Di Giulio Antonelli e Gabriele Borriello
La chiesa, che si erge nel centro storico di Gallicano nel Lazio, fu costruita dai monaci benedettini di Subiaco quando i principi Giovanni e Crescenzio donarono loro il castello di Gallicano.
All’interno della chiesa si trova una cappelletta dedicata alla Madonna delle Grazie, alla quale i cittadini di Gallicano sono molto devoti; infatti essa fu intitolata regina di Gallicano da Vincenzo Vannutelli, vescovo di Palestrina, nel 1905.
La chiesa è decorata con pitture che raffigurano la vita di Gesù, di Maria e dei santi. Tra le ricchezze d’arte c’è anche il crocifisso ligneo che viene mostrato in processione solo il Venerdì santo.
I cittadini di Gallicano nel Lazio si tramandano da generazioni di padre in figlio la fede in Cristo con queste devozioni e manifestazioni sacre, dando vita a molteplici Confraternite: del Santissimo Crocifisso, del Santo Rosario, di Sant’Antonio Abate ecc.
Le attività che vedono maggiore partecipazione sono la Catechesi per l’iniziazione cristiana dei piccoli, la preparazione ai sacramenti degli adulti, la cura pastorale dei malati e la Caritas parrocchiale.
Le principali ricorrenze e manifestazioni religiose pubbliche che interessano il paese sono: sant’Antonio abate con la sua benedizione e “il ciambellone”, la Madonna di Lourdes con l’Unitalsi, il Venerdì Santo del Cristo verso la Pasqua, santa Rita, la Madonna delle Grazie di maggio, il Corpus Domini con l’infiorata (realizzata dai diversi gruppi catechistici e dalle confraternite: gli infioratori, dopo aver ricevuto la benedizione del parroco, decorano le vie del paese, fino all’ingresso della chiesa), sant’Antonio di Padova con il pane benedetto, sant’Anna presso l’arco, la Madonna del Rosario, Ognissanti e i defunti, e il santo patrono del paese, sant’Andrea apostolo, pescatore delle anime.