatura non originale per il film Jojo Rabbit.
Nel 2022 è stato scelto per dirigere un nuovo film della saga di Star Wars.
mubi
Stella è innamorata è un film del 2022, diretto da Sylvie Verheyde.***
Stella è innamorata: Un racconto di formazione ambientato negli anni '80
"Stella è innamorata" è un film del 2022 diretto da Sylvie Verheyde, che ci trasporta nella Parigi del 1985, seguendo le vicende di Stella, una giovane donna alle prese con le sfide della vita e dell'amore. Il film, una commedia drammatica, è un racconto di formazione che esplora temi come la crescita personale, le relazioni familiari e sentimentali, e la ricerca della propria identità.
Stella è una ragazza come tante, con una famiglia problematica e un futuro incerto. Sua madre è disoccupata, suo padre è assente e la scuola non la stimola. Nonostante le difficoltà, Stella non perde la speranza e cerca la felicità. Un giorno, in discoteca, incontra un ragazzo che le piace molto e con cui, per la prima volta, si lascia andare. Questo incontro segna l'inizio di un periodo di cambiamenti e scoperte per Stella, che dovrà affrontare le proprie paure e insicurezze per trovare il suo posto nel mondo.
Limonov (Limonov: The Ballad) è un film del 2024 diretto da Kirill Serebrennikov. ***
Il film "Limonov: The Ballad", diretto dal visionario regista russo Kirill Serebrennikov, è un'opera cinematografica intensa e coinvolgente che esplora la vita tumultuosa e controversa dello scrittore e poeta russo Ėduard Limonov. Basato sull'omonima biografia romanzata scritta da Emmanuel Carrère, il film è un ritratto affascinante di un uomo complesso, un ribelle anticonformista che ha sfidato le convenzioni sociali e politiche del suo tempo.
Shaker.are
La casa - Il risveglio del male (Evil Dead Rise) è un film del 2023 diretto da Lee Cronin,***
quinto capitolo della celebre saga Evil Dead, creata da Sam Raimi. Il film si distacca dall'ambientazione tradizionale della capanna nei boschi per esplorare un contesto urbano, introducendo una storia che si svolge in un condominio fatiscente di Los Angeles.La trama segue Beth, una donna in cerca di sua sorella Ellie, madre single di tre figli. La scoperta di un antico libro maledetto, il Necronomicon, scatena una terrificante invasione demoniaca, trasformando Ellie in una spietata "Deadite". La famiglia, intrappolata nell'edificio e separata dal mondo esterno, deve affrontare orrori indicibili mentre lotta per la sopravvivenza.Il film si distingue per la sua atmosfera tesa e l'uso magistrale di effetti pratici, con un'esplosione di sangue e violenza che rende omaggio allo spirito splatter della saga originale. Pur mantenendo i temi classici, come l'ineluttabilità del male e i legami familiari corrotti, Cronin introduce nuove dinamiche emotive e spinge l'orrore verso livelli ancora più claustrofobici e disturbanti.Con un cast guidato da Lily Sullivan (Beth) e Alyssa Sutherland (Ellie), Evil Dead Rise ha ricevuto recensioni positive per la sua regia, l'intensità visiva e l'abilità nel rinnovare una saga iconica.
NETFLIX
La fine dell'avventura (The End of the Affair) è un film del 1955 diretto da Edward Dmytryk, ****
tratto dall’omonimo romanzo di Graham Greene. Ambientato a Londra durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, il film racconta una tormentata storia d’amore, intrisa di passione, gelosia e dilemmi morali.La trama ruota attorno al triangolo amoroso tra Maurice Bendrix (Van Johnson), un romanziere americano, Sarah Miles (Deborah Kerr), una donna sposata, e suo marito Henry (Peter Cushing), un uomo freddo e distante. La relazione tra Maurice e Sarah, inizialmente segnata da un’intensa passione, si interrompe bruscamente quando lei decide di lasciarlo senza spiegazioni. Maurice, ossessionato dalla perdita, assume un investigatore privato per scoprire la verità. Attraverso flashback e rivelazioni, emerge che Sarah ha fatto un voto a Dio di abbandonare Maurice dopo che lui era miracolosamente sopravvissuto a un bombardamento.Il film esplora temi complessi come il sacrificio, il potere della fede e la natura dell’amore, ponendo i personaggi davanti a profonde riflessioni morali. La regia di Dmytryk è raffinata, supportata dalle intense interpretazioni di Deborah Kerr e Van Johnson. Sebbene meno noto rispetto ad altre trasposizioni di Greene, La fine dell'avventura è un’opera affascinante e ricca di pathos.
AMAZON PRIME VIDEO
The Sweet East è un film del 2023 diretto da Sean Price Williams, ***
noto direttore della fotografia, qui al suo esordio come regista. La pellicola è un viaggio surreale e sovversivo attraverso l'America contemporanea, un road movie che esplora le divisioni culturali e ideologiche del Paese attraverso lo sguardo di una giovane protagonista.La storia segue Lillian, interpretata da Talia Ryder, una liceale che si ritrova catapultata in una serie di avventure inaspettate dopo essersi separata dal suo gruppo scolastico in una gita a Washington D.C. Mentre vaga per un'America frammentata, Lillian entra in contatto con personaggi eccentrici e inquietanti, da un gruppo di militanti di estrema destra a registi underground, fino a esponenti di circoli intellettuali decadenti. Ogni incontro rappresenta un microcosmo delle tensioni politiche e sociali degli Stati Uniti.Sean Price Williams porta il suo tocco visivo unico alla regia, creando un film che combina la bellezza del paesaggio americano con un’atmosfera inquietante e destabilizzante. La sceneggiatura di Nick Pinkerton mescola satira e dramma, offrendo uno sguardo critico e spesso ironico sulle contraddizioni della società americana.The Sweet East è stato elogiato per la sua narrazione audace e lo stile visivo distintivo, affermandosi come un debutto promettente per Williams.
MUBI
I gigli del campo (Lilies of the Field) è un film del 1963 diretto da Ralph Nelson, *****
basato sull’omonimo romanzo di William E. Barrett. La pellicola, un delicato dramma con elementi di commedia, è interpretata da Sidney Poitier, che per questo ruolo vinse l’Oscar come miglior attore, diventando il primo afroamericano a ottenere tale riconoscimento.La storia segue Homer Smith (Sidney Poitier), un operaio itinerante che, viaggiando nel deserto dell’Arizona, si imbatte in un piccolo convento gestito da cinque suore provenienti dalla Germania dell’Est. Madre Maria (Lilia Skala), la rigida e determinata superiora, convince Homer a riparare il tetto del convento, ma presto l'uomo viene coinvolto in un progetto molto più grande: la costruzione di una cappella per la comunità locale.Il film esplora temi come la fede, la solidarietà e la collaborazione interculturale. Nonostante le iniziali differenze e i contrasti tra Homer e le suore, si sviluppa un legame che dimostra il potere della generosità e dell’unità.Girato con un budget ridotto e in bianco e nero, I gigli del campo si distingue per la sua semplicità, il suo messaggio edificante e la performance carismatica di Poitier, che incarna un eroe umile e determinato. È considerato un classico del cinema americano.
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Italia
Un ettaro di cielo è un film del 1958 diretto da Aglauco Casadio ****
Un ettaro di cielo è un film del 1958 diretto da Aglauco Casadio, tratto dal romanzo omonimo di Ferdinando Camon. Ambientato nell'Italia rurale del secondo dopoguerra, il film è una delicata riflessione sulle difficoltà economiche e sulla speranza di un futuro migliore. La trama segue l’umile Michele (Marcello Mastroianni), un giovane sognatore che cerca di migliorare la propria condizione acquistando un "ettaro di cielo", simbolo di libertà e possibilità infinite.La storia si sviluppa attorno all'incontro tra Michele e Maria (Rosanna Schiaffino), una ragazza dolce e riservata che sogna di evadere dalla sua condizione di povertà. Attraverso dialoghi semplici ma profondi, il film esplora temi come la dignità umana, il valore dei sogni e il desiderio di riscatto sociale.Con una fotografia in bianco e nero suggestiva e poetica, Un ettaro di cielo si distingue per il suo tono malinconico e per le interpretazioni toccanti del cast. È un'opera che celebra l’umanità e l’innata capacità di sperare anche nelle avversità.
RAIPLAY
"Parthenope" è un film del 2024 scritto e diretto da Paolo Sorrentino. (fai click sulla immagine) ***
Presentato in concorso al Festival di Cannes e distribuito nelle sale italiane dal 24 ottobre 2024.Ambientato nella Napoli degli anni '50, il film segue la vita di Parthenope Di Sangro, dalla sua nascita fino all'età adulta. La storia esplora il passaggio del tempo nella vita di un individuo, considerato da Sorrentino come un'avventura epica, maestosa, selvaggia, dolorosa e meravigliosa.Paolo Sorrentino, noto per il suo stile visivo distintivo e narrativo profondo, torna a dirigere un film ambientato nella sua città natale, Napoli. Con "Parthenope", Sorrentino offre una riflessione personale sul tempo, le relazioni e la città stessa, creando un'opera che unisce realtà e mito.
NETFLIX
La vita accanto è un film drammatico italiano del 2024 diretto da Marco Tullio Giordana, ***
tratto dall'omonimo romanzo di Mariapia Veladiano. La pellicola è ambientata tra gli anni Ottanta e il Duemila a Vicenza e segue la storia di una famiglia influente composta da Maria (Valentina Bellè), suo marito Osvaldo (Paolo Pierobon) e la sorella gemella di lui, Erminia (Sonia Bergamasco), una pianista affermata. La loro vita viene sconvolta dalla nascita di Rebecca, una bambina con una vistosa macchia purpurea che le segna metà del viso.La presenza della macchia sul volto di Rebecca porta a galla tensioni e conflitti latenti all'interno della famiglia. Nonostante le difficoltà, Rebecca trova nella musica una via di espressione e riscatto, grazie anche all'insegnamento della zia Erminia. Il film esplora temi come l'accettazione, la diversità e il potere terapeutico dell'arte.Presentato fuori concorso al 77º Locarno Film Festival il 12 agosto 2024, La vita accanto è stato distribuito nelle sale italiane a partire dal 22 agosto 2024.Il cast include anche Beatrice Barison e Sara Ciocca, che interpretano Rebecca in diverse fasi della sua vita. La colonna sonora, ricca di brani per pianoforte, accompagna e sottolinea le emozioni dei personaggi, offrendo una riflessione profonda sulla ricerca dell'identità e sull'importanza dell'accettazione di sé.
SKY
Campo di battaglia è un film del 2024 diretto da Gianni Amelio, ***
liberamente ispirato al romanzo "La sfida" di Carlo Patriarca. Ambientato nel 1918, durante gli ultimi mesi della Prima Guerra Mondiale, il film segue le vicende di due giovani medici, Giulio (interpretato da Alessandro Borghi) e Stefano (Gabriel Montesi), amici d'infanzia con visioni politiche opposte, entrambi in servizio presso un ospedale militare nel Friuli Venezia Giulia. Entrambi sono innamorati della stessa donna, Anna (Federica Rosellini), un'infermiera della Croce Rossa.La narrazione esplora i dilemmi etici e morali affrontati dai protagonisti: mentre Stefano è rigoroso e segue le regole, Giulio adotta metodi non convenzionali, arrivando a infliggere deliberatamente ferite ai soldati per evitare loro il ritorno al fronte. Queste azioni sollevano questioni sulla moralità in tempo di guerra e mettono alla prova la loro amicizia.Il film è stato presentato in concorso all'81ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e distribuito nelle sale italiane il 5 settembre 2024.La critica ha elogiato le interpretazioni del cast e la regia di Amelio, sottolineando la profondità con cui vengono trattati i temi della guerra, dell'etica medica e delle relazioni umane. La pellicola offre una riflessione intensa sulle sfide morali affrontate in tempi di conflitto e sulle complesse dinamiche delle relazioni interpersonali.
sky
The Order è un film del 2024 diretto da Justin Kurzel. ****
"The Order" è un film del 2024 diretto da Justin Kurzel, ispirato a eventi reali e basato sul libro "The Silent Brotherhood" del 1989, scritto da Kevin Flynn e Gary Gerhardt. La pellicola è stata presentata in concorso alla 81ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia il 31 agosto 2024.
Ambientato negli Stati Uniti degli anni '80, il film segue la storia di Bob Mathews (interpretato da Nicholas Hoult), un giovane leader carismatico che fonda un gruppo terroristico noto come "The Order". Questo gruppo, ispirato da ideologie suprematiste bianche e neo-naziste, mira a destabilizzare il governo federale attraverso una serie di rapine, attentati e omicidi, con l'obiettivo di creare una "patria bianca" indipendente. L'agente dell'FBI Terry Husk (interpretato da Jude Law) viene incaricato di indagare su queste attività criminali, cercando di prevenire ulteriori atti di violenza e di smantellare l'organizzazione dall'interno. La narrazione si sviluppa attraverso un intenso gioco del gatto e del topo tra Husk e Mathews, esplorando le dinamiche interne del gruppo e le motivazioni personali dei suoi membri.
Amore a Mumbai (All We Imagine as Light) è un film del 2024 di Payal Kapadiya
"Amore a Mumbai" (titolo originale: "All We Imagine as Light") è un film del 2024 scritto e diretto da Payal Kapadia, al suo primo lungometraggio di finzione. Il film è una coproduzione internazionale che coinvolge Francia, India, Paesi Bassi, Lussemburgo e Italia. È stato presentato in concorso al 77º Festival di Cannes, dove ha vinto il Gran Premio della Giuria, diventando il primo film indiano in 30 anni a competere nella selezione ufficiale del festival.La storia si concentra su tre donne che lavorano in un ospedale di Mumbai:
Prabha: un'ifermiera capo di origine malayali, caratterizzata da un comportamento riservato e rigoroso. È sposata con un uomo che vive in Germania, con il quale ha avuto un matrimonio combinato. Il marito è tornato in Germania subito dopo il matrimonio e non ha più contattato Prabha da oltre un anno.
Anu: una giovane infermiera e coinquilina di Prabha. È più estroversa e sta vivendo una relazione segreta con Shiaz, un uomo musulmano, consapevole delle possibili ripercussioni sociali e familiari di questa relazione interreligiosa.
Parvaty: la cuoca dell'ospedale, che affronta la minaccia di sfratto dalla sua casa in un chawl (edificio residenziale tradizionale) di Mumbai, a causa dell'interesse di un costruttore intenzionato a demolire l'edificio per costruire un grattacielo.
Cortina di ferro
Gorky Park è un film del 1983 diretto da Michael Apted ****
Nell'inverno moscovita, vicino al laghetto ghiacciato del Gor'kij Park, vengono trovati, sepolti nelle neve, i corpi di tre giovani, due uomini e una donna, ai quali sono stati raschiati i volti e cancellate le impronte digitali. L'ispettore Arkadij Renko, che in precedenza si era trovato a dover affrontare il KGB, si accorge che il caso, molto ambiguo, porta la firma dei servizi segreti. Scopre anche, dopo l'autopsia, che una delle vittime è americana, e, visto che si tratta di uno straniero, secondo regolamento, la competenza dovrebbe ricadere sul KGB. Renko, fiutando una trappola, decide di lasciare il caso. Invitato però nella dacia di campagna da Jamskoj, il procuratore generale che lo aveva protetto in un vecchio contrasto con il KGB, viene alla fine convinto da quest'ultimo a proseguire le indagini.
prime video
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La casa Russia (The Russia House) è un film del 1990 di Fred Schepisi. ****
È tratto dall'omonimo romanzo del 1989 di John le Carré.Nei primi anni della glasnost', durante una fiera a Mosca, il rappresentante inglese Nicki Landau riceve dall'affascinante Katya Orlova tre quaderni e una lettera, da consegnare segretamente all'editore inglese Barley Blair affinché possano essere pubblicati. Poiché Landau, una volta tornato a Londra, non riesce a rintracciare l'editore, consegna tutto ai servizi segreti britannici, dai quali sono analizzati: si tratta di dati scientifici che testimoniano l'incapacità dell'Unione Sovietica nel condurre un'eventuale guerra nucleare e, di conseguenza, l'inutilità della corsa agli armamenti da parte del blocco occidentale.
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The Animal Kingdom (Le Règne animal) è un film del 2023 diretto da Thomas Cailley. ****
The Animal Kingdom (Le Règne animal) è un film francese del 2023 diretto da Thomas Cailley, una delle opere più originali e acclamate dell'anno per la sua capacità di unire elementi drammatici e fantascientifici in una narrazione emozionante e visivamente sorprendente.
Ambientato in un futuro prossimo, il film esplora un mondo in cui una misteriosa mutazione genetica sta trasformando progressivamente alcuni esseri umani in creature ibride, a metà strada tra uomo e animale. La storia segue François (interpretato da Romain Duris), un padre single che si trova a dover proteggere suo figlio adolescente, Émile (interpretato da Paul Kircher), dopo che quest’ultimo comincia a manifestare segni di trasformazione.
Mentre Émile lotta con la propria mutazione, che lo rende sempre più simile a un animale, François cerca disperatamente di trovare una cura o un modo per convivere con questa nuova realtà. La loro avventura li conduce in un viaggio attraverso foreste e villaggi, dove scoprono comunità di ibridi che hanno abbracciato la loro nuova natura.
La narrazione non si limita a un dramma familiare ma affronta anche questioni universali come l'accettazione, l'identità e il rapporto tra l'essere umano e la natura. Con un ritmo che alterna momenti di tensione e sequenze più intime, il film si concentra sulle dinamiche padre-figlio, mentre la mutazione di Émile diventa una metafora della crescita e della ricerca di sé.
Lenny è un film del 1974 diretto da Bob Fosse ****
Lenny è un film del 1974 diretto da Bob Fosse, un biopic potente e stilisticamente innovativo basato sulla vita del comico americano Lenny Bruce, una figura controversa e rivoluzionaria che ha trasformato il mondo della stand-up comedy, sfidando i limiti della censura e della libertà di parola negli Stati Uniti degli anni '50 e '60.
La trama segue l’ascesa e la caduta di Lenny Bruce, interpretato magistralmente da Dustin Hoffman, in una performance che lo consacra come uno degli attori più versatili e talentuosi del suo tempo. Il film si apre con Lenny sul palco, mentre esegue uno dei suoi monologhi provocatori e taglienti, per poi ripercorrere la sua vita attraverso una serie di flashback narrati dalla moglie, Honey Harlow (interpretata da Valerie Perrine), e da altre persone vicine a lui.
Lenny inizia la sua carriera nei cabaret, dove si distingue per uno stile comico audace e innovativo, basato su temi come la politica, la religione, il sesso e le ipocrisie della società. Tuttavia, il suo successo professionale è accompagnato da una vita personale turbolenta: il matrimonio con Honey, un’ex spogliarellista, è segnato da alti e bassi, dipendenze e difficoltà legali.
Il film si sofferma sui numerosi problemi giudiziari di Lenny, accusato più volte di oscenità per i contenuti espliciti delle sue performance. Nonostante ciò, continua a combattere per la libertà di espressione, ma il peso delle sue battaglie lo conduce a un progressivo isolamento, culminando nella sua tragica morte per overdose nel 1966.
4x, America '76/'90
Il gigante della strada (Stay Hungry) è un film del 1976 diretto da Bob Rafelson,
tratto dall'omonimo racconto di Charles Gaines del 1972.Il film è conosciuto in Italia anche con il titolo Un autentico campione.Per questo film, Schwarzenegger vinse un Golden Globe come miglior attore esordiente. Tecnicamente, quello non era il suo esordio, avendo interpretato Ercole (accreditato come Arnold Strong) nel film del 1970 Ercole a New York e un sicario nel film di Robert Altman Il lungo addio. In ogni caso, era la prima volta che si udiva la sua voce in un film, visto che come Ercole era stato doppiato e il personaggio del sicario era sordomuto.
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All American Boys (Breaking Away) è un film del 1979 diretto da Peter Yates.
Nel 1980 fu realizzato un prequel sotto forma di serie televisiva intitolata L'America in bicicletta. Il film è ambientato nella cittadina di Bloomington nell'Indiana. Quattro giovani amici, appena diplomati, sanno di non potersi iscrivere all'università a causa della loro estrazione sociale e passano le loro giornate tra un bagno in una cava riempita d'acqua che fa loro da piscina e altri vari espedienti. Il protagonista, Dave, figlio di un ex tagliapietre, ha una particolare passione per la bicicletta e per tutto ciò che riguarda l'Italia, utilizza spesso delle espressioni italiane, adora la musica lirica ed arriva a fingersi di origine italiana per conquistare una ragazza, Kathy.
Sacco a pelo a tre piazze (The Sure Thing) è un film del 1985 diretto da Rob Reiner.
Il film è un road movie romantico sceneggiato da Steve Bloom e Jonathan Roberts, e interpretata da John Cusack, Daphne Zuniga, Anthony Edwards, Tim Robbins, Viveca Lindfors, Boyd Gaines e Nicollette Sheridan.È uno dei primi film in cui compare un telefono cellulare , enorme rispetto ai modelli successivi. Protagonisti del film sono due matricole dell'università del New England: Walter Gibson detto Gib e Alison Bradbury. Gib studia poco e sta per essere bocciato in inglese. Alison, che frequenta il suo stesso corso, è la classica ragazza perfettina, tutta cibi sani e tabelle di marcia. A una settimana dal Natale, i due devono raggiungere la California.
Cattive compagnie (Bad Influence) è un film del 1990, diretto dal regista Curtis Hanson
è interpretato da Rob Lowe e James Spader.Il giovane Michael, yuppie represso e fidanzato con una facoltosa ragazza perbene, viene avvicinato dal misterioso ed estroverso Alex, il quale lo affascina con il suo modo di fare disinibito. Alex coinvolge Michael in un turbine di esperienze al limite della legalità, facendogli rompere il fidanzamento, "aiutandolo" nel lavoro e spingendolo a scoprire la sua parte più nascosta. Quando si arriverà all'omicidio, però, Michael tenterà di venirne fuori.
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Pelle di serpente (The Fugitive Kind) è un film di Sidney Lumet del 1959
"Pelle di serpente" (titolo originale: The Fugitive Kind) è un dramma cinematografico del 1959 diretto da Sidney Lumet, basato sull'opera teatrale Orpheus Descending di Tennessee Williams. Si tratta di un film intenso e complesso che esplora temi come il desiderio, la solitudine e la lotta per la libertà in un contesto sociale soffocante. Di seguito, analizziamo il film in dettaglio.
La storia è ambientata in una cittadina del profondo sud degli Stati Uniti, un luogo opprimente e dominato da convenzioni sociali rigide. Valentine "Val" Xavier (interpretato da Marlon Brando) è un giovane ribelle e vagabondo, un musicista che porta con sé una chitarra e uno spirito libero. Dopo aver lasciato la città a seguito di problemi legali, Val arriva in questo piccolo centro sperando di rifarsi una vita e trovare pace.
Val ottiene un lavoro presso il negozio di tessuti gestito da Lady Torrance (interpretata da Anna Magnani), una donna di origine italiana intrappolata in un matrimonio infelice con il marito, Jabe Torrance (Victor Jory), un uomo crudele e gravemente malato. Lady è una donna passionale ma disillusa, schiacciata dai rimpianti e dalla dura realtà della sua esistenza.
Mentre Val e Lady sviluppano una relazione carica di tensione emotiva e desiderio, i pregiudizi e le convenzioni della comunità iniziano a manifestarsi. Val è visto come una figura estranea e minacciosa, mentre Lady si scontra con il suo passato e i suoi sogni infranti. La loro relazione si intreccia con il destino di altri personaggi, come Carol Cutrere (Joanne Woodward), una donna ribelle ed emarginata che rappresenta un'altra forma di rifiuto delle regole sociali.
Il climax della storia arriva quando i conflitti interni ed esterni culminano in un finale tragico, segnando il destino dei protagonisti e sottolineando l'ineluttabilità della sofferenza e della solitudine.
Ricomincio da capo (Groundhog Day) è un film commedia del 1993 diretto da Harold Ramis
"Ricomincio da capo" è una commedia brillante e surreale del 1993 diretta da Harold Ramis. La storia segue Phil Connors (interpretato da Bill Murray), un cinico e arrogante meteorologo televisivo che si reca nella piccola cittadina di Punxsutawney, Pennsylvania, per coprire il tradizionale "Giorno della Marmotta", una festa locale in cui si predice la durata dell'inverno osservando una marmotta di nome Punxsutawney Phil.
Dopo aver trascorso una giornata sgradevole e irritante tra i festeggiamenti locali, Phil si ritrova misteriosamente intrappolato in un loop temporale: ogni mattina si risveglia sempre nello stesso giorno, il 2 febbraio, indipendentemente da ciò che fa. Mentre all'inizio sfrutta la situazione per soddisfare i propri desideri egoistici e vivere senza conseguenze, col tempo inizia a riflettere sulla sua vita e a trasformarsi in una persona migliore. Questo cambiamento è ispirato dall’amore per Rita Hanson (interpretata da Andie MacDowell), la sua dolce e intelligente produttrice, e dal desiderio di migliorare il mondo che lo circonda.
Attraverso un percorso di crescita personale, Phil impara a vivere con altruismo e a usare il tempo per arricchire la propria anima. Solo allora il loop si interrompe, permettendogli di avanzare finalmente al giorno successivo.
Sette uomini d'oro è un film del 1965 diretto da Marco Vicario.
Un'esperta banda internazionale di ladri tenta il colpo del secolo: svaligiare, ad una banca di Ginevra, sette tonnellate d'oro. Il furto sembra essere riuscito, ma, alla spartizione del bottino finale, i malviventi, dopo un susseguirsi di trappole ideate e di inganni escogitati, mandano il colpo in fumo.
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Un matrimonio di troppo (You're Cordially Invited) è un film del 2025 di Nicholas Stoller.
Un padre e una produttrice televisiva scoprono che hanno prenotato la stessa location, lo stesso giorno a causa di un involontario e casuale errore dell’hotel per celebrare il matrimonio delle rispettive figlia e sorella. I due sono quindi costretti a condividere il luogo della cerimonia tentando di realizzare il matrimonio dei sogni dei figli, tra alti e bassi.
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Wonder: White Bird (White Bird: A Wonder Story) è un film del 2024 diretto da Marc Forster
La storia di una giovane ragazza ebrea nascosta da un ragazzo e dalla sua famiglia nella Francia occupata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.
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È tempo di uccidere detective Treck (Il detective Treck) è un film del 1974, diretto da Jonathan Kaplan.
E' uno dei capisaldi del genere della blaxploitation, esploso proprio all'inizio degli anni settanta con Coffy e portato all'apice lo stesso anno da Foxy Brown. Il film è interpretato da Isaac Hayes, che ha anche composto la colonna sonora del film.
Sonic 3 - Il film (Sonic the Hedgehog 3) è un film del 2024 diretto da Jeff Fowler.
"Sonic 3 - Il film" (Sonic the Hedgehog 3) è un film del 2024 diretto da Jeff Fowler, terzo capitolo della saga cinematografica ispirata al celebre videogioco della SEGA. La pellicola è stata distribuita nelle sale italiane il 1º gennaio 2025.
Trama
Dopo gli eventi di "Sonic 2 - Il film", Sonic si è stabilito sulla Terra, vivendo avventure con i suoi amici Tails e Knuckles. La tranquillità viene interrotta dall'arrivo di Shadow, un riccio nero dotato di straordinarie abilità, creato dal professor Gerald Robotnik, nonno del malvagio Dr. Ivo "Eggman" Robotnik. Shadow, animato da un profondo desiderio di vendetta contro l'umanità per torti subiti in passato, si allea con il Dr. Robotnik per portare a termine il suo piano distruttivo. Sonic, Tails e Knuckles devono unire le forze per fermare questa nuova minaccia e salvare il mondo da una catastrofe imminente.
Madame Luna è un film del 2024 diretto da Daniel Espinosa.
Madame Luna, il film diretto da Daniel Espinosa, segue la storia di una donna eritrea che ha vissuto per molti anni in Libia. A capo di un giro criminale che traffica in esseri umani, la donna si trova costretta a scappare e intraprendere il viaggio della speranza verso l'Europa.
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Inarrestabile (Unstoppable) è un film del 2025 diretto da William Goldenberg
Mesa, Arizona. Anthony Robles è un ragazzo nato senza una gamba che al liceo scopre la passione per il wrestling e si unisce alla squadra della scuola.
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L'Ultimo Drink, film diretto da Mark Goller
L'Ultimo Drink, film diretto da Mark Goller, racconta la storia di Mark (Frederick Lau), che ha una dipendenza dall'alcol, nonostante neghi l'evidenza. L'uomo padroneggia egregiamente la sua esistenza, barcamenandosi tra il suo impiego come direttore edile e la sua vita notturna per i bar di Berlino.
mymoviesone
Touch of Crude è il cortometraggio diretto dal regista Nicolas Winding Refn
Una donna si trasferisce in una casa nuova. Mentre esplora questo spazio vuoto e inquietante, incontra un’entità misteriosa, una scatola nera. Quando vi sbircia dentro, vede una serie di universi, ciascuno visto dal punto di vista di una donna diversa.
mubi
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Serie in streaming
Landman è una serie creata da Taylor Sheridan and Christian Wallace. ****
"Landman" è una serie televisiva drammatica americana creata da Taylor Sheridan e Christian Wallace, basata sul podcast "Boomtown" condotto da Wallace. La serie è stata presentata in anteprima il 17 novembre 2024 su Paramount+.
Ambientata nel mondo dei giacimenti petroliferi del West Texas, "Landman" segue la vita di Tommy Norris, interpretato da Billy Bob Thornton, un "landman" che lavora per una compagnia petrolifera. La trama esplora le dinamiche tra i "roughnecks" e i miliardari autodidatti che alimentano un boom così grande da rimodellare il nostro clima, la nostra economia e la nostra geopolitica.
Il cast include anche Ali Larter, Jacob Lofland, Michelle Randolph, Paulina Chávez, Kayla Wallace, Mark Collie, James Jordan, Demi Moore e Jon Hamm. La prima stagione, composta da 10 episodi, è andata in onda settimanalmente fino al 12 gennaio 2025.
Nota : Se vi è piaciuto "Yellowstone" la adorerete.
Paramount+
Demeter - Il risveglio di Dracula (The Last Voyage of the Demeter) ,2023 diretto da André Øvredal.
Demeter - Il risveglio di Dracula (titolo originale The Last Voyage of the Demeter) è un film horror del 2023 diretto da André Øvredal, noto per il suo lavoro in Trollhunter e Scary Stories to Tell in the Dark. Questo film si ispira a uno dei capitoli più suggestivi del romanzo classico di Bram Stoker, Dracula (1897), incentrandosi sull'ultimo tratto del viaggio della Demeter, la nave che trasportava il conte Dracula dalla Transilvania a Londra. In questo film, la storia viene raccontata dal punto di vista dell'equipaggio della Demeter, che si trova a fronteggiare un incubo sovrannaturale in mare aperto.
La trama ruota attorno al viaggio della Demeter, una nave mercantile che salpa da Costanza, in Romania, verso Londra. L’equipaggio non è a conoscenza di un misterioso e pericoloso passeggero a bordo: Dracula, che ha preso residenza nel cargo nascosto tra le stive. Man mano che il viaggio prosegue, eventi inquietanti iniziano a verificarsi, e l'equipaggio si rende conto che qualcosa di maligno sta decimando i membri della ciurma uno ad uno. Il capitano e il suo equipaggio dovranno affrontare l'orrore di un predatore che non può essere fermato, mentre cercano di scoprire la verità sulla creatura che li minaccia.
La parte centrale del film si concentra sull’isolamento e il terrore psicologico che i protagonisti vivono a bordo della nave. Mentre la Demeter naviga su acque desolate, il terrore cresce tra l’equipaggio e il pubblico, alimentato dalla paura di non poter fuggire o trovare aiuto. La tensione culmina in un drammatico scontro finale, dove alcuni membri della ciurma cercano di sopravvivere all'assalto di Dracula, ma la maggior parte viene brutalmente uccisa da lui, fino all'inevitabile fine del viaggio.
Fuga in Normandia (The Great Escaper) è un film del 2023 diretto da Oliver Parker. *** SKY
The girl with the needle (Pigen med nålen) è un film del 2024 diretto da Magnus von Horn. *** MUBI
Am I OK? (2022) film di Tig Notaro and Stephanie Allynne *** SKY
Giurato numero 2 (Juror #2) è un film del 2024 diretto da Clint Eastwood.
"Giurato numero 2" (titolo originale: "Juror #2") è un film del 2024 diretto e co-prodotto da Clint Eastwood, basato su una sceneggiatura di Jonathan Abrams. La pellicola è un thriller giudiziario che esplora temi di moralità, giustizia e responsabilità personale.
Trama
Ambientato a Savannah, Georgia, il film segue la storia di Justin Kemp (interpretato da Nicholas Hoult), un giornalista locale e futuro padre, la cui moglie Ally (Zoey Deutch) è in attesa di un bambino. A causa di complicazioni nella gravidanza, il momento è particolarmente delicato per la coppia. Justin viene selezionato come giurato in un processo per omicidio, in cui James Sythe (Gabriel Basso) è accusato di aver ucciso la sua compagna, Kendall Carter (Francesca Eastwood), dopo una violenta discussione in un bar. Durante il processo, Justin inizia a ricordare dettagli che lo portano a sospettare di essere stato lui stesso, involontariamente, la causa della morte di Kendall, avendola investita con la sua auto quella stessa notte. Questo lo pone di fronte a un profondo dilemma morale: confessare la propria colpevolezza, rischiando di distruggere la sua vita e quella della sua famiglia, o manipolare il processo per assicurarsi che un uomo innocente non venga condannato.
Wicked, (Wicked: Part I), è un film del 2024 diretto da Jon M. Chu.
"Wicked: Parte I" è un film del 2024 diretto da Jon M. Chu, adattamento cinematografico dell'omonimo musical di Broadway, a sua volta ispirato al romanzo "Strega - Cronache dal Regno di Oz in rivolta" di Gregory Maguire. La pellicola funge da prequel de "Il mago di Oz", offrendo una prospettiva inedita sulle vicende che hanno preceduto l'arrivo di Dorothy nel Regno di Oz.
Trama
La storia si concentra sull'amicizia tra Elphaba e Glinda, due giovani streghe con personalità e background molto diversi. Elphaba, interpretata da Cynthia Erivo, nasce con la pelle verde ed è spesso emarginata a causa del suo aspetto. Glinda, interpretata da Ariana Grande, è invece una ragazza popolare e ambiziosa. Le due si incontrano all'Università di Shiz, dove inizialmente le loro differenze causano attriti, ma col tempo sviluppano un legame profondo. La loro amicizia viene messa alla prova quando incontrano il Mago di Oz, interpretato da Jeff Goldblum, e si trovano a dover affrontare le ingiustizie del regno. Elphaba, determinata a rimanere fedele a sé stessa, intraprende un percorso che la porterà a essere conosciuta come la "Strega Cattiva dell'Ovest", mentre Glinda sceglie una strada che la conduce a diventare la "Strega Buona".
Banel et Adama è un film del 2023 scritto e diretto da Ramata-Toulaye Sy
Banel et Adama è un film drammatico del 2023 scritto e diretto da Ramata-Toulaye Sy, al suo debutto alla regia di un lungometraggio. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2023, questo film è un'opera che esplora con intensità temi come l’amore, il senso del dovere e il conflitto tra desiderio personale e responsabilità comunitaria. È un racconto ambientato in un villaggio rurale dell'Africa occidentale, dove le tradizioni e le emozioni si intrecciano in modo struggente.
La storia ruota attorno a due giovani sposi, Banel e Adama, che vivono in un piccolo villaggio. Banel è una donna passionale e ribelle, il cui spirito libero la porta spesso a mettere in discussione le tradizioni del suo popolo. Sogna di lasciare il villaggio e costruirsi una vita altrove con Adama, l'uomo che ama profondamente.
Adama, al contrario, è più legato alla comunità e alle sue tradizioni. Quando gli viene offerto il ruolo di capo del villaggio, Adama si trova di fronte a una scelta difficile: accettare le responsabilità di guida, un ruolo che lo lega inevitabilmente alla sua terra e al suo popolo, oppure seguire Banel nel suo sogno di fuga e libertà.
Questo conflitto diventa il cuore del film, poiché le aspirazioni di Banel e il senso del dovere di Adama mettono alla prova il loro amore. La tensione cresce fino a raggiungere un climax drammatico, mostrando come le scelte individuali possano scontrarsi con le aspettative della collettività e con le dinamiche sociali di una comunità rurale.
The Killer's Game è un film commedia d'azione del 2024 diretto da J.J. Perry
"The Killer's Game" è una commedia d'azione del 2024 diretta da J.J. Perry, basata sull'omonimo romanzo del 1997 di Jay Bonansinga. Il film vede protagonista Dave Bautista nel ruolo di Joe Flood, un veterano assassino professionista.
Trama
Joe Flood è un killer di lunga data, noto per la sua efficienza e precisione. La sua vita prende una svolta inaspettata quando gli viene diagnosticata erroneamente una malattia terminale. Decidendo di evitare una morte lenta e dolorosa, Joe assume un'agenzia per organizzare la propria eliminazione. Tuttavia, poco dopo, scopre che la diagnosi era sbagliata e che è in perfetta salute. Con una schiera di assassini sulle sue tracce, Joe deve utilizzare tutte le sue abilità per sopravvivere, mentre cerca di proteggere la sua ex fidanzata, Maize Barkley, interpretata da Sofia Boutella.
Mud è un film del 2012 scritto e diretto da Jeff Nichols
Mud è un film drammatico del 2012 scritto e diretto da Jeff Nichols, che continua a esplorare temi legati all'umanità, alla moralità e alle dinamiche familiari, già presenti nei suoi lavori precedenti come Take Shelter e Shotgun Stories. Ambientato negli scenari rurali dell'Arkansas, il film combina elementi di racconto di formazione, romanticismo e thriller, tessendo una storia intensa e poetica.
Il film si apre con due adolescenti, Ellis (Tye Sheridan) e Neckbone (Jacob Lofland), che vivono in una piccola città lungo il fiume Mississippi. Durante una delle loro esplorazioni, i ragazzi trovano una barca abbandonata sospesa su un albero su un'isola isolata. Tuttavia, scoprono che la barca è abitata da Mud (Matthew McConaughey), un uomo misterioso e carismatico che vive nascosto.
Mud racconta ai ragazzi di essere in fuga dalla legge per aver ucciso un uomo che aveva maltrattato la donna che ama, Juniper (Reese Witherspoon). Nonostante la pericolosità della situazione, Ellis e Neckbone decidono di aiutare Mud. I ragazzi iniziano a portargli cibo e pezzi di ricambio per riparare la barca, con l'intento di aiutarlo a scappare insieme a Juniper.
Ellis, un adolescente romantico e idealista, è profondamente colpito dalla storia d'amore travagliata tra Mud e Juniper, poiché sta vivendo le sue prime esperienze sentimentali e affronta il divorzio dei genitori. Tuttavia, le cose si complicano quando i ragazzi scoprono che Mud è ricercato non solo dalla polizia, ma anche dalla famiglia dell'uomo che ha ucciso, intenzionata a vendicarsi.
La narrazione si sviluppa attraverso il confronto tra il romanticismo idealizzato di Ellis e la dura realtà della vita adulta, mentre i pericoli crescono e i legami tra i personaggi vengono messi alla prova.
Mulholland Drive (abbreviato in Mulholland Dr.) è un film del 2001 scritto e diretto da David Lynch
"Mulholland Drive" (2001) è un film enigmatico e coinvolgente diretto da David Lynch, che ha affascinato e confuso gli spettatori in egual misura.
La trama del film è complessa e non lineare, tipica del lavoro di Lynch. Inizia con un incidente automobilistico su Mulholland Drive a Los Angeles, dove una donna (interpretata da Laura Harring) perde la memoria. Confusa e disorientata, si rifugia in un appartamento vuoto dove viene trovata da Betty Elms (Naomi Watts), una giovane e aspirante attrice arrivata a Los Angeles per inseguire il sogno hollywoodiano. La donna senza memoria adotta il nome "Rita" dopo aver visto un poster di "Gilda" con Rita Hayworth.
Betty decide di aiutare Rita a scoprire la sua vera identità, e le due donne iniziano una ricerca che le porta attraverso un labirinto di eventi surreali, personaggi bizzarri e incontri inquietanti. La storia si complica ulteriormente con l'introduzione di un regista hollywoodiano, Adam Kesher (Justin Theroux), che affronta una serie di strani ostacoli durante la produzione del suo nuovo film.
La narrazione è frammentata, con scene che sembrano scollegate o fuori posto, creando un effetto onirico che lascia lo spettatore incerto su cosa sia reale e cosa no. Il climax del film rivela che gran parte della storia potrebbe essere un sogno o un'illusione di Betty/Diane, una ex attrice fallita e depressa che ha ordinato l'omicidio della sua amante, Rita/Camilla. La linea tra sogno e realtà si sfuma ulteriormente con il finale, lasciando molte domande senza risposta.
Blink Twice è un film del 2024 diretto da Zoë Kravitz
"Blink Twice" è il debutto alla regia di Zoë Kravitz, uscito nel 2024. È un thriller psicologico che ha catturato l'attenzione del pubblico e della critica per la sua narrazione avvincente e le interpretazioni eccellenti2.
Trama
La storia ruota attorno a Frida, una cameriera che lavora a eventi di gala, e Slater King, un miliardario della tecnologia. Durante un evento di raccolta fondi a Los Angeles, Frida incontra Slater, che la invita a trascorrere una vacanza su un'isola privata con lui e un gruppo di amici3. Sembra un sogno, ma ben presto si trasforma in un incubo quando Frida si rende conto che alcune persone del gruppo iniziano a scomparire misteriosamente e chi resta non sembra ricordarsi di loro. Frida deve scoprire la verità e trovare un modo per sopravvivere
Corto
The Watchman (Nöbetçi), 2024, Diretto da Ali Cherri.
