The third International Conference on Constructed Languages (I-CONLangs III, 2026) comes after a first edition in Torino in 2022 (https://sites.google.com/unito.it/i-conlangs22) and a second one in Orléans in 2024 (https://icon2024.sciencesconf.org) to offer a forum dedicated to multidisciplinary research on constructed languages.
[EN] The analysis of planned languages constitutes a particularly fertile field of ideas and innovations within the linguistic landscape, as it challenges and tests the human capacity to devise new modes of expression for heterogeneous purposes. This phenomenon is not relevant solely to Linguistics, but also significantly involves other disciplines within the humanities, as well as the arts and literature, extending well beyond the boundaries of academia.
Since the nineteenth century, international auxiliary languages have represented one of the most productive terrains for linguistic invention. Among the numerous published languages, Esperanto occupies a position of particular interest, having given rise, over a long period of time, to a community of speakers — including native speakers — that has progressively developed its own culture, its own sociological dimension, as well as an autonomous history and literary production. Nevertheless, other linguistic constructions also deserve attention, at least by virtue of the role they have played in the history of interlinguistics, as in the case of Volapük, Ido, Occidental, Interlingua, and other related experiences.
Planned languages also assume an increasingly important role in the contemporary cultural context through artistic and literary languages, that is, fictional languages. Human imagination indeed leads to the creation of linguistic systems intended to ground narrative worlds and to structure fictional ecosystems that are coherent and plausible within the diegetic universes progressively constructed. Such languages appear in literature, cinema, the arts, television, and video games, where they contribute to shaping futuristic, exotic, or fantastic civilizations. The conference therefore welcomes contributions devoted to these languages of the imagination, regardless of the working language or the approach adopted — whether contrastive, sociological, geographical, artistic, or otherwise.
A further domain that stimulates linguistic reflection is represented by languages more recently devised for pedagogical, logical, or experimental purposes. In continuity with proto-languages reconstructed, from the nineteenth century onward, in order to test phylogenetic hypotheses, one encounters languages whose objective is not so much practical use as theoretical experimentation: from the virtual testing of the Sapir-Whorf theory (as in the case of Loglan), to the exploration of language contact dynamics (as in Brithenig), to the attempt to push beyond the limits of polysemy (as in Toki Pona). Some of these languages occasionally display a hybrid nature, positioning themselves simultaneously within the experimental and artistic domains, or even within the auxiliary one. It is also pertinent to consider the experimental applications of other languages, whether constructed or natural, such as the propaedeutic aspect of Esperanto.
The creation of a constructed language may respond to multiple purposes; however, their analysis highlights a shared core of issues that I-CONLangs III, 2026 intends to investigate. Among the research topics, in a non-exhaustive list, are:
the different objectives of constructed languages and the tools employed to achieve them;
the various linguistic resources activated within the context of planned languages;
the specific constraints that emerge in the creation and/or use of a conlang;
the social and cultural implications of such languages;
the development of language-creation projects and their symbolic, psychological, sociological, and historical outcomes;
the challenges and limitations inherent in conlangs;
the differences and possible similarities between invented languages and natural languages.
In addition to oral presentations, a poster session is also planned, dedicated to the presentation of newly created languages. All conlangers are therefore invited to submit a proposal, whether they are students, researchers, or individuals working outside the academic sphere.
The Conference Proceedings will be published in a prominent scholarly venue (publication in RiCognizioni is currently being agreed).
[IT] L’analisi delle lingue pianificate costituisce un ambito particolarmente fertile di idee e innovazioni nel panorama linguistico, poiché sollecita e mette alla prova la capacità dell’essere umano di elaborare nuove modalità di espressione per finalità eterogenee. Tale fenomeno non assume rilievo esclusivamente per la Linguistica, ma coinvolge in maniera significativa anche altre discipline dell’area umanistica, oltre alle arti e alla letteratura, estendendosi ben oltre i confini del mondo accademico.
A partire dal XIX secolo, le lingue ausiliarie internazionali hanno rappresentato uno dei terreni più produttivi sotto il profilo dell’invenzione linguistica. Tra le numerose lingue pubblicate, l’esperanto occupa una posizione di particolare interesse, avendo dato origine, nell’arco di un lungo periodo, a una comunità di parlanti — inclusi parlanti nativi — che ha progressivamente sviluppato una propria cultura, una propria dimensione sociologica, nonché una storia e una produzione letteraria autonome. Nondimeno, anche altre costruzioni linguistiche meritano attenzione, quantomeno in ragione del ruolo svolto nella storia dell’interlinguistica, come nel caso del Volapük, dell’Ido, dell’Occidental, dell’Interlingua e di altre esperienze affini.
