Il buco nero che chiamiamo AMORE

Sin dai primi anni di vita, veniamo ispirati dalle favole della Disney e dai loro personaggi e reputiamo perfetti i mondi e le realtà ai quali appartengono, oltre cui vediamo impossibile essere più felici di così.

Cresciamo, dunque, con ideali ben precisi, che involontariamente definiscono le nostre scelte e ambizioni: il principe che salverà la fanciulla, l’amore eterno e il lieto fine. Ma oltre la favola c’è un mondo che viene accantonato a furia di inseguire quell’ideale di amore individuato come indispensabile per la propria felicità.

É difficile, quindi, interrompere la ricerca del proprio “principe azzurro”, e alcuni di noi sviluppano una dipendenza nei confronti della prima persona che prometta il lieto fine desiderato.

Proprio in questi casi ci troviamo di fronte a quelle che vengono definite “dipendenze affettive”, relazioni tossiche che promettono un intero universo di felicità e invece la risucchiano come grandi buchi neri.

La condizione di “coppia” è considerata indispensabile e necessaria per sé stessi e per il proprio bene, nonostante la patologia riconosciuta possa portare a problemi psicologici, e in casi più gravi, anche fisici.