Trama
Il sergente Bulut rimane diligentemente di guardia su una remota torre di controllo. Notte dopo notte, scandaglia l’orizzonte in attesa di un nemico che non arriva mai, finché la comparsa improvvisa di alcune presenze spettrali interrompe la sua routine.
Infestato da assenze e visioni misteriose, l’inquietante corto di Ali Cherri passa da un’atmosfera di suspence a una dimensione più surreale. Utilizzando efficacemente immagini angoscianti, l’acclamato artista libanese dà vita a un’allegoria poetica dell’assurdità dei conflitti con forza e cura.
Corto
Alexx196 & la plage de sable rose, (2023), regia di Loïc Hobi.
Un'esplorazione affascinante delle relazioni virtuali, permeata di dolcezza ed emozioni. Una favola sull'intangibilità dei sentimenti confrontata con il mondo reale.
La zona d'interesse (The Zone of Interest) è un film del 2023 scritto e diretto da Jonathan Glazer
"La zona d'interesse" è un film drammatico del 2023 diretto da Jonathan Glazer, ispirato liberamente al romanzo omonimo di Martin Amis. Questo film ha ottenuto ampi consensi per il suo approccio innovativo e disturbante nel raccontare l'orrore della Shoah attraverso una prospettiva inusuale, spingendo lo spettatore a riflettere sul contrasto tra normalità e atrocità.
La storia è ambientata nei pressi del campo di concentramento di Auschwitz durante la Seconda Guerra Mondiale, ma il film si concentra principalmente sulla famiglia del comandante del campo, Rudolf Höss (interpretato da Christian Friedel). Al centro della narrazione troviamo la vita apparentemente idilliaca della famiglia Höss, che vive in una villa lussuosa situata accanto al campo.
La moglie del comandante, Hedwig Höss (interpretata da Sandra Hüller), rappresenta l'emblema di una casalinga borghese devota alla sua famiglia. La coppia vive con i loro figli in un contesto che sembra isolato dalla violenza e dalla crudeltà che si consumano a pochi passi da loro. La routine quotidiana è scandita da pranzi, giochi dei bambini e conversazioni ordinarie, in netto contrasto con le grida, il fumo e il silenzio mortifero provenienti dal campo.
La narrazione del film è volutamente distante e impassibile, evitando di mostrare direttamente le atrocità di Auschwitz, ma facendo sentire la loro presenza attraverso l’audio e piccoli dettagli visivi che rompono l’apparente serenità della vita familiare.
The Apprentice - Alle origini di Trump (The Apprentice) è un film biografico del 2024 diretto da Ali Abbasi
"The Apprentice - Alle origini di Trump" è un film biografico del 2024 diretto da Ali Abbasi, al suo debutto in lingua inglese.
La pellicola esplora l'ascesa di Donald Trump nel settore immobiliare di New York durante gli anni '70 e '80, focalizzandosi sulla sua relazione con l'avvocato Roy Cohn.
Trama
Ambientato nella New York degli anni '70, il giovane Donald Trump (interpretato da Sebastian Stan) è determinato a costruire il proprio impero immobiliare e a distinguersi dall'ombra del padre, Fred Trump Sr. (Martin Donovan). L'incontro con Roy Cohn (Jeremy Strong), un avvocato noto per i suoi metodi spregiudicati, segna un punto di svolta nella carriera di Trump. Sotto la guida di Cohn, Trump adotta tattiche aggressive e controverse che lo porteranno al successo, ma non senza conseguenze morali e legali. Il film esplora anche la vita personale di Trump, inclusa la sua relazione con la prima moglie, Ivana Trump (Maria Bakalova).
Johnny Guitar è un film western del 1954 diretto da Nicholas Ray
Il film si svolge in Arizona, in una zona desertica dominata da tensioni sociali e violenti conflitti tra allevatori e minatori. Vienna (Joan Crawford), una donna forte e indipendente, gestisce un saloon strategicamente situato vicino alla futura linea ferroviaria. Il suo obiettivo è guadagnare dalla crescita economica che la ferrovia porterà, ma il suo piano la mette in contrasto con i potenti allevatori locali, che vedono in lei una minaccia ai propri interessi.
La più feroce oppositrice di Vienna è Emma Small (Mercedes McCambridge), una donna consumata dall’odio e dalla gelosia. Emma accusa Vienna di essere coinvolta con una banda di fuorilegge guidata dal carismatico Dancin’ Kid (Scott Brady). Quando un colpo di banca avviene e il fratello di Emma viene ucciso, Vienna diventa il bersaglio principale delle accuse, nonostante la sua innocenza.
In questo scenario teso arriva Johnny Guitar (Sterling Hayden), un ex pistolero e amante di Vienna, ora musicista errante. Il suo ritorno scatena ricordi del passato e accende ulteriormente le tensioni. Mentre Vienna cerca di difendere se stessa e il suo saloon, deve affrontare una crescente ostilità che culmina in un violento confronto tra le parti.
The Specials - Fuori dal comune (Hors normes) è un film del 2019 di Olivier Nakache e Éric Toledano.
"The Specials - Fuori dal comune" racconta la storia di due uomini, Bruno (interpretato da Vincent Cassel) e Malik (interpretato da Reda Kateb), che dedicano la loro vita ad aiutare giovani con autismo severo e difficoltà comportamentali. Bruno dirige un'associazione chiamata "Le Silence des Justes", che si occupa di bambini e ragazzi con autismo che non trovano accoglienza nei sistemi tradizionali. Malik, invece, gestisce un’organizzazione che forma giovani provenienti da quartieri difficili come educatori specializzati.
Nonostante le numerose difficoltà, tra cui la mancanza di risorse, lo scetticismo delle istituzioni e la sfida di gestire casi estremamente complessi, Bruno e Malik mostrano una dedizione fuori dal comune. La loro missione è ispirare speranza, offrire supporto e costruire un senso di comunità. La narrazione si intreccia tra le vite dei giovani pazienti, le loro famiglie, gli operatori e le dinamiche interne delle organizzazioni, mostrando un quadro realistico, a tratti commovente e ironico, del mondo della disabilità.
Il film non si limita a raccontare una storia drammatica: lo fa con un tocco di umanità e ottimismo, mostrando il potere della solidarietà, dell’empatia e dell’amore.
Mishima - Una vita in quattro capitoli (Mishima: A Life in Four Chapters) ,1985 diretto da Paul Schrader.
Anno di uscita: 1985
Regia: Paul Schrader
Scritto da: Paul Schrader e Leonard Schrader
Musiche: Philip Glass
Durata: 120 minuti
Produzione: Giappone/USA
Trama
Il film racconta la vita del celebre scrittore giapponese Yukio Mishima (1925-1970), intrecciandola con la rappresentazione teatrale di tre delle sue opere principali: "Il padiglione d'oro", "Kyōko no ie" e "Cavalli in fuga". Diviso in quattro capitoli, il film alterna momenti biografici reali a sequenze artistiche che rappresentano il mondo interiore di Mishima, in un equilibrio tra narrazione, dramma e simbolismo.
Bellezza: Esplora la giovinezza di Mishima e il suo amore per l’estetica e la perfezione fisica, temi che influenzano profondamente la sua vita e scrittura.
Arte: Analizza il rapporto tra l’arte e la vita, mostrando come Mishima usi la scrittura per esprimere il suo senso di alienazione e le sue ossessioni.
Azione: Approfondisce la trasformazione dello scrittore in un attivista politico, culminando nella fondazione del Tatenokai, una milizia privata che riflette il suo desiderio di restaurare i valori tradizionali giapponesi.
Armonia della penna e della spada: Narra gli eventi dell’ultimo giorno di Mishima, il 25 novembre 1970, quando tentò un colpo di stato e si suicidò con il seppuku per protesta contro la modernizzazione del Giappone.
Il film si conclude con l'immagine della morte di Mishima, che incarna il culmine delle sue idee sull'unione tra vita, arte e morte.
La grande rasatura (The Big Shave) è un cortometraggio del 1967 diretto da Martin Scorsese
La grande rasatura (The Big Shave) è un cortometraggio del 1967 diretto da Martin Scorsese, realizzato durante il periodo in cui il regista studiava cinema alla New York University (NYU). Questo lavoro di sei minuti è uno dei primi esempi del genio visivo e narrativo di Scorsese, che ha poi conquistato il mondo con film come Taxi Driver e Quei bravi ragazzi.
Il cortometraggio si svolge interamente in un bagno immacolato e minimalista, dominato dal bianco lucido delle piastrelle. La narrazione è visiva e priva di dialoghi. Un giovane uomo (interpretato da Peter Bernuth) entra nella stanza, si guarda allo specchio e inizia a radersi il viso. Inizialmente, il processo è ordinario e metodico, ma ben presto assume toni inquietanti.
Mentre l'uomo si rade, comincia a infliggersi piccoli tagli sul viso. Tuttavia, non mostra alcun segno di dolore o preoccupazione e continua imperterrito. I tagli si fanno via via più profondi, e il sangue inizia a scorrere, macchiando il lavabo e il pavimento candido. La scena, inizialmente serena, si trasforma in un crescendo di violenza autoinflitta. Alla fine, il bagno è intriso di sangue, ma il protagonista continua imperterrito il suo rituale, senza mai fermarsi.
Scorsese realizzò il cortometraggio con un budget modesto, utilizzando attrezzature e risorse limitate. Nonostante i vincoli, riuscì a creare un'opera visivamente potente e concettualmente audace, che anticipava molti temi e tecniche che avrebbero caratterizzato la sua carriera futura.
Il film fu presentato al Festival di Knokke-Heist, in Belgio, dove ricevette una calorosa accoglienza e vinse il Prix de L’Age d’Or.
Colonna sonora: Il cortometraggio è accompagnato dalla canzone "I Can't Get Started" di Bunny Berigan, un pezzo jazz degli anni '30. La musica crea un contrasto straniante con le immagini, sottolineando il carattere surreale e disturbante della scena.
Boy A è un film del 2007 diretto da John Crowley
Boy A è un film del 2007 diretto da John Crowley, basato sull'omonimo romanzo di Jonathan Trigell. La pellicola esplora temi complessi come il reinserimento sociale, il senso di colpa, l'identità e la redenzione. Con una narrazione toccante e una regia sobria, il film ha conquistato pubblico e critica, anche grazie alla straordinaria interpretazione di Andrew Garfield.
La storia segue Eric Wilson, un giovane uomo che viene rilasciato da una struttura di detenzione dopo aver scontato una lunga pena per un crimine commesso in gioventù. Con l'aiuto del suo assistente sociale, Terry (interpretato da Peter Mullan), Eric assume una nuova identità: diventa "Jack Burridge" e tenta di ricostruirsi una vita normale in una città del Regno Unito.
Jack si adatta al suo nuovo ambiente, trovando lavoro in un’azienda di logistica e stringendo legami con i colleghi. In particolare, instaura una relazione romantica con Michelle (interpretata da Katie Lyons), una giovane donna che lo aiuta a sentirsi accettato. Tuttavia, il suo passato oscuro continua a incombere: Eric, quando era ancora un bambino, aveva partecipato a un atroce crimine assieme al suo amico Philip Craig. Questo evento ha segnato la sua vita, portandolo a subire il giudizio e la condanna pubblica.
Nonostante gli sforzi di Terry per proteggerlo, la verità sul passato di Jack inizia a emergere. La rivelazione della sua identità provoca una reazione feroce da parte della comunità e mette a rischio la sua possibilità di reintegrazione. Il film culmina in una sequenza drammatica che esplora il peso della colpa e la difficoltà di lasciarsi alle spalle un passato segnato da un errore fatale.
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Mississippi Burning - Le radici dell'odio (Mississippi Burning) è un film del 1988, diretto da Alan Parker
Mississippi Burning - Le radici dell'odio (Mississippi Burning) è un film del 1988, diretto da Alan Parker
Il film si apre con un evento storico cruciale: nel 1964, durante il culmine del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti, tre attivisti (due bianchi e un afroamericano) scompaiono misteriosamente nella contea di Jessup, Mississippi. Questi attivisti, membri del movimento per i diritti civili, lavoravano per registrare gli elettori afroamericani, sfidando il razzismo e le intimidazioni locali.
L'FBI invia due agenti per indagare sulla scomparsa: Rupert Anderson (Gene Hackman) e Alan Ward (Willem Dafoe). Anderson, un ex sceriffo del sud, ha un approccio pragmatico e diretto, mentre Ward, giovane e idealista, segue le procedure ufficiali e crede nella legge. Questa differenza di metodi genera tensioni tra i due, ma alla fine li porta a collaborare efficacemente.
Durante le indagini, si scontrano con l'omertà della comunità bianca e la paura della popolazione afroamericana. Le forze locali, colluse con il Ku Klux Klan, cercano di ostacolare le indagini, e il razzismo sistemico è evidente in ogni aspetto della società locale. Attraverso metodi non convenzionali e una crescente determinazione, Anderson e Ward scoprono la verità dietro la scomparsa degli attivisti, mettendo in luce la brutalità e l'ipocrisia della società segregazionista del sud degli Stati Uniti.
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Il ritratto della signora Yuki (雪夫人絵図 Yuki fujin ezu) è un film del 1950 diretto da Kenji Mizoguchi.
Il ritratto della signora Yuki è un film del 1950 diretto dal celebre regista giapponese Kenji Mizoguchi, noto per i suoi ritratti delicati e struggenti dell’universo femminile, spesso ambientati in contesti storici o culturali specifici. Basato sul romanzo omonimo di Fumio Niwa, il film è un’opera meno conosciuta rispetto ai capolavori successivi di Mizoguchi, come I racconti della luna pallida d’agosto o Vita di O-Haru, donna galante, ma rappresenta comunque un’importante tappa della sua carriera e un esempio della sua maestria nell’esplorare temi di amore, tradizione e conflitto interiore.
La storia segue le vicende di Yuki, una donna di alta classe sociale che, dopo un matrimonio combinato con il gentiluomo Naoyuki, si ritrova intrappolata in una relazione infelice. La trama si sviluppa come un dramma intimo, incentrato sul contrasto tra le aspettative sociali e il desiderio individuale. Yuki, educata secondo i rigidi codici morali e culturali dell’aristocrazia giapponese, è costretta a reprimere i suoi sentimenti e le sue passioni.
Il matrimonio con Naoyuki si rivela problematico sin dall'inizio: il marito si dimostra distante, incapace di comprendere la sensibilità e le sofferenze della moglie. Yuki, d'altra parte, cerca di mantenere la facciata di una donna perfetta, ma il suo spirito viene gradualmente schiacciato dalla solitudine e dall'insoddisfazione. Quando Naoyuki inizia a tradirla apertamente, la frustrazione di Yuki cresce, portandola a prendere decisioni che sfidano le convenzioni sociali.
Uno dei punti culminanti della trama è il rapporto che Yuki sviluppa con un giovane pittore, commissionato per realizzare il suo ritratto. Questo personaggio, simbolo di libertà creativa e individualità, rappresenta una via di fuga dal mondo opprimente in cui Yuki è intrappolata. La relazione tra i due non è priva di tensioni, poiché Yuki lotta con il senso di colpa e la paura del giudizio sociale.
La tragedia si compie quando le pressioni della società e le dinamiche di potere distruggono qualsiasi possibilità di felicità per Yuki, culminando in un finale malinconico che riflette le tematiche ricorrenti di Mizoguchi: l’inevitabile sofferenza delle donne in un mondo dominato da uomini e tradizioni oppressive. segue...*
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La Sindrome degli amori passati è un film di genere commedia del 2023, diretto da Raphaël Balboni, Ann Sirot.
Genere: Commedia
Anno: 2023
Regia: Raphaël Balboni, Ann Sirot
Durata: 98 minuti
"La Sindrome degli amori passati" racconta una storia originale e surreale condita da umorismo e profondità emotiva. Il film segue Rémy e Sandra, una coppia innamorata che affronta un problema molto particolare: non riescono ad avere figli, e la causa di questa infertilità non è medica ma... "sentimentale". Secondo un medico, Rémy e Sandra soffrono della "Sindrome degli amori passati", una bizzarra condizione psicologica (e quasi magica) che impedisce loro di concepire un figlio finché non avranno affrontato e risolto le questioni in sospeso con i rispettivi ex partner.
Spinti dalla loro determinazione a diventare genitori, Rémy e Sandra si imbarcano in un viaggio che li porterà a rivedere i loro vecchi amori, esplorando i rimpianti, le emozioni non risolte e i ricordi che pensavano di aver dimenticato. Tra situazioni assurde, dialoghi brillanti e momenti toccanti, il film esplora cosa significhi davvero amare e affrontare il proprio passato per costruire un futuro. segue...
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Wallace & Gromit - Le piume della vendetta (Wallace & Gromit: Vengeance Most Fowl), 2024 di Nick Park e Merlin Crossingham
"Wallace & Gromit: Le piume della vendetta" (titolo originale: "Wallace & Gromit: Vengeance Most Fowl") è un film d'animazione in stop-motion del 2024, diretto da Nick Park e Merlin Crossingham. Prodotto da Aardman Animations in collaborazione con la BBC e Netflix, rappresenta il ritorno dei celebri personaggi Wallace e Gromit sul grande schermo dopo una lunga pausa.
Trama
La storia segue Wallace, l'inventore amante del formaggio, che crea un nuovo dispositivo: un nano da giardino robotico chiamato Norbot, progettato per assistere nei lavori di giardinaggio. Wallace avvia un'attività che offre i servizi di Norbot ai vicini, ma il fedele cane Gromit inizia a preoccuparsi per la crescente dipendenza del suo padrone dalla tecnologia. Le sue preoccupazioni si intensificano quando Norbot, a causa di un malfunzionamento, inizia a comportarsi in modo imprevedibile.
Nel frattempo, Feathers McGraw, il pinguino criminale precedentemente sconfitto da Wallace e Gromit nel cortometraggio "I pantaloni sbagliati" (1993), evade dal carcere. Venuto a conoscenza di Norbot, Feathers riesce a hackerare il robot, trasformandolo in un esercito di gnomi robotici al suo servizio, con l'intento di realizzare un elaborato piano di vendetta contro i suoi vecchi nemici.
Gli gnomi robotici, sotto il controllo di Feathers, iniziano a commettere furti in città, facendo ricadere la colpa su Wallace. Con l'intervento dell'ispettore capo Albert Mackintosh e della nuova recluta, l'agente Mukherjee, Wallace si trova in una situazione complicata. Spetta a Gromit, con l'aiuto di Norbot (una volta ripristinato), sventare i piani di Feathers, ripulire il nome di Wallace e riportare la pace nel quartiere. segue...
NETFLIX
Cleo dalle 5 alle 7 (Cléo de 5 à 7) è un film del 1962 diretto da Agnès Varda.
Cléo dalle 5 alle 7 (titolo originale: Cléo de 5 à 7) è un capolavoro della Nouvelle Vague diretto da Agnès Varda nel 1962. Il film è un ritratto intimo e profondamente umano che esplora tematiche esistenziali attraverso la vita di una giovane donna nell'arco di due ore, dalle 17 alle 19. Ecco una panoramica dettagliata del film, tra trama, regia, cast e curiosità.
La protagonista è Florence Victoire, detta Cléo, una giovane cantante parigina interpretata da Corinne Marchand. Cléo sta attendendo i risultati di un importante esame medico per verificare se ha un cancro. Il film segue Cléo in tempo (quasi) reale, mostrando le sue attività, incontri e riflessioni durante due ore cruciali della sua vita.
Il film si apre con Cléo che consulta una cartomante. Le carte suggeriscono un presagio di morte, aumentando l'angoscia della protagonista. Questa ansia la porta a rivedere la sua vita sotto una luce diversa, affrontando le sue paure, le sue relazioni e il senso della propria identità.
Durante il film, Cléo incontra diverse persone, tra cui il suo amante, il suo musicista e una modella amica. Tuttavia, l'incontro più significativo è con Antoine, un giovane soldato in partenza per la guerra in Algeria. Attraverso il dialogo con Antoine, Cléo riesce a guardare oltre le sue preoccupazioni personali e ad accettare il momento presente.
La storia culmina con l’arrivo dei risultati medici. Sebbene non espliciti, i risultati suggeriscono una possibilità di cura, lasciando il finale aperto ma carico di speranza. segue...
RAIPLAY V.O.
Lunana - Il villaggio alla fine del mondo (ལུང་ནག་ན) è un film del 2019 scritto, diretto e co-prodotto da Pawo Choyning Dorji. ***
La storia segue Ugyen, un giovane insegnante bhutanese che sogna di abbandonare il suo paese per inseguire la carriera musicale in Australia. Tuttavia, il governo bhutanese lo obbliga a completare il suo contratto di insegnamento, inviandolo nel remoto villaggio di Lunana, situato tra le montagne dell'Himalaya e accessibile solo dopo otto giorni di cammino.
Lunana è un luogo isolato, senza elettricità né comfort moderni. Ugyen inizialmente è riluttante e sopraffatto dall'idea di vivere in un luogo così distante dalla modernità. Tuttavia, con il tempo, il giovane insegnante inizia a instaurare un legame profondo con i bambini del villaggio, pieni di entusiasmo per l'apprendimento nonostante le difficoltà, e con la comunità locale, che lo accoglie con calore e rispetto.
Grazie al rapporto con i suoi studenti, in particolare con Pem Zam, una bambina vivace e curiosa, e con Michen, un anziano del villaggio che funge da guida spirituale, Ugyen riscopre il valore dell'educazione e il significato profondo del suo lavoro. La bellezza incontaminata di Lunana e la connessione con la natura trasformano il suo modo di vedere la vita, portandolo a riconsiderare le sue ambizioni e il suo futuro. segue...*
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Nosferatu è un film del 2024, diretto da Robert Eggers ****
"Nosferatu" è un film horror gotico del 2024 diretto da Robert Eggers, noto per opere come "The Witch" e "The Lighthouse". Il film è un remake dell'omonimo capolavoro muto del 1922 di F.W. Murnau, a sua volta ispirato al romanzo "Dracula" di Bram Stoker.
Trama
Ambientato nella Germania del XIX secolo, il film segue Thomas Hutter (Nicholas Hoult), un giovane agente immobiliare incaricato di recarsi in Transilvania per concludere la vendita di una proprietà al misterioso Conte Orlok (Bill Skarsgård). Durante il soggiorno nel castello di Orlok, Hutter scopre la vera natura del conte: un antico vampiro che si nutre di sangue umano. Nel frattempo, Ellen (Lily-Rose Depp), la moglie di Hutter, a casa in Germania, inizia a essere tormentata da visioni inquietanti legate al conte. Orlok, ossessionato da Ellen, decide di trasferirsi in Germania, portando con sé una scia di terrore e pestilenza. La storia esplora temi di ossessione, desiderio e la lotta tra il bene e il male.
Regia
Robert Eggers porta la sua visione unica al classico dell'orrore, mantenendo l'atmosfera gotica e l'estetica espressionista dell'originale, ma arricchendola con tecniche cinematografiche moderne. La sua attenzione ai dettagli storici e l'abilità nel creare tensione psicologica sono evidenti, offrendo un'esperienza cinematografica immersiva che rende omaggio al film del 1922 pur introducendo elementi innovativi. Eggers ha dichiarato che "vampirismo e Dracula sono temi che ha esplorato a lungo", e questo progetto rappresenta una realizzazione personale e professionale significativa.
Attori
Bill Skarsgård interpreta il Conte Orlok, offrendo una performance che combina terrore e vulnerabilità, rendendo il personaggio sia spaventoso che tragico. La sua trasformazione fisica e l'interpretazione hanno ricevuto elogi per la profondità e l'intensità.
Nicholas Hoult nel ruolo di Thomas Hutter, un uomo la cui ambizione lo porta a confrontarsi con forze oscure oltre la sua comprensione. Hoult riesce a trasmettere l'evoluzione del personaggio da ingenuo a consapevole del pericolo imminente.
Lily-Rose Depp interpreta Ellen Hutter, la moglie di Thomas, il cui legame psichico con Orlok diventa centrale nella narrazione. La sua performance è stata descritta come ipnotica, catturando la complessità di una donna divisa tra paura e attrazione.
Willem Dafoe appare in un ruolo di supporto significativo, aggiungendo profondità al cast con la sua esperienza e presenza scenica. Dafoe aveva precedentemente interpretato un ruolo ispirato a Nosferatu nel film "L'ombra del vampiro" del 2000, creando un interessante parallelismo.
Il progetto di Eggers per un remake di "Nosferatu" era in sviluppo dal 2015, ma ha subito vari ritardi prima di concretizzarsi. Eggers ha descritto il film come un "progetto di passione", riflettendo la sua lunga fascinazione per la storia e il personaggio.
Le riprese principali si sono svolte principalmente ai Barrandov Studios di Praga, nella Repubblica Ceca, tra febbraio e maggio 2023, sfruttando l'architettura storica per ricreare l'atmosfera gotica necessaria.
La colonna sonora è stata composta da Robin Carolan, che aveva precedentemente collaborato con Eggers in "The Northman". Carolan ha cercato di allontanarsi dalle tipiche musiche horror, concentrandosi sugli elementi malinconici e tragici della storia.
Il film ha avuto la sua prima mondiale il 2 dicembre 2024 al cinema Zoo Palast di Berlino, Germania, sottolineando l'importanza storica e culturale del materiale originale. È stato distribuito negli Stati Uniti da Focus Features il 25 dicembre 2024 e a livello internazionale da Universal Pictures il 1º gennaio 2025.
"Nosferatu" ha ricevuto recensioni generalmente positive dalla critica, con particolare apprezzamento per la regia di Eggers, le performance del cast e la fedeltà all'atmosfera dell'originale, pur introducendo una nuova profondità psicologica ai personaggi. Alcuni critici hanno descritto il film come una "rivisitazione perfetta" e una "nuova aggiunta al canone dell'orrore".
E per chi vuole, può vedersi l'originale del 1922.
click sotto...
"Nosferatu" di Robert Eggers rappresenta una fusione di tradizione e innovazione, offrendo una nuova interpretazione di un classico senza tempo che continua a influenzare il genere horror. La combinazione di una regia visionaria, performance attoriali di alto livello e una produzione attenta ai dettagli storici e atmosferici rende questo film un'esperienza cinematografica significativa per gli appassionati del genere e del cinema in generale.
IN SALA
Vermiglio è un film del 2024 scritto e diretto da Maura Delpero. ****
"Vermiglio" è un film drammatico del 2024 scritto e diretto da Maura Delpero, noto per il suo precedente lavoro "Maternal". Il film è stato presentato in anteprima alla 81ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, dove ha ottenuto il Gran Premio della Giuria.
"Vermiglio" è un film del 2024 scritto e diretto da Maura Delpero, ambientato durante l'ultimo anno della Seconda Guerra Mondiale in un remoto villaggio di montagna in Trentino-Alto Adige. La trama segue la famiglia Graziadei, composta da un maestro e le sue tre figlie: Lucia, Ada e Flavia. L'arrivo di Pietro, un soldato siciliano disertore, sconvolge la loro quotidianità. Lucia, la maggiore delle sorelle, si innamora di Pietro e decide di sposarlo. Alla fine della guerra, Pietro torna in Sicilia, lasciando Lucia incinta. Dopo aver dato alla luce una bambina, Antonia, Lucia scopre dai giornali che Pietro era già sposato e che è stato ucciso dalla moglie siciliana. Sconvolta dalla verità, Lucia cade in uno stato di disperazione, rifiuta la bambina e medita il suicidio, dal quale viene salvata dal fratello. Con il tempo, Lucia si riprende e decide di recarsi in Sicilia per visitare la tomba di Pietro. Nel frattempo, affida Antonia a un orfanotrofio dove lavora sua sorella minore Ada, diventata suora. Successivamente, Lucia si trasferisce in città per lavorare come domestica, con l'intenzione di tornare a riprendere la figlia in futuro.
Il film esplora temi come l'amore, il tradimento e l'emancipazione femminile, mettendo in luce le sfide affrontate dalle donne in un'epoca di guerra e cambiamento sociale. La narrazione si sviluppa attraverso le quattro stagioni, riflettendo il ciclo della vita e la resilienza umana. "Vermiglio" è stato presentato in anteprima il 2 settembre 2024 alla 81ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, dove ha vinto il Leone d'argento. È stato selezionato per rappresentare l'Italia ai Premi Oscar del 2025 nella categoria del miglior film internazionale.
Il film ha ricevuto recensioni favorevoli dalla critica italiana, che ha elogiato la regia di Delpero e la sua capacità di raccontare con sensibilità e profondità le dinamiche familiari e sociali dell'epoca.
Regia e Produzione
Maura Delpero, regista e sceneggiatrice del film, ha collaborato con produttori come Francesca Andreoli, Santiago Fondevila e Leonardo Guerra Seràgnoli. La fotografia è stata curata da Mikhail Krichman, noto per il suo lavoro in film come "Leviathan". Il montaggio è stato realizzato da Gian Luca Mattei. Il film è una co-produzione tra Italia, Francia e Belgio, con il supporto di Rai Cinema e la distribuzione italiana affidata a Lucky Red.
Cast
Il cast principale include:
Giuseppe De Domenico nel ruolo di Pietro, il disertore siciliano.
Tommaso Ragno interpreta il maestro Graziadei, padre delle tre ragazze.
Martina Scrinzi nel ruolo di Lucia, la figlia maggiore che si innamora di Pietro.
Rachele Potrich interpreta Ada, la figlia di mezzo.
Anna Thaler nel ruolo di Flavia, la figlia più giovane.
Sara Serraiocco in un ruolo di supporto significativo.
Il film mescola attori professionisti con non professionisti, conferendo autenticità alla rappresentazione della vita rurale dell'epoca.
Premi e Candidature
"Vermiglio" ha ricevuto numerosi riconoscimenti:
Mostra del Cinema di Venezia 2024:
Gran Premio della Giuria.
Sorriso Diverso Venezia Award per il Miglior Film Italiano.
NUOVOIMAIE Talent Award per la Miglior Giovane Attrice a Martina Scrinzi.
Chicago International Film Festival 2024:
Gold Hugo per il Miglior Film.
European Film Awards 2024:
Nomination per il Miglior Film Europeo.
Nomination per la Miglior Regia a Maura Delpero.
Golden Globe Awards 2025:
Nomination per il Miglior Film in Lingua Straniera.
Inoltre, il film è stato selezionato per rappresentare l'Italia nella categoria Miglior Film Internazionale agli Oscar 2025.
Curiosità
Lingua e Dialetto: Gran parte dei dialoghi sono in dialetto trentino, aggiungendo autenticità alla narrazione e immergendo lo spettatore nella cultura locale.
Location: Le riprese si sono svolte nei monti del Trentino, catturando la bellezza e l'isolamento del paesaggio alpino, che gioca un ruolo cruciale nell'atmosfera del film.
Io Donna
Tematiche: Il film esplora il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, le dinamiche familiari e l'emancipazione femminile in un contesto storico complesso.
Stile: La regia di Delpero è stata paragonata a quella di Ermanno Olmi, con un approccio naturalistico e una profonda attenzione ai dettagli della vita quotidiana.
Accoglienza Critica: La critica ha elogiato il film per la sua maturità espressiva e la capacità di rappresentare con naturalezza la realtà dell'epoca.
"Vermiglio" si distingue come un'opera significativa nel panorama cinematografico italiano contemporaneo, evidenziando il talento di Maura Delpero nel raccontare storie intime con profondità e autenticità.
SKY/NOW
It Ends With Us - Siamo noi a dire basta (It Ends With Us) è un film del 2024 diretto da Justin Baldoni ***
"It Ends With Us - Siamo noi a dire basta" è un film drammatico e sentimentale del 2024, diretto da Justin Baldoni e basato sull'omonimo romanzo bestseller di Colleen Hoover. La pellicola esplora temi complessi come l'amore, il trauma e la resilienza, offrendo una rappresentazione profonda delle dinamiche relazionali e delle sfide personali.
Trama
La protagonista, Lily Bloom (interpretata da Blake Lively), è una giovane donna che, dopo un'infanzia segnata da abusi domestici, si trasferisce a Boston per realizzare il suo sogno di aprire un negozio di fiori. A Boston, Lily incontra Ryle Kincaid (Justin Baldoni), un affascinante neurochirurgo con una dichiarata avversione per le relazioni stabili. Nonostante ciò, tra i due nasce una relazione intensa e appassionata. La situazione si complica quando riappare Atlas Corrigan (Brandon Sklenar), il primo amore di Lily, riaccendendo sentimenti e ricordi del passato. Lily si trova così a dover affrontare i fantasmi della sua infanzia e a prendere decisioni cruciali per il suo futuro, mettendo in discussione le sue scelte sentimentali e la sua idea di amore.
Regia
Justin Baldoni, noto per il suo ruolo nella serie "Jane the Virgin", dirige e interpreta il film, portando sullo schermo una storia delicata e complessa. La sceneggiatura è stata scritta da Christy Hall, che ha adattato il romanzo di Colleen Hoover, mantenendo l'essenza emotiva della storia originale. La produzione è stata realizzata da Wayfarer Studios in collaborazione con Sony Pictures Television.
Attori
Blake Lively nel ruolo di Lily Bloom: Lively offre una performance intensa, dando vita a una donna che lotta per superare il suo passato traumatico e trovare la felicità.
Justin Baldoni nel ruolo di Ryle Kincaid: Baldoni interpreta un neurochirurgo affascinante ma con profonde contraddizioni interne, rendendo il personaggio complesso e sfaccettato.
Brandon Sklenar nel ruolo di Atlas Corrigan: Sklenar incarna il primo amore di Lily, rappresentando un legame profondo e significativo del suo passato.
Jenny Slate nel ruolo di Allysa: Slate interpreta la sorella di Ryle e amica di Lily, aggiungendo profondità e supporto emotivo alla trama.
Hasan Minhaj nel ruolo di Marshall: Minhaj offre una performance che aggiunge elementi di leggerezza e umorismo alla narrazione.
Curiosità
Adattamento letterario: Il film è tratto dal romanzo bestseller di Colleen Hoover, pubblicato nel 2016, che ha riscosso un enorme successo a livello internazionale.
Scelta del cast: La selezione di Blake Lively e Justin Baldoni per i ruoli principali ha suscitato discussioni tra i fan, poiché nel libro i personaggi sono più giovani. L'autrice Colleen Hoover ha spiegato che l'invecchiamento dei personaggi nel film è stato una scelta intenzionale per correggere una discrepanza presente nel libro.
Produzione travagliata: Le riprese del film hanno affrontato interruzioni a causa dello sciopero degli sceneggiatori della WGA nel 2023, causando ritardi nella produzione.
Tematiche sensibili: Il film affronta temi delicati come la violenza domestica e l'abuso emotivo, offrendo una rappresentazione realistica e toccante delle sfide affrontate da chi vive queste esperienze.
Accoglienza: Nonostante le controversie durante la produzione, il film ha ottenuto un notevole successo al botteghino, incassando oltre 351 milioni di dollari a livello mondiale, a fronte di un budget di 25 milioni di dollari.
Riflessioni
"It Ends With Us - Siamo noi a dire basta" offre una narrazione potente e commovente, esplorando le complessità delle relazioni umane e la forza necessaria per interrompere cicli di violenza e dolore. Le interpretazioni degli attori, unite a una regia sensibile, rendono il film un'esperienza cinematografica significativa, capace di stimolare riflessioni profonde sul significato dell'amore e della resilienza.
Per approfondire ulteriormente, è possibile consultare la scheda del film su.
Inoltre, per avere un'anteprima visiva del film, ecco il trailer ufficiale:
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L'Ultima Settimana di Settembre è un film del 2024, diretto da Gianni De Blasi.
"L'Ultima Settimana di Settembre" è un film drammatico del 2024 diretto da Gianni De Blasi, basato sull’omonimo romanzo di Lorenzo Licalzi. La pellicola racconta una toccante storia di perdita, legami familiari e riscoperta di sé, con un cast che dà vita a personaggi intensi e profondamente umani.
Il film segue le vicende di Pietro Rinaldi (interpretato da Diego Abatantuono), un anziano scrittore vedovo che vive isolato nella sua casa in Puglia. Pietro ha raggiunto un momento critico nella sua vita: si sente svuotato e disilluso, tanto da decidere di porre fine alla sua esistenza il giorno del suo compleanno, che cade alla fine di settembre.
La sua routine viene però stravolta da una tragedia inaspettata: sua figlia e il genero muoiono improvvisamente in un incidente stradale, lasciando Pietro come unico parente in grado di prendersi cura del loro figlio adolescente, Mattia (interpretato da Biagio Venditti). Pietro, che ha sempre mantenuto un rapporto distante con il nipote, si trova ora costretto a convivere con lui.
Mattia è un ragazzo solitario e introverso, profondamente segnato dalla perdita dei genitori. Quando Pietro decide di accompagnare il nipote a Roma per affidarlo agli zii paterni, il viaggio in auto diventa molto più di un semplice spostamento geografico. Attraversando le campagne pugliesi e poi dirigendosi verso la capitale, i due affrontano situazioni inaspettate e incontri che li avvicinano gradualmente. Tra tensioni iniziali e momenti di ironia, Pietro e Mattia imparano a conoscersi, a capirsi e a riscoprire il significato della famiglia.
Alla fine del viaggio, entrambi saranno cambiati, portando con sé una nuova consapevolezza e, soprattutto, la speranza di poter affrontare insieme il futuro.
Diego Abatantuono (Pietro Rinaldi): Abatantuono offre una delle sue interpretazioni più intense e drammatiche, incarnando con grande sensibilità il dolore e la disillusione di un uomo che ha perso la voglia di vivere.
Biagio Venditti (Mattia): Il giovane attore dà vita a un personaggio complesso, un adolescente che nasconde la sua fragilità dietro un’apparente durezza. Venditti riesce a trasmettere con autenticità il processo di crescita del suo personaggio.
Roberta Mattei (madre di Mattia): Sebbene il suo personaggio appaia brevemente, la sua presenza contribuisce a rendere ancora più dolorosa la perdita subita da Pietro e Mattia.
Marit Nissen (Wanda): Un personaggio secondario che arricchisce la trama, aggiungendo un tocco di umanità e calore nei momenti di maggiore tensione.
Pinuccio Sinisi (Cesare): Contribuisce con un ruolo di supporto che sottolinea i contrasti culturali e generazionali presenti nella storia.
Gianni De Blasi, al suo esordio cinematografico con un lungometraggio, dimostra una notevole capacità di gestire una narrazione intima e profondamente emotiva. La regia bilancia con maestria i momenti di dramma e quelli più leggeri, sottolineando il contrasto tra la malinconia del protagonista e la vivacità dell’adolescente.
De Blasi utilizza la Puglia, terra che conosce profondamente, non solo come sfondo visivo, ma come elemento narrativo. Le atmosfere della regione, con i suoi paesaggi rurali e il mare, riflettono le emozioni contrastanti dei personaggi. L’approccio visivo privilegia la luce naturale, creando un’atmosfera calda e realistica.
.Curiosità
Adattamento letterario: Il film è tratto dal romanzo omonimo di Lorenzo Licalzi, noto per la sua capacità di affrontare temi esistenziali con ironia e profondità.
Riprese in Puglia: La regione gioca un ruolo fondamentale nella narrazione, con location suggestive che includono le campagne del Salento e piccole cittadine costiere.
Diego Abatantuono: L'attore ha dichiarato che il ruolo di Pietro è stato uno dei più emotivamente impegnativi della sua carriera, in quanto lo ha costretto a confrontarsi con temi universali come il lutto e la solitudine.
Presentazione ai festival: "L'Ultima Settimana di Settembre" è stato presentato al Festival del Cinema di Venezia 2024, nella sezione dedicata al cinema italiano, ottenendo una standing ovation.
Colonna sonora: Le musiche originali sono state composte da Andrea Farri, il cui lavoro amplifica il senso di introspezione e speranza che permea il film.
Tema del viaggio: La struttura narrativa richiama il genere “road movie”, trasformando il viaggio fisico in una metafora per il percorso di guarigione e riscoperta personale.
"L'Ultima Settimana di Settembre" esplora temi universali come il lutto, la solitudine e il rapporto tra generazioni. Pietro rappresenta il fallimento e il rimpianto di un uomo che ha vissuto gran parte della sua vita senza coltivare legami profondi. Mattia, al contrario, incarna la resilienza e la possibilità di costruire un futuro nonostante il dolore.
Il viaggio diventa una metafora del cambiamento, spingendo entrambi i personaggi a guardare oltre le loro paure e pregiudizi. Il messaggio principale del film è che, anche nei momenti più bui, è possibile trovare speranza e ricominciare, se si è disposti a costruire connessioni autentiche.
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Figlia mia è un film del 2018 diretto da Laura Bispuri
"Figlia mia" è un film drammatico del 2018 diretto da Laura Bispuri, presentato in concorso al Festival di Berlino. La pellicola, un’opera intensa e carica di emozioni, esplora temi universali come la maternità, l’identità e il legame profondo e complesso tra madre e figlia.
Ambientato nella splendida cornice della Sardegna rurale, il film racconta la storia di Vittoria, una bambina di 10 anni, e delle due donne che la amano e la reclamano come propria figlia.
Tina (interpretata da Valeria Golino) è la madre adottiva di Vittoria, che l’ha cresciuta in un ambiente protettivo e amorevole. Tina è una donna equilibrata e dolce, che cerca di assicurare a Vittoria una vita stabile e sicura. Dall’altro lato c’è Angelica (interpretata da Alba Rohrwacher), la madre biologica, una donna instabile e impulsiva che vive ai margini della società, sopraffatta dai debiti e in conflitto con sé stessa. Angelica, pur essendo incapace di prendersi cura della bambina, vuole recuperare un rapporto con lei.
