Ciao, sono Federico e Lumos Maxima nasce molto prima di avere un nome.
Nasce tra i banchi dei mercatini, la domenica mattina, quando il tempo sembrava rallentare e ogni oggetto aveva qualcosa da raccontare. Io e mio padre camminavamo senza fretta, guardando radio impolverate, telefoni consumati, valvole spente da anni. Lui mi insegnava a osservare, a immaginare da dove venissero, chi li avesse usati, quali voci avessero attraversato quei materiali.
Non erano semplici oggetti: erano frammenti di vita.
Con il tempo, quella curiosità è diventata rispetto, poi passione. Smontare, pulire, riparare non era solo un gesto tecnico, ma un modo per ascoltare il passato. Ogni graffio, ogni manopola consumata, ogni segno del tempo aveva un senso e meritava di restare.
Crescendo, a quella memoria si è unita la voglia di creare.
Di far dialogare ciò che è stato con ciò che siamo oggi. La luce, il suono, il design contemporaneo sono diventati strumenti per restituire una nuova funzione a ciò che sembrava destinato al silenzio. Non per cancellarne la storia, ma per amplificarla.
Così nasce Lumos Maxima: dall’incontro tra un’eredità condivisa e uno sguardo nuovo.
Un progetto che trasforma radio, telefoni e oggetti d’epoca in lampade e speaker unici, mantenendo viva la loro anima. Ogni creazione è un ponte tra generazioni, un gesto d’amore verso il tempo, un modo per dire che nulla è davvero vecchio se qualcuno è disposto ad ascoltarlo.
Lumos Maxima è questo:
una storia che continua ad accendersi, ogni volta che un oggetto torna a vivere.
DICONO DI ME