Le lingue pianificate assumono inoltre un’importanza crescente nel contesto culturale contemporaneo attraverso le lingue artistiche e letterarie, vale a dire le lingue di finzione. L’immaginazione umana conduce infatti alla creazione di sistemi linguistici destinati a fondare mondi narrativi e a strutturare ecosistemi fittizi coerenti e plausibili all’interno degli universi diegetici progressivamente costruiti. Tali lingue trovano spazio nella letteratura, nel cinema, nelle arti, nella televisione e nei videogiochi, dove contribuiscono a dare forma a civiltà futuristiche, esotiche o fantastiche. Il convegno si apre pertanto anche a contributi dedicati a queste lingue dell’immaginazione, indipendentemente dalla lingua di lavoro o dall’approccio adottato — che potrà essere, ad esempio, contrastivo, sociologico, geografico o artistico.
Un ulteriore ambito che stimola la riflessione linguistica è rappresentato dalle lingue elaborate più recentemente con finalità pedagogiche, logiche o sperimentali. In continuità con le protolingue ricostruite, a partire dal XIX secolo, per verificare ipotesi di natura filogenetica, si incontrano lingue il cui obiettivo non consiste tanto nell’uso effettivo, quanto nella sperimentazione teorica: dalla verifica virtuale della teoria Sapir-Whorf (come nel caso del Loglan), all’esplorazione delle dinamiche del contatto linguistico (come nel Brithenig), fino al tentativo di oltrepassare i limiti della polisemia (come nel Toki Pona). Alcune di queste lingue presentano talora una natura ibrida, collocandosi al contempo nell’ambito sperimentale e in quello artistico, o addirittura in quello ausiliario. Risulta altresì pertinente prendere in considerazione le applicazioni sperimentali di altre lingue, siano esse costruite o naturali, come nel caso dell’aspetto propedeutico dell’esperanto.
La creazione di una lingua costruita può rispondere a finalità molteplici; tuttavia, la loro analisi mette in evidenza un nucleo condiviso di problematiche che l’I-CONLangs III, 2026 si propone di indagare. Tra i temi di ricerca, in un elenco non esaustivo, si segnalano:
i differenti obiettivi delle lingue costruite e gli strumenti impiegati per conseguirli;
le diverse risorse linguistiche attivate nel contesto delle lingue pianificate;
i vincoli specifici che emergono nella fase di creazione e/o di utilizzo di una conlang;
le implicazioni sociali e culturali di tali lingue;
lo sviluppo dei progetti di creazione e i relativi esiti simbolici, psicologici, sociologici e storici;
le sfide e i limiti propri delle conlangs;
le differenze e le eventuali analogie tra lingue inventate e lingue naturali.
Accanto alle comunicazioni orali, è prevista inoltre una sessione poster dedicata alla presentazione di nuove lingue in fase di creazione. Si invitano pertanto tutti i conlanger a sottoporre una proposta, siano essi studenti, ricercatori o persone attive al di fuori dell’ambito accademico.
Gli Atti del Convegno saranno pubblicati in una sede scientifica di rilievo (in corso di perfezionamento la possibilità di pubblicazione su RiCognizioni).
[FR] L’analyse des langues planifiées constitue un domaine particulièrement fécond en idées et en innovations dans le paysage linguistique, dans la mesure où elle met à l’épreuve la capacité humaine à élaborer de nouveaux modes d’expression à des fins hétérogènes. Ce phénomène ne concerne pas uniquement la linguistique, mais implique également de manière significative d’autres disciplines des sciences humaines, ainsi que les arts et la littérature, s’étendant bien au-delà des frontières du monde académique.