Quando Vittoria scopre casualmente la verità sulle sue origini, si trova divisa tra le due figure materne, ciascuna delle quali incarna un modo diverso di vivere e amare. Il film segue il percorso di Vittoria nell’elaborare questa scoperta, mentre Tina e Angelica si confrontano tra loro in una lotta per l’affetto della bambina.
"Figlia mia" affronta in modo sensibile e complesso il tema della maternità, evitando di proporre risposte semplici o nette. Il film non si schiera apertamente né con Tina né con Angelica, ma esplora le sfumature di ciascuna relazione e le dinamiche che le caratterizzano.
Il racconto si sofferma anche sull’identità di Vittoria, che attraverso il confronto con queste due donne cerca di trovare il proprio posto nel mondo. La Sardegna, con i suoi paesaggi aspri e incontaminati, diventa un personaggio a sé stante, riflettendo il tumulto emotivo dei protagonisti.
Un’altra tematica centrale è il contrasto tra ordine e caos, rappresentato rispettivamente da Tina e Angelica. Tina offre stabilità e protezione, ma il suo amore rischia di essere soffocante; Angelica, invece, simboleggia la libertà e la vitalità, ma anche l’imprevedibilità e il pericolo.
Laura Bispuri si distingue per uno stile registico intimo e minimalista, che si concentra sui volti e sulle emozioni dei personaggi. La macchina da presa è spesso vicina ai protagonisti, catturando dettagli che rivelano le loro fragilità e il loro mondo interiore.
Il ritmo del film è lento ma coinvolgente, con un’attenzione particolare alle relazioni umane e al paesaggio. La regista utilizza la Sardegna come sfondo simbolico, un luogo intriso di tradizione e di natura selvaggia, che rispecchia il conflitto tra i personaggi.
Le interpretazioni di Valeria Golino e Alba Rohrwacher sono uno dei punti di forza del film. Golino offre una performance misurata e intensa, dando vita a un personaggio che lotta tra il desiderio di protezione e la paura di perdere l’amore di Vittoria. Rohrwacher, d’altra parte, si cala perfettamente nei panni di Angelica, esprimendo una vulnerabilità che rende il suo personaggio al tempo stesso irritante e commovente.
La giovane Sara Casu, nel ruolo di Vittoria, è sorprendentemente naturale e autentica, rendendo credibile il tormento interiore della bambina. La sua interpretazione aggiunge profondità alla narrazione, rendendo il conflitto tra le due madri ancora più toccante.
"Figlia mia" è stato accolto positivamente dalla critica per la sua capacità di affrontare temi complessi con delicatezza e onestà. È stato elogiato per la regia di Laura Bispuri, che riesce a dare vita a un racconto universale attraverso una storia intima e radicata in un contesto specifico.
Il film è stato anche apprezzato per la fotografia, che cattura con grande sensibilità i paesaggi sardi e li utilizza come metafora visiva delle emozioni dei personaggi. Tuttavia, alcuni critici hanno notato un ritmo a tratti troppo lento, che potrebbe risultare impegnativo per alcuni spettatori.
"Figlia mia" è un’opera emozionante e coinvolgente che invita lo spettatore a riflettere sulla complessità dell’amore materno e sull’identità. Con interpretazioni straordinarie, una regia sensibile e una fotografia evocativa, il film rappresenta una tappa importante nel percorso artistico di Laura Bispuri e una voce originale nel panorama del cinema italiano contemporaneo.
MUBI
"La Cicatrice intérieure", diretto da Philippe Garrel nel 1972, è un film straordinariamente enigmatico e poetico, che si distingue per la sua carica visionaria e simbolica. Prodotto in un periodo di intensa creatività e sperimentazione per Garrel, il film è un'opera difficile da categorizzare, oscillando tra il cinema, la poesia e l'arte performativa. Con un cast che include Nico, Pierre Clémenti, Laurent Terzieff e lo stesso Garrel, il film è un viaggio surreale attraverso paesaggi sconfinati e spazi interiori, esplorando temi come l'alienazione, la spiritualità e il rapporto tra uomo e natura.
Un cinema di immagini e simboli
"La Cicatrice intérieure" è essenzialmente un poema visivo, privo di una trama narrativa tradizionale. Le immagini sono il cuore pulsante del film, con lunghi piani sequenza che catturano deserti, montagne e vastità desolate, spesso prive di segni di vita. Questi luoghi non sono semplicemente ambientazioni, ma diventano personaggi essi stessi, specchiando lo stato d'animo dei protagonisti e amplificando il senso di isolamento e di ricerca esistenziale.
Il film non offre spiegazioni esplicite o dialoghi espansivi. I pochi dialoghi e monologhi, spesso pronunciati da Nico, sono frammenti criptici che evocano un linguaggio onirico e profetico. La narrazione si sviluppa attraverso l'accumulo di immagini e la loro risonanza emotiva, richiedendo allo spettatore di interpretare e trovare un proprio significato.
La collaborazione con Nico
Un elemento centrale del film è la presenza di Nico, musa di Garrel e figura cardine del movimento artistico degli anni '60 e '70. Oltre a recitare, Nico contribuisce alla colonna sonora del film, che include alcune delle sue canzoni più celebri, tra cui "Janitor of Lunacy" e "My Only Child". La sua musica, oscura e ipnotica, si fonde con le immagini, creando un'atmosfera inquietante e malinconica. La sua figura eterea e magnetica aggiunge un ulteriore strato di mistero al film, incarnando un'icona di bellezza austera e tormentata.
Il significato del titolo
Il titolo, "La Cicatrice intérieure" (La cicatrice interiore), suggerisce un'indagine sull'anima, sulle ferite psicologiche e spirituali che segnano gli individui. Il film può essere letto come una rappresentazione metaforica del viaggio interiore dell'uomo, un percorso di dolore, guarigione e trasformazione. Le cicatrici sono simboli di esperienza e sopravvivenza, tracce visibili di una lotta interiore che non viene mai completamente spiegata.
Temi centrali
L'alienazione e l'isolamento
I personaggi del film sembrano persi, non solo nei paesaggi fisici ma anche nei loro mondi interiori. La mancanza di comunicazione tra di loro e il loro vagare senza una direzione precisa suggeriscono un profondo senso di alienazione, tanto personale quanto universale. L'uomo appare come una figura piccola e insignificante di fronte all'immensità della natura, incapace di trovare un posto nel mondo.
La spiritualità e il misticismo
Numerose sequenze del film evocano rituali e simboli religiosi, come processioni e atti di devozione. Garrel non presenta una religiosità convenzionale, ma esplora piuttosto una forma di spiritualità primordiale, collegata alla natura e alle forze invisibili che governano l'universo. Le immagini del sole, del fuoco e delle ombre suggeriscono un legame con archetipi universali e con un inconscio collettivo.
La natura come riflesso dell'interiorità
I paesaggi sterminati, privi di vita umana e di segni di civilizzazione, sembrano riflettere il deserto emotivo e spirituale dei protagonisti. Il film utilizza la natura non solo come sfondo, ma come metafora del viaggio interiore: il deserto rappresenta la solitudine, il ghiaccio l'immobilità, e il sole cocente una forza inesorabile che consuma e trasforma.
La struttura visiva e il ritmo
Il film si distingue per una fotografia straordinaria, curata da Michel Fournier, che cattura la bellezza austera e surreale dei paesaggi. Le inquadrature sono spesso fisse o caratterizzate da movimenti minimi, permettendo allo spettatore di immergersi completamente nelle immagini. Il ritmo è lento e meditativo, in linea con il cinema contemplativo che Garrel ha sviluppato nel corso della sua carriera.
Le scene sembrano quasi dipinti in movimento, con una composizione meticolosa che ricorda le opere di artisti simbolisti e surrealisti. L'uso della luce naturale e dei colori sottolinea il contrasto tra l'oscurità dell'anima e la luminosità del mondo esterno.
Un'opera autobiografica
Come molte delle opere di Garrel, "La Cicatrice intérieure" può essere interpretato come un lavoro profondamente personale. Il regista stesso ha dichiarato che il film riflette le sue esperienze e le sue emozioni, rendendolo una sorta di diario visivo. La collaborazione con Nico, con cui aveva una relazione tumultuosa, aggiunge un ulteriore strato di intimità all'opera.
Ricezione e influenza
Al momento della sua uscita, "La Cicatrice intérieure" non ricevette un'ampia distribuzione, ma col tempo è diventato un cult movie, ammirato per la sua audacia artistica e il suo approccio radicale al linguaggio cinematografico. Il film ha influenzato numerosi registi e artisti, affermandosi come un'opera fondamentale del cinema sperimentale.
Conclusione
"La Cicatrice intérieure" è un film che sfida le convenzioni, un'opera ipnotica e intensa che richiede una visione attenta e un'apertura mentale da parte dello spettatore. È un viaggio unico e personale, che esplora i confini tra realtà e sogno, tra il mondo esterno e l'universo interiore. Attraverso immagini potenti e una colonna sonora evocativa, Garrel offre un'esperienza cinematografica che rimane scolpita nella mente e nell'anima, come una cicatrice indelebile.
RAIPLAY
Il maestro che promise il mare (El maestro que prometió el mar) è un film del 2023 diretto da Patricia Font.****
Il maestro che promise il mare (in spagnolo: El maestro que prometió el mar) è un film spagnolo del 2023 diretto da Patricia Font, una regista nota per il suo approccio emotivo e sensibile al racconto di storie complesse. La pellicola si basa su eventi reali ed esplora temi di grande intensità emotiva come l'educazione, l'impegno civile e l'importanza di mantenere vivi i sogni anche nelle circostanze più difficili.
La storia ruota attorno alla figura di Antoni Benaiges, un insegnante catalano che negli anni '30 si trasferisce in un piccolo villaggio rurale della Spagna. La sua didattica rivoluzionaria, ispirata ai principi della pedagogia libertaria e della scuola attiva, si pone l'obiettivo di liberare la creatività e il potenziale dei suoi alunni.
Un elemento centrale della sua metodologia è la promessa fatta ai bambini di portarli a vedere il mare, un sogno che simbolizza libertà, scoperta e speranza. Tuttavia, l'ascesa della dittatura franchista e lo scoppio della Guerra Civile Spagnola rappresentano un ostacolo tragico ai suoi ideali, culminando in un drammatico epilogo.
Il film si distingue per una narrazione intima e toccante, arricchita da una fotografia evocativa che mette in risalto sia i paesaggi della Spagna rurale sia il contrasto tra bellezza naturale e violenza storica. La regista Patricia Font ha dichiarato di essere stata attratta dalla storia di Antoni Benaiges per il suo profondo messaggio di resistenza culturale e umana.
Tra i temi affrontati nel film ci sono:
L'importanza dell'educazione come strumento di cambiamento sociale.
L'impatto devastante della dittatura e della repressione sulla libertà di pensiero.
Il valore dei sogni e delle promesse in un contesto di oppressione.
El maestro que prometió el mar è stato accolto favorevolmente dalla critica, lodato per la delicatezza con cui affronta un periodo storico complesso e per l'interpretazione emozionante del cast. La performance dell'attore protagonista, che interpreta Antoni Benaiges, è stata particolarmente apprezzata per la sua profondità e autenticità.
Il film si basa su una storia vera, riportando alla luce la figura dimenticata di Antoni Benaiges, un insegnante che è diventato un simbolo di speranza e resistenza.
Patricia Font ha collaborato con storici e pedagogisti per garantire la fedeltà ai fatti e per rappresentare accuratamente le tecniche didattiche innovative di Benaiges.
La stregoneria attraverso i secoli (Häxan)
(1922) diretto da Benjamin Christensen
Fidanzata in affitto (No Hard Feelings) è un film del 2023 co-scritto e diretto da Gene Stupnitsky. ****
Fidanzata in affitto (titolo originale: No Hard Feelings) è una commedia del 2023 diretta da Gene Stupnitsky, che ha anche co-scritto la sceneggiatura insieme a John Phillips. Il film combina umorismo spensierato con temi di crescita personale, relazioni e accettazione. Di seguito, un'analisi approfondita del film con trama, dettagli sulla regia, cast e curiosità.
La protagonista, Maddie Barker (interpretata da Jennifer Lawrence), è una giovane donna che vive a Montauk, una cittadina balneare negli Hamptons, New York. Maddie si trova in una situazione finanziaria precaria: per mantenere la casa lasciatale dalla madre e far fronte ai crescenti debiti, lavora come autista di Uber. Tuttavia, la sua auto viene pignorata, rendendo ancora più difficile per lei sbarcare il lunario.
Alla disperata ricerca di una soluzione, Maddie scopre un annuncio insolito su Craigslist: una coppia benestante, Laird (Matthew Broderick) e Allison Becker (Laura Benanti), cerca una donna che aiuti il loro figlio introverso, Percy (Andrew Barth Feldman), a uscire dal guscio prima di partire per il college. In cambio, offrono una macchina usata come ricompensa.
Maddie accetta la proposta, ma il compito si rivela più complicato del previsto. Percy è un adolescente intelligente ma estremamente timido e impacciato, con poca esperienza nelle interazioni sociali e sentimentali. Maddie cerca di sedurlo in situazioni spesso esilaranti e imbarazzanti, ma ben presto si rende conto che il vero obiettivo non è trasformare Percy, bensì aiutarlo a trovare fiducia in sé stesso.
Il rapporto tra Maddie e Percy si evolve in qualcosa di più significativo e genuino. Entrambi imparano a guardare oltre le proprie insicurezze e a confrontarsi con i propri sentimenti, portando a un finale che combina risate e un tocco di dolcezza.
Gene Stupnitsky, noto per il suo lavoro in commedie come Good Boys - Quei cattivi ragazzi (2019), dimostra ancora una volta la sua capacità di bilanciare humor e cuore. La regia di Stupnitsky è focalizzata sulla costruzione di situazioni comiche che derivano da malintesi, conflitti di personalità e interazioni sociali maldestre. Tuttavia, il film non si limita a far ridere: affronta anche temi come l'autostima, la vulnerabilità e l'importanza di accettare sé stessi.
Stupnitsky utilizza la location di Montauk in modo efficace, sfruttando l'atmosfera rilassata della cittadina per contrastare il tumulto interiore dei personaggi. La regia mantiene un ritmo vivace, senza trascurare i momenti di introspezione che rendono la storia più coinvolgente.
Jennifer Lawrence (Maddie Barker): Jennifer Lawrence brilla in questo ruolo comico, mostrando la sua versatilità come attrice. Il personaggio di Maddie è sfacciato, determinato e vulnerabile, e Lawrence riesce a renderlo credibile e affascinante.
Andrew Barth Feldman (Percy Becker): Feldman offre una performance sorprendente, catturando l'innocenza e l'ansia sociale di Percy. La sua chimica con Lawrence è uno degli elementi più forti del film.
Matthew Broderick (Laird Becker): Nel ruolo del padre iperprotettivo, Broderick aggiunge una dose di humor sottile e ironico.
Laura Benanti (Allison Becker): L'attrice interpreta la madre amorevole ma invadente, completando il duo genitoriale con un tocco comico.
Natalie Morales e Scott MacArthur: Nel ruolo di Sara e Jim, amici di Maddie, forniscono un supporto comico che arricchisce il contesto del film.
Pur essendo una commedia leggera, Fidanzata in affitto affronta temi universali:
Crescita personale: Sia Maddie che Percy attraversano un percorso di crescita. Maddie impara a essere più responsabile e a valorizzare le relazioni autentiche, mentre Percy sviluppa fiducia in sé stesso.
Relazioni intergenerazionali: Il film esplora il divario tra genitori e figli, mettendo in evidenza come le aspettative dei genitori possano influenzare i giovani.
Autenticità: Attraverso il rapporto tra Maddie e Percy, il film sottolinea l'importanza di essere sinceri con sé stessi e con gli altri.
Il film ha ricevuto recensioni generalmente positive, con elogi per la performance di Jennifer Lawrence e la chimica tra i due protagonisti. Alcuni critici hanno apprezzato il bilanciamento tra comicità e dramma, mentre altri hanno sottolineato che alcune gag potrebbero risultare prevedibili. Tuttavia, Fidanzata in affitto è stato accolto come un ritorno alle commedie romantiche di una volta, con un tocco moderno.
Fidanzata in affitto è una commedia che riesce a combinare risate, momenti toccanti e un messaggio di fondo positivo. Grazie alla regia sicura di Gene Stupnitsky, alle interpretazioni memorabili di Jennifer Lawrence e Andrew Barth Feldman e a una sceneggiatura che trova il giusto equilibrio tra leggerezza e profondità, il film si distingue come una delle commedie più piacevoli del 2023. Perfetto per chi cerca un'esperienza cinematografica divertente e riflessiva, Fidanzata in affitto dimostra che il cuore di una storia è spesso ciò che la rende davvero speciale.
Jennifer Lawrence come produttrice: Oltre a interpretare Maddie, Jennifer Lawrence è anche produttrice del film. Questo le ha permesso di partecipare attivamente alle decisioni creative, influenzando il tono e l'approccio della storia.
Il debutto di Andrew Barth Feldman: Questo è il primo ruolo importante al cinema per Feldman, già noto come attore teatrale per il suo ruolo in Dear Evan Hansen a Broadway.
Sceneggiatura ispirata a una storia vera: Gene Stupnitsky ha rivelato che l'idea del film si basa su un annuncio reale trovato online, sebbene con molti elementi romanzati.
Riprese a Montauk: Gran parte del film è stato girato on location a Montauk, che aggiunge autenticità all'ambientazione.
Improvvisazione: Jennifer Lawrence ha introdotto diversi momenti di improvvisazione, tra cui alcune delle scene più divertenti, che hanno aggiunto freschezza e spontaneità alla narrazione.
SKY/NOW
Madame Clicquot (Widow Clicquot) è un film del 2023 diretto da Thomas Napper. ***
"Madame Clicquot" (titolo originale: "Widow Clicquot") è un film biografico del 2023 diretto da Thomas Napper, che racconta la vita di Barbe-Nicole Ponsardin Clicquot, figura chiave nella storia dello champagne.
Trama
Ambientato in Francia durante le guerre napoleoniche, il film segue la storia di Barbe-Nicole Ponsardin (interpretata da Haley Bennett), una giovane donna che, dopo un matrimonio combinato, sposa François Clicquot (Tom Sturridge), erede di una famiglia di produttori di vino. Nonostante l'unione inizialmente orchestrata, tra i due nasce un profondo amore. La loro felicità, tuttavia, è di breve durata: François muore prematuramente, lasciando Barbe-Nicole vedova a soli 27 anni. Determinata a onorare la memoria del marito e a portare avanti la loro visione, Barbe-Nicole decide di prendere le redini dell'azienda vinicola di famiglia, sfidando le convenzioni sociali e legali dell'epoca che ostacolavano le donne nell'imprenditoria. Attraverso innovazioni come la tecnica del "remuage" e la creazione del primo champagne rosé miscelato, riesce a trasformare l'azienda in una delle più prestigiose case di champagne al mondo, guadagnandosi il titolo di "Grande Dame dello Champagne".
Regia
La regia di Thomas Napper offre una rappresentazione visivamente elegante della vita di Madame Clicquot, con una narrazione che alterna momenti del suo matrimonio e della sua vedovanza, evidenziando le sfide personali e professionali affrontate. La fotografia di Caroline Champetier contribuisce a creare un'atmosfera che richiama i drammi in costume europei, con un uso sapiente del chiaroscuro che aggiunge profondità alle scene. La colonna sonora, composta da Bryce Dessner, membro della band The National, aggiunge un'austerità che sottolinea i temi del film.
Cast
Haley Bennett nel ruolo di Barbe-Nicole Ponsardin Clicquot: la protagonista determinata a rivoluzionare l'industria dello champagne.
Tom Sturridge interpreta François Clicquot: il marito di Barbe-Nicole, la cui morte prematura spinge la protagonista a prendere in mano l'azienda di famiglia.
Sam Riley nel ruolo di Louis Bohne: il mercante di vino e confidente di François, che gioca un ruolo ambiguo nella vita della coppia.
Leo Suter interpreta Georges: un personaggio di supporto nella vita di Barbe-Nicole.
Anson Boon nel ruolo di Edouard Werle: figura chiave nell'espansione dell'azienda.
Ben Miles interpreta Philippe Clicquot: il suocero di Barbe-Nicole, inizialmente scettico sulle capacità della nuora.
Natasha O'Keeffe nel ruolo di Anne: amica e confidente di Barbe-Nicole.
Curiosità
Il film è basato sulla biografia "The Widow Clicquot" di Tilar J. Mazzeo, che esplora la vita e le innovazioni di Barbe-Nicole Ponsardin Clicquot.
Le riprese si sono svolte principalmente nelle regioni vinicole di Chablis e Reims, in Francia, per catturare l'autenticità dei vigneti e delle cantine storiche.
Haley Bennett ha dichiarato di essersi preparata al ruolo studiando approfonditamente la storia della produzione dello champagne e le tecniche enologiche dell'epoca.
La tecnica del "remuage", introdotta da Madame Clicquot e rappresentata nel film, è ancora oggi utilizzata nella produzione dello champagne per eliminare i sedimenti e ottenere una maggiore limpidezza.
Il film ha avuto la sua prima mondiale al Toronto International Film Festival l'11 settembre 2023 ed è stato distribuito nelle sale italiane il 12 settembre 2024.
"Madame Clicquot" ha ricevuto recensioni contrastanti dalla critica. Alcuni hanno elogiato l'interpretazione di Haley Bennett e la qualità visiva del film, mentre altri hanno criticato la mancanza di dinamismo nella narrazione. Il Financial Times, ad esempio, ha assegnato al film due stelle su cinque, sottolineando l'eleganza visiva ma evidenziando una certa staticità nella trama.
Nonostante le critiche, il film offre uno sguardo approfondito sulla vita di una delle prime grandi imprenditrici del mondo, celebrando il suo spirito innovativo e la sua determinazione nel superare le barriere di genere in un'epoca dominata dagli uomini.
SKY/NOW
Il caso Thomas Crown (The Thomas Crown Affair) è un film del 1968 diretto da Norman Jewison *****
Anno: 1968
Regia: Norman Jewison
Sceneggiatura: Alan Trustman
Genere: Thriller, Drammatico, Giallo
Durata: 102 minuti
Trama
Thomas Crown (interpretato da Steve McQueen) è un uomo d'affari di Boston ricco, affascinante e con una spiccata propensione per il rischio. Insoddisfatto dalla monotonia della sua vita, Thomas organizza un audace colpo in banca, orchestrando tutto nei minimi dettagli senza mai sporcarsi le mani direttamente. Il suo piano prevede l’uso di complici che non lo conoscono, garantendo il massimo anonimato.
Dopo il furto, la compagnia di assicurazioni manda l’investigatrice Vicki Anderson (Faye Dunaway) per risolvere il caso. Donna brillante e intuitiva, Vicki sospetta quasi subito di Crown. Anziché adottare un approccio tradizionale, decide di giocare una partita mentale con lui, utilizzando la seduzione e la psicologia per farlo confessare.
Tra i due si sviluppa un gioco del gatto e del topo, in cui l'attrazione reciproca si mescola a dubbi e inganni. Vicki deve decidere se perseguire la giustizia o abbandonarsi ai sentimenti, mentre Thomas valuta fino a che punto può fidarsi di lei. Il film culmina in un finale aperto, con Crown che sfugge alla legge ma lascia una lettera criptica che sottolinea il loro legame.
Norman Jewison, noto per la sua versatilità e capacità di affrontare generi diversi, dirige Il caso Thomas Crown con uno stile innovativo e sofisticato. La sua regia è caratterizzata da una forte attenzione ai dettagli visivi e narrativi, che enfatizzano il lusso e il fascino del mondo di Crown.
Jewison utilizza tecniche di montaggio innovative per l'epoca, tra cui lo split screen (schermo diviso), che permette di mostrare simultaneamente più prospettive del colpo in banca. Questo approccio, non solo visivamente interessante, contribuisce a creare tensione e a immergere lo spettatore nella complessità della trama.
Steve McQueen (Thomas Crown): McQueen, soprannominato il "Re del Cool", porta in vita un personaggio enigmatico e carismatico. La sua interpretazione cattura perfettamente il mix di fascino, intelligenza e vulnerabilità di Crown, rendendolo una figura indimenticabile del cinema degli anni '60.
Faye Dunaway (Vicki Anderson): Dunaway offre una performance brillante e sofisticata. Il suo personaggio è forte, determinato e capace di tenere testa a Crown sia mentalmente che emotivamente. La chimica tra McQueen e Dunaway è palpabile, alimentando la tensione romantica del film.
Paul Burke (Detective Eddy Malone): Il detective incaricato di lavorare al caso rappresenta la prospettiva della legge e il contrasto con i metodi non convenzionali di Vicki.
Jack Weston (Erwin Weaver): Un membro della banda di Crown, offre un tocco di umorismo al film.
La scena della partita a scacchi
Una delle sequenze più iconiche del film è la partita a scacchi tra Thomas e Vicki. Carica di sottotesto erotico, la scena diventa un simbolo del loro gioco mentale e della loro attrazione reciproca. La tensione cresce attraverso i movimenti degli scacchi e gli sguardi intensi, culminando in un momento di forte intimità.
Innovazioni visive
Il regista Norman Jewison collaborò con il montatore Hal Ashby per sviluppare l'uso del split screen. Questa tecnica, all'epoca innovativa, fu utilizzata per rappresentare l'azione in modo dinamico e frammentato, aumentando l’intensità visiva della storia.
La colonna sonora di Michel Legrand
La musica del film, composta da Michel Legrand, è un elemento fondamentale per la sua atmosfera. Il brano The Windmills of Your Mind, interpretato da Noel Harrison, vinse l'Oscar per la Miglior Canzone Originale e divenne uno dei temi musicali più riconoscibili del cinema.
Stile e moda
I costumi di Steve McQueen e Faye Dunaway riflettono il glamour degli anni '60. Gli abiti di Crown, spesso completi sartoriali di alta qualità, incarnano il suo status di uomo d’affari ricco e sofisticato. Allo stesso modo, gli outfit di Vicki Anderson, eleganti e moderni, sottolineano la sua indipendenza e il suo fascino.
McQueen e la Ferrari 275 GTB/4
Nel film, Crown guida una Ferrari 275 GTB/4, un’auto simbolo di lusso e potenza, che riflette la personalità del personaggio. La presenza della Ferrari aggiunge un ulteriore elemento di stile e prestigio al film.
Un remake di successo
Il film fu riproposto nel 1999 con un remake diretto da John McTiernan e protagonisti Pierce Brosnan e Rene Russo. Sebbene il remake sia stato ben accolto, l’originale del 1968 rimane un classico intramontabile, apprezzato per il suo stile unico e il suo approccio innovativo.
La scelta del cast
Steve McQueen inizialmente non era il primo candidato per il ruolo di Thomas Crown; la produzione aveva considerato attori come Sean Connery e Paul Newman. Tuttavia, McQueen portò un carisma unico al personaggio, rendendolo indimenticabile.
Il caso Thomas Crown esplora temi come il desiderio di libertà, il potere della seduzione e il fascino dell’ambiguità morale. Thomas Crown non è il classico "villain", ma un uomo spinto dall’istinto di ribellarsi alla monotonia della sua esistenza privilegiata.
Il film gioca anche con la dinamica di genere, mostrando una donna forte e indipendente come Vicki Anderson, che non esita a sfidare un uomo come Crown sul suo stesso terreno. La loro relazione, basata su inganni e attrazione reciproca, rappresenta un conflitto emotivo che va oltre la semplice trama poliziesca.
Alla sua uscita, Il caso Thomas Crown ricevette recensioni miste. Mentre alcuni critici lodarono lo stile visivo e la colonna sonora, altri trovarono la trama troppo lenta o incentrata eccessivamente sull'aspetto estetico. Tuttavia, il film è stato rivalutato nel corso degli anni ed è oggi considerato un classico del genere.
La performance di Steve McQueen e Faye Dunaway, insieme all'approccio visivo unico, ha reso Il caso Thomas Crown un punto di riferimento per i thriller eleganti e sofisticati. Il film continua a essere apprezzato non solo per la sua trama, ma anche per il suo impatto stilistico e culturale.
PRIME VIDEO
Facciamo l'amore (Let's Make Love), è un film del 1960 diretto da George Cukor ****
Anno: 1960
Regia: George Cukor
Sceneggiatura: Norman Krasna, Hal Kanter, Arthur Miller
Genere: Commedia romantica, Musicale
Durata: 119 minuti
Il film racconta la storia di Jean-Marc Clement (interpretato da Yves Montand), un miliardario parigino residente a New York, noto per la sua vita mondana e i suoi numerosi flirt. La sua vita prende una piega inaspettata quando scopre che uno spettacolo teatrale off-Broadway sta per metterlo alla berlina in una satira musicale.
Incuriosito, Jean-Marc decide di infiltrarsi tra gli attori per vedere da vicino la produzione. Durante le prove, incontra Amanda Dell (interpretata da Marilyn Monroe), una delle attrici principali, e se ne innamora perdutamente. Fingendo di essere un attore squattrinato, Jean-Marc si unisce al cast per avvicinarsi a lei.
Mentre Amanda vede in lui un uomo semplice e adorabile, il miliardario lotta con il dilemma morale del suo inganno. Nel corso della storia, Jean-Marc impara a conoscere Amanda e a confrontarsi con una realtà lontana dal suo mondo fatto di lusso. Alla fine, la verità viene a galla, ma l'amore sincero tra i due trionferà, superando le barriere sociali e le iniziali bugie.
George Cukor, noto per la sua abilità nel dirigere commedie romantiche e film con protagoniste femminili forti, porta la sua consueta raffinatezza e maestria in Facciamo l’amore. Cukor crea un equilibrio perfetto tra glamour, umorismo e sentimentalismo, puntando sulla chimica tra i protagonisti e su un sapiente uso di elementi musicali.
Il regista, famoso per opere come My Fair Lady e A Star is Born, riesce a catturare l'essenza della commedia sofisticata, arricchendola con momenti di introspezione e leggerezza che caratterizzano i personaggi. La scelta di lavorare con Marilyn Monroe, una delle attrici più iconiche del periodo, si dimostra vincente, poiché Cukor sa esaltarne il carisma e la sensualità, pur mostrando la sua vulnerabilità.
Marilyn Monroe (Amanda Dell): La stella indiscussa del film. Marilyn brilla nel ruolo della giovane attrice di talento e dal cuore puro. Con il suo mix di sensualità e ingenuità, porta in vita Amanda, rendendola uno dei personaggi più memorabili del film.
Yves Montand (Jean-Marc Clement): L'attore e cantante francese dà un'interpretazione affascinante e sfumata del miliardario che riscopre il vero amore. La sua performance include anche momenti musicali che mettono in risalto la sua voce profonda e calda.
Tony Randall (Alexander Coffman): L'efficace spalla comica del film. Randall interpreta il fedele assistente di Jean-Marc, il cui senso pratico contrasta con le stravaganze del suo capo.
Frankie Vaughan (Tony Danton): Un altro attore del cast teatrale, rappresenta un potenziale rivale amoroso per Jean-Marc.
Il coinvolgimento di Arthur Miller
Arthur Miller, all'epoca marito di Marilyn Monroe, collaborò alla sceneggiatura del film, contribuendo a caratterizzare meglio il personaggio di Amanda. Si dice che molti aspetti della personalità di Amanda siano stati ispirati dalla vita reale di Marilyn.
Marilyn Monroe e Yves Montand
Durante le riprese, ci furono speculazioni su una relazione tra Marilyn e Yves Montand. Sebbene entrambi fossero sposati, i gossip dell'epoca alimentarono l'attenzione sul film. Nonostante ciò, le loro performance rimangono al centro dell'opera, con una chimica palpabile che arricchisce la narrazione.
Camei di celebrità
Il film include apparizioni speciali di artisti famosi come Bing Crosby, Gene Kelly e Milton Berle, che interpretano loro stessi e offrono consigli a Jean-Marc su come conquistare Amanda. Questi momenti aggiungono un tocco di glamour e autenticità alla trama.
Il numero musicale "My Heart Belongs to Daddy"
Una delle scene più iconiche del film è l'esibizione di Marilyn Monroe del brano My Heart Belongs to Daddy. Il numero, coreografato con grande attenzione, è un perfetto esempio del magnetismo di Marilyn, capace di combinare fascino e umorismo.
Reazioni critiche
Alla sua uscita, il film ricevette recensioni contrastanti. Mentre alcuni critici lo considerarono una commedia romantica piacevole ma superficiale, altri elogiarono la performance di Marilyn Monroe, definendola il cuore pulsante del film.
Il significato culturale
Facciamo l’amore rappresenta uno degli ultimi film di Marilyn Monroe prima della sua prematura scomparsa nel 1962. Per molti, questo film rimane un esempio della sua capacità di dominare lo schermo, nonostante le difficoltà personali e professionali.
Yves Montand a Hollywood
Per Montand, il film rappresentò un tentativo di entrare nel mercato cinematografico americano. Sebbene la sua carriera negli Stati Uniti non abbia mai raggiunto il successo sperato, Facciamo l’amore rimane uno dei suoi ruoli più noti a livello internazionale.
Il film esplora temi come il conflitto tra apparenza e realtà, l'amore oltre le differenze sociali e il potere trasformativo dei sentimenti autentici. La satira sul mondo dello spettacolo e sul culto delle celebrità arricchisce la trama, rendendola rilevante anche per il pubblico moderno.
Visivamente, il film è un tripudio di colori e set glamour, tipici delle produzioni hollywoodiane dell'epoca. Gli elementi musicali sono integrati con naturalezza nella narrazione, con canzoni che sottolineano le emozioni e le dinamiche tra i personaggi.
Nonostante non sia considerato uno dei capolavori di George Cukor, Facciamo l’amore ha un posto speciale nella storia del cinema per la sua iconica protagonista e il fascino senza tempo della sua trama. Marilyn Monroe dimostra ancora una volta di essere un'attrice versatile, capace di mescolare sensualità, umorismo e profondità emotiva.
Il film continua ad essere apprezzato per il suo valore nostalgico e come testimonianza del talento di Monroe e Montand. Inoltre, le sue canzoni e le sue scene iconiche rimangono memorabili per i fan del cinema classico.
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Life's a Bitch (2023) Regia di Xavier Seron ***
Life's a Bitch (titolo originale: Je me tue à le dire) è una commedia nera del 2016 diretta dal regista belga Xavier Seron. Questo film, caratterizzato da un umorismo grottesco e surreale, esplora il tema della mortalità in modo originale e profondamente umano.
Tre storie in cui i cani diventano protagonisti della complessità delle relazioni umane, mettendo in luce gli ostacoli d'amore e la solitudine dei loro padroni.
La storia segue Michel Peneud (interpretato da Jean-Jacques Rausin), un uomo sulla quarantina con una personalità nevrotica e ossessionata dalla paura della morte. Michel è cresciuto in un contesto familiare non proprio convenzionale, segnato dalla presenza della madre (interpretata da Myriam Boyer), una donna eccentrica e ipocondriaca che vive in un mondo di melodrammi.
La vita di Michel è un continuo susseguirsi di ansie e paranoie, accentuate dalla convinzione di essere destinato a morire di cancro al seno, lo stesso male che ha colpito sua madre. Questa ossessione lo porta a interpretare ogni piccolo segnale corporeo come un presagio di morte imminente, compromettendo le sue relazioni sociali, lavorative e sentimentali.
Tra visite mediche, tentativi falliti di normalità e situazioni al limite dell’assurdo, Michel si confronta con la fragilità della sua esistenza e il senso di inadeguatezza che permea la sua vita. Il film si sviluppa come un’esplorazione tragicomica delle sue nevrosi, offrendo allo spettatore un ritratto surreale e spietato di un uomo alle prese con le proprie insicurezze.
Xavier Seron, al suo debutto nel lungometraggio, dimostra un talento particolare nel mescolare elementi di commedia e dramma con un’estetica visiva che richiama il cinema d’autore europeo. La scelta di girare il film in bianco e nero non è solo un omaggio al passato, ma una decisione stilistica che accentua il tono surreale e malinconico della narrazione.
La regia si concentra su dettagli visivi che amplificano l’umorismo nero, spesso ponendo l'accento sugli aspetti più grotteschi e tragicomici della vita di Michel. Seron utilizza un montaggio dinamico e scene di taglio teatrale per sottolineare l’assurdità delle situazioni e il carattere iperbolico dei personaggi.
Il film si inserisce in una tradizione di commedie esistenziali, ricordando per certi versi il lavoro di autori come Aki Kaurismäki e Roy Andersson, pur mantenendo una propria identità distintiva.
Jean-Jacques Rausin (Michel Peneud)
Rausin offre un’interpretazione memorabile, catturando con precisione la complessità di un personaggio nevrotico e in costante bilico tra comicità e tragedia. La sua performance è il cuore pulsante del film, capace di rendere Michel al tempo stesso irritante e profondamente umano.
Myriam Boyer (La madre di Michel)
Myriam Boyer interpreta con grande intensità una figura materna al tempo stesso amorevole e opprimente. Il suo personaggio incarna molte delle contraddizioni che alimentano le nevrosi di Michel.
Serge Riaboukine (Il medico)
Riaboukine offre un tocco di ironia nei panni del medico di Michel, un professionista apparentemente distaccato che diventa involontariamente complice delle sue paranoie.
Fanny Touron (Aurélie)
Touron interpreta Aurélie, l’interesse amoroso di Michel, che cerca di instaurare una relazione con lui nonostante le sue insicurezze e ossessioni.
La paura della morte
Al centro del film c’è l’ossessione di Michel per la mortalità. Questo tema viene esplorato attraverso un mix di comicità e malinconia, mettendo in luce il paradosso umano di voler vivere pienamente mentre si teme costantemente la fine.
Rapporti familiari disfunzionali
La relazione tra Michel e sua madre è un ritratto tragicomico di un legame che, pur essendo affettuoso, è anche la radice di molte delle sue insicurezze.
La malattia come metafora
L’ossessione per il cancro al seno, un male che colpisce prevalentemente le donne, diventa un simbolo del senso di inadeguatezza di Michel e del suo conflitto con il proprio corpo.
Grottesco ed esistenzialismo
Il film fonde elementi grotteschi con riflessioni esistenziali, creando un tono unico che porta lo spettatore a ridere anche nei momenti più drammatici.
Curiosità
Debutto di Xavier Seron
Questo è il primo lungometraggio di Xavier Seron, che aveva già mostrato il suo talento nei cortometraggi. La pellicola ha ricevuto riconoscimenti in vari festival internazionali, tra cui il Premio Magritte come miglior opera prima.
Scelta del bianco e nero
Il bianco e nero non è solo un espediente estetico, ma serve a enfatizzare il tono surreale del film, creando un contrasto tra la drammaticità delle situazioni e l’umorismo che ne deriva.
Riconoscimenti
Life's a Bitch ha vinto diversi premi nei festival cinematografici, tra cui riconoscimenti per la regia e l’interpretazione di Jean-Jacques Rausin.
Produzione belga
Il film è un esempio di come il cinema belga continui a distinguersi per la capacità di mescolare realismo e surreale, con una vena ironica che lo rende unico nel panorama europeo.
Critiche positive
La pellicola è stata lodata per la sua originalità e per la capacità di trattare temi universali con un approccio fresco e innovativo.
Life's a Bitch è una commedia nera che affronta con intelligenza e ironia il tema della mortalità e delle nevrosi umane. Grazie alla regia innovativa di Xavier Seron e alle straordinarie interpretazioni degli attori, il film riesce a coinvolgere lo spettatore in un viaggio surreale e profondamente umano. È un’opera che, pur nella sua apparente leggerezza, invita a riflettere sul significato della vita e sul modo in cui affrontiamo le nostre paure più profonde.
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Cronaca di un amore è un film drammatico del 1950 diretto da Michelangelo Antonioni ****
Cronaca di un amore è un film drammatico del 1950 diretto da Michelangelo Antonioni, considerato il suo esordio nel lungometraggio. Questa pellicola segna l’inizio di una nuova estetica cinematografica che caratterizzerà l’opera del regista, con un’attenzione particolare ai temi dell’alienazione, delle relazioni interpersonali e della crisi esistenziale.
Ambientato a Milano e Ferrara, il film racconta la storia di una relazione amorosa intrecciata a un misterioso passato. Paola Molon (interpretata da Lucia Bosè) è una donna elegante e ricca, sposata con un industriale benestante, Enrico Fontana (interpretato da Ferdinando Sarmi). La loro unione appare basata più sulla convenienza economica che sull’amore autentico.
Quando Enrico, sospettoso del comportamento distante della moglie, incarica un investigatore privato di indagare sul suo passato, emergono segreti inaspettati. L’indagine rivela la relazione di Paola con Guido (interpretato da Massimo Girotti), un uomo di umili origini, con cui aveva avuto un’intensa storia d’amore in gioventù. La relazione si era interrotta bruscamente dopo un tragico incidente in cui una loro amica comune, Giovanna, era morta in circostanze misteriose.
Quando Guido e Paola si rincontrano, la passione tra i due riaffiora. Tuttavia, il loro legame si intreccia con sentimenti di colpa, paura e ambizione. Guido, ormai ridotto a una vita modesta, rappresenta per Paola il simbolo di una libertà perduta ma anche di una minaccia alla sua posizione sociale. Mentre i due pianificano l’omicidio di Enrico per poter stare insieme e appropriarsi della sua eredità, le tensioni aumentano.
Il finale resta ambiguo: Guido decide di non procedere con l'omicidio, ma poco dopo Enrico muore in un incidente stradale. Nonostante l'apparente opportunità di stare finalmente insieme, Paola e Guido si trovano più distanti che mai, incapaci di superare il peso delle loro colpe e delle loro scelte.
