Nasco a Bari, città che ha cullato la mia infanzia e adolescenza. A 18 anni sento che è ora di partire e mi trasferisco a Padova per studiare Scienze psicologiche della personalità e delle relazioni interpersonali (un nome molto lungo per dire triennale di psicologia).
Da allora casa è stata un po’ ovunque in base a dove mi portavano la curiosità e l’entusiasmo per la formazione. Avevo sempre a cuore e a mente lo studio e il resto l’ho trovato strada facendo.
A Parigi per un anno di psicoanalisi, poi di nuovo a Padova per la specialistica che sentivo più mia (psicologia clinico-dinamica), infine a Firenze perché il pediatrico mi chiamava e avevo deciso che volevo scoprirlo al Meyer.
Ora vivo e lavoro a Genova. Nel mezzo ci sono state tante case, tante coinquiline e tanti tirocini, un’abilitazione e un gran lavoro interiore per capire che casa è davvero un po’ dovunque ma solo se casa sono io.
A essere onesta non ricordo chi l’abbia detta, ma una frase che mi ha sempre guidata è “Non puoi accompagnare il paziente dove tu non sei stata”.
Io sento che sono stata un po’ ovunque, soprattutto nella stanza di terapia a mollo nelle emozioni, per incontrarmi davvero.
Ora mi trovate vicino al mare, al fianco dei pazienti, a teatro per improvvisare o sul divano a leggere.
E voi, dove volete andare?
Nel 2017 avevo in tasca una laurea e un’esperienza all’estero dedicata allo studio di Freud in lingua straniera. Ne ero uscita con il gusto del profondo ma anche col bisogno di un più ampio respiro.
Ho proseguito a Padova con una specialistica che mi permettesse di crearmi su misura il piano di studi; frequentavo più corsi per capire cosa mi piacesse del menu e scegliere di conseguenza. Stile Hermione Granger, ma senza giratempo.
A fine specialistica, volevo una tesi che parlasse di me e di ciò che sentivo importante, quindi ho scelto la psicologia di genere.
La mia tesi si chiamava “Il paradosso del patriarcato: gli effetti nocivi del sessismo per gli uomini”, mi è valsa tanta rabbia e un 110 e lode.
Dopo essermi abilitata come psicologa (ordine degli psicologi regione Puglia n. 7158), mi sono formata in sessuologia clinica con un master della Giunti Psychometrics. La mia passione per la psicologia di genere non si è mai smorzata e sentivo che approfondire l’area della sessualità fosse un prosieguo naturale.
A quel punto è stata l’ora della specializzazione in psicoterapia (tutt’ora in corso). Ne ho scelto una integrata, nella convinzione che i vari orientamenti abbiano contributi preziosi da dare e che la vera risorsa sia l’integrazione e non il dogmatismo.
Ma cosa vuol dire integrata?
Vuol dire che faccio riferimento ad due approcci teorici principali (analisi transazionale e terapia ricostruttiva interpersonale) con l'aggiunta di strategie e tecniche di altri orientamenti (gestalt, cognitivo-comportamentale, sistemico relazionale e altri ancora).
Ciò mi permette di incontrare l'altro e i suoi bisogni tenendo conto della complessità e specificità di ognuno.
Dagli anni di università fin qui ho conosciuto realtà diverse che mi hanno consentito di arricchire il mio bagaglio di esperienze. Dalla psicologia ospedaliera, al centro antiviolenza, alle comunità per adolescenti nel sociale.
Nell’area dell’infanzia e dell’adolescenza ho sommato esperienze nell’ambito psicologico a quelle dell’ambito educativo, spaziando dai reparti d’ospedale agli asili e alle comunità diurne e residenziali. Ho offerto attività ludiche, educative, di supporto allo studio e sostegno psicologico.
Anche con gli adulti ho esperienza in ambito ospedaliero e non.
Tra le ultime esperienze ci sono il sostegno a donne vittime di violenza, il supporto a pazienti con diagnosi oncologica e i percorsi di elaborazione del lutto per chi ha perso un proprio caro.
Nel privato mi occupo di percorsi psicologici e sessuologici per coppie e individui. Offro uno spazio sicuro alla comunità LGBTQIA+.