La scuola che mi ha accolto per il periodo del tirocinio è l’Istituto Comprensivo "Vittorio Emanuele III" che accoglie complessivamente circa 1200 alunni tra scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di 1°grado. L’Istituto ricade all’ interno della IV Circoscrizione del comune di Palermo, nel quartiere “Mezzo Monreale -Villa Tasca”. Si tratta di una zona periferica e residenziale ben servita dai mezzi pubblici, dotata di servizi commerciali, bancari e assicurativi, da presidi sanitari e scuole pubbliche e private di ogni ordine. La zona è ricca di ampi spazi verdi privati. Negli ultimi anni è stata messa a disposizione dell’utenza l’area verde del parco di Villa Tasca, sono presenti strutture sportive e ricreative pubbliche ad eccezione di quelle in dotazione alle scuole e alle parrocchie del territorio. Dall’indagine conoscitiva è emerso che la condizione socio–ambientale, così come testimoniano i dati sulla scolarizzazione e sull’attività lavorativa dei genitori, risulta appartenente alla fascia media. Il traguardo che l’istituto si prefigge di fare raggiungere è “Acquisire la capacità di agire da cittadini responsabili e di partecipare pienamente alla vita civica e sociale, in base alla comprensione delle strutture e dei concetti sociali, economici, giuridici e politici oltre che dell’evoluzione a livello globale e della sostenibilità”.
La classe presso la quale ho svolto l’attività di tirocinio diretto è una prima del plesso “E. Basile”, composta da 18 alunni, 10 maschi e 8 femmine, provenienti da un contesto socioculturale medio-alto. In classe è presente un bambino con ritardo globale dello sviluppo e dell’attenzione. La classe presa in esame è omogenea per età: tutti gli alunni hanno 6-7 anni. I bambini hanno frequentato regolarmente la scuola dell'infanzia e si sono approcciati all'inserimento alla classe prima manifestando qualche piccola difficoltà iniziale di adattamento. Il team docente è formato da insegnanti curriculari e da un docente di sostegno didattico, che ha preso in carico il bambino per 11 ore settimanali, certificato ai sensi della L 104/92. Il clima all’interno del gruppo classe è positivo, gli alunni hanno socializzato fra loro e non ci sono difficoltà di interazione né tra pari né con gli adulti di riferimento. I bambini si mostrano motivati e interessati alle attività proposte dagli insegnanti. L'alunno con disabilità frequenta regolarmente la scuola ed è ben inserito nel gruppo classe. Tutti i compagni cercano di coinvolgerlo nelle loro attività e si dimostrano accoglienti nei suoi confronti.
L'alunno che ho avuto il piacere di affiancare durante il percorso del tirocinio diretto è un bambino di 6 anni con una diagnosi di ritardo globale dello sviluppo in comorbidità con disturbo dell’attenzione e iperattività, in fase di definizione diagnostica, codice ICD 10 – F88. Il ritardo globale dello sviluppo è un termine ombrello adottato quando i bambini manifestano un significativo ritardo nel loro sviluppo cognitivo e fisico. Può essere diagnosticato quando un bambino presenta un ritardo in una o più pietre miliari del suo sviluppo a livello di capacità motorie, linguaggio, abilità cognitive e sviluppo sociale ed emotivo. Altri termini associati a queste condizioni sono incapacità di crescita, che si concentra sul mancato aumento di peso e sul mancato sviluppo fisico, sui deficit intellettivi e sui cambiamenti che provocano allo sviluppo. In comorbidità con il ritardo dello sviluppo l'alunno presenta anche disturbo dell’attenzione e iperattività. Il disturbo dell’attenzione e iperattività (ADHD) è un disturbo del neurosviluppo, caratterizzato da difficoltà a mantenere l’attenzione e l’impulsività, e dall’iperattività motoria. Esso rende difficoltoso il normale sviluppo, l’integrazione e l’adattamento sociale di bambini, adolescenti e adulti. È un disturbo evolutivo dell’autocontrollo e dell’autoregolazione: l’autoregolazione include la capacità di posticipare una gratificazione, il controllo degli impulsi e delle emozioni, il controllo può solitamente essere superato con il tempo e con il sostegno di fisioterapisti, terapisti occupazionali e logopedisti.