Con Cronaca di un amore, Michelangelo Antonioni introduce temi e tecniche che diverranno caratteristici del suo cinema. La regia esplora con lentezza ed eleganza le dinamiche psicologiche dei personaggi, spesso mostrando la distanza emotiva tra di loro attraverso l’uso dello spazio e dell’architettura urbana.
Antonioni utilizza lunghe inquadrature e movimenti di macchina che accompagnano i personaggi nei loro momenti di solitudine o conflitto interiore. Le strade desolate di Ferrara, le piazze vuote e gli interni moderni e freddi di Milano diventano metafore visive dell’isolamento e dell’alienazione dei protagonisti. Questo approccio innovativo, lontano dalla tradizione del neorealismo, segna un nuovo modo di raccontare il dramma umano, privilegiando l’introspezione e l’atmosfera.
Lucia Bosè (Paola Molon)
Lucia Bosè, allora appena ventenne, dona al personaggio di Paola un’aura di mistero e seduzione. La sua interpretazione bilancia l’eleganza e la fragilità, rendendo credibile il conflitto interiore della protagonista.
Massimo Girotti (Guido)
Massimo Girotti, già affermato attore, interpreta Guido con una profonda intensità emotiva. Il suo personaggio è al tempo stesso vittima delle circostanze e complice di scelte discutibili.
Ferdinando Sarmi (Enrico Fontana)
Ferdinando Sarmi, qui al suo unico ruolo cinematografico, ritrae il marito di Paola con un distacco che sottolinea la freddezza della loro relazione. Sarmi, in realtà un noto stilista, accettò la parte su richiesta di Antonioni.
Gino Rossi (L'investigatore privato)
Il personaggio dell’investigatore privato funge da narratore implicito, offrendo al pubblico una prospettiva esterna sulla vicenda.
L’amore e il senso di colpa
Il film esplora come l’amore possa essere contaminato dal senso di colpa, dal rimorso e dalle convenzioni sociali. La relazione tra Guido e Paola è un mix di passione e autodistruzione.
Alienazione e solitudine
Anche quando i personaggi sono insieme, sembrano emotivamente distanti. Questa separazione riflette il senso di isolamento che caratterizza il loro mondo interiore.
La modernità come sfondo alienante
Le ambientazioni moderne e industriali di Milano sono un contrasto simbolico al passato di Ferrara, enfatizzando il conflitto tra il progresso e il rimpianto di un tempo perduto.
Il debutto di un maestro
Cronaca di un amore è il primo lungometraggio di Michelangelo Antonioni, dopo una serie di documentari. Il film rappresenta un distacco dal neorealismo dominante dell’epoca, anticipando lo stile che diverrà il suo marchio di fabbrica.
Scelta degli attori
Lucia Bosè, appena vincitrice del concorso di bellezza Miss Italia 1947, fu scelta da Antonioni per la sua bellezza sofisticata e moderna. Massimo Girotti era già un attore affermato grazie a film come Ossessione (1943) di Luchino Visconti.
Milano e Ferrara
Le due città giocano un ruolo fondamentale nella narrazione. Milano rappresenta la modernità e l’opulenza superficiale, mentre Ferrara evoca ricordi e misteri irrisolti.
Influenza sul cinema italiano
Il film ha segnato un punto di svolta nel cinema italiano, introducendo uno stile più contemplativo e meno legato alle urgenze sociali del neorealismo. È considerato un precursore della “trilogia dell’incomunicabilità” di Antonioni (L’avventura, La notte e L’eclisse).
Fotografia
La fotografia di Enzo Serafin cattura con maestria l’atmosfera cupa e malinconica della storia, alternando luci e ombre in modo simbolico.
Musica
La colonna sonora di Giovanni Fusco contribuisce a creare un senso di tensione emotiva e drammaticità, senza mai sovrastare l’introspezione dei personaggi.
All’epoca della sua uscita, il film fu accolto con recensioni contrastanti. Alcuni critici elogiarono la regia innovativa e la profondità psicologica, mentre altri trovarono il ritmo troppo lento e distante dai gusti del pubblico popolare. Nel tempo, Cronaca di un amore è stato rivalutato come un’opera fondamentale del cinema italiano e una pietra miliare nella carriera di Antonioni.
Conclusione
Cronaca di un amore è un’opera affascinante e complessa, che segna l’inizio del percorso artistico di uno dei registi più influenti del Novecento. Con la sua regia elegante, i temi universali e le interpretazioni memorabili, il film continua a essere un punto di riferimento per gli amanti del cinema d’autore.
MUBI
Un pesce di nome Wanda (A Fish Called Wanda) è un film del 1988 diretto da Charles Crichton. *****
Anno di uscita: 1988
Regia: Charles Crichton
Sceneggiatura: John Cleese
Genere: Commedia, Crimine
Durata: 108 minuti
Paese di produzione: Regno Unito, Stati Uniti
Il film ruota intorno a una banda di eccentrici criminali che si ritrovano in un intrigo esilarante e pieno di doppi giochi per recuperare un bottino di diamanti rubati.
Wanda Gershwitz (Jamie Lee Curtis) è una femme fatale americana che, insieme al suo amante segreto Otto West (Kevin Kline), un arrogante e comicamente ignorante pseudo-intellettuale, cerca di ingannare il resto della banda per impossessarsi del bottino. La banda include anche George Thomason (Tom Georgeson), il capo del gruppo, e Ken Pile (Michael Palin), un animalista timido e balbuziente.
Dopo il colpo, Wanda e Otto tradiscono George, denunciandolo alla polizia per ottenere il bottino. Tuttavia, George è furbo e nasconde i diamanti prima di essere arrestato. Wanda cerca di sedurre l’avvocato difensore di George, Archie Leach (John Cleese), per scoprire dove sono nascosti i diamanti. Le cose si complicano quando Wanda e Archie sviluppano una vera attrazione reciproca, mentre Otto continua a causare guai con la sua gelosia e il suo comportamento irrazionale.
Ken, nel frattempo, è incaricato di eliminare una vecchia signora testimone del furto, ma i suoi tentativi risultano in una serie di incidenti comici che finiscono per uccidere accidentalmente i suoi amati cagnolini uno dopo l'altro.
La trama si intreccia in un crescendo di situazioni grottesche, tradimenti e malintesi, culminando in un caotico finale in cui tutti i personaggi si ritrovano a confrontarsi in una serie di esilaranti colpi di scena.
Charles Crichton, noto per i suoi lavori nei film della Ealing Studios, torna alla regia dopo una lunga pausa con Un pesce di nome Wanda, coadiuvato da John Cleese, che oltre a scrivere la sceneggiatura interpreta uno dei protagonisti. Crichton dimostra una magistrale abilità nel bilanciare il ritmo comico e la tensione narrativa, mescolando brillantemente humor britannico e slapstick americano.
La regia di Crichton è caratterizzata da una cura per i dettagli visivi e da un perfetto tempismo comico, che emerge soprattutto nelle interazioni tra i personaggi e nelle sequenze fisiche di humor. Il film, grazie alla guida esperta di Crichton, riesce a mantenere una freschezza e una leggerezza che lo rendono un classico intramontabile della commedia.
John Cleese nel ruolo di Archie Leach: Un avvocato rispettabile, intrappolato in un matrimonio infelice, che si ritrova coinvolto in un’avventura con Wanda. Cleese brilla con il suo tipico humor britannico, portando sullo schermo un personaggio al contempo impacciato e affascinante.
Jamie Lee Curtis nel ruolo di Wanda Gershwitz: Seducente e intelligente, Wanda è il motore dell'intrigo. Curtis offre una performance brillante, giocando abilmente tra il fascino e la comicità.
Kevin Kline nel ruolo di Otto West: Arrogante, geloso e straordinariamente stupido, Otto è un personaggio memorabile grazie all’interpretazione di Kline, che gli è valsa l’Oscar come miglior attore non protagonista.
Michael Palin nel ruolo di Ken Pile: Ken è il cuore tenero del film, con la sua balbuzie e l’amore per gli animali. Palin, membro dei Monty Python, porta un'irresistibile vulnerabilità e humor fisico al personaggio.
Ritorno alla regia di Charles Crichton: Questo film rappresenta il grande ritorno alla regia di Crichton dopo quasi due decenni di pausa. Aveva quasi 80 anni al momento delle riprese, rendendo il suo successo un’impresa notevole.
Oscar a Kevin Kline: La performance di Kevin Kline è stata ampiamente acclamata, e il suo Oscar come miglior attore non protagonista è una rarità per una commedia.
Riunione dei Monty Python: Sebbene non sia un film ufficiale dei Monty Python, Un pesce di nome Wanda ha riunito John Cleese e Michael Palin, due membri del celebre gruppo comico britannico.
Balbuzie di Ken: Michael Palin ha lavorato a stretto contatto con associazioni che supportano persone con balbuzie per assicurarsi che la sua interpretazione fosse rispettosa e autentica.
Titolo e significato: Il titolo del film si riferisce a un pesce tropicale di Ken, di nome Wanda, che Otto mangia in una scena memorabile.
Seguito spirituale: Nel 1997, parte del cast principale si è riunito per un altro film, Creature selvagge (Fierce Creatures), che tuttavia non ha raggiunto il successo del predecessore.
Cameo di Maria Aitken: Maria Aitken, che interpreta la moglie di Archie, Wendy, è la madre di Jack Davenport, noto per la saga di Pirati dei Caraibi.
Riprese a Londra: Il film è stato girato in varie location iconiche di Londra, tra cui la stazione di King's Cross e il Tower Bridge, utilizzate in modo creativo per il finale.
Accoglienza critica: Il film è stato accolto con entusiasmo sia dal pubblico che dalla critica, diventando un grande successo al botteghino e ricevendo numerosi riconoscimenti, tra cui tre nomination agli Oscar.
Il film esplora temi universali come l’inganno, la gelosia, l’avidità e l’amore, il tutto raccontato con un’ironia pungente e un ritmo irresistibile. Lo stile di Crichton e Cleese unisce il meglio della tradizione comica britannica con influenze hollywoodiane, creando un’opera che trascende le barriere culturali.
La combinazione di personaggi eccentrici, situazioni assurde e battute intelligenti rende il film un esempio brillante di come la commedia possa essere al contempo sofisticata e accessibile.
Un pesce di nome Wanda è considerato uno dei migliori film comici di tutti i tempi. Ha influenzato numerosi registi e scrittori, dimostrando che l'umorismo può essere universale e di alta qualità. Ancora oggi, viene spesso citato come un modello di sceneggiatura perfettamente bilanciata e di recitazione corale.
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Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio (Pepi, Luci, Bom y otras chicas del montón) è un film del 1980, scritto e diretto da Pedro Almodóvar.
Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio (titolo originale: Pepi, Luci, Bom y otras chicas del montón) è un film del 1980, scritto e diretto da Pedro Almodóvar. Questa pellicola rappresenta il debutto cinematografico di Almodóvar come regista di un lungometraggio ed è un’opera che cattura l’energia irriverente e trasgressiva della Movida madrileña, il movimento culturale che emerse in Spagna negli anni successivi alla dittatura di Francisco Franco.
La storia è incentrata su tre donne molto diverse tra loro, i cui destini si intrecciano in maniera tragicomica e surreale:
Pepi (Carmen Maura) è una donna moderna e indipendente che vive in un appartamento a Madrid. Quando un poliziotto la scopre coltivare marijuana sul balcone, Pepi cerca di corromperlo offrendogli del denaro, ma lui rifiuta e decide di abusare di lei. Dopo questo evento, Pepi cerca vendetta e organizza un piano per umiliarlo pubblicamente.
Luci (Eva Siva) è la moglie del poliziotto, una donna repressa e sottomessa che, sotto la superficie, nasconde un lato masochista. Luci viene coinvolta nel piano di Pepi e, attraverso la loro amicizia, trova un modo per ribellarsi al marito.
Bom (Olvido Gara, meglio conosciuta come Alaska) è una giovane punk ribelle e cantante di una band. Diventa amica di Pepi e amante di Luci, incarnando l’energia selvaggia e anticonformista della controcultura giovanile di Madrid.
Il film segue le vite delle protagoniste attraverso una serie di episodi assurdi e grotteschi, che includono feste sregolate, performance musicali e situazioni che sfidano ogni convenzione sociale. Tra momenti di comicità estrema e una critica sottile alla società spagnola dell’epoca, il film si conclude con una nota amara ma in linea con il tono anarchico della narrazione.
Pedro Almodóvar mostra già in questo suo primo lungometraggio molti degli elementi distintivi che caratterizzeranno la sua carriera: un gusto per l’estetica kitsch, personaggi femminili complessi e un approccio narrativo libero e provocatorio. La regia è volutamente grezza, con un budget molto limitato e tecniche amatoriali che contribuiscono a creare un’atmosfera autentica e viscerale.
La sceneggiatura mescola elementi di commedia nera, melodramma e satira sociale, esplorando temi come la sessualità, la violenza domestica, il masochismo e la libertà individuale. Almodóvar si avvale anche di un uso spregiudicato del linguaggio e delle immagini, rompendo tabù con un umorismo sfacciato e spesso scandaloso.
Carmen Maura interpreta Pepi. Questo ruolo segna l’inizio della collaborazione tra Almodóvar e Maura, che diventerà una delle sue muse e attrici feticcio nei film successivi.
Eva Siva dà vita a Luci, un personaggio che incarna la repressione e il desiderio di liberazione in maniera tragicomica.
Olvido Gara (Alaska), celebre cantante della band punk Alaska y los Pegamoides, interpreta Bom, portando sullo schermo la sua personalità eccentrica e iconica.
Accanto a loro, il cast è composto da attori non professionisti e amici dello stesso Almodóvar, contribuendo al carattere informale e sperimentale del film.
Budget ridotto: Il film fu realizzato con un budget estremamente limitato, finanziato in parte dallo stesso Almodóvar e da amici. Le riprese si svolsero principalmente negli appartamenti dei collaboratori e nelle strade di Madrid.
Rappresentazione della Movida madrileña: La pellicola è considerata uno dei manifesti cinematografici della Movida madrileña, riflettendo l’energia creativa e la voglia di trasgressione della gioventù spagnola dopo decenni di dittatura.
Censura e controversie: Nonostante fosse girato dopo la caduta del regime di Franco, il film generò scalpore per i suoi contenuti espliciti e la rappresentazione senza filtri della sessualità e del comportamento deviante.
Tecniche amatoriali: A causa della mancanza di risorse, Almodóvar utilizzò una pellicola da 16 mm, poi gonfiata a 35 mm per la distribuzione. Questo conferisce al film un’estetica ruvida che si abbina perfettamente al suo spirito ribelle.
Influenza musicale: La colonna sonora del film include brani punk e new wave che riflettono l’epoca e il carattere della Movida. Alaska, nel ruolo di Bom, performa una delle sue canzoni con la band.
Accoglienza critica: Sebbene non abbia ottenuto un grande successo commerciale al momento della sua uscita, il film è stato rivalutato negli anni come una pietra miliare del cinema spagnolo e una testimonianza storica della transizione culturale del paese.
Femminilità e sessualità: Almodóvar esplora la sessualità femminile in tutte le sue sfaccettature, sfidando gli stereotipi e le norme sociali.
Ribellione: Il film è un inno alla ribellione contro l’autorità, le convenzioni e le imposizioni della società patriarcale.
Amicizia e solidarietà: Nonostante le differenze, Pepi, Luci e Bom rappresentano un esempio di solidarietà femminile in un contesto ostile.
Cultura pop e kitsch: L’estetica del film è una celebrazione del kitsch e della cultura popolare, con riferimenti alla moda, alla musica e all’arte underground.
"Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio" è il film che ha segnato l’inizio della carriera di uno dei più importanti registi spagnoli di sempre. Almodóvar ha poi affinato il suo stile in opere successive, ma già in questa pellicola si possono intravedere le tematiche e l’estetica che lo renderanno famoso in tutto il mondo.
Questo film è un documento prezioso di un’epoca di cambiamento e di un movimento artistico unico. Per gli appassionati di cinema, rappresenta un’opportunità per scoprire le radici del genio creativo di Almodóvar.
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Tre film con la regia di Frank Miller
Sin City è un film del 2005 scritto e diretto da Robert Rodriguez, Frank Miller e Quentin Tarantino.
Sin City è un film del 2005 scritto e diretto da Robert Rodriguez e Frank Miller, con il contributo speciale di Quentin Tarantino come regista ospite. Basato sull'omonima serie di graphic novel creata da Miller, il film è un'ode stilizzata e oscura al genere noir, ambientata nella violenta e decadente città immaginaria di Basin City. Con un cast stellare, una regia unica e un'estetica visiva innovativa, Sin City ha ridefinito il modo di adattare i fumetti al grande schermo.
Il film intreccia quattro storie principali tratte dalla serie di graphic novel:
"The Customer is Always Right"
Una breve sequenza di apertura in cui un assassino su commissione (Josh Hartnett) seduce e uccide una donna misteriosa (Marley Shelton) su un tetto. Questa scena funge da prologo al mondo violento e imprevedibile di Basin City.
"That Yellow Bastard" (Parte 1 e 2)
La storia segue il veterano poliziotto John Hartigan (Bruce Willis), un uomo d'onore in un sistema corrotto. Hartigan cerca di salvare Nancy Callahan, una bambina di 11 anni, dalle grinfie di Roark Junior (Nick Stahl), figlio psicopatico e sadico del senatore Roark. Dopo aver salvato Nancy, Hartigan viene incastrato per i crimini di Junior e incarcerato. Anni dopo, ormai anziano, Hartigan esce di prigione e scopre che Nancy (Jessica Alba) è diventata una ballerina di lap dance. La storia culmina in uno scontro con Junior, ora un mostro deforme soprannominato "il Bastardo Giallo".
"The Hard Goodbye"
Marv (Mickey Rourke), un uomo brutale e dalla forza straordinaria, si sveglia accanto al cadavere di Goldie (Jaime King), una donna con cui ha trascorso una notte di passione. Deciso a vendicarla, Marv si lancia in una spirale di violenza che lo porta a scoprire una cospirazione guidata dal cardinale Roark (Rutger Hauer) e da un cannibale psicopatico, Kevin (Elijah Wood).
"The Big Fat Kill"
Dwight (Clive Owen) si ritrova coinvolto in una faida tra le prostitute della Old Town e Jackie Boy (Benicio del Toro), un poliziotto corrotto. Quando Jackie Boy viene ucciso, Dwight e le donne della Old Town devono nascondere il corpo per evitare una guerra tra i criminali locali e le autorità.
La regia di Sin City è stata un'impresa innovativa, con Robert Rodriguez che ha coinvolto direttamente Frank Miller come co-regista per assicurarsi che il film rimanesse fedele all'opera originale. L'estetica del film è un elemento centrale, riproducendo fedelmente lo stile grafico e monocromatico delle graphic novel.
Tecnologia e Innovazione: Il film è stato girato interamente in digitale, utilizzando green screen per creare gli sfondi e gli ambienti. Questo ha permesso ai registi di trasporre fedelmente i disegni stilizzati di Miller, con un uso predominante del bianco e nero e occasionali tocchi di colore per enfatizzare elementi specifici (ad esempio, il rosso del rossetto di Goldie o il giallo brillante del Bastardo Giallo).
Contributo di Quentin Tarantino: Tarantino ha diretto una scena in "The Big Fat Kill" come favore personale a Rodriguez, che aveva precedentemente composto la colonna sonora di Kill Bill: Volume 2. La scena, che coinvolge Dwight e il cadavere parlante di Jackie Boy, è un esempio di humor nero e tensione narrativa.
Atmosfera Noir: La narrazione è caratterizzata da voice-over dei personaggi principali, un classico elemento del noir, che aggiunge profondità psicologica e intensità emotiva alle storie.
The Spirit (Will Eisner's The Spirit) di fumetti Frank Miller.
The Spirit, noto anche come Will Eisner's The Spirit, è un film del 2008 scritto e diretto da Frank Miller. Basato sull'iconico fumetto creato da Will Eisner negli anni '40, il film rappresenta il tentativo di Miller di portare sul grande schermo un altro universo fumettistico, dopo il successo di Sin City. Nonostante il suo stile visivo simile a quello di Sin City, il film è stato accolto negativamente dalla critica, ma rimane un'opera interessante per gli appassionati di fumetti e del lavoro di Miller.
La storia segue Denny Colt (interpretato da Gabriel Macht), un ex poliziotto che torna misteriosamente in vita come "The Spirit", un vigilante mascherato che protegge la sua città, Central City. La sua nemesi principale è The Octopus (Samuel L. Jackson), uno scienziato folle con un piano per diventare immortale.
Il film si sviluppa attraverso una serie di eventi intrecciati:
Il ritorno di Sand Saref: La trama è in parte incentrata su Sand Saref (Eva Mendes), l'ex fidanzata di Denny, ora diventata una ladra internazionale. La sua ossessione per i tesori rari la mette in conflitto con The Spirit e con The Octopus.
La ricerca dell'immortalità: The Octopus è alla ricerca del vaso di sangue di Heraclea, un artefatto antico che, secondo la leggenda, garantisce l'immortalità. Sand, d'altro canto, è interessata a un'altra reliquia: il tesoro di Sansone. Una serie di equivoci porta i due a scontrarsi.
Il legame tra Spirit e Octopus: The Spirit scopre che il suo ritorno dalla morte è legato agli esperimenti di The Octopus, che hanno reso entrambi quasi invulnerabili. Questo porta a un climax in cui il vigilante cerca di fermare i piani del suo nemico e proteggere Central City.
Sin City - Una donna per cui uccidere (Sin City: A Dame to Kill For) è un film del 2014 diretto da Frank Miller e Robert Rodriguez.
Sin City - Una donna per cui uccidere (titolo originale: Sin City: A Dame to Kill For) è un film del 2014 diretto da Frank Miller e Robert Rodriguez. Si tratta del sequel dell’acclamato Sin City (2005), tratto dall’omonima serie di graphic novel di Miller. Il film combina storie tratte dai fumetti originali con nuove trame scritte appositamente per l’adattamento cinematografico.
Il cast di Sin City è un vero ensemble di star, ognuna delle quali offre performance memorabili:
Bruce Willis come John Hartigan: Il poliziotto stanco ma onorevole, disposto a sacrificare tutto per proteggere Nancy.
Mickey Rourke come Marv: Un uomo violento ma con un codice morale, la cui missione di vendetta è il cuore emotivo del film.
Clive Owen come Dwight McCarthy: Un vigilante tormentato che si batte per proteggere le prostitute della Old Town.
Jessica Alba come Nancy Callahan: La ballerina dal cuore d'oro, simbolo di innocenza e resistenza.
Benicio del Toro come Jackie Boy: Un poliziotto corrotto e sadico, il catalizzatore del caos in "The Big Fat Kill".
Elijah Wood come Kevin: Un assassino cannibale e inquietante che affronta Marv.
Nick Stahl come il Bastardo Giallo: Un antagonista ripugnante e deforme.
Rosario Dawson come Gail: La leader carismatica e spietata delle prostitute della Old Town.
Jaime King come Goldie/Wendy: Le gemelle il cui destino è intrecciato a quello di Marv.
Fedeltà ai Fumetti: Molte scene sono riproduzioni esatte delle tavole del fumetto. Rodriguez ha persino accreditato Miller come co-sceneggiatore e co-regista per riconoscere il suo contributo creativo.
Effetti Visivi Pionieristici: All'epoca della sua uscita, Sin City era uno dei pochi film realizzati quasi interamente in CGI, un approccio che ha aperto la strada a future produzioni stilizzate come 300 (2006), anch'esso basato su un'opera di Miller.
Premi e Riconoscimenti: Il film è stato acclamato per la sua estetica unica e ha vinto diversi premi, tra cui il Technical Grand Prize al Festival di Cannes del 2005.
Colonna Sonora: La colonna sonora è stata composta da Rodriguez insieme a John Debney e Graeme Revell. Ogni segmento del film ha un tema musicale distinto per riflettere i toni delle diverse storie.
Tarantino per 1 Dollaro: Rodriguez ha pagato simbolicamente Tarantino un dollaro per il suo contributo alla regia, un gesto che simboleggia la loro collaborazione artistica.
Sequel: Nel 2014 è stato realizzato un sequel, Sin City: Una donna per cui uccidere, che però non ha avuto lo stesso successo del primo film.
Casting Notevoli: Mickey Rourke ha indossato protesi facciali per trasformarsi in Marv, un ruolo che ha segnato il suo ritorno a Hollywood dopo un periodo di declino.
Sin City ha avuto un impatto significativo sia sul cinema che sul genere dei cinecomic. La sua fedeltà al materiale originale e l'uso innovativo degli effetti visivi hanno dimostrato che i fumetti possono essere adattati in modo letterale e artistico. Ha ispirato una nuova generazione di registi e film basati su graphic novel, stabilendo un nuovo standard per le produzioni di genere.
Sin City è molto più di un film: è un'esperienza visiva e narrativa che immerge lo spettatore in un mondo crudele e seducente. Le storie intrecciate, i personaggi memorabili e la regia audace lo rendono un capolavoro moderno del cinema noir.
The Spirit
Frank Miller, famoso per il suo stile oscuro e iper-stilizzato, ha diretto il film ispirandosi alla formula che aveva già usato in Sin City. Tuttavia, mentre lo stile visivo di Sin City si adattava perfettamente al materiale di origine, l'approccio in The Spirit ha suscitato critiche per non aver catturato lo spirito del lavoro originale di Will Eisner.
Uso del green screen: Come in Sin City, il film è stato girato interamente su green screen per creare un mondo digitale che imitasse i disegni dei fumetti. Central City è rappresentata come una metropoli oscura e gotica, con un'estetica stilizzata che richiama le ombre nette e i contrasti del noir.
Combinazione di realismo e surrealismo: Miller ha introdotto elementi visivi volutamente esagerati, come costumi eccentrici, scene di combattimento cartoonesche e sequenze surreali. Tuttavia, molti critici hanno ritenuto che questo stile fosse in contrasto con il tono originale di Eisner.
Omaggio al fumetto: Il film utilizza inquadrature che sembrano riprese direttamente dalle tavole del fumetto, inclusi angoli di ripresa estremi e un uso innovativo della prospettiva.
Il film vanta un cast di attori talentuosi, anche se le loro interpretazioni sono state accolte con reazioni miste:
Gabriel Macht come Denny Colt / The Spirit: Macht interpreta il protagonista mascherato, un personaggio carismatico e ironico che cerca di bilanciare la sua vita da vigilante con i sentimenti per Sand Saref. Nonostante l'impegno, molti critici hanno trovato la sua performance poco incisiva.
Samuel L. Jackson come The Octopus: Jackson si diverte chiaramente nel ruolo del villain, offrendo una performance sopra le righe e piena di energia. Il suo personaggio è un mix di follia e comicità, ma a tratti risulta eccessivamente caricaturale.
Eva Mendes come Sand Saref: Mendes interpreta l'ex fidanzata di The Spirit, una femme fatale il cui fascino e ambiguità morale rappresentano uno dei punti focali della trama.
Scarlett Johansson come Silken Floss: Assistente di The Octopus, è una scienziata glaciale e manipolatrice. Johansson porta eleganza e mistero al suo personaggio, ma il suo ruolo rimane sottosviluppato.
Sarah Paulson come Ellen Dolan: La figlia del commissario della polizia, Ellen è innamorata di The Spirit e rappresenta il lato più emotivo e umano della storia.
Dan Lauria come il commissario Dolan: È il mentore e alleato di The Spirit, nonché un punto di riferimento morale per il protagonista.
Tributo a Will Eisner: Frank Miller ha considerato il film un omaggio al suo mentore e amico, Will Eisner. Tuttavia, molti fan del fumetto hanno criticato il film per aver tradito il tono giocoso e l'umorismo dell'opera originale, optando per un'estetica troppo cupa.
Influenza di Sin City: Dopo il successo di Sin City, Miller ha cercato di replicare la formula stilistica e narrativa. Tuttavia, la tonalità di The Spirit si scontra con quella di Sin City, rendendo l'approccio meno efficace.
Ruolo della Columbia Pictures: La Columbia Pictures originariamente possedeva i diritti di The Spirit negli anni '90, ma il progetto è rimasto in fase di sviluppo per decenni prima di essere acquisito da Lionsgate.
Box Office deludente: Con un budget di circa 60 milioni di dollari, il film ha incassato solo 39 milioni a livello globale, rendendolo un flop commerciale.
Accoglienza critica: The Spirit ha ricevuto recensioni prevalentemente negative, con critiche rivolte alla regia di Miller, al tono incoerente e alla sceneggiatura. Tuttavia, alcuni spettatori hanno apprezzato l'estetica visiva e la performance di Samuel L. Jackson.
Colonna sonora: La musica del film, composta da David Newman, combina elementi orchestrali e jazz per richiamare l'ambientazione noir, ma è stata perlopiù oscurata dalle critiche generali al film.
Influenza culturale: Nonostante il fallimento, The Spirit ha consolidato il dibattito sull'importanza di rimanere fedeli al materiale originale quando si adattano fumetti al cinema.
Nonostante il suo insuccesso, The Spirit rimane un esempio interessante di come uno stile visivo audace possa non bastare a salvare un film. Mentre Frank Miller ha dimostrato il suo talento come autore di fumetti e co-regista di Sin City, la sua direzione solitaria in The Spirit è stata percepita come un passo falso.
Il film ha comunque portato nuova attenzione al lavoro di Will Eisner, considerato uno dei padri fondatori dei fumetti moderni. Per molti fan, The Spirit è un'opera che merita una rivalutazione, se non altro per la sua estetica unica e il tentativo di innovare il genere cinecomic.
In definitiva, The Spirit è un'opera che divide: un esperimento visivo audace ma imperfetto, che riflette i rischi e le difficoltà nell'adattare fumetti iconici in modo rispettoso e creativo.
Sin City - Una donna per cui uccidere
Il film è strutturato in una narrazione episodica, seguendo lo stile noir e frammentato del suo predecessore. Sono raccontate quattro storie principali, due tratte direttamente dai fumetti e due scritte ex novo:
"Just Another Saturday Night"
Marv (Mickey Rourke) si risveglia circondato da cadaveri senza ricordare come ci sia arrivato. Mentre ricostruisce gli eventi, scopre di aver salvato una donna e vendicato una gang di teppisti. Questo segmento funge da introduzione al personaggio iconico e al mondo brutale di Sin City.
"A Dame to Kill For"
Dwight McCarthy (Josh Brolin) si trova coinvolto in un intrigo quando la sua ex fiamma, Ava Lord (Eva Green), lo trascina in una spirale di inganni e tradimenti. Ava chiede il suo aiuto per sfuggire al marito abusivo, Damian Lord (Marton Csokas), ma si rivela essere una femme fatale manipolatrice che usa Dwight per i propri fini. Con l’aiuto di Gail (Rosario Dawson) e delle ragazze della Città Vecchia, Dwight cerca vendetta contro Ava.
"The Long Bad Night" (Storia originale)
Johnny (Joseph Gordon-Levitt), un giovane giocatore d’azzardo, sfida il potente senatore Roark (Powers Boothe) a una partita di poker. Dopo averlo umiliato, Johnny subisce una punizione brutale, ma decide di sfidarlo nuovamente, dimostrando la sua determinazione contro la corruzione della città.
"Nancy's Last Dance" (Storia originale)
Nancy Callahan (Jessica Alba), distrutta dal suicidio del detective Hartigan (Bruce Willis), pianifica la sua vendetta contro Roark. Supportata dal fantasma di Hartigan, Nancy si trasforma in una donna determinata e letale, chiudendo la narrazione con un epilogo sanguinoso.
La regia di Frank Miller e Robert Rodriguez riprende l’estetica iconica del primo film, con il caratteristico bianco e nero contrastato da accenti di colore.
Fedeltà al fumetto:
Come il precedente, il film utilizza un approccio visivo altamente stilizzato, che imita le tavole dei graphic novel di Miller. Questo include ombre nette, luci al neon, pioggia incessante e una rappresentazione iperbolica della violenza.
Tecnologia e Green Screen:
Girato quasi interamente su green screen, il film crea un mondo completamente digitale che esalta l’atmosfera noir e surreale di Sin City. Ogni dettaglio, dalla Città Vecchia ai casinò di lusso, è ricostruito per evocare l’universo fumettistico.
Regia condivisa:
Miller e Rodriguez collaborano strettamente, con Rodriguez che si occupa principalmente degli aspetti tecnici e Miller che garantisce la fedeltà al materiale di origine.
Il cast include un mix di ritorni dal primo film e nuovi volti, con interpretazioni che variano tra il teatrale e l’iconico:
Mickey Rourke come Marv:
Marv, un vigilante brutale ma con un codice morale, è il cuore pulsante della serie. Rourke riprende il ruolo con intensità, incarnando la violenza e la lealtà che definiscono il personaggio.
Jessica Alba come Nancy Callahan:
La trasformazione di Nancy da ballerina innocente a vendicatrice implacabile è uno degli archi narrativi più emotivi. Alba offre una performance che bilancia vulnerabilità e forza.
Josh Brolin come Dwight McCarthy:
Brolin sostituisce Clive Owen, interpretando un Dwight più cupo e tormentato. La storia "A Dame to Kill For" esplora la sua evoluzione prima della chirurgia plastica menzionata nel primo film.
Eva Green come Ava Lord:
Eva Green domina il film con una performance magnetica. Ava è una femme fatale perfetta: seducente, manipolatrice e senza scrupoli. La sua presenza e il suo carisma sono stati tra gli aspetti più lodati del film.
Joseph Gordon-Levitt come Johnny:
Johnny è un nuovo personaggio, un giovane arrogante che sfida il sistema corrotto di Sin City. La sua storyline aggiunge una dimensione fresca, anche se meno approfondita rispetto alle altre.
Powers Boothe come Senatore Roark:
Boothe interpreta un antagonista spietato e corrotto, consolidando il suo ruolo come uno dei villain principali del mondo di Sin City.
Rosario Dawson come Gail e Jaime King come Goldie/Wendy:
Le ragazze della Città Vecchia ritornano, rappresentando il lato più feroce e indipendente della città.
Eva Green e la censura:
Il poster promozionale del film che ritraeva Eva Green in una veste trasparente è stato inizialmente censurato dalla Motion Picture Association of America (MPAA) per "nudità". Questo ha generato molta pubblicità, sottolineando il carattere provocatorio del personaggio di Ava.
Lunga attesa per il sequel:
Annunciato subito dopo il successo del primo film, il sequel ha subito diversi ritardi nella produzione, principalmente a causa degli impegni dei registi e delle difficoltà di trovare un cast compatibile.
Fedele a Miller:
Frank Miller ha scritto due delle quattro storie appositamente per il film, mantenendo il tono e l’atmosfera del materiale originale.
Flop al botteghino:
Nonostante le aspettative, il film è stato un fallimento commerciale. Con un budget stimato di 65 milioni di dollari, ha incassato solo 39 milioni a livello globale. La sua accoglienza tiepida è stata attribuita alla concorrenza e alla lunga attesa tra i due film, che ha ridotto l'entusiasmo del pubblico.
Critiche alla trama:
Sebbene la regia e l’estetica siano state lodate, la sceneggiatura è stata criticata per la mancanza di coesione e per personaggi meno accattivanti rispetto al primo film.
Camei e partecipazioni speciali:
Lady Gaga appare brevemente come una cameriera.
Christopher Lloyd interpreta un chirurgo corrotto in una scena memorabile.
Il ritorno di Bruce Willis:
Sebbene il suo personaggio sia morto nel primo film, Willis ritorna come fantasma per guidare Nancy nel suo arco di vendetta.
Nonostante il flop commerciale e le recensioni miste, Sin City - Una donna per cui uccidere rimane un esempio di cinema sperimentale che tenta di portare il linguaggio dei fumetti sul grande schermo.
Confronto con il primo film:
Il sequel non ha raggiunto l’impatto culturale del primo Sin City, ma offre comunque un’esperienza visiva unica e una rappresentazione fedele dell’universo creato da Frank Miller.
Una lezione per il genere cinecomic:
Il film ha dimostrato che, mentre lo stile è importante, il pubblico richiede anche una trama coinvolgente e personaggi ben sviluppati per mantenere l’interesse.
In definitiva, Sin City - Una donna per cui uccidere è un film che, pur non essendo perfetto, merita di essere visto almeno per la sua estetica e per la performance magnetica di Eva Green.
tre blockbuster per le feste
Indiana Jones e il quadrante del destino (Indiana Jones and the Dial of Destiny) è un film del 2023 co-scritto e diretto da James Mangold. DISNEY+
Dune - Parte due (Dune: Part Two) è un film del 2024 co-sceneggiato, diretto e co-prodotto da Denis Villeneuve. SKY/NOW
Godzilla e Kong - Il nuovo impero (Godzilla x Kong - The New Empire) è un film del 2024 diretto da Adam Wingard. SKY/NOW
Border - Creature di confine (Gräns) è un film del 2018 diretto e co-sceneggiato da Ali Abbasi
Border - Creature di confine (Gräns) è un film del 2018 diretto e co-sceneggiato da Ali Abbasi, basato su un racconto breve dello scrittore svedese John Ajvide Lindqvist, autore di Lasciami entrare. Questo suggestivo mix di dramma, fantasy e thriller è stato apprezzato per la sua audacia e originalità, ottenendo il premio Un Certain Regard al Festival di Cannes.
La storia ruota attorno a Tina (interpretata da Eva Melander), un’addetta alla dogana che possiede un’abilità straordinaria: può letteralmente fiutare le emozioni delle persone, come senso di colpa o paura, riuscendo così a individuare facilmente contrabbandieri e criminali. Tina, tuttavia, è tormentata dal suo aspetto fisico: il suo viso e il suo corpo hanno tratti distintamente non umani, cosa che la rende insicura e la isola socialmente.
Un giorno, durante il lavoro, incontra Vore (Eero Milonoff), un uomo dall'aspetto simile al suo. Vore risveglia in Tina domande sulla sua vera identità, portandola a scoprire che entrambi appartengono a una specie diversa dagli esseri umani. Tina inizia a mettere in discussione la sua vita, la sua moralità e le sue relazioni, mentre Vore la introduce a una realtà che va oltre ciò che aveva immaginato.
Il film esplora temi di identità, diversità e umanità. Tina scopre di essere un troll, una creatura mitologica che gli esseri umani hanno cercato di eliminare nel corso della storia. La sua relazione con Vore si intensifica, ma il loro legame si complica quando emergono i veri intenti di lui: Vore è coinvolto in un traffico di esseri umani e vuole vendicarsi degli abusi subiti dalla loro specie.
Ali Abbasi utilizza una regia che mescola realismo crudo e magia oscura per raccontare una storia che sfida i confini tra generi cinematografici. La sua direzione crea un’atmosfera inquietante e al tempo stesso intima, che riflette l’isolamento e la lotta interiore di Tina.
Il regista sfrutta ampi paesaggi nordici per sottolineare la connessione con la natura e il senso di appartenenza che Tina inizia a sviluppare. Gli ambienti sono freddi e austeri, ma carichi di simbolismo. Abbasi si concentra molto sui dettagli fisici dei personaggi, enfatizzando la loro diversità senza mai renderli caricature.
La capacità di Abbasi di bilanciare momenti di intimità emotiva con sequenze disturbanti o surreali è uno degli aspetti distintivi del film. Ad esempio, una scena particolarmente memorabile è la trasformazione fisica ed emotiva di Tina mentre abbraccia la sua vera natura. La regia di Abbasi è coraggiosa e non teme di affrontare temi complessi con uno stile viscerale.
Eva Melander (Tina): La performance di Melander è straordinaria. L'attrice ha subito una trasformazione fisica impressionante grazie al trucco prostetico, ma è la sua interpretazione emotiva che rende Tina un personaggio così indimenticabile. La sua capacità di trasmettere la vulnerabilità e la forza di Tina è stata ampiamente lodata.
Eero Milonoff (Vore): Milonoff dà vita a un personaggio enigmatico e ambiguo, incarnando sia la fascinazione che il pericolo. La sua chimica con Melander è palpabile, e il suo carisma rende Vore una figura complessa, che oscilla tra seduzione e minaccia.
Jörgen Thorsson (Roland): Interpreta il fidanzato umano di Tina, un personaggio simbolo del conformismo e del giudizio superficiale. La sua relazione con Tina evidenzia il senso di alienazione che lei prova nel mondo umano.
Identità e accettazione: La ricerca di Tina della sua vera natura è il cuore del film. Il viaggio di scoperta si intreccia con una riflessione su cosa significhi essere umani e su come accettiamo o rifiutiamo le diversità.
Amore e connessione: La relazione tra Tina e Vore esplora l'attrazione tra simili e le tensioni che nascono da aspettative e valori diversi.
Giustizia e vendetta: Il desiderio di Vore di vendicarsi contro gli esseri umani introduce dilemmi morali che Tina deve affrontare.
Mitologia e modernità: Il film reinterpreta creature mitologiche nordiche come i troll, inserendole in un contesto contemporaneo per esplorare il loro significato simbolico.
Trucco prostetico: Eva Melander e Eero Milonoff hanno dovuto sottoporsi a lunghe sessioni di trucco prostetico ogni giorno, che duravano fino a 4 ore. Questo ha contribuito a rendere credibili i loro personaggi, esaltando l'aspetto fantastico del film.
Adattamento del racconto: Il film è basato sul racconto breve Border di John Ajvide Lindqvist, ma Abbasi e la sua co-sceneggiatrice Isabella Eklöf hanno ampliato la storia, aggiungendo elementi narrativi e tematici per renderla più complessa.
Colonna sonora: La musica è stata composta da Christoffer Berg, noto per le sue collaborazioni con artisti come Depeche Mode. La colonna sonora combina sonorità elettroniche e naturali, riflettendo il conflitto interiore di Tina.
Premi: Oltre a vincere Un Certain Regard a Cannes, il film è stato candidato agli Oscar nella categoria Miglior trucco e acconciatura.
