Distanza: 17Km.
Dislivello positivo: 980m.
Marzo - novembre con attenzione alla condizione e presenza della neve.
Dal parcheggio nel centro di Zoppé di Cadore si procede verso la chiesa di Sant'Anna, sempre lungo la strada provinciale nr. 7 e, poco dopo il Museo Etnografico si gira a sinistra su via Sagui. Un centinaio di metri si stacca sulla destra una strada sterrata con indicazione rifugio Venezia e la scritta a terra del segnavia 471. Si procede sino ad un ulteriore incrocio, poco dopo un crocefisso e si prende a sinistra, sempre seguendo il 471 ed il rifugio. Attraversato un ponticello ci si ritrova ad un nuovo bivio: si gira a destra ed il sentiero inizia a salire in modo più deciso. SI incontra la "strada del formai" e, dopo un'ulteriore salita, usciamo sulla strada forestale e, seguendo le indicazioni, giriamo a sinistra, sempre sul sentiero nr. 471. Siamo usciti dal bosco, dopo circa 2,6Km percorsi: davanti a noi si staglia l'imponente sagoma del Caregon del Padreterno, il Pelmo. A sinistra si intravede la sommità del Civetta. Procediamo sino al passo Rutorto e, all'incrocio giriamo a destra seguendo il sentiero 475/493 e l'indicazione, non numerata, verso il monte Pena. Da qui è possibile vedere il rifugio Venezia che lasceremo alla nostra sinistra. Sempre ad Est emergono le cime dell'Antelao e del gruppo del Sorapiss.
Giunti ad un incontro (segnalato solo con palo e riferimenti colorati bianchi e rossi), giriamo a destra e seguiamo il segnavia senza numero che ci condurrà al Pena. Attenzione: è possibile "tagliare" un po' quest'ultima parte del percorso, seguendo delle tracce non numerate che ci evitano l'arrivo a passo Rutorto.
Superati i prati il sentiero entra nel bosco, scende leggermente a sinistra per poi risalire la montagna: ci sono alcuni passaggi un po' più angusti dovuti alla presenza di rocce e mughi (attenzione al ghiaccio), ma mai pericolosi. Superati gli ultimi mughi, lo strappo finale ci consente di guadagnare il prato finale verso la vetta: la croce si trova poco distante, su un'altura ad Est. Il panorama dalla cima è strepitoso: Il Pelmo, davanti a noi, ed Est tutta la Val Boite con il Cristallo, il Sorapiss e l'Antelao. A Sud le vette Cadorine (Spalti di Toro, Rite, Duranno, Bosconero). Ad Ovest lo sguardo arriva sino alle Vette Feltrine, oltre la Moaizza ed il Tamer. E poi il Civetta e la marmolada. Sotto di noi s'intravede Zoppé, da dove siamo partiti.
Si scende lungo il percorso dell'andata, sino all'incrocio con il cippo nei pressi di passo Rutorto: anziché tornare là giriamo a destra sui segnavia 475/493 ed inizia la discesa. Discesa che procede sino all'incrocio in cui, girando a destra, prendiamo il sentiero 493. Si scende ancora sino a guadare un torrente. Da qui inizia un nuovo tratto di salita che ci condurrà sino alla forcella Ciampestrin, a quota 1856m. Seguiamo sempre il sentiero nr. 493 con direzione Zoppé di Cadore: si scende sino ad incontrare la forestale dove giriamo a sinistra seguendo l'itinerario nr. 456. In breve si giunge ad un incrocio da dove riprende la strada asfaltata: giriamo a sinistra e giungiamo all'eliporto prima e di nuovo, poi a Zoppé di Cadore per ridiscendere al parcheggio.