Allo stesso tavolo Andy Clark, direttore del dipartimento di Logica e metafisica dell'università di Edimburgo e Daniel Dennett, uno dei più importanti filosofi viventi dell'area analitica.
Allo stesso tavolo Andy Clark, direttore del dipartimento di Logica e metafisica dell'università di Edimburgo e Daniel Dennett, uno dei più importanti filosofi viventi dell'area analitica.
L'organizzatore dell'evento, Mr Roly Perera (University of Edinburgh/University of Glasgow) mentre spiega la sua posizione
Real seemings: Representing ourselves representing the world
Michael Graziano, professore di psicologia e neuroscienze all'università di Princeton.
The challenge of explaining consciousness is not, “How does the brain produce an ineffable internal experience,” but rather, “How does the brain construct a quirky self description, and what is the useful cognitive role of that self model?”
Molto interessante il suo intervento al simposio con il suo amico peluche con cui ha improvvisato una performance da ventriloquo.
Il cervello si è evoluto passando dalla selezione di semplici segnali alla costruzione di modelli interni di attenzione, alla consapevolezza come risultato di un'attribuzione sociale di realtà.
Forse questo è cominciato 65 milioni di anni fa con la nascita dei primati, oppure ancora prima con alcuni uccelli e mammiferi.
Il nostro cervello costruisce una rappresentazione schematica di come si relaziona col mondo.
In realtà questo schema è pura costruzione e la realtà della coscienza viene erroneamente identificata con questo schema!
Daniel Dennett,direttore del Centro per gli studi cognitivi della Università Tufts (Massachusetts)
I can, but I won’t”: Why the Hard Question is so Hard
Secondo Dennet i circuiti computazionali del cervello ci illudono facendoci credere che conosciamo più di quanto in realtà avviene, e che esista una coscienza.
Il nostro Sé, invece, è un’entità che nasce dal linguaggio, veicolo dei memi (unità di trasmissione culturale, idee che permeano e che hanno influenzato la nostra civiltà, come: educazione, consapevolezza ambientale, decostruzionismo, antisemitismo) che produce l’illusione di un centro di gravità narrativa
Accettare che la coscienza è solo un'illusione: è questa la cosa più difficile per l'uomo!
Il filosofo Daniel Dennet ha mostrato grande disponibilità nell'accogliere le perplessità e rispondere con semplicità e rigore.