Location: Le riprese si sono svolte in varie località della Svezia, con particolare attenzione a foreste e paesaggi naturali che enfatizzano l’ambientazione quasi fiabesca.
Il titolo originale Gräns (in svedese "confine") si riferisce ai molteplici confini esplorati nel film: tra umano e non umano, tra bene e male, e tra accettazione e rifiuto. È una metafora per la lotta interna di Tina e per le barriere sociali che esistono nel mondo moderno.
Border - Creature di confine è un’opera che sfida le convenzioni, unendo dramma umano e fantasy in modo unico. Con una regia impeccabile, interpretazioni potenti e una narrazione ricca di significati, il film di Ali Abbasi è una riflessione straordinaria sull’identità e sulla natura dell’umanità.
MUBI
Whiplash è un film del 2014 scritto e diretto da Damien Chazelle ****
Whiplash è un film del 2014 scritto e diretto da Damien Chazelle, che ha ottenuto ampio consenso dalla critica e un notevole successo di pubblico. Esplora temi come l'ambizione, la pressione psicologica, il sacrificio e la ricerca della perfezione artistica, ambientato nel competitivo mondo del jazz. Ecco un'analisi dettagliata che include trama, regia, attori e alcune curiosità.
La storia segue Andrew Neiman (interpretato da Miles Teller), un giovane e ambizioso batterista jazz iscritto al prestigioso conservatorio musicale Shaffer di New York. Andrew sogna di diventare uno dei grandi della batteria, come il leggendario Buddy Rich. Il suo talento attira l'attenzione di Terence Fletcher (J.K. Simmons), un inflessibile e temuto direttore d'orchestra noto per il suo approccio brutale e senza compromessi.
Fletcher recluta Andrew nella sua band di punta, ma il suo metodo di insegnamento è spietato. Attraverso insulti, pressioni psicologiche e sfide impossibili, Fletcher costringe Andrew a superare i suoi limiti fisici e mentali. Le loro interazioni si trasformano in una battaglia psicologica dove l'ambizione del giovane musicista e l'approccio autoritario del maestro si scontrano con esiti drammatici.
Il culmine del film arriva durante un importante concerto. Fletcher tende una trappola ad Andrew, ma quest'ultimo risponde con una performance mozzafiato, dimostrando il proprio talento e sfidando apertamente il controllo di Fletcher. La scena finale lascia lo spettatore con una domanda aperta: il successo artistico di Andrew valeva il sacrificio della sua umanità?
La regia di Damien Chazelle è un elemento cruciale per il successo del film. Whiplash è girato con un ritmo serrato, quasi ossessivo, che riflette la tensione e l'intensità della relazione tra Andrew e Fletcher. Chazelle utilizza un montaggio frenetico e dettagli sonori minuziosi per immergere lo spettatore nel mondo della musica jazz. I primi piani delle mani insanguinate di Andrew, delle bacchette che colpiscono i tamburi e delle espressioni di Fletcher sottolineano la brutalità del percorso verso la perfezione.
Chazelle dimostra una conoscenza approfondita del mondo musicale e una maestria nel trasmettere emozioni attraverso le immagini. Le scene delle esibizioni musicali sono girate con un'energia vibrante, quasi ipnotica, e il montaggio, curato da Tom Cross, contribuisce a costruire una tensione crescente che culmina nell'apoteosi finale.
Miles Teller (Andrew Neiman)
Teller offre una performance straordinaria, incarnando l'ambizione e la vulnerabilità di Andrew. L'attore ha studiato batteria per diversi anni prima delle riprese e ha eseguito molte delle parti musicali da solo, rendendo la sua interpretazione ancora più autentica.
J.K. Simmons (Terence Fletcher)
J.K. Simmons ha vinto l'Oscar come Miglior Attore Non Protagonista per il suo ruolo. La sua interpretazione è uno studio di pura intensità e intimidazione. Fletcher è un personaggio complesso: un mentore geniale, ma crudele, che giustifica i suoi metodi estremi con la convinzione che solo così si possa ottenere la grandezza artistica.
Paul Reiser (Jim Neiman)
Paul Reiser interpreta il padre di Andrew, un personaggio che rappresenta un punto di vista opposto a quello di Fletcher, enfatizzando l'importanza del supporto emotivo rispetto all'ambizione spietata.
Melissa Benoist (Nicole)
Melissa Benoist interpreta Nicole, l’interesse amoroso di Andrew. Il suo personaggio serve a mettere in luce il sacrificio personale che Andrew è disposto a fare per inseguire il suo sogno.
La colonna sonora di Whiplash è uno degli aspetti più memorabili del film. Include brani jazz classici come "Whiplash" e "Caravan", che svolgono un ruolo cruciale nella narrazione. La musica non è solo un accompagnamento, ma diventa un personaggio a sé, con i suoi ritmi intensi e imprevedibili che riflettono le emozioni e i conflitti dei protagonisti.
Ambizione e Perfezione: Il film esplora l'ambizione ossessiva di Andrew e il prezzo della grandezza. La domanda centrale è se il sacrificio personale e il dolore emotivo siano giustificati per raggiungere l'eccellenza.
Mentorship Tossica: Il rapporto tra Andrew e Fletcher illustra i pericoli di un'insegnamento autoritario. Fletcher crede che il suo approccio brutale sia necessario per spingere i suoi studenti al massimo, ma il film lascia spazio a dibattiti sul costo umano di questi metodi.
Conflitto Generazionale: Andrew cerca di distinguersi dal padre, che rappresenta un fallimento secondo i suoi standard. Questa dinamica aggiunge profondità al suo desiderio di successo.
Origini del Progetto: Damien Chazelle ha inizialmente realizzato Whiplash come un cortometraggio nel 2013 per ottenere finanziamenti. Il corto, che vedeva già J.K. Simmons nel ruolo di Fletcher, ha vinto il premio come Miglior Cortometraggio al Sundance Film Festival, aprendo la strada alla realizzazione del lungometraggio.
Budget e Successo: Il film è stato realizzato con un budget relativamente modesto di circa 3,3 milioni di dollari e ha incassato oltre 49 milioni di dollari a livello globale.
Riconoscimenti: Oltre all'Oscar per Simmons, il film ha vinto anche per il Miglior Montaggio e il Miglior Sonoro, e ha ricevuto una nomination come Miglior Film.
Metodi di Preparazione: Miles Teller ha praticato batteria per 4 ore al giorno per mesi prima delle riprese. Molte delle scene in cui suona sono state girate in lunghe sessioni, portando l'attore a ferirsi realmente le mani.
Realismo Musicale: La band della Shaffer è composta da veri musicisti jazz. Questo contribuisce a rendere le esibizioni nel film estremamente realistiche.
Titolo: Il titolo "Whiplash" ha un doppio significato. Si riferisce sia al brano jazz principale del film sia alla sensazione di "colpo di frusta" emotivo e fisico che Andrew subisce.
Finale Aperto: Il climax del film è volutamente ambiguo. La soddisfazione di Andrew dopo la sua straordinaria esibizione lascia spazio alla domanda: il successo vale il costo personale?
Whiplash è diventato un punto di riferimento per i film sulla musica e sulla determinazione. La sua rappresentazione del rapporto maestro-allievo e l'esplorazione del costo della grandezza artistica hanno alimentato dibattiti accesi su educazione, sacrificio e abuso di potere.
Con il suo stile visivo e narrativo unico, il film ha consolidato Damien Chazelle come uno dei registi più talentuosi della sua generazione, preparandolo al successo di La La Land (2016).
Whiplash non è solo un film sulla musica: è una riflessione sulla natura dell'arte, sul conflitto tra ambizione e umanità, e sulle dinamiche di potere tra maestro e allievo. Rimane uno dei film più memorabili del decennio.
PRIME VIDEO
***** Come eravamo (The Way We Were) è un film del 1973 diretto da Sydney Pollack
"Come eravamo" è un film romantico e drammatico del 1973 diretto da Sydney Pollack. Questo capolavoro del cinema americano ha conquistato pubblico e critica grazie a una storia coinvolgente, interpretazioni straordinarie e una colonna sonora memorabile. La pellicola è diventata un classico senza tempo, che esplora l'amore, le differenze ideologiche e i compromessi personali.
La storia segue le vite di due personaggi profondamente diversi, Katie Morosky e Hubbell Gardiner, interpretati rispettivamente da Barbra Streisand e Robert Redford, nel corso di diversi decenni.
Katie Morosky è una donna ebrea, politicamente impegnata e con una forte inclinazione idealistica. È una fervente sostenitrice delle cause progressiste e comuniste negli Stati Uniti degli anni '30 e '40.
Hubbell Gardiner, al contrario, è un giovane biondo, affascinante e apparentemente privo di preoccupazioni. È un aspirante scrittore con un talento naturale, ma preferisce vivere nella comodità delle convenzioni sociali e delle sue doti personali.
I due si incontrano per la prima volta al college durante gli anni '30. Katie, appassionata e testarda, è attratta dall'apparente leggerezza di Hubbell, mentre lui è incuriosito dalla passione e dall'impegno di lei. Tuttavia, le loro differenze caratteriali e ideologiche li separano. Si rincontrano anni dopo, durante la Seconda Guerra Mondiale, e iniziano una relazione romantica. Nonostante il profondo amore che li lega, le differenze tra i due diventano sempre più evidenti man mano che affrontano il matrimonio e le sfide della vita.
La loro storia si sviluppa sullo sfondo di momenti cruciali della storia americana, tra cui il Maccartismo e le purghe anti-comuniste di Hollywood negli anni '50, che mettono a dura prova la loro relazione. Katie continua a lottare per le sue convinzioni politiche, mentre Hubbell cede alle pressioni della società, scegliendo una vita più comoda e convenzionale. Alla fine, l'amore tra i due si rivela incapace di superare le loro differenze fondamentali, portandoli a una dolorosa separazione.
Sydney Pollack, noto per il suo talento nel raccontare storie umane complesse, dirige "Come eravamo" con grande sensibilità. Pollack riesce a bilanciare il romanticismo con la critica sociale, offrendo una narrazione che è allo stesso tempo intima e universale. Il regista presta particolare attenzione ai dettagli, dalla caratterizzazione dei personaggi alle ambientazioni storiche, che risultano autentiche e immerse nel contesto sociale e politico dell'epoca.
La regia si distingue per la capacità di mantenere un equilibrio tra momenti di grande tenerezza e scene di tensione emotiva. Pollack utilizza primi piani per catturare le emozioni dei personaggi, sottolineando la profondità del loro legame e le loro lotte interiori. La sua direzione permette agli attori di brillare, facendo emergere la complessità delle loro interpretazioni.
Barbra Streisand nel ruolo di Katie Morosky:
La Streisand offre una performance straordinaria, incarnando con passione e autenticità il personaggio di Katie. La sua interpretazione di una donna idealista, intelligente e indipendente ha ricevuto grande apprezzamento dalla critica. Streisand riesce a trasmettere sia la forza di Katie sia la sua vulnerabilità, rendendo il personaggio estremamente umano e credibile.
Robert Redford nel ruolo di Hubbell Gardiner:
Redford interpreta con eleganza e carisma Hubbell, un uomo affascinante ma indeciso, che rappresenta un mondo diverso da quello di Katie. La sua interpretazione cattura perfettamente le contraddizioni del personaggio, mostrando il conflitto tra il desiderio di realizzarsi come scrittore e la scelta di conformarsi alle aspettative della società.
Bradford Dillman e Lois Chiles nei ruoli secondari:
Il cast di supporto, incluso Bradford Dillman nei panni di J.J. e Lois Chiles come Carol Ann, contribuisce a creare un mondo realistico e vivido attorno ai protagonisti.
Uno degli elementi più memorabili del film è la colonna sonora, composta da Marvin Hamlisch. La canzone "The Way We Were", interpretata da Barbra Streisand, ha vinto l'Oscar come Miglior Canzone Originale ed è diventata una delle canzoni più iconiche della storia del cinema. La melodia struggente e il testo evocativo catturano perfettamente il tema del ricordo e della nostalgia che pervade il film.
"Come eravamo" esplora diverse tematiche universali:
L'amore e le differenze: Il film mostra come l'amore, per quanto profondo, possa non essere sufficiente a superare differenze ideologiche e caratteriali.
Impegno politico e compromessi: Attraverso il personaggio di Katie, la pellicola esamina il peso dell'impegno politico in una relazione e il conflitto tra ideali personali e aspettative sociali.
Memoria e nostalgia: Il tema del ricordo è centrale nel film, evidenziato dalla narrazione in flashback e dalla colonna sonora.
"Come eravamo" è considerato un classico del cinema romantico e uno dei film più rappresentativi degli anni '70. Ha lasciato un'impronta duratura nella cultura popolare, influenzando generazioni di spettatori e cineasti. Il suo successo dimostra che storie intime e personali, se raccontate con autenticità, possono diventare universali
Origine del titolo: Il titolo originale, "The Way We Were", riflette il tema della memoria e del rimpianto, evocando una nostalgia per un tempo passato che non può essere recuperato.
Chemistry tra i protagonisti: Nonostante l'alchimia sullo schermo, si dice che ci siano stati alcuni attriti tra Barbra Streisand e Robert Redford durante le riprese. Tuttavia, entrambi hanno dichiarato di rispettarsi professionalmente.
Censura: Alcune scene sono state tagliate dalla versione finale del film, inclusi momenti che approfondiscono ulteriormente le convinzioni politiche di Katie. Questi tagli sono stati fatti per evitare di alienare una parte del pubblico americano.
Premi e riconoscimenti: Oltre alla vittoria dell'Oscar per la Miglior Canzone Originale, il film ha ricevuto altre nomination, tra cui Miglior Attrice per Barbra Streisand.
Influenza culturale: Il film ha ispirato innumerevoli altre opere romantiche e continua a essere citato come uno dei migliori film d'amore mai realizzati. La frase "Your girl is lovely, Hubbell" è entrata nell'immaginario collettivo.
Location: Le scene ambientate al college sono state girate nella Vassar College di New York, mentre altre riprese si sono svolte a Los Angeles e Malibu.
In conclusione, "Come eravamo" è una pellicola che combina amore, politica e storia personale in un mix perfettamente equilibrato. La regia di Sydney Pollack, le straordinarie interpretazioni di Barbra Streisand e Robert Redford, e una colonna sonora indimenticabile rendono questo film un'opera imperdibile per gli amanti del cinema.
PRIME VIDEO
*** La Petite (2023), regia di Guillaume Nicloux
"La Petite" è un film drammatico del 2023 diretto da Guillaume Nicloux, basato sul romanzo "Le Berceau" di Fanny Chesnel. La pellicola affronta temi complessi come la maternità surrogata, l'elaborazione del lutto e la ricerca di legami familiari in circostanze avverse.
Trama
Joseph, un restauratore di mobili antichi ultrasessantenne e vedovo, vive a Bordeaux. La sua esistenza subisce un drastico cambiamento quando riceve la notizia della morte del figlio Emmanuel e del suo compagno Joaquim in un incidente aereo. La coppia era in attesa di una bambina tramite maternità surrogata, con l'aiuto di Rita, una giovane donna belga residente a Gand. Determinato a mantenere un legame con il figlio scomparso, Joseph intraprende un viaggio per rintracciare Rita, che porta in grembo sua nipote. Nonostante le differenze culturali e personali, tra Joseph e Rita si sviluppa un legame profondo, mentre affrontano insieme le sfide emotive e pratiche legate alla nascita imminente della bambina.
Regia
Guillaume Nicloux, noto per la sua versatilità nel passare da opere concettuali a film più tradizionali, dirige "La Petite" con una sensibilità che evita eccessi sentimentali. Il suo approccio sobrio e attento permette di esplorare temi delicati senza cadere in giudizi morali, focalizzandosi invece sulle dinamiche umane e sulle relazioni che si sviluppano tra i personaggi. La scelta di una narrazione lineare e semplice consente al pubblico di immergersi profondamente nella storia, facilitando una connessione empatica con le vicende dei protagonisti.
Attori
Il film vede la partecipazione di un cast di talento:
Fabrice Luchini nel ruolo di Joseph Siprien, offre una performance intensa e sfumata, incarnando un uomo alle prese con il dolore e la speranza.
Mara Taquin interpreta Rita Vandewaele, la madre surrogata, portando sullo schermo una figura complessa e realistica, divisa tra esigenze economiche e dilemmi morali.
Maud Wyler è Aude Siprien, la figlia di Joseph, che affronta a sua volta la perdita del fratello e le tensioni familiari emergenti.
Veerle Baetens interpreta la madre di Rita, aggiungendo profondità al contesto familiare della giovane donna.
Curiosità
Colonna sonora: Le musiche del film sono composte dal celebre Ludovico Einaudi, il cui stile minimalista ed emotivo arricchisce l'atmosfera della pellicola, sottolineando i momenti di introspezione e tensione emotiva.
Ambientazione: Le riprese si sono svolte principalmente tra Bordeaux, in Francia, e Gand, in Belgio, offrendo un contrasto visivo che riflette le differenze culturali e personali tra i protagonisti.
Tematiche: Il film affronta la maternità surrogata da una prospettiva inusuale, esplorando le implicazioni emotive e morali attraverso gli occhi di un uomo anziano che cerca di riconnettersi con la propria famiglia dopo una tragica perdita.
Accoglienza critica: "La Petite" ha ricevuto recensioni positive per la delicatezza con cui tratta temi complessi e per le interpretazioni dei protagonisti, in particolare quella di Fabrice Luchini, lodato per la sua capacità di esprimere una vasta gamma di emozioni con autenticità.
Distribuzione: Il film è stato presentato in vari festival cinematografici ed è uscito nelle sale italiane il 18 gennaio 2024, distribuito da Movies Inspired.
"La Petite" si distingue per la sua capacità di trattare argomenti delicati con sensibilità e profondità, offrendo una riflessione sulle relazioni umane, il dolore della perdita e la speranza di nuovi inizi. La regia attenta di Nicloux, unita alle performance convincenti del cast, rende il film un'esperienza cinematografica toccante e memorabile.
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The Substance è un film del 2024 diretto da Coralie Fargeat ****
"The Substance" è un film del 2024 co-montato, co-prodotto, scritto e diretto da Coralie Fargeat, al suo primo lavoro in lingua inglese.
Trama
La protagonista, Elisabeth Sparkle, è una celebre attrice hollywoodiana la cui carriera è in declino a causa dell'età. Nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, viene licenziata dal suo produttore, Harvey, interpretato da Dennis Quaid. Profondamente scossa, Elisabeth subisce un incidente d'auto. In ospedale, una giovane infermiera le fornisce informazioni su "The Substance", un siero illegale che promette di creare una versione più giovane e perfetta di sé stessa.
Elisabeth decide di utilizzare il siero, che genera una sua versione più giovane, chiamata Sue, interpretata da Margaret Qualley. Le due condividono la stessa coscienza, alternandosi nel controllo del corpo ogni sette giorni. Sue diventa rapidamente una sensazione nel mondo dello spettacolo, mentre Elisabeth si ritira in una vita di isolamento e autocommiserazione. Le tensioni tra le due crescono, portando a conseguenze sempre più drammatiche e trasformazioni fisiche inquietanti.
Regia
Coralie Fargeat, già nota per il film "Revenge", porta in "The Substance" una visione femminista del genere body horror. La sua regia combina elementi di satira di Hollywood con temi di identità, ossessione per la giovinezza e pressione sociale sulle donne. Il film è stato girato in Francia in 108 giorni, con un'attenzione particolare agli effetti speciali pratici e all'uso di protesi per rappresentare le trasformazioni corporee dei personaggi.
Cast
Demi Moore interpreta Elisabeth Sparkle, offrendo una performance intensa che esplora le vulnerabilità e le ossessioni di una donna alle prese con l'invecchiamento in un'industria che valorizza la giovinezza.
Margaret Qualley è Sue, la versione più giovane di Elisabeth. La sua interpretazione riflette la dualità del personaggio, diviso tra l'ambizione e la consapevolezza della propria natura artificiale.
Dennis Quaid nel ruolo di Harvey, il produttore che rappresenta le pressioni dell'industria dell'intrattenimento sulle donne.
Curiosità
Effetti Speciali: Il film ha fatto largo uso di protesi e effetti pratici per rappresentare le trasformazioni corporee, con circa 21.000 litri di sangue finto utilizzati durante le riprese.
Tematiche: "The Substance" affronta temi come l'ossessione per la perfezione fisica, la paura dell'invecchiamento e le pressioni esercitate sulle donne dall'industria dell'intrattenimento.
Riconoscimenti: Il film ha debuttato al 77º Festival di Cannes il 19 maggio 2024, dove Coralie Fargeat ha vinto il premio per la Miglior Sceneggiatura.
Distribuzione: Dopo l'uscita nelle sale nel Regno Unito e negli Stati Uniti il 20 settembre 2024, e in Francia il 6 novembre 2024, il film è stato reso disponibile in streaming su Mubi.
Accoglienza Critica: Il film ha ricevuto recensioni positive per la sua rappresentazione visivamente potente e per le performance degli attori, in particolare quella di Demi Moore. Alcuni critici hanno notato somiglianze tematiche con opere come "Il ritratto di Dorian Gray" e "Requiem for a Dream".
Tematiche e Analisi
"The Substance" offre una critica incisiva sugli standard di bellezza imposti alle donne, esplorando come l'ossessione per la giovinezza possa portare a conseguenze distruttive. Il film utilizza elementi di body horror per rappresentare fisicamente le pressioni psicologiche e sociali affrontate dalle donne nell'industria dell'intrattenimento. La dualità tra Elisabeth e Sue simboleggia il conflitto interno tra l'accettazione di sé e il desiderio di conformarsi agli ideali esterni.
La regia di Fargeat combina elementi di satira e horror, creando un'esperienza cinematografica che è allo stesso tempo disturbante e riflessiva. L'uso di effetti pratici e protesi aggiunge un livello di realismo alle trasformazioni corporee, enfatizzando l'impatto fisico e psicologico delle scelte dei personaggi.
In conclusione, "The Substance" è un film che sfida le convenzioni del genere horror, offrendo una prospettiva femminista sulle pressioni esercitate sulle donne riguardo all'aspetto fisico e all'invecchiamento. Le performance di Demi Moore e Margaret Qualley, insieme alla visione registica di Coralie Fargeat, rendono questo film un'esperienza cinematografica potente e provocatoria.
MUBI
...tre cult anni '40 su raiplay *****
Terrore sul Mar Nero (Journey into Fear) è un film del 1943 diretto da Norman Foster basato sul romanzo Viaggio nella paura di Eric Ambler.
Niagara è un film del 1953 diretto da Henry Hathaway, che lanciò definitivamente la carriera di Marilyn Monroe.
Il tesoro di Vera Cruz (The Big Steal) è un film del 1949 diretto da Don Siegel.
Allegoria cittadina (Allégorie citadine), 2024 il corto di Alice Rohrwacher e JR ***
"Allegoria cittadina" è un cortometraggio diretto da Alice Rohrwacher in collaborazione con l'artista francese JR. Presentato in anteprima mondiale alla 81ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, il film è disponibile in streaming su MUBI dal 20 dicembre 2024.
Trama
Il cortometraggio trae ispirazione dal mito della caverna di Platone, esplorando temi legati alla percezione della realtà e all'arte. La storia segue Jay, un bambino di sette anni, che accompagna sua madre, una giovane ballerina interpretata da Lyna Khoudri, attraverso le strade di Parigi per un'audizione. Giunti in ritardo, incontrano il regista dello spettacolo, interpretato da Leos Carax, il quale inizia a raccontare a Jay il mito platonico della caverna. Questo incontro stimola l'immaginazione del bambino, portandolo a scoprire una dimensione nascosta e magica della città, dove realtà e finzione si intrecciano in un gioco di luci e ombre.
Regia e Collaborazione Artistica
Alice Rohrwacher e JR avevano già collaborato nel 2020 per il cortometraggio "Omelia contadina", presentato anch'esso a Venezia. In "Allegoria cittadina", i due artisti combinano nuovamente le loro sensibilità per esplorare il rapporto tra spazio urbano e dimensione simbolica. La regia di Rohrwacher si distingue per la capacità di mescolare elementi realistici con aspetti fiabeschi, creando un'atmosfera sospesa tra sogno e realtà. JR, noto per le sue installazioni fotografiche su larga scala, contribuisce con la sua visione artistica, arricchendo il film di suggestioni visive che amplificano il messaggio filosofico dell'opera.
Cast
Lyna Khoudri: interpreta la giovane ballerina e madre di Jay. Attrice franco-algerina, Khoudri è riconosciuta per le sue interpretazioni intense e versatili.
Leos Carax: nel ruolo del regista dello spettacolo. Carax è un affermato regista e attore francese, noto per film come "Holy Motors" e "Annette".
Naïm El Kaldaoui: interpreta Jay, il bambino protagonista.
Curiosità
Musica: la colonna sonora è composta da Thomas Bangalter, ex membro dei Daft Punk, il cui contributo musicale aggiunge profondità emotiva al cortometraggio.
Tecnica: il film utilizza una combinazione di live action e stop motion, creando un effetto visivo che riflette la fusione tra realtà e immaginazione percepita dal giovane protagonista.
Tematiche: attraverso il riferimento al mito della caverna, il cortometraggio invita lo spettatore a riflettere sul rapporto tra realtà e rappresentazione, esplorando come le immagini influenzino la nostra percezione del mondo urbano.
Collaborazione: la sinergia tra Rohrwacher e JR rappresenta un incontro significativo tra cinema e arte contemporanea, evidenziando come diverse forme espressive possano convergere per esplorare temi universali.
"Allegoria cittadina" si distingue come un'opera che, in soli venti minuti, riesce a condensare una profonda riflessione filosofica attraverso una narrazione poetica e visivamente affascinante. La collaborazione tra Alice Rohrwacher e JR offre una prospettiva unica sul modo in cui percepiamo e interagiamo con l'ambiente urbano, stimolando una contemplazione sul confine sottile tra realtà e illusione.
MUBI
Assassinio a Venezia (A Haunting in Venice) è un film del 2023 diretto e interpretato da Kenneth Branagh. ***
"Assassinio a Venezia" (titolo originale: A Haunting in Venice), è un film del 2023 diretto e interpretato da Kenneth Branagh. Si tratta di un adattamento cinematografico liberamente ispirato al romanzo Poirot e la strage degli innocenti (Hallowe'en Party, 1969) di Agatha Christie. Il film prosegue la saga cinematografica con protagonista il celebre investigatore belga Hercule Poirot, dopo Assassinio sull’Orient Express (2017) e Assassinio sul Nilo (2022), entrambi diretti dallo stesso Branagh.
La storia è ambientata a Venezia nel secondo dopoguerra, durante una notte di Halloween. Hercule Poirot, ormai ritiratosi dalla sua carriera investigativa, vive in semi-isolamento in una città dall’atmosfera gotica e decadente. Viene avvicinato dalla scrittrice di gialli Ariadne Oliver, una sua vecchia amica, che lo convince a partecipare a una seduta spiritica organizzata in un palazzo infestato da leggende.
La seduta è condotta dalla medium Joyce Reynolds, che si dichiara in grado di comunicare con i defunti. Tuttavia, ciò che sembra inizialmente un tentativo di smascherare una ciarlatana si trasforma rapidamente in un caso di omicidio, quando uno degli ospiti viene trovato morto. Intrappolato nella casa a causa di un’improvvisa tempesta, Poirot deve affrontare i suoi demoni interiori, mentre cerca di risolvere il mistero, che sembra intrecciarsi con eventi soprannaturali e segreti oscuri del passato.
La trama si sviluppa in un crescendo di tensione, con Poirot che deve mettere in discussione la propria razionalità e il proprio scetticismo verso il paranormale per arrivare alla verità.
Kenneth Branagh torna a dirigere e interpretare Hercule Poirot, portando sullo schermo una visione più oscura e inquietante rispetto ai precedenti film. L'ambientazione veneziana è centrale per creare un'atmosfera di mistero e suspense: i canali nebbiosi, i palazzi fatiscenti e le ombre che si allungano contribuiscono a un senso di isolamento e tensione.
Branagh utilizza tecniche visive evocative, come angolazioni inclinate, illuminazione soffusa e giochi di luce e ombra, per enfatizzare l’ambiguità tra ciò che è reale e ciò che è soprannaturale. La regia si distingue per il suo approccio teatrale, con dialoghi intensi e una messa in scena che richiama i classici del cinema gotico.
Il film presenta un cast corale di attori noti, tra cui:
Kenneth Branagh nel ruolo di Hercule Poirot. L’investigatore belga è ritratto in una fase della vita più vulnerabile e introspettiva.
Tina Fey interpreta Ariadne Oliver, un personaggio ispirato alla stessa Agatha Christie, che qui funge da catalizzatore per il coinvolgimento di Poirot.
Michelle Yeoh è Joyce Reynolds, la medium il cui ruolo si rivela fondamentale per lo svolgimento della trama.
Jamie Dornan interpreta il dottor Ferrier, un uomo tormentato da traumi del passato.
Kelly Reilly nel ruolo di Rowena Drake, la proprietaria del palazzo in cui si svolge la seduta spiritica.
Jude Hill, noto per il suo ruolo in Belfast, interpreta Leopold Ferrier, il figlio del dottor Ferrier, un giovane brillante e inquietante.
Camille Cottin è Olga Seminoff, la governante della casa.
Riccardo Scamarcio, rappresentando l'elemento italiano, interpreta Vitale Portfoglio, un investigatore locale.
Ogni personaggio contribuisce a creare un intreccio ricco di segreti, sospetti e colpi di scena.
Ambientazione veneziana: Anche se molte riprese sono state effettuate in studio, alcune scene chiave sono state girate in location autentiche a Venezia, come il Palazzo Malcontenta, che enfatizzano il fascino oscuro della città lagunare.
Influenza del paranormale: Questo è il primo film della trilogia di Branagh su Poirot che si avventura nel soprannaturale. Sebbene la trama mantenga un approccio razionale, l’ambiguità del paranormale gioca un ruolo centrale.
Adattamento libero: Il film si discosta notevolmente dal romanzo originale, aggiornando l’ambientazione e i temi per renderli più moderni e adatti al tono gotico scelto da Branagh.
Omaggio al cinema classico: Branagh ha citato film come Suspiria e The Innocents come fonti d’ispirazione per l’estetica e il tono del film.
Tina Fey come Ariadne Oliver: Il personaggio di Ariadne Oliver, spesso considerato un alter ego di Agatha Christie, è qui interpretato con un tocco di ironia e cinismo da Tina Fey, offrendo un interessante contrasto con il solenne Poirot.
Il film ha ricevuto recensioni contrastanti. Molti critici hanno elogiato l’atmosfera e la performance di Branagh, ma alcuni hanno sottolineato che la narrazione è meno incisiva rispetto ai precedenti capitoli. Tuttavia, il tono gotico e l’approccio al paranormale hanno attirato l’attenzione di un pubblico nuovo, rendendo il film un’esperienza unica nel contesto delle storie di Poirot.
"Assassinio a Venezia" rappresenta una svolta nella trilogia di Branagh su Poirot, offrendo un’interpretazione audace e visivamente suggestiva del classico di Agatha Christie. Con un mix di mistero, horror e introspezione, il film esplora nuovi territori sia per il personaggio che per il genere giallo, mantenendo intatta la sua essenza narrativa.
SKY/NOW
La stanza degli omicidi (The Kill Room) è un film del 2023 diretto da Nicol Paone. ***
La stanza degli omicidi (The Kill Room) è un film del 2023 diretto da Nicol Paone, che combina elementi di commedia nera, thriller e satira sul mondo dell'arte contemporanea. Con un cast di spicco e una trama intrigante, il film esplora tematiche come avidità, crimine e il valore dell'arte, in un intreccio di ironia e suspense.
La storia segue Patrice Capullo (Uma Thurman), una gallerista in difficoltà che cerca disperatamente un'opportunità per rilanciare la sua carriera. Nel tentativo di ottenere visibilità, Patrice si ritrova coinvolta in un piano ideato da un'organizzazione criminale gestita da Reggie Pitt (Joe Manganiello) e dal suo boss Gordon Davis (Samuel L. Jackson).
Il piano prevede l'utilizzo di opere d'arte per riciclare denaro sporco. Reggie, un sicario, viene presentato come un artista emergente sotto lo pseudonimo "The Bagman", e le sue "opere" (che in realtà consistono in tele realizzate con metodi improvvisati e violenti) diventano rapidamente oggetti di culto nella comunità artistica. A sorpresa, il lavoro di Reggie comincia a essere apprezzato dai critici e a ottenere quotazioni astronomiche, trasformandolo in una celebrità del mondo dell'arte.
Tuttavia, mentre il denaro si accumula e la fama cresce, il piano comincia a sgretolarsi. La crescente notorietà di "The Bagman" attira l'attenzione della polizia e di rivali nel mondo del crimine. Patrice, Reggie e Gordon si trovano così coinvolti in una spirale di tensione e caos, dove ogni decisione rischia di essere fatale.
Nicol Paone, nota per la sua esperienza come attrice e regista di commedie, si cimenta in un genere ibrido, mescolando thriller e commedia nera. La sua regia bilancia abilmente momenti di tensione con sequenze ironiche, creando un tono unico che esplora le assurdità del mondo dell'arte contemporanea.
Paone utilizza uno stile visivo vivace, caratterizzato da colori audaci e scenografie che riflettono il caos e l'eccentricità del contesto artistico. La regista enfatizza la natura grottesca della storia, esagerando i cliché del mondo dell'arte e inserendo momenti di humor nero che stemperano la suspense.
Uma Thurman interpreta Patrice Capullo, una gallerista cinica e ambiziosa che diventa il punto di contatto tra il mondo dell'arte e il crimine. La performance di Thurman è ironica e intensa, mostrando un personaggio complesso con motivazioni ambivalenti.
Joe Manganiello è Reggie Pitt, un sicario trasformato in artista. Manganiello porta sullo schermo una miscela di brutalità e ingenuità, rendendo il suo personaggio sorprendentemente empatico.
Samuel L. Jackson interpreta Gordon Davis, un boss del crimine pragmatico e carismatico, che gestisce l’operazione con il suo solito stile inconfondibile.
Maya Hawke (figlia di Uma Thurman nella vita reale) appare in un ruolo secondario ma significativo, aggiungendo una dinamica interessante al cast.
Debi Mazar e Dree Hemingway interpretano personaggi del mondo dell'arte, contribuendo con umorismo e satira.
Una satira sul mondo dell'arte contemporanea: La stanza degli omicidi prende in giro il modo in cui il valore dell'arte può essere manipolato, mostrando come le opere di un sicario possano diventare simboli di status grazie al marketing e all'ossessione per l'autenticità.
Collaborazione tra madre e figlia: Questo è uno dei rari film in cui Uma Thurman e Maya Hawke condividono lo schermo. La loro chimica naturale aggiunge profondità alle loro interazioni.
Critica sociale: Il film esplora temi come la corruzione, il capitalismo e l’avidità, utilizzando il mondo dell’arte come metafora delle dinamiche di potere e manipolazione nella società.
Lavoro sul personaggio di Reggie: Joe Manganiello ha collaborato con artisti contemporanei per prepararsi al ruolo, imparando tecniche pittoriche e immergendosi nell'estetica dell'arte moderna.
Estetica visiva: Le opere attribuite a "The Bagman" sono state create da veri artisti contemporanei, aggiungendo autenticità alle sequenze incentrate sulle esposizioni artistiche.
Il film ha ricevuto recensioni contrastanti. Molti critici hanno lodato il tono satirico e le performance, in particolare quella di Uma Thurman e Samuel L. Jackson. Tuttavia, alcuni hanno trovato la trama troppo prevedibile o il mix di generi poco equilibrato. Nonostante ciò, La stanza degli omicidi è stato apprezzato per la sua originalità e il suo umorismo pungente.
La manipolazione del valore: Il film critica l’arbitrarietà con cui il valore artistico viene attribuito, mostrando come il denaro e il potere possano distorcere il significato dell’arte.
Moralità e ambizione: Patrice e Reggie si trovano a dover affrontare dilemmi etici, bilanciando le loro ambizioni personali con le conseguenze delle loro azioni.
L’ironia della celebrità: Reggie, un assassino, diventa un idolo per il suo presunto talento artistico, sottolineando l’assurdità del culto della personalità.
La stanza degli omicidi è un film che mescola abilmente intrattenimento e riflessione, offrendo una visione ironica e inquietante del mondo dell'arte e delle sue contraddizioni. Con un cast di grande talento e una regia vivace, il film riesce a distinguersi come una commedia nera unica, capace di divertire e far riflettere allo stesso tempo.
SKY/NOW
The New Toy (Le nouveau jouet) è un film del 2022, diretto da James Huth. ***
The New Toy (Le nouveau jouet) è un film francese del 2022 diretto da James Huth. Si tratta di una commedia che offre un mix di umorismo e riflessione sociale, ed è un remake del classico francese Le Jouet (1976) di Francis Veber. Il film esplora temi come il divario sociale, l’amicizia e l’importanza di valori autentici, presentandoli in chiave leggera e accessibile.
Trama
La storia ruota attorno a Samy, un uomo modesto che vive con sua moglie Alice in un quartiere popolare. Samy lavora come guardiano notturno in un grande magazzino di lusso. Durante una visita al negozio, Alexandre, un bambino viziato e solitario, figlio del ricco proprietario Philippe Étienne, decide di “comprare” Samy come suo nuovo giocattolo umano.
Samy si trova inizialmente in una situazione assurda e umiliante, ma accetta l'offerta per migliorare le sue condizioni economiche e per aiutare sua moglie, che è incinta. Tuttavia, mentre trascorre del tempo con Alexandre, Samy scopre che dietro l'atteggiamento arrogante e capriccioso del bambino si nasconde una profonda solitudine causata dall'assenza emotiva del padre.
Col tempo, il rapporto tra Samy e Alexandre si trasforma: da una relazione dominata dal potere e dal denaro, nasce un’amicizia sincera. Samy insegna ad Alexandre valori come l’empatia e il rispetto, mentre il bambino aiuta l’uomo a riscoprire la sua capacità di sognare. Insieme, i due mettono in discussione il comportamento egoista e distaccato del padre, portando a una riflessione più ampia sulle dinamiche familiari e sociali.
James Huth, noto per film come Brice de Nice (2005), dirige The New Toy con il suo stile visivo brillante e un tono comico che si bilancia con momenti di riflessione. La regia si concentra sul contrasto tra i mondi opposti dei personaggi, sottolineando le disparità sociali senza appesantire il tono generale del film.
Huth riesce a modernizzare la storia originale di Francis Veber, adattandola ai contesti contemporanei, in particolare evidenziando le disuguaglianze economiche e i rapporti umani nell’era del consumismo.
Jamel Debbouze interpreta Samy. Con il suo talento comico e la sua capacità di trasmettere emozioni sincere, Debbouze offre una performance che bilancia leggerezza e profondità.
Daniel Auteuil è Philippe Étienne, il ricco e distante padre di Alexandre. Auteuil incarna perfettamente l’arroganza del suo personaggio, ma riesce a rivelarne le vulnerabilità nel corso del film.
Simon Faliu interpreta Alexandre. Nonostante la giovane età, Faliu dimostra una notevole capacità attoriale, dando vita a un personaggio complesso e sfaccettato.
Alice Belaïdi è Alice, la moglie di Samy, un personaggio che rappresenta il sostegno e la forza della famiglia.
Un omaggio a Francis Veber: Il film è un remake di Le Jouet (1976), uno dei capolavori di Veber. James Huth mantiene lo spirito originale del film, aggiornandone però il contesto e i temi per adattarli al pubblico moderno.
Messaggio sociale: Pur essendo una commedia, il film affronta temi come il divario sociale, la solitudine dei ricchi e il valore delle relazioni umane, ricordando l’importanza di guardare oltre le apparenze.
Ambientazione lussuosa: Le scene ambientate nei grandi magazzini mettono in evidenza il consumismo e l'opulenza, creando un forte contrasto con la vita semplice di Samy.
Collaborazione ricca di talento: Jamel Debbouze e Daniel Auteuil, due delle star più amate del cinema francese, lavorano insieme per la prima volta in questo film, portando grande carisma e chimica sullo schermo.
Il film tocca temi universali come:
Disuguaglianze economiche: Il divario tra il mondo di Samy e quello di Alexandre è centrale per la narrazione.
Famiglia e solitudine: Alexandre rappresenta il tipico esempio di un bambino ricco ma trascurato, offrendo uno spunto di riflessione sui legami familiari.
Amicizia e umanità: La relazione tra Samy e Alexandre dimostra che i veri legami non dipendono dal denaro o dallo status sociale.
The New Toy è una commedia dal cuore grande, capace di intrattenere e far riflettere. Con una regia brillante e un cast di talento, il film riesce a portare un classico del cinema francese nell’era contemporanea, mantenendo intatti i suoi messaggi universali.
RAIPLAY
L'ottava nota - Boychoir (Boychoir) è un film del 2014 diretto da François Girard ***
L'ottava nota - Boychoir (Boychoir) è un film drammatico del 2014 diretto da François Girard. Il film esplora temi come la musica, il talento e la redenzione attraverso la storia di un giovane ragazzo problematico che scopre il suo dono per il canto corale. Di seguito, una panoramica completa su trama, regia, cast e curiosità.
Trama
Stet, un ragazzino di 11 anni, vive in una piccola città del Texas ed è alle prese con una vita difficile. Dopo la morte improvvisa della madre, il suo padre biologico, che fino a quel momento aveva evitato di riconoscerlo, lo iscrive a un prestigioso collegio musicale per ragazzi, la National Boychoir Academy.