Attraverso le competenze maturate in questi mesi ho capito quanto sia importante creare un ambiente di apprendimento fondato sulle relazioni empatiche, dove l’alunno si senta realmente accolto, libero di esprimere il proprio potenziale nel rispetto della sua unicità, promuovendo la sua autonomia e accrescendo la sua autostima. Questo è il motivo per cui il docente deve ricercare e creare situazioni stimolanti, promuovendo la motivazione, poiché più un alunno è motivato nel suo percorso formativo, più è garantito il suo successo scolastico. Attraverso l’esperienza di tirocinio diretto ho posto maggiore attenzione sull’importanza della cooperazione e collaborazione del team docente, e di tutti i soggetti coinvolti nel percorso educativo- formativo dell’alunno, perché solo un lavoro sinergico permette una reale inclusione scolastica e sociale. La scuola, in quanto agenzia formativa direttamente coinvolta nella formazione degli alunni, è l’ambiente più idoneo per progettare interventi volti a promuovere e costruire il benessere in classe, al fine di favorire la crescita cognitiva e affettiva, intrecciare l’apprendimento con il benessere per realizzare un percorso formativo di crescita e di autorealizzazione per tutti gli alunni
“Un viaggio attraverso... il Teatro delle Fiabe”
Nella scelta del progetto ho tenuto conto della progettazione della classe e del piano educativo individualizzato elaborato dai docenti contitolari, dai genitori e dall’Unità di valutazione multidisciplinare, al fine di garantire lo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, e sociale di tutti i bambini promuovendone le potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento assicurando un'effettiva uguaglianza delle opportunità educative (Decreto Legislativo. 13 aprile 2017, n. 65). La seguente attività nasce dalla rilevazione dei bisogni formativi degli alunni, in particolare per ridurre i comportamenti problema del bambino con disabilità, con lo scopo di migliorare l'autoregolazione, le sue capacità comunicative e relazionali. L'attività progettuale, inoltre, mira a favorire i processi di socializzazione tra pari, sviluppare l'appartenenza al gruppo e favorire i rapporti interpersonali. Viste le caratteristiche e le difficoltà fonologiche dell'alunno con disabilità si è pensato, inoltre, fosse importante proporre un’attività che lo aiutasse ad acquisire con più facilità competenze linguistiche attraverso il mondo delle fiabe. La fiaba costituisce un aspetto fondamentale per lo sviluppo del pensiero creativo e della stessa personalità dell’allievo. Stimola lo spirito critico, l’autonomia di giudizio, consolida la capacità linguistico-espressiva, agevola l’immaginazione e avvia al pensiero simbolico. Vengono promosse le abilità di comprensione e di interpretazione del testo; sono favoriti il pensiero narrativo (Bruner) e la metacognizione. La fiaba favorisce lo sviluppo e potenziamento della competenza di ascolto, rielaborazione mentale, alfabetizzazione emotiva, rispetto delle regole e le abilità pro-sociali. Per tali motivi si è pensato di svolgere un’attività di drammatizzazione della favola di Pinocchio, sottolineando in tutte le fasi delle attività il concetto fondamentale dell’inclusione e della diversità. Dal punto di vista della socializzazione, la drammatizzazione assicura la comunicazione tra i bambini e sviluppa lo spirito critico di gruppo per mezzo della condivisione di idee ed emozioni nel costruire, nel realizzare e rappresentare la storia. Il ruolo individuale dell’esperienza di drammatizzazione è di stimolare l’osservazione, la riflessione, lo spirito critico, ma è anche quello di stimolare la capacità creativa del bambino e non ultimo di facilitare l’espressione di sé, di favorire la liberazione di conflitti interiori e di vincere la timidezza.