Depuis le XIXe siècle, les langues auxiliaires internationales ont représenté l’un des terrains les plus productifs pour l’invention linguistique. Parmi les nombreuses langues publiées, l’espéranto occupe une position d’intérêt particulier, ayant donné naissance, sur une longue période, à une communauté de locuteurs — y compris des locuteurs natifs — qui a progressivement développé sa propre culture, sa propre dimension sociologique, ainsi qu’une histoire et une production littéraire autonomes. Néanmoins, d’autres constructions linguistiques méritent également l’attention, ne serait-ce qu’en raison du rôle qu’elles ont joué dans l’histoire de l’interlinguistique, comme c’est le cas du volapük, de l’ido, de l’occidental, de l’interlingua et d’autres expériences similaires.
Les langues planifiées occupent également une place de plus en plus importante dans le contexte culturel contemporain à travers les langues artistiques et littéraires, c’est-à-dire les langues de fiction. L’imagination humaine conduit en effet à la création de systèmes linguistiques destinés à fonder des mondes narratifs et à structurer des écosystèmes fictifs cohérents et plausibles au sein des univers diégétiques progressivement construits. Ces langues apparaissent dans la littérature, le cinéma, les arts, la télévision et les jeux vidéo, où elles contribuent à façonner des civilisations futuristes, exotiques ou fantastiques. Le colloque accueille donc également des contributions consacrées à ces langues de l’imaginaire, quelle que soit la langue de travail ou l’approche adoptée — qu’elle soit contrastive, sociologique, géographique, artistique ou autre.
Un autre domaine qui stimule la réflexion linguistique est celui des langues plus récemment élaborées à des fins pédagogiques, logiques ou expérimentales. Dans la continuité des proto-langues reconstruites, à partir du XIXe siècle, afin de tester des hypothèses phylogénétiques, on rencontre des langues dont l’objectif n’est pas tant l’usage pratique que l’expérimentation théorique : qu’il s’agisse de la mise à l’épreuve virtuelle de la théorie Sapir-Whorf (comme dans le cas du Loglan), de l’exploration des dynamiques du contact linguistique (comme dans le Brithenig), ou encore de la tentative de dépasser les limites de la polysémie (comme dans le Toki Pona). Certaines de ces langues présentent parfois une nature hybride, se situant à la fois dans les domaines expérimental et artistique, voire auxiliaire. Il est également pertinent de considérer les applications expérimentales d’autres langues, qu’elles soient construites ou naturelles, telles que l’aspect propédeutique de l’espéranto.
La création d’une langue construite peut répondre à des finalités multiples ; toutefois, leur analyse met en évidence un noyau commun de problématiques que l’I-CONLangs III, 2026 se propose d’examiner. Parmi les thèmes de recherche, dans une liste non exhaustive, figurent :
les différents objectifs des langues construites et les moyens mobilisés pour les atteindre ;
les diverses ressources linguistiques activées dans le cadre des langues planifiées ;
les contraintes spécifiques qui apparaissent dans la création et/ou l’usage d’une conlang ;
les implications sociales et culturelles de ces langues ;
le développement des projets de création linguistique ainsi que leurs retombées symboliques, psychologiques, sociologiques et historiques ;
les défis et les limites inhérents aux conlangs ;
les différences et les éventuelles similitudes entre langues inventées et langues naturelles.
Outre les communications orales, une session de posters est également prévue, consacrée à la présentation de langues nouvellement créées. Tous les conlangers sont donc invités à soumettre une proposition, qu’ils soient étudiants, chercheurs ou personnes exerçant en dehors du milieu académique.
Les Actes du colloque seront publiés dans une revue scientifique de premier plan (la possibilité de publication dans RiCognizioni est actuellement en cours de définition).
[ES] El análisis de las lenguas planificadas constituye un ámbito particularmente fértil en ideas e innovaciones dentro del panorama lingüístico, en la medida en que pone a prueba la capacidad humana de elaborar nuevos modos de expresión con fines heterogéneos. Este fenómeno no concierne únicamente a la Lingüística, sino que también implica de manera significativa a otras disciplinas del ámbito de las humanidades, así como a las artes y la literatura, extendiéndose mucho más allá de los límites del mundo académico.
Desde el siglo XIX, las lenguas auxiliares internacionales han representado uno de los terrenos más productivos para la invención lingüística. Entre las numerosas lenguas publicadas, el esperanto ocupa una posición de especial interés, pues ha dado origen, a lo largo de un extenso período, a una comunidad de hablantes —incluidos hablantes nativos— que ha desarrollado progresivamente su propia cultura, su propia dimensión sociológica, así como una historia y una producción literaria autónomas. No obstante, otras construcciones lingüísticas también merecen atención, al menos por el papel que han desempeñado en la historia de la interlingüística, como es el caso del volapük, el ido, el occidental, el interlingua y otras experiencias afines.