Nonostante il suo talento naturale, Stet fatica ad adattarsi all'ambiente severo e competitivo della scuola. Il ragazzo si scontra con Carvelle, il rigido e perfezionista direttore del coro, che inizialmente è riluttante a investire tempo in lui. Tuttavia, Carvelle riconosce il potenziale del giovane e decide di sfidarlo per aiutarlo a sviluppare il suo dono unico.
Il percorso di Stet non è facile: si trova a fronteggiare il suo temperamento ribelle, il dolore per la perdita della madre e le dinamiche con i suoi compagni di classe, alcuni dei quali non accettano di buon grado il suo arrivo. Attraverso la disciplina e la musica, Stet inizia un viaggio di crescita personale e artistica, che culminerà in una performance che cambierà la sua vita.
François Girard, noto per il suo lavoro in film come Il violino rosso (1998), dirige L'ottava nota - Boychoir con la sua sensibilità artistica distintiva. La sua esperienza con storie legate alla musica emerge chiaramente nella cura per la rappresentazione delle esibizioni corali e nell’attenzione ai dettagli. Girard costruisce un racconto emozionale e visivamente elegante, bilanciando la tensione drammatica con la bellezza della musica.
La regia riesce a mettere in risalto sia l’umanità dei personaggi che l'impatto della musica sulla loro trasformazione. Le scene corali sono dirette con un’energia magnetica, creando un'esperienza immersiva per lo spettatore.
Garrett Wareing interpreta Stet, offrendo una performance convincente come giovane ragazzo ribelle che cerca il suo posto nel mondo.
Dustin Hoffman è il severo maestro di coro Carvelle. La sua interpretazione aggiunge profondità e complessità al personaggio, rendendolo un mentore credibile e appassionato.
Kathy Bates interpreta la preside dell'accademia, fornendo una presenza autoritaria ma compassionevole.
Eddie Izzard è Drake, un altro insegnante della scuola, spesso in disaccordo con i metodi di Carvelle.
Debra Winger appare nel ruolo di assistente sociale, un personaggio che aiuta Stet nei momenti di crisi.
Josh Lucas è il padre biologico di Stet, un uomo che deve fare i conti con le sue responsabilità.
La musica come protagonista: Il film utilizza musiche corali classiche eseguite dal Coro Americano dei Ragazzi (American Boychoir), che ha anche contribuito alle performance nel film. La colonna sonora comprende brani di Händel, Mozart e altri grandi compositori.
Ispirazione reale: Sebbene la storia sia di fantasia, l’ambientazione della Boychoir Academy si ispira alle vere accademie corali statunitensi, che offrono formazione intensiva ai giovani talenti musicali.
Collaborazione con esperti: François Girard ha collaborato con direttori di coro e musicisti professionisti per garantire un’accurata rappresentazione del mondo della musica corale.
Garrett Wareing: Per prepararsi al ruolo, Wareing ha seguito un rigoroso allenamento vocale. Le sue scene di canto sono autentiche e non doppiate.
Ricezione critica: Sebbene la critica sia stata divisa, con alcuni che hanno lodato le performance e la musica, altri hanno trovato la trama prevedibile. Tuttavia, il film è stato apprezzato per il messaggio positivo e per le sue qualità visive e sonore.
Il film affronta diversi temi universali:
La musica come strumento di redenzione: Stet trova nella musica un modo per esprimere se stesso e superare le sue difficoltà personali.
Relazioni mentor-allievo: La dinamica tra Carvelle e Stet sottolinea l'importanza di figure guida nella crescita personale e artistica.
Il potenziale umano: Il film celebra il talento naturale e il duro lavoro necessari per raggiungere l'eccellenza.
L'ottava nota - Boychoir è un film toccante che, pur rimanendo nei confini di una narrazione convenzionale, riesce a emozionare grazie alla forza della musica e alle interpretazioni del cast. Una pellicola che parla a chiunque creda nella capacità della musica di trasformare le vite.
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The Holdovers - Lezioni di vita (The Holdovers) è un film del 2023 diretto da Alexander Payne. ****
The Holdovers - Lezioni di vita (The Holdovers) è un film del 2023 diretto da Alexander Payne, noto regista americano apprezzato per opere come Sideways (2004) e Nebraska (2013). Questa commedia drammatica si distingue per il suo stile nostalgico, la profondità emotiva e una regia impeccabile che esplora temi di perdita, solitudine e redenzione.
Ambientato nel 1970, The Holdovers segue la storia di Paul Hunham (interpretato da Paul Giamatti), un burbero e solitario professore di un prestigioso collegio maschile del New England. A causa della sua rigida disciplina e del suo atteggiamento spesso insopportabile, Hunham è odiato sia dagli studenti sia dai suoi colleghi. Durante le vacanze natalizie, quando tutti lasciano il campus per tornare a casa, Hunham viene incaricato di prendersi cura degli "holdovers", ossia i ragazzi che, per diverse ragioni, non possono trascorrere le festività con le proprie famiglie.
Tra gli studenti rimasti, emerge il giovane Angus Tully (Dominic Sessa), un adolescente intelligente ma ribelle, segnato dalla recente perdita del padre e dalla difficile relazione con la madre e il suo nuovo compagno. Al gruppo si unisce Mary Lamb (Da’Vine Joy Randolph), la cuoca della scuola, una donna calorosa e affettuosa che sta affrontando il lutto per la morte del figlio.
Insieme, questi tre personaggi inizialmente incompatibili intraprendono un viaggio emotivo che li porta a confrontarsi con le proprie insicurezze e sofferenze. Lungo il film, Paul si rivela più vulnerabile di quanto sembri, mostrando i traumi della sua giovinezza e i rimpianti che lo hanno trasformato in un uomo amareggiato. Mary, dal canto suo, diventa una figura materna sia per Angus sia, in qualche modo, per Paul. Angus, attraverso il rapporto con i due adulti, impara a gestire il dolore e a trovare una direzione per il suo futuro.
La narrazione alterna momenti di dramma intenso e commovente con episodi di ironia e leggerezza, costruendo un racconto umano e universale.
Alexander Payne dimostra ancora una volta il suo talento nel catturare l’umanità dei personaggi, anche nei loro momenti più imperfetti. Con una regia sobria ed elegante, Payne costruisce un’atmosfera che richiama i film degli anni Settanta, sia per il ritmo che per la fotografia. Collaborando con il direttore della fotografia Eigil Bryld, Payne utilizza una palette cromatica calda e nostalgica, che riflette il periodo storico in cui è ambientata la storia.
Il regista sceglie un tono intimo e autentico, che dà spazio ai dialoghi e alle dinamiche tra i personaggi. Non mancano dettagli visivi che arricchiscono la narrazione: i corridoi vuoti del collegio, le fredde giornate invernali e i pasti condivisi nella mensa diventano metafore della solitudine e dell’opportunità di connessione.
Paul Giamatti: Nel ruolo del professor Paul Hunham, Giamatti offre una performance straordinaria, con un mix di cinismo, vulnerabilità e sottile ironia. L’attore riesce a trasmettere con grande profondità i conflitti interiori di Hunham, mostrando l’evoluzione del personaggio da figura sgradevole a uomo capace di empatia e affetto.
Da’Vine Joy Randolph: Interpreta Mary Lamb, portando sullo schermo una presenza calorosa e umana. Il suo personaggio è il cuore emotivo del film, offrendo una prospettiva di speranza e resilienza.
Dominic Sessa: Al suo debutto cinematografico, il giovane attore dà vita a Angus Tully con naturalezza e intensità. La sua interpretazione cattura l’essenza di un adolescente in crisi, capace di affrontare le proprie paure e di crescere grazie alle relazioni instaurate durante il film.
Il film affronta numerosi temi, tra cui:
Solitudine e connessione: Ogni personaggio è segnato da una forma di isolamento emotivo. Il viaggio che intraprendono insieme li aiuta a scoprire che la condivisione del dolore può essere terapeutica.
Riscatto personale: Paul Hunham rappresenta il classico antieroe, ma il suo percorso dimostra che il cambiamento è possibile, anche per chi sembra irrecuperabile.
Elaborazione del lutto: Il film esplora come le persone reagiscono alla perdita, mostrando che affrontarla insieme può rendere il dolore meno insopportabile.
Disuguaglianze sociali: Attraverso il personaggio di Mary, il film accenna anche ai contrasti di classe e alle difficoltà economiche che separano lei e Angus dal mondo elitario della scuola.
Collaborazione tra Alexander Payne e Paul Giamatti: The Holdovers segna il ritorno della collaborazione tra Payne e Giamatti dopo il successo di Sideways, dove l’attore aveva interpretato un personaggio altrettanto complesso e umano.
Approccio nostalgico: Il film è stato girato utilizzando tecniche cinematografiche tradizionali per evocare lo stile dei film degli anni Settanta. Anche la colonna sonora, composta da temi orchestrali classici, contribuisce a creare questo effetto.
Debutto di Dominic Sessa: Sessa è stato scoperto durante un’audizione per un progetto scolastico e, nonostante fosse privo di esperienza cinematografica, è stato scelto da Payne per il ruolo di Angus. La sua interpretazione è stata accolta con entusiasmo dalla critica.
Sceneggiatura di David Hemingson: La sceneggiatura è stata scritta da Hemingson, noto principalmente per il suo lavoro in televisione. Il suo stile, caratterizzato da dialoghi taglienti e sfumature emotive, si sposa perfettamente con la visione di Payne.
Ambientazione autentica: Le riprese sono state effettuate in una vera scuola del New England, contribuendo a rendere credibile l’atmosfera del film.
The Holdovers è stato accolto positivamente dalla critica, che ha lodato le interpretazioni del cast, la regia di Payne e la capacità del film di bilanciare dramma e umorismo. Molti critici hanno sottolineato come il film rappresenti un ritorno alle radici del regista, con una storia intima e profondamente umana. È stato paragonato a classici come L’attimo fuggente per la sua ambientazione scolastica e i suoi temi di crescita e scoperta personale.
The Holdovers è un film che tocca il cuore con la sua autenticità e la sua capacità di esplorare le complessità delle relazioni umane. Grazie a una regia magistrale, un cast eccezionale e una sceneggiatura incisiva, Alexander Payne ci regala un’opera che parla di riscatto, connessione e speranza. È una storia che rimarrà con lo spettatore molto tempo dopo la visione, ricordandoci l'importanza di trovare una famiglia, anche in luoghi e persone inaspettati.
SKY/NOW
Francofonia, diretto da Aleksandr Sokurov, è un film del 2015 che intreccia storia, arte e riflessione filosofica, esplorando il significato della cultura e del patrimonio artistico nel contesto della Seconda Guerra Mondiale. Presentato alla 72ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, il film si distingue per il suo approccio ibrido che mescola documentario, finzione e meditazione personale, affermandosi come un'opera profondamente autoriale e intellettuale.
Sinossi
Il film si concentra sul periodo dell'occupazione nazista della Francia e, in particolare, sul destino del Museo del Louvre, simbolo dell'identità culturale europea e della storia dell'arte. Il racconto si sviluppa attorno al rapporto tra due figure storiche centrali: Jacques Jaujard, direttore del Louvre, e Franz Wolff-Metternich, ufficiale tedesco incaricato della salvaguardia delle opere d'arte. Nonostante si trovassero su fronti opposti, i due uomini collaborarono per proteggere il patrimonio artistico del Louvre da possibili saccheggi e distruzioni.
A questa narrazione storica si intrecciano riflessioni più ampie sul ruolo dell'arte, dell'umanità e della civiltà, con il Louvre che diventa simbolo della fragilità e della resilienza della cultura in tempi di conflitto.
Temi Principali
L'arte come memoria storica
Sokurov esplora il ruolo dell'arte non solo come testimonianza del passato, ma come elemento che contribuisce a definire ciò che significa essere umani. Attraverso il Louvre, uno dei musei più importanti al mondo, il film riflette su come l'arte trascenda i confini nazionali e politici, rimanendo un faro di umanità anche nei momenti più bui della storia.
La collaborazione tra nemici
Il rapporto tra Jaujard e Wolff-Metternich rappresenta un raro esempio di cooperazione tra due individui provenienti da schieramenti opposti durante una guerra. La loro alleanza non è priva di tensioni, ma è guidata da un comune senso di responsabilità verso il patrimonio culturale. Questo tema sottolinea l'importanza della diplomazia e della comprensione anche nei contesti più divisivi.
La fragilità della cultura
Il film evidenzia quanto siano vulnerabili le opere d'arte in periodi di conflitto, quando il saccheggio, la distruzione e il degrado rappresentano minacce costanti. Sokurov invita a riflettere su quanto sia importante preservare l'arte per le generazioni future.
Il rapporto tra potere e cultura
La pellicola analizza la relazione complessa tra il potere politico e l'arte, mostrando come i regimi autoritari, pur minacciando la cultura, spesso ne riconoscano il valore simbolico e ne cerchino il controllo.
Stile e Regia
Lo stile di Sokurov è profondamente personale e poetico. Francofonia non segue una struttura narrativa lineare, ma adotta un approccio frammentato e meditativo, alternando:
Scene ricostruite con attori che interpretano Jaujard e Wolff-Metternich.
Immagini d'archivio, che conferiscono autenticità storica.
Interventi del regista, che con la sua voce fuori campo guida lo spettatore in una riflessione filosofica.
Sequenze oniriche, che contribuiscono a creare un'atmosfera sospesa tra realtà e immaginazione.
Visivamente, il film è un omaggio alla pittura e alla fotografia. Sokurov usa spesso una fotografia che evoca l'arte classica, accentuando la bellezza e l'eternità delle opere d'arte ritratte.
Il Louvre come metafora
Nel film, il Louvre diventa un simbolo universale. Non è solo un museo, ma un microcosmo dell'identità culturale europea. Sokurov lo presenta come un luogo in cui le storie si intrecciano, in cui passato e presente si incontrano, e in cui l'umanità si riflette nella sua totalità.
Attraverso il Louvre, Sokurov esplora anche la relazione tra l'Europa e il suo patrimonio culturale, ponendo domande sulla responsabilità che deriva dalla conservazione di tali tesori e sulla loro capacità di rappresentare una civiltà intera.
Riconoscimenti e Accoglienza
Francofonia ha ricevuto ampi consensi per la sua profondità intellettuale e il suo approccio innovativo. Ha vinto il premio Fedeora per il miglior film europeo alla Mostra del Cinema di Venezia ed è stato acclamato per il suo commento sulla cultura e la civiltà.
Nonostante ciò, il film non è privo di critiche. Alcuni spettatori potrebbero trovare lo stile lento e la struttura narrativa poco accessibile, ma per chi ama il cinema d'autore e la riflessione filosofica, "Francofonia" rappresenta un'opera straordinaria.
Francofonia è un film che trascende il semplice racconto storico, diventando una meditazione sull'arte, l'identità culturale e la condizione umana. Sokurov invita lo spettatore a riflettere sull'importanza del patrimonio artistico e sulla necessità di proteggerlo, non solo come memoria del passato, ma come faro per il futuro. È un'opera che parla a chiunque ami l'arte, la storia e il cinema che osa essere qualcosa di più di un semplice intrattenimento.
MUBI
Irma la dolce (Irma la Douce) è un film del 1963 diretto da Billy Wilder *****
Irma la dolce (Irma la Douce) è una celebre commedia romantica del 1963 diretta da Billy Wilder. Il film, tratto da una commedia musicale francese omonima del 1956 di Alexandre Breffort, è uno dei capolavori della carriera di Wilder, noto per la sua capacità di combinare satira, romanticismo e un tocco di cinismo in un mix irresistibile.
Con protagonisti Jack Lemmon e Shirley MacLaine, il film esplora le contraddizioni della morale, dell'amore e della società con toni leggeri e ironici, impreziositi da una regia brillante e dialoghi pungenti.
La storia si svolge a Parigi, nel vivace quartiere di Les Halles, noto per essere un centro di vita notturna, prostitute e piccoli malviventi. Qui incontriamo Irma la Douce (Shirley MacLaine), una famosa e vivace prostituta nota per il suo carattere dolce e la sua personalità irresistibile, amata da tutti i suoi clienti e dalla comunità del quartiere.
La vita di Irma cambia quando incontra Nestor Patou (Jack Lemmon), un onesto e ingenuo poliziotto appena trasferito nella zona. Convinto di voler ripulire la città, Nestor inizia una crociata morale contro le attività illegali del quartiere, ma le sue azioni hanno conseguenze impreviste: quando fa irruzione in un albergo e arresta alcuni clienti di Irma, viene accusato dai suoi superiori di creare scompiglio, licenziato in tronco e cacciato dalla polizia.
Disperato e senza lavoro, Nestor vaga per il quartiere e stringe un'improbabile amicizia con Irma, che lo difende e si affeziona a lui. Col passare del tempo, i due si innamorano e Nestor, determinato a proteggere Irma, decide di liberarla dalla sua vita di prostituzione. Tuttavia, poiché Irma non vuole lasciare il suo lavoro, Nestor adotta un'idea bizzarra: si traveste da ricco e misterioso uomo d'affari inglese, chiamato "Lord X", che paga Irma profumatamente solo per passare del tempo con lei, senza richiedere alcun servizio.
Questo stratagemma, inizialmente innocente, diventa complicato quando Irma comincia a innamorarsi di Lord X, ignara che sia Nestor sotto mentite spoglie. La situazione si complica ulteriormente quando il geloso Nestor è costretto a "eliminare" Lord X per mantenere la farsa, finendo però nei guai con la legge, che lo accusa di omicidio.
Dopo una serie di eventi comici e rocamboleschi, Nestor riesce a confessare la verità a Irma, e i due superano ogni malinteso. Il film si conclude con un finale romantico e felice, mentre Nestor e Irma si preparano ad affrontare una nuova vita insieme.
Billy Wilder, uno dei più grandi registi della storia del cinema, imprime al film il suo caratteristico tocco personale. La regia di Wilder è vivace, ironica e perfettamente bilanciata tra commedia e romanticismo, sfruttando l'ambientazione parigina per creare un'atmosfera pittoresca e fiabesca.
Wilder adatta il materiale teatrale originale eliminando le canzoni (il film non è un musical) e concentrandosi sui personaggi e sui dialoghi brillanti, scritti insieme al suo fidato collaboratore I.A.L. Diamond. La sceneggiatura è uno dei punti di forza del film, con battute argute, doppi sensi e situazioni comiche costruite con grande maestria.
Dal punto di vista visivo, Wilder utilizza scenografie colorate e dettagliate, ricreando una Parigi ideale e "teatrale" negli studi della United Artists. L'immaginario della città notturna, con i suoi lampioni, le strade acciottolate e i café, contribuisce a dare al film un'atmosfera sognante e senza tempo.
Jack Lemmon (Nestor Patou / Lord X): Lemmon, uno dei collaboratori più stretti di Wilder, offre una performance brillante e camaleontica. La sua interpretazione di Nestor, un uomo onesto ma buffo e insicuro, è al tempo stesso divertente e toccante. Lemmon riesce a bilanciare il lato comico con la tenerezza, rendendo il suo personaggio incredibilmente umano.
Shirley MacLaine (Irma la Douce): Dopo il successo di "L'appartamento" (1960), Wilder e MacLaine tornano a collaborare con grande successo. Shirley MacLaine è perfetta nel ruolo di Irma, una prostituta dal cuore d'oro e dallo spirito indipendente. Il suo fascino, la sua espressività e il suo carisma illuminano ogni scena. MacLaine ricevette una candidatura agli Oscar come Miglior Attrice per questa interpretazione.
Lou Jacobi (Moustache): Jacobi interpreta Moustache, un ex avventuriero e barista che funge da narratore non ufficiale e consigliere di Nestor. Il personaggio di Moustache è una figura comica ma saggia, che aggiunge ulteriore spessore alla storia.
La chimica tra Jack Lemmon e Shirley MacLaine è uno dei pilastri del film. I due attori, già protagonisti di altri successi di Wilder, creano un duo indimenticabile.
Collaborazione tra Wilder e Lemmon: "Irma la dolce" è il terzo film che Wilder realizza con Jack Lemmon, dopo "A qualcuno piace caldo" (1959) e "L'appartamento" (1960). Lemmon, considerato l'alter ego comico del regista, divenne una delle figure più rappresentative della sua filmografia.
Shirley MacLaine e l'Oscar: Shirley MacLaine ricevette la candidatura all'Oscar come Miglior Attrice per il suo ruolo di Irma. Fu uno dei ruoli più iconici della sua carriera, anche se non vinse la statuetta.
Parigi ricostruita: Sebbene il film sia ambientato a Parigi, gran parte delle scene vennero girate negli studi di Hollywood. La scenografia dettagliata fu uno degli elementi più apprezzati della pellicola.
Musica: La colonna sonora, composta da André Previn, vinse l'Oscar alla Miglior Colonna Sonora Originale. Previn fu in grado di catturare l'essenza romantica e malinconica della Parigi ritratta nel film.
Cameo nascosto: Billy Wilder, famoso per i suoi piccoli scherzi dietro le quinte, si dice abbia fatto una breve apparizione nel film, anche se non confermata.
Al momento della sua uscita, "Irma la dolce" fu un grande successo al botteghino e ricevette recensioni positive da parte della critica. Wilder fu lodato per la sua capacità di trasformare un tema potenzialmente controverso, come la prostituzione, in una storia romantica e leggera senza cadere nel moralismo o nella volgarità.
La performance di Jack Lemmon e Shirley MacLaine fu particolarmente apprezzata, così come la sceneggiatura brillante e la direzione di Wilder. Alcuni critici dell'epoca trovarono il film leggermente inferiore ai precedenti capolavori del regista, ma nel corso degli anni è stato rivalutato come una delle commedie romantiche più iconiche degli anni '60.
"Irma la dolce" affronta con leggerezza e ironia temi come:
Moralità e ipocrisia: Nestor rappresenta inizialmente la rigida moralità della società, ma finisce per rendersi conto delle sue contraddizioni.
Amore e identità: Il film esplora come l'amore possa spingere le persone a travestirsi, mentire o inventarsi nuove identità.
Società e marginalità: Attraverso il quartiere di Les Halles, Wilder ritrae una società vivace e piena di contraddizioni, popolata da personaggi emarginati ma dotati di umanità.
"Irma la dolce" è un classico intramontabile, un perfetto esempio della maestria di Billy Wilder nella commedia sofisticata. Grazie alle straordinarie interpretazioni di Jack Lemmon e Shirley MacLaine, alla sceneggiatura brillante e all'atmosfera romantica, il film ha saputo conquistare il pubblico di generazioni diverse, rimanendo una pietra miliare del cinema.
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I segreti della notte (The Night Clerk) è un film del 2020 scritto e diretto da Michael Cristofer. ****
"I segreti della notte" (titolo originale: The Night Clerk) è un thriller drammatico del 2020 scritto e diretto da Michael Cristofer, noto per il suo lavoro teatrale e cinematografico, tra cui la sceneggiatura di Il bacio della donna ragno. Questo film unisce un'indagine psicologica a elementi di suspense, raccontando una storia complessa che si muove tra il mistero e le dinamiche interpersonali.
Trama
Il film segue le vicende di Bart Bromley (interpretato da Tye Sheridan), un giovane affetto da disturbo dello spettro autistico, che lavora come receptionist notturno in un hotel. Bart è estremamente intelligente, ma ha difficoltà nelle interazioni sociali, un problema che cerca di compensare osservando le persone. Per comprendere meglio il comportamento umano, ha installato di nascosto delle telecamere nelle stanze dell'hotel, registrando i movimenti degli ospiti.
Una notte, una donna che soggiorna nell'hotel viene brutalmente assassinata, e Bart diventa il principale sospettato, trovandosi al centro di un’indagine condotta dal detective Espada (interpretato da John Leguizamo). La situazione si complica quando Bart conosce Andrea Rivera (interpretata da Ana de Armas), una misteriosa e affascinante ospite dell'hotel. Tra i due nasce una connessione che mette Bart di fronte a dilemmi morali e rischi personali, costringendolo a confrontarsi con le sue azioni e con i segreti che nasconde.
Regia
La regia di Michael Cristofer adotta uno stile sobrio e intimista, riflettendo il mondo interiore del protagonista. Cristofer usa spesso primi piani e inquadrature ravvicinate per catturare le sfumature emotive di Bart, enfatizzando la sua difficoltà a comunicare con gli altri e il suo desiderio di comprendere le relazioni umane.
Le scene nell’hotel, con la loro illuminazione fredda e la presenza costante delle telecamere, creano un’atmosfera claustrofobica che amplifica il senso di isolamento e vulnerabilità del protagonista. Cristofer bilancia bene il ritmo del film, alternando momenti di tensione crescente a pause riflessive che esplorano la psicologia dei personaggi.
Cast
Tye Sheridan (Bart Bromley): Sheridan offre una performance convincente e sfumata, riuscendo a trasmettere la complessità del personaggio. La sua interpretazione evita stereotipi, concentrandosi su come Bart si muove in un mondo che non comprende del tutto.
Ana de Armas (Andrea Rivera): Ana de Armas, già apprezzata per i suoi ruoli in Knives Out e Blade Runner 2049, porta un tocco di mistero e sensualità al film. Andrea è un personaggio enigmatico che alterna dolcezza e ambiguità, e de Armas la interpreta con grande carisma.
John Leguizamo (Detective Espada): Leguizamo interpreta il poliziotto che sospetta Bart ma al contempo prova empatia per lui. La sua presenza aggiunge un elemento di tensione e pragmatismo alla trama.
Helen Hunt (Ethel Bromley): Hunt interpreta la madre iperprotettiva di Bart, che cerca di difenderlo dal mondo esterno ma non sempre capisce come aiutarlo davvero. Il rapporto tra Bart e sua madre è uno degli aspetti emotivamente più coinvolgenti del film.
Tematiche
Il film affronta diverse tematiche:
Autismo e incomprensione sociale: Attraverso Bart, il film esplora il modo in cui le persone neurodivergenti percepiscono e interagiscono con il mondo. Bart non è descritto in modo condiscendente o paternalistico, ma come un individuo complesso con desideri e difetti.
Sorveglianza e privacy: Le telecamere nascoste installate da Bart sollevano interrogativi morali sull’invasione della privacy e sull’etica della sorveglianza.
Connessioni umane: La relazione tra Bart e Andrea è centrale. Entrambi i personaggi cercano una forma di comprensione reciproca, pur partendo da mondi emotivamente diversi.
Colpa e responsabilità: La scelta di Bart di nascondere le sue azioni e la sua lotta per dimostrare la propria innocenza si intrecciano con il tema della responsabilità personale.
Curiosità
Un'interpretazione impegnativa: Tye Sheridan ha studiato a fondo il comportamento delle persone nello spettro autistico per rendere autentico il suo ritratto di Bart. L’attore ha dichiarato di aver lavorato con esperti per comprendere le caratteristiche del disturbo.
Set minimalista: Gran parte del film si svolge all’interno dell’hotel, il che crea un senso di confinamento e riflette lo stato mentale di Bart.
Riferimenti cinematografici: Il film ricorda altri thriller psicologici come Taxi Driver o Nightcrawler, nei quali i protagonisti sono osservatori solitari del mondo che li circonda.
Michael Cristofer: Questo è uno dei pochi film diretti da Cristofer, che è più noto come drammaturgo. La sua esperienza teatrale si riflette nella profondità dei dialoghi e nell’attenzione ai dettagli dei personaggi.
Ana de Armas in ascesa: All’epoca delle riprese, Ana de Armas era all’inizio della sua ascesa come star internazionale, consolidando la sua posizione come attrice versatile e magnetica.
Accoglienza
"I segreti della notte" ha ricevuto recensioni miste. La performance di Tye Sheridan è stata spesso lodata, così come quella di Ana de Armas, ma alcuni critici hanno trovato la sceneggiatura poco incisiva e il ritmo eccessivamente lento. Nonostante ciò, il film è stato apprezzato per il suo approccio sensibile al tema dell’autismo e per l’atmosfera avvolgente.
Conclusioni
"I segreti della notte" è un thriller atipico che mescola introspezione psicologica e mistero. Pur non privo di difetti, il film offre una storia intrigante e interpretazioni memorabili, soprattutto quella di Tye Sheridan, che riesce a portare sullo schermo un personaggio complesso e sfaccettato. È un’opera che invita lo spettatore a riflettere su temi di moralità, solitudine e desiderio di connessione uma
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Diretto da Brian Desmond Hurst, Scrooge (conosciuto anche come A Christmas Carol negli Stati Uniti) è una delle più amate e fedeli trasposizioni cinematografiche del classico racconto natalizio di Charles Dickens, A Christmas Carol. Uscito nel 1951, il film è considerato un capolavoro del cinema britannico e una delle migliori versioni della celebre storia. Grazie alla sua atmosfera cupa e ai toni intensi, si distingue per il modo in cui cattura il tema della redenzione e dello spirito natalizio.
La storia segue Ebenezer Scrooge, un uomo anziano, avaro e insensibile, ossessionato dal denaro e profondamente disinteressato al Natale e alla felicità altrui. Scrooge rifiuta ogni forma di generosità, compresa l’invito del nipote Fred a festeggiare con la sua famiglia e la richiesta di donazioni da parte di due uomini per aiutare i meno fortunati.
La notte della vigilia di Natale, Scrooge riceve la visita del fantasma del suo defunto socio in affari, Jacob Marley, che lo avverte delle terribili conseguenze del suo stile di vita. Marley, condannato a trascinare pesanti catene nell'aldilà per le sue azioni egoistiche, informa Scrooge che riceverà la visita di tre spiriti:
Il Fantasma del Natale Passato, che gli mostrerà la sua giovinezza, piena di promesse e amore, ma poi offuscata dalla cupidigia.
Il Fantasma del Natale Presente, che gli rivela la difficile situazione della famiglia Cratchit, in particolare del piccolo e malato Tiny Tim, e la gioia degli altri, nonostante le loro difficoltà.
Il Fantasma del Natale Futuro, che lo conduce in un futuro desolante, in cui Scrooge muore solo e disprezzato, con Tiny Tim deceduto per mancanza di cure.
Profondamente scosso dalle visioni, Scrooge si risveglia la mattina di Natale come un uomo trasformato. Colmo di gioia e generosità, si riconcilia con Fred, offre aiuto alla famiglia Cratchit e abbraccia lo spirito del Natale.
Brian Desmond Hurst, regista nordirlandese, imprime al film un’atmosfera gotica e intensa, bilanciando il calore delle scene natalizie con la cupa introspezione di Scrooge. Hurst utilizza sapientemente luci e ombre per creare un effetto visivo che richiama i dipinti vittoriani e accentua il senso di malinconia e mistero. La narrazione fluida e il ritmo ben calibrato permettono alla storia di Dickens di emergere in tutta la sua potenza emotiva, rendendo l’opera uno dei migliori adattamenti cinematografici della novella.
Alastair Sim nel ruolo di Ebenezer Scrooge: La performance di Sim è considerata una delle più iconiche interpretazioni del personaggio. Sim dona al personaggio una complessità unica, mostrando sia l’arroganza iniziale che la vulnerabilità che emerge durante il percorso di redenzione.
Mervyn Johns nel ruolo di Bob Cratchit: Il fedele impiegato di Scrooge, simbolo di bontà e sacrificio.
Hermione Baddeley nel ruolo di Mrs. Cratchit: La moglie di Bob, amorevole e protettiva.
Michael Hordern nel ruolo di Jacob Marley: Il tormentato spirito di Marley è ritratto con una forza inquietante.
Kathleen Harrison come Mrs. Dilber: La governante di Scrooge, che fornisce alcuni momenti di leggerezza.
George Cole interpreta Ebenezer Scrooge da giovane, mostrando il suo graduale abbandono dei valori morali in favore dell’avidità.
Fedeltà al testo di Dickens: La sceneggiatura, scritta da Noel Langley, segue molto fedelmente l’opera originale di Dickens, inclusi dialoghi e dettagli spesso trascurati in altre versioni cinematografiche.
Effetti speciali innovativi: Per l’epoca, gli effetti speciali furono all’avanguardia. Le apparizioni dei fantasmi, soprattutto quella del Fantasma del Natale Futuro, vennero realizzate utilizzando tecniche di sovrimpressione e giochi di luci per creare un’atmosfera ultraterrena.
Atmosfera gotica: Rispetto ad altre versioni più leggere o allegre, questa enfatizza l'elemento soprannaturale e il tono cupo, sottolineando la tensione morale del racconto.
Successo critico postumo: Sebbene il film fosse stato accolto positivamente al momento della sua uscita, è stato solo con il passare del tempo che è stato riconosciuto come un classico del cinema natalizio.
Un messaggio sempre attuale: La critica sociale di Dickens sulla disuguaglianza economica e l’empatia verso i meno fortunati emerge chiaramente, rendendo il film rilevante anche per le generazioni moderne.
Alastair Sim e il suo ritorno al ruolo: Sim doppiò nuovamente Scrooge nel 1971 per un cortometraggio animato diretto da Richard Williams, che vinse un Oscar.
Ambientazione vittoriana: Girato a Londra, il film ricrea fedelmente l’atmosfera della Londra ottocentesca, con una scenografia che immerge lo spettatore nel mondo di Dickens.
Scrooge del 1951 è diventato un appuntamento tradizionale per molte famiglie durante il periodo natalizio, apprezzato per la sua capacità di catturare lo spirito del racconto originale. La performance di Alastair Sim rimane insuperata, rendendo il suo Scrooge una figura emblematica del cinema.
L’opera continua a essere proiettata durante il Natale e ha ispirato numerosi altri adattamenti, ma pochi sono riusciti a eguagliare l’eleganza e l’intensità emotiva di questa versione. Grazie alla sua regia, interpretazioni straordinarie e messaggio senza tempo, Scrooge (1951) rappresenta un vero gioiello del cinema classico.
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4 film su "Prime Video".
Quinto potere (Network) è un film del 1976 diretto da Sidney Lumet.
Una vedova allegra... ma non troppo (Married to the Mob) è un film del 1988, diretto dal regista Jonathan Demme.
Toro scatenato (Raging Bull) è un film del 1980 diretto da Martin Scorsese.
La calda notte dell'ispettore Tibbs (In the Heat of the Night) è un film del 1967 diretto da Norman Jewison.
Gli Ingannati (in arabo: المخدوعون) è un film del 1972 diretto da Tewfik Saleh ***
"Gli Ingannati" (in arabo: "المخدوعون") è un film drammatico del 1972 diretto dall'egiziano Tewfik Saleh, basato sul romanzo breve "Uomini sotto il sole" di Ghassan Kanafani, uno dei maggiori scrittori palestinesi del Novecento. Il film è un'opera centrale del cinema arabo, simbolo di una denuncia politica e sociale che ha una risonanza universale, affrontando il tema dell'esilio e della condizione dei rifugiati palestinesi.
Ambientato negli anni '50, il film segue la tragica storia di tre uomini palestinesi, appartenenti a generazioni diverse, che cercano di attraversare clandestinamente il confine tra Iraq e Kuwait in cerca di lavoro e di un futuro migliore. I tre — Marwan, un giovane abbandonato dal padre; Assad, un uomo di mezza età con un passato pieno di delusioni; e Abu Qais, un anziano che ha perso tutto — si affidano al camionista Abu Khaizuran. Quest'ultimo, anch'egli palestinese, li nasconde in una cisterna d'acqua per attraversare i posti di blocco. Tuttavia, il calore soffocante e le condizioni precarie del viaggio conducono a un tragico epilogo, mettendo in evidenza l'abbandono e l'indifferenza verso la causa palestinese.
Tewfik Saleh adotta un approccio austero ma altamente simbolico, combinando il realismo sociale con un montaggio che alterna momenti di tensione a flashback che approfondiscono i retroscena personali dei protagonisti. Il regista utilizza lo spazio ristretto della cisterna per rappresentare sia la prigionia fisica sia quella esistenziale vissuta dai personaggi, rendendo la cisterna una metafora della condizione di oppressione e soffocamento subita dai palestinesi.
Il film si distingue per il ritmo narrativo incalzante e per l'uso intelligente delle immagini, che rafforzano la tensione drammatica e il senso di impotenza. Il finale, particolarmente crudo, aggiunge un livello di intensità emotiva che invita lo spettatore a riflettere sull'ingiustizia sociale e politica.
Mohammed Kheir-Halouani interpreta Abu Khaizuran, il camionista che rappresenta l'ambiguità morale e il tradimento simbolico della leadership araba.
Saleh Kholoki, Abdelrahman Alrahy, e Thanaa Debsi completano il cast, offrendo interpretazioni intense e toccanti che danno profondità ai loro ruoli.
Il film è una critica feroce alle promesse non mantenute del panarabismo e alla mancanza di solidarietà del mondo arabo nei confronti della causa palestinese. Realizzato poco dopo la sconfitta araba nella Guerra dei Sei Giorni (1967), Gli Ingannati riflette il disincanto verso le ideologie che non sono riuscite a risolvere il conflitto israelo-palestinese. Tuttavia, è anche un'opera universale che esplora il tema dell'esilio e dell'emigrazione, risonante con le storie dei rifugiati di tutto il mondo.
Il film è una delle rare collaborazioni pan-arabe, essendo stato prodotto dalla Syrian National Film Organization, con riprese effettuate in Siria.
Tewfik Saleh ha modificato il finale del romanzo, introducendo un simbolismo più esplicito: il battito delle mani e le grida dei protagonisti, intrappolati nella cisterna, rappresentano la resistenza e la voce dei rifugiati, un’aggiunta assente nell’opera originale.
Gli Ingannati è considerato una pietra miliare del cinema arabo e un documento storico che racconta le difficoltà vissute dai palestinesi, nonostante la sua distribuzione limitata e le difficoltà di restauro del materiale originale.
La rappresentazione delle condizioni di vita dei rifugiati palestinesi rimane rilevante anche oggi, in un'epoca in cui le crisi migratorie continuano a dominare il panorama globale. Il film trascende il suo contesto storico, invitando a una riflessione su temi di giustizia, solidarietà e responsabilità collettiva.
In definitiva, Gli Ingannati non è solo una denuncia sociale, ma anche un appello universale alla coscienza umana, dimostrando come il cinema possa essere un potente strumento per affrontare temi complessi e urgenti.
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Pimpinero - Morte e contrabbando (Pimpinero: Sangre y Gasolina) è un film del 2024 diretto da Andrés Baiz. ***
Pimpinero - Morte e contrabbando (Pimpinero: Sangre y Gasolina) è un thriller drammatico del 2024 diretto da Andrés Baiz, ambientato nel pericoloso mondo del contrabbando di benzina al confine tra Colombia e Venezuela. Il film è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival (TIFF) 2024 e distribuito successivamente su Amazon Prime Video.
La storia ruota intorno al traffico di benzina illegale, attività dominata dai "pimpineros". Al centro del racconto troviamo Juan (interpretato da Alejandro Speitzer), il più giovane di una famiglia di tre fratelli impegnati nel contrabbando. Dopo essere stato costretto a lavorare per un potente rivale, Juan si trova invischiato in una spirale di violenza e segreti che mettono a rischio non solo la sua vita, ma anche quella della sua famiglia. Diana (Laura Osma), la fidanzata di Juan, intraprende un viaggio per scoprire la verità su questo mondo pericoloso, spingendosi in un "no man's land" che rivela i lati più oscuri dell'umanità.
Andrés Baiz, noto per il suo lavoro in serie come Narcos, porta nel film il suo stile viscerale e realistico, enfatizzando la crudezza delle condizioni di vita nelle aree di confine e l’impatto emotivo dei dilemmi morali dei protagonisti. La fotografia, curata da Mateo Londono, cattura l’asprezza del paesaggio desertico, simbolo della desolazione e della lotta per la sopravvivenza.
Alejandro Speitzer: Juan, il protagonista intrappolato nel mondo del contrabbando.
Laura Osma: Diana, la fidanzata coraggiosa e determinata a scoprire la verità.
Alberto Guerra: un membro influente della famiglia di contrabbandieri.
Juanes: il celebre musicista colombiano qui in un ruolo secondario.
Judith Segura e David Noreña: personaggi chiave nell’organizzazione dei pimpineros.
Il film è prodotto da Dynamo Producciones, già nota per progetti internazionali di grande impatto, e la colonna sonora è firmata da Pedro Bromfman, che contribuisce a creare un’atmosfera intensa e tesa.
La trama si ispira al fenomeno reale del contrabbando di carburante nelle regioni di confine tra Colombia e Venezuela, dove il carburante viene trasportato illegalmente per contrastare le rigide politiche economiche.
Il film offre anche un forte commento sociale, evidenziando la lotta di classe, la corruzione e la sopravvivenza in condizioni estreme.
La performance di Alejandro Speitzer è stata lodata per la sua profondità emotiva, segnando un'importante svolta nella sua carriera internazionale.
Girato in location autentiche al confine colombiano-venezuelano, il film cattura in modo realistico le difficoltà quotidiane dei pimpineros.
Il film esplora temi di moralità, sacrificio e resilienza umana, mostrando come le persone siano spesso costrette a scelte difficili per sopravvivere. La relazione tra Juan e Diana rappresenta un filo di speranza in un contesto dominato dalla violenza e dalla disperazione.
Pimpinero - Morte e contrabbando si distingue come un ritratto potente e crudele di un mondo troppo spesso ignorato, riuscendo a bilanciare l’intensità del dramma con una narrazione avvincente
PRIME VIDEO
Ryuichi Sakamoto: Coda è un film documentario del 2017 diretto da Stephen Nomura Schible ***
Il regista Stephen Nomura Schible utilizza una narrazione visiva poetica, alternando interviste, sessioni di registrazione e immagini di Sakamoto nella sua quotidianità, per costruire un ritratto che è al contempo personale e universale. I momenti più toccanti del documentario si concentrano sulla relazione di Sakamoto con l’ambiente: il suo impegno contro il nucleare, nato dopo il disastro di Fukushima, e la sua profonda riflessione sul ruolo della musica in un mondo in crisi. La sua visita al sito devastato di Fukushima emerge come uno dei momenti più potenti del film, in cui il compositore riflette sull’impatto dell’uomo sulla natura e sulla necessità di trovare un equilibrio.
