Quale cagnolino scegliere , quando si decide di adottarne uno , e dove ? Per alcuni la scelta è semplice : un canile , e all'interno del canile il cagnolino che aspetta da più tempo , o quello che è sfortunato perchè abbandonato dai suoi vecchi proprietari , anche dopo anni , o perchè randagio , quello che sente di non avere più speranza , e anche li di scelta ce n'è molta . E quando si accorgono che possono avere una nuova vita tranquilla sono compagni davvero meravigliosi.
GINA
Essere riservati e, diciamolo pure, un po’ timidi non sono doti particolarmente apprezzate nel mondo di oggi perché chi è così, chi non ama apparire, viene considerato un po’ scialbo e, per lo più, ignorato dagli altri; ma se ci si ferma a guardare più nel profondo si possono scoprire cose che neanche avremmo immaginato.
Gina era così in vita: una cagnolina delicata, silenziosa, non invadente e non c’è nessuna ragione per la quale, una volta attraversato il ponte dell’arcobaleno, dovesse cambiare i suoi comportamenti; così se ne stava spesso sdraiata su di un tappeto di erba di un verde intenso a godersi la pace di quel luogo senza interagire con gli altri abitanti del luogo che, a loro volta, rispettavano la sua riservatezza.Sarebbe meglio dire che “in generale” gli altri rispettavano la sua riservatezza, perché c’è sempre qualcuno che, roso dalla curiosità, non riesce assolutamente a farsi i fatti propri e, prima o dopo, va a rompere le … a rompere il silenzio che vorremmo preservare; non importa se ci vorrà un giorno, un mese, un anno o molto di più: prima o poi succederà
Così un cagnetto piuttosto inopportuno cominciò a gironzolare attorno a Gina facendo finta di nulla ma, in realtà, non aspettando altro che il momento opportuno per attaccar bottone.
Lì per lì Gina non fece caso all’intruso, ma dopo un po’ le sembrò impossibile che quel fagotto fosse lì per caso e cominciò ad osservarlo con più attenzione e, alla fine, capì che non c’era nulla di casuale nel suo girovagare e, vincendo la sua ritrosia, si decise a parlare:
“Ehi tu, perché mi ronzi sempre attorno?”.
“Dici a me?” Replicò l’altro.
“E a chi mi rivolgo secondo te? Ci siamo solo tu ed io!”.
Il cagnetto non aspettava altro che questo abboccamento e, senza che nessuno lo avesse invitato, corse a sdraiarsi accanto a Gina dicendo:
“No, sai, è che è da un po’ di tempo che ti osservo e mi domandavo perché te ne stai sempre da sola e non parli mai con nessuno.”.
Gina capì di essere caduta nella trappola del suo interlocutore e, dopo aver respirato profondamente, attaccò:
“Non so come sia stata la tua vita, ma io posso dire di averne vissute diverse: almeno tre. La mia prima vita è stata piena di indifferenza, vivevo in una casa dove non c’era amore e, alla fine, mi sono ritrovata in quello che gli umani chiamano “canile” e lì è iniziata la mia seconda vita: se la prima non è stata bella, la seconda era molto peggiore: mi hanno chiusa in un box ed io cercavo solo di nascondermi perché avevo paura, paura degli uomini, paura del vento, paura della pioggia, paura di tutto. Capisci ora perché sono così … così … così riservata?”.
“Che brutta storia mi stai raccontando! Però mi hai detto che hai vissuto tre vite: com’è stata la terza?”.
Gina attese un attimo prima di rispondere e sul suo musetto apparve un sorriso che la illuminò come un raggio di sole che squarcia un cielo nuvoloso, poi riprese:
“È stata la vita, la vita vera! Ci ho messo un po’ a capirlo, ma chi mi ha preso era diversa da tutti gli altri; per la prima volta ho trovato una persona che voleva amore: voleva darlo e riceverlo e con lei mi sono lasciata andare e ho conosciuto quello che non immaginavo di poter più conquistare. L’ho seguita sempre, ho percorso ogni suo passo e non ho smesso di farlo neanche dopo che sono volata sul ponte; lo faccio ancora adesso. A lei sembra di avvertire ancora la mia presenza e questo le sembra impossibile, ma non sa che noi, sul ponte, non ci allontaniamo da chi ci ha amato e che abbiamo amato, forse un giorno capirà che ciò che sente è realtà, che io sono con lei anche adesso, anche domani e dopo ancora. Capisci cosa voglio dire?”.
“Oh, certo che lo capisco! Gli umani si fanno tante idee, ma non sono come noi, non vedono al di là del loro naso: se solo lasciassero andare la loro fantasia capirebbero dove siamo adesso, siamo dove il ricordo incontra il sogno e che cosa c’è di più reale di questo?”.
“Eh sì, hai proprio ragione: chissà se un giorno capirà?”.
“Oh, lo farà, lo farà stanne certa! Però, mentre aspetti, credi che si offenderebbe se tu passeggiassi assieme a me?”.
Gina ci pensò su un attimo, poi rispose:
“Credo di no, tu che ne pensi?”.
“Credo anche io che sia così, magari sarebbe felice di immaginare che hai trovato nuovi amici.”.
Gina e il suo nuovo amico si incamminarono sul verde prato chiacchierando amabilmente.
Continua a volare leggera piccola Gina, la tua mamma le sa tutte queste cose.