Avventure d'estate
Io e la mia famiglia ci trovavamo in una spiaggia, all'apparenza sembrava bruttissima (perché era piena di meduse e una mi ha punto). Poi però abbiamo trovato un gabbiano che non stava moltobene. Era stato ritrovato il giorno prima spiaggiato.
Abbiamo provato a dargli da mangiare, ma niente non ne voleva sapere. Allora abbiamo deciso di portarlo a degli specialisti, per non fare sbagli su quello che dovevamo fare. Dato che mia cugina è laureata in scienze forestali ha chiamato il suo vecchio professore, che gestisce il centro regionale recupero fauna selvatica protezione uccelli, e gli ha chiesto se avevano disponibilità di venire a prendere il gabbiano. Le hanno però risposto che non potevano, ma saremmo dovuti andare noi a portarlo. Ci hanno dato indicazioni su come portarlo, quindi lo abbiamo avvolto in un asciugamano, messo in una scatola aperta sopra e portato a casa.
Arrivati a casa ci siamo accorti che stava per ingerire un pezzo di polistirolo (della scatola), quindi mia madre gli ha dato un po' d'acqua con una siringa senza ago.
Per quanto stava male si faceva accarezzare sulla testa, ma in condizioni normali ci avrebbe staccato un dito.
Lo abbiamo messo in macchina e siamo partiti.
La cosa divertente è che mentre stavamo in macchina muoveva la testa a ritmo di musica e mia sorella ha deciso di dargli il nome Gaetano.
Arrivati al centro regionale per il recupero della fauna regionale di Palermo ci hanno detto che Gaetano aveva ingerito qualcosa che lo aveva intossicato. Infatti gli hanno dato una compressa di carbone vegetale e lo hanno messo in osservazione.
Noi intanto siamo andati ad osservare gli altri uccelli accolti nel centro, tra cui l'ultimo Gufo reale della Sicilia, un'Aquila Reale e molte altre
specie.
È stata un'esperienza bellissima e mi sono sentita molto più contenta per essere riuscita a salvare il mio nuovo amico Gaetano.
Sofia Vitale
Classe 2A
(Secondaria di Primo Grado)
UN TRISTE BUONGIORNO
Il giorno 19 agosto 2021, mentre mi trovavo nella nostra casa al mare, vicino Roma, ho avuto un triste ‘buongiorno ‘.
Verso le 8,00 di mattina, io, mia madre e mio fratello siamo andati in una spiaggia vicino casa dove, solitamente, si porta a far fare il bagno ai cani. È una spiaggia libera, non attrezzata e senza bagnini ma soprattutto tranquilla.
Quella mattina non c’era nessuno, mio fratello, appena arrivato, si è buttato in acqua e, dietro il nostro cane ‘Mia’ ( è questo il suo nome). Mamma le ha tirato il frisbee e lei lo ha subito riportato. Ad un certo punto, con mia grande sorpresa la mia cagnolina è andata verso un altro lato della spiaggia, in mezzo ad alcuni scogli. Con il musetto annusava con insistenza dappertutto e camminava cercando qualcosa. Era un comportamento piuttosto strano quindi la mia mamma l’ha seguita e ha fatto la triste scoperta.
Fra gli scogli c’era la carcassa di un pesce. Mamma mi ha detto di prendere Mia al guinzaglio per evitare che si avvicinasse, lei, intanto, cercava di capire, dai resti, che tipo di animale fosse. Era un delfino!
La scoperta è stata ancora più dolorosa, era la prima volta che vedevo un delfino in mare e non avrei voluto fosse così, io adoro i delfini.
Abbiamo fatto delle foto e le abbiamo inviate, insieme alla posizione, al gestore dello stabilimento da noi frequentato, in modo che chiamasse la Capitaneria di Porto per portarlo via… non poteva rimanere lì.
Verso l’ora di pranzo abbiamo visto la macchina della Capitaneria con un furgone con la cella frigorifera, erano andati a prenderlo.
Che tristezza!
Sara Piccirilli
Classe 2A
(Secondaria di Primo Grado)
FATTI NON FAKE!
Come riconoscere le bufale
Al termine del percorso di Educazione civica dell'anno scolastico 2020-2021, la 2 B dell'IC via anagni - Scuola Secondaria ha ideato, disegnato e realizzato 6 strisce di fumetto su alcune fake news particolarmente interessanti. Abbiamo imparato come riconoscere le fake news e quali sono i trucchi per smentirle e non diffonderle.
Seguite i nostri consigli e attenti alle bufale!!
Quante ne avete sentite sui vaccini anticovid?
Noi ne parliamo così...
E per fare in casa un buon igienizzante?
Fake news pericolose!
Le mascherine sono tossiche. Ma chi lo ha detto?
Animali estinti. Scoperta una nuova specie.
Sarà vero?
Chernobyl libera dalla radioattività.
Ci possiamo credere?
Scie chimiche: un'altra causa dei disastri ambientali
Consigli antibufala
Classe 3B
(Secondaria di Primo Grado)
DIFENDIAMO LA VITA NEL PIANETA CHE CI OSPITA
Nell’ambito del tema, oggi molto sentito, della tutela ambientale, durante il mese di ottobre 2021, abbiamo prodotto un lavoro multimediale che, attraverso immagini e didascalie, mette in evidenza come da sempre l’uomo interviene sull’ambiente circostante in maniera troppo spesso prepotente e velleitaria, con l’unico obiettivo di adattarlo e piegarlo alle proprie esigenze e ai propri bisogni.
La nostra attenzione si è concentrata in particolare sulle conseguenze più dannose dell’intervento umano sul nostro pianeta, dal surriscaldamento globale al cambiamento climatico, dalla deforestazione all’inquinamento dei mari.
Abbiamo lavorato in modo cooperativo con la finalità di sottolineare il bisogno sempre più incombente di salvaguardare l’ambiente in cui viviamo per difendere la vita nel pianeta che ci ospita.
Per vincere questa sfida è necessario intraprendere un cammino che coinvolga tutti e che possa condurre alla creazione di una società dove si consuma meno e meglio, che sia in grado di usare le risorse naturali in modo sostenibile e che renda le nostre città sempre più verdi, accoglienti, inclusive e solidali.
Classe 3A
(Secondaria di Primo Grado)
L'IMMAGINAZIONE
L’immaginazione è una cosa che abbiamo tutti fin dalla nascita ed è una grande conquista per l'uomo, anche se la difficolta non è conquistarla ma riuscire a tenerla con sé.
La gente dice che da grandi non si ha più immaginazione ma non è vero, almeno non credo.
Su questo argomento ho letto un libro (che molti di voi conosceranno) "Il piccolo principe", (Le Petit Prince), un racconto di Antoine de Saint-Exupéry.
La storia inizia con l’incontro tra un pilota di aerei, precipitato nel deserto del Sahara, e un bambino, un principe di un asteroide lontano chiamato B-612. Su questo asteroide vivono soltanto il bambino, tre vulcani e una piccola rosa, molto vanitosa, che lui cura e ama.
Questo libro mi ha ha fatto riflettere sul fatto che il problema non è crescere, è dimenticare. Questo probabilmente rappresenta un freno all'immaginazione che, in questo periodo, potrebbe rappresentare un modo per ricominciare a vivere in modo più sereno.
Elisa Tamberi
Classe 1A
(Scuola Secondaria di Primo Grado)