L’approccio minimalista e contemplativo del regista rispecchia lo stile di Sakamoto, creando un’esperienza cinematografica che è in sé un’opera d’arte. La camera segue il musicista in modo discreto, consentendo allo spettatore di entrare nella sua intimità, dalla sua casa-studio a New York alle foreste giapponesi dove registra i suoni della natura. L’attenzione ai dettagli sonori e visivi è centrale nel film, enfatizzando il legame indissolubile tra arte e vita.
Ryuichi Sakamoto: Coda non è solo un omaggio alla carriera di un artista straordinario, ma anche una riflessione profonda sulla mortalità, sulla resilienza e sulla capacità dell’arte di trasformare la sofferenza in bellezza. Il film cattura l’essenza del messaggio di Sakamoto: vivere con consapevolezza, trovare armonia nella dissonanza e lasciare un’impronta positiva nel mondo.
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4 film su Netflix
Il diritto di opporsi (Just Mercy) è un film del 2019 diretto da Destin Daniel Cretton.
Una donna promettente (Promising Young Woman) è un film del 2020 diretto da Emerald Fennell
Quei bravi ragazzi (Goodfellas) è un film del 1990 diretto da Martin Scorsese
L'ora più buia (Darkest Hour) è un film del 2017 diretto da Joe Wright.
Carry-On, (2024) un film di Jaume Collet-Serra ***
"Carry-On" è un film thriller diretto da Jaume Collet-Serra, noto per la sua abilità nel creare suspense e tensione in produzioni di grande successo come Orphan, Non-Stop, e Jungle Cruise. Questo film è una delle produzioni originali di Netflix e promette di aggiungere un'altra emozionante opera alla filmografia del regista.
La storia ruota intorno a Ethan Kopek, un agente della TSA (Transportation Security Administration) che viene coinvolto in una pericolosa cospirazione durante il suo turno alla vigilia di Natale. Ethan viene ricattato da una misteriosa figura, che lo obbliga a lasciar passare un pacco sospetto attraverso i controlli di sicurezza dell'aeroporto. Da qui si sviluppa una trama ricca di suspense e colpi di scena, in cui Ethan deve bilanciare le sue responsabilità come agente, i pericoli che il pacco potrebbe rappresentare e la minaccia personale che incombe su di lui.
Il film gioca sul costante senso di claustrofobia e tensione, tipico degli ambienti aeroportuali, sfruttando le paure universali legate alla sicurezza e al controllo. L'intreccio mescola elementi di thriller psicologico e d'azione, con momenti di introspezione che approfondiscono i dilemmi morali del protagonista.
Jaume Collet-Serra è noto per il suo stile visivo teso e dinamico, spesso caratterizzato da una regia fluida e un uso intenso della fotografia per creare un senso di urgenza e pericolo. In Carry-On, Collet-Serra utilizza lo spazio limitato dell'aeroporto come un vero e proprio "personaggio" nella storia, trasformando luoghi familiari in scenari di tensione crescente. Il film, inoltre, riflette il suo approccio al thriller: una miscela di emozioni umane autentiche e sequenze d'azione adrenaliniche.
Collet-Serra, che ha dimostrato la sua capacità di mantenere gli spettatori con il fiato sospeso in film come The Shallows e Unknown, porta in Carry-On la sua esperienza nel combinare storie personali intense con un ritmo narrativo serrato.
Il cast è guidato da Taron Egerton, interprete di Ethan Kopek. Egerton, noto per ruoli in film come Rocketman (che gli è valso un Golden Globe) e la saga Kingsman, porta il suo carisma e la sua versatilità a un ruolo più drammatico e complesso. Il suo Ethan è un personaggio combattuto, un uomo normale spinto a prendere decisioni straordinarie sotto una pressione estrema.
Tra gli altri membri del cast figurano:
Jason Bateman, in un ruolo misterioso legato al personaggio che ricatta Ethan. Bateman, celebre per il suo lavoro in Ozark e Arrested Development, qui interpreta un personaggio enigmatico e oscuro, lontano dai suoi soliti ruoli.
Sofia Carson, in un ruolo di supporto che aggiunge profondità emotiva alla storia, potenzialmente legata alla vita personale di Ethan o agli eventi principali.
Logan Marshall-Green, un attore spesso associato a thriller intensi, che potrebbe interpretare un alleato o un avversario nella trama.
Primo film di Netflix con Collet-Serra: Questo è il debutto del regista con Netflix, segnando un'espansione della sua carriera dopo aver lavorato con studi come Warner Bros. e Disney.
Riprese intense: Gran parte del film è stato girato in spazi chiusi per simulare l'ambiente aeroportuale. Ciò ha richiesto una pianificazione meticolosa per mantenere l'energia visiva e narrativa.
Un mix di generi: Carry-On combina il thriller tradizionale con elementi di film d'azione e dramma psicologico, offrendo una trama che tiene il pubblico costantemente sul filo del rasoio.
Data di uscita strategica: Con il suo ambientazione natalizia, il film è stato pianificato per una distribuzione durante il periodo delle festività, sfruttando il contrasto tra il calore del Natale e la tensione della trama.
Il film esplora diversi temi, tra cui:
Il dilemma morale: Ethan si trova intrappolato tra il suo dovere e la necessità di proteggere sé stesso e coloro che ama.
La vulnerabilità del sistema: Carry-On solleva interrogativi sul funzionamento dei sistemi di sicurezza e su quanto possano essere manipolati.
La resilienza umana: Il personaggio principale rappresenta la capacità degli individui di reagire di fronte a situazioni impossibili.
Carry-On è un thriller avvincente che si distingue per la regia sicura di Jaume Collet-Serra, il cast stellare e una trama che unisce azione e introspezione. Con un ritmo serrato e colpi di scena che tengono gli spettatori incollati allo schermo.
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L'ombra del vampiro (Shadow of the Vampire) è un film del 2000 diretto da E. Elias Merhige.
L'ombra del vampiro (Shadow of the Vampire) è un film del 2000 diretto da E. Elias Merhige che combina storia, fantasia e omaggio cinefilo. È un'opera che immagina eventi dietro le quinte della realizzazione di Nosferatu (1922), il capolavoro di Friedrich Wilhelm Murnau. Con una narrazione avvincente, un cast straordinario e una regia audace, il film esplora il confine tra realtà e finzione, rendendo omaggio alla magia del cinema e ai suoi aspetti più oscuri.
La storia si svolge nel 1921, durante la produzione del film Nosferatu, una delle prime e più celebri pellicole horror della storia. Murnau (interpretato da John Malkovich) è un regista visionario ossessionato dall'idea di creare il film perfetto. Per raggiungere un realismo assoluto, ingaggia Max Schreck (interpretato da Willem Dafoe) per il ruolo del vampiro Conte Orlok, presentandolo alla troupe come un attore meticoloso che interpreta il suo personaggio in modo immersivo.
Col progredire delle riprese, tuttavia, diventa evidente che Schreck non è un attore comune. La sua fisicità inquietante, la mancanza di contatti sociali e la sua fame di sangue reale suggeriscono che sia un vampiro autentico. Murnau è consapevole della natura mostruosa di Schreck, ma accetta di lavorare con lui in cambio della promessa che si nutrirà solo di membri non essenziali della troupe e che risparmierà l'attrice protagonista, Greta Schröder (Catherine McCormack).
Mentre la produzione procede, la tensione aumenta: Schreck minaccia di oltrepassare i limiti e le relazioni tra i membri della troupe si deteriorano. Nel climax, il desiderio di Murnau di completare il suo capolavoro si scontra con l'inevitabile natura predatoria di Schreck, portando a una conclusione cupa e inquietante.
E. Elias Merhige dirige il film con uno stile evocativo e atmosferico che cattura sia l'estetica espressionista di Nosferatu sia il fascino decadente degli anni '20. L'attenzione ai dettagli nella ricostruzione dei set e delle atmosfere rende l'opera un omaggio al cinema muto, ma anche un'esplorazione dei temi del sacrificio artistico e dell'ossessione creativa.
Merhige utilizza un tono gotico, giocando con luci e ombre in modo che ogni scena risulti carica di tensione e mistero. Il ritmo lento e deliberato enfatizza l'inquietudine crescente, mentre la regia è attenta a bilanciare il confine tra horror e ironia. L'approccio di Merhige rende il film più che una semplice biografia immaginaria: diventa una riflessione sul potere e sui compromessi che l'arte può richiedere.
Willem Dafoe offre una performance magistrale nei panni di Max Schreck. Con il volto pesantemente truccato, posture rigide e movimenti animaleschi, incarna un vampiro spaventoso ma anche tragico. Dafoe riesce a umanizzare Schreck, suggerendo che dietro la mostruosità si nasconda un'essenza vulnerabile e malinconica. La sua interpretazione gli valse una nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista.
John Malkovich interpreta Murnau con intensità e ambiguità. Il regista viene rappresentato come un uomo consumato dalla sua visione artistica, disposto a tutto pur di raggiungere la perfezione, anche a sacrificare vite umane. Malkovich cattura la dualità di Murnau: un genio creativo e un manipolatore spietato.
Catherine McCormack dà vita a Greta Schröder, attrice protagonista di Nosferatu, ritratta come un personaggio vanitoso ma vulnerabile. Il suo rapporto con Schreck diventa uno dei punti focali del film, rappresentando il conflitto tra finzione e realtà.
Eddie Izzard interpreta Gustav von Wangenheim, l'attore che ricoprì il ruolo di Hutter nel film originale. Izzard offre un tocco di leggerezza al film, bilanciando la tensione con momenti di humor nero.
Udo Kier e Cary Elwes completano il cast, aggiungendo profondità alla rappresentazione del team di produzione.
Il film si basa sull'idea che Schreck, l'attore che interpretò il Conte Orlok in Nosferatu, fosse così convincente da sembrare realmente un vampiro. Nel film di Merhige, questa suggestione diventa realtà.
Merhige rende omaggio a Nosferatu riproducendo fedelmente alcune scene iconiche del film del 1922. L'attenzione al dettaglio nella ricostruzione dei costumi, del trucco e delle scenografie rende L'ombra del vampiro un tributo visivo al capolavoro espressionista. Le tecniche di illuminazione, con ombre drammatiche e contrasti netti, riecheggiano lo stile di Murnau, immergendo lo spettatore in un'atmosfera che richiama l'epoca del cinema muto.
L'ossessione di Murnau per la verosimiglianza e l'autenticità viene amplificata nel film. Qui, il regista è disposto a fare un patto faustiano con un vero vampiro pur di realizzare la sua visione artistica. Questo tema sottolinea il conflitto tra etica e creatività, interrogandosi su quanto un artista possa spingersi per il proprio lavoro.
L'ossessione artistica: Il film esplora il prezzo che l'arte può richiedere, sia in termini personali che morali. Murnau rappresenta l'artista disposto a tutto per creare un'opera immortale, anche al costo della propria umanità.
Confine tra realtà e finzione: L'ombra dLa natura del vampiro: Schreck viene presentato come un essere antico e tragico, intrappolato nella sua condizione. La sua fame di sangue è parallela alla fame di Murnau per l'arte, suggerendo che entrambi sono consumati da desideri insaziabili.
Il potere del cinema: Il film riflette sull'impatto del cinema come forma d'arte, capace di immortalare momenti e idee, ma anche di richiedere sacrifici enormi.
ll vampiro gioca con l'idea che il cinema sia un mezzo capace di confondere la realtà con la rappresentazione. Schreck è sia un attore che una creatura autentica, e questa ambiguità si riflette nel film stesso.
La natura del vampiro: Schreck viene presentato come un essere antico e tragico, intrappolato nella sua condizione. La sua fame di sangue è parallela alla fame di Murnau per l'arte, suggerendo che entrambi sono consumati da desideri insaziabili.
Il potere del cinema: Il film riflette sull'impatto del cinema come forma d'arte, capace di immortalare momenti e idee, ma anche di richiedere sacrifici enormi.
La natura del vampiro: Schreck viene presentato come un essere antico e tragico, intrappolato nella sua condizione. La sua fame di sangue è parallela alla fame di Murnau per l'arte, suggerendo che entrambi sono consumati da desideri insaziabili.
Il potere del cinema: Il film riflette sull'impatto del cinema come forma d'arte, capace di immortalare momenti e idee, ma anche di richiedere sacrifici enormi.
L'ombra del vampiro è un film che unisce horror, dramma e metacinema in un racconto originale e suggestivo. Con interpretazioni straordinarie, una regia evocativa e un forte legame con Nosferatu, l'opera di E. Elias Merhige celebra il cinema come forma d'arte mentre esplora le sue ombre più oscure. È un tributo sia al genio di Murnau sia al potere inquietante del cinema di evocare il soprannaturale e il sublime.
In occasione dell'uscita del film Nosferatu (2024), scritto, diretto e co-prodotto da Robert Eggers.
Era mio figlio è un film del 2024 diretto da Savi Gabizon ****
"Era mio figlio" (2024), diretto da Savi Gabizon, è un dramma che esplora la perdita e il rimpianto attraverso la prospettiva di un uomo che scopre troppo tardi di essere padre. Si tratta di un adattamento in lingua inglese del film israeliano "Ga'agua" (2017), sempre diretto da Gabizon. In questa versione, la storia si sposta da Israele al Canada, ambientata nella suggestiva regione dell'Ontario.
Daniel Bloch, interpretato da Richard Gere, è un magnate sessantenne che vive una vita solitaria e agiata. Un incontro casuale con Alice (Diane Kruger), una sua ex fidanzata, sconvolge la sua esistenza: Alice gli rivela di aver avuto un figlio da lui, un ragazzo che però è già deceduto. Devastato dalla notizia e sopraffatto dai rimpianti, Daniel intraprende un viaggio emotivo per conoscere il figlio che non ha mai incontrato, parlando con le persone che hanno fatto parte della sua vita. In questo processo, riflette sulle scelte del passato e sul significato del legame familiare.
Savi Gabizon adatta la sua opera originale per un pubblico occidentale, cercando di catturare le dinamiche familiari e culturali in un contesto diverso. Il film combina introspezione emotiva e momenti di riflessione sui rapporti umani, sebbene la critica abbia sottolineato una certa indecisione tonale e la mancanza di realismo in alcuni personaggi.
Richard Gere: Daniel Bloch, il protagonista.
Diane Kruger: Alice, la donna che riappare nella vita di Daniel con una rivelazione sconvolgente.
Suzanne Clément: Rachel, una figura chiave nel percorso di Daniel.
Tomaso Sanelli: Allen, il figlio deceduto, la cui memoria guida l'intera narrazione.
Il titolo originale "Ga'agua" deriva dal Talmud e si riferisce a un senso di nostalgia o desiderio di casa, un tema centrale nel film.
La versione inglese del film ha spostato l'ambientazione in Canada per rendere la storia più universale.
Nonostante l'alto potenziale emotivo, il film ha ricevuto recensioni miste. Su Rotten Tomatoes, ha ottenuto un punteggio del 30%, con critiche per i personaggi poco approfonditi e una narrazione non sempre convincente.
L'interpretazione di Richard Gere è stata apprezzata per il suo fascino, ma il personaggio di Diane Kruger è stato considerato penalizzato da alcune scelte narrative. La critica ha lodato il coraggio del regista nel trattare il tema del lutto genitoriale, ma ha rilevato limiti nell'esecuzione generale.
"Era mio figlio" è un film che invita lo spettatore a riflettere sull'importanza dei legami familiari e sul rimpianto delle occasioni perdute, anche se non sempre riesce a bilanciare il suo potenziale emotivo con una narrazione coesa e credibile.
SKY/NOW
Zen sul ghiaccio sottile è un film del 2018 diretto da Margherita Ferri. ***
"Zen sul ghiaccio sottile" è un film drammatico del 2018 diretto da Margherita Ferri, un'opera prima che esplora temi di identità, appartenenza e accettazione. Ecco un approfondimento sulla trama, la regia, gli attori e alcune curiosità.
Il film segue la storia di Maia, soprannominata Zen, una ragazza diciassettenne che vive in un piccolo paese dell’Appennino emiliano. Maia è diversa dagli altri adolescenti: preferisce indossare abiti maschili e giocare a hockey su ghiaccio con la squadra locale composta solo da ragazzi. Questo la rende bersaglio di bullismo e scherni da parte dei suoi coetanei, che non accettano la sua identità e il suo modo di essere.
La vita di Maia cambia quando incontra Vanessa, una ragazza più popolare ma con un lato vulnerabile nascosto. Vanessa, a causa di problemi familiari, si rifugia a casa di Maia, e tra le due nasce un legame intenso che va oltre la semplice amicizia. Attraverso questa relazione, Maia comincia un percorso di autoaccettazione, scoprendo nuove sfumature di sé stessa e affrontando le sue paure.
Margherita Ferri esordisce con un film che affronta temi delicati come l'identità di genere e l'accettazione in un contesto rurale e spesso ostile. Ferri adotta uno stile narrativo intimo e realistico, con un forte focus sui paesaggi montani che riflettono il senso di isolamento e oppressione vissuto dalla protagonista. L’uso delle riprese naturalistiche e la fotografia fredda sottolineano l’asprezza dell’ambiente in cui Maia cresce, mentre i momenti più delicati tra le due protagoniste sono ripresi con calore e intimità.
Il film è stato presentato nella sezione Biennale College alla 75ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove ha ricevuto un'accoglienza positiva per il coraggio nell’affrontare argomenti ancora poco rappresentati nel cinema italiano.
Eleonora Conti interpreta Maia/Zen, offrendo una performance intensa e sfaccettata. Il suo ritratto di un'adolescente in cerca di sé stessa è stato lodato per autenticità e sensibilità.
Susanna Acchiardi è Vanessa, la ragazza che aiuta Maia a scoprire una nuova prospettiva sulla sua identità. Anche la sua interpretazione è stata apprezzata per la capacità di trasmettere fragilità e forza.
Fabrizia Sacchi e Andrea Vergoni compaiono in ruoli secondari ma significativi, contribuendo a costruire il contesto familiare e sociale della protagonista.
Tematiche LGBTQ+ nel cinema italiano: "Zen sul ghiaccio sottile" è uno dei pochi film italiani a trattare l'identità di genere in modo diretto e realistico. L’opera si distingue per il suo approccio empatico e la mancanza di stereotipi.
Produzione: Il film è stato realizzato con un budget contenuto grazie al programma Biennale College Cinema, che supporta giovani registi nell’esordio cinematografico.
Titolo simbolico: Il titolo richiama la condizione precaria di Maia, sia fisicamente che emotivamente, in bilico tra un'identità che cerca di emergere e un ambiente che la schiaccia.
Luoghi delle riprese: Le scene sono state girate negli Appennini emiliani, un’ambientazione scelta per sottolineare il senso di isolamento della protagonista. I paesaggi innevati e l’arena di ghiaccio sono elementi centrali che amplificano il tema del freddo, sia atmosferico che emotivo.
Ricezione critica: Il film è stato accolto con favore dalla critica per la sua originalità e per la capacità di affrontare temi complessi con delicatezza. È stato considerato un passo avanti per la rappresentazione di giovani LGBTQ+ nel cinema italiano.
Margherita Ferri: La regista ha dichiarato che l'idea del film è nata dall'osservazione di come le piccole comunità possano essere sia luoghi di oppressione che spazi per connessioni umane autentiche. La sua esperienza personale ha influenzato la narrazione, rendendola particolarmente intima.
Premi e riconoscimenti: Oltre alla selezione alla Mostra di Venezia, il film ha partecipato a numerosi festival internazionali, ottenendo riconoscimenti per la regia e l'interpretazione di Eleonora Conti.
"Zen sul ghiaccio sottile" è un film che racconta una storia universale di accettazione e crescita, ambientata in un contesto unico e spesso ignorato. Con una regia sensibile e attori straordinari, Margherita Ferri ha creato un'opera che non solo dà voce a una generazione di giovani in cerca di identità, ma anche sottolinea l'importanza dell'empatia e della comprensione reciproca.
MUBI
Look Back (2024) film manga di Tatsuki Fujimoto. ****
Look Back è un film d'animazione giapponese del 2024, diretto da Shingo Natsume e basato sull'omonimo manga one-shot di Tatsuki Fujimoto, famoso autore di opere come Chainsaw Man e Fire Punch. Il film è stato prodotto da Studio Pierrot ed è distribuito da GKIDS, con una colonna sonora originale di Kensuke Ushio, già noto per i suoi lavori in A Silent Voice e Devilman Crybaby. La pellicola ha debuttato nei cinema giapponesi e internazionali a fine 2024 ed è disponibile in streaming su Prime Video.
La storia segue due giovani ragazze, Fujino e Kyomoto, che condividono una passione per il disegno di manga. Fujino è un'artista talentuosa e popolare tra i suoi coetanei, ma quando vede il lavoro di Kyomoto, una compagna introversa e riservata, si sente ispirata e spronata a migliorare le sue capacità. Nonostante le differenze caratteriali, le due instaurano un legame profondo, unito dalla loro dedizione all'arte.
La narrazione esplora la complessità della loro amicizia e la traiettoria della loro crescita personale e professionale. Eventi drammatici e inaspettati mettono alla prova il loro rapporto, costringendo Fujino a riflettere sull'importanza del tempo passato insieme e sul significato di andare avanti nonostante le perdite. La trama si sviluppa con delicatezza, alternando momenti toccanti a riflessioni sulla vita, l'arte e il potere delle connessioni umane.
Shingo Natsume, già noto per il suo lavoro in One-Punch Man, ha diretto il film mantenendo uno stile visivo fedele al tratto distintivo di Tatsuki Fujimoto, arricchendolo con animazioni fluide e un uso evocativo della luce e dei colori. Kensuke Ushio ha composto una colonna sonora che amplifica l'emozione delle scene, contribuendo a immergere lo spettatore nell'intimità della storia.
Per il doppiaggio, le attrici Kana Hanazawa e Aoi Yūki prestano le loro voci rispettivamente a Fujino e Kyomoto, offrendo interpretazioni commoventi che danno vita alle protagoniste. La loro alchimia vocale è stata particolarmente apprezzata per la capacità di esprimere i sentimenti complessi e la crescita emotiva dei personaggi.
Fedeltà al Manga: L'adattamento ha ricevuto elogi per essere rimasto fedele al manga originale, pur espandendo alcune scene per approfondire la psicologia dei personaggi. L'animazione si distingue per il suo stile minimalista ma emotivamente potente.
Temi Universali: Look Back tocca temi profondi come il lutto, l'importanza dei sogni e il valore delle relazioni, rendendolo un'opera accessibile anche a chi non è familiare con l'animazione giapponese.
Successo Critico: Il film è stato acclamato dalla critica per la sua capacità di raccontare una storia breve ma intensa, unendo narrazione visiva e sonora in modo armonioso. È stato definito "una riflessione straziante e bellissima sulla memoria e sull'arte" da diverse recensioni internazionali.
Prospettive Future: L'entusiasmo generato da questo film ha alimentato le speranze per un possibile adattamento animato di un'altra opera di Fujimoto, Goodbye, Eri, una storia altrettanto complessa ed emozionante.
Look Back è un'opera che celebra il potere dell'arte e dell'amicizia, mescolando introspezione e bellezza visiva. Si tratta di un film che, pur essendo radicato nella cultura giapponese del manga, affronta questioni universali con una delicatezza che ha il potenziale di colpire il cuore di chiunque. È una visione imperdibile per gli amanti dell'animazione e delle storie emozionalmente coinvolgenti.
PRIME VIDEO
Kraven - Il Cacciatore (2024) Regia di J.C. Chandor ***
"Kraven - Il Cacciatore" è un film del 2024 diretto da J.C. Chandor, noto per lavori come Triple Frontier e 1981: Indagine a New York. È uno spin-off dell'universo Marvel legato a Spider-Man, prodotto da Sony Pictures, e si concentra sul celebre villain dei fumetti, Sergei Kravinoff, alias Kraven.
Il film racconta le origini di Sergei Kravinoff, interpretato da Aaron Taylor-Johnson. Cresciuto in una famiglia travagliata, Sergei sviluppa un'ossessione per diventare il cacciatore più letale del mondo. La storia esplora il conflitto interno del protagonista, un predatore naturale con un codice morale controverso: per mantenere l'ordine, non esita a "cacciare il branco", una filosofia che lo porta a scontrarsi con gli esseri umani.
Oltre a Sergei, il film introduce altri personaggi significativi:
Russell Crowe interpreta il padre autoritario di Sergei.
Ariana DeBose è Calypso, una sacerdotessa vudù legata al protagonista.
Christopher Abbott veste i panni di un antagonista chiamato "The Foreigner".
Alessandro Nivola appare come Rhino, un altro nemico storico di Spider-Man.
Fred Hechinger interpreta Dmitri Smerdyakov, noto come Camaleonte nei fumetti.
Il film, classificato vietato ai minori di 14 anni, è caratterizzato da violenza grafica e toni cupi, rappresentando una rottura rispetto ad altri titoli dello Spider-Man Universe. Chandor ha dichiarato di aver voluto un approccio realistico e coinvolgente, mantenendo fedeltà ai fumetti pur offrendo una nuova prospettiva narrativa. Nei primi otto minuti, mostrati in anteprima, Kraven affronta un gruppo di nemici e fugge atleticamente da una prigione, introducendo il pubblico a un'azione brutale e intensa.
Questo è il primo film dedicato interamente a Kraven, creato da Stan Lee e Steve Ditko nel 1964.
L'uso di erbe speciali che donano a Kraven forza e agilità sovrumane è un elemento tratto direttamente dai fumetti.
Il film stabilisce un record come il più lungo dell'universo di Sony legato a Spider-Man, con una durata superiore a 100 minuti
"Kraven - Il Cacciatore" rappresenta un tentativo di approfondire i personaggi Marvel con uno stile narrativo unico, promettendo una visione diversa dai classici cinecomics. L'uscita italiana è prevista per l'11 dicembre 2024.
IN SALA
tales of babylon (2023) regia di Pelayo De Lario ***
Tales of Babylon è un film del 2023 diretto da Pelayo De Lario, una crime story ambientata a Londra che mescola violenza, umorismo e dramma. La pellicola, prodotta da Groucho Arts ed Ealing Productions, esplora temi di criminalità, famiglia e redenzione, con un approccio originale e una narrazione frammentata.
La storia ruota attorno a due fratelli in fuga dal loro violento nonno mafioso. Durante il loro viaggio, incontrano una coppia di sicari con un'insolita passione per il teatro. Insieme, i quattro si immergono in un mondo fatto di crimine e violenza, ma anche di ricerca di un nuovo inizio. La vicenda, che si sviluppa sullo sfondo di una Londra moderna e caotica, intreccia ironia e intensità, creando un ritratto di quella che potrebbe essere definita una "Babilonia contemporanea"
Il cast include attori come Clive Russell, Billie Gadsdon, Ray Calleja, Aaron Cobham, e Maria Crittell. La fotografia è curata da Philippe Stenier, mentre la colonna sonora è composta da Oscar Senen. Il montaggio è opera di Azem Kola, e la scenografia e i costumi sono stati realizzati da Alex Azabal.
Pelayo De Lario, regista e sceneggiatore del film, è un giovane talento britannico. Dopo il successo del suo primo film Jack, realizzato con un micro-budget durante il lockdown, ha consolidato la sua reputazione con Tales of Babylon. Il regista è stato selezionato come membro del BAFTA nel 2023, un riconoscimento che testimonia il suo crescente rilievo nel panorama cinematografico internazionale.
Il film è stato presentato in anteprima al British Independent Film Festival e successivamente al Rome Independent Film Festival (RIFF), dove è stato accolto positivamente per la sua energia e il suo stile non convenzionale.
Tales of Babylon è un mix di generi, che combina elementi di commedia nera e film noir, con dialoghi ricchi di ironia e situazioni al limite dell’assurdo.
La produzione si distingue per la capacità di utilizzare in modo efficace risorse limitate, creando un universo narrativo credibile e avvincente.
Il film affronta tematiche profonde come il legame familiare, la fuga dalle proprie radici e la possibilità di redenzione. Tuttavia, queste questioni sono inserite in un contesto narrativo vivace e a tratti surreale, che si distingue per dialoghi taglienti e una struttura episodica. La rappresentazione di Londra come una moderna Babilonia evidenzia il caos e la complessità della vita metropolitana.Con il suo secondo lungometraggio, Pelayo De Lario dimostra una notevole capacità di raccontare storie in modo fresco e coinvolgente, consolidando la sua posizione tra i nuovi autori da tenere d’occhio. Tales of Babylon è un film che piacerà agli amanti delle crime story non convenzionali, arricchite da una buona dose di ironia e stile.
Paramount+
Il paradiso del pavone è un film drammatico del 2021 diretto da Laura Bispuri. ***
Il paradiso del pavone è un film drammatico del 2021 diretto da Laura Bispuri, una regista italiana conosciuta per il suo approccio intimista e sensibile alla narrazione. Il film esplora dinamiche familiari, conflitti interiori e i legami profondi che uniscono e separano le persone.
La storia si svolge durante un pranzo di famiglia in una casa al mare, dove si riuniscono personaggi che portano con sé tensioni e segreti. Nella vicenda, si inserisce la figura di un pavone che diventa un simbolo centrale della narrazione. Il pavone, con la sua maestosità e fragilità, rappresenta la bellezza e la complessità dei rapporti umani.
Il film segue le interazioni tra i membri della famiglia, mostrando con delicatezza e realismo le difficoltà di comunicazione, i silenzi e le incomprensioni. Ogni personaggio ha il suo mondo interiore, che lentamente emerge attraverso sguardi, dialoghi e azioni sottili.
Laura Bispuri, già acclamata per opere come Vergine giurata (2015) e Figlia mia (2018), porta la sua sensibilità registica anche in Il paradiso del pavone. La regia si caratterizza per una narrazione introspettiva, con un uso accurato della macchina da presa che cattura dettagli e atmosfere. Bispuri si concentra sul volto dei personaggi, sulle loro espressioni e gesti, per rivelare i loro stati emotivi più profondi.
Il film si avvale di una fotografia calda e naturale, che riflette l'intimità degli ambienti e il contesto domestico. La regista utilizza sapientemente il silenzio e i tempi dilatati per dare spazio alle emozioni e creare un senso di sospensione.
Il film presenta un cast corale, con interpretazioni intense e sfumate. Tra gli attori principali troviamo:
Maya Sansa, una delle attrici italiane più apprezzate, nota per la sua capacità di interpretare ruoli complessi.
Dominique Sanda, attrice francese con una lunga carriera internazionale, che aggiunge un tocco di eleganza al film.
Leonardo Lidi, emergente nel panorama cinematografico italiano, che offre una performance autentica.
Fabrizio Ferracane, noto per la sua presenza scenica e intensità interpretativa.
Ogni attore contribuisce a creare un ritratto collettivo credibile, in cui le diverse generazioni si confrontano e si scontrano.
Il film affronta temi universali come il senso di appartenenza, il peso delle aspettative familiari e il desiderio di libertà. La figura del pavone diventa una metafora per la bellezza e la complessità della vita, oltre che per la fragilità dei rapporti umani. L’opera invita lo spettatore a riflettere sulla difficoltà di comprendere pienamente gli altri, anche all'interno di una famiglia.
Il pavone utilizzato nel film è stato addestrato per interagire con gli attori, creando momenti di grande autenticità.
Il titolo richiama l’ambiente quasi onirico in cui si svolge la vicenda, dove natura e umanità si incontrano.
Laura Bispuri ha dichiarato che il film è stato ispirato da esperienze personali e da un desiderio di raccontare le dinamiche familiari in modo realistico ma poetico.
La pellicola è stata presentata al Festival di Venezia 2021, dove ha ricevuto apprezzamenti per la sua delicatezza e profondità.
Il film adotta uno stile narrativo contemplativo, che si concentra più sulle emozioni che sull'azione. Gli spettatori vengono immersi in un microcosmo familiare, dove i dettagli quotidiani acquistano un significato simbolico. La sceneggiatura è ricca di dialoghi minimali, che lasciano spazio all'interpretazione e alla riflessione.
Il paradiso del pavone ha ricevuto recensioni positive per la sua capacità di catturare la complessità dei rapporti umani. La critica ha elogiato la regia di Laura Bispuri e le performance del cast, evidenziando come il film riesca a trasmettere emozioni profonde con grande naturalezza.
In conclusione, Il paradiso del pavone è un'opera che esplora le sfumature delle relazioni umane attraverso una regia sensibile e un cast di talento. La sua poetica visiva e narrativa lo rende un film che invita alla riflessione e lascia un'impressione duratura.
MUBI
Hayao Miyazaki e l'Airone (宮崎駿と青サギと… ~「君たちはどう生きるか」への道~? (2024) di Kaku Arakawa ***
Il documentario Hayao Miyazaki e l'Airone (titolo originale: Hayao Miyazaki: The Boy and the Heron Chronicles) diretto da Kaku Arakawa, rappresenta un’opera unica che getta luce sul processo creativo e sulla personalità di uno dei più grandi maestri dell’animazione, Hayao Miyazaki. Questo documentario offre uno sguardo intimo sul dietro le quinte della realizzazione di The Boy and the Heron (Kimitachi wa Dō Ikiru ka), il film che ha segnato il ritorno del regista dopo una temporanea pensione. Non solo, l'opera riflette anche sulla sua carriera, la filosofia artistica e l’eredità che Miyazaki ha costruito nel corso di decenni.
Kaku Arakawa, collaboratore di lunga data di Miyazaki, ha avuto accesso esclusivo alla vita privata e professionale del regista. Questo gli ha permesso di catturare momenti autentici e rari, offrendo agli spettatori un ritratto autentico del cineasta, noto per la sua riservatezza. Il documentario esplora non solo il Miyazaki artista, ma anche l’uomo dietro i capolavori, con le sue insicurezze, le sue ossessioni e il suo instancabile desiderio di raccontare storie.
Attraverso interviste, immagini di repertorio e scene inedite dai laboratori dello Studio Ghibli, il film svela come Miyazaki concepisce i suoi film, il suo approccio rigoroso al lavoro e la sua capacità di trasformare le sue esperienze personali in opere di fantasia universale.
Il documentario esplora come The Boy and the Heron si inserisca nella poetica più ampia di Miyazaki, riflettendo sulle tematiche che hanno caratterizzato tutta la sua carriera:
Il rapporto uomo-natura
Miyazaki ha sempre mostrato una profonda preoccupazione per l'ambiente e la sostenibilità. Film come Nausicaä della Valle del vento e Principessa Mononoke sono esempi di come l’interazione tra umanità e natura sia spesso conflittuale ma essenziale. Nel documentario, Miyazaki parla della sua convinzione che l’animazione possa sensibilizzare le persone su queste tematiche.
L'importanza dell’immaginazione
Per Miyazaki, l'immaginazione è un mezzo per esplorare i confini dell’esperienza umana. Questo si riflette in film come La città incantata e Il castello errante di Howl, dove mondi fantastici diventano lo sfondo per raccontare storie profondamente umane.
La memoria storica
Molte delle opere di Miyazaki sono influenzate dalla storia giapponese e dalla sua stessa infanzia, trascorsa durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. In The Boy and the Heron, questa memoria si manifesta attraverso un’ambientazione che richiama il Giappone degli anni ’40, mescolando elementi autobiografici e fantastici.
La forza delle donne
I personaggi femminili di Miyazaki sono spesso forti, indipendenti e al centro delle sue storie. Nel documentario, Arakawa sottolinea come questa scelta sia il riflesso di un profondo rispetto di Miyazaki per le donne e per il loro ruolo nella società.
La forza delle donne
I personaggi femminili di Miyazaki sono spesso forti, indipendenti e al centro delle sue storie. Nel documentario, Arakawa sottolinea come questa scelta sia il riflesso di un profondo rispetto di Miyazaki per le donne e per il loro ruolo nella società.
La memoria storica
Molte delle opere di Miyazaki sono influenzate dalla storia giapponese e dalla sua stessa infanzia, trascorsa durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. In The Boy and the Heron, questa memoria si manifesta attraverso un’ambientazione che richiama il Giappone degli anni ’40, mescolando elementi autobiografici e fantastici.
La forza delle donne
I personaggi femminili di Miyazaki sono spesso forti, indipendenti e al centro delle sue storie. Nel documentario, Arakawa sottolinea come questa scelta sia il riflesso di un profondo rispetto di Miyazaki per le donne e per il loro ruolo nella società.
Quando Miyazaki annunciò il suo ritorno con The Boy and the Heron, molti lo considerarono il suo ultimo grande capolavoro. Il documentario si concentra proprio sulla genesi di questo film, ispirato al romanzo giapponese Kimitachi wa Dō Ikiru ka di Genzaburō Yoshino, e al tempo stesso fortemente autobiografico.
Nel documentario, Arakawa mostra come The Boy and the Heron rappresenti per Miyazaki una riflessione sulla vita, sulla morte e sul rapporto tra immaginazione e realtà. Si tratta di un film che, più di ogni altro, incarna la sintesi delle tematiche ricorrenti del regista: il rapporto uomo-natura, il senso di perdita e il desiderio di scoprire nuovi mondi.
Attraverso il processo creativo, il documentario evidenzia il perfezionismo di Miyazaki, che cura ogni dettaglio, dall’ideazione della storia al design dei personaggi, fino alla scelta delle tonalità cromatiche che definiscono l’atmosfera del film. Questa attenzione maniacale riflette la sua convinzione che ogni elemento visivo debba contribuire a raccontare una storia che sia al contempo emozionante e significativa.
Uno degli aspetti più affascinanti del documentario è l’approfondimento sul metodo di lavoro di Miyazaki. Il regista non utilizza sceneggiature tradizionali: ogni suo film nasce attraverso storyboard dettagliati, che vengono costantemente modificati durante la produzione. Questo approccio dinamico permette al regista di mantenere una connessione diretta con il processo creativo e di adattare la storia in base a nuove idee e intuizioni.
Arakawa riprende momenti in cui Miyazaki disegna e ridisegna instancabilmente le scene, discutendo con i suoi collaboratori e affrontando le sfide tecniche ed emotive che accompagnano la creazione di un film d’animazione. Il documentario mette in evidenza anche l'importanza della collaborazione all'interno dello Studio Ghibli, un luogo dove il talento di Miyazaki è supportato da un team di artisti e tecnici eccezionali.
Hayao Miyazaki e l'Airone non è solo un tributo a un maestro dell’animazione, ma anche una celebrazione dell’arte stessa. Attraverso la lente di Arakawa, lo spettatore può comprendere meglio il processo che trasforma una semplice idea in un capolavoro visivo. Dall’uso del disegno a mano alla creazione di mondi complessi e affascinanti, il documentario mostra come ogni dettaglio sia il risultato di un lavoro artigianale che richiede tempo, dedizione e passione.
Con Hayao Miyazaki e l'Airone, Kaku Arakawa offre agli spettatori un accesso senza precedenti alla mente e al cuore di Hayao Miyazaki. Il documentario non è solo un viaggio nel processo creativo di uno dei più grandi registi viventi, ma anche una riflessione profonda sulla forza dell’immaginazione e sul potere delle storie di ispirare e trasformare. È un’opera imperdibile per chiunque ami il cinema, l’animazione e l’arte in tutte le sue forme.
Oltre agli aspetti creativi, il documentario offre anche un ritratto personale di Miyazaki. Arakawa cattura momenti di introspezione, in cui il regista riflette sul significato della sua carriera e sul futuro dell'animazione. Nonostante il suo successo globale, Miyazaki si mostra spesso critico verso sé stesso e i suoi lavori, rivelando un lato umano che rende il suo genio ancora più affascinante.
Il film esplora anche il rapporto tra Miyazaki e suo figlio Gorō, anch’egli regista presso lo Studio Ghibli. La loro relazione, a volte conflittuale, è un elemento centrale nella vita di Miyazaki e nel suo modo di intendere l’eredità artistica.
Un tema ricorrente nel documentario è l'eredità di Miyazaki. Come verrà ricordato il suo lavoro? E cosa succederà allo Studio Ghibli dopo di lui? Arakawa affronta queste domande attraverso interviste con colleghi, critici e fan, che offrono prospettive diverse sull’impatto culturale di Miyazaki.
Il regista stesso, pur essendo consapevole del suo ruolo iconico, appare più interessato a continuare a creare piuttosto che a riflettere sul passato. Questo spirito instancabile è ciò che ha reso Miyazaki una figura così unica nel panorama cinematografico mondiale.
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Hayao Miyazaki: I Capolavori del Maestro dell’Animazione Giapponese
Hayao Miyazaki: I Capolavori del Maestro dell’Animazione Giapponese
Hayao Miyazaki è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi registi di animazione nella storia del cinema. Cofondatore dello Studio Ghibli, ha realizzato film che combinano una narrativa straordinaria, una profonda comprensione dell’umanità e una bellezza visiva senza pari. Ogni sua opera è un capolavoro che mescola temi universali, mondi fantastici e una cura meticolosa per i dettagli. Ecco un'analisi dei principali film del maestro.
1. Nausicaä della Valle del vento (1984)
Nausicaä della Valle del vento è considerato il primo grande lavoro di Miyazaki, nonostante sia stato realizzato prima della fondazione dello Studio Ghibli. Il film, tratto dal manga omonimo scritto dallo stesso Miyazaki, racconta la storia di Nausicaä, una principessa coraggiosa che cerca di ristabilire l’equilibrio tra l’umanità e una natura devastata.
Temi principali:
La lotta contro la distruzione ambientale.
La necessità di convivenza tra esseri umani e natura.
L’eroismo femminile.
Con il suo messaggio ecologista e una protagonista forte e carismatica, Nausicaä ha posto le basi per molti dei temi ricorrenti nelle opere successive di Miyazaki.
2. Laputa - Castello nel cielo (1986)
Primo film prodotto dallo Studio Ghibli, Laputa racconta la storia di Pazu e Sheeta, due giovani che cercano di trovare una mitica città volante. La narrazione combina elementi steampunk con un’avventura epica.
Temi principali:
Il progresso tecnologico e i suoi pericoli.
La ricerca della conoscenza e il rispetto per il passato.
L’importanza della collaborazione e dell’amicizia.
Le sequenze visive mozzafiato, unite a una colonna sonora evocativa, rendono questo film un’esperienza memorabile.
3. Il mio vicino Totoro (1988)
Uno dei film più amati di Miyazaki, Il mio vicino Totoro è una storia delicata e toccante che segue le avventure di due sorelle, Satsuki e Mei, che si trasferiscono in campagna e incontrano creature magiche, tra cui il famoso Totoro.
Temi principali:
L’infanzia e l’immaginazione.
Il rapporto tra famiglia e natura.
La resilienza nei momenti difficili.
Nonostante l’apparente semplicità della trama, il film cattura emozioni profonde e universali, rendendolo un classico intramontabile.
4. Kiki - Consegne a domicilio (1989)
Kiki - Consegne a domicilio segue la giovane strega Kiki nel suo viaggio di crescita personale mentre cerca di trovare il proprio posto nel mondo.
Temi principali:
L’indipendenza e la scoperta di sé.
Il confronto con le difficoltà della vita adulta.
La gentilezza e la comunità.
Questo film riflette la capacità di Miyazaki di creare storie che parlano tanto ai bambini quanto agli adulti.
5. Porco Rosso (1992)
Ambientato in un’Italia immaginaria tra le due guerre mondiali, Porco Rosso racconta la storia di un pilota di caccia trasformato in un maiale antropomorfo. Il film è un omaggio agli aviatori e all’era d’oro dell’aviazione.
Temi principali:
Il senso di colpa e la redenzione.
L’amore per il volo.
L’anticonformismo.
Con il suo tono più maturo e una vena di malinconia, Porco Rosso è un’opera unica nella filmografia di Miyazaki.
6. Principessa Mononoke (1997)
Uno dei film più complessi e intensi di Miyazaki, Principessa Mononoke esplora il conflitto tra uomini e natura attraverso la storia di Ashitaka, un giovane principe, e San, una ragazza allevata dai lupi.
Temi principali:
La distruzione ambientale e l’avidità umana.
L’equilibrio tra progresso e natura.
La lotta tra bene e male come realtà sfumata.
Con sequenze epiche e una narrazione ricca di simbolismo, questo film ha consolidato la fama internazionale di Miyazaki.
7. La città incantata (2001)
Considerato da molti il capolavoro assoluto di Miyazaki, La città incantata ha vinto l’Oscar per il miglior film d’animazione ed è un viaggio onirico attraverso il mondo degli spiriti. La giovane Chihiro si trova a lavorare in una strana spa per spiriti per salvare i suoi genitori, trasformati in maiali.
Temi principali:
Il passaggio dall’infanzia all’età adulta.
Il consumismo e la perdita di identità.
La resilienza e la crescita personale.
Ogni fotogramma del film è ricco di dettagli e significati, rendendolo un’esperienza visiva e emotiva unica.
8. Il castello errante di Howl (2004)
Basato sul romanzo di Diana Wynne Jones, Il castello errante di Howl segue le avventure di Sophie, una giovane donna trasformata in un’anziana da una maledizione, e del mago Howl. Il film mescola romanticismo, magia e critica sociale.
Temi principali:
L’importanza dell’autostima e dell’amore.
La guerra e il suo impatto devastante.
Il potere della trasformazione personale.
Le straordinarie ambientazioni e la storia coinvolgente rendono questo film un altro trionfo per Miyazaki.
9. Ponyo sulla scogliera (2008)
Ponyo sulla scogliera è una storia tenera e colorata che segue Ponyo, un pesce rosso magico, e il suo amico umano Sosuke. Il film esplora il legame tra i due e il loro viaggio in un mondo influenzato dal mare.
Temi principali:
La natura e il ciclo della vita.
L’amicizia e la fiducia.
La magia dell’infanzia.
Con uno stile visivo più semplice ma straordinariamente efficace, Ponyo è un film perfetto per spettatori di tutte le età.
10. Si alza il vento (2013)
Ultimo film prima del temporaneo ritiro di Miyazaki, Si alza il vento è un’opera biografica ispirata alla vita di Jirō Horikoshi, il progettista degli aerei Zero usati nella Seconda Guerra Mondiale.
Temi principali:
La passione per la creazione.
Il conflitto tra etica e ambizione.
L’amore e la perdita.
Con un tono più adulto e realistico, Si alza il vento è una meditazione sul significato dell’arte e della vita.
11. The Boy and the Heron (2023)
The Boy and the Heron segna il ritorno di Miyazaki dopo dieci anni di assenza. Il film, autobiografico e profondamente simbolico, racconta la storia di Mahito, un ragazzo che esplora un mondo fantastico in seguito a un lutto.
Temi principali:
La vita e la morte.
La resilienza emotiva.
La fusione tra realtà e fantasia.
Con The Boy and the Heron, Miyazaki dimostra ancora una volta la sua maestria nel creare narrazioni che parlano al cuore degli spettatori.
L’Impatto di Miyazaki
Hayao Miyazaki non è solo un regista, ma un narratore universale che ha saputo affrontare temi complessi con sensibilità e immaginazione. I suoi film trascendono i confini culturali e generazionali, offrendo lezioni di vita e bellezza visiva che continuano a ispirare milioni di persone. Lo Studio Ghibli, sotto la sua guida, è diventato sinonimo di eccellenza nell’animazione, e la sua eredità continuerà a vivere attraverso i suoi capolavori per le generazioni future.
Passion (2008). Il film di Ryusuke Hamaguchi. ***
Ryusuke Hamaguchi, noto per il suo stile intimo e analitico, ha debuttato con Passion nel 2008, un film che esplora le dinamiche complesse delle relazioni interpersonali, un tema che avrebbe ulteriormente approfondito nei suoi lavori successivi, come Drive My Car (2021). Questo film, realizzato come progetto di laurea per la Tokyo University of the Arts, offre uno sguardo sofisticato su come amore, amicizia e tradimento influenzino il tessuto emotivo dei suoi personaggi.
Passion si concentra su un gruppo di giovani adulti, le cui vite vengono scosse durante una cena apparentemente normale. L'evento, organizzato per celebrare il fidanzamento di Kaho e Tomoya, porta alla luce una serie di segreti e tensioni che mettono a nudo le loro fragilità emotive.
Durante la serata, Kaho e Tomoya annunciano la loro decisione di sposarsi, ma la notizia non è accolta come previsto. Le reazioni degli amici presenti, che includono Takako, Akihiko, e altri membri del loro cerchio sociale, svelano una rete di sentimenti repressi, gelosie e tradimenti. I personaggi si confrontano su cosa significhi amare e essere amati, mostrando come il desiderio e la vulnerabilità possano trasformare anche le relazioni più solide in fragili illusioni.
La storia si sviluppa attraverso dialoghi intensi e momenti di silenzio carichi di tensione, mettendo in evidenza i dilemmi morali dei personaggi e i loro sforzi per navigare le complessità emotive della vita moderna. L'annuncio del fidanzamento diventa il catalizzatore per una serie di eventi che metteranno alla prova non solo le relazioni di coppia, ma anche le amicizie che sembravano indistruttibili.
Ryusuke Hamaguchi adotta un approccio minimalista e realistico, che privilegia dialoghi lunghi e ricchi di sfumature. Con una regia discreta e attenta, il regista permette agli attori di occupare il centro della scena, utilizzando riprese statiche e inquadrature prolungate che amplificano l'impatto emotivo delle interazioni.
Il film è girato principalmente in interni, con un focus sull'intimità degli spazi chiusi, che riflettono l'isolamento e l'introspezione dei personaggi. La fotografia, essenziale e priva di artifici, sottolinea l'attenzione al dettaglio e la profondità emotiva che caratterizzano l'opera.
Il ritmo, deliberatamente lento, consente allo spettatore di immergersi nella psicologia dei personaggi e nelle sfumature dei loro rapporti. Hamaguchi dimostra una straordinaria capacità di osservazione, trasformando le interazioni quotidiane in momenti di introspezione universale.
Gli attori, prevalentemente emergenti all'epoca, offrono interpretazioni naturali e credibili, contribuendo a creare un'atmosfera autentica e coinvolgente.
Kaho Seto interpreta Kaho, una giovane donna apparentemente sicura di sé ma profondamente consapevole delle fragilità del suo rapporto con Tomoya.
Tomoya Misawa è Tomoya, il fidanzato di Kaho, il cui comportamento ambiguo e le relazioni passate sollevano dubbi sul suo impegno.
Takako (interpretata da un’attrice il cui nome è spesso associato al teatro indipendente giapponese) è una delle figure più complesse del gruppo, una donna che lotta con il suo desiderio per Tomoya e la sua lealtà verso Kaho.
Akihiko è un personaggio enigmatico che rappresenta un'ulteriore fonte di tensione, incarnando il ruolo di osservatore critico e provocatore nelle dinamiche del gruppo.
Ogni attore riesce a trasmettere con sottigliezza le contraddizioni interiori del proprio personaggio, rendendo credibili le emozioni e i conflitti.
Hamaguchi utilizza Passion per indagare temi universali come l'amore, il tradimento e la vulnerabilità. Il titolo stesso suggerisce un contrasto tra la passione intesa come slancio emotivo e il dolore che spesso ne deriva.
Un tema ricorrente è l'ambiguità morale: nessuno dei personaggi può essere considerato interamente innocente o colpevole. Hamaguchi esplora le sfumature del comportamento umano, evitando giudizi morali e lasciando che sia lo spettatore a trarre le proprie conclusioni.
Un altro aspetto fondamentale è la comunicazione, o la sua mancanza. I personaggi spesso evitano di affrontare direttamente i propri sentimenti, preferendo nascondersi dietro maschere sociali. Questa tensione tra ciò che viene detto e ciò che viene taciuto è uno degli elementi più potenti del film.
Film di laurea: Passion è stato il progetto finale di Hamaguchi alla Tokyo University of the Arts, segnando l'inizio della sua carriera come regista. Nonostante il budget limitato, il film ha ricevuto elogi per la sua profondità emotiva e la maturità stilistica.
Influenza teatrale: Il film riflette l'influenza del teatro, un elemento che Hamaguchi avrebbe ulteriormente esplorato in opere come Drive My Car. La centralità del dialogo e la costruzione delle scene ricordano il ritmo e la struttura di un'opera teatrale.
Primo approccio ai temi della coppia: Passion rappresenta una sorta di prototipo per i temi e le dinamiche che Hamaguchi avrebbe raffinato nei suoi lavori successivi, come la trilogia Happy Hour (2015) e Wheel of Fortune and Fantasy (2021).
Accoglienza critica: Sebbene non abbia raggiunto il pubblico internazionale al momento della sua uscita, Passion è stato rivalutato in seguito al successo globale di Hamaguchi. Oggi è considerato un'opera fondamentale per comprendere l'evoluzione del suo stile registico.
Passion è un film che colpisce per la sua capacità di catturare le complessità delle emozioni umane con delicatezza e precisione. Sebbene sia un'opera giovanile, rivela già il talento di Ryusuke Hamaguchi nel raccontare storie intime e universali. Attraverso una regia essenziale e interpretazioni intense, il film offre uno spaccato autentico delle relazioni moderne, invitando lo spettatore a riflettere sulle proprie esperienze di amore e perdita.
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Bullhead - La vincente ascesa di Jacky (Rundskop) è un film del 2011 di Michaël R. Roskam. ****
Bullhead - La vincente ascesa di Jacky (Rundskop) è un film drammatico del 2011, scritto e diretto da Michaël R. Roskam. Questa pellicola belga ha catturato l'attenzione internazionale per il suo intreccio profondo, l'atmosfera cupa e una straordinaria interpretazione da parte del protagonista, Matthias Schoenaerts. Di seguito, una descrizione dettagliata del film suddivisa in trama, regia, cast e curiosità.
La storia segue Jacky Vanmarsenille (interpretato da Matthias Schoenaerts), un allevatore di bestiame della provincia belga di Limburgo. Jacky è coinvolto in un pericoloso giro di ormoni illegali usati per gonfiare artificialmente gli animali, un'attività che lo lega al sottobosco criminale locale. La sua vita prende una piega ancora più complessa quando un poliziotto viene assassinato, mettendo in moto una serie di eventi che minacciano di far crollare l'intero sistema di corruzione di cui Jacky è parte.
Ma il cuore della storia è il tormento personale di Jacky. Durante la sua infanzia, ha subito un trauma devastante che lo ha lasciato profondamente segnato sia fisicamente che psicologicamente. Questo evento traumatico lo ha spinto a sviluppare un'ossessione per la forza fisica, alimentata dall'uso di steroidi. Il film esplora la sua lotta con i propri demoni interiori, il senso di isolamento e il bisogno di connessione umana, che emergono in particolare nel suo rapporto con Lucia, una donna legata al suo passato.
Michaël R. Roskam, al suo esordio come regista di lungometraggi, dimostra un talento straordinario nella creazione di un’atmosfera carica di tensione e dramma. La sua regia è caratterizzata da uno stile realistico e crudo, che riflette la brutalità del mondo in cui si muovono i personaggi. Roskam utilizza un ritmo lento ma incalzante, costruendo un crescendo di tensione emotiva e narrativa.
Il regista non si limita a raccontare una storia di crimine, ma scava nelle profondità psicologiche dei suoi personaggi, mostrando come le loro vite siano plasmate dalle circostanze, dai traumi e dalle scelte morali. La fotografia, curata da Nicolas Karakatsanis, è un elemento fondamentale del film: colori freddi, luci naturali e inquadrature strette accentuano il senso di claustrofobia e alienazione.
Matthias Schoenaerts (Jacky Vanmarsenille): La performance di Schoenaerts è impressionante e centrale per il film. L'attore ha subito una trasformazione fisica incredibile, guadagnando oltre 27 kg di muscoli per il ruolo. La sua interpretazione cattura perfettamente la vulnerabilità nascosta dietro l'apparente forza brutale di Jacky.
Jeroen Perceval (Diederik Maes): Interpreta un vecchio amico d'infanzia di Jacky, ora coinvolto nel traffico di ormoni. Il suo personaggio è cruciale per lo sviluppo della trama e rappresenta un legame con il passato traumatico di Jacky.
Jeanne Dandoy (Lucia Schepers): Lucia è un personaggio che porta un tocco di umanità nella vita di Jacky. Il loro rapporto è carico di tensioni irrisolte, legate al trauma del passato.
Barbara Sarafian (Eva Forrestier) e Tibo Vandenborre (Anthony) completano il cast con interpretazioni solide, aggiungendo ulteriore profondità al film.
Nomination agli Oscar: Il film è stato nominato come Miglior Film Straniero agli Oscar del 2012, portando alla ribalta il talento di Michaël R. Roskam e Matthias Schoenaerts.
Trasformazione di Schoenaerts: Per prepararsi al ruolo, Matthias Schoenaerts non solo ha guadagnato muscoli, ma ha anche studiato il comportamento di animali come i tori per catturare l'essenza della forza fisica e della vulnerabilità del personaggio.
Ispirazione reale: La trama del film si basa su un caso reale di traffico di ormoni che ha scosso il Belgio negli anni '90, noto come "Hormone Mafia".
Debutto di Roskam: Sebbene fosse il primo lungometraggio di Michaël R. Roskam, il film ha dimostrato una maturità narrativa e stilistica che gli ha valso un grande successo di critica.
Riprese autentiche: Molte delle location utilizzate sono autentiche fattorie belghe, che aggiungono un senso di realismo al film. La produzione ha lavorato a stretto contatto con allevatori locali per garantire un'accurata rappresentazione del mondo rurale.
Un ritratto della mascolinità tossica: Il film esplora temi complessi legati alla mascolinità, al trauma e all'identità, offrendo un ritratto sfaccettato di un uomo intrappolato dalla sua stessa immagine di forza.
Temi principali
Trauma e identità: Il trauma infantile di Jacky è al centro della sua lotta personale. Il film esplora come questo evento abbia plasmato la sua identità e il suo comportamento autodistruttivo.
Crimine e moralità: Sebbene il traffico di ormoni sia l'elemento principale della trama, il film si concentra maggiormente sui dilemmi morali e personali dei personaggi.
Isolamento e connessione: Jacky vive una vita solitaria, incapace di formare connessioni significative a causa del suo passato e della sua ossessione per la forza fisica.
"Bullhead" è stato acclamato dalla critica per la sua narrazione intensa e la performance di Matthias Schoenaerts. La pellicola è stata definita un potente mix di dramma personale e thriller criminale, che riesce a essere sia brutale che profondamente toccante.
"Bullhead" non è solo un film sul crimine, ma una profonda esplorazione dell'animo umano, dei traumi che ci definiscono e della lotta per trovare un senso in un mondo spietato. La regia di Roskam, l'interpretazione magistrale di Schoenaerts e l'attenzione ai dettagli fanno di questo film un'opera memorabile e unica nel panorama cinematografico contemporaneo.
Prime Video
Beatles '64 (2024) un documentario di David Tedeschi. ****
"Beatles '64" (2024) è un documentario diretto da David Tedeschi e prodotto da Martin Scorsese, insieme a figure come Paul McCartney, Ringo Starr, Olivia Harrison e Sean Ono Lennon. Il film esplora l'inizio del fenomeno globale della Beatlemania, incentrandosi sul 1964, l'anno in cui i Beatles arrivarono negli Stati Uniti e conquistarono il pubblico americano con la loro apparizione nello show di Ed Sullivan, seguita dal loro primo concerto a Washington D.C. e numerose altre performance iconiche.
Il documentario cattura la doppia natura del fenomeno: da un lato, il trionfo mediatico e musicale con un pubblico televisivo di 73 milioni di persone; dall’altro, il lato umano e intimo dei quattro membri del gruppo. Attraverso materiale d’archivio raro e restaurato in 4K, il film offre uno sguardo ravvicinato alla loro esperienza di fama improvvisa, enfatizzando il cameratismo tra John, Paul, George e Ringo.
Materiale originale: Include filmati inediti girati dai fratelli documentaristi Albert e David Maysles e restaurati dal team di Park Road Post Production in Nuova Zelanda.
Audio restaurato: Le performance dal vivo sono state demixate e remixate da Giles Martin per migliorare la qualità sonora.
Interviste contemporanee: Paul McCartney e Ringo Starr riflettono sulla loro esperienza, accompagnati da testimonianze di fan che vissero direttamente l'evento culturale.
Durata: 106 minuti.
Distribuzione: Il documentario sarà disponibile su Disney+ dal 29 novembre 2024.
Collaborazione di alto profilo: Il film non solo coinvolge McCartney e Starr, ma beneficia anche del contributo delle famiglie Harrison e Lennon, sottolineando l'eredità collettiva del gruppo.
Vinili in edizione speciale: In concomitanza con il documentario, Apple Corps Ltd. ha annunciato la ristampa su vinile di sette album americani dei Beatles in mono, disponibili dal 22 novembre 2024.
Risonanza culturale: "Beatles '64" non si limita a celebrare il passato ma evidenzia l'impatto duraturo della band sulla cultura globale, sia musicale che sociale.
Il film promette di essere un viaggio nel tempo per i fan di vecchia data e una scoperta per le nuove generazioni, celebrando l'energia e il carisma che resero i Beatles un fenomeno unico.
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La collina della libertà (자유의 언덕, Ja-yu-ui eondeok) è un film del 2014 diretto da Hong Sang-soo. ***
La collina della libertà (자유의 언덕, Ja-yu-ui eondeok) è un film sudcoreano del 2014 diretto da Hong Sang-soo, uno dei registi più acclamati del cinema d’autore contemporaneo. Il film esplora temi come il tempo, l'amore e il caso, con lo stile narrativo non lineare e intimista che caratterizza le opere del regista. Presentato in anteprima al Festival Internazionale del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti, il film è stato accolto positivamente dalla critica per la sua profondità filosofica e la leggerezza narrativa.
La trama segue Mori, un insegnante giapponese che torna in Corea del Sud per cercare Kwon, una donna di cui si era innamorato in passato. Arrivato a Seul, Mori scopre che Kwon è partita per un viaggio e decide di aspettarla soggiornando in una piccola pensione gestita da una donna di nome Young-sun.
Durante l’attesa, Mori incontra una serie di personaggi stravaganti, tra cui altri ospiti della pensione e persone del quartiere, con cui intreccia conversazioni e relazioni che lo portano a riflettere sulla natura dell’amore e della comunicazione.
La particolarità del film risiede nella struttura narrativa: la storia è raccontata attraverso una serie di lettere scritte da Mori a Kwon, che quest’ultima legge in ordine sparso. Questo espediente frammenta la cronologia degli eventi, creando una narrazione non lineare che riflette la casualità e l’imprevedibilità della vita.
Hong Sang-soo è noto per il suo stile minimalista e il focus sui personaggi, spesso ripresi in lunghi piani sequenza e in contesti quotidiani. La collina della libertà non fa eccezione: il regista adotta uno stile semplice ma elegante, con inquadrature fisse e un uso ridotto di musica.
Uno degli aspetti distintivi di Hong è l’attenzione ai dialoghi, che in questo film risultano particolarmente rilevanti dato che i personaggi parlano in una seconda lingua (il giapponese e l’inglese). Questo dettaglio evidenzia i limiti della comunicazione, un tema centrale del film.
La narrazione frammentata, conseguenza dell’ordine casuale delle lettere, è una scelta registica che invita lo spettatore a partecipare attivamente al racconto, ricostruendo la cronologia degli eventi e riflettendo sul significato dell’ordine e del disordine nella vita.
Ryo Kase interpreta Mori, il protagonista. La sua performance minimalista, piena di sfumature e sottotesti, cattura perfettamente l’essenza del personaggio: un uomo semplice, sincero, ma un po’ disorientato.
Moon So-ri è Kwon, l’amore perduto di Mori. Anche se il suo tempo sullo schermo è limitato, il personaggio di Kwon è il fulcro emotivo della storia.
Seo Young-hwa interpreta Young-sun, la proprietaria della pensione. Il suo personaggio offre una presenza accogliente ma enigmatica, che aggiunge un tocco di calore e mistero alla trama.
Kim Eui-sung e altri attori abituali del cinema di Hong Sang-soo compaiono in ruoli secondari, contribuendo a creare l’atmosfera rilassata e intima del film.
Il tempo e il caso: La narrazione non lineare enfatizza il ruolo del caso nella vita. Gli incontri di Mori sembrano casuali, ma influenzano profondamente il suo percorso.
Comunicazione e incomprensione: I personaggi parlano spesso in una lingua che non è la loro madrelingua, creando situazioni di equivoco e mostrando come il linguaggio possa essere un ostacolo ma anche un ponte.
La ricerca dell’amore: La trama ruota attorno al desiderio di Mori di riconnettersi con Kwon, ma la sua ricerca lo porta a scoprire aspetti di sé stesso e degli altri.
Lettere e narrazione frammentata: L’idea di raccontare la storia attraverso lettere lette in ordine sparso è un espediente narrativo che riflette il concetto di memoria frammentaria e di come percepiamo il tempo in modo non lineare.
Lingua e performance: I dialoghi sono prevalentemente in inglese, una lingua che non è madre per nessuno dei personaggi. Questo crea un’interessante dinamica in cui le barriere linguistiche aggiungono un livello di autenticità alle interazioni.
Riprese e ambientazione: Il film è stato girato in una parte relativamente tranquilla di Seul, che contrasta con l’immagine vivace e caotica della città spesso mostrata nei film. Questo sottolinea l’atmosfera contemplativa e introspettiva della storia.
Riconoscimenti: La collina della libertà ha ricevuto apprezzamenti per la sceneggiatura e l’approccio innovativo alla narrazione. È stato anche elogiato per la capacità di Hong Sang-soo di creare una storia universale da situazioni apparentemente banali.
Stile visivo: Hong Sang-soo è noto per la sua semplicità visiva, e in questo film utilizza la fotografia in modo sottile ma efficace, catturando la bellezza del quotidiano con inquadrature statiche e un uso naturale della luce.
La collina della libertà è un esempio perfetto del cinema di Hong Sang-soo, che si distingue per la sua capacità di rendere poetiche le situazioni più ordinarie. La narrazione non lineare, unita alla semplicità dello stile visivo e alla profondità dei temi trattati, rende il film un’esperienza unica.
Il regista utilizza un approccio minimalista per esplorare la complessità delle emozioni umane e delle relazioni. La lentezza e la frammentazione della storia non sono mai pesanti, ma piuttosto invitano lo spettatore a riflettere e a partecipare attivamente.
La collina della libertà è un film che celebra la bellezza dell’incertezza e del caso nella vita. Con il suo ritmo rilassato e la narrazione frammentata, Hong Sang-soo crea un’opera che esplora con leggerezza e profondità temi universali come l’amore, il tempo e la comunicazione. È un film che richiede attenzione e sensibilità, ma che ripaga con una visione intimista e profondamente umana.
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La capra Penelope (Angora Love) è una comica muta del 1929 diretta da Lewis R. Foster ***
La capra Penelope (Angora Love) è una comica muta del 1929 diretta da Lewis R. Foster e interpretata dal celebre duo Stan Laurel e Oliver Hardy, che qui regalano una delle loro ultime performance nel cinema muto prima del passaggio definitivo al sonoro. Questo cortometraggio, della durata di circa 21 minuti, è un esempio perfetto dell’umorismo fisico e della comicità surreale che caratterizzano i lavori della coppia.
Lewis R. Foster, regista e sceneggiatore di questo cortometraggio, è noto per aver collaborato con Laurel e Hardy in altri progetti e per il suo stile che valorizzava l’improvvisazione e l’interazione tra i due comici. Foster riesce a bilanciare le gag visive con una narrazione semplice ma efficace, lasciando ampio spazio alle dinamiche comiche di Stanlio e Ollio. Questo film rappresenta una delle sue ultime incursioni nel cinema muto, dato che l’industria cinematografica stava rapidamente evolvendo verso il sonoro.
La storia di Angora Love è tanto semplice quanto esilarante. Stanlio e Ollio si ritrovano coinvolti in una serie di disavventure causate dall’apparizione di una capra, che si affeziona inspiegabilmente a loro.
L’incontro con la capra: Il film inizia con Stanlio e Ollio che cercano di liberarsi di Penelope, la capra, che li ha seguiti fino al loro appartamento. Nonostante i loro tentativi, l’animale si dimostra incredibilmente testardo e continua a tornare da loro, creando situazioni sempre più assurde.
Il nascondiglio: Poiché gli animali non sono ammessi nell’edificio dove vivono, i due comici devono nascondere Penelope dal padrone di casa. Questa parte del film è una sequenza di gag visive classiche, in cui i protagonisti cercano di celare la presenza dell’animale in modi sempre più ridicoli.
Le conseguenze: Il climax arriva quando Penelope, affamata, inizia a rosicchiare tutto ciò che trova nell’appartamento, scatenando il caos e attirando l’attenzione del padrone di casa. La situazione precipita, portando a un’esilarante scena finale dove Stanlio, Ollio e la capra sono costretti a fuggire.
Stan Laurel (Stanlio): Con il suo tipico atteggiamento ingenuo e le espressioni buffe, Stan rappresenta il più maldestro dei due, spesso colui che peggiora la situazione con le sue trovate improbabili. In questo cortometraggio, la sua interazione con Penelope è particolarmente memorabile.
Oliver Hardy (Ollio): Come di consueto, Oliver interpreta il personaggio apparentemente più serio e razionale, ma inevitabilmente coinvolto nelle disavventure di Stanlio. Le sue reazioni esasperate di fronte ai disastri causati dalla capra sono tra i momenti più divertenti del film.
Edgar Kennedy: Nel ruolo del padrone di casa, Kennedy offre una performance che contrasta perfettamente con la buffoneria del duo, fungendo da “antagonista” comico.
L’umorismo di Angora Love si basa su elementi tipici del duo:
Slapstick: Gag fisiche e cadute abbondano, ma sono sempre eseguite con una precisione impeccabile.
Interazione con l’animale: La capra Penelope diventa una sorta di "terzo incomodo", generando situazioni imprevedibili e spingendo Stanlio e Ollio a reagire in modi esilaranti.
Contrasto tra i protagonisti: Come sempre, l’intesa tra Stan e Oliver è il cuore della comicità. Il loro modo di reagire agli stessi eventi in maniera completamente diversa è ciò che rende le loro avventure così divertenti.
Il titolo originale e il significato: Angora Love fa riferimento al tipo di capra presente nel film, famosa per la sua lana angora. Il titolo gioca anche con il concetto di un amore non richiesto, quello che Penelope dimostra per Stanlio e Ollio.
La transizione al sonoro: Questo cortometraggio è l’ultimo film muto ufficiale di Laurel e Hardy. Nonostante la transizione al sonoro fosse già in corso nel 1929, Angora Love dimostra come il duo fosse in grado di far ridere senza dialoghi, affidandosi completamente al linguaggio del corpo e alle gag visive.
La capra come co-protagonista: Penelope, interpretata da una vera capra angora, si comporta in modo sorprendentemente "attoriale", rispondendo alle azioni dei protagonisti come se fosse un personaggio vero e proprio. Questo aggiunge un ulteriore livello di comicità al film.
Il ruolo di Edgar Kennedy: Conosciuto come il "maestro dello slow burn" per la sua capacità di esprimere esasperazione crescente, Kennedy offre uno straordinario supporto al duo, contribuendo a rendere ancora più memorabile la dinamica comica.
Il set: Gran parte del film si svolge nell’appartamento di Stanlio e Ollio, un ambiente che diventa un vero e proprio "personaggio" nella storia, grazie al modo in cui gli oggetti di scena vengono utilizzati nelle gag.
Il successo postumo: Sebbene fosse un semplice cortometraggio comico al momento della sua uscita, Angora Love è oggi considerato un piccolo gioiello del cinema muto, apprezzato per la sua capacità di intrattenere senza dialoghi, ma solo con l’uso della fisicità e della slapstick.
L’eredità di Laurel e Hardy: Questo film rappresenta un ponte tra l’epoca del muto e quella del sonoro per Laurel e Hardy, dimostrando che il loro talento comico avrebbe continuato a prosperare anche con l’avvento delle nuove tecnologie cinematografiche.
La capra Penelope (Angora Love) è una delle gemme del cinema muto di Laurel e Hardy, capace di trasmettere un umorismo senza tempo. La semplicità della trama è compensata dalla straordinaria chimica tra i protagonisti e dalla brillantezza delle gag. Questo cortometraggio rimane un esempio perfetto di come il duo abbia saputo far ridere generazioni di spettatori, dimostrando che la comicità non ha bisogno di parole per essere universale.
RAIPLAY
"My First Film" (2024), diretto da Zia Anger, è un'opera meta-cinematografica che esplora la complessa relazione tra il fallimento creativo e l'identità personale. Il film, un'ode al potere del fallimento come parte del processo artistico, ha avuto la sua anteprima mondiale al CPH:DOX il 19 marzo 2024 ed è stato distribuito da MUBI in agosto, prima di arrivare in streaming a settembre dello stesso anno.
La protagonista, Vita (interpretata da Odessa Young), è un alter ego della regista. Attraverso il suo viaggio nel tentativo di realizzare un primo lungometraggio, il film racconta le difficoltà e i conflitti legati alla creazione artistica. Vita tenta di completare un progetto ambizioso, Always All Ways, Anne Marie, che segue una giovane donna incinta in cerca della madre. Tuttavia, il caos e l'inesperienza portano al fallimento del progetto, riflettendo sia le sue vulnerabilità personali che le complessità del fare cinema.
L'opera affronta temi profondi, come il significato della maternità artistica e biologica, intrecciando il percorso di Vita con una riflessione sul diritto all'autodeterminazione. Il film utilizza elementi meta-narrativi per interrogarsi sulla natura della narrazione e sull'importanza delle storie nella costruzione dell'identità.
Oltre a Odessa Young, il cast comprende Devon Ross (Dina), Cole Doman (JJ), Philip Ettinger (Dustin) ed Eamon Farren (Joe). La partecipazione corale riflette il dinamismo e l'intensità emotiva delle relazioni tra i personaggi, spesso tese tra solidarietà e conflitto.
Zia Anger, nota per il suo approccio sperimentale, ha tratto ispirazione dalla sua esperienza reale di tentativo fallito di realizzare un primo film all'inizio degli anni 2010. Questo progetto, trasformato inizialmente in una performance dal vivo interattiva, si è evoluto in un lungometraggio che combina introspezione personale e commento sociale. Lo stile di Anger richiama opere come 8½ di Fellini e Synecdoche, New York di Charlie Kaufman, creando un mix tra riflessione esistenziale e gioco narrativo.
La regista utilizza il fallimento come motore narrativo e artistico, sostenendo la bellezza e il valore di ciò che non riesce a essere completato o realizzato. Come dichiarato nella pellicola, "Fallire meglio" diventa un mantra che celebra il processo piuttosto che il risultato.
Meta-narrativa: Il film si interroga sulla verità nelle storie, alternando affermazioni di realtà e finzione. Vita rappresenta sia l'autrice sia il personaggio, creando un corto circuito tra diversi livelli di narrazione.
Fallimento come arte: Anger ribalta la percezione del fallimento, elevandolo a uno strumento di scoperta e connessione. Il film sottolinea come condividere gli errori possa creare vicinanza e umanità.
Maternità artistica: L'opera esplora la creazione artistica attraverso una lente femminista, collegandola ai concetti di maternità e autodeterminazione. L'aborto è rappresentato come un atto di consapevolezza, non di colpa, ma di coraggio e scelta.
La critica ha elogiato il film per la sua originalità e profondità. IndieWire lo ha descritto come una "generosa riflessione sull'arte e il sacrificio personale," mentre The New Yorker lo ha definito "una riconcettualizzazione virtuosa dell'arte cinematografica." La pellicola ha ricevuto un punteggio di 91% su Rotten Tomatoes e 81 su Metacritic, confermando il suo impatto positivo sia tra gli spettatori che tra i critici.
"My First Film" non è solo un viaggio personale e creativo, ma anche una celebrazione della resilienza nell'arte e nella vita, un invito a vedere il fallimento come un passo fondamentale verso la crescita e la connessione umana.
MUBI
Il treno dei bambini è un film drammatico del 2024 diretto da Cristina Comencini. ***
"Il treno dei bambini" è un film drammatico del 2024 diretto da Cristina Comencini, basato sull’omonimo romanzo di Viola Ardone. Il lungometraggio racconta una delle pagine più toccanti della storia italiana, quella dei “treni della felicità” organizzati dal PCI e dall'Unione Donne Italiane nel dopoguerra per aiutare i bambini del Sud Italia ad avere un futuro migliore nel Centro e Nord Italia.
La vicenda segue Amerigo Speranza, un bambino di 7 anni che vive a Napoli con sua madre Antonietta in condizioni di estrema povertà. La madre, dopo aver perso un figlio a causa della malnutrizione e abbandonata dal marito emigrato negli Stati Uniti, decide di affidare Amerigo a una famiglia in Emilia Romagna per offrirgli una possibilità di vita più dignitosa. Qui Amerigo è accolto da Derna, una donna senza figli che lo aiuta a scoprire un mondo diverso e più prospero. Questo viaggio, simbolico e reale, rappresenta per Amerigo un percorso di crescita personale e la scoperta di nuove radici.
La trama esplora temi come il sacrificio materno, la solidarietà tra famiglie e la capacità di trovare speranza anche nei momenti più difficili. Al centro del racconto c’è l’Italia del secondo dopoguerra, devastata dalla guerra ma unita nello sforzo collettivo di ricostruzione.
Cristina Comencini, nota per la sua capacità di affrontare tematiche intime e sociali, dirige il film con un approccio realistico e sensibile. La regista ha scelto di mostrare una Napoli autentica e aspra, senza edulcorare la realtà del dopoguerra. In un'intervista, ha dichiarato di voler rappresentare il contrasto tra la povertà del Sud e la generosità delle famiglie emiliane, che nonostante le difficoltà accolsero circa 70.000 bambini.
Le location spaziano da Napoli a diverse città dell’Emilia Romagna, come Modena, Guastalla e Poviglio, per ricreare fedelmente il contesto storico. La fotografia e le scenografie contribuiscono a evocare l’atmosfera del tempo, con dettagli accurati che sottolineano la distanza tra i due mondi.
Il cast è guidato da Christian Cervone, che interpreta il giovane Amerigo, e da Serena Rossi nel ruolo di Antonietta, la madre determinata e resiliente. La performance di Rossi è stata elogiata per la profondità emotiva con cui ha rappresentato il dolore e la forza di una madre che prende una decisione straziante per il bene del figlio.
Derna, la donna emiliana che accoglie Amerigo, è interpretata da un’attrice di grande talento (dettagli in aggiornamento). Il cast comprende anche altri volti noti del panorama cinematografico italiano e giovani promesse.
Ispirazione storica: I “treni della felicità” furono un’iniziativa reale promossa dal Partito Comunista Italiano e dall’Unione Donne Italiane tra il 1945 e il 1952. Circa 70.000 bambini furono ospitati temporaneamente da famiglie del Centro-Nord per sfuggire alla miseria del dopoguerra. Molti di loro trovarono un futuro migliore e, in alcuni casi, decisero di non tornare più nelle loro città di origine.
Legame personale: La regista ha rivelato che il film ha una connessione personale con Serena Rossi, la cui nonna fu una delle bambine ospitate durante quel periodo. Questo dettaglio ha aggiunto un ulteriore livello di autenticità alla narrazione.
Approccio alla sceneggiatura: La Comencini ha lavorato a stretto contatto con storici e ricercatori per garantire l’accuratezza del contesto storico. Il risultato è un film che mescola dramma personale e riflessione storica.
Riprese: Oltre a Napoli e all’Emilia Romagna, alcune scene sono state girate in Toscana e in altre città italiane, tra cui Salerno e Nocera Inferiore.
Un tema universale: Sebbene ambientato nel dopoguerra, il film affronta temi ancora attuali come l’immigrazione, la solidarietà e la capacità delle comunità di prendersi cura dei più vulnerabili.
"Il treno dei bambini" offre una riflessione profonda sulla capacità umana di costruire legami nonostante le differenze culturali e sociali. Il film invita lo spettatore a riflettere su quanto la solidarietà e il sacrificio personale possano cambiare il destino di una vita. Amerigo, attraverso il suo viaggio, scopre che la famiglia non è solo una questione di sangue, ma anche di amore e supporto reciproco.
Anche se il film è stato appena distribuito, ha già suscitato interesse per la sua delicatezza nel trattare un capitolo poco conosciuto della storia italiana. La critica ha elogiato la regia di Comencini e le interpretazioni del cast, in particolare quella del giovane Christian Cervone, considerato una rivelazione.
In conclusione, "Il treno dei bambini" è un’opera che unisce storia e emozioni, offrendo uno sguardo autentico e toccante su un’epoca che ha segnato profondamente l’Italia.
NETFLIX
Fly Me to the Moon - Le due facce della Luna (Fly Me to the Moon) è un film del 2024 di Greg Berlanti. ****
Fly Me to the Moon - Le due facce della Luna è un film del 2024 diretto da Greg Berlanti, che mescola dramma e commedia in un'ambientazione storica e immaginativa, intrecciata con la missione Apollo 11 della NASA.
La storia segue Kelly Jones (Scarlett Johansson), un'abile esperta di marketing, incaricata di migliorare l'immagine della NASA in un momento critico: l'allunaggio dell'Apollo 11. La sua visione innovativa si scontra con Cole Davis (Channing Tatum), il pragmatico direttore del programma di lancio. Quando la Casa Bianca teme che la missione possa fallire, viene ordinato a Kelly di orchestrare un finto sbarco lunare come piano di riserva, avviando un intreccio di tensioni, dilemmi morali e momenti di leggerezza che culminano nel conto alla rovescia per la missione reale.
Il film vanta un cast stellare:
Scarlett Johansson nel ruolo della protagonista Kelly Jones.
Channing Tatum come Cole Davis.
Tom Hanks interpreta il direttore della NASA.
Jeff Bridges nel ruolo del capo della missione Apollo 11.
Octavia Spencer come l'ingegnere capo.
Ryan Gosling è un astronauta coinvolto nella missione.
Viola Davis e Emma Stone completano il cast con ruoli chiave legati alla Casa Bianca e al marketing.
Greg Berlanti, noto per i suoi lavori in serie televisive e film come "Love, Simon", porta la sua sensibilità per storie umane e conflitti emotivi in questo film. Berlanti bilancia momenti comici e drammatici, esplorando temi di autenticità, pressione pubblica e l'importanza della collaborazione in situazioni ad alto rischio.
Riferimenti storici: Nonostante sia una storia di fantasia, il film si basa su eventi e tensioni reali legati all'era delle missioni spaziali, offrendo uno spaccato affascinante delle sfide e delle ambizioni della NASA.
Colonna sonora: Il titolo richiama la celebre canzone "Fly Me to the Moon", e si dice che una versione aggiornata della traccia sarà presente nel film.
Produzione e ambientazione: Molte scene sono state girate utilizzando set che ricreano fedelmente il quartier generale della NASA negli anni '60, immergendo il pubblico in un’atmosfera storicamente accurata.
Hashtag ufficiale: Il film viene promosso con l'hashtag #FlyMeToTheMoon, invitando il pubblico a condividere le proprie opinioni sui social.
"Fly Me to the Moon - Le due facce della Luna" combina intrattenimento e riflessione, offrendo una prospettiva unica sulla corsa allo spazio. Con un cast di primo livello e una regia abile, promette di essere un mix di emozioni, risate e domande stimolanti sulla verità e l'inganno in un mondo guidato dall’apparenza.
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