TANZANIA
TANZANIA
Questa non è solo una raccolta di immagini.
È il racconto di un viaggio vissuto con cuore aperto, fatto di volti, mani intrecciate, sorrisi condivisi e silenzi che parlano.
Nel luglio 2024 e 2025 ho partecipato a un’esperienza missionaria in Tanzania insieme ad altri giovani del percorso PEM (Preparazione Esperienza Missionaria), promosso dal Centro Missionario Diocesano.
Attraverso foto, video e parole, cerco di restituire frammenti autentici di ciò che ho vissuto: la forza dell’accoglienza, la bellezza della semplicità, la profondità degli incontri.
Un viaggio che mi ha messo in discussione, che ha allargato i confini del mio mondo e mi ha insegnato a guardare l'altro con occhi nuovi.
KITANEWA
A Kitanewa si trova la scuola superiore fondata da padre Salvatore, punto di riferimento prezioso per tanti giovani della zona. La struttura accoglie ragazzi e ragazze provenienti non solo dal villaggio, ma anche dalle comunità circostanti, offrendo loro l’opportunità di continuare gli studi dopo la primaria. Nonostante le difficoltà e le risorse limitate, la scuola rappresenta un luogo di crescita e di speranza: qui i giovani possono costruire il proprio futuro, scoprendo talenti e nuove possibilità.
MAPOGORO
Mapogoro è il villaggio in cui vive e opera padre Salvatore, cuore pulsante della missione. Qui si trovano la parrocchia, alcuni spazi comunitari e i punti di riferimento per la vita quotidiana delle persone. La missione è un luogo di accoglienza e servizio, dove si intrecciano preghiera, attività educative e sostegno concreto alle famiglie del territorio.
MASAI
A Mapogoro la missione di padre Salvatore incontra anche la comunità Masai, con cui negli anni si è creata una preziosa collaborazione. Gli uomini collaborano con la missione in diverse attività, mentre alle donne è stata data la possibilità di guadagnare un po’ di indipendenza grazie a un piccolo mercatino, dove possono vendere i loro prodotti artigianali e agricoli. Un’esperienza che valorizza la loro cultura e al tempo stesso apre nuove prospettive per le famiglie.
SUKUMA
Durante la permanenza a Mapogoro abbiamo incontrato anche la comunità Sukuma, il gruppo etnico più numeroso della Tanzania. Con danze e canti tradizionali ci hanno accolto con gioia, trasformando la visita in una vera festa. I loro movimenti ritmati e l’energia contagiosa hanno mostrato la forza della loro cultura, fatta di musica, comunità e ospitalità.
MIGOLI
Padre Salvatore ha iniziato la sua missione a Migoli nei primi anni 2000, portando grandi cambiamenti al villaggio. Qui ha costruito la seconda scuola secondaria più grande della Tanzania e, con essa, ha dato nuova vita alla comunità realizzando pozzi d’acqua e portando l’energia elettrica.
Oggi la missione è guidata da padre Simon e comprende anche un asilo, un orfanotrofio e, a qualche chilometro di distanza, la clinica COPE, tutte realtà gestite dalle suore collegine.
Accanto alla missione sono in corso i lavori di restauro di un dormitorio femminile; un progetto importante, perché la scuola secondaria si trova in mezzo alla savana, a circa 30 minuti di distanza. Essendo una scuola di grande rilievo, gli studenti spesso terminano gli studi in tarda serata, anche verso le 22:00, e il percorso di rientro diventa pericoloso. Il dormitorio offrirà quindi sicurezza e un ambiente più sereno per le ragazze che studiano a Migoli.
CHAPUYA
A pochi chilometri da Migoli, Chapuya, un villaggio di pescatori affacciato sul lago artificiale Mtera.
Il tramonto qui trasforma l’acqua in un dorato specchio, offrendo per un attimo una pausa dalla fatica quotidiana.
La vita nel villaggio è dura: mancano servizi, scuole e cibo, e i bambini percorrono chilometri a piedi per arrivare alla scuola primaria, distante due ore. La comunità affronta sfide complesse, tra cui un tasso di AIDS molto alto.
I pescatori escono ogni giorno in barca, con la speranza di tornare con abbastanza pesce per sfamare le famiglie. Il lavoro è faticoso e pericoloso, tra ippopotami e coccodrilli, e il ritiro delle acque riduce sempre di più i raccolti.
Nonostante la povertà e le difficoltà, la comunità di Chapuya continua a vivere con coraggio, determinazione e resilienza.
MAPERAMENGI
Per raggiungere Maperamengi ci vuole un’ora di barca da Migoli, attraversando le acque del lago Mtera tra coccordilli e ippopatami nascosti.
Il villaggio è poverissimo; l’acqua si prende direttamente dal lago e ogni piccolo gesto può fare la differenza.
La scuola accoglie 314 studenti dai 5 ai 12 anni, e fino a poco tempo fa molti studiavano per terra, scrivendo sulle ginocchia. Grazie al progetto “Un pane per amor di Dio”, sono stati donati 65 banchi, offrendo agli studenti la possibilità di concentrarsi, rispettarsi e continuare a sognare. Andare a scuola non è semplice; ogni anno ci sono esami da superare e molti ragazzi devono lasciare gli studi per aiutare la famiglia. La scuola, però, resta il luogo dove coltivare un futuro diverso.
BAGAMOYO
Bagamoyo è un luogo dove il passato pesa, ma offre anche la possibilità di memoria e riflessione. Per secoli, uomini, donne e bambini venivano portati qui a piedi dal cuore dell’Africa per essere venduti come schiavi. Prima i portoghesi, poi il Sultanato di Oman trasformarono Bagamoyo in un porto centrale per il traffico di schiavi verso Zanzibar, l’India e il Medio Oriente.
La schiavitù qui è durata fino al 1906, lasciando un segno indelebile nel villaggio e nella sua cultura. Le lettere degli schiavisti raccontano parole fredde e ciniche, ma che ricordano quanto sia importante non dimenticare: la memoria di Bagamoyo ci invita a riflettere sul rispetto, la dignità e l’uguaglianza, oggi più ieri.
Durante il mio viaggio in Tanzania nel 2024 ho voluto provare qualcosa di diverso: creare un’esperienza capace di trasmettere, anche solo in parte, le sensazioni che ho vissuto io.
Vedere luoghi a cui non siamo abituati, ascoltare suoni nuovi, lasciarsi sorprendere da un ritmo diverso.
È nato così questo piccolo esperimento.
Prendete il vostro telefono, mettetelo in orizzontale, alzate la qualità del video e... godetevi il viaggio.