Las lenguas planificadas ocupan asimismo un lugar cada vez más relevante en el contexto cultural contemporáneo a través de las lenguas artísticas y literarias, es decir, las lenguas de ficción. La imaginación humana conduce, en efecto, a la creación de sistemas lingüísticos destinados a fundamentar mundos narrativos y a estructurar ecosistemas ficticios coherentes y plausibles dentro de los universos diegéticos que se van construyendo. Estas lenguas aparecen en la literatura, el cine, las artes, la televisión y los videojuegos, donde contribuyen a dar forma a civilizaciones futuristas, exóticas o fantásticas. El congreso acoge, por tanto, también propuestas dedicadas a estas lenguas de la imaginación, independientemente de la lengua de trabajo o del enfoque adoptado —sea este contrastivo, sociológico, geográfico, artístico u otro—.
Otro ámbito que estimula la reflexión lingüística es el de las lenguas elaboradas más recientemente con fines pedagógicos, lógicos o experimentales. En continuidad con las protolenguas reconstruidas, a partir del siglo XIX, con el fin de comprobar hipótesis filogenéticas, se encuentran lenguas cuyo objetivo no es tanto el uso práctico como la experimentación teórica: desde la puesta a prueba virtual de la teoría Sapir-Whorf (como en el caso del Loglan), hasta la exploración de las dinámicas del contacto lingüístico (como en el Brithenig), o el intento de superar los límites de la polisemia (como en el Toki Pona). Algunas de estas lenguas presentan en ocasiones una naturaleza híbrida, situándose simultáneamente en los ámbitos experimental y artístico, o incluso en el auxiliar. También resulta pertinente considerar las aplicaciones experimentales de otras lenguas, ya sean construidas o naturales, como el aspecto propedéutico del esperanto.
La creación de una lengua construida puede responder a finalidades múltiples; sin embargo, su análisis pone de relieve un núcleo común de cuestiones que I-CONLangs III, 2026 se propone examinar. Entre los temas de investigación, en una lista no exhaustiva, se encuentran:
los distintos objetivos de las lenguas construidas y los medios empleados para alcanzarlos;
los diversos recursos lingüísticos activados en el contexto de las lenguas planificadas;
las restricciones específicas que surgen en la creación y/o el uso de una conlang;
las implicaciones sociales y culturales de dichas lenguas;
el desarrollo de los proyectos de creación lingüística y sus resultados simbólicos, psicológicos, sociológicos e históricos;
los desafíos y las limitaciones inherentes a las conlangs;
las diferencias y posibles similitudes entre lenguas inventadas y lenguas naturales.
Además de las comunicaciones orales, se prevé asimismo una sesión de pósteres dedicada a la presentación de lenguas de nueva creación. Se invita, por tanto, a todos los conlangers a presentar una propuesta, ya sean estudiantes, investigadores o personas que desarrollen su actividad fuera del ámbito académico.
Las Actas del Congreso se publicarán en una sede científica de relieve (actualmente se está definiendo la publicación en RiCognizioni).
[EO] La analizo de planitaj lingvoj konsistigas aparte fekundan kampon de ideoj kaj novigoj en la lingvistika panoramo, ĉar ĝi provas la homan kapablon ellabori novajn esprimmanierojn por heterogenaj celoj. Tiu fenomeno ne koncernas nur Lingvistikon, sed ankaŭ signife implikas aliajn fakojn de la homsciencoj, same kiel la artojn kaj la literaturon, etendiĝante multe preter la limoj de la akademia mondo.
Ekde la deknaŭa jarcento, internaciaj helpaj lingvoj reprezentis unu el la plej produktemaj terenoj por lingva inventado. Inter la multaj publikigitaj lingvoj, Esperanto okupas aparte interesan pozicion, ĉar ĝi naskis, dum longa periodo, komunumon de parolantoj — inkluzive de denaskaj parolantoj — kiu iom post iom evoluigis propran kulturon, propran socian dimension, same kiel propran historion kaj literaturan produktadon. Tamen ankaŭ aliaj lingvaj konstruaĵoj meritas atenton, almenaŭ pro la rolo, kiun ili ludis en la historio de interlingvistiko, kiel ekzemple Volapuko, Ido, Occidental, Interlingua kaj aliaj similaj spertoj.
Planitaj lingvoj ankaŭ okupas ĉiam pli gravan lokon en la nuntempa kultura kunteksto pere de artaj kaj literaturaj lingvoj, tio estas, fikciaj lingvoj. La homa imagpovo efektive kondukas al la kreado de lingvaj sistemoj destinitaj por fundamenti rakontajn mondojn kaj por strukturi fikciajn ekosistemojn koherajn kaj kredindajn ene de la diegezaj universoj iom post iom konstruataj. Tiaj lingvoj aperas en literaturo, kino, artoj, televido kaj videoludoj, kie ili kontribuas al formado de futurismaj, ekzotikaj aŭ fantaziaj civilizacioj. La kongreso do ankaŭ akceptas proponojn dediĉitajn al tiuj imagaj lingvoj, sendepende de la laborlingvo aŭ de la adoptita aliro — ĉu kontrasta, sociologia, geografia, arta aŭ alia.
Alia kampo, kiu stimulas lingvistikan pripensadon, estas tiu de pli lastatempe ellaboritaj lingvoj por pedagogiaj, logikaj aŭ eksperimentaj celoj. En kontinua linio kun la pra-lingvoj rekonstruitaj ekde la deknaŭa jarcento por testi filogenetikajn hipotezojn, oni renkontas lingvojn, kies celo ne estas tiom praktika uzo, kiom teoria eksperimentado: ekzemple la virtuala testado de la teorio Sapir-Whorf (kiel en la kazo de Loglan), la esplorado de la dinamikoj de lingva kontakto (kiel en Brithenig), aŭ la provo transpaŝi la limojn de polisemio (kiel en Toki Pona). Iuj el tiuj lingvoj foje montras hibridan naturon, situante samtempe en la eksperimenta kaj la arta kampoj, aŭ eĉ en la helpa kampo. Estas ankaŭ konvene konsideri la eksperimentajn aplikojn de aliaj lingvoj, ĉu konstruitaj ĉu naturaj, kiel ekzemple la propedeŭtika aspekto de Esperanto.
La kreado de konstruita lingvo povas respondi al pluraj celoj; tamen ilia analizo reliefigas komunan kernon de demandoj, kiujn I-CONLangs III, 2026 celas ekzameni. Inter la esplortemoj, en ne ĝisfunda listo, troviĝas:
la diversaj celoj de konstruitaj lingvoj kaj la rimedoj uzataj por ilin atingi;
la diversaj lingvaj rimedoj aktivigitaj en la kunteksto de planitaj lingvoj;
la specifaj limigoj, kiuj aperas dum la kreado kaj/aŭ la uzo de konlango;
la sociaj kaj kulturaj implicoj de tiaj lingvoj;
la evoluo de lingvokreaj projektoj kaj iliaj simbolaj, psikologiaj, sociologiaj kaj historiaj rezultoj;
la defioj kaj limoj enecaj al konlangoj;
la diferencoj kaj eventualaj similecoj inter inventitaj lingvoj kaj naturaj lingvoj.
Krom parolaj prezentoj, estos ankaŭ organizita afiŝa sesio dediĉita al la prezento de nove kreitaj lingvoj. Ĉiuj konlanger-oj estas do invitataj prezenti proponon, ĉu ili estas studentoj, esploristoj aŭ personoj laborantaj ekster la akademia sfero.
La aktoj de la konferenco estos publikigitaj en grava scienca publikejo (la eblo publikigi en RiCognizioni estas nun en fazo de difinado ).
Practical information:
Contact: iconlangs2026@gmail.com
Conference website: https://sites.google.com/view/iconlangs2026
Deadline for proposals: 20 April 2026
Notification of acceptance: 30 April 2026
Format of proposal (oral communication and/or poster): 1 page maximum (including bibliography)
Date and place of the conference: Parma, Italy, 9-10 June 2026
Duration of talk: 20mns of presentation and 10mns of discussion
Conference languages: Italian, French, English, Spanish, and Esperanto
No registration fee. Anyone wishing to contribute generously to the expenses can make a donation on